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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 22 Dicembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 33
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2011-07600
ADEGUAMENTO DEL SISTEMA TARIFFARIO DELLA SOSTA A PAGAMENTO SU SUOLO PUBBLICO. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201107600/119, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 dicembre 2011, avente
per oggetto:
"Adeguamento del sistema tariffario della sosta a pagamento su suolo pubblico.
Approvazione".
della proposta di mozione n. mecc. 201108113/002, presentata dal Consigliere
Scanderebech in data 21 dicembre 2011, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione 201107600/119 avente ad oggetto
'Adeguamento del sistema tariffario della sosta a pagamento su suolo pubblico.
Approvazione'".
della proposta di mozione n. mecc. 201108149/002, presentata dai Consiglieri
Sbriglio, Curto, Musy e Bertola in data 22 dicembre 2011, avente per oggetto:
"Accompagnamento deliberazione mecc. 201107600/119
'Pagamento delle strisce blu in base al tipo di veicolo'".
della proposta di deliberazione n. mecc. 201107609/119, presentata dalla Giunta
Comunale in data 13 dicembre 2011, avente per oggetto:
"Adeguamento tariffario dei servizi di Trasporto Pubblico Locale. Approvazione".
della proposta di mozione n. mecc. 201108114/002, presentata dal Consigliere
Scanderebech in data 21 dicembre 2011, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione 201107609/119 avente ad oggetto:
'Adeguamento tariffario dei servizi di Trasporto Pubblico Locale. Approvazione'".
della proposta di mozione n. mecc. 201108141/002, presentata dai Consiglieri
Bertola e Appendino in data 22 dicembre 2011, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201107609/119 - Adeguamento
tariffario dei servizi di Trasporto Pubblico Locale. Approvazione".
e della proposta di mozione n. mecc. 201106071/002, presentata dai Consiglieri
Carossa, Ricca e Carbonero in data 4 novembre 2011, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201107609/119 Ticket Crossing".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Per il Movimento 5 Stelle la questione della mobilità è centrale. Questo è noto ed è
quindi un po' con amarezza che mi trovo ad intervenire in questa situazione. Chiedo
scusa, ma a causa dei Consiglieri Cassiani e Paolino non riesco a parlare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Se volete discutere di altri argomenti sicuramente interessanti, potete uscire dall'Aula
e andare alla buvette o nei corridoi.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Per il Movimento 5 Stelle la mobilità è ovviamente una questione centrale, quindi è
con amarezza che ci troviamo a discuterne in questa situazione. Come hanno già
detto molti altri Consiglieri di opposizione, il metodo con cui è stata gestita questa
vicenda è onestamente inaccettabile. Ieri, in Commissione l'ho definita un'offesa alla
dignità del Consiglio e, in effetti, secondo noi è così, perché questa proposta di
deliberazione è arrivata all'ultimo momento, senza preavviso e senza essere
supportata da dati ed informazioni. È stata calendarizzata in Commissione alle ore
17.00 per essere portata in Aula alle ore 10.00 del giorno dopo; di conseguenza, non
abbiamo avuto modo né di fare domande e ricevere risposte, né di consultare
cittadini e comitati e di metterla in discussione, anche magari per la pubblica
opinione, sul web. Spesso ci possono essere dei suggerimenti che arrivano dalle
persone che abitano in una determinata zona, per cui, per esempio, lo spostamento
del confine tra le diverse zone tariffarie della sosta a pagamento di un isolato può
fare la differenza sulla vivibilità quotidiana della loro casa.
Ieri, la maggioranza è arrivata in Commissione con tre quarti d'ora di ritardo, perché,
evidentemente, ne stava ancora discutendo. Non abbiamo visto alcun tipo di dati e ci
è stato detto di quanto bisogna aumentare il biglietto, l'abbonamento, la sosta a
pagamento, ma non ci è stato detto l'aumento del biglietto singolo quanti soldi
porterà in più, l'aumento dell'abbonamento quanti soldi porterà in più e non ci sono
stati forniti i numeri sulla quantità di biglietti venduti e sulla quantità di ore trascorse
nella sosta a pagamento nelle varie zone. Questi dati sarebbero stati essenziali;
peraltro, li avevamo anche chiesti alla Segreteria dell'Assessorato alcuni giorni fa,
per poter presentare eventualmente una controproposta, perché, se il saldo deve
essere zero (e questo lo posso anche considerare garantito) e se non abbiamo i dati,
non possiamo neanche dire che magari si può aumentare di 10 centesimi in meno il
biglietto, aumentando qualcos'altro. Inoltre, in Commissione ci sono stati dati al
massimo 5 minuti per intervenire, ci è stato detto fin dal principio che, oggi, non
avremmo potuto presentare o discutere emendamenti di merito perché, anche se li
avessimo proposti, la maggioranza li avrebbe accorpati e bocciati tutti insieme in un
colpo solo. Quindi, a questo punto, ci siamo risparmiati il fastidio, anche se avremmo
potuto presentare moltissimi emendamenti di merito. Infine, assistiamo a questa
discussione nella quale viene ammucchiato tutto insieme (due proposte di
deliberazione, cinque proposte di mozione, gli emendamenti di merito e non di
merito) e per di più non sappiamo neanche di che cosa stiamo discutendo, perché,
questa notte, c'è stato un nuovo accordo nella maggioranza che ha cambiato questo
piano di aumenti, ma noi non lo conosciamo, quindi magari facciamo dei commenti a
delle proposte che non sono più attuali e che, in realtà, sono già state cambiate.
È chiaro che in questa situazione l'unica cosa che abbiamo potuto fare è stata
l'ostruzionismo, però in maniera civile, cercando di disturbare il meno possibile gli
Uffici, usando la carta riciclata e presentando un migliaio di emendamenti, con lo
scopo di ottenere semplicemente il tempo che servirebbe per discutere meglio questa
proposta di deliberazione. Quindi, speriamo di avere, durante le festività di Natale,
un po' più di tempo per esaminare il materiale e, magari, fare delle controproposte,
anche se ormai il termine per la presentazione degli emendamenti è chiuso e, quindi,
non sappiamo bene in che modo potremo fare, visto che probabilmente la discussione
finirà questa sera.
Entrando nello specifico, ci è stato detto che questa manovra è odiosa ma necessaria.
È odiosa per definizione, perché, ovviamente, qualunque manovra di aumenti che va
ad impattare sulle tasche dei cittadini, specialmente in questo periodo, è impopolare
ed odiosa, specialmente per le fasce meno abbienti. In questo caso, l'aumento è
significativo, perché il biglietto singolo dell'autobus aumenta del 50%; naturalmente,
si dice che ci sono i carnet e che si punta a far sì che la gente li acquisti, ma
l'aumento del carnet è del 30% ed i biglietti del carnet costeranno 1,17 Euro, mentre
prima costavano 90 centesimi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Le chiedo scusa, Consigliere Bertola. Consiglieri, permettiamo la conclusione di
questi ultimi interventi. Prego, Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Presidente, la ringrazio per l'aiuto.
Tra l'altro, vorrei anche riconoscere, in questo ambito, alcuni tentativi positivi di
gestire questa manovra cercando di impattare meno sugli abbonamenti e cercando di
prestare attenzione a certe fasce. C'erano in particolare - ma sono solo alcuni esempi
- quattro situazioni che, ieri, abbiamo segnalato in Commissione e spero che, questa
notte, abbia portato consiglio e che siano state modificate. La prima era quella delle
persone tra 60 e 64 anni, perché prima lo sconto era dai 60 anni, mentre adesso
diventa dai 65 anni; per queste persone l'abbonamento annuale aumenta del 153%,
cioè più di due volte e mezzo. La seconda era quella dei disoccupati, perché è vero
che l'aumento era di soli 2 Euro, però passava da 18 a 20 Euro, con un incremento
dell'11%. La terza riguardava i bambini accompagnati e le esigenze di agevolare
anche questa cosa. La quarta era sulle persone che, di fatto, sono state costrette a
prendere la Metropolitana, quando prima prendevano l'autobus, specialmente gli
anziani che andavano al mercato facendo due fermate di autobus e, quindi,
riuscivano a tornare a casa utilizzando un solo biglietto. Adesso devono prendere due
biglietti della Metropolitana rincarati a 3 Euro, quindi il prezzo è triplicato. Gira voce
che la maggioranza abbia affrontato i primi tre di questi quattro punti. Ci
dichiareremo molto contenti se l'avrà fatto, però non lo sappiamo ancora. Siamo
contenti di aver sollevato la questione ieri.
