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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201107600/119, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 dicembre 2011, avente per oggetto: "Adeguamento del sistema tariffario della sosta a pagamento su suolo pubblico. Approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201108113/002, presentata dal Consigliere Scanderebech in data 21 dicembre 2011, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione 201107600/119 avente ad oggetto 'Adeguamento del sistema tariffario della sosta a pagamento su suolo pubblico. Approvazione'". della proposta di mozione n. mecc. 201108149/002, presentata dai Consiglieri Sbriglio, Curto, Musy e Bertola in data 22 dicembre 2011, avente per oggetto: "Accompagnamento deliberazione mecc. 201107600/119 'Pagamento delle strisce blu in base al tipo di veicolo'". della proposta di deliberazione n. mecc. 201107609/119, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 dicembre 2011, avente per oggetto: "Adeguamento tariffario dei servizi di Trasporto Pubblico Locale. Approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201108114/002, presentata dal Consigliere Scanderebech in data 21 dicembre 2011, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione 201107609/119 avente ad oggetto: 'Adeguamento tariffario dei servizi di Trasporto Pubblico Locale. Approvazione'". della proposta di mozione n. mecc. 201108141/002, presentata dai Consiglieri Bertola e Appendino in data 22 dicembre 2011, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201107609/119 - Adeguamento tariffario dei servizi di Trasporto Pubblico Locale. Approvazione". e della proposta di mozione n. mecc. 201106071/002, presentata dai Consiglieri Carossa, Ricca e Carbonero in data 4 novembre 2011, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201107609/119 Ticket Crossing". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Per il Movimento 5 Stelle la questione della mobilità è centrale. Questo è noto ed è quindi un po' con amarezza che mi trovo ad intervenire in questa situazione. Chiedo scusa, ma a causa dei Consiglieri Cassiani e Paolino non riesco a parlare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Se volete discutere di altri argomenti sicuramente interessanti, potete uscire dall'Aula e andare alla buvette o nei corridoi. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Per il Movimento 5 Stelle la mobilità è ovviamente una questione centrale, quindi è con amarezza che ci troviamo a discuterne in questa situazione. Come hanno già detto molti altri Consiglieri di opposizione, il metodo con cui è stata gestita questa vicenda è onestamente inaccettabile. Ieri, in Commissione l'ho definita un'offesa alla dignità del Consiglio e, in effetti, secondo noi è così, perché questa proposta di deliberazione è arrivata all'ultimo momento, senza preavviso e senza essere supportata da dati ed informazioni. È stata calendarizzata in Commissione alle ore 17.00 per essere portata in Aula alle ore 10.00 del giorno dopo; di conseguenza, non abbiamo avuto modo né di fare domande e ricevere risposte, né di consultare cittadini e comitati e di metterla in discussione, anche magari per la pubblica opinione, sul web. Spesso ci possono essere dei suggerimenti che arrivano dalle persone che abitano in una determinata zona, per cui, per esempio, lo spostamento del confine tra le diverse zone tariffarie della sosta a pagamento di un isolato può fare la differenza sulla vivibilità quotidiana della loro casa. Ieri, la maggioranza è arrivata in Commissione con tre quarti d'ora di ritardo, perché, evidentemente, ne stava ancora discutendo. Non abbiamo visto alcun tipo di dati e ci è stato detto di quanto bisogna aumentare il biglietto, l'abbonamento, la sosta a pagamento, ma non ci è stato detto l'aumento del biglietto singolo quanti soldi porterà in più, l'aumento dell'abbonamento quanti soldi porterà in più e non ci sono stati forniti i numeri sulla quantità di biglietti venduti e sulla quantità di ore trascorse nella sosta a pagamento nelle varie zone. Questi dati sarebbero stati essenziali; peraltro, li avevamo anche chiesti alla Segreteria dell'Assessorato alcuni giorni fa, per poter presentare eventualmente una controproposta, perché, se il saldo deve essere zero (e questo lo posso anche considerare garantito) e se non abbiamo i dati, non possiamo neanche dire che magari si può aumentare di 10 centesimi in meno il biglietto, aumentando qualcos'altro. Inoltre, in Commissione ci sono stati dati al massimo 5 minuti per intervenire, ci è stato detto fin dal principio che, oggi, non avremmo potuto presentare o discutere emendamenti di merito perché, anche se li avessimo proposti, la maggioranza li avrebbe accorpati e bocciati tutti insieme in un colpo solo. Quindi, a questo punto, ci siamo risparmiati il fastidio, anche se avremmo potuto presentare moltissimi emendamenti di merito. Infine, assistiamo a questa discussione nella quale viene ammucchiato tutto insieme (due proposte di deliberazione, cinque proposte di mozione, gli emendamenti di merito e non di merito) e per di più non sappiamo neanche di che cosa stiamo discutendo, perché, questa notte, c'è stato un nuovo accordo nella maggioranza che ha cambiato questo piano di aumenti, ma noi non lo conosciamo, quindi magari facciamo dei commenti a delle proposte che non sono più attuali e che, in realtà, sono già state cambiate. È chiaro che in questa situazione l'unica cosa che abbiamo potuto fare è stata l'ostruzionismo, però in maniera civile, cercando di disturbare il meno possibile gli Uffici, usando la carta riciclata e presentando un migliaio di emendamenti, con lo scopo di ottenere semplicemente il tempo che servirebbe per discutere meglio questa proposta di deliberazione. Quindi, speriamo di avere, durante le festività di Natale, un po' più di tempo per esaminare il materiale e, magari, fare delle controproposte, anche se ormai il termine per la presentazione degli emendamenti è chiuso e, quindi, non sappiamo bene in che modo potremo fare, visto che probabilmente la discussione finirà questa sera. Entrando nello specifico, ci è stato detto che questa manovra è odiosa ma necessaria. È odiosa per definizione, perché, ovviamente, qualunque manovra di aumenti che va ad impattare sulle tasche dei cittadini, specialmente in questo periodo, è impopolare ed odiosa, specialmente per le fasce meno abbienti. In questo caso, l'aumento è significativo, perché il biglietto singolo dell'autobus aumenta del 50%; naturalmente, si dice che ci sono i carnet e che si punta a far sì che la gente li acquisti, ma l'aumento del carnet è del 30% ed i biglietti del carnet costeranno 1,17 Euro, mentre prima costavano 90 centesimi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Le chiedo scusa, Consigliere Bertola. Consiglieri, permettiamo la conclusione di questi ultimi interventi. Prego, Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Presidente, la ringrazio per l'aiuto. Tra l'altro, vorrei anche riconoscere, in questo ambito, alcuni tentativi positivi di gestire questa manovra cercando di impattare meno sugli abbonamenti e cercando di prestare attenzione a certe fasce. C'erano in particolare - ma sono solo alcuni esempi - quattro situazioni che, ieri, abbiamo segnalato in Commissione e spero che, questa notte, abbia portato consiglio e che siano state modificate. La prima era quella delle persone tra 60 e 64 anni, perché prima lo sconto era dai 60 anni, mentre adesso diventa dai 65 anni; per queste persone l'abbonamento annuale aumenta del 153%, cioè più di due volte e mezzo. La seconda era quella dei disoccupati, perché è vero che l'aumento era di soli 2 Euro, però passava da 18 a 20 Euro, con un incremento dell'11%. La terza riguardava i bambini accompagnati e le esigenze di agevolare anche questa