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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Novembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2011-05945
"SCADENZA SERVIZIO SOSTITUTIVO DI MENSA, PROROGA O NUOVA GARA?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 28 OTTOBRE 2011.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc.
201105945/002, presentata in data 28 ottobre 2011, avente per oggetto:
"Scadenza servizio sostitutivo di mensa, proroga o nuova gara?"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Mariacristina (Assessore)
Con riferimento ai quesiti posti nell'interpellanza, si ritiene preliminarmente
necessario chiarire che l'attuale affidamento, effettuato con gara pubblica europea,
prevedeva espressamente nel capitolato d'appalto, all'articolo 6, la possibilità di
prosecuzione del servizio, dopo il 31.12.2011, per un ulteriore biennio.
La prosecuzione del servizio, oltre tale data, era cioè prevista tra le condizioni di gara
ed era nota ai concorrenti, che su tale presupposto hanno formulato l'offerta.
L'inserimento di tale clausola è espressamente consentita dalle direttive europee, e
non costituisce una proroga.
Le motivazioni di tale previsione vanno ricondotte, oltre alla citata possibilità di
ottenere offerte vantaggiose dagli imprenditori, all'opportunità, offerta
all'Amministrazione di interrompere il rapporto in caso di prestazione non del tutto
soddisfacente da parte dell'appaltatore, così da incentivare una perfetta esecuzione
delle prestazioni.
La durata pluriennale del contratto si giustifica, nel caso di specie, con l'impegnativo
investimento iniziale richiesto all'appaltatore, consistente nella realizzazione del
sistema informatico di gestione del servizio.
Il servizio mensa del Comune di Torino ha per oggetto l'utilizzo del buono
elettronico - "card" - e non del tradizionale buono pasto cartaceo, come invece la
Regione Piemonte: ossia il dipendente comunale non riceve i buoni cartacei, ma una
tessera magnetica collegata al sistema di controllo delle presenze che consente di
verificarne il corretto utilizzo, ad esempio non nei giorni di ferie o malattia. Tale
sistema semplifica enormemente le operazioni di contabilizzazione e pagamento,
consentendo al Comune di Torino di risparmiare tempo e personale ed ai fornitori di
fatturare e di incassare più celermente.
Si consideri, inoltre, che la tessera magnetica è utilizzata anche per la rilevazione
delle presenze e che presso le scuole tale rilevazione è effettuata con il lettore
software della ditta, con ulteriori vantaggi anche nella gestione relativa al personale.
Tutte queste funzionalità si intendono ricomprese e remunerate nel prezzo del pasto.
L'utilizzo del badge elettronico presenta, inoltre, i seguenti vantaggi: è finalizzato al
controllo dei pasti, quindi della spesa sostenuta dalla Città; il sistema informativo di
supporto consente, infatti, la lettura incrociata dei dati relativi alla rilevazione della
presenza in servizio del dipendente e di quelli relativi alla fruizione. Inoltre, tale
verifica incide, contenendolo, sul numero dei pasti erogati e costituisce un ulteriore
fattore di economia gestionale, consentendo, oltretutto, di non effettuare trattenute ai
dipendenti sul valore del pasto. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, Agenzia
delle Entrate, con risoluzione n. 63/E del 17 maggio 2005, infatti, ha stabilito che le
prestazioni rese esclusivamente attraverso la card elettronica non concorrono alla
formazione del reddito di lavoro dipendente, a prescindere dal superamento o meno
del limite di 5,29 Euro, di cui all'articolo 51, comma 2, lettera c-9) del TUIR. La
stessa verifica consente, inoltre, di contenere il costo unitario del pasto a parità di
qualità.
Le serrate indette negli anni dai ristoratori contro la svalutazione dei buoni cartacei
non hanno mai messo in crisi l'utilizzo del badge elettronico da parte dei dipendenti
comunali, che hanno fruito regolarmente del servizio mensa, anche quando i colleghi
di altre Amministrazioni si sono visti rifiutare i buoni mensa.
Ciò premesso, si risponde come segue ai quesiti posti nell'interpellanza.
Per quanto riguarda il primo quesito, sull'intendimento dell'Amministrazione a dare
corso alla clausola contrattuale che consente la prosecuzione del servizio per un
ulteriore biennio, rispondo che la scelta è stata condivisa con le Organizzazioni
Sindacali, come da incontro del 26 luglio ultimo scorso.
Per quanto riguarda il secondo quesito, rispondo che la ditta attualmente affidataria si
è detta disponibile ad eseguire il contratto alle medesime condizioni, rinunciando
all'adeguamento Istat del prezzo e proponendo, in più, un'offerta migliorativa
rispetto alle condizioni economiche in essere, con un ribasso del 6,50% sul valore
nominale di 7,20 Euro, corrispondente al prezzo unitario a pasto di Euro 6,73, IVA
inclusa; il prezzo attuale è di 6,79 Euro. Ciò comporta un risparmio annuo di circa
106.983,60 Euro rispetto agli anni precedenti.
L'indizione di una nuova gara, per contro, richiederebbe inevitabilmente
l'adeguamento del prezzo a base di gara. Circa la convenienza economica
nell'interpellanza si indica come esiguo lo sconto ottenuto dal Comune di Torino
rispetto a quello ottenuto dalla Regione Piemonte, con il miglioramento conseguito
nell'ultimo contratto.
Va, peraltro, osservato che la cifra percentuale è significativa solo se rapportata al
valore base di riferimento. Infatti, lo sconto, apparentemente esiguo, del 6,50%
applicato al valore base del pasto dei dipendenti comunali, di 7,20 Euro, comporta,
per la Città, una spesa, a pasto, di 6,73 Euro IVA compresa, mentre lo sconto del
16%, apparentemente più vantaggioso, applicato al valore di 11 Euro, messo a base
di gara dalla Regione, comporta una spesa, a pasto, di 9,51 Euro IVA compresa.
Pertanto, se il Comune applicasse il contratto attualmente in essere alla Regione,
come auspicato nell'interpellanza, si avrebbe una maggiore spesa annua di circa 5
milioni di Euro, oltre alle maggiori spese di rendicontazione, contabilità e controllo
conseguenti all'utilizzo dei buoni cartacei, in luogo della card elettronica.
Per quanto riguarda il terzo quesito, rispondo che sarebbe attualmente impossibile
aderire alla convenzione CONSIP, in quanto il lotto 1, rivolto alle Amministrazioni
del Piemonte, è esaurito. La nuova convenzione potrebbe essere operativa dopo il
primo semestre 2012. In ogni caso, la convenzione CONSIP ha per oggetto
esclusivamente la fornitura di buoni cartacei.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo agli Assessori, dal momento che oggi si dovrà concludere entro un certo
orario, che il tempo destinato alle risposte è di cinque minuti; in tal modo si potrà
rispondere a tutte le interpellanze.
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Poiché la risposta è stata molto completa, chiederei cortesemente all'Assessore,
soprattutto per l'ultima parte, visto che si è fatto riferimento a dei dati, se sia
possibile farmi pervenire la copia scritta, in modo che anche io possa fare delle
valutazioni.
Avevo letto, infatti, che l'indizione di questo bando, inizialmente, era stata
abbastanza travagliata, quindi mi aveva interessato e ritenevo, per le informazioni in
mio possesso, che, forse, si andasse a gara con l'intento di avere un risparmio per
l'Amministrazione (perché è quello lo scopo) o comunque fosse fondamentale poter
dare più potere a quest'ultima per rinegoziare un eventuale sconto successivo in caso
di proroga.
Siamo passati da 6,529 Euro, che era l'attuale prezzo per ciascun pasto, a 6,50 Euro.
Ho compreso bene? (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Per semplificare, visto che non abbiamo molto tempo, chiederei cortesemente la
copia. Chiedo, inoltre, disponibilità, nel caso avessi dei dubbi, e la possibilità di
rivolgere ulteriori domande per iscritto ai suoi Uffici, senza dover di nuovo
presentare, in proposito, un provvedimento in Aula.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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