L'altra cosa che avevamo detto, che peraltro abbiamo visto affiorare anche da una
mozione della maggioranza che abbiamo sottoscritto, riguarda la differenziazione del
costo della sosta in funzione della dimensione dell'inquinamento per il valore
dell'auto, che è un'altra idea che abbiamo sempre portato avanti fin dal programma
elettorale. Ne sono contento ed è per questo motivo che abbiamo sottoscritto la
proposta di mozione.
Però, a questo punto, c'è l'altro problema: ma questa manovra è necessaria?
Ovviamente, sappiamo tutti che ci sono stati dei tagli nazionali e regionali, ma,
nuovamente, non abbiamo visto un dato e, quindi, non siamo in grado di giudicare se
questi aumenti in realtà serviranno a compensare i tagli o se saranno un modo per
arricchire GTT, magari in vista di una prima vendita, visto che un mese fa la
maggioranza ha deciso di venderne il 40%. Probabilmente, fa anche comodo magari
rimpinguare un po' le casse in attesa di una futura vendita, ma questa non è una
logica che dovrebbe far parte di una manovra di questo genere. Purtroppo, non siamo
in grado di giudicare la questione, perché non abbiamo i dati, ma abbiamo
presentato, sempre sugli aspetti più strettamente legati alla proposta, una mozione di
accompagnamento alla deliberazione che riguarda le tariffe GTT, che chiede di
affrontare due aspetti che, secondo noi, sono importanti; infatti, non si può
intervenire con un aumento di questa portata e far finta di non sapere in GTT ci sono
dei costi che non dovrebbero esserci. In particolare, in questa proposta di mozione
chiediamo di affrontare due tipi di costi: il primo è il costo delle esternalizzazioni,
perché, dai dati forniti anche dai Sindacati interni di GTT, pare che le linee date in
gestione ad appaltatori privati, a parità di servizio al chilometro, costino il 60% in più
di quelle gestite internamente da GTT. La situazione è anche peggiore per i servizi di
manutenzione.
Allora, vorremmo che fosse fatta una verifica su questi appalti dati all'esterno di
linee e di servizi, per vedere se c'è veramente una convenienza a affidarli all'esterno,
perché, se alla fine costano di più, conviene riportarseli alla gestione diretta.
Sostanzialmente, questa è una prima richiesta.
La seconda richiesta - definitela populista, se volete, ma secondo noi è doverosa - è
che ci sia una revisione o una rinegoziazione degli stipendi del gruppo dirigente di
GTT, affinché vengano portati al di sotto o al massimo al livello di quello del
Sindaco. Di questa cosa si è già parlato: non crediamo che sia possibile chiedere
sacrifici agli utenti e, poi, continuare a pagare stipendi da quasi 250.000 Euro
all'anno, mettendo insieme stipendi, emolumenti, consulenze, eccetera. Speriamo che
la maggioranza, oltre a firmarla, voti questa proposta di mozione.
Inoltre, vorrei arrivare ad un discorso più generale prima di concludere: leggendo la
prima versione di questa proposta di deliberazione è interessante notare che l'unica
tariffa che non aumenta è il costo della sosta in Piazza San Carlo, rimane a 2 Euro
come prima. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). È interessante perché, alla
fine, aumentano tutte le cifre più basse, ma apparentemente non si interviene sul
costo della sosta più cara di Torino e nel posto in cui è più difficile parcheggiare a
Torino. Questo è un po' indicativo del problema di questa manovra, perché, alla fine,
il rischio vero è che questo sia sostanzialmente un disincentivo all'uso dei mezzi
pubblici, perché comunque i mezzi pubblici, che già sono utilizzati dalle fasce più
deboli della popolazione, con un aumento di questo genere (perché per un viaggio di
andata e ritorno si passa da 2 Euro a 3 Euro) a questo punto diventa più conveniente
l'automobile, pur con i rincari della sosta (ma non tutti vanno nelle zone con la sosta
a pagamento, ma molti si recano in zone dove la sosta non si paga) ed i rincari della
benzina.
Il rischio è di spostare le persone, in particolare chi può ancora permetterselo, dai
mezzi pubblici ai mezzi privati e di lasciare sui mezzi pubblici quelli che con i rincari
della sosta privata non potranno più permettersi l'auto.
I rincari della sosta sono solo un piccolo pezzo, ma rincara l'assicurazione, il bollo,
la benzina e tutto il resto e, alla fine, sempre più famiglie non potranno permettersi
l'auto o, magari, potranno permettersene soltanto una, quando prima ne avevano due.
C'è un problema di equità generale di questo intervento, cioè il rischio è di trovarci
con una divisione per cui sui mezzi pubblici, che nonostante gli aumenti poi
subiranno ancora dei tagli (perché sono già stati annunciati per marzo e alcuni sono
già stati fatti a dicembre), ci andrà soltanto chi non può veramente farne a meno, e gli
altri, sempre di più, utilizzeranno le auto private.
Vorrei ricordare che venerdì scorso (chi era per strada nel pomeriggio e nella sera di
venerdì scorso lo sa) abbiamo visto che cosa succede in questa città se non
funzionano i mezzi pubblici, ovvero se la gente, invece di prendere i mezzi pubblici,
è costretta a prendere l'auto. Venerdì, si è bloccata l'intera città. C'era stato un
ingorgo, che credo non si sia mai vista in questa città da trent'anni a questa parte.
C'erano intere zone della città completamente bloccate ed intasate dalle auto ferme.
Il rischio è che si voglia andare in quella direzione e bisogna tenere conto questa città
ha già il problema dell'inquinamento e, quindi, è questo che, secondo noi, dobbiamo
scongiurare. La maggior critica che forse si può fare è che per la fretta questa sembra
un po' una manovra da tirare a campare, cioè aumentiamo un po' qui, aumentiamo
un po' là, così più o meno non scontentiamo nessuno, e sale tutto, con qualche
tentativo di riequilibrare, ma più o meno da tutte le parti.
A mio parere, essendo l'inizio della tornata amministrativa, con 5 anni fino alle
prossime elezioni, sarebbe stato il momento di tentare delle soluzioni un po' più
radicali; speriamo che se ne possa discutere nei prossimi mesi, perché è indubbio che
ci sia bisogno di uno spostamento radicale (quantitativo di investimenti, di risorse e
di utilizzo) dalla mobilità privata alla mobilità pubblica; questa città non può più
permetterselo, in termini di inquinamento, in termini di occupazione del suolo
pubblico e in termini di costi, soprattutto perché una parte significativa della città
non può più permettersi l'auto privata ed ha bisogno di servizi pubblici efficienti.
Se questo aumento fosse stato magari caricato un po' di più sulla mobilità privata,
tirando fuori anche delle idee che erano già venute (ad esempio, il road pricing, come
altre idee da esaminare), senza poter esaminare i dati, nessuno ha la certezza che
quella sia una soluzione che ha senso o meno, per cui bisognerebbe almeno
esaminarle e in quel modo si riesce a far pagare un po' di più i costi della mobilità
privata. Occorre tenere presente che tante persone sono costrette ad usare l'auto, ma
comunque l'auto può essere sostituita nella maggior parte dei casi dai mezzi pubblici,
e con quei soldi si può fornire un servizio di mezzi pubblici efficiente e incrementare
i mezzi pubblici, cioè non cercare più o meno di farli sopravvivere, tagliando quello
che è necessario eccetera, ma fare un servizio sempre migliore, in modo che poi la
gente possa vivere a Torino senza avere un'auto. Alla fine deve essere quello
l'obiettivo, come lo è in tutte le grandi città dal milione di abitanti in su, cioè vivere
in città senza avere un'auto.
