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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 21 Dicembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2011-06804
"CHI HA CONTRIBUITO PER L'INAUGURAZIONE DEL PUNTO VENDITA SOLIDALE IN VIA DE CANAL 35/A" PRESENTATO DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 24 NOVEMBRE 2011.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201106804/002, presentata in
data 24 novembre 2011, avente per oggetto.
"Chi ha contribuito per l'inaugurazione del punto vendita solidale in Via De Canal
35/A"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Grazie, Presidente, anche per la cortesia di liberarmi alla fine di queste interpellanze.
Nella premessa dell'interpellanza si dice che i cittadini testimoniano di aver visto un
comune negozio di generi alimentari. In realtà, corrisponde al vero che, quel sabato, i
prodotti del territorio dell'ortofrutta non erano presenti nel punto vendita solidale (a
breve racconterò che cos'è) per il fatto che sarebbe stato aperto al pubblico a partire
dal lunedì successivo - l'inaugurazione si è tenuta di sabato - e quindi non aveva
senso una fornitura di facciata, che avrebbe determinato spreco alimentare ed un
aumento dei rifiuti.
Per quanto riguarda la carne, invece, era disponibile la carne di pollo a "km 0",
mentre la carne bovina viene venduta, in realtà, con prenotazione preventiva, a
pacchi di 5 e 10 chili, e quindi non era immediatamente presente nel bancale.
Sui prodotti di normale reperibilità commerciale, a scadenza breve, perché questa è
la caratteristica rispetto ad un altro negozio qualsiasi, vale a dire sono prodotti a
normale reperibilità commerciale, che vengono venduti ad un prezzo solidale, anche
perché hanno delle scadenze brevi, e questo è stato implementato in relazione alla
richiesta dell'utenza, in un precedente punto vendita solidale, che è a Pianezza, che
richiedeva la possibilità di una maggiore varietà di prodotti da acquistare,
contestualmente ai prodotti alimentari del territorio.
Quindi, il senso dell'operazione, dicono i promotori del punto vendita, è
sostanzialmente un valore ecologico complessivo ed è indubbio che è anche quello di
trovare delle economie per poter alimentare e far autosostenere il centro di
redistribuzione sociale.
Gli inviti sono stati fatti dai promotori dell'iniziativa, e non dalle Istituzioni, che
ammettono che è vero che l'invito è arrivato a tutti poche ore prima, se non un paio
di giorni prima dell'evento, però mi segnalano che è stata la classica fretta dovuta
all'accelerazione dei tempi per l'inaugurazione, eccetera, quindi non c'è dolo.
Venendo, invece, al merito dell'interpellanza. Allora, l'inaugurazione è stata tutta a
carico della Fondazione Dare, è che la Fondazione promotrice dell'iniziativa. La
Circoscrizione 2 ha messo a disposizione, così come regolarmente fa per le iniziative
sul proprio territorio, l'impianto di amplificazione e le pedane per la realizzazione di
un piccolo palco. Per finanziare lo start-up del progetto, il Comitato Urban - e io
parlo qui anche perché il Progetto Urban, più generale, dipende dalle mie
competenze - ha messo a disposizione della Fondazione Dare la somma di 120.000
Euro. Questo finanziamento è regolato e disciplinato, in tutte le sue fasi, dalla
convenzione tra la Fondazione Dare, la Circoscrizione 2 e il Comitato Urban. La
Città ha provveduto, inoltre, alla concessione dei locali che sono all'interno
dell'isolato di Via Dina, su cui insiste un contratto di quartiere per la riqualificazione
e la manutenzione straordinaria delle case di Edilizia Residenziale Pubblica. Quindi,
la concessione dei locali è per una concessione di otto anni, con l'applicazione di un
canone annuo di 3.200 Euro. La Fondazione Dare si fa carico del pagamento
integrale della somma delle utenze, i cui contratti saranno ad essa direttamente
intestati, e della manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali, che ha provveduto
a ristrutturare a sue spese e dotare dei servizi delle attrezzature necessarie.
