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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201108084/002, presentata in data 19 dicembre 2011, avente per oggetto: "Raccolta differenziata con rimborso" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Con questa interpellanza il Consigliere fa riferimento alle esperienze che si svolgerebbero in giro per l'Europa - citando la Norvegia e la Germania -; si tratta di esperienze che, a detta del Consigliere Berthier, vedono delle corresponsioni da parte - presumo - delle Amministrazioni o degli operatori privati in favore di cittadini particolarmente virtuosi che condividono con le Amministrazioni interessate l'incremento della raccolta differenziata. Il Consigliere Berthier chiede se sia intenzione di questa Amministrazione adoperarsi in questa medesima direzione; inizio con il dire che, in queste ultime settimane, è oggetto di un'interlocuzione particolarmente importante con la Provincia di Torino l'individuazione dell'impegno di un milione di Euro che la stessa Provincia di Torino ha messo a disposizione della Città di Torino per favorire un incremento della percentuale di raccolta differenziata, che - come i Consiglieri sanno -, ad oggi, per il nostro territorio è al 42,3%. È una percentuale molto importante, la più alta in Italia per quanto riguarda in particolare i capoluoghi di Provincia, e ne siamo oggettivamente orgogliosi. Questo ulteriore impegno economico sicuramente ci porterà ad un incremento non solo della percentuale - ha anche un valore simbolico, oltre che politico -, ma soprattutto dell'estensione del servizio di raccolta domiciliare per ulteriori (stiamo facendo i calcoli in questi giorni) trentamila o trentacinquemila cittadini torinesi, a cui oggi non è fornito questo tipo di servizio di raccolta domiciliare integrata. Vorrei precisare al Consigliere Berthier che, in realtà, il "rimborso", tra virgolette (così come viene indicato dal Consigliere) rispetto al conferimento della raccolta differenziata oggi avviene già nel nostro Paese; avviene in modo indiretto, attraverso i cosiddetti Consorzi di filiera. Il contributo, ad esempio, che i Consorzi di filiera CONAI riconoscono ai Comuni per la percentuale di raccolta differenziata che si verifica sul territorio è particolarmente significativo. Per quanto riguarda il nostro territorio, i Consorzi di filiera CONAI corrispondono alla Città di Torino indicativamente 5 milioni di Euro all'anno, che incidono direttamente sulla Tarsu e naturalmente lo fanno attraverso il contratto di servizio che la Città di Torino ha con AMIAT. L'interpellante propone a questa Amministrazione un suggerimento sul quale più e più volte ci si è interrogati e credo che, al netto di quella che può essere una valutazione (che dovrebbe necessariamente discernere dal rispetto e all'adempimento delle normative e dei Regolamenti vigenti), si tratta, tra l'altro, di una considerazione di terribile attualità e che è oggetto di un'interlocuzione sempre più frequente, anche da parte del sottoscritto, con la cittadinanza torinese. Da questo punto di vista, devo però specificare che qualunque forma di contribuzione diretta all'incremento e, quindi, alla virtuosità del cittadino - in questo caso torinese - rispetto all'incremento di raccolta differenziata dovrebbe naturalmente passare attraverso una revisione delle normative e, soprattutto, rispetto a quella che è l'adozione di una tassa in questo momento per la Città di Torino e per il nostro territorio. Da questo punto di vista, in più occasioni ci siamo permessi di provare a verificare che cosa sarebbe potuto accadere con l'introduzione di una tariffa, che è lo strumento più adatto a soddisfare le esigenze del Consigliere Berthier; infatti, la tariffa potrebbe, di fatto, essere proporzionata alla quantità di rifiuti prodotti e, quindi, potrebbe essere incentivante adottare un atteggiamento piuttosto che un altro. Fin dall'introduzione del servizio di raccolta differenziata, questa Città ha sempre privilegiato un altro atteggiamento, che è quello che caratterizza lo sforzo dell'Amministrazione, cioè la progressiva estensione della raccolta domiciliare integrata su tutto il territorio cittadino e, di conseguenza, il fatto che, attraverso un miglioramento del servizio, sia culturalmente accettabile per i cittadini torinesi svolgere questo tipo di servizio. Ad oggi, la scelta di questo atteggiamento ha premiato questa Amministrazione; credo che la direzione intrapresa sia quella corretta e che le esperienze di altri Paesi andrebbero prima verificate. Naturalmente, ho già chiesto agli Uffici di verificare che cosa accade effettivamente in Norvegia - che è stata citata dal Consigliere Berthier - e negli altri Paesi della Comunità Europea. Attualmente, ritengo di poter dire che un servizio di raccolta differenziata spinta come avviene sul nostro territorio (naturalmente, con le attribuzioni necessarie, attraverso il contratto di servizio, all'azienda che gestisce il servizio) sia il migliore dei metodi che un'Amministrazione possa adottare. Non è un caso che, da questo punto di vista, i risultati ad oggi ottenuti ci danno ragione su un territorio complesso qual è quello torinese. Lo sforzo da parte di questa Amministrazione è di continuare ad incrementare la percentuale di raccolta differenziata, che, nel corso del 2011 - i dati sono oggetto di analisi, li verificheremo tra qualche settimana -, registrerà, ad esempio, circa un ulteriore punto di raccolta differenziata rispetto al 2010. L'impegno economico a cui ho fatto menzione (che è oggetto dell'interlocuzione con la Provincia di Torino) verosimilmente ci porterà ad un ulteriore incremento di un punto percentuale, quindi progressivamente questa Amministrazione cerca di sedimentare sforzi ed attenzione, in modo tale che la