Questo però è possibile solo se i mezzi pubblici sono efficienti, capillari, frequenti e
quindi se c'è un investimento significativo di risorse sui mezzi pubblici, in questo
caso sovvenzionandoli, vista anche la situazione economica, con i costi della
mobilità privata.
È per questo che non possiamo sostenere queste proposte di deliberazione, perché, in
un momento in cui è difficile chiedere sacrifici ai cittadini, vengono chiesti in
un'ottica più di sopravvivenza che di vera ristrutturazione della mobilità cittadina e
quindi nell'ottica di affrontare i problemi nel medio e lungo termine, cercando di fare
in modo che fra cinque o dieci anni non ci troveremo ancora con problemi di
inquinamento e di traffico e, per di più, con i cittadini meno abbienti che non
possono più permettersi l'auto e sono costretti ad usare mezzi pubblici inefficienti e
sovraccarichi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Vorrei sottolineare solo tre cose. Ho ascoltato il dibattito, anche se alla buvette non è
possibile ascoltare, bisogna tenere la porta aperta, perché manca un altoparlante.
La prima precisazione è al Consigliere Carbonero, perché prima gli è scappato un
"pecorari". Allora, siccome i miei nonni e anche i miei genitori hanno fatto i
pastori... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). No, prima ha detto "pecorari" a te
e poi "zampognari", siccome i miei nonni ed i miei genitori (da ragazzini) hanno
fatto i pastori e vengo da una famiglia di pastori, che allevavano pecore nel Cuneese,
non la considero assolutamente un'offesa, è una categoria e, peraltro, li ringrazio
perché ho potuto fare un salto generazionale (sia per istruzione, che per lavoro)
molto di più di altri. Nei nostri lavori ci possono anche stare le battute e bisogna
prenderle come tali, senza farne sempre una tragedia.
Il motivo vero per cui sono intervenuto è per dire ai Consiglieri della Lega che i
computer hanno una bella caratteristica: guardi la città e vedi quanto costano i
biglietti nelle altre città e quanto costano gli abbonamenti. Ieri, ho guardato Varese e
Verona (giusto per caso) ed ho scoperto che a Verona il biglietto costa 1,10 Euro ed
il carnet di 10 biglietti costa 10 Euro. A Torino, sull'autobus il biglietto costa 1,50
Euro e, dopo gli aumenti, costerà 1,50 Euro e con il carnet 1,17 Euro. Inoltre, ho
scoperto che a Verona c'è una bella iniziativa a favore della famiglia, che piacerebbe
al Consigliere Genisio: che c'è lo sconto per il secondo ed il terzo figlio che studia,
per cui mi sono detto: "Guarda che bravi".
Dopodiché, a Verona, le cui dimensioni sono sicuramente minori rispetto a Torino ed
è molto bene amministrata, l'abbonamento per gli studenti costa 220 Euro (quindi,
40 Euro in più che a Torino), quello per il secondo figlio costa 185 Euro e quello per
il terzo costa 165 Euro.
A Torino, una famiglia con tre figli paga meno di una famiglia con tre figli a Verona,
senza tanta pompa magna di propaganda; anche il biglietto singolo costa più o meno
lo stesso. Se guardiamo le altre città, è più o meno uguale.
Il nostro vero problema non è tanto polemizzare su quello che ognuno di noi farebbe,
perché questa è la classica materia come le partite di calcio, dove ognuno di noi è
capace di fare la formazione e non ci vuole una grande preparazione (perché non è il
Bilancio, per cui per discuterne con l'Assessore Passoni bisogna almeno conoscere
un po' la materia), ma, in questo caso, chiunque può dire la sua e spiegare come in
quel quartiere o in quella categoria ci sia un vantaggio, uno spostamento, eccetera.
Non vorrei che le parti fossero invertite a seconda delle città in cui siamo, perché noi
abbiamo il problema di aumentare di tot milioni la quota da pagare alla cittadinanza.
Ho detto ieri in Commissione che se tutti i torinesi pagassero 100 Euro a testa (nella
mi famiglia siamo in tre, per cui pagheremmo 300 Euro e, quindi, pagherei molto
meno dei due abbonamenti annuali che hanno mia figlia e mia moglie), copriremmo
tutto il budget di GTT per la provincia di Torino, perché siamo 900.000 e, quindi,
sarebbero 90 milioni di Euro. Mi pare l'incasso previsto dopo gli aumenti sia di 92
milioni di Euro.
È chiaro che questo è molto facile fare conti di questo tipo, ma, in realtà, dobbiamo
amministrare. Al di là delle polemiche (perché, se fossi a Verona, sarei
all'opposizione), qui amministro come posso e per fortuna abbiamo un buon
Capogruppo e la gran parte la fa lui; però anche i leghisti, a Torino, dovrebbero
pensare a che cosa farebbero.
Il Consigliere Scanderebech non può fare un intervento in cui propone soltanto un
aumento di costi per la città ed i soldi non si sa da dove arrivano, perché, alla fine, i
soldi non nascono così.
Credo che dovremmo in qualche modo fare uno sforzo in questa direzione e, oggi, il
fatto che aumenteranno molto di più... mi aspetto già che l'ACI, l'Automobile Club,
quando scoprirà le tariffe di aumento sulla sosta. Si propone addirittura
l'attraversamento su Via XX Settembre e Via Arsenale ai mezzi privati,
probabilmente è stato un attacco di miopia, non lo so che cos'è successo, perché
chiaramente protesteranno ancora di più. Ma il vero problema è che, oggi, la gente
che lavora in centro e viene a lavorare in macchina spende mediamente, se lo fa
regolarmente (tra benzina, parcheggio e il resto) circa 2.000 Euro all'anno.
Non sono i 350, i 380, i 990, i 20, i 30 Euro in più o in meno dell'abbonamento
annuale che li fa cambiare, i modi per cui ognuno di noi usa la macchina o usa il
mezzo pubblico in modo misto, o l'uno o l'altro, sono variabili e dipendono da
tantissimi fattori; chi va in palestra non è che si porta la borsa sull'autobus, per
esempio.
Non voglio pensare che i provvedimenti di questa città possano condizionare i
singoli, possono sicuramente dare un po' più di riequilibrio e di giustizia e in qualche
modo favorire maggiormente il trasporto pubblico (quindi, vie preferenziali e via
dicendo) e penalizzare un po' quello privato, soprattutto nelle zone di maggior
congestione.
Mi pare che l'impostazione data dall'Assessore Lubatti, al di là di tante cose (avrei
potuto presentare cento subemendamenti, invece di sette, e le assicuro che sarebbero
anche sensati), rispetti questo principio e questo aumento che è doloroso, ma
necessario ed inevitabile; ritengo che abbia un buon equilibrio e anche una
prospettiva per quanto riguarda l'equilibrio trasporto pubblico e privato in questa
città e, mi permetto di aggiungere, anche molto più rispetto a Verona.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Non ravviso gli estremi
dell'offesa per il fatto personale.
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Giustamente l'opposizione ci ha chiesto di spiegare il senso dei nostri emendamenti.
Credo che l'abbiamo fatto ieri, forse non tutti erano attenti, ma mi pare che le
dichiarazioni fossero coese; tra l'altro sono state presentate da tutti i Gruppi, in una
maniera anche complementare, cioè ognuno di noi ha spiegato il senso della
proposta.
Noi - lo dico solo come piccola cronistoria -, in realtà, abbiamo visto più o meno un
mese fa il senso della discussione che stava avvenendo in Giunta, c'era il tema
dell'adeguamento a 1,50 Euro del biglietto singolo, ma si parlava di non aumentare
gli abbonamenti. Ovviamente, il senso di quella proposta di deliberazione l'abbiamo
condiviso, anche perché il taglio del TPL era già avvenuto a marzo e ricordo alle
opposizioni che in qualche modo il taglio del TPL non è certo del Governo Monti,
ma del Governo Berlusconi. Quella riorganizzazione doveva fermarsi lì, a novembre.
