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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201106529/002, presentata in data 18 novembre 2011, avente per oggetto: "Gran tombino" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Al riguardo, a dire il vero, siamo in un punto di competenza a cavallo tra il nostro Assessorato e quello del Collega Lavolta. La risposta che noi possiamo dare è che a questo tema prestiamo particolare attenzione, perché ci rendiamo conto che la problematica evidenziata dagli interpellanti rappresenta una delle concause che portano, anche in qualche caso, ad allagamenti di piccole o medie quantità di porzioni di territorio della nostra città. Il sistema messo a punto potrei definirlo, con massima serenità, abbastanza efficiente. Il numero di caditoie stradali della città è immenso, quindi riuscire a coprire tutto con le risorse limitate che ci sono a disposizione, ovviamente, non è facile. Fornisco solo un dato perché è molto chiaro: il numero di caditoie presenti in tutta la città è di 152.088, per cui, rispetto alla quantità di denaro disponibile per poterne rendere la piena fruibilità, come potete immaginare, non è facile fare tutto. C'è un diretto coordinamento tra SMAT e AMIAT, perché i due soggetti sono interessati da attività differenti per la pulizia di dette caditoie. In particolare, la parte di SMAT si occupa della pulizia vera e propria del condotto della caditoia, mentre AMIAT si occupa più della rimozione dei rifiuti sulla parte superficiale delle griglie, a partire dalle foglie, che è il caso più eclatante, ma, ovviamente, anche della presenza di rifiuti, che è responsabilità diretta di AMIAT. Che cosa stiamo facendo a questo proposito? Noi abbiamo incontrato SMAT ancora la scorsa settimana proprio per immaginare un piano straordinario di pulizia delle caditoie, perché ci siamo accorti come nell'evento atmosferico del mese di novembre, che tutti ricordiamo ancora, che ha impegnato fortemente la città, dal venerdì fino al lunedì successivo, le aree che erano state oggetto di una pulizia straordinaria, specifica, e che erano già oggetto di attenzione - ricordo anche forse proprio una vostra interpellanza, se non di qualcuno del Consiglio, sull'area di Corso Spezia e altre -, quasi in maniera ovvia, non hanno avuto problematiche di allagamenti. Quindi, questa è la chiara dimostrazione del fatto che, anche di fronte ad un importante evento atmosferico come quello di novembre, se la pulizia delle caditoie viene garantita, il problema ovviamente diventa minore e, quindi, anche i disagi per i singoli cittadini sono, a cascata, minori. Di conseguenza, abbiamo provato con SMAT e AMIAT a mettere a punto un piano straordinario, immaginando la fase autunnale come una fase delicata dovuta alla caduta delle foglie, che possono otturare queste caditoie, e con SMAT c'è una buona interlocuzione costante e continua per individuare le aree che saranno oggetto di questo piano straordinario. Aggiungo un elemento per portare a conoscenza il Consiglio anche di un problema un po' più ampio, che però non ci permette di affrontare con tutta la serenità necessaria questo tema. Il tema della fognature bianche è un tema che ha un grande problema di fondo, che è quello della diversificazione delle reti tra fognature bianche e fognature nere, nel senso che la città di Torino è una delle poche città in Italia che ha questa diversificazione, che risulta essere di qualità perché ovviamente vuol dire avere una rete che divide, e chi ha studiato nell'Ottocento, se non prima, la rete ha immaginato, anche per la salubrità della città, un'operazione di questo genere. La legge nazionale, però, non parla di investimenti sulle due tipologie di rete, anzi, un comitato interministeriale, che si chiama Coviri, di cui ho scoperto l'esistenza soltanto pochi mesi fa, ha interpretato la legge che prevede gli investimenti per gli interventi di manutenzione ordinaria, ma anche per quelli di natura straordinaria; ad esempio, il sottopasso di Corso Spezia, e quindi lo scolmatore presente in quell'area che deve essere rivisto, è oggetto di un contenzioso vero e proprio da parte della Città di Torino col Ministero tramite SMAT che ha impugnato addirittura la delibera nazionale di questo Comitato che ha bloccato gli investimenti che erano previsti, ad esempio, sullo scolmatore di Corso Spezia. Grazie anche ai contatti che il Sindaco ha quotidianamente anche con il nuovo Ministro dell'Ambiente, stiamo provando a capire quali sono le prospettive di modifica di quella legge. Abbiamo quindi immaginato di poter scardinare queste interpretazioni, perché questo ci vincola fortemente nell'utilizzo dei fondi derivanti da tariffa, e siamo nella situazione kafkiana nella quale i cittadini pagano la tariffa all'interno della quale troviamo sia la parte di copertura dei costi del quotidiano servizio, ma anche di tutti quelli che sono gli investimenti di manutenzione ordinaria e straordinaria, e poi abbiamo però un Ente ministeriale (il Coviri, che è un Ente delegato al controllo della correttezza degli investimenti che vengono fatti di concerto col Piano d'Ambito degli interventi di investimento che viene redatto dall'ATO Acqua, che è un Ente di carattere provinciale nel quale il nostro rappresentante è l'Assessore all'Ambiente Enzo Lavolta) che ci blocca nel poter erogare quei determinati investimenti. Per quale motivo? Perché la legge non parla della diversificazione tra la fognatura bianca e la fognatura nera. Perciò, pur essendo una città virtuosa dal punto di vista dell'organizzazione strutturale, abbiamo un limite nel poter dare il via a SMAT, che è il concessionario per la gestione delle acque per la Città di Torino, nell'investire i fondi che fisicamente già arrivano dalla tariffa. È una situazione che, ripeto, è un po' kafkiana, ma che deve essere affrontata di petto perché altrimenti siamo in una situazione nella quale individuiamo gli investimenti, capiamo quali sono i problemi, abbiamo i soldi per intervenire, ma non possiamo spenderli perché siamo a rischio di un controllo da parte della Corte dei Conti che riterrebbe illegittima quella tipologia di investimento. Questa è l'Italia e in questa situazione noi dobbiamo provare a muoverci. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ringrazio l'Assessore per la relazione, ma noi volevamo solo che venissero puliti i tombini, perché sono 26 anni che vivo in questa città e sono 26 anni che vedo pozze d'acqua quando piove lungo i bordi delle carreggiate. Quello che voglio segnalare è che, soprattutto nei viali, si creano delle enormi pozzanghere sugli attraversamenti pedonali e le persone che si trovano a metà tra un incrocio e l'altro, quando passa ad esempio il pullman, vengono costantemente lavate. Quindi, onde evitare che questa situazione perduri e per analizzare la situazione in maniera un po' più oggettiva, potremmo magari chiedere un approfondimento, anche con l'Assessore Lavolta, in Commissione congiunta. Chiedo alla Presidenza se può farsene carico. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Sottolineo l'importanza di una Commissione congiunta su questo tema, perché tutto questo meccanismo che vi ho raccontato (forse annoiandovi un po') scatta nel momento in cui l'ATO Acqua si fa carico del problema, ed essendo l'Assessore Lavolta il rappresentante della Città in ATO Acqua dobbiamo coordinarci da questo punto di vista. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa per l'Aula. |