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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Dicembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2011-04988
"ABBANDONO E DEGRADO DI PIAZZA GALIMBERTI" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA SCANDEREBECH IN DATA 21 SETTEMBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104988/002, presentata in
data 21 settembre 2011, avente per oggetto:
"Abbandono e degrado di Piazza Galimberti"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Quella che formulerò è una risposta abbastanza articolata, perché i quesiti posti dal
Consigliere Scanderebech riguardano non solo l'Assessorato che rappresento, ma in
alcune circostanze anche le iniziative promosse dalla Circoscrizione. La parte più
corposa della risposta sarà relativa soprattutto alla situazione patrimoniale delle
arcate del MOI.
Nell'ordine, il Consigliere chiede quali iniziative si intendano prendere contro il
degrado di Piazza Galimberti. Nel corso degli ultimi giorni, anche su indicazione del
Consigliere, abbiamo effettuato diversi sopralluoghi. Per quanto riguarda la
situazione igienica, dalla verifica effettuata dai tecnici AMIAT il livello di pulizia è
compatibile con le frequenze stabilite nel contratto di servizio tra l'Azienda e il
Comune di Torino.
Il servizio di pulizia delle vie perimetrali si svolge con frequenza trisettimanale,
quello dell'area verde invece con cadenza giornaliera. Da parte degli operatori
AMIAT, inoltre, è applicata la massima attenzione alla tempestiva rimozione dei
rifiuti abbandonati all'esterno dei contenitori, che ormai, purtroppo, avvengono con
frequenza giornaliera.
L'area in questione, anche a causa di una panetteria che rimane aperta tutta la notte, è
oggetto di frequentazione di persone senza fissa dimora e di giovani, che nelle ore
notturne sostano nell'area verde a consumare pizze, brioches e bevande.
Il mese scorso e nell'ultima settimana sono stati eseguiti alcuni sopralluoghi presso
le strutture olimpiche, con i tecnici comunali, per definire le varie competenze ed
attività. Buona parte di queste non sono inserite nel contratto di servizio, quindi non
competono ad AMIAT, ma ai concessionari delle varie unità ed edifici che andrò
a dettagliare successivamente. In particolare, però, l'Azienda ha in carico la pulizia
della passerella e del cortile antistante la stessa, che avviene invece con frequenza
settimanale.
Il Consigliere chiede inoltre quali iniziative culturali e attrattive l'Amministrazione
pensa di fare sul territorio. In merito a questo, è stata interpellata la Circoscrizione 9,
che ci ha comunicato che domenica 27 novembre è stata organizzata una festa di
carattere prevalentemente commerciale e che da qui alla fine dell'anno non ha
assunto impegni per organizzare alcuna manifestazione sulla Piazza.
Arriviamo al punto più impegnativo. Chiederò qualche minuto in più per poterlo
dettagliare con sufficiente attenzione e per articolare la risposta nel modo più
appropriato.
Il Consigliere Scanderebech chiede come si intenda superare il degrado delle
strutture olimpiche presenti davanti alla Piazza, proprio all'inizio della già
abbandonata passerella con l'arco olimpico. La risposta ci viene fornita dalla
Direzione Patrimonio. La Legge n. 285 ottobre 2000, per gli interventi riguardanti i Giochi
Olimpici Invernali Torino 2006, dettò le disposizioni per la realizzazione di impianti
sportivi e delle infrastrutture necessarie allo svolgimento dei Giochi Olimpici e istituì
l'Agenzia per lo svolgimento dei Giochi Olimpici, con il compito di realizzare il
Piano degli interventi definito dal Comitato organizzatore, il TOROC.
Con la deliberazione del Consiglio Comunale, in data 23 luglio 2001, avente per
oggetto \"XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006. Localizzazione impianti e
infrastrutture olimpiche. Linee guida per la realizzazione degli interventi\", venne
prevista la localizzazione del villaggio atleti nell'area ex Mercati Generali di Via
Giordano Bruno n. 181. Quell'intervento fu suddiviso in 8 lotti funzionali, di cui 3
dedicati alle residenze degli atleti per il periodo olimpico, con successiva
destinazione a seguito di apposita riconversione a uso residenziale.