Come sapete, è stata anche impugnata la deliberazione di marzo e, tra l'altro, c'è una
sospensiva. Dopodiché, c'è stata un'altra deliberazione che ha aumentato del 5%
quella pianificazione in 3 anni. C'è stata questa deliberazione e a noi sembrava utile
ritornare verso il senso della deliberazione precedente.
Credo che gli emendamenti siano abbastanza semplici da capire: per disabili,
disoccupati, studenti e pensionati con un ISEE di 36.000 Euro si chiede di ritornare a
quell'aumento zero. Chiediamo semplicemente che non ci siano ritocchi. È tanto
difficile da comprendere? No. Credo che il senso sia quello di avvicinarsi il più
possibile alla proposta iniziale, cioè quella di non fare aumenti. La seconda ipotesi -
è un altro emendamento che abbiamo scritto proprio ieri - riguarda il fatto che c'è
stato un aumento sull'abbonamento generale del 14%. A noi sembrava molto
significativo, forse troppo, e abbiamo chiesto di dimezzarlo, cioè di portarlo al 7%.
L'abbonamento annuale da 290 Euro sarebbe passato a 330 Euro e noi chiediamo di
dimezzare quell'aumento, cioè di portarlo a 310 Euro. Inoltre. chiediamo di avviare
delle pratiche per rateizzarlo, cioè per trovare il modo per cui i più precari, quelli che
non hanno 310 Euro all'inizio dell'anno - oggi non è possibile farlo - possano magari
dilazionare quel pagamento, anche per farlo sentire meno sulle proprie tasche.
C'è un altro dato: a noi sembrava una contraddizione continuare a fare appello
all'uso del mezzo pubblico, soprattutto per andare a scuola, spiegare il senso dei
"Bimbibus" e, poi, vedere nella proposta di deliberazione un aumento da 100 Euro a
120 Euro sull'annuale per i bambini sotto gli 11 anni. Abbiamo fatto una proposta
secca, forse anche strana rispetto alla discussione, chiedendo di togliere questo tema
del confine tra i 6 e gli 11 anni, che era rappresentato dal dopo metro (lo dico contro
il conflitto di interesse, visto che l'ho pagato per metà della mia vita). Il senso era
estendere l'esenzione fino ai 6 anni e portarla fino agli 11 anni. Sappiamo che questo
costa, perché sono 70, 80 o 100.000 Euro in meno. In realtà, pensiamo che questo
possa essere un effetto volano, perché, se un bambino fino alle elementari può andare
di fatto a scuola gratuitamente (senza pagare l'autobus), questo potrebbe anche avere
un effetto volano per i propri genitori, nel senso che - visto che, purtroppo, sono
pochissimi i bambini che alle elementari vanno da soli utilizzando i mezzi pubblici -
con quella gratuità e dovendo andare con un abbonato o con qualcuno che paga il
biglietto, credo che possa essere una bellissima campagna di comunicazione per
chiedere che quei genitori inizino ad utilizzare il mezzo pubblico.
Questo è un po' il senso dell'impianto dei nostri emendamenti. È chiaro che, però,
mancano degli elementi finali. In primo luogo, lo chiedo al Sindaco Fassino:
abbiamo aumentato considerevolmente le zone blu. Lo voglio precisare al
Consigliere Bertola, con cui abbiamo sempre una grande sintonia anche su alcuni
temi ambientali, però se diciamo - come molti del centrodestra hanno detto - che è
una mazzata per gli automobilisti, almeno prendiamo atto che è un disincentivo ad
usare la macchina in centro; almeno prendiamo atto che è un pezzo di discussione sul
fatto che stiamo chiedendo che gli abbonati non paghino i rincari e stiamo dicendo
che le zone blu non devono essere utilizzate per quel tipo di mezzo privato, non in
quel senso e disincentivate fortemente.
Però, Sindaco, in questo dobbiamo fare un'operazione: dobbiamo aumentare il
perimetro delle zone blu. Lo dico, come abitante della zona Vanchiglia, che vede la
zona blu e i suoi confini e che vede, per esempio, l'Università di Lungo Dora che sta
crescendo, lì dove c'è la zona "bianca", tra virgolette, ci sono migliaia e migliaia di
cittadini che tutti i giorni parcheggiano le loro auto e utilizzano il mezzo pubblico.
Questo che ci pone un problema: dovremo estenderle quelle strisce blu.
Vorrei porre questa riflessione anche alle opposizioni: in queste ore, il Governo
Monti, di fatto, ha reintrodotto parte di quella discussione; facciamo sì che questi
1.600 milioni che in qualche modo vengono rimessi in campo servano per non
devastare il servizio pubblico; noi non solo non dobbiamo dire agli abbonati di non
crederci, anzi nei prossimi mesi devono andare a fare subito l'abbonamento annuale;
dall'altra parte, dobbiamo evitare che ci siano 8-10 milioni di chilometri di taglio dal
nostro servizio. Questo è il senso della manovra.
Mi dispiace che non si capisca che anche noi stiamo cercando di comprimere i nostri
emendamenti, li stiamo accorpando per dare una proposta vera, senza il rito delle
varie posizioni politiche nel centrosinistra. C'è una proposta unica. Credo che sia una
proposta che ha cambiato sensibilmente in meglio il provvedimento iniziale e che i
cittadini in questo senso lo capiranno. Non capiranno sinceramente perché, avendo
reintrodotto però il taglio iniziale del TPL, la Regione non fa niente su questo. Spero
che, da domani - e invito in Sindaco a dirci qualcosa nella sua replica -, la Regione
faccia qualcosa, perché la cosa più inaccettabile è che, dopo questi possibili rincari,
si tagli il servizio e si destrutturi il Trasporto Pubblico Locale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una replica costruttiva, al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Riesco sempre a passare davanti al Consigliere Levi-Montalcini, che, gentilissima,
me lo concede. Il senso del ragionamento è proprio questo e riprendo anche quanto
ha detto prima il Consigliere Viale: tutte le cose che ci siamo detti (e che sono
effettivamente costruttive) dovevano essere il frutto di un percorso condiviso
insieme, che doveva avere una durata coerente. È questo che contestiamo con questa
forza, perché - lo voglio ancora ripetere, ma velocemente e senza nota polemica -
non è la prima volta in cui capiamo che c'è l'urgenza e dobbiamo farlo per forza e
domani deve essere chiuso. È già la terza, la quarta o la quinta volta. Ci troviamo un
muro davanti, senza la possibilità neanche, non dico di fare breccia, ma proprio di
guardare dal muro e dire: "Parliamone perlomeno un attimo".
Queste proposte certo che hanno senso e devono in parte essere raccolte e sono certo
che, dopodomani, saranno raccolte in quanto frutto di una discussione di
maggioranza allargata che porterà poi a soluzioni che premieranno la vostra
"politica".
Voglio solo prendere l'ultima parte, perché trovo corretto doverlo difendere:
l'aumento della vita, del Governo, della manovra da domani farà far fatica anche a
me a pagare l'affitto e non vado a dire al padrone di casa: "Guarda, non ti pago più
perché è aumentato". Mi do da fare, creo, mi riorganizzo e faccio in modo di far
fronte, magari facendo più sacrifici. È facile dire: "È colpa della Regione"; è vero,
ma non è la soluzione dire: "Senti, non posso fare diversamente, ti aumento, perché
tanto è colpa sua".
Questo filo di ragionamento è lo stesso che ha fatto prima il Consigliere Viale, ma, al
di là di tutte le polemiche che possiamo trovare (magari dovute ai momenti di
nervosismo, dovuti anche alla stanchezza), è questa la coerenza del discorso,
dell'incontrarsi per parlarne e per risolvere, e non solo quattro ore con un Assessore
che, tutto sommato, non ti ascolta neanche, perché tanto ha già bene in mente che
cosa vuole fare e dove deve arrivare, perché l'input è quello.
È solo questo che dispiace, perché siamo qui per costruire, non per disfare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Mi trovo in una condizione un po' difficile, perché, per molti versi, sono d'accordo
con l'opposizione, pur essendo di maggioranza (mi è capitato molte volte).