cosa. La quarta era sulle persone che, di fatto, sono state costrette a prendere la Metropolitana, quando prima prendevano l'autobus, specialmente gli anziani che andavano al mercato facendo due fermate di autobus e, quindi, riuscivano a tornare a casa utilizzando un solo biglietto. Adesso devono prendere due biglietti della Metropolitana rincarati a 3 Euro, quindi il prezzo è triplicato. Gira voce che la maggioranza abbia affrontato i primi tre di questi quattro punti. Ci dichiareremo molto contenti se l'avrà fatto, però non lo sappiamo ancora. Siamo contenti di aver sollevato la questione ieri. L'altra cosa che avevamo detto, che peraltro abbiamo visto affiorare anche da una mozione della maggioranza che abbiamo sottoscritto, riguarda la differenziazione del costo della sosta in funzione della dimensione dell'inquinamento per il valore dell'auto, che è un'altra idea che abbiamo sempre portato avanti fin dal programma elettorale. Ne sono contento ed è per questo motivo che abbiamo sottoscritto la proposta di mozione. Però, a questo punto, c'è l'altro problema: ma questa manovra è necessaria? Ovviamente, sappiamo tutti che ci sono stati dei tagli nazionali e regionali, ma, nuovamente, non abbiamo visto un dato e, quindi, non siamo in grado di giudicare se questi aumenti in realtà serviranno a compensare i tagli o se saranno un modo per arricchire GTT, magari in vista di una prima vendita, visto che un mese fa la maggioranza ha deciso di venderne il 40%. Probabilmente, fa anche comodo magari rimpinguare un po' le casse in attesa di una futura vendita, ma questa non è una logica che dovrebbe far parte di una manovra di questo genere. Purtroppo, non siamo in grado di giudicare la questione, perché non abbiamo i dati, ma abbiamo presentato, sempre sugli aspetti più strettamente legati alla proposta, una mozione di accompagnamento alla deliberazione che riguarda le tariffe GTT, che chiede di affrontare due aspetti che, secondo noi, sono importanti; infatti, non si può intervenire con un aumento di questa portata e far finta di non sapere in GTT ci sono dei costi che non dovrebbero esserci. In particolare, in questa proposta di mozione chiediamo di affrontare due tipi di costi: il primo è il costo delle esternalizzazioni, perché, dai dati forniti anche dai Sindacati interni di GTT, pare che le linee date in gestione ad appaltatori privati, a parità di servizio al chilometro, costino il 60% in più di quelle gestite internamente da GTT. La situazione è anche peggiore per i servizi di manutenzione. Allora, vorremmo che fosse fatta una verifica su questi appalti dati all'esterno di linee e di servizi, per vedere se c'è veramente una convenienza a affidarli all'esterno, perché, se alla fine costano di più, conviene riportarseli alla gestione diretta. Sostanzialmente, questa è una prima richiesta. La seconda richiesta - definitela populista, se volete, ma secondo noi è doverosa - è che ci sia una revisione o una rinegoziazione degli stipendi del gruppo dirigente di GTT, affinché vengano portati al di sotto o al massimo al livello di quello del Sindaco. Di questa cosa si è già parlato: non crediamo che sia possibile chiedere sacrifici agli utenti e, poi, continuare a pagare stipendi da quasi 250.000 Euro all'anno, mettendo insieme stipendi, emolumenti, consulenze, eccetera. Speriamo che la maggioranza, oltre a firmarla, voti questa proposta di mozione. Inoltre, vorrei arrivare ad un discorso più generale prima di concludere: leggendo la prima versione di questa proposta di deliberazione è interessante notare che l'unica tariffa che non aumenta è il costo della sosta in Piazza San Carlo, rimane a 2 Euro come prima. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). È interessante perché, alla fine, aumentano tutte le cifre più basse, ma apparentemente non si interviene sul costo della sosta più cara di Torino e nel posto in cui è più difficile parcheggiare a Torino. Questo è un po' indicativo del problema di questa manovra, perché, alla fine, il rischio vero è che questo sia sostanzialmente un disincentivo all'uso dei mezzi pubblici, perché comunque i mezzi pubblici, che già sono utilizzati dalle fasce più deboli della popolazione, con un aumento di questo genere (perché per un viaggio di andata e ritorno si passa da 2 Euro a 3 Euro) a questo punto diventa più conveniente l'automobile, pur con i rincari della sosta (ma non tutti vanno nelle zone con la sosta a pagamento, ma molti si recano in zone dove la sosta non si paga) ed i rincari della benzina. Il rischio è di spostare le persone, in particolare chi può ancora permetterselo, dai mezzi pubblici ai mezzi privati e di lasciare sui mezzi pubblici quelli che con i rincari della sosta privata non potranno più permettersi l'auto. I rincari della sosta sono solo un piccolo pezzo, ma rincara l'assicurazione, il bollo, la benzina e tutto il resto e, alla fine, sempre più famiglie non potranno permettersi l'auto o, magari, potranno permettersene soltanto una, quando prima ne avevano due. C'è un problema di equità generale di questo intervento, cioè il rischio è di trovarci con una divisione per cui sui mezzi pubblici, che nonostante gli aumenti poi subiranno ancora dei tagli (perché sono già stati annunciati per marzo e alcuni sono già stati fatti a dicembre), ci andrà soltanto chi non può veramente farne a meno, e gli altri, sempre di più, utilizzeranno le auto private. Vorrei ricordare che venerdì scorso (chi era per strada nel pomeriggio e nella sera di venerdì scorso lo sa) abbiamo visto che cosa succede in questa città se non funzionano i mezzi pubblici, ovvero se la gente, invece di prendere i mezzi pubblici, è costretta a prendere l'auto. Venerdì, si è bloccata l'intera città. C'era stato un ingorgo, che credo non si sia mai vista in questa città da trent'anni a questa parte. C'erano intere zone della città completamente bloccate ed intasate dalle auto ferme. Il rischio è che si voglia andare in quella direzione e bisogna tenere conto questa città ha già il problema dell'inquinamento e, quindi, è questo che, secondo noi, dobbiamo scongiurare. La maggior critica che forse si può fare è che per la fretta questa sembra un po' una manovra da tirare a campare, cioè aumentiamo un po' qui, aumentiamo un po' là, così più o meno non scontentiamo nessuno, e sale tutto, con qualche tentativo di riequilibrare, ma più o meno da tutte le parti. A mio parere, essendo l'inizio della tornata amministrativa, con 5 anni fino alle prossime elezioni, sarebbe stato il momento di tentare delle soluzioni un po' più radicali; speriamo che se ne possa discutere nei prossimi mesi, perché è indubbio che ci sia bisogno di uno spostamento radicale (quantitativo di investimenti, di risorse e di utilizzo) dalla mobilità privata alla mobilità pubblica; questa città non può più permetterselo, in termini di inquinamento, in termini di occupazione del suolo pubblico e in termini di costi, soprattutto perché una parte significativa della città non può più permettersi l'auto privata ed ha bisogno di servizi pubblici efficienti. Se questo aumento fosse stato magari caricato un po' di più sulla mobilità privata, tirando fuori anche delle idee che erano già venute (ad esempio, il road pricing, come altre idee da esaminare), senza poter esaminare i dati, nessuno ha la certezza che quella sia una soluzione che ha senso o meno, per cui bisognerebbe almeno esaminarle e in quel modo si riesce a far pagare un po' di più i costi della mobilità privata. Occorre tenere presente che tante persone sono costrette ad usare l'auto, ma comunque l'auto può essere sostituita nella maggior parte dei casi dai mezzi pubblici, e con quei soldi si può fornire un servizio di mezzi pubblici efficiente e incrementare i mezzi pubblici, cioè non cercare più o meno di farli sopravvivere, tagliando quello che è necessario