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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Dicembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 18
INTERPELLANZA 2011-05883
"ESTENSIONE DEL SERVIZIO TAXI A PERSONE CON HANDICAP" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA AMBROGLIO IN DATA 26 OTTOBRE 2011.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201105883/002, presentata in
data 26 ottobre 2011, avente per oggetto:
"Estensione del servizio taxi a persone con handicap"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Ringrazio il Consigliere interrogante. Abbiamo seguito con attenzione dall'inizio
questo problema, perché, ovviamente, il tema del servizio taxi alle persone con
handicap è un fiore all'occhiello rispetto all'Amministrazione di questa Città. È uno
dei pochissimi casi, in tutta Italia, dove il Comune riesce, con risorse proprie, a
organizzare un servizio specifico di questo genere e - lo dico con totale trasparenza -
stiamo lottando affinché le risorse, sebbene in diminuzione, siano comunque
sufficienti per poter continuare a garantire il servizio.
Rispetto ai punti 1 e 2, oltre alle informazioni già presenti all'interno della nostra
divisione, abbiamo interpellato anche GTT, che, come il Consigliere sicuramente sa,
è il soggetto che per noi e con noi svolge il servizio.
Il servizio che abbiamo immaginato a chiamata è un servizio che, sostanzialmente,
aveva l'ambizione - dovremo poi fare qualche valutazione e qualche calcolo per
capire se l'obiettivo è stato raggiunto totalmente o in parte - di riuscire a coprire un
numero ancora più alto di utenti, essendo il vero male e la nostra grande
preoccupazione una lista di attesa molto importante, cioè abbiamo un alto numero di
portatori di handicap che hanno richiesto il servizio e che, in questo momento, non
ne possono essere ancora beneficiari.
Il servizio a chiamata, come stavo dicendo, aveva questa ambizione, cioè di
organizzare una serie di trasporti che, per similitudine di percorso e di orario, ci
facevano immaginare che un passaggio e un trasporto collettivo potesse diminuire i
costi e dare maggiore servizio.
Il progetto originario è stato immaginato con un anticipo di 48 ore, in prima battuta, e
poi una prenotazione di 24 ore, in seconda battuta, proprio per permettere una
migliore organizzazione di questo percorso, avendo immaginato 24 ore prima
dell'erogazione del servizio la postazione di partenza e la destinazione di arrivo
dell'utente, ovviamente immaginiamo di poter dare un migliore servizio utilizzando
un servizio a chiamata.
Le ristrettezze delle risorse finanziarie sono note a tutti, quindi non sto a ricordarle.
Siamo partiti dall'anno 2006, quando c'erano 3.500.000 Euro su questo capitolo, e
sul 2011 noi abbiamo ereditato uno stanziamento di 2.275.000 Euro.
Aggiungo ancora un'informazione. Credo che sia opportuno far conoscere al
Consiglio che questo servizio in particolare è stato anche oggetto della presentazione,
da parte della Città, di un progetto alla Compagnia San Paolo, che ha ritenuto valida
la nostra progettualità, sia in termini di qualità di servizio, sia in termini di quantità di
persone beneficiarie di questo servizio, ed è stato erogato anche un contributo, da
parte della Compagnia San Paolo, che speriamo possa essere sufficiente per coprire
le spese necessarie a questi utenti e, tornando a quello che dicevo precedentemente al
Consigliere interpellante, grazie anche ad un lavoro che io affronto con grande
ottimismo, nel senso che il primo incontro con il Tavolo delle associazioni disabili è
andato molto bene, ho trovato, da parte loro, una grande consapevolezza sia del fatto
che Torino può fare un punto di vanto di questo servizio, ma c'è una necessità di
trovare, tutti insieme, i punti dove, migliorando il servizio, o comunque garantendo
la stessa qualità di servizio, si possa dare il servizio anche solo a una persona in più
di quelle che sono oggi in attesa, e sono davvero tante.