Devo dire che tutto il mio Gruppo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, non è la
prima volta. Condivido la posizione con il mio Gruppo e la posizione è quella,
purtroppo, di non essere d'accordo sul metodo.
Si sapeva già da qualche tempo si sapeva che saremmo stati costretti ad aumentare le tariffe e
ad aumentare il costo dei biglietti dei trasporti, per questo ci sarebbe piaciuto poterne
parlare come si faceva nelle altre tornate amministrative, purtroppo anche allora per
troppo poche deliberazioni, in preventiva.
Se avessimo ragionato e parlato tutti insieme di quelle che potevano essere le
soluzioni, se avessimo visto le proiezioni che l'Assessore e GTT stavamo elaborando e
se avessimo anche potuto apportare un nostro modesto contributo, certamente oggi
voteremmo con minore fatica questa manovra. Non solo, ma ci sentiremmo anche
più forti a convincere i cittadini che questo passo si doveva fare e non si poteva fare
diversamente.
Siamo contenti per gli emendamenti che la Giunta ha accettato sui temi degli anziani,
dei disoccupati, dei giovani, degli studenti, eccetera, però resta sempre il dubbio che
si potesse fare qualcos'altro. Siccome il nostro compito è quello di indirizzo, ci
piacerebbe poterlo fare.
L'ultima seduta di Commissione è durata più di quattro ore, con l'acqua alla gola,
per arrivare a liberare tutte le proposte di deliberazione che avremmo dovuto poi
votare in Consiglio Comunale: chiederei a tutti gli Assessori di non arrivare più
all'ultimo momento. Faccio parte del Consiglio Comunale da 10 anni e sono dieci
anni che mi trovo sempre a votare all'ultimo giorno, all'ultima ora, all'ultimo minuto,
prima che ci sia la scadenza definitiva. Veramente sarebbe una conquista se riuscissimo a
lavorare tutti insieme, magari anche contrapponendoci in modo un po' animato,
per arrivare ad una soluzione condivisa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Vorrei fare due premesse, seguendo lo schema dell'intervento che ho fatto ieri in
Commissione.
La prima premessa è sulla questione del metodo. Noi, come maggioranza, ci siamo
fatti carico di accelerare il più possibile l'approvazione di questa proposta di
deliberazione; l'abbiamo fatto con grande senso di responsabilità, non senza trovare
anche difficoltà di carattere operativo, perché siamo convinti che l'onere di una
maggioranza sia quello di garantire la governabilità di un sistema e, intorno alla
governabilità del sistema dei trasporti, alla luce del taglio drastico dei trasferimenti
che ci sono stati sul trasporto pubblico locale da parte del Governo nazionale e
soprattutto del Governo regionale (che ancora oggi, mentre stiamo facendo questa
discussione, non ha erogato il dovuto alla Città di Torino) obbliga a programmare
risorse finanziarie ed azioni che servano a garantire il diritto alla mobilità.
Oggi, la mobilità di Torino è di ottimo livello, in relazione alle dimensioni della città
e, soprattutto, ad una contrazione generalizzata delle risorse finanziarie che, rispetto
ad un quadro normativo che continua ad evolvere, rende difficile la programmazione
anche delle iniziative politiche in ordine alla società (a GTT), che deve garantire
questo servizio pubblico locale.
L'altra premessa (che è allo stesso tempo doverosa) riguarda il ringraziamento
all'Assessore Lubatti per il lavoro che ha svolto, di concerto con le forze della
maggioranza consiliare, per trovare una soluzione che fosse tecnicamente ed
economicamente compatibile con l'esigenza di mantenere invariati i saldi
complessivi dell'intervento e, contemporaneamente, che aprisse la discussione
politica in ordine a quali potevano essere le misure da mettere in campo per rendere
le misure che abbiamo adottato non certamente gradevoli, ma almeno più compatibili
con quella che è la situazione locale di Torino.
Dopo queste due premesse, anche per rispondere alle numerose sollecitazioni che
sono giunte dalle forze di opposizione, illustro il pacchetto di misure che, in una serie
di emendamenti prodotti ad entrambe le proposte di deliberazione, è stato presentato
unitamente dalle forze di maggioranza.
La linea di indirizzo che abbiamo seguito è la seguente: abbiamo cercato di contenere
i maggiori oneri per i cittadini sul TPL, individuando le coperture finanziarie sulla
proposta di deliberazione che riguarda le tariffe della sosta a pagamento, sapendo
perfettamente che facciamo cose impopolari e che dall'approvazione di questo atto
non si esaurirà, certamente, il livello di discussione sulla questione.
Quindi, utilizzando questo tipo di impostazione, abbiamo provveduto a presentare
delle proposte emendative alla Giunta rispetto alla deliberazione che propone al
Consiglio; parto dall'aspetto più negativo, cioè dall'incremento degli oneri per la
sosta che vanno nell'ottica di un ulteriore rialzo rispetto alla proposta originale,
avanzata dalla Giunta, partendo dal centro storico e via via, in termini proporzionali,
raggiungendo anche la restante parte della zona blu. Ci rendiamo conto che
chiediamo un grande sacrificio ai cittadini di Torino che d'ora in avanti sosteranno
nelle nostre zone blu, ma questa decisione può anche essere interpretata come una
linea di politica che tende sempre più a disincentivare l'utilizzo del mezzo privato
per accedere al centro in maniera saltuaria.
Questa è una città che, in questi anni, ha investito molto nella riqualificazione del
centro storico e nelle infrastrutture, a partire dalla Linea 1 della Metropolitana, che
consentono un accesso veloce al centro storico e, in qualche modo, credo che oggi -
basta girare il centro di Torino per accorgersene - la nostra città abbia un centro
storico che sicuramente è molto più bello di com'era anni fa. Questo fatto deve
renderci orgogliosi.
Quindi, credo che sia un elemento qualificante continuare nelle politiche di
disincentivazione, anche attraverso politiche tariffarie. Ovviamente, si tratta di
politiche di disincentivazione del mezzo privato, che passeranno anche attraverso la
realizzazione di nuovi posteggi interrati, di nuove pedonalizzazioni e di nuove corsie
preferenziali per incrementare la velocità dei mezzi pubblici, sapendo, oltretutto, che,
per questioni normative, l'incremento della sosta a pagamento nella ZTL blu produce
una quota di accantonamento (obbligatoria, per legge) che la città deve destinare ad
investimenti infrastrutturali sul TPL, cioè esattamente quello che descrivevo prima.
Le risorse derivanti da questo tipo di aumento, robusto e sostanzioso, che
proponiamo vengono usate per andare incontro a tutta una serie di esigenze che sono
maturate sicuramente nel dibattito giornalistico di questi giorni, certamente nelle
quattro ore e mezza di discussione della Commissione di ieri e che ora proverò per
punti sommari ad introdurre.
Crediamo opportuno e strategico innalzare la soglia di esenzione completa per il
mezzo pubblico a tutti i bambini in età inferiore ad 11 anni, anche per rendere dal
punto di vista educativo, rispetto alle giovani generazioni e ai bambini, l'utilizzo del
mezzo pubblico come un uso abituale. Quindi, crediamo sia questo un elemento
incentivante.
Riteniamo corretto con l'incremento non andare a penalizzare ulteriormente gli
abbonamenti per i disoccupati; la situazione lavorativa torinese non permette, da
questo punto di vista, ulteriori carichi su queste fasce sociali svantaggiate, per cui
proponiamo che l'abbonamento per i disoccupati rimanga invariato e, quindi,
l'azzeramento dell'incremento.
In relazione al tema delle esenzioni e delle agevolazioni per i cittadini anziani, la
Giunta ha proposto un provvedimento che alza la soglia di esenzione da 60 a 65 anni;
riteniamo di condividere questo tipo di impostazione, ma chiediamo - attraverso
degli emendamenti - che possano essere garantiti i diritti di coloro i quali si trovano
nella fascia di età interclusa tra i 60 e i 65 anni e che sono titolari di abbonamento.
Quindi, queste persone continueranno ad usufruire della loro agevolazione.