In particolare, i tre lotti con riconversione post-olimpica a uso residenziale, i lotti 3, 4
e 5, riguardarono la realizzazione di una serie di palazzine. Le attività relative alla
realizzazione del Villaggio Olimpico vennero quindi disciplinate da apposita
convenzione stipulata tra la Città, in qualità di proprietà dell'area, l'Agenzia, in virtù
delle funzioni attribuitele dalla Legge n. 285 di cui sopra, e il TOROC, in virtù dei
propri compiti istituzionali di organizzatore dell'evento.
Il testo della convenzione, che fu approvato dal Consiglio Comunale in data 27
ottobre 2003, riporta tra l'altro, in particolare per quanto riguarda l'aspetto
patrimoniale, che il Villaggio Olimpico MOI sarà di esclusiva proprietà della Città
(articolo 5, comma 11). L'utilizzo post-olimpico delle suindicate palazzine venne
definito come successivamente andrò a dettagliare.
Il Lotto 3, invece, è composto da 7 palazzine, che sono state conferite come segue:
con deliberazione del Consiglio Comunale del 18 giugno 2007, la Città di Torino
approvò le linee di indirizzo per la dismissione straordinaria di assetti immobiliari,
autorizzando l'avvio della procedura di selezione di un soggetto qualificato per
l'istituzione e gestione di un fondo immobiliare chiuso, così come definito e
disciplinato dalla normativa italiana.
Tra gli immobili oggetto di conferimento al fondo, conseguentemente istituito, sono
state comprese 7 palazzine appartenenti al Villaggio Olimpico ex MOI, di Via
Giordano Bruno n. 181.
In data 20 dicembre 2007, si concluse l'operazione di alienazione dei suddetti
immobili di proprietà comunale (individuate nell'allegata planimetria, che fornirò al
Consigliere), mediante il conferimento al Fondo Comune di Investimento
Immobiliare, chiuso da Pirelli e Real Estate Opportunities SGR S.p.A.
Due palazzine sono state conferite come segue: al fine di valorizzare quanto più
possibile l'opportunità offerta dall'eredità olimpica, i principali Enti Locali
piemontesi, cioè Città di Torino, Provincia e Regione Piemonte, costituirono un
soggetto unitario, deputato all'amministrazione e alla gestione del complesso
patrimonio post-olimpico, aperto anche alla partecipazione del CONI e di altri
soggetti pubblici e privati, cui conferire gran parte dei villaggi e delle infrastrutture
olimpiche.
La civica Amministrazione il 20 marzo 2006 aderì pertanto alla Fondazione e in data
7 luglio 2008 la Città intese conferire al patrimonio disponibile della stessa le 2
palazzine ubicate nel Lotto 3, che sono, come si evince dalla planimetria, le
palazzine A 4 e C 4. Inoltre, 2 palazzine sono state conferite così come segue: con
deliberazione del Consiglio Comunale del 5 febbraio 2007 fu approvato il
trasferimento in proprietà alla società CONI Servizi S.p.A. di 3 immobili di proprietà
comunale, facenti parte del Lotto 3 del complesso dell'ex Villaggio Olimpico ex
MOI: sono le palazzine A 1 e B 0.
Sul Lotto 3, una palazzina è stata conferita come segue: la Giunta Comunale, con
deliberazione del 24 dicembre 2009, approvò la concessione all'Associazione
Italiana Alberghi per la Gioventù dei locali di proprietà comunale siti in Torino, Via
Giordano Bruno n. 191, compresi i locali pertinenziali di servizio posti al piano
interrato per la ricollocazione dell'ostello della gioventù, a seguito dell'alienazione
dell'immobile di proprietà comunale in Via Alby 1, sede storica dell'ostello: questa è
la palazzina C 1.
Per quanto riguarda invece il Lotto 4, una delle prime decisioni assunte
dall'Amministrazione comunale nel quadro della riconversione e riutilizzo delle
opere realizzate per l'evento olimpico, fu quella di accogliere la richiesta dell'ARPA
Piemonte di costituire a proprio favore un diritto di superficie ai sensi dell'articolo
952, Comma 1 e 2 del Codice Civile, sull'intero Lotto 4 del Villaggio ex MOI.
Pertanto, con deliberazione del Consiglio Comunale n. 50 del 20 febbraio 2006
venne approvata la convenzione tra la Città, l'Agenzia Torino 2006, il TOROC e
l'ARPA Piemonte, riguardante il subentro di quest'ultima alla Città quale Ente
cofinanziatore della realizzazione del Lotto 4 del Villaggio Olimpico ex MOI e
dell'intervento dell'ARPA stessa quale Ente finanziatore delle opere di riconversione
post-olimpico al fine di definitivo utilizzo degli edifici su di esso realizzati.
Riguardo al Lotto 5, in data 15 marzo 2005, con deliberazione della Giunta
Comunale venne riconfermato l'utilizzo post-olimpico da parte della Città per l'uso
di Edilizia Residenziale Pubblica dell'intero complesso costituente il quarto Lotto del
Villaggio Olimpico.
Poiché la gestione del patrimonio comunale di ERP è affidata all'ATC medesima,
anche il Lotto 5 del Villaggio Olimpico ex MOI rientra nella gestione dell'ATC, ai
sensi della convenzione tra la Città e l'ATC stessa.
Questo quadro era necessario per evidenziare come in questo momento l'area oggetto
dell'interesse del Consigliere, e naturalmente della Pubblica Amministrazione, oltre
essere frammentata in termini di proprietà e concessioni, è particolarmente
differente.
Più in generale, ad oggi non sono pervenute alla Direzione patrimonio istanze
formali per un uso continuativo degli immobili ancora di proprietà comunale, facenti
parte del più ampio ex MOI. Questi edifici sono catalogati e definiti come A, D, F1
ed H del Lotto 2. Eccezion fatta per una proposta di utilizzo della parte dell'arcata
dal CONI, che avrebbe proposto, anche all'attenzione del Consiglio comunale, la
realizzazione di una pista di curling, che è stata valutata favorevolmente dalla Città,
ma che non ha avuto successivo riscontro da parte del CONI.
Peraltro, come si evince dalla situazione proprietaria sopra esposta, la Città è solo
marginalmente interessata alla gestione dell'intero compendio ex MOI essendo gli
immobili, ivi insistenti, per la quasi totalità di proprietà di terzi.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Ringrazio l'Assessore. Ringrazio anche i tecnici che hanno preparato questa risposta,
per avermi violentato il cervello con tutti questi lotti. Capisco che la situazione sia
complessa, però se non si hanno davanti delle mappe, parlare di Lotto 1, Lotto 2,
Lotto 3 sembra fatto apposta per non capirci proprio niente e, quindi, per rimanere
spiazzati nella risposta successiva.
Detto ciò, io non so assolutamente come si chiama il Lotto che c'è all'ingresso della
passerella olimpica; se l'Assessore lo sa, per favore me lo dica. Ciò che più è
evidente alla cittadinanza che va in Piazza Galimberti, sono tutte quelle strutture
vuote al di sotto dell'Arco olimpico; strutture che, se di proprietà comunale ma anche
se di proprietà privata, potrebbero essere adibite provvisoriamente ad esempio per
delle mostre; da poco, in quella zona, si è tenuta la manifestazione "Artissima" e
quelle strutture potevano essere usate come spazi per dare la possibilità ad alcuni
artisti di mostrare le loro opere contemporanee.
