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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Gennaio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 18
INTERPELLANZA 2011-05784
"JOLLY HOTEL LIGURE: LA VARIANTE CHE LICENZIA LA GENTE" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 24 OTTOBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201105784/002, presentata in
data 24 ottobre 2011, avente per oggetto:
"Jolly Hotel Ligure: la Variante che licenzia la gente"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
In realtà, credo che faremo la discussione dando per scontato che giovedì
approfondiremo la questione in modo più articolato in III più II Commissione.
La situazione è la seguente: a fine settembre l'azienda ha avviato la procedura; entro
i tempi della procedura c'è stata la discussione, il 15, presso l'Unione Industriale, in
cui si è giunti sostanzialmente ad un verbale molto articolato dal punto di vista
dell'accordo.
La sostanza di questi verbali e accordi è la seguente: sostanzialmente, l'accordo
prende atto che viene svolta la procedura; prende atto che, in realtà, NH non è in
grado di dare una risposta, in tempi brevi e certi, al reinserimento dell'insieme dei
lavoratori previsto, per un numero totale di 32; sulla base di questa assunzione,
predispone sostanzialmente un piano di possibile ricollocazione sul piano nazionale e
sul piano internazionale, quindi non solo sul piano torinese, come per molti di noi si
dava per scontato; ovviamente, la ragione è perché, gestendo solo l'Ambasciatori, in
realtà, non ce la si fa, è ovvio che non ce la si faccia a dargli una risposta
complessiva di certa occupazione nell'arco del tempo.
L'accordo prende atto di questa situazione e definisce che per questo periodo c'è la
cassa integrazione in deroga, perché, stante il numero dei dipendenti e il settore, non
è cassa-integrabile, come potrebbe essere qualsiasi altra azienda, ovviamente, o del
settore con più di 50 dipendenti o del settore industriale. Accompagna questa
situazione con alcune cose che normalmente vengono previste in questi tipi di
accordi, di piano sociale, per cui, se uno accetta proposte altrove, ha una parte di
incentivazione e viene pagato per una certa cifra il trasloco.
Questa è l'essenza dell'accordo.
Ora, sulla base di questo, l'informazione che io ho è che 12 abbiano sostanzialmente
accettato ricollocazioni, tra nazionale ed internazionale, per cui il problema riguarda,
sostanzialmente, 20 persone.
Come ho avuto modo di dire ai Capigruppo (l'Assessore Curti l'ha già dichiarato
pubblicamente), lo dico anche oggi in Consiglio, non è previsto di mandare avanti la
deliberazione.
Oltre alla discussione di giovedì, ovviamente, si tratta di riprendere, da parte nostra, i
rapporti sia con l'impresa che ha acquisito, sia con l'impresa che ha ceduto, e vedere
con loro di riuscire a trovare una soluzione migliorativa rispetto a quanto
oggettivamente l'accordo che è stato fatto non ha potuto fare, perché non aveva altre
possibilità, altre disponibilità, se non di muoversi all'interno di quel quadro.
Per questa ragione credo sia importante la Commissione e poi la ripresa dei nostri
rapporti con la società, nel senso che loro avevano preso un impegno alla
ricollocazione. C'è un impegno alla ricollocazione dentro all'accordo, sì, ma è vero
che nel testo mandato non si esplicitava dove avveniva la ricollocazione, ma certo
non può che essere considerato, da parte nostra, esaustivo di quell'impegno il fatto
che la ricollocazione - ammesso che avvenga - avviene in un arco di tempo,
ovviamente avendo a disposizione tutto quest'anno, ma avvenga sul piano nazionale
ed internazionale e non si trovi qualche soluzione, complicata sicuramente, difficile
dal punto di vista del percorso sicuramente, su Torino. Per cui sull'argomento è
necessario, ovviamente, reintervenire e reimpostare la questione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Il Vicesindaco ha fatto le sue dichiarazioni sull'impegno della Giunta.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Sono contento di poter discutere questa interpellanza presentata il 24 ottobre, quindi
ormai da tre mesi attendeva di riuscire ad essere discussa.
Mi pare valga la pena anche di ricordare l'iter di questa vicenda fin qui, perché
quando la deliberazione di Variante urbanistica arrivò, per la prima volta, per
l'adozione il 19 settembre in Consiglio Comunale, io fui l'unico ad intervenire, ma,
devo dire, fidandomi di quello che stava scritto nella deliberazione, cioè che c'era un
impegno della società a ricollocare tutti i lavoratori.
Anche il mio intervento, poi, si concentrò, forse, più sulla perdita di un albergo
storico in centro città che sul problema occupazionale, perché credo che tutto il
Consiglio Comunale fosse convinto, in base a questa premessa scritta esplicitamente
all'allegata lettera, che non ci fosse un problema occupazionale di alcun genere, cioè
che fosse stato risolto in anticipo.