Inoltre, proviamo ad introdurre un elemento, ci proviamo con questo primo tentativo
- è anche un'innovazione di carattere metodologico - che riguarda il tema del reddito.
Riteniamo di non condividere, oggi, l'estensione dell'esenzione o delle agevolazioni
a tutti i cittadini, a prescindere dal loro reddito, quindi proponiamo che
l'agevolazione per i cittadini over 65 sia concessa solamente a chi ha un reddito
inferiore ai 36.000 Euro circa, che è la soglia che la Regione Piemonte stabilisce per
l'esenzione dal ticket sulle prestazioni sanitarie. Chi è sopra a quella soglia deve
pagare il biglietto dell'autobus.
Facciamo anche un'altra grande operazione e abbiamo difeso la scelta che ha fatto la
Giunta, per cui non la tocchiamo ma vorrei ribadirla. La Giunta fa un'operazione
robusta di omogeneizzazione delle tariffe tra l'area cittadina della cinta daziaria di
Torino e le aree dei Comuni nell'intorno di Torino, proprio per incentivare anche i
cittadini che usano la città (sono oltre 450.000 le auto che dalle periferie raggiungono
Torino) a spostarsi con il mezzo pubblico.
Condividiamo e difendiamo questa scelta, anche nell'ottica di quell'Area
Metropolitana che, al di là di tanta retorica che alle volte sentiamo nei convegni e nei
dibattiti, deve poi trovare delle misure amministrative concrete e cogenti.
Credo di aver elencato le principali innovazioni. Abbiamo proposto questo pacchetto
di misure dopo una discussione all'interno della maggioranza; ci scusiamo, come ho
fatto ieri, e ribadisco che non è nostro costume, l'abbiamo dimostrato sulla proposta
di deliberazione della holding FCT, contingentare i tempi della discussione e non
permettere lo sviluppo del dibattito. Ci auguriamo - lo dico guardando la Giunta e
l'Assessore Lubatti - che questa non sia la regola, ma che questa metodologia
rappresenti l'eccezione alla regola.
Assessore, abbiamo l'esigenza di avere il tempo necessario per discutere i
provvedimenti; credo che sia opportuno e doveroso rispetto alle forze di minoranza,
che sono convinto che comprendono qual è l'esigenza di una forza di maggioranza
che deve garantire il governo e che abbiano capito questa esigenza di contingentare
così tanto i tempi.
Ci tengo a puntualizzare un'ultima cosa, come ho già detto oggi in alcuni colloqui
telefonici, dopo aver appreso delle migliaia e migliaia di emendamenti ostruzionistici
presentati dalle forze di minoranza: avremmo voluto discutere 2, 3 o 4 emendamenti
di merito, quindi non discutere gli emendamenti ostruzionistici e quelli di merito.
Credo che si sia verificato un record storico nella storia di questo Consiglio
Comunale con questa proposta di deliberazione; con questo tipo di azione avete
impegnato oltre 30 persone a lavorare tutta la giornata di oggi e credo anche la
giornata di domani e, quindi, credo che sia comunque doveroso da parte nostra anche
stigmatizzare questo tipo di comportamento che non ha penalizzato l'azione politica
della maggioranza, ma certamente ha impegnato la struttura del Comune di Torino, a
cui va il mio terzo e definitivo ringraziamento per quello che sta facendo in queste
ore per consentire che, quanto prima, questo provvedimento possa venire approvato e
per poter dare certezza all'azienda GTT e al futuro che ci attende.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Capisco che cosa vuol dire impegnare unità che potrebbero fare altro in quello che è
stato questo record di emendamenti. Ritengo, però, che la democrazia abbia un costo
e, ogni tanto, questo costo bisogna pagarlo. Un'azione di questo tipo (per un Comune
importante come quello di Torino e per una proposta di deliberazione così
fondamentale che va a toccare i centesimi, quei pochi che sono rimasti, nelle tasche
dei cittadini) è veramente brutta da vedere da fuori e brutta se la si guarda
dall'interno, perché sembra che la maggioranza voglia fare delle prove di forza per
imporre provvedimenti sotto Natale, in maniera che i cittadini (che, magari, alla
vigilia di Natale o a Natale non comprano il giornale, perché sono a casa con le loro
famiglie) non vedano questo tipo di provvedimento e se ne accorgano solo con
l'anno nuovo.
Ripeto, Presidente, che tutte le volte che verranno fatte azioni come quelle della
Holding, ovvero condivisioni, e quando si cercherà di dare la possibilità di capire
veramente come funziona, noi saremo totalmente disponibili. Ribadisco che, tutte le
volte che verrà riproposto un metodo simile, da parte nostra la reazione sarà
esattamente la stessa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Solo qualche risposta di merito dopo aver ascoltato il lungo dibattito. Il Consigliere
Scanderebech ha posto alcune questioni interessanti dal punto di vista dello sviluppo
nel ragionamento, che saranno tenute in considerazione nelle prossime settimane e
nei prossimi mesi. Segnalo che la sentenza del TAR che ha citato il Consigliere
Scanderebech è stata oggetto di una mia precisa richiesta durante la giornata di oggi,
il rapporto posti auto-posti disponibili è ampiamente verificato nella Città di Torino;
non ho visto il servizio de "Le Iene", ma la struttura conosce bene la normativa e mi
ha garantito questo elemento, perché la superficie sulla quale si fa questo calcolo è la
cinta daziaria, che è ancora diversa rispetto alla cinta dei confini della Città, è un po'
più ristretta, quindi il numero di posti auto ed il rapporto è ampiamente verificato.
L'intervento non è proporzionale dello spostamento da 1 Euro a 1,50 Euro rispetto ai
70 e ai 90 minuti, altrimenti non si parlerebbe di aumento ma sarebbe, ovviamente,
un semplice raddoppio della possibilità dello stesso titolo con l'esborso esattamente
del doppio.
Dobbiamo fare una verifica sulle cose che ha sottolineato il Consigliere rispetto alla
possibilità di utilizzo del mezzo, prima uno e poi l'altro, con la verifica che anche
alcuni Consiglieri di Circoscrizione in passato hanno chiesto. Lo stiamo verificando.
C'è una relazione tecnica di GTT che, a questo punto, girerò al Consigliere
Scanderebech appena arriverà alla mia attenzione.
Il Consigliere Scanderebech chiede un'informazione rispetto al ridotto da 48 Euro
citato a pagina 4 della proposta di deliberazione. Si tratta di un titolo che viene
eliminato, perché non era utilizzato, non veniva venduto, e, sostanzialmente, era un
intermedio tra l'abbonamento tradizionale, vendibile a qualsiasi utente, ed i
disoccupati, che, però, per lavori saltuari superavano una determinata cifra di reddito,
cioè si andava ad incastrare per i disoccupati con una fascia di reddito che superava
quella del minimo previsto, che viene eliminato proprio perché non aveva alcuno
sbocco commerciale e non veniva utilizzato.
"Tornelli sì, ma tornelli ovunque" dice il Consigliere Scanderebech. Ho chiesto a
GTT di iniziare una sperimentazione sulla questione dei tornelli per studiare l'effetto
e la ricaduta sul servizio. Inizieremo da alcune linee sperimentali. Alcune città
d'Europa usano già il meccanismo dei tornelli, ma lo disattivano nelle fermate
centrali. Quindi, abbiamo qualche ragionamento da fare e dobbiamo cercare di capire
su quali linee ha un senso discutere dei tornelli e su quali linee, invece, i tornelli
rappresenterebbero un problema.
Il Consigliere Bertola chiede se aumentare significhi disincentivare; ha ragione,
probabilmente, dovremo capire qual è la ricaduta anche sulla domanda della nostra
manovra tariffaria. Chiedo al Consigliere Bertola quale era l'alternativa, perché se
l'alternativa è togliere le linee (infatti, in assenza di una manovra tariffaria, avremmo
dovuto tagliare le linee), probabilmente disincentivare avrebbe avuto un maggiore
significato, cioè avremmo disincentivato molto di più diminuendo la qualità e la
quantità di servizio erogato, che non chiedendo un ulteriore sacrificio ai torinesi.