raccolta differenziata non sia solo una percentuale verso la quale tendere, ma sia soprattutto la garanzia che si possa svolgere un servizio efficace e che, quindi, possa produrre i risultati auspicati dall'Amministrazione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Questo 42% mi lascia veramente perplesso, anche perché sicuramente abito in una zona privilegiata, ma sono 6 anni che faccio la raccolta differenziata, quindi si tratta di grandi sforzi da parte del Comune ad effetto lumaca. Visto che c'è un contributo che viene girato al Comune di 5 milioni di Euro all'anno (almeno, mi sembra di aver capito) e che la Tarsu è aumentata proprio alla fine dell'anno scorso, mi chiedo chissà che cifra dovremo pagare per fare la differenziata. Quindi, lo sforzo o, comunque, il contributo da parte del cittadino per comportarsi in un certo modo non viene certamente premiato. Il modello norvegese o quello tedesco sono chiaramente una forzatura, perché siamo molto più lontani, ma ritengo che con questa distribuzione su tutta la Città, continuando di questo passo, nei prossimi 10 anni probabilmente arriveremo al 70 o all'80% per la raccolta, ma bisogna sottolineare che la raccolta differenziata porta un vantaggio economico a tutti i livelli, meno che al cittadino. Paradossalmente, vi posso fare un esempio (senza spostarci di confine e neanche di regione), vi sono alcuni supermercati che stimolano la raccolta della plastica predisponendo una struttura metallica all'interno della quale si introducono le bottiglie; a chi introduce le bottiglie di plastica il supermercato riconosce dei punti sconto per fare la spesa. Tra le altre cose, il supermercato in questione non è italiano, ma è francese. Penso che si possano fare degli sforzi in più, perché quello che l'Assessore mi sta dicendo non mi sembra uno sforzo, ma sposta semplicemente una questione che potrebbe essere affrontata in modo sicuramente migliore (salvo che questa situazione vada bene così e, quindi, soddisfi ampiamente questa Amministrazione, la Giunta, o chi per essa). RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Vorrei dire molto rapidamente al Consigliere Berthier che l'esempio citato - ma il Consigliere dovrebbe saperlo - è già stato sperimentato sul territorio cittadino, in particolare con il gruppo Carrefour, che penso sia quello a cui fa riferimento. L'esperienza pregressa - lo so perché mi sono documentato per poter svolgere al meglio questo ruolo - ha portato ad un fallimento totale di quella sperimentazione, che, tra l'altro, ha visto un effetto perverso indotto; infatti, capitava che alcuni cittadini torinesi andassero a cercare nei contenitori della raccolta plastica il materiale da poter conferire nell'impianto che lei ha citato presso il centro di grande distribuzione per beneficiare dello sconto (non ricordo in particolare quale fosse il beneficio). Ad ogni modo, anche in questo caso si dimostra come l'incentivo o lo stimolo maggiore non debba essere di carattere economico, perché, poi, si possono creare degli effetti indotti particolarmente perversi e difficili da gestire. Il motivo per cui ho citato la percentuale di raccolta differenziata raggiunta fino a questo momento è che credo che, a differenza di tante altre Amministrazioni anche del territorio piemontese in cui c'è stato un aumento significativo di questa percentuale (salvo, poi, verificarsi una contrazione drastica ed un drop che hanno segnato negativamente quelle esperienze), nell'incrementare gradualmente un servizio che è partito da zero non più di dieci anni fa e che oggi vede più di 400.000 cittadini torinesi servirsi del servizio di raccolta domiciliare integrata, l'attenzione di questa Amministrazione deve necessariamente passare attraverso una sedimentazione ed un'implementazione ben ponderata di questo servizio in modo graduale, con tutti gli accorgimenti che sono pronto a condividere con il Consiglio Comunale e che, anzi, auspico che emergano nella discussione con il Consiglio Comunale. Oggi - e ne approfitto per dare questo aggiornamento al Consiglio Comunale -, la disponibilità di ulteriori risorse rispetto a quelle che l'Amministrazione ha già a disposizione garantirà ad altri trentacinquemila cittadini torinesi (oggi siamo a quattrocentoquattromila) di poter usufruire del servizio di raccolta differenziata integrata (cioè domiciliare), attraverso il porta a porta. Credo che sia questo l'obiettivo da perseguire e ritengo che questa sia la direzione giusta. Ribadisco ancora una volta (naturalmente, il benchmarking mi sarà consentito, perché il confronto deve essere fatto con città di medie e grandi dimensioni) che, oggi, il dato che registriamo è che in Italia non esiste nessun'altra Città con queste caratteristiche dimensionali che abbia una percentuale così alta di raccolta differenziata. L'obiettivo - com'è noto al Consigliere Berthier - di questa Amministrazione è di continuare ad incrementare, con le caratteristiche che dicevo prima, una percentuale significativa di raccolta differenziata, utile a garantire tutti quei meccanismi, anche virtuosi, che, in prospettiva, potrebbero generare anche dei benefici economici. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Non capisco perché, quando si fa qualche cosa parzialmente ben fatta, ci si rifà agli altri che non la fanno. Se abbiamo cominciato un percorso, proseguiamolo, non è detto che i tempi debbano essere così lunghi, solo perché gli altri non lo fanno neanche. Inoltre, non ho capito se è previsto che nel 2012 beneficeranno di questo servizio i prossimi trentacinquemila; praticamente, si tratta di un quartiere. È per questo motivo che concluderemo fra altri dieci anni, perché se andiamo di anno in anno, di quartiere in quartiere, sarà quello il risultato. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |