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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201107294/002, presentata in data 1° dicembre 2011, avente per oggetto: \"Palazzo del Lavoro: un centro commerciale inquinato\" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Anche in questo caso ringrazio gli interpellanti. L'interpellanza si articola di sei punti. Proverò, com'è mia abitudine, a rispondere a ogni singolo punto, per dare soddisfazione - spero - all'interpellante. Per quanto riguarda il punto 1, gli interpellanti chiedono se secondo l'Amministrazione, nell'area oggetto dell'interpellanza, si applichino i limiti normativi meno restrittivi previsti dalla legge per le aree commerciali e industriali oppure quelli più restrittivi previsti per le aree a uso verde o residenziale. Poiché le aree esterne pertinenziali al Palazzo del Lavoro sono state incluse all'interno del perimetro del ZUT 1630, che ha conferito al Palazzo del Lavoro la destinazione di ASPI che, come sanno i Consiglieri, è l'Attività di Servizio per Persone e Imprese, e su tali sedimi è prevista la realizzazione dei parcheggi pubblici interrati afferenti a tale destinazione d'uso. Invece, la sistemazione superficiale del giardino pubblico e degli spazi pedonali, avverrà al completamento di tale intervento su soletta. In questo caso, i limiti da applicare a tale area sono quelli previsti per gli usi commerciali. Quindi tali limiti garantiscono pienamente i futuri fruitori dell'area e degli spazi interrati a essa connessi. Per quanto riguarda il punto 2, gli interpellanti chiedono se si è a conoscenza dell'inquinamento della zona e se la Città ne ha dato comunicazione alla Provincia e alla Regione. Inoltre, gli interpellanti chiedono se la Provincia ha provveduto a individuare il soggetto responsabile della bonifica, come da legge, eccetera. Non essendo stati riscontrati superamenti dei suddetti limiti, non è stato dato corso ad alcun procedimento di bonifica. La risposta è molto più semplice. Gli interpellanti, al punto 3, chiedono se nel permesso di costruire o comunque negli accordi con la società Pentagramma Piemonte siano previste forme di bonifica del terreno inquinato dell'area in questione, quali e a carico di chi. Non essendoci la necessità di bonifica, tale tema non è stato specificatamente trattato, se non prevedendo, per consuetudine attuativa, che le aree destinate a servizi pubblici dovranno, se necessario, essere bonificate, naturalmente a cura del soggetto proponente. A tal fine, la convenzione dà atto che il proponente ha intrapreso la predisposizione delle indagini ambientali anche in ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 28, citato anche dagli interpellanti. Al punto 4, gli interpellanti chiedono se siano state concordate o prescritte particolari precauzioni per l'esecuzione dei lavori di scavo, tali da evitare le dispersioni delle polveri del terreno inquinato nell'aria respirata dai cittadini, in particolare dagli abitanti delle case prospicienti il Palazzo del Lavoro e dai bambini che frequentano l'adiacente asilo. Stante la natura del riporto riscontrata nel sottosuolo, la Città si è impegnata, come tra l'altro i Consiglieri sanno, a individuare un sito di recupero del materiale di scavo idoneo per riempimenti e/o rilevanti, senza oneri di conferimento per il proponente. In sede di rilascio del permesso a costruire saranno individuate le specifiche cautele da utilizzare in fase di scavo. A tal proposito si rileva che le concentrazioni soglia di contaminazione sono cautelative per una tipologia di esposizione a lungo periodo e pertanto risultano, a maggior ragione, cautelative per una durata limitata, qual è quella delle operazioni di scavo. Data la vicinanza dell'asilo, sarà posta particolare attenzione a tutelare tale recettore sensibile. La normativa di cui all'articolo 186 del decreto legislativo 152 del 2006, che prevede la possibilità di escludere le terre e rocce da scavo dal regime di rifiuto, mediante la predisposizione di un Piano di Gestione, non è applicabile al caso in questione, essendo terreno di riporto misto a macerie. Al punto 5, gli interpellanti chiedono se siano state effettuate analisi o siano previsti Piani di bonifica per le zone adiacenti, sia facenti parte del Parco Italia 61 che dei servizi circostanti. Sono stati attivati procedimenti di bonifica nei siti limitrofi della palestra "Tennis Vela" e dell'asilo nido "Il Laghetto". Nei primi mesi del 2012 si procederà a completare le indagini sulle restanti aree del Parco Italia 61. L'ultimo punto: se l'Amministrazione ritenga legalmente possibile rivalersi su chi abbia originariamente inquinato i terreni in questione prima della realizzazione del Parco Italia 61 e del Palazzo del Lavoro, in base al principio "chi inquina paga". Per quanto riguarda possibili azioni di rivalsa, eventualmente da effettuarsi per le aree a destinazione diversa da quella commerciale e terziario, una volta completate le indagini sarà verificata con la Provincia di Torino la possibilità di individuare l'inquinante e il responsabile dell'inquinamento. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio anche l'Assessore per la risposta e per il fatto che almeno questa volta è venuto l'Assessore giusto, nel senso che noi avevamo già presentato una precedente interpellanza sull'inquinamento dell'asilo "Il Laghetto" ed era, non so bene per quali dinamiche, venuto l'Assessore Pellerino, che non aveva le informazioni più specifiche sull'inquinamento ambientale della zona. Perché, chiaramente, il problema qui è un problema di inquinamento. La risposta dell'Amministrazione, se ho ben capito, è che siccome la destinazione del Palazzo del Lavoro è commerciale, si applicano i limiti di legge per le aree commerciali, che sono decisamente parecchio più alti di quelli previsti per le aree residenziali e verdi, e siccome l'inquinamento di questo terreno sta a metà, per cui sarebbe fuori legge o è fuori legge nelle aree residenziali verdi ma è a norma di legge nelle aree commerciali e industriali, si dice che il problema non sussiste perché quella è un'area commerciale e quindi non c'è bisogno di fare bonifiche, non c'è bisogno di grandi precauzioni; non c'è bisogno, sostanzialmente, di attivare tutto quello che si attiva in questi casi, quando si riscontra un inquinamento industriale da metalli pesanti nel terreno. Posso anche capire che - forse - tutto questo sia a norma di legge, perché comunque sarebbe da capire se anche la futura destinazione del Palazzo del Lavoro sarà commerciale; fino ad oggi non mi risulta che ci sia stata una destinazione né industriale né commerciale. Però, finché il centro commerciale non apre, sarebbe una discussione forse da avvocati, quindi è una discussione che potremmo fare con più calma. Anche ammesso questo, siamo nella situazione un po' paradossale per cui lì il terreno, che è inquinato allo stesso modo rispetto a quello a fianco, è legale, ma un centimetro più in là - dove inizia il Parco, dove c'è l'asilo, dove c'è la palestra, eccetera - non è legale. Però lì, siccome non sarà realizzato un centro commerciale da parte di privati, ma sono terreni pubblici, prima o poi il pubblico interverrà, ma intanto i privati che devono realizzare il centro commerciale non dovranno farsi carico di nessuna spesa di nessun tipo di bonifica. Di niente. Questa situazione ci sembra un po' paradossale, perché comunque vicino a questa area industriale-commerciale, che non ha bisogno di essere bonificata, ci sono delle case anche piuttosto alte, dove la polvere arriva anche abbastanza facilmente, sia per i piani bassi, ma anche per chi sta in alto, che quindi respira anche quello che viene portato magari un pochino più in alto e un pochino più lontano. C'è un asilo, c'è una palestra, c'è un Parco frequentato da centinaia di cittadini, con gli animali, con i bambini, già soggetto peraltro a inquinamento perché c'è una coda continua di auto in Corso Unità d'Italia. Quindi, la situazione non credo che possa essere presa troppo alla leggera. Credo che forse, al di là poi dei vincoli di legge, che capisco perfettamente, ci sia un problema oggettivo di pericolosità dell'inquinamento di questo terreno, che peraltro, anche nella bonifica dell'asilo vicino, è stato tolto per mezzo metro di superficie dal prato dell'asilo, portato dentro al Palazzo del Lavoro e abbandonato lì, sotto dei sacchi; c'è un telo blu che dopo pochissimo tempo ha cominciato a togliersi, a disfarsi, eccetera; quindi, ormai è libero al vento e questo terreno vola per l'aria e va nel Parco, va nella strada, va verso gli abitanti, va nell'asilo, va nel Palazzo del Lavoro. Possiamo anche fidarci del fatto che tutto stia avvenendo a norma di legge, però credo che ci sia una questione sostanziale che l'Amministrazione deve porsi, perché l'Amministrazione non può omettere il dovere di controllare la qualità della salute dei cittadini, la qualità dell'aria e dell'inquinamento del terreno e delle falde di tutta la città. Per questo motivo noi chiediamo che questa interpellanza venga portata in Commissione. Tra l'altro, già la precedente interpellanza sull'inquinamento dell'asilo nido "Il Laghetto" era stata mandata in Commissione e non è ancora stata calendarizzata. Quindi, cogliamo questa occasione per calendarizzare entrambe le interpellanze insieme e poter affrontare una volta per tutte, in dettaglio, questo problema di inquinamento nell'area del Palazzo del Lavoro, per poterlo risolvere con soddisfazione di tutti e in particolare dei cittadini che abitano lì di fronte e portano i bambini all'asilo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Quindi il Consigliere Bertola ha chiesto un approfondimento in Commissione. L'interpellanza è discussa per l'Aula. |