Il punto vendita solidale è un elemento del sistema più complesso e serve per
ottenere dei ricavi necessari per rendere economicamente sostenibile sia il centro di
redistribuzione sociale sia il sostegno allo sviluppo dei Gruppi di Acquisto Solidale
ed è, inoltre, un luogo di distribuzione di alimenti freschi di filiera corta. Il punto di
vendita solidale offre prodotti del territorio di elevata qualità a prezzi decisamente
competitivi.
L'apposito tavolo di lavoro della Circoscrizione 2 ha stabilito, in data 13 dicembre
2011, di procedere attraverso le seguenti tappe per l'attivazione del centro di
redistribuzione sociale: l'attuazione di un regolamento che individui le priorità da
soddisfare e, sulla base di questo regolamento, l'individuazione di un numero di
famiglie beneficiarie per la sperimentazione del servizio, prima della messa a regime.
All'interno del territorio della Circoscrizione 2, questo centro sarà l'unico a fornire
alle famiglie bisognose individuate dei prodotti alimentari freschi, quindi
complementari anche ai servizi di banco alimentare, eccetera, e prodotti per l'igiene
personale e delle abitazioni. Ad oggi, sono state beneficiate 80 famiglie, che, su
segnalazione dei Servizi Sociali, hanno beneficiato di questo aiuto.
Siccome devo concludere, in realtà, tutto quello che io racconto è contenuto nella
convenzione ed è rigorosamente previsto dalla convenzione.
Ultima cosa, la partecipazione dei politici è stata una cortese risposta ad un invito,
visto che il progetto è nato all'interno di un processo più generale di rigenerazione
urbana e sviluppo locale di quel territorio, quindi non capisco cosa voglia dire che
non siamo intervenuti in qualità di oratori; abbiamo semplicemente risposto ad un
invito e ci siamo volentieri andati, nel nostro ruolo istituzionale, naturalmente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Grazie, Assessore, delle risposte. Ovviamente, il progetto, di per sé, lo condividiamo,
anche perché poi dallo stesso invito leggiamo le finalità di fondo del progetto, che,
ovviamente, sono condivisibili e, quindi, sostenere il reddito delle famiglie attraverso
la vendita di prodotti agroalimentari di qualità a prezzi inferiori a quelli medi di
mercato, sostenere il reddito delle famiglie in difficoltà, sostenere e valorizzare
l'opportunità formativa e lavorativa. Quindi, il senso è più andare a capire come,
effettivamente, poi si dà atto a queste premesse, che sono del tutto condivisibili.
Personalmente, ritengo che, in un momento come quello dell'inaugurazione, dove c'è
massima visibilità sul punto vendita, avere esposti dei prodotti che non sono coerenti
con quella che è la ratio per cui nasce il progetto sia alquanto discutibile. Non
capisco del tutto la motivazione dei rifiuti, mi sembra un po' debole, perché,
comunque, ci si poteva tranquillamente rifornire con dei prodotti che fossero coerenti
con la ratio per cui nasce questo progetto.
Quindi, credo che sia abbastanza grave, poiché, comunque, si vuol dare una certa
immagine, un progetto nasce per un certo scopo e, poi, al momento di massima
visibilità ci sono le bottiglie di Coca-Cola. Lo trovo abbastanza ridicolo.
Per il resto, la ringrazio della risposta che è stata, comunque, soddisfacente. Farò -
già lo annuncio - un accesso agli atti, così verificherò la convenzione e tutti gli
allegati anche di riferimento.
Mi auguro che, per il futuro, se ci saranno altri progetti di questo genere, si terrà
conto di quello che, comunque, abbiamo sollevato in questa interpellanza, anche per
il rispetto del progetto e anche per l'immagine che diamo nei confronti dei cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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