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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201106167/002, presentata in data 9 novembre 2011, avente per oggetto: "I rapporti tra SITAF e FCT" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Come i Consiglieri sanno, la nostra partecipazione del 10,6 in SITAF a fine del 2008 è passata dal Comune a FCT. La FCT ha riconosciuto un valore che pensiamo sia più basso del valore reale, ma, comunque, significativo, alla Città di Torino; FCT, ovviamente, ha un indebitamento per aver fatto questa operazione. Nel momento in cui abbiamo fatto quella operazione, la stessa deliberazione votata in Consiglio Comunale dà la possibilità a FCT di ricollocarla, di venderla sul mercato. C'è una discussione nel rapporto con la Provincia? Sì, c'è una discussione aperta con la Provincia e, non recentemente, ma due anni fa, c'è stata anche una discussione nel rapporto con ANAS. La discussione, sia prima, nel rapporto con tutte e due, sia oggi, in particolare, nel rapporto con la Provincia, avviene sulla base del patto tra soci pubblici che si era assunto l'onere di dire tre cose: 1) il mantenimento del 51% pubblico all'interno di SITAF; 2) che ci sia una consultazione tra i pubblici, prima di esprimere un voto nell'assemblea; 3) che nel caso della possibilità di cessione delle quote, prima di ogni altro debba essere sentita la disponibilità da parte dei soci pubblici. Perché era stato fatto questo patto? Il patto rispondeva ad una necessità di mantenimento del 51%, a fronte del fatto che, nel momento in cui si è fatta l'operazione di salvataggio di SITAF negli anni precedenti, si era andati a determinare un prestito obbligazionario garantito dallo Stato. Su tale argomento si è inserito un approfondimento (per il momento, senza iniziative e senza aprire procedimenti) da parte della Procura, che ha verificato che gli atti, soprattutto al momento della scadenza, non determinassero un probabile - non so quali altre parole usare - arricchimento, un indebito arricchimento dei soci privati. Per cui, non c'è ombra di dubbio che, a fronte dell'attuale situazione, la possibilità di vendita sia nel rapporto con i soci pubblici, cioè in proporzione, sempre che tutte e due opzionino, sia di Provincia che di ANAS. È possibile una rimessa in discussione di questo? Sì, ma occorre approfondire quali siano le condizioni. Credo che sia difficile pensare alla messa in discussione di questo senza una ridiscussione di carattere generale, a partire dai livelli nazionali, cioè di che cosa vuol fare ANAS su tale argomento, visto che ANAS, fino all'altro ieri, confermava questo intendimento così come l'ho detto. A fronte di questo, la discussione con la Provincia riguarda sostanzialmente due temi: uno che rientrerebbe all'interno di una discussione di riorganizzazione delle partecipate, dell'insieme della Provincia, per cui accanto a questo, se mai si perfezionasse, si vedrebbe ovviamente non solo in gioco la SITAF, ma una riorganizzazione di alcune partecipazioni, a partire da SAGAT, ma non solo. Per questa ragione, mentre una vendita diretta delle partecipazioni di SITAF da parte di FCT non prevedrebbe più un passaggio in Consiglio, essendosi il Consiglio già espresso su questo nel momento in cui è stata fatta l'operazione, invece, nel momento in cui si mettessero in gioco altre situazioni, necessariamente dovrebbe ripassare dal Consiglio. Per quanto riguarda i valori, non c'è ombra di dubbio che il tema sollevato dall'interpellanza sia di assoluto rilievo. È una delle problematiche che si capiva già dovesse essere approfondita, perché una cosa è vendere all'interno con il mantenimento in SITAF del 51%, una cosa è che si rimetta in discussione tale impostazione. Se si rimettesse in discussione tale impostazione, ovviamente, i valori potrebbero cambiare. In ogni caso, necessariamente, sia per fare la valutazione delle altre sia per fare la valutazione di questa, nel momento in cui (per il momento non c'è nulla) decidessimo di approcciare la questione per andare in quella direzione, ci saranno le perizie definite in modo tale che si possa fare un ragionamento un po' più rapportato alla situazione attuale rispetto a quello che si può dire oggi sul valore della quota, nel senso che la Provincia l'ha valutata in