A me preme sottolineare l'inerzia che l'Amministrazione, a volte, ha su alcune
piccolezze, perché, se noi facciamo vedere ai nostri cittadini che ci impegniamo un
minimo non solo a concedere burocraticamente tutti questi lotti ad altre proprietà
private, ma realizzando qualcosa di concreto, di visibile, allora i cittadini non
potranno lamentarsi.
Invece, di fronte al fatto che lì c'è un abbandono puro e che, per salire sulla
passerella olimpica, gli ascensori non funzionino, una persona normale si trova
spiazzata e pensa come sia possibile che queste strutture, realizzate nel 2006, a
distanza di pochi anni, siano in questo stato di degrado.
A me fa piacere che ci stiamo attivando per cedere tutti questi lotti con delle
concessioni. Forse, sarebbe opportuno anche un tavolo di concertazione tra tutte le
proprietà per capire, nell'insieme, che cosa vogliano fare in un futuro, perché, se
ognuno fa una cosa diversa in un pezzettino, siamo, come al solito, di fronte
all'ennesimo fallimento di questa Amministrazione, perché ognuno pensa al proprio
orto, al proprio pezzettino di terreno per fare quello che vuole, senza avere un
progetto per il futuro.
Pertanto, Assessore, mi spiace dire che non sono assolutamente soddisfatta della
risposta che ho ottenuto a questa interpellanza. Non la rimanderò in Commissione,
perché non mi sembra sia opportuno un approfondimento, a meno che non vogliamo,
attraverso una Commissione, capire effettivamente a che cosa appartengano i lotti
che lei ha citato, e così via, ma, se mi vuole dare la mappatura, io sono disponibile ad
approfondire l'argomento singolarmente e personalmente. Ciò che mi interessa è
capire se l'Amministrazione abbia intenzione di fare qualcosa nell'immediato per il
degrado presente nelle strutture sotto la passerella.
Piazza Galimberti. Più di quello che lei ha detto, della pulizia di AMIAT settimanale
e giornaliera, penso non ci sia da aggiungere altro, fuorché che, forse, manifestazioni
come quelle del 29 novembre sarebbero da incentivare, e noi come Amministrazione
possiamo dare un segnale alla Circoscrizione, magari, per effettuare altre
manifestazioni simili, non solo una tantum, ma più frequentemente.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Mi pare che comunque ci siano alcuni aspetti che riguardano l'Assessorato al
Patrimonio, ma per quelli che invece riguardano più direttamente l'Assessore Lavolta
può rispondere e replicare.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Per quanto riguarda ciò che è di mia competenza, penso di essere stato
sufficientemente chiaro: il lavoro di attenzione e di monitoraggio, svolto soprattutto
nel corso delle ultime settimane con AMIAT, ci mette nelle condizioni di poter
serenamente condividere che l'Azienda che, per conto della Città di Torino, svolge il
servizio di pulizia su quell'area continuerà a fare questo sforzo, come sta facendo, e i
passaggi previsti dal Contratto di Servizio garantiscono, così ci dice AMIAT e così
abbiamo verificato, un corretto svolgimento del servizio stesso.
È chiaro - ma lo ha già detto il Presidente - che l'insoddisfazione palesata dal
Consigliere interpellante deriva da considerazioni che non riguardano il sottoscritto e
non riguardano naturalmente la capacità decisionale del sottoscritto sulla gestione di
un patrimonio che, in prevalenza, come è stato evidenziato in modo sufficientemente
articolato, non è di proprietà della Città di Torino, e quindi ben venga la proposta di
un tavolo di coordinamento. Io evidenzio soltanto che, fintanto che non viene
definita una destinazione d'uso di quell'area, noi non siamo nelle condizioni di poter
stipulare nessun contratto con alcunché per una migliore pulizia e manutenzione di
un'area che, in questo momento - condivido - è abbandonata a se stessa, però credo
che per dare soddisfazione piena al Consigliere si debba non solo svolgere un
approfondimento, ma anche interpellare l'Assessore competente che ha la delega al
Patrimonio.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Possiamo considerare conclusa questa parte.
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