eccetera, ma fare un servizio sempre migliore, in modo che poi la gente possa vivere a Torino senza avere un'auto. Alla fine deve essere quello l'obiettivo, come lo è in tutte le grandi città dal milione di abitanti in su, cioè vivere in città senza avere un'auto. Questo però è possibile solo se i mezzi pubblici sono efficienti, capillari, frequenti e quindi se c'è un investimento significativo di risorse sui mezzi pubblici, in questo caso sovvenzionandoli, vista anche la situazione economica, con i costi della mobilità privata. È per questo che non possiamo sostenere queste proposte di deliberazione, perché, in un momento in cui è difficile chiedere sacrifici ai cittadini, vengono chiesti in un'ottica più di sopravvivenza che di vera ristrutturazione della mobilità cittadina e quindi nell'ottica di affrontare i problemi nel medio e lungo termine, cercando di fare in modo che fra cinque o dieci anni non ci troveremo ancora con problemi di inquinamento e di traffico e, per di più, con i cittadini meno abbienti che non possono più permettersi l'auto e sono costretti ad usare mezzi pubblici inefficienti e sovraccarichi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Vorrei sottolineare solo tre cose. Ho ascoltato il dibattito, anche se alla buvette non è possibile ascoltare, bisogna tenere la porta aperta, perché manca un altoparlante. La prima precisazione è al Consigliere Carbonero, perché prima gli è scappato un "pecorari". Allora, siccome i miei nonni e anche i miei genitori hanno fatto i pastori... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). No, prima ha detto "pecorari" a te e poi "zampognari", siccome i miei nonni ed i miei genitori (da ragazzini) hanno fatto i pastori e vengo da una famiglia di pastori, che allevavano pecore nel Cuneese, non la considero assolutamente un'offesa, è una categoria e, peraltro, li ringrazio perché ho potuto fare un salto generazionale (sia per istruzione, che per lavoro) molto di più di altri. Nei nostri lavori ci possono anche stare le battute e bisogna prenderle come tali, senza farne sempre una tragedia. Il motivo vero per cui sono intervenuto è per dire ai Consiglieri della Lega che i computer hanno una bella caratteristica: guardi la città e vedi quanto costano i biglietti nelle altre città e quanto costano gli abbonamenti. Ieri, ho guardato Varese e Verona (giusto per caso) ed ho scoperto che a Verona il biglietto costa 1,10 Euro ed il carnet di 10 biglietti costa 10 Euro. A Torino, sull'autobus il biglietto costa 1,50 Euro e, dopo gli aumenti, costerà 1,50 Euro e con il carnet 1,17 Euro. Inoltre, ho scoperto che a Verona c'è una bella iniziativa a favore della famiglia, che piacerebbe al Consigliere Genisio: che c'è lo sconto per il secondo ed il terzo figlio che studia, per cui mi sono detto: "Guarda che bravi". Dopodiché, a Verona, le cui dimensioni sono sicuramente minori rispetto a Torino ed è molto bene amministrata, l'abbonamento per gli studenti costa 220 Euro (quindi, 40 Euro in più che a Torino), quello per il secondo figlio costa 185 Euro e quello per il terzo costa 165 Euro. A Torino, una famiglia con tre figli paga meno di una famiglia con tre figli a Verona, senza tanta pompa magna di propaganda; anche il biglietto singolo costa più o meno lo stesso. Se guardiamo le altre città, è più o meno uguale. Il nostro vero problema non è tanto polemizzare su quello che ognuno di noi farebbe, perché questa è la classica materia come le partite di calcio, dove ognuno di noi è capace di fare la formazione e non ci vuole una grande preparazione (perché non è il Bilancio, per cui per discuterne con l'Assessore Passoni bisogna almeno conoscere un po' la materia), ma, in questo caso, chiunque può dire la sua e spiegare come in quel quartiere o in quella categoria ci sia un vantaggio, uno spostamento, eccetera. Non vorrei che le parti fossero invertite a seconda delle città in cui siamo, perché noi abbiamo il problema di aumentare di tot milioni la quota da pagare alla cittadinanza. Ho detto ieri in Commissione che se tutti i torinesi pagassero 100 Euro a testa (nella mi famiglia siamo in tre, per cui pagheremmo 300 Euro e, quindi, pagherei molto meno dei due abbonamenti annuali che hanno mia figlia e mia moglie), copriremmo tutto il budget di GTT per la provincia di Torino, perché siamo 900.000 e, quindi, sarebbero 90 milioni di Euro. Mi pare l'incasso previsto dopo gli aumenti sia di 92 milioni di Euro. È chiaro che questo è molto facile fare conti di questo tipo, ma, in realtà, dobbiamo amministrare. Al di là delle polemiche (perché, se fossi a Verona, sarei all'opposizione), qui amministro come posso e per fortuna abbiamo un buon Capogruppo e la gran parte la fa lui; però anche i leghisti, a Torino, dovrebbero pensare a che cosa farebbero. Il Consigliere Scanderebech non può fare un intervento in cui propone soltanto un aumento di costi per la città ed i soldi non si sa da dove arrivano, perché, alla fine, i soldi non nascono così. Credo che dovremmo in qualche modo fare uno sforzo in questa direzione e, oggi, il fatto che aumenteranno molto di più... mi aspetto già che l'ACI, l'Automobile Club, quando scoprirà le tariffe di aumento sulla sosta. Si propone addirittura l'attraversamento su Via XX Settembre e Via Arsenale ai mezzi privati, probabilmente è stato un attacco di miopia, non lo so che cos'è successo, perché chiaramente protesteranno ancora di più. Ma il vero problema è che, oggi, la gente che lavora in centro e viene a lavorare in macchina spende mediamente, se lo fa regolarmente (tra benzina, parcheggio e il resto) circa 2.000 Euro all'anno. Non sono i 350, i 380, i 990, i 20, i 30 Euro in più o in meno dell'abbonamento annuale che li fa cambiare, i modi per cui ognuno di noi usa la macchina o usa il mezzo pubblico in modo misto, o l'uno o l'altro, sono variabili e dipendono da tantissimi fattori; chi va in palestra non è che si porta la borsa sull'autobus, per esempio. Non voglio pensare che i provvedimenti di questa città possano condizionare i singoli, possono sicuramente dare un po' più di riequilibrio e di giustizia e in qualche modo favorire maggiormente il trasporto pubblico (quindi, vie preferenziali e via dicendo) e penalizzare un po' quello privato, soprattutto nelle zone di maggior congestione. Mi pare che l'impostazione data dall'Assessore Lubatti, al di là di tante cose (avrei potuto presentare cento subemendamenti, invece di sette, e le assicuro che sarebbero anche sensati), rispetti questo principio e questo aumento che è doloroso, ma necessario ed inevitabile; ritengo che abbia un buon equilibrio e anche una prospettiva per quanto riguarda l'equilibrio trasporto pubblico e privato in questa città e, mi permetto di aggiungere, anche molto più rispetto a Verona. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Non ravviso gli estremi dell'offesa per il fatto personale. La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Giustamente l'opposizione ci ha chiesto di spiegare il senso dei nostri emendamenti. Credo che l'abbiamo fatto ieri, forse non tutti erano attenti, ma mi pare che le dichiarazioni fossero coese; tra l'altro sono state presentate da tutti i Gruppi, in una maniera anche complementare, cioè ognuno di noi ha spiegato il senso della proposta. Noi - lo dico solo come piccola cronistoria -, in realtà, abbiamo visto più o meno un mese fa il senso della discussione che stava avvenendo in Giunta, c'era il tema dell'adeguamento a 1,50 Euro del biglietto singolo, ma si parlava di non aumentare gli abbonamenti. Ovviamente, il senso di quella proposta di deliberazione l'abbiamo condiviso, anche perché il taglio del TPL era già avvenuto a marzo e ricordo alle opposizioni che in qualche modo il taglio del TPL non è certo del Governo Monti, ma del Governo Berlusconi. Quella riorganizzazione doveva fermarsi lì, a novembre. Come sapete, è stata anche impugnata la deliberazione di marzo e, tra l'altro, c'è una sospensiva. Dopodiché, c'è stata un'altra deliberazione che ha aumentato del 5% quella pianificazione in 3 anni. C'è stata questa deliberazione e a noi sembrava utile ritornare verso il senso della deliberazione precedente. Credo che gli emendamenti siano abbastanza semplici da capire: per disabili, disoccupati, studenti e pensionati con un ISEE di 36.000 Euro si chiede di ritornare a quell'aumento zero. Chiediamo semplicemente che non ci siano ritocchi. È tanto difficile da comprendere? No. Credo che il senso sia quello di avvicinarsi il più possibile alla proposta iniziale, cioè quella di non fare aumenti. La seconda ipotesi - è un altro emendamento che abbiamo scritto proprio ieri - riguarda il fatto che c'è stato un aumento sull'abbonamento generale del 14%. A noi sembrava molto significativo, forse troppo, e abbiamo chiesto di dimezzarlo, cioè di portarlo al 7%. L'abbonamento annuale da 290 Euro sarebbe passato a 330 Euro e noi chiediamo di dimezzare quell'aumento, cioè di portarlo a 310 Euro. Inoltre. chiediamo di avviare delle pratiche per rateizzarlo, cioè per trovare il modo per cui i più precari, quelli che non hanno 310 Euro all'inizio dell'anno - oggi non è possibile farlo - possano magari dilazionare quel pagamento, anche per farlo sentire meno sulle proprie tasche. C'è un altro dato: a noi sembrava una contraddizione continuare a fare appello all'uso del mezzo pubblico, soprattutto per andare a scuola, spiegare il senso dei "Bimbibus" e, poi, vedere nella proposta di deliberazione un aumento da 100 Euro a 120 Euro sull'annuale per i bambini sotto gli 11 anni. Abbiamo fatto una proposta secca, forse anche strana rispetto alla discussione, chiedendo di togliere questo tema del confine tra i 6 e gli 11 anni, che era rappresentato dal dopo metro (lo dico contro il conflitto di interesse, visto che l'ho pagato per metà della mia vita). Il senso era estendere l'esenzione fino ai 6 anni e portarla fino agli 11 anni. Sappiamo che questo costa, perché sono 70, 80 o 100.000 Euro in meno. In realtà, pensiamo che questo possa essere un effetto volano, perché, se un bambino fino alle elementari può andare di fatto a scuola gratuitamente (senza pagare l'autobus), questo potrebbe anche avere un effetto volano per i propri genitori, nel senso che - visto che, purtroppo, sono pochissimi i bambini che alle elementari vanno da soli utilizzando i mezzi pubblici - con quella gratuità e dovendo andare con un abbonato o con qualcuno che paga il biglietto, credo che possa essere una bellissima campagna di comunicazione per chiedere che quei genitori inizino ad utilizzare il mezzo pubblico. Questo è un po' il senso dell'impianto dei nostri emendamenti. È chiaro che, però, mancano degli elementi finali. In primo luogo, lo chiedo al Sindaco Fassino: abbiamo aumentato considerevolmente le zone blu. Lo voglio precisare al Consigliere Bertola, con cui abbiamo sempre una grande sintonia anche su alcuni temi ambientali, però se diciamo - come molti del centrodestra hanno detto - che è una mazzata per gli automobilisti, almeno prendiamo atto che è un disincentivo ad usare la macchina in centro; almeno prendiamo atto che è un pezzo di discussione sul fatto che stiamo chiedendo che gli abbonati non paghino i rincari e stiamo dicendo che le zone blu non devono essere utilizzate per quel tipo di mezzo privato, non in quel senso e disincentivate fortemente. Però, Sindaco, in questo dobbiamo fare un'operazione: dobbiamo aumentare il perimetro delle zone blu. Lo dico, come abitante della zona Vanchiglia, che vede la zona blu e i suoi confini e che vede, per esempio, l'Università di Lungo Dora che sta crescendo, lì dove c'è la zona "bianca", tra virgolette, ci sono migliaia e migliaia di cittadini che tutti i giorni parcheggiano le loro auto e utilizzano il mezzo pubblico. Questo che ci pone un problema: dovremo estenderle quelle strisce blu. Vorrei porre questa riflessione anche alle opposizioni: in queste ore, il Governo Monti, di fatto, ha reintrodotto parte di quella discussione; facciamo sì che questi 1.600 milioni che in qualche modo vengono rimessi in campo servano per non devastare il servizio pubblico; noi non solo non dobbiamo dire agli abbonati di non crederci, anzi nei prossimi mesi devono andare a fare subito l'abbonamento annuale; dall'altra parte, dobbiamo evitare che ci siano 8-10 milioni di chilometri di taglio dal nostro servizio. Questo è il senso della manovra. Mi dispiace che non si capisca che anche noi stiamo cercando di comprimere i nostri emendamenti, li stiamo accorpando per dare una proposta vera, senza il rito delle varie posizioni politiche nel centrosinistra. C'è una proposta unica. Credo che sia una proposta che ha cambiato sensibilmente in meglio il provvedimento iniziale e che i cittadini in questo senso lo capiranno. Non capiranno sinceramente perché, avendo reintrodotto però il taglio iniziale del TPL, la Regione non fa niente su questo. Spero che, da domani - e invito in Sindaco a dirci qualcosa nella sua replica -, la Regione faccia qualcosa, perché la cosa più inaccettabile è che, dopo questi possibili rincari, si tagli il servizio e si destrutturi il Trasporto Pubblico Locale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una replica costruttiva, al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Riesco sempre a passare davanti al Consigliere Levi-Montalcini, che, gentilissima, me lo concede. Il senso del ragionamento è proprio questo e riprendo anche quanto ha detto prima il Consigliere Viale: tutte le cose che ci siamo detti (e che sono effettivamente costruttive) dovevano essere il frutto di un percorso condiviso insieme, che doveva avere una durata coerente. È questo che contestiamo con questa forza, perché - lo voglio ancora ripetere, ma velocemente e senza nota polemica - non è la prima volta in cui capiamo che c'è l'urgenza e dobbiamo farlo per forza e domani deve essere chiuso. È già la terza, la quarta o la quinta volta. Ci troviamo un muro davanti, senza la possibilità neanche, non dico di fare breccia, ma proprio di guardare dal muro e dire: "Parliamone perlomeno un attimo". Queste proposte certo che hanno senso e devono in parte essere raccolte e sono certo che, dopodomani, saranno raccolte in quanto frutto di una discussione di maggioranza allargata che porterà poi a soluzioni che premieranno la vostra "politica". Voglio solo prendere l'ultima parte, perché trovo corretto doverlo difendere: l'aumento della vita, del Governo, della manovra da domani farà far fatica anche a me a pagare l'affitto e non vado a dire al padrone di casa: "Guarda, non ti pago più perché è aumentato". Mi do da fare, creo, mi riorganizzo e faccio in modo di far fronte, magari facendo più sacrifici. È facile dire: "È colpa della Regione"; è vero, ma non è la soluzione dire: "Senti, non posso fare diversamente, ti aumento, perché tanto è colpa sua". Questo filo di ragionamento è lo stesso che ha fatto prima il Consigliere Viale, ma, al di là di tutte le polemiche che possiamo trovare (magari dovute ai momenti di nervosismo, dovuti anche alla stanchezza), è questa la coerenza del discorso, dell'incontrarsi per parlarne e per risolvere, e non solo quattro ore con un Assessore che, tutto sommato, non ti ascolta neanche, perché tanto ha già bene in mente che cosa vuole fare e dove deve arrivare, perché l'input è quello. È solo questo che dispiace, perché siamo qui per costruire, non per disfare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Mi trovo in una condizione un po' difficile, perché, per molti versi, sono d'accordo con l'opposizione, pur essendo di maggioranza (mi è capitato molte volte). Devo dire che tutto il mio Gruppo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, non è la prima volta. Condivido