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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Novembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 30
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2011-05226
RIORDINO DEL GRUPPO CONGLOMERATO CITT? DI TORINO PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA 2011-2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201105226/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 7 ottobre 2011, avente per
oggetto:
"Riordino del Gruppo Conglomerato Città di Torino. Programmazione economico-
finanziaria 2011-2012".
della proposta di mozione n. mecc. 201106504/002, presentata dal Consigliere Musy
in data 17 novembre 2011, avente per oggetto:
"Adozione di un codice etico per la governance delle società partecipate del
Comune".
della proposta di mozione n. mecc. 201106603/002, presentata dai Consiglieri
Bertola e Appendino in data 21 novembre 2011, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201105226/064) Riordino del Gruppo
Conglomerato Città di Torino - Programmazione economico-finanziaria 2011-
2012".
e della proposta di mozione n. mecc. 201106609/002, presentata dai Consiglieri Lo
Russo, Moretti, Curto, Sbriglio, Porcino, Altamura, Cassiani, Paolino, Ventura,
Carretta, Nomis, Tricarico, Rattazzi, Levi-Montalcini, Dell'Utri, avente per oggetto:
"Deliberazione mecc. 201105226/064 relativa al riordino del Gruppo Conglomerato
Città di Torino. Programmazione economico-finanziaria 2011-2012. Linee di
indirizzo".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Non avrei voluto intervenire, ma ho ascoltato attentamente tutti gli interventi e vorrei
sottolineare l'intervento qualificato dei Consiglieri di minoranza, di tutta la
minoranza; peccato che, poi, durante questi interventi ci sia stata una nota stonata.
Mi riferisco al Consigliere Viale, che dà sempre lezioni di morale alla minoranza,
fatto che non accetto; questa situazione di emergenza, che ha sottolineato nel suo
intervento, non l'ha determinata la minoranza, ma la maggioranza (più o meno simile
negli anni, cioè di ugual colore). All'interno della minoranza sono state fatte delle
scelte per quanto concerne l'indirizzo di questa proposta di deliberazione, in quanto
riteniamo giusto che all'interno di un Consiglio di Amministrazione ci sia una
funzione di controllo anche da parte della minoranza, affinché non si vengano a
determinare - e su questo condivido anche un po' il ragionamento che faceva il
Consigliere Curto - le situazioni che si sono verificate in CSEA (per sottolineare un
argomento molto attuale), visto che, nel corso degli anni, sono accadute delle cose
inconsuete. Secondo me, la funzione della minoranza all'interno di un CdA è
fondamentale ed è giusto che comunque prenderemo le nostre decisioni in base a
quello che questa maggioranza deciderà per quanto riguarda i nostri emendamenti.
Non volevo interrompere l'intervento del Consigliere Curto, ma quel video non mi
consente di farmi vedere per chiedere di intervenire.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Liardo, questa volta l'ho vista.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Dopo tutto questo dibattito, cercherò di spiegare perché c'è anche qualcuno contrario
alle privatizzazioni; noi siamo assolutamente contrari a questa operazione. Intanto
cominciamo a chiamarla privatizzazione, senza ipocrisia, perché è vero che
vendiamo delle quote di minoranza, ma, come ci insegnano i casi precedenti
(l'Aeroporto e le Farmacie comunali), a questa vendita si è sempre accompagnato un
patto parasociale, che dà la gestione in mano al privato. Quindi, di fatto, siamo
abbastanza tranquilli che nessuno metterà centinaia di milioni di Euro in
quest'azienda senza avere in mano la gestione.
In questo mese di discussione, sostanzialmente, ho sentito 3 argomenti a favore di
questa operazione: il primo è che la gestione dei privati è migliore e più efficiente, il
secondo è che c'è bisogno di soldi e il terzo è che questa è una cosa imposta
dall'esterno, dal Governo, dall'Europa.
Per quanto riguarda il primo argomento, cioè che la gestione dei privati è migliore,
possiamo fare l'esempio dell'Aeroporto; addirittura si è formata un'associazione di
protesta contro la gestione privata dell'Aeroporto, che chiede di riportare il controllo
di ciò che viene fatto più in mano al pubblico. Il problema è che il privato, per
definizione, vuole fare utili, è il suo mestiere e, quindi, a tutti i costi che già vengono
sostenuti, deve essere aggiunto qualcosa per remunerare l'utile del privato, che,
evidentemente, va a danno della possibilità di investire nei servizi.