Probabilmente, in questo caso abbiamo dovuto scegliere il male minore, correre il
rischio minore di disincentivare, in una condizione data che però ci metteva nelle
condizioni obbligate di dover intervenire.
Chiudo con tre impegni che prendo nei confronti del Consiglio. Il primo: ieri, la
Commissione ha sottolineato l'esigenza, nell'intervento conclusivo del Presidente
Altamura, di fare una verifica e questo è il primo impegno che prendo nei confronti
del Consiglio. Dovremo verificare immediatamente qual è la ricaduta di questa
manovra in termini di domanda, in termini di ricaduta economica, in termini di
proiezione e di migrazione da una tariffa all'altra, essendo inserite ed introdotte
anche nuove tipologie di biglietti, sulle quali abbiamo fatto proiezioni teoriche, ma
sulle quali dobbiamo analizzare invece la reale ricaduta sulla manovra.
Il secondo impegno va nei confronti del Consiglio; raccolgo i suggerimenti e le
sollecitazioni che sono arrivate in ultimo anche dal Capogruppo del PD sul metodo di
lavoro. Questa è una situazione di emergenza, l'ho detto nella mia introduzione e ci
tengo a risottolinearlo anche nella mia conclusione. Quindi, l'impegno è quello di
riprendere una metodologia che avevo già dimostrato al Consiglio essere mia in
questi 6 mesi, ma che confermo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi di
lavoro.
In ultimo, credo che vada ringraziata, come ha fatto il Capogruppo del PD, la
struttura del Consiglio per il lavoro che ha affrontato in queste ore; è stato un lavoro
frenetico, la abbiamo obbligata a lavorare in maniera anche confusa in alcuni
momenti, proprio perché dovevamo mettere insieme più esigenze e più obiettivi.
Voglio, però, confermare anche un ringraziamento formale - e non solo - anche alla
struttura del mio Assessorato, che ha sostenuto il lavoro di preparazione di questa
proposta di deliberazione in tutte le forme di proiezione, anche nei confronti degli
emendamenti che sono stati proposti. Ovviamente, ringrazio anche GTT e l'Agenzia
Metropolitana, perché hanno messo a disposizione tutti i loro tecnici, proprio per
preparare bene questa proposta di deliberazione affinché, dato che è un
provvedimento costoso dal punto di vista politico, almeno serva e, quindi, la sua
efficacia sia importante.
Ritengo che questa proposta di deliberazione possa essere migliorata con gli
emendamenti che ho valutato della maggioranza; la proposta di deliberazione che
uscirà da quest'Aula, se verrà votata così come emendata, sarà sicuramente utile per
la città. Credo che, alla fine, abbiamo fatto un buon servizio al servizio del trasporto
pubblico nel dare garanzia di qualità al tipo di servizio pubblico che, oggi, viene
erogato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ringrazio l'Assessore anche per i ringraziamenti alla struttura degli Uffici, che
sicuramente li meritano, così come i Presidenti delle Commissioni, che in questi
giorni hanno portato avanti così tanti provvedimenti.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Prima di tutto voglio ringraziare i Consiglieri per l'attenzione che hanno dedicato a
questa proposta di deliberazione e per l'impegno a cui sono stati sottoposti; ringrazio
l'Assessore Lubatti, la struttura dell'Assessorato e GTT e mi unisco anch'io al
ringraziamento alla struttura del Consiglio Comunale, che, in queste ore, è sottoposta
ad un surplus di impegno e di lavoro.
Condividendo le ragioni ed il merito dell'intervento dell'Assessore, vorrei soltanto
richiamare alcune questioni sulla base del dibattito che, fin qui, si è sviluppato.
L'aumento che proponiamo all'interno di un adeguamento del sistema tariffario è
motivato oppure no? Perché è questa la questione da cui bisogna partire. Penso che
non possiamo ignorare qual è la situazione finanziaria del Paese, perché sta al centro
dell'attenzione della società italiana da mesi e mesi (e, in particolare, nelle ultime
settimane). Segnalo che, dal novembre 2010 ad oggi, la finanza pubblica è stata
sottoposta a ben 4 manovre correttive e tutte hanno inciso significativamente sulla
finanza locale e, anzi, com'è noto (quello che sto per dire non è soltanto il parere del
Sindaco di Torino, ma è della generalità dei Sindaci italiani di tutti i colori politici),
queste 4 manovre hanno inciso pesantemente sugli Enti Locali, più di quanto fosse
giusto.
Questa incidenza ha delle conseguenze sugli equilibri di Bilancio dei Comuni, delle
loro Amministrazioni e delle loro società. Nel momento in cui si determina una
riduzione di risorse, abbiamo di fronte soltanto 2 possibilità: ridurre l'offerta o
cercare di mantenere inalterata l'offerta, con uno sforzo di contribuzione finanziaria
aggiuntivo, avendo cura di distribuirlo nel modo più equo possibile. Abbiamo scelto
questa seconda strada, che mi pare inevitabile, perché nessuno che abbia
responsabilità istituzionale, di fronte ad un dilemma di questo genere, sceglie la
strada di ridurre i servizi. È del tutto evidente: nessuno chiude un asilo nido o una
scuola materna, al massimo si interroga se deve adeguarne le tariffe; nessuno riduce
il numero dei veicoli che sono a disposizione dei cittadini per il loro trasporto, al
massimo si pone il problema di un adeguamento tariffario.
Quindi, penso sia giusta la scelta di mantenere inalterata l'offerta e, anzi, di voler
investire sempre di più nel trasporto pubblico, perché ricordo che in queste stesse
settimane abbiamo avviato le gare con l'espletamento del primo passaggio di
procedura per la realizzazione della tratta Lingotto-Bengasi ed il completamento
della Linea 1 della Metropolitana nel territorio urbano. Abbiamo ottenuto dal CIPE la
garanzia del finanziamento per la Linea 2 della Metropolitana e, quindi, possiamo
avviarne la progettazione e stiamo lavorando per avere anche per il completamento
del Passante Ferroviario le risorse finanziarie che lo Stato, peraltro, ci deve, perché
sono cifre stanziate, messe a Bilancio nelle tabelle delle Finanziarie e non erogate al
Comune, che dunque è creditore.
Lo sottolineo perché una politica dei trasporti tiene insieme una pluralità di
interventi, che sono volti a garantire una qualità del servizio sempre migliore,
attraverso il completamento del Passante Ferroviario, il prosieguo della costruzione
di una rete metropolitana di trasporto, una rete efficiente di superficie, e tutto questo
comporta oneri finanziari che devono essere affrontati e che richiedono anche un
adeguamento tariffario.
La seconda ragione per cui è motivato è che - lo vorrei far notare - Torino ha le
tariffe ferme dal 2007. Da cinque anni siamo in un sistema tariffario che, anno dopo
anno, perde di valore per il semplice fatto che, essendo bloccato dal 2007, non
conosce alcun adeguamento alle dinamiche dell'inflazione e del costo della vita.
Inoltre, questa mattina "La Stampa" ha pubblicato, nelle sue pagine nazionali,
un'intera pagina dedicata al tema dei trasporti. Vi invito a leggere la tabella che è
stata pubblicata: tutte le città italiane, ad esclusione di Torino e Roma, hanno già
adeguato le loro tariffe e sono tutte sopra l'attuale costo del biglietto singolo
praticato nella nostra città; le tariffe vanno da 1,20 Euro a 1,50 Euro e la tabella
comprende i capoluoghi principali, sono circa una ventina le città, che sono le più
importanti del Paese e che hanno un sistema di trasporto urbano di un qualche
spessore ed intensità; tutte hanno già provveduto ad adeguare il proprio sistema
tariffario con l'aumento del titolo di viaggio singolo.
Quindi, a Torino non stiamo facendo una stravaganza, ma è una tendenza che, tra
l'altro, è stata seguita da Amministrazioni di segno politico diverso e tutte si trovano
in una stretta a cui devono fare fronte. Quindi, questo intervento è motivato da questa
ragione.