la posizione con il mio Gruppo e la posizione è quella, purtroppo, di non essere d'accordo sul metodo. Si sapeva già da qualche tempo si sapeva che saremmo stati costretti ad aumentare le tariffe e ad aumentare il costo dei biglietti dei trasporti, per questo ci sarebbe piaciuto poterne parlare come si faceva nelle altre tornate amministrative, purtroppo anche allora per troppo poche deliberazioni, in preventiva. Se avessimo ragionato e parlato tutti insieme di quelle che potevano essere le soluzioni, se avessimo visto le proiezioni che l'Assessore e GTT stavamo elaborando e se avessimo anche potuto apportare un nostro modesto contributo, certamente oggi voteremmo con minore fatica questa manovra. Non solo, ma ci sentiremmo anche più forti a convincere i cittadini che questo passo si doveva fare e non si poteva fare diversamente. Siamo contenti per gli emendamenti che la Giunta ha accettato sui temi degli anziani, dei disoccupati, dei giovani, degli studenti, eccetera, però resta sempre il dubbio che si potesse fare qualcos'altro. Siccome il nostro compito è quello di indirizzo, ci piacerebbe poterlo fare. L'ultima seduta di Commissione è durata più di quattro ore, con l'acqua alla gola, per arrivare a liberare tutte le proposte di deliberazione che avremmo dovuto poi votare in Consiglio Comunale: chiederei a tutti gli Assessori di non arrivare più all'ultimo momento. Faccio parte del Consiglio Comunale da 10 anni e sono dieci anni che mi trovo sempre a votare all'ultimo giorno, all'ultima ora, all'ultimo minuto, prima che ci sia la scadenza definitiva. Veramente sarebbe una conquista se riuscissimo a lavorare tutti insieme, magari anche contrapponendoci in modo un po' animato, per arrivare ad una soluzione condivisa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Vorrei fare due premesse, seguendo lo schema dell'intervento che ho fatto ieri in Commissione. La prima premessa è sulla questione del metodo. Noi, come maggioranza, ci siamo fatti carico di accelerare il più possibile l'approvazione di questa proposta di deliberazione; l'abbiamo fatto con grande senso di responsabilità, non senza trovare anche difficoltà di carattere operativo, perché siamo convinti che l'onere di una maggioranza sia quello di garantire la governabilità di un sistema e, intorno alla governabilità del sistema dei trasporti, alla luce del taglio drastico dei trasferimenti che ci sono stati sul trasporto pubblico locale da parte del Governo nazionale e soprattutto del Governo regionale (che ancora oggi, mentre stiamo facendo questa discussione, non ha erogato il dovuto alla Città di Torino) obbliga a programmare risorse finanziarie ed azioni che servano a garantire il diritto alla mobilità. Oggi, la mobilità di Torino è di ottimo livello, in relazione alle dimensioni della città e, soprattutto, ad una contrazione generalizzata delle risorse finanziarie che, rispetto ad un quadro normativo che continua ad evolvere, rende difficile la programmazione anche delle iniziative politiche in ordine alla società (a GTT), che deve garantire questo servizio pubblico locale. L'altra premessa (che è allo stesso tempo doverosa) riguarda il ringraziamento all'Assessore Lubatti per il lavoro che ha svolto, di concerto con le forze della maggioranza consiliare, per trovare una soluzione che fosse tecnicamente ed economicamente compatibile con l'esigenza di mantenere invariati i saldi complessivi dell'intervento e, contemporaneamente, che aprisse la discussione politica in ordine a quali potevano essere le misure da mettere in campo per rendere le misure che abbiamo adottato non certamente gradevoli, ma almeno più compatibili con quella che è la situazione locale di Torino. Dopo queste due premesse, anche per rispondere alle numerose sollecitazioni che sono giunte dalle forze di opposizione, illustro il pacchetto di misure che, in una serie di emendamenti prodotti ad entrambe le proposte di deliberazione, è stato presentato unitamente dalle forze di maggioranza. La linea di indirizzo che abbiamo seguito è la seguente: abbiamo cercato di contenere i maggiori oneri per i cittadini sul TPL, individuando le coperture finanziarie sulla proposta di deliberazione che riguarda le tariffe della sosta a pagamento, sapendo perfettamente che facciamo cose impopolari e che dall'approvazione di questo atto non si esaurirà, certamente, il livello di discussione sulla questione. Quindi, utilizzando questo tipo di impostazione, abbiamo provveduto a presentare delle proposte emendative alla Giunta rispetto alla deliberazione che propone al Consiglio; parto dall'aspetto più negativo, cioè dall'incremento degli oneri per la sosta che vanno nell'ottica di un ulteriore rialzo rispetto alla proposta originale, avanzata dalla Giunta, partendo dal centro storico e via via, in termini proporzionali, raggiungendo anche la restante parte della zona blu. Ci rendiamo conto che chiediamo un grande sacrificio ai cittadini di Torino che d'ora in avanti sosteranno nelle nostre zone blu, ma questa decisione può anche essere interpretata come una linea di politica che tende sempre più a disincentivare l'utilizzo del mezzo privato per accedere al centro in maniera saltuaria. Questa è una città che, in questi anni, ha investito molto nella riqualificazione del centro storico e nelle infrastrutture, a partire dalla Linea 1 della Metropolitana, che consentono un accesso veloce al centro storico e, in qualche modo, credo che oggi - basta girare il centro di Torino per accorgersene - la nostra città abbia un centro storico che sicuramente è molto più bello di com'era anni fa. Questo fatto deve renderci orgogliosi. Quindi, credo che sia un elemento qualificante continuare nelle politiche di disincentivazione, anche attraverso politiche tariffarie. Ovviamente, si tratta di politiche di disincentivazione del mezzo privato, che passeranno anche attraverso la realizzazione di nuovi posteggi interrati, di nuove pedonalizzazioni e di nuove corsie preferenziali per incrementare la velocità dei mezzi pubblici, sapendo, oltretutto, che, per questioni normative, l'incremento della sosta a pagamento nella ZTL blu produce una quota di accantonamento (obbligatoria, per legge) che la città deve destinare ad investimenti infrastrutturali sul TPL, cioè esattamente quello che descrivevo prima. Le risorse derivanti da questo tipo di aumento, robusto e sostanzioso, che proponiamo vengono usate per andare incontro a tutta una serie di esigenze che sono maturate sicuramente nel dibattito giornalistico di questi giorni, certamente nelle quattro ore e mezza di discussione della Commissione di ieri e che ora proverò per punti sommari ad introdurre. Crediamo opportuno e strategico innalzare la soglia di esenzione completa per il mezzo pubblico a tutti i bambini in età inferiore ad 11 anni, anche per rendere dal punto di vista educativo, rispetto alle giovani generazioni e ai bambini, l'utilizzo del mezzo pubblico come un uso abituale. Quindi, crediamo sia questo un elemento incentivante. Riteniamo corretto con l'incremento non andare a penalizzare ulteriormente gli abbonamenti per i disoccupati; la situazione lavorativa torinese non permette, da questo punto di vista, ulteriori carichi su queste fasce sociali svantaggiate, per cui proponiamo che l'abbonamento per i disoccupati rimanga invariato e, quindi, l'azzeramento dell'incremento. In relazione al tema delle esenzioni e delle agevolazioni per i cittadini anziani, la Giunta ha proposto un provvedimento che alza la soglia di esenzione da 60 a 65 anni; riteniamo di condividere questo tipo di impostazione, ma chiediamo - attraverso degli emendamenti - che possano essere garantiti i diritti di coloro i quali si trovano nella fascia di età interclusa tra i 60 e i 65 anni e che sono titolari di abbonamento. Quindi, queste persone continueranno ad usufruire della loro