Il privato vorrà fare, sicuramente, delle sinergie organizzative, come si definiscono,
cioè tagliare occupazione, portare via i centri direzionali e le sedi legali e con essi i
tributi locali; non so come faremo quando la Piazza del Municipio sarà sporca e,
magari, invece di chiamare una persona che dipende da noi, dovremo telefonare ad
un numero verde a Reggio Emilia. Perché succederà questo. Se la gestione di
un'azienda pubblica è inefficiente, non è colpa del fatto che è pubblica, ma è colpa
dei manager che la gestiscono e di chi li sceglie. Quindi, è su questo forse che ci
vorrebbe un esame di coscienza da parte della maggioranza, piuttosto che dire che
visto che è pubblica non può funzionare bene.
Per quanto riguarda il secondo tema (la necessità di soldi), mi dispiace deludervi, ma
i soldi che rientreranno da questa operazione saranno pochi. Abbiamo visto le
valutazioni e, se va bene, saranno 200 milioni di Euro; probabilmente saranno anche
meno, perché tutta Italia sta vendendo questo tipo di aziende e, quindi, è probabile
che ne arriveranno anche meno.
In questo momento, noi ci leghiamo le mani, perché il modo perverso in cui è
congegnata l'operazione prevede che, intanto, ci indebitiamo e, poi, con il debito che
grava da ripagare sostanzialmente saremo costretti ad accettare la prima offerta che
arriverà (proprio perché abbiamo il debito e non sappiamo come ripagarlo). Vorrei
sottolineare che, comunque, anche se incassassimo questi 200 milioni di Euro, forse
riusciremmo ad abbattere il nostro debito del 5%; il nostro debito, mettendo tutto
insieme, non si sa bene se sia di 3, 4, o 5 miliardi di Euro. Evidentemente, però con
questa operazione non ci salviamo dai problemi del debito. Se continua la crisi dei
mercati finanziari e diventa più difficile rifinanziarci, falliremo ugualmente, non ci
salveremo per aver venduto; questo è bene tenerlo presente.
Il terzo argomento è che questo atto è obbligato: non lo vorremmo fare, ma ce lo
chiedono l'Europa ed il Governo; l'Europa non ce lo chiede, perché dice soltanto che
bisogna decidere se si vogliono gestire i servizi pubblici con il pubblico o con il
privato attraverso le gare, dopodiché possiamo scegliere quello che vogliamo.
Effettivamente, il Governo, se proprio non ci obbliga (qui dipende
dall'interpretazione delle leggi), certamente ci dà un forte incentivo e ci dice in tutti i
modi che dobbiamo vendere queste aziende, sebbene voi, l'anno scorso, avete già
messo a gara GTT ed il servizio di trasporto pubblico, quindi non sarebbe nemmeno
coinvolta in questa cessazione dei contratti.
Tuttavia vorrei ricordare che, a giugno, si è svolto un referendum e qui ci possiamo
girare intorno, ma è incredibile che gli stessi partiti che, cinque mesi fa, erano in
piazza esultanti, dicendo che aveva vinto il bene comune, adesso siano d'accordo
nello svendere il bene comune, dicendo che forse il referendum riguardava soltanto
l'acqua e che probabilmente non era così vincolante per tutto il resto; non si sa che
cosa sia cambiato. Ancora nel mese di luglio, le linee programmatiche riportavano
che sarebbe stato rispettato questo esito referendario, mentre, adesso, si è trovato il
modo, con tutti convinti o magari a malincuore (come dicono gli amici di SEL, che
però intanto votano la proposta di deliberazione, e gli amici dell'Italia dei Valori, che
non sono in Aula), di votare questa proposta di deliberazione e questa di
privatizzazione. Sono curioso di vedere che cosa diranno i comitati referendari che li
hanno sostenuti.
Credo che ci siano delle alternative a questa operazione, forse non sono alternative
semplici o comode, perché intanto si poteva fare, come hanno fatto altri Enti Locali,
ricorso contro queste normative nazionali, o si poteva cercare di costruire un
consenso per cambiare il quadro di riferimento nazionale, visto che, tra l'altro, è
anche cambiato il Governo ed io non so se questo Governo manterrà questa filosofia
e queste scadenze, o cambierà il meccanismo. Ci stiamo muovendo dando per
scontate delle cose che non sono assolutamente scontate.
Si tratta di un problema generale di sistema. Siamo alla fine di 20 anni di politiche
portate avanti da tutti i partiti di tutti gli orientamenti che davano per scontata questa
filosofia economica, per cui il privato è bello e, alla fine di questi 20 anni di \"privato
è bello\", quello che ci resta in mano è pagare i debiti e siamo costretti ad inseguire
questa spirale di debiti . Lasciatemi dire che la politica fa la figura del criceto in una
ruota: continua a correre (tagliando servizi, vendendo patrimoni, tagliando i precari,
tutto quello che stiamo vedendo in queste settimane), ma non siamo più vicini ad
avere ripagato il nostro debito. Non è correndo in questa ruota che riusciremo a
ripagare il debito e a tornare ad un'età in cui gli Enti Locali avranno tanti soldi e
potranno fornire numerosi servizi.