Quindi, immaginiamo di mettere mano a questo servizio - così allargo un po'
l'orizzonte della risposta -, proponendo al Consiglio Comunale anche una revisione
del Regolamento che sottostà a questo servizio, in maniera tale da renderlo davvero
più efficace rispetto alla quantità di stanziamento prevista, che intendiamo,
ovviamente, almeno riconfermare per il prossimo anno, dando la possibilità di
affrontare con decisione il problema della lista d'attesa, dando la possibilità ad altri
utenti di avere questo servizio. Ringraziamo, ovviamente, anche per il contributo la
Compagnia San Paolo, che, da un lato, sottolinea come la progettualità sia
interessante dal punto di vista sociale, ma segnala anche la necessità che
l'Amministrazione faccia qualche riflessione dal punto di vista economico sugli
stanziamenti futuri che dovranno essere per forza confermati.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Innanzitutto, sono contenta di sentire dall'Assessore che vi sia un particolare
interesse sull'argomento da parte dell'Amministrazione. Noi ne abbiamo dibattuto in
Commissione con l'Assessore Tisi qualche settimana fa, durante la Commissione
Controllo di Gestione, più che altro perché abbiamo approfondito l'argomento in
generale, quello dei cosiddetti "buoni taxi", però l'interpellanza, in questo caso,
verteva proprio su una questione particolare, cioè il fatto che in generale, secondo il
Regolamento, oggi viene interpretata la concessione di buoni taxi per una serie di
servizi che sono più legati ad un aspetto sanitario, mentre - questo è stato confermato
anche dall'Assessore Tisi - lo stesso fatto che ci voglia (lei adesso ha parlato di 24
ore, mi fa piacere, io ero ancora a conoscenza delle 48 ore) un preavviso così lungo,
significa che comunque è da interpretare per tutte quelle che sono le visite mediche,
quindi l'aspetto sanitario in generale, e non per quella che è invece una vita di
relazioni, quindi, anche per i disabili più o meno giovani. Io penso anche a quelli
giovani, che magari vogliono uscire ed andare a teatro o a mangiare la pizza e il
servizio termina, se non sbaglio, alle ore 21.00, quindi non è possibile per queste
persone prenotare, per esempio, il servizio di uscita o di rientro per un'attività che
non rientra, ovviamente, in quelle dell'orario diurno, che sono legate - ripeto - a
questo aspetto sanitario.
Pertanto, mi interessava sapere se ci fosse una volontà (mi sembra che l'Assessore
Tisi si fosse espresso in senso favorevole a rivedere il Regolamento) proprio per
poter - e ritorniamo anche all'aspetto economico, quindi alla possibilità di avere il
denaro - consentire la prenotazione di questo tipo di servizio anche in orario serale,
perché finora, anche da quanto mi ha detto l'Assessore, pur ipotizzando uno
stanziamento simile a quello dell'anno passato, continuiamo a prevederlo sempre,
però, per un servizio diurno, quindi la questione rimane la stessa per quanto riguarda
la parte più di relazione, per il piacere anche di fare delle cose in orario serale.
Tra l'altro, dalle associazioni arrivava anche una richiesta: un'ipotesi di
contribuzione anche da parte del disabile per una certa cifra. Il problema è avere
l'opportunità di uscire, quindi di avere un veicolo, un mezzo che possa trasportarti a
teatro, nonché a mangiare la pizza, che invece al momento non è previsto e non è
consentito, quindi anche prevedendo una contribuzione da parte loro. Vorrei sentire
anche dall'Assessore se sia allo studio un'ipotesi di lavoro proprio per estendere il
servizio non solo all'aspetto finora previsto dal Regolamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Si ritiene soddisfatta, quindi? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, perché lei
richiamava l'opportunità di dibattere l'argomento, non l'interpellanza, in
Commissione congiunta II + IV.
La parola, per una breve replica, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Io rivolgo un invito alla Consigliera Ambrogio, e ovviamente al Presidente: noi stiamo andando
esattamente nella direzione richiamata dal Consigliere e, secondo me, dovremmo
sfruttare il fatto che vi sia condivisione di intenti anche su questo tema, perché da
parte mia c'è tutta la volontà di difendere questo servizio e migliorarlo il più
possibile.
Quando ho parlato di revisione del Regolamento, intendo rivederlo davvero a 360°,
in condivisione con il Consiglio che dovrà votarlo e con le associazioni, sia con le
audizioni in Commissione, che sono particolarmente utili, sia con la costituzione di
quel Tavolo di cui parlavo.
Gli elementi ai quali noi intendiamo mettere mano sono proprio quelli che citava il
Consigliere, cioè riportare il principio base con il quale è stato pensato il servizio ad
un servizio per un'accessibilità sociale e non un'accessibilità ai servizi sanitari.
Mentre oggi ci rendiamo conto che le statistiche ci fanno pensare che quel principio
dell'allora Giunta Novelli - parliamo di tanti anni fa, quando è stato pensato questo -,
andando a rileggere la deliberazione, l'obiettivo di questo servizio era molto chiaro,
cioè non c'è margine d'interpretazione: si andava verso una maggiore accessibilità
sociale per persone portatori di handicap.
Quindi, nel rivedere il Regolamento, dobbiamo apportare modifiche che riportino in
carreggiata immediatamente il servizio, esattamente per rispondere alle finalità per le
quali era stato pensato. Quello dell'orario è un tema, la compartecipazione è un altro
tema interessante sul quale potremmo fare qualche ragionamento.
Quindi, io farei la proposta al Presidente e al Consigliere di tornare in Commissione
con questa interpellanza appena avremo una minima bozza di una primissima
revisione del Regolamento, perché accorpiamo il ragionamento già con un atto
pratico, altrimenti rischiamo di ripeterci le stesse cose che - ho notato con piacere -
condividiamo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Rimandiamo l'interpellanza in II + IV Commissione congiunta, non appena vi
saranno le informazioni sufficienti per sviluppare questo argomento in sede
congiunta di Commissione.
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