agevolazione. Inoltre, proviamo ad introdurre un elemento, ci proviamo con questo primo tentativo - è anche un'innovazione di carattere metodologico - che riguarda il tema del reddito. Riteniamo di non condividere, oggi, l'estensione dell'esenzione o delle agevolazioni a tutti i cittadini, a prescindere dal loro reddito, quindi proponiamo che l'agevolazione per i cittadini over 65 sia concessa solamente a chi ha un reddito inferiore ai 36.000 Euro circa, che è la soglia che la Regione Piemonte stabilisce per l'esenzione dal ticket sulle prestazioni sanitarie. Chi è sopra a quella soglia deve pagare il biglietto dell'autobus. Facciamo anche un'altra grande operazione e abbiamo difeso la scelta che ha fatto la Giunta, per cui non la tocchiamo ma vorrei ribadirla. La Giunta fa un'operazione robusta di omogeneizzazione delle tariffe tra l'area cittadina della cinta daziaria di Torino e le aree dei Comuni nell'intorno di Torino, proprio per incentivare anche i cittadini che usano la città (sono oltre 450.000 le auto che dalle periferie raggiungono Torino) a spostarsi con il mezzo pubblico. Condividiamo e difendiamo questa scelta, anche nell'ottica di quell'Area Metropolitana che, al di là di tanta retorica che alle volte sentiamo nei convegni e nei dibattiti, deve poi trovare delle misure amministrative concrete e cogenti. Credo di aver elencato le principali innovazioni. Abbiamo proposto questo pacchetto di misure dopo una discussione all'interno della maggioranza; ci scusiamo, come ho fatto ieri, e ribadisco che non è nostro costume, l'abbiamo dimostrato sulla proposta di deliberazione della holding FCT, contingentare i tempi della discussione e non permettere lo sviluppo del dibattito. Ci auguriamo - lo dico guardando la Giunta e l'Assessore Lubatti - che questa non sia la regola, ma che questa metodologia rappresenti l'eccezione alla regola. Assessore, abbiamo l'esigenza di avere il tempo necessario per discutere i provvedimenti; credo che sia opportuno e doveroso rispetto alle forze di minoranza, che sono convinto che comprendono qual è l'esigenza di una forza di maggioranza che deve garantire il governo e che abbiano capito questa esigenza di contingentare così tanto i tempi. Ci tengo a puntualizzare un'ultima cosa, come ho già detto oggi in alcuni colloqui telefonici, dopo aver appreso delle migliaia e migliaia di emendamenti ostruzionistici presentati dalle forze di minoranza: avremmo voluto discutere 2, 3 o 4 emendamenti di merito, quindi non discutere gli emendamenti ostruzionistici e quelli di merito. Credo che si sia verificato un record storico nella storia di questo Consiglio Comunale con questa proposta di deliberazione; con questo tipo di azione avete impegnato oltre 30 persone a lavorare tutta la giornata di oggi e credo anche la giornata di domani e, quindi, credo che sia comunque doveroso da parte nostra anche stigmatizzare questo tipo di comportamento che non ha penalizzato l'azione politica della maggioranza, ma certamente ha impegnato la struttura del Comune di Torino, a cui va il mio terzo e definitivo ringraziamento per quello che sta facendo in queste ore per consentire che, quanto prima, questo provvedimento possa venire approvato e per poter dare certezza all'azienda GTT e al futuro che ci attende. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Capisco che cosa vuol dire impegnare unità che potrebbero fare altro in quello che è stato questo record di emendamenti. Ritengo, però, che la democrazia abbia un costo e, ogni tanto, questo costo bisogna pagarlo. Un'azione di questo tipo (per un Comune importante come quello di Torino e per una proposta di deliberazione così fondamentale che va a toccare i centesimi, quei pochi che sono rimasti, nelle tasche dei cittadini) è veramente brutta da vedere da fuori e brutta se la si guarda dall'interno, perché sembra che la maggioranza voglia fare delle prove di forza per imporre provvedimenti sotto Natale, in maniera che i cittadini (che, magari, alla vigilia di Natale o a Natale non comprano il giornale, perché sono a casa con le loro famiglie) non vedano questo tipo di provvedimento e se ne accorgano solo con l'anno nuovo. Ripeto, Presidente, che tutte le volte che verranno fatte azioni come quelle della Holding, ovvero condivisioni, e quando si cercherà di dare la possibilità di capire veramente come funziona, noi saremo totalmente disponibili. Ribadisco che, tutte le volte che verrà riproposto un metodo simile, da parte nostra la reazione sarà esattamente la stessa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Solo qualche risposta di merito dopo aver ascoltato il lungo dibattito. Il Consigliere Scanderebech ha posto alcune questioni interessanti dal punto di vista dello sviluppo nel ragionamento, che saranno tenute in considerazione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Segnalo che la sentenza del TAR che ha citato il Consigliere Scanderebech è stata oggetto di una mia precisa richiesta durante la giornata di oggi, il rapporto posti auto-posti disponibili è ampiamente verificato nella Città di Torino; non ho visto il servizio de "Le Iene", ma la struttura conosce bene la normativa e mi ha garantito questo elemento, perché la superficie sulla quale si fa questo calcolo è la cinta daziaria, che è ancora diversa rispetto alla cinta dei confini della Città, è un po' più ristretta, quindi il numero di posti auto ed il rapporto è ampiamente verificato. L'intervento non è proporzionale dello spostamento da 1 Euro a 1,50 Euro rispetto ai 70 e ai 90 minuti, altrimenti non si parlerebbe di aumento ma sarebbe, ovviamente, un semplice raddoppio della possibilità dello stesso titolo con l'esborso esattamente del doppio. Dobbiamo fare una verifica sulle cose che ha sottolineato il Consigliere rispetto alla possibilità di utilizzo del mezzo, prima uno e poi l'altro, con la verifica che anche alcuni Consiglieri di Circoscrizione in passato hanno chiesto. Lo stiamo verificando. C'è una relazione tecnica di GTT che, a questo punto, girerò al Consigliere Scanderebech appena arriverà alla mia attenzione. Il Consigliere Scanderebech chiede un'informazione rispetto al ridotto da 48 Euro citato a pagina 4 della proposta di deliberazione. Si tratta di un titolo che viene eliminato, perché non era utilizzato, non veniva venduto, e, sostanzialmente, era un intermedio tra l'abbonamento tradizionale, vendibile a qualsiasi utente, ed i disoccupati, che, però, per lavori saltuari superavano una determinata cifra di reddito, cioè si andava ad incastrare per i disoccupati con una fascia di reddito che superava quella del minimo previsto, che viene eliminato proprio perché non aveva alcuno sbocco commerciale e non veniva utilizzato. "Tornelli sì, ma tornelli ovunque" dice il Consigliere Scanderebech. Ho chiesto a GTT di iniziare una sperimentazione sulla questione dei tornelli per studiare l'effetto e la ricaduta sul servizio. Inizieremo da alcune linee sperimentali. Alcune città d'Europa usano già il meccanismo dei tornelli, ma lo disattivano nelle fermate centrali. Quindi, abbiamo qualche ragionamento da fare e dobbiamo cercare di capire su quali linee ha un senso discutere dei tornelli e su quali linee, invece, i tornelli rappresenterebbero un problema. Il Consigliere Bertola chiede se aumentare significhi disincentivare; ha ragione, probabilmente, dovremo capire qual è la ricaduta anche sulla domanda della nostra manovra tariffaria. Chiedo al Consigliere Bertola quale era l'alternativa, perché se l'alternativa è togliere le linee (infatti, in assenza di una manovra tariffaria, avremmo dovuto tagliare le linee), probabilmente disincentivare avrebbe avuto un maggiore significato, cioè avremmo disincentivato molto di più diminuendo la qualità e la quantità di servizio erogato, che non chiedendo un ulteriore sacrificio ai torinesi. Probabilmente, in