Finché non rimetteremo in discussione la natura del debito pubblico degli Enti
pubblici, la natura della finanza, i problemi di speculazione, i problemi di sovranità
monetaria e tutta una serie di grandi temi, non riusciremo mai ad uscire da questa
situazione.
Ci vuole una politica che abbia il coraggio di farlo, che abbia il coraggio di dire dei
no e che non si presti ad essere soltanto quella che svende e che cerca in tutti i modi
di ripagare; pretendiamo che si ridiscuta questa situazione a livello nazionale e la
Città di Torino ha un peso politico per cui può perlomeno provare ad aprire questa
discussione.
Qui sembrava, invece, che non si aspettasse altro che avere di nuovo il via libera a
livello nazionale, nonostante il referendum, arriva il maxi emendamento e, tre
settimane dopo, siamo già pronti a procedere con la proposta di deliberazione.
Vorrei capire che cosa diremo ai torinesi, perché la crisi peggiorerà, avremo sempre
meno soldi e non avremo più in mano questi servizi, quindi, quando il privato che
avrà investito in GTT ci dirà che il piatto piange e dovranno aumentare le tariffe
(perché, altrimenti, l'azienda non potrà stare in piedi), che cosa diremo ai disoccupati
cui vorremmo continuare ad assicurare il trasporto gratis? Che cosa diremo alle
persone che avranno veramente bisogno di questi servizi? Diremo che non sono più
nostri, che deteniamo una quota, ma, in realtà, la gestione è in mano ad un privato e,
alla fine, non riusciremo a dare più alcuna risposta. A quel punto, che cosa
penseranno i cittadini delle nostre Istituzioni?
Credo che il tempo a mia disposizione stia per terminare, ma vorrei comunque
spiegare tecnicamente qual è stato il nostro comportamento; vorremmo ringraziare
per la lunga discussione che è avvenuta in Commissione, ma crediamo che la Città
non abbia forse realmente realizzato qual è la portata di ciò che stiamo facendo.
Probabilmente, la lunga discussione in Commissione (è durata circa un mese) più che
altro è servita a mettere d'accordo la maggioranza con se stessa, perché non c'è stata
una vera discussione nella città. Ci sono forze sociali che hanno chiesto di essere
audite, ma non a tutte è stata data questa possibilità. Sono arrivate centinaia di e-mail
e molte lettere da più di cinquanta Consiglieri circoscrizionali che hanno chiesto di
poter esprimere un parere come Circoscrizioni, ma sono state totalmente ignorate. Ci
sono state tante richieste di partecipazione, però, evidentemente, abbiamo fretta di
concludere questa operazione entro fine anno e, di conseguenza, siamo qui e la
dobbiamo approvare di corsa.
Per questo motivo, siamo arrivati con i nostri 400 emendamenti e abbiamo deciso di
darvi 2 giorni in più, visto che siamo contrari; prendetevi questi 2 giorni per
riflettere. Ovviamente, il nostro sogno è che questa proposta di deliberazione venga
ritirata; capiamo che come ipotesi è piuttosto improbabile, però riteniamo che sia
nostro dovere darvi almeno un'ultima occasione per ripensare a ciò state facendo.
Inoltre, abbiamo presentato una proposta di mozione che contiene 3 pagine di
suggerimenti costruttivi; li mettiamo sul tavolo senza chiedere, senza contrattare e
senza negoziare, ma crediamo che alcuni di essi siano anche abbastanza intelligenti,
per cui vi concediamo il tempo di esaminarli, nel caso in cui vogliate accoglierne
qualcuno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
A questo punto, credo che entreremo maggiormente nel merito mercoledì; molte
delle cose sono già state dette, ma vorrei replicare a 2 o 3 affermazioni fatte dalla
minoranza e vorrei anche dire perché ci troviamo nello strano paradosso di
condividere di più il processo finale che le premesse.
Questo fa parte delle contraddizioni della politica: credo che, a giugno, i movimenti
ci abbiano insegnato che le battaglie culturali si possono fare e, se si fanno fino in
fondo, si possono anche vincere. Però le battaglie culturali non si vincono una volta
per sempre e credo che, forse, il fatto più drammatico che è successo è che l'esito
politico, più che quello amministrativo, dei referendum sia stato tradito a ferragosto
dal Governo. È stata tradita la parte che ci unisce di più e che dovrebbe unire di più
anche questo centrosinistra.