quel modo. Credo che, se fatto in questo ambito, si possa scostare da quella perizia, ma non moltissimo, mentre, in un altro quadro, la valutazione, come dicevo, già cambia, ma può cambiare significativamente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto È chiaro che il problema SITAF ci preoccupa particolarmente, soprattutto dopo che abbiamo visto come è andato a finire il discorso Holding, CSEA e altre società del gruppo del Comune. Questa è una grande preoccupazione, vorremmo che non si facesse la stessa fine. Apprezzo il fatto che sarà sicuramente approfondita, però ho dei timori, perché quando mi conferma i dati riportati nell'interpellanza significa che siamo molto più avanti di quanto lei abbia accennato. Vorrei anche ricordare che siamo in un momento di discussione generale in cui forse si parla di abolizione delle Province, per cui, eventualmente, cedere le quote alla Provincia, forse, sarebbe un passaggio superfluo a questo punto. SITAF, in questo momento, è un'azienda assolutamente di eccellenza, i risultati sono sotto gli occhi di tutti e per fortuna portano un utile, tra l'altro non indifferente. Se siete d'accordo, chiedo di mandarla in Commissione per approfondire la questione e magari per darci delle linee guida generali, tutti noi insieme, in modo da capire bene dove vogliamo andare e che strada seguire, ma vorrei che lo facessimo tutti insieme. Io chiedo, appunto, conferma se siete d'accordo a inviare l'interpellanza in Commissione per discuterla. Pensavo alla I Commissione + Commissione Controllo di Gestione, o altrimenti solo alla Commissione Controllo di Gestione, come preferite, grazie. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Indubbiamente forse il Vicesindaco sui contenuti non è riuscito a esplicarsi come avrebbe voluto, anche considerato il tempo. Suggerisco per le prossime occasioni di formulare un'interrogazione per iscritto per richieste così importanti, che forse meriterebbero già una richiesta di discussione in Commissione dell'interpellanza. In ogni caso, non essendo stato possibile concludere l'approfondimento di questa interpellanza, il Vicesindaco vorrebbe fare ancora un piccolo intervento di replica, e in seguito definiamo come mandarla avanti. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Non ho alcun problema a fare un approfondimento in Commissione. Se facciamo un approfondimento sulle partecipazioni (possibilità di vendita e a che condizioni), dobbiamo necessariamente andare in I Commissione. Se, invece, vogliamo fare una discussione sulla gestione attuale (utili, non utili, prestiti obbligazionari), sulla gestione della società, credo sia giusto andare in Commissione Controllo di Gestione, ed eviterei di mettere le due cose insieme. Aggiungo un aspetto che non ho detto prima: anche la nomina in Consiglio di Amministrazione del dottor Mora è dovuta, oltre alla fiducia a livello di competenza, al fatto che, ovviamente, doveva essere una situazione transitoria. Nel momento in cui dovessimo procedere verso la vendita, credo che valga l'assunzione di decisioni fatta in quella sede; se invece dovessimo fermarci - rispondo anche al fatto che, non so se per fortuna o purtroppo, ma non siamo per nulla più avanti di quanto invece ho detto -, ovviamente, credo che la sostituzione del dottor Mora sia nei fatti. Al contrario, se la manteniamo così, con l'idea di procedere sull'argomento, quello era stato fatto appositamente in funzione di quell'obiettivo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non comprendo come possa essere approfondita, perché una parte certamente interessa la Commissione Controllo di Gestione, ma una buona parte interessa la I Commissione, e solitamente gli argomenti legati alle società partecipate li trattiamo in I Commissione. Il Vicesindaco suggeriva di trattarla solo in una... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Comunque, la I Commissione è interamente sul tema, la Commissione Controllo di Gestione non so. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si potrebbe rimandare alla Commissione Controllo di Gestione il controllo di quanto specificato in I Commissione. Potreste eventualmente fare un secondo passaggio. Perciò cominciamo col mandare l'interpellanza in I Commissione. L'interpellanza è discussa per l'Aula. |