Aggiungo che, da molti anni a questa parte, il Bilancio d'esercizio di GTT risulta in
pareggio grazie al fatto che il Comune interviene a ripianare e noi non siamo più in
grado di permetterci questa scelta.
So che cosa pensa lei, ma serve un efficientamento dell'Azienda e lo abbiamo messo
in campo, perché, in queste stesse settimane, oltre a preparare un provvedimento
sull'adeguamento tariffario che abbiamo portato al Consiglio, siamo intervenuti sulla
rete e stiamo intervenendo sui costi aziendali; abbiamo chiesto a GTT di intervenire
sui costi aziendali e sui livelli di produttività aziendali, proprio perché c'è un
problema di sistema, che non ci consente più di avere società che accumulano deficit
di esercizio.
Quindi, è dall'insieme di queste ragioni che si motiva e si giustifica questo
provvedimento.
Dovendo prendere un provvedimento di adeguamento, abbiamo cercato, come mi
pare sia stato detto bene dall'Assessore e poi ripreso anche dal Capogruppo Lo
Russo, di ispirarci a 3 criteri: un criterio che è importante, perché invocato da anni, di
adeguamento del sistema tariffario ad una dimensione metropolitana. Per la prima
volta, abbiamo un sistema tariffario che risponde ad una sollecitazione che, da anni, i
Comuni dell'Area Metropolitana ponevano di aver un sistema tariffario che
considerasse la conurbazione metropolitana un tutto unitario e organico. E, poi (avete
la proposta di deliberazione), ci sono una serie di altri provvedimenti che vanno nella
direzione di avere una risposta di questo genere, che facilita la mobilità nell'Area
Metropolitana, la incentiva e consente un miglioramento dell'offerta e del servizio.
In secondo luogo, abbiamo teso alla fidelizzazione degli utenti, per cui c'è il biglietto
singolo che passa da 1 Euro ad 1,50 Euro, ma tutti i titoli di viaggio permanenti, di
varia periodicità (dal settimanale, al quindicinale, al trimestrale, all'annuale), hanno
un incremento unitario più basso, che va da 1,17 a 1,30; cioè l'incremento su chi usa
regolarmente il mezzo non è di 50 centesimi, ma è tra 17 centesimi e 30 centesimi.
Quindi, questa scelta privilegia nettamente la fidelizzazione, cioè quelli che usano i
mezzi. Questa scelta si fa in tutti i sistemi: in qualsiasi città del mondo andiate, ad
esempio Parigi (la città più frequentata in Europa da chiunque di noi), acquistate i
biglietti alle macchinette ed il prezzo unitario è una certa cifra e, poi, c'è l'offerta di
tutti i titoli che sono scontati, perché puntano alla fidelizzazione… (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Con 20 minuti in più. Quindi, abbiamo puntato ad una
fidelizzazione degli utenti.
Inoltre, abbiamo cercato di applicare un criterio di equità sociale che tutelasse le
fasce cosiddette "deboli": i minori, i disabili, chi è senza lavoro. Abbiamo fatto in
modo che non gravasse un disagio ulteriore su chi è in una condizione di debolezza.
Penso che sia un provvedimento equilibrato. Dopodiché i rappresentanti
dell'opposizione dicono che avevano delle proposte, ma non ne abbiamo voluto
discutere; rispondo in modo molto semplice: se l'opposizione vuole che i suoi
emendamenti siano presi in considerazione e se ne discuta con tutto il tempo
necessario, non presenta 10.000 emendamenti, perché chiudono qualsiasi possibilità
di discutere… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ho avuto la ventura di
frequentare molte Assemblee elettive di vario tipo e si propone sempre questo nodo
tra chi governa e chi è all'opposizione. Se un'opposizione - a me è capitato di stare
anche molti anni all'opposizione - vuole incidere, il modo migliore è di concentrarsi
su alcune questioni che ritiene prioritarie e di sostanza e sfidare su questo la
maggioranza. Quando si presentano 10.000 emendamenti, si inibisce
automaticamente qualsiasi possibilità di discutere. Da un punto di vista tattico - poi si
può avere un'opinione diversa -, penso che abbiate fatto un errore, perché se, invece
di 10.000, ne presentavate 30 o 40, si sarebbe potuto discutere su quelli…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Onestamente, non credo che sarebbe stato
così.
Infine, voglio interloquire su un altro punto che è stato evocato: accanto alla proposta
di deliberazione di adeguamento del sistema tariffario, noi presentiamo anche un
provvedimento sulla sosta a pagamento. È una prima misura di razionalizzazione
delle tariffe attualmente in vigore, perché, se non ricordo male, andiamo
sostanzialmente a 3 tariffe, laddove invece prima c'era una giungla di 7 o 8 tariffe
diverse. Sono totalmente d'accordo - l'hanno sottolineato sia l'Assessore Lubatti, sia
il Consigliere Lo Russo ed altri della maggioranza che sono intervenuti - che questa
prima misura di razionalizzazione non esaurisce tutto il tema della sosta di superficie
e penso che, entro la primavera, dovremo prevedere un programma organico che
comprenda quali sono le aree che vogliamo pedonalizzare, perché c'è una relazione
tra la pedonalizzazione e come organizzi i parcheggi, la struttura dei parcheggi (sia
quelli di superficie, che i parcheggi che, nei prossimi anni, vogliamo realizzare
sotterranei, oltre a quelli che sono in costruzione), una proposta sulla ZTL, perché è
stata posta più volte la necessità di una verifica e l'Assessore, insieme alle categorie
interessate, sta controllando per arrivare ad una proposta di integrazione e, al suo
interno, collocare le zone blu, quella esistente e eventuali nuove.
Quindi, è vero che, da questo punto di vista, prendiamo una prima misura su questo
fronte, a cui dovrà seguire una misura certamente più organica, che mi auguro possa
essere discussa anche in Consiglio e nelle Commissioni, con la possibilità per tutti di
concorrervi e contribuirvi attraverso le proposte che ciascuno riterrà di avanzare.
Penso che questo provvedimento sia giusto, perché ci consente una maggiore
disponibilità di risorse e, al tempo stesso, si colloca all'interno di una linea di
incentivazione dell'uso del mezzo pubblico e l'abbiamo ispirato a criteri di equità
sociale. Mi auguro che il fatto che le dinamiche della discussione non abbiano
consentito quel confronto tra maggioranza ed opposizione invocato da quest'ultima
possa esserci nell'applicazione di queste misure e nella predisposizione delle ulteriori
misure che assumeremo sui trasporti.
Tutto questo - e mi riallaccio alla questione posta dal Consigliere Grimaldi - va
connesso con le scelte che devono essere condotte sia su scala regionale che su scala
nazionale sul trasporto pubblico locale. Su scala nazionale tutti abbiamo salutato
come una giusta correzione la decisione convenuta nelle ultime ore tra Governo e
Regioni di tornare ad uno stanziamento per il TPL di 1.600 milioni di Euro, ponendo
un rimedio al taglio insostenibile che era stato fatto precedentemente. Questo
comporta che la Regione Piemonte ha certamente la disponibilità di risorse superiori
a quelle che aveva previsto sulla base dei tagli. Aggiungo - come ha giustamente
sottolineato il Consigliere Grimaldi - che anche il provvedimento sull'adeguamento
delle aliquote delle accise sui prodotti petroliferi determina un introito aggiuntivo per
le Regioni. Alcune Regioni italiane - non ancora la Regione Piemonte - hanno già
dichiarato che intendono usare questo incremento per il TPL, oltre all'incremento
che hanno già. Mi auguro che lo si possa fare e che anche la Regione Piemonte lo
voglia fare. Ieri, ho chiesto al Presidente Cota e all'Assessore Bonino di avere, nei
prossimi giorni, un incontro interistituzionale tra Comune, Provincia e Regione,
affinché, alla luce del nuovo quadro di risorse finanziarie che si è delineato nelle
ultime ore, si possano convenire insieme le scelte migliori per sostenere e sviluppare
il trasporto pubblico locale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendo previsti altri interventi, dichiaro chiusa la discussione sugli
emendamenti, sui subemendamenti, sulle proposte di deliberazione e sulle proposte
di mozione.
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