Difatti, chi è più liberale, più socialdemocratico, più ecologista dovrebbe essere unito
su un tema, e lo dico anche ai Consiglieri della Lega Nord: il dato di mettere un
termine perentorio per le dismissioni è sconfessare non solo in termini amministrativi
ma in termini politici quanto ha detto il referendum, cioè che gli Enti Locali, proprio
come dice l'Europa, sono liberi di scegliere se tenersi l'in house, se andare a gara, se
fare le gare a doppio oggetto; sono libere di fare questo. Invece, il Governo,
chiudendo gli occhi, ha stabilito di farla entro il 31 marzo. Vorrei sottolineare anche
ai Consiglieri del Movimento 5 Stelle che tutto questo è successo nel silenzio più
totale, ma voi sapete che nel maxi emendamento, di cui parlava prima il Sindaco, il
tema dei Prefetti è al centro di questa discussione? Non bastava il Decreto di
ferragosto, ci hanno dovuto ancora spiegare che, da gennaio, i Prefetti vigileranno su
questo iter per arrivare magari al commissariamento dei Comuni.
Noi siamo d'accordo sul fatto di partire prima, ma, ovviamente, saremmo stati più
d'accordo se, a fianco a questo, si fosse anche impugnato quel Decreto, come hanno
fatto altre città. Questa è la premessa che ci ha distanziato anche all'interno del
centrosinistra.
Vorrei, però, dire sinceramente ai Consiglieri dell'opposizione che è un po' troppo
comodo votare i Decreti di ferragosto e, nel silenzio del Parlamento, votare i maxi
emendamenti e, poi, dichiarare che non si appoggia il Governo Monti perché
privatizzerà le Municipalizzate. Questa è una vergogna!
È troppo comodo andare davanti ai propri elettori a dire che si difende il pubblico e,
poi, quando state al Governo fate tutt'altro. Ho sentito alcune parole come "rispettare
la dignità politica", ma dovremmo rispettare la dignità di queste discussioni. Le
contraddizioni di cui parlava il Consigliere Musy sono vere: si parla tanto di libero
mercato, ma poi di che cosa stiamo parlando? Verrà sempre e solo un'azienda a
raccogliere i rifiuti e continuerà sempre e solo un'azienda a portare i nostri
concittadini dalle periferie al centro.
Su questo argomento, però, vorrei dire una cosa al Consigliere Bertola: quello che sta
per succedere sta accadendo adesso nel pubblico o, forse, l'altro giorno non ha
sentito l'Assessore Lubatti che spiegava non ancora le tariffe, ma che cosa
comporterà il taglio del TPL. Notate che partire prima del supermarket nazionale che
si aprirà il prossimo anno è uno dei punti che ci convince nel fatto di essere
responsabili in questa fase.
Infatti, noi chiediamo 2 cose: spiegheremo ai movimenti che non possiamo fare
disobbedienza civile; non possiamo farlo, non possiamo permetterci di essere
commissariati e non possiamo neanche permetterci di non ridurre l'indebitamento.
Come si riduce l'indebitamento? A me pare abbastanza semplice da quello che è
stato spiegato: queste saranno entrate straordinarie e, il prossimo anno, invece di
accendere mutui, utilizzeremo anche queste risorse.
Infine, vorrei che fossimo tutti più responsabili nel dire che dove non facciamo
disobbedienza civile, ci sia un po' più di obbedienza civile; questo lo chiedo anche al
Sindaco. Abbiamo chiesto che sull'acqua si dimostri che, se il Governo non ha
legiferato in senso opposto, almeno sull'acqua si dica, nei prossimi mesi, che si vuole
aprire la discussione. Non sarà l'Azienda speciale, perché ci sono centinaia di
Comuni, allora cerchiamo di trovare un modo per fare questo Consorzio pubblico. Lo
sottolineo perché ce la chiedono i nostri cittadini questa obbedienza civile e capisco
quello che afferma il Consigliere Viale, quando dice che sono solo 200 o 300, ma
non strumentalizziamo queste battaglie culturali; sono tutti cittadini: lo sono quelli
che stanno zitti, lo sono quelli che si incavolano e lo sono quelli che vanno in piazza.
Chiedo solo di rispettare quella che è stata una grande battaglia culturale e che, oggi,
i Governi non hanno saputo reinterpretare.