questo caso abbiamo dovuto scegliere il male minore, correre il rischio minore di disincentivare, in una condizione data che però ci metteva nelle condizioni obbligate di dover intervenire. Chiudo con tre impegni che prendo nei confronti del Consiglio. Il primo: ieri, la Commissione ha sottolineato l'esigenza, nell'intervento conclusivo del Presidente Altamura, di fare una verifica e questo è il primo impegno che prendo nei confronti del Consiglio. Dovremo verificare immediatamente qual è la ricaduta di questa manovra in termini di domanda, in termini di ricaduta economica, in termini di proiezione e di migrazione da una tariffa all'altra, essendo inserite ed introdotte anche nuove tipologie di biglietti, sulle quali abbiamo fatto proiezioni teoriche, ma sulle quali dobbiamo analizzare invece la reale ricaduta sulla manovra. Il secondo impegno va nei confronti del Consiglio; raccolgo i suggerimenti e le sollecitazioni che sono arrivate in ultimo anche dal Capogruppo del PD sul metodo di lavoro. Questa è una situazione di emergenza, l'ho detto nella mia introduzione e ci tengo a risottolinearlo anche nella mia conclusione. Quindi, l'impegno è quello di riprendere una metodologia che avevo già dimostrato al Consiglio essere mia in questi 6 mesi, ma che confermo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi di lavoro. In ultimo, credo che vada ringraziata, come ha fatto il Capogruppo del PD, la struttura del Consiglio per il lavoro che ha affrontato in queste ore; è stato un lavoro frenetico, la abbiamo obbligata a lavorare in maniera anche confusa in alcuni momenti, proprio perché dovevamo mettere insieme più esigenze e più obiettivi. Voglio, però, confermare anche un ringraziamento formale - e non solo - anche alla struttura del mio Assessorato, che ha sostenuto il lavoro di preparazione di questa proposta di deliberazione in tutte le forme di proiezione, anche nei confronti degli emendamenti che sono stati proposti. Ovviamente, ringrazio anche GTT e l'Agenzia Metropolitana, perché hanno messo a disposizione tutti i loro tecnici, proprio per preparare bene questa proposta di deliberazione affinché, dato che è un provvedimento costoso dal punto di vista politico, almeno serva e, quindi, la sua efficacia sia importante. Ritengo che questa proposta di deliberazione possa essere migliorata con gli emendamenti che ho valutato della maggioranza; la proposta di deliberazione che uscirà da quest'Aula, se verrà votata così come emendata, sarà sicuramente utile per la città. Credo che, alla fine, abbiamo fatto un buon servizio al servizio del trasporto pubblico nel dare garanzia di qualità al tipo di servizio pubblico che, oggi, viene erogato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ringrazio l'Assessore anche per i ringraziamenti alla struttura degli Uffici, che sicuramente li meritano, così come i Presidenti delle Commissioni, che in questi giorni hanno portato avanti così tanti provvedimenti. La parola al Sindaco. SINDACO Prima di tutto voglio ringraziare i Consiglieri per l'attenzione che hanno dedicato a questa proposta di deliberazione e per l'impegno a cui sono stati sottoposti; ringrazio l'Assessore Lubatti, la struttura dell'Assessorato e GTT e mi unisco anch'io al ringraziamento alla struttura del Consiglio Comunale, che, in queste ore, è sottoposta ad un surplus di impegno e di lavoro. Condividendo le ragioni ed il merito dell'intervento dell'Assessore, vorrei soltanto richiamare alcune questioni sulla base del dibattito che, fin qui, si è sviluppato. L'aumento che proponiamo all'interno di un adeguamento del sistema tariffario è motivato oppure no? Perché è questa la questione da cui bisogna partire. Penso che non possiamo ignorare qual è la situazione finanziaria del Paese, perché sta al centro dell'attenzione della società italiana da mesi e mesi (e, in particolare, nelle ultime settimane). Segnalo che, dal novembre 2010 ad oggi, la finanza pubblica è stata sottoposta a ben 4 manovre correttive e tutte hanno inciso significativamente sulla finanza locale e, anzi, com'è noto (quello che sto per dire non è soltanto il parere del Sindaco di Torino, ma è della generalità dei Sindaci italiani di tutti i colori politici), queste 4 manovre hanno inciso pesantemente sugli Enti Locali, più di quanto fosse giusto. Questa incidenza ha delle conseguenze sugli equilibri di Bilancio dei Comuni, delle loro Amministrazioni e delle loro società. Nel momento in cui si determina una riduzione di risorse, abbiamo di fronte soltanto 2 possibilità: ridurre l'offerta o cercare di mantenere inalterata l'offerta, con uno sforzo di contribuzione finanziaria aggiuntivo, avendo cura di distribuirlo nel modo più equo possibile. Abbiamo scelto questa seconda strada, che mi pare inevitabile, perché nessuno che abbia responsabilità istituzionale, di fronte ad un dilemma di questo genere, sceglie la strada di ridurre i servizi. È del tutto evidente: nessuno chiude un asilo nido o una scuola materna, al massimo si interroga se deve adeguarne le tariffe; nessuno riduce il numero dei veicoli che sono a disposizione dei cittadini per il loro trasporto, al massimo si pone il problema di un adeguamento tariffario. Quindi, penso sia giusta la scelta di mantenere inalterata l'offerta e, anzi, di voler investire sempre di più nel trasporto pubblico, perché ricordo che in queste stesse settimane abbiamo avviato le gare con l'espletamento del primo passaggio di procedura per la realizzazione della tratta Lingotto-Bengasi ed il completamento della Linea 1 della Metropolitana nel territorio urbano. Abbiamo ottenuto dal CIPE la garanzia del finanziamento per la Linea 2 della Metropolitana e, quindi, possiamo avviarne la progettazione e stiamo lavorando per avere anche per il completamento del Passante Ferroviario le risorse finanziarie che lo Stato, peraltro, ci deve, perché sono cifre stanziate, messe a Bilancio nelle tabelle delle Finanziarie e non erogate al Comune, che dunque è creditore. Lo sottolineo perché una politica dei trasporti tiene insieme una pluralità di interventi, che sono volti a garantire una qualità del servizio sempre migliore, attraverso il completamento del Passante Ferroviario, il prosieguo della costruzione di una rete metropolitana di trasporto, una rete efficiente di superficie, e tutto questo comporta oneri finanziari che devono essere affrontati e che richiedono anche un adeguamento tariffario. La seconda ragione per cui è motivato è che - lo vorrei far notare - Torino ha le tariffe ferme dal 2007. Da cinque anni siamo in un sistema tariffario che, anno dopo anno, perde di valore per il semplice fatto che, essendo bloccato dal 2007, non conosce alcun adeguamento alle dinamiche dell'inflazione e del costo della vita. Inoltre, questa mattina "La Stampa" ha pubblicato, nelle sue pagine nazionali, un'intera pagina dedicata al tema dei trasporti. Vi invito a leggere la tabella che è stata pubblicata: tutte le città italiane, ad esclusione di Torino e Roma, hanno già adeguato le loro tariffe e sono tutte sopra l'attuale costo del biglietto singolo praticato nella nostra città; le tariffe vanno da 1,20 Euro a 1,50 Euro e la tabella comprende i capoluoghi principali, sono circa una ventina le città, che sono le più importanti del Paese e che hanno un sistema di trasporto urbano di un qualche spessore ed intensità; tutte hanno già provveduto ad adeguare il proprio sistema tariffario con l'aumento del titolo di viaggio singolo. Quindi, a Torino non stiamo facendo una stravaganza, ma è una tendenza che, tra l'altro, è stata seguita da Amministrazioni di segno politico diverso e tutte si trovano in una stretta a cui devono fare fronte. Quindi, questo intervento è motivato da questa ragione. Aggiungo che, da molti anni a questa parte, il Bilancio d'esercizio di GTT risulta in pareggio grazie al fatto che il Comune