Dopodiché, già ad ottobre sono apparsi sui giornali alcuni articoli che parlavano,
invece, di una lettera di licenziamento addirittura per trentasette lavoratori su
trentanove; quindi, ovviamente, noi abbiamo subito presentato l'interpellanza per
chiedere che cosa stesse succedendo. Dopodiché, appunto, abbiamo ricevuto la
risposta che era in corso una trattativa sindacale e che il 15 dicembre si sarebbe
discusso un accordo, quindi questa interpellanza è stata progressivamente, di
settimana in settimana, rimandata per arrivare a questa data del 15 dicembre. Dopo
questo incontro del 15 dicembre, che ci è stato trasmesso il 20, in contemporanea è
arrivata appunto in Commissione per essere licenziata per l'Aula l'approvazione,
quindi il secondo passaggio in Consiglio Comunale di questa Variante urbanistica.
Poi, un po' per la malattia del Vicesindaco, poi, non so bene per quale motivo, alla
fine, né la proposta di deliberazione né l'interpellanza sono state trattate prima di
Natale e, quindi, siamo arrivati qui.
Vorrei dire, però, che non sono soddisfatto della risposta, nel senso che la risposta ha
affrontato solo l'ultima delle domande dell'interpellanza, quindi restano le prime due
domande senza risposta; si tratta di domande che credo abbiano un peso e abbiano un
peso ancora maggiore, visto che la situazione, poi, si è evoluta in questo senso e
scopriamo adesso, con l'anno nuovo, che ci sono venti persone, venti famiglie in
mezzo ad una strada.
La prima domanda era se a settembre, quando è arrivata la prima versione della
proposta di deliberazione, l'Amministrazione sapesse che c'era un problema
occupazionale, perché il Consiglio Comunale non ne era informato.
La seconda domanda era capire se questo mancato rispetto dell'impegno
occupazionale, citato esplicitamente nella proposta di deliberazione, possa invalidare
la deliberazione stessa. Forse, il primo punto, se volete, è un punto politico e non
potremo mai sapere che cosa è successo veramente, ma il secondo punto è un punto
tecnico, su cui io vorrei una risposta dagli Uffici.
Quindi, vorrei anche dichiararmi insoddisfatto della risposta e rimandare
l'interpellanza alla Commissione di giovedì, sperando che giovedì mi possa venire
data una risposta, cioè, se la proposta di deliberazione è da considerarsi irregolare o,
comunque, se questo mancato rispetto dell'impegno, esplicitamente scritto nelle
premesse della proposta di deliberazione, possa dare motivo per revocare la
deliberazione stessa. Su questo punto aspetto, poi, magari una risposta dagli Uffici e
dal Segretario Generale.
Sulla situazione occupazionale, se si apre una nuova trattativa o un supplemento di
trattativa e si riescono a ricollocare queste persone con soddisfazione di tutti, siamo
tutti contenti, però è l'intera vicenda che fa pensare, che non piace, perché, intanto, ci
viene detto che siamo in un momento di boom del turismo (è vero, cioè ci sono
sicuramente molti più turisti a Torino che dieci anni fa) e allora non si capisce come
mai un albergo che sta in posizione centralissima debba chiudere; si era detto,
durante la discussione, che questi lavoratori probabilmente sarebbero finiti in Piazza
Carlina, che, tutto sommato, quindi, era una specie di spostamento di attività, ma poi
si scopre che, in realtà, in Piazza Carlina questi lavoratori non ci possono andare
perché, nonostante il marchio sia lo stesso, la società che gestirà l'albergo di Piazza
Carlina è un'altra.
Quindi, allora, questa cosa che ci è stata detta, forse, non è mai stata detta, non so, o
l'abbiamo capita male noi, insomma, alla fine non è vera.
Quindi, ci si chiede un po' a che gioco stiamo giocando, anche perché ci è stato detto
che comunque l'albergo chiuderebbe. Allora, mi chiedo: anche dal punto di vista
dell'imprenditore, è molto diverso prendere decisioni su un albergo che sta in un
edificio vincolato dal Piano Regolatore ad essere destinato soltanto ad albergo,
perchè, se resta questo vincolo, io, come imprenditore, so che ci devo investire,
perché non potrò mai realizzare altro che l'albergo. Mentre, invece, se so già che in
Comune stanno predisponendo la Variante urbanistica per trasformarlo in
appartamenti che posso vendere per appartamenti di lusso in pieno centro, allora
magari non ci metto tutto questo impegno per far andare bene l'albergo, perché, tutto
sommato, mi conviene se l'albergo va anche un po' male, così lo chiudo.
È tutta questa vicenda che non si spiega.
Dopodiché, noi le domande le abbiamo fatte. Aspettiamo la discussione giovedì in
Commissione e speriamo che giovedì si possa arrivare con qualcosa di più concreto
per queste persone che sono qui che aspettano e continueremo a vigilare
sull'evoluzione di questa vicenda.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Mi pare quindi che l'argomento verrà ripreso giovedì, nella riunione congiunta delle
Commissioni II (che riguarda l'Urbanistica) e III (che riguarda il lavoro). Quindi, per
adesso chiudiamo qui la trattazione in questa sede di questo argomento; dalla
Commissione, poi, si potrà passare ad altri livelli, come il Consiglio Comunale.
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