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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Novembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 12
INTERPELLANZA 2011-06167
"I RAPPORTI TRA SITAF ED FCT" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA, CARBONERO E RICCA IN DATA 9 NOVEMBRE 2011.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201106167/002, presentata in
data 9 novembre 2011, avente per oggetto:
"I rapporti tra SITAF e FCT"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Come i Consiglieri sanno, la nostra partecipazione del 10,6 in SITAF a fine del 2008
è passata dal Comune a FCT. La FCT ha riconosciuto un valore che pensiamo sia più
basso del valore reale, ma, comunque, significativo, alla Città di Torino; FCT,
ovviamente, ha un indebitamento per aver fatto questa operazione.
Nel momento in cui abbiamo fatto quella operazione, la stessa deliberazione votata in
Consiglio Comunale dà la possibilità a FCT di ricollocarla, di venderla sul mercato.
C'è una discussione nel rapporto con la Provincia? Sì, c'è una discussione aperta con
la Provincia e, non recentemente, ma due anni fa, c'è stata anche una discussione nel
rapporto con ANAS. La discussione, sia prima, nel rapporto con tutte e due, sia oggi,
in particolare, nel rapporto con la Provincia, avviene sulla base del patto tra soci
pubblici che si era assunto l'onere di dire tre cose: 1) il mantenimento del 51%
pubblico all'interno di SITAF; 2) che ci sia una consultazione tra i pubblici, prima di
esprimere un voto nell'assemblea; 3) che nel caso della possibilità di cessione delle
quote, prima di ogni altro debba essere sentita la disponibilità da parte dei soci
pubblici.
Perché era stato fatto questo patto? Il patto rispondeva ad una necessità di
mantenimento del 51%, a fronte del fatto che, nel momento in cui si è fatta
l'operazione di salvataggio di SITAF negli anni precedenti, si era andati a
determinare un prestito obbligazionario garantito dallo Stato. Su tale argomento si è
inserito un approfondimento (per il momento, senza iniziative e senza aprire
procedimenti) da parte della Procura, che ha verificato che gli atti, soprattutto al
momento della scadenza, non determinassero un probabile - non so quali altre parole
usare - arricchimento, un indebito arricchimento dei soci privati. Per cui, non c'è
ombra di dubbio che, a fronte dell'attuale situazione, la possibilità di vendita sia nel
rapporto con i soci pubblici, cioè in proporzione, sempre che tutte e due opzionino,
sia di Provincia che di ANAS.
È possibile una rimessa in discussione di questo? Sì, ma occorre approfondire quali
siano le condizioni. Credo che sia difficile pensare alla messa in discussione di
questo senza una ridiscussione di carattere generale, a partire dai livelli nazionali,
cioè di che cosa vuol fare ANAS su tale argomento, visto che ANAS, fino all'altro
ieri, confermava questo intendimento così come l'ho detto.
A fronte di questo, la discussione con la Provincia riguarda sostanzialmente due
temi: uno che rientrerebbe all'interno di una discussione di riorganizzazione delle
partecipate, dell'insieme della Provincia, per cui accanto a questo, se mai si
perfezionasse, si vedrebbe ovviamente non solo in gioco la SITAF, ma una
riorganizzazione di alcune partecipazioni, a partire da SAGAT, ma non solo.
Per questa ragione, mentre una vendita diretta delle partecipazioni di SITAF da parte
di FCT non prevedrebbe più un passaggio in Consiglio, essendosi il Consiglio già
espresso su questo nel momento in cui è stata fatta l'operazione, invece, nel
momento in cui si mettessero in gioco altre situazioni, necessariamente dovrebbe
ripassare dal Consiglio.
Per quanto riguarda i valori, non c'è ombra di dubbio che il tema sollevato
dall'interpellanza sia di assoluto rilievo. È una delle problematiche che si capiva già
dovesse essere approfondita, perché una cosa è vendere all'interno con il
mantenimento in SITAF del 51%, una cosa è che si rimetta in discussione tale
impostazione. Se si rimettesse in discussione tale impostazione, ovviamente, i valori
potrebbero cambiare.
In ogni caso, necessariamente, sia per fare la valutazione delle altre sia per fare la
valutazione di questa, nel momento in cui (per il momento non c'è nulla)
decidessimo di approcciare la questione per andare in quella direzione, ci saranno le
perizie definite in modo tale che si possa fare un ragionamento un po' più rapportato
alla situazione attuale rispetto a quello che si può dire oggi sul valore della quota, nel
senso che la Provincia l'ha valutata in quel modo.
Credo che, se fatto in questo ambito, si possa scostare da quella perizia, ma non
moltissimo, mentre, in un altro quadro, la valutazione, come dicevo, già cambia, ma
può cambiare significativamente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
È chiaro che il problema SITAF ci preoccupa particolarmente, soprattutto dopo che
abbiamo visto come è andato a finire il discorso Holding, CSEA e altre società del
gruppo del Comune. Questa è una grande preoccupazione, vorremmo che non si
facesse la stessa fine.
Apprezzo il fatto che sarà sicuramente approfondita, però ho dei timori, perché
quando mi conferma i dati riportati nell'interpellanza significa che siamo molto più
avanti di quanto lei abbia accennato. Vorrei anche ricordare che siamo in un
momento di discussione generale in cui forse si parla di abolizione delle Province,
per cui, eventualmente, cedere le quote alla Provincia, forse, sarebbe un passaggio
superfluo a questo punto.
SITAF, in questo momento, è un'azienda assolutamente di eccellenza, i risultati sono
sotto gli occhi di tutti e per fortuna portano un utile, tra l'altro non indifferente.
Se siete d'accordo, chiedo di mandarla in Commissione per approfondire la
questione e magari per darci delle linee guida generali, tutti noi insieme, in modo da
capire bene dove vogliamo andare e che strada seguire, ma vorrei che lo facessimo
tutti insieme.
Io chiedo, appunto, conferma se siete d'accordo a inviare l'interpellanza in
Commissione per discuterla. Pensavo alla I Commissione + Commissione Controllo
di Gestione, o altrimenti solo alla Commissione Controllo di Gestione, come
preferite, grazie.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Indubbiamente forse il Vicesindaco sui contenuti non è riuscito a esplicarsi come
avrebbe voluto, anche considerato il tempo. Suggerisco per le prossime occasioni di
formulare un'interrogazione per iscritto per richieste così importanti, che forse
meriterebbero già una richiesta di discussione in Commissione dell'interpellanza.
In ogni caso, non essendo stato possibile concludere l'approfondimento di questa
interpellanza, il Vicesindaco vorrebbe fare ancora un piccolo intervento di replica, e
in seguito definiamo come mandarla avanti.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Non ho alcun problema a fare un approfondimento in Commissione. Se facciamo un
approfondimento sulle partecipazioni (possibilità di vendita e a che condizioni),
dobbiamo necessariamente andare in I Commissione. Se, invece, vogliamo fare una
discussione sulla gestione attuale (utili, non utili, prestiti obbligazionari), sulla
gestione della società, credo sia giusto andare in Commissione Controllo di Gestione,
ed eviterei di mettere le due cose insieme.
Aggiungo un aspetto che non ho detto prima: anche la nomina in Consiglio di
Amministrazione del dottor Mora è dovuta, oltre alla fiducia a livello di competenza,
al fatto che, ovviamente, doveva essere una situazione transitoria.
Nel momento in cui dovessimo procedere verso la vendita, credo che valga
l'assunzione di decisioni fatta in quella sede; se invece dovessimo fermarci -
rispondo anche al fatto che, non so se per fortuna o purtroppo, ma non siamo per
nulla più avanti di quanto invece ho detto -, ovviamente, credo che la sostituzione del
dottor Mora sia nei fatti. Al contrario, se la manteniamo così, con l'idea di procedere
sull'argomento, quello era stato fatto appositamente in funzione di quell'obiettivo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non comprendo come possa essere approfondita, perché una parte certamente
interessa la Commissione Controllo di Gestione, ma una buona parte interessa la I
Commissione, e solitamente gli argomenti legati alle società partecipate li trattiamo
in I Commissione. Il Vicesindaco suggeriva di trattarla solo in una... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Comunque, la I Commissione è interamente sul tema, la
Commissione Controllo di Gestione non so. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
Si potrebbe rimandare alla Commissione Controllo di Gestione il controllo di quanto
specificato in I Commissione. Potreste eventualmente fare un secondo passaggio.
Perciò cominciamo col mandare l'interpellanza in I Commissione.
L'interpellanza è discussa per l'Aula.
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