interviene a ripianare e noi non siamo più in grado di permetterci questa scelta. So che cosa pensa lei, ma serve un efficientamento dell'Azienda e lo abbiamo messo in campo, perché, in queste stesse settimane, oltre a preparare un provvedimento sull'adeguamento tariffario che abbiamo portato al Consiglio, siamo intervenuti sulla rete e stiamo intervenendo sui costi aziendali; abbiamo chiesto a GTT di intervenire sui costi aziendali e sui livelli di produttività aziendali, proprio perché c'è un problema di sistema, che non ci consente più di avere società che accumulano deficit di esercizio. Quindi, è dall'insieme di queste ragioni che si motiva e si giustifica questo provvedimento. Dovendo prendere un provvedimento di adeguamento, abbiamo cercato, come mi pare sia stato detto bene dall'Assessore e poi ripreso anche dal Capogruppo Lo Russo, di ispirarci a 3 criteri: un criterio che è importante, perché invocato da anni, di adeguamento del sistema tariffario ad una dimensione metropolitana. Per la prima volta, abbiamo un sistema tariffario che risponde ad una sollecitazione che, da anni, i Comuni dell'Area Metropolitana ponevano di aver un sistema tariffario che considerasse la conurbazione metropolitana un tutto unitario e organico. E, poi (avete la proposta di deliberazione), ci sono una serie di altri provvedimenti che vanno nella direzione di avere una risposta di questo genere, che facilita la mobilità nell'Area Metropolitana, la incentiva e consente un miglioramento dell'offerta e del servizio. In secondo luogo, abbiamo teso alla fidelizzazione degli utenti, per cui c'è il biglietto singolo che passa da 1 Euro ad 1,50 Euro, ma tutti i titoli di viaggio permanenti, di varia periodicità (dal settimanale, al quindicinale, al trimestrale, all'annuale), hanno un incremento unitario più basso, che va da 1,17 a 1,30; cioè l'incremento su chi usa regolarmente il mezzo non è di 50 centesimi, ma è tra 17 centesimi e 30 centesimi. Quindi, questa scelta privilegia nettamente la fidelizzazione, cioè quelli che usano i mezzi. Questa scelta si fa in tutti i sistemi: in qualsiasi città del mondo andiate, ad esempio Parigi (la città più frequentata in Europa da chiunque di noi), acquistate i biglietti alle macchinette ed il prezzo unitario è una certa cifra e, poi, c'è l'offerta di tutti i titoli che sono scontati, perché puntano alla fidelizzazione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Con 20 minuti in più. Quindi, abbiamo puntato ad una fidelizzazione degli utenti. Inoltre, abbiamo cercato di applicare un criterio di equità sociale che tutelasse le fasce cosiddette "deboli": i minori, i disabili, chi è senza lavoro. Abbiamo fatto in modo che non gravasse un disagio ulteriore su chi è in una condizione di debolezza. Penso che sia un provvedimento equilibrato. Dopodiché i rappresentanti dell'opposizione dicono che avevano delle proposte, ma non ne abbiamo voluto discutere; rispondo in modo molto semplice: se l'opposizione vuole che i suoi emendamenti siano presi in considerazione e se ne discuta con tutto il tempo necessario, non presenta 10.000 emendamenti, perché chiudono qualsiasi possibilità di discutere… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ho avuto la ventura di frequentare molte Assemblee elettive di vario tipo e si propone sempre questo nodo tra chi governa e chi è all'opposizione. Se un'opposizione - a me è capitato di stare anche molti anni all'opposizione - vuole incidere, il modo migliore è di concentrarsi su alcune questioni che ritiene prioritarie e di sostanza e sfidare su questo la maggioranza. Quando si presentano 10.000 emendamenti, si inibisce automaticamente qualsiasi possibilità di discutere. Da un punto di vista tattico - poi si può avere un'opinione diversa -, penso che abbiate fatto un errore, perché se, invece di 10.000, ne presentavate 30 o 40, si sarebbe potuto discutere su quelli… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Onestamente, non credo che sarebbe stato così. Infine, voglio interloquire su un altro punto che è stato evocato: accanto alla proposta di deliberazione di adeguamento del sistema tariffario, noi presentiamo anche un provvedimento sulla sosta a pagamento. È una prima misura di razionalizzazione delle tariffe attualmente in vigore, perché, se non ricordo male, andiamo sostanzialmente a 3 tariffe, laddove invece prima c'era una giungla di 7 o 8 tariffe diverse. Sono totalmente d'accordo - l'hanno sottolineato sia l'Assessore Lubatti, sia il Consigliere Lo Russo ed altri della maggioranza che sono intervenuti - che questa prima misura di razionalizzazione non esaurisce tutto il tema della sosta di superficie e penso che, entro la primavera, dovremo prevedere un programma organico che comprenda quali sono le aree che vogliamo pedonalizzare, perché c'è una relazione tra la pedonalizzazione e come organizzi i parcheggi, la struttura dei parcheggi (sia quelli di superficie, che i parcheggi che, nei prossimi anni, vogliamo realizzare sotterranei, oltre a quelli che sono in costruzione), una proposta sulla ZTL, perché è stata posta più volte la necessità di una verifica e l'Assessore, insieme alle categorie interessate, sta controllando per arrivare ad una proposta di integrazione e, al suo interno, collocare le zone blu, quella esistente e eventuali nuove. Quindi, è vero che, da questo punto di vista, prendiamo una prima misura su questo fronte, a cui dovrà seguire una misura certamente più organica, che mi auguro possa essere discussa anche in Consiglio e nelle Commissioni, con la possibilità per tutti di concorrervi e contribuirvi attraverso le proposte che ciascuno riterrà di avanzare. Penso che questo provvedimento sia giusto, perché ci consente una maggiore disponibilità di risorse e, al tempo stesso, si colloca all'interno di una linea di incentivazione dell'uso del mezzo pubblico e l'abbiamo ispirato a criteri di equità sociale. Mi auguro che il fatto che le dinamiche della discussione non abbiano consentito quel confronto tra maggioranza ed opposizione invocato da quest'ultima possa esserci nell'applicazione di queste misure e nella predisposizione delle ulteriori misure che assumeremo sui trasporti. Tutto questo - e mi riallaccio alla questione posta dal Consigliere Grimaldi - va connesso con le scelte che devono essere condotte sia su scala regionale che su scala nazionale sul trasporto pubblico locale. Su scala nazionale tutti abbiamo salutato come una giusta correzione la decisione convenuta nelle ultime ore tra Governo e Regioni di tornare ad uno stanziamento per il TPL di 1.600 milioni di Euro, ponendo un rimedio al taglio insostenibile che era stato fatto precedentemente. Questo comporta che la Regione Piemonte ha certamente la disponibilità di risorse superiori a quelle che aveva previsto sulla base dei tagli. Aggiungo - come ha giustamente sottolineato il Consigliere Grimaldi - che anche il provvedimento sull'adeguamento delle aliquote delle accise sui prodotti petroliferi determina un introito aggiuntivo per le Regioni. Alcune Regioni italiane - non ancora la Regione Piemonte - hanno già dichiarato che intendono usare questo incremento per il TPL, oltre all'incremento che hanno già. Mi auguro che lo si possa fare e che anche la Regione Piemonte lo voglia fare. Ieri, ho chiesto al Presidente Cota e all'Assessore Bonino di avere, nei prossimi giorni, un incontro interistituzionale tra Comune, Provincia e Regione, affinché, alla luce del nuovo quadro di risorse finanziarie che si è delineato nelle ultime ore, si possano convenire insieme le scelte migliori per sostenere e sviluppare il trasporto pubblico locale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendo previsti altri interventi, dichiaro chiusa la discussione sugli emendamenti, sui subemendamenti, sulle proposte di deliberazione e sulle proposte di mozione. |