Oggi facciamo un atto concreto; nei prossimi mesi, speriamo di difendere quell'atto
concreto e speriamo che mercoledì, nella discussione in Aula, si parli di quello che,
in qualche modo, è stato il centro di questa vicenda: garantire i servizi, l'occupazione
e delle politiche industriali per le nostre Municipalizzate. Nel frattempo, però, è
necessario anche dare un segnale a quei cittadini che sono stati traditi dal Decreto di
ferragosto e dal maxi emendamento; vorremo che questa Giunta iniziasse a discutere
anche l'esito di quel referendum sull'acqua pubblica.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
In realtà, non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto dal Consigliere Bertola;
vorrei solo sollevare una questione. Purtroppo, per motivi personali venerdì non ho
potuto partecipare alla riunione di Commissione e, personalmente, non ho gradito il
fatto che non abbiamo avuto questa bozza di Regolamento. Non voglio ripercorrere
la storia delle 8, 9 o 10 Commissioni (che ho apprezzato e, infatti, c'è stata molta
discussione), ma mi aspettavo che, come minimo (pur avendo detto di non
discuterla), avremmo avuto una bozza, che non era l'indice che era stato presentato la
prima volta.
Vorrei sottolineare che una parte della motivazione che mi ha spinto a presentare
questi emendamenti è dipesa dal fatto che, comunque, mi sono sentita delusa dalla
Commissione; ricordo un intervento del Consigliere Lo Russo che focalizzava
l'attenzione su questo Regolamento e si chiedeva una bozza che non fosse solo un
indice; infatti, quando era stato presentato questo indice, parecchi Consiglieri erano
intervenuti (anche da parte della maggioranza, mi sembra di ricordare, ma non ne
sono certa). Ritengo che in questo modo si sia un po' svilito il lavoro delle
Commissioni, poiché più volte abbiamo detto che volevamo le valutazioni e la bozza
di Regolamento. Le valutazioni sono arrivate mercoledì, nel corso della penultima
riunione della Commissione, e ne abbiamo discusso; in effetti, c'è stato modo di
vederle ed è stata fatta un'approfondita analisi (quindi, non ho assolutamente nulla da
ridire), ma, personalmente, sulla bozza di Regolamento mi aspettavo qualcosa di più.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Ringrazio per questo dibattito molto approfondito, inteso complessivamente. Vorrei
rispondere subito all'intervento del Consigliere Appendino; la Giunta - e, in
particolare, il sottoscritto - non si è sottratta, ma in Commissione abbiamo
concordato che, piuttosto che depositare un Regolamento senza discuterlo, era
meglio discuterlo nella prossima Commissione. Questo è quanto abbiamo deciso tutti
insieme in maniera consapevole. Ovviamente, c'era chi era più d'accordo con questa
ipotesi e chi con l'altra ipotesi, ma il Presidente ha sintetizzato così la situazione e la
Giunta si è comportata conseguentemente; infatti, se la Commissione avesse stabilito
di depositare anche una sintesi di Regolamento, oltre all'indice, noi lo avremmo
fatto.
Non voglio ritornare sul merito, se non per alcune precisazioni. Da quanto dichiarato
dal Sindaco e dalle cose che abbiamo detto in Commissione, mi pare chiaro che, con
questa proposta di deliberazione, abbiamo cercato e cerchiamo di rispondere ad
un'esigenza, cioè il problema del debito e delle risorse e, d'altro canto, anche
all'impostazione di una riorganizzazione delle nostre aziende.
Non parlerò nuovamente del debito, perché ne abbiamo già discusso; vorrei, però,
che fosse chiaro a tutti il fatto che non possiamo più aggiungere. Per un attimo,
facciamo finta che il quadro legislativo non ci imponga nulla; in ogni caso, ci
imporrebbero, dal punto di vista dei costi finanziari complessivamente intesi, il fatto
che non possiamo aggiungere investimento ad investimento a debito. D'altra parte,
non c'è nessuno che, purtroppo, si può comportare in questo modo, in cui si aggiunge
solo investimento ad investimento e tenete conto di quanti investimenti sono stati
fatti. Inoltre, è necessario tenere conto del fatto che, laddove abbiamo messo più
investimenti, pensiamo alla Metropolitana, in realtà l'anno scorso abbiamo fatto
l'operazione di metterla, sostanzialmente, all'interno di un'azienda totalmente
pubblica.
Quello che stiamo discutendo è che cosa facciamo dal punto di vista del servizio, non
dal punto di vista delle strutture, che, sostanzialmente, rimangono inalienabili.
Abbiamo reso le nostre strutture (Metropolitana, Linea 4 e, successivamente, le altre
linee), esattamente come abbiamo detto fin dall'inizio e come dice la Legge
sull'acqua, inalienabili, sia per quanto riguarda le strutture di rifornimento che di
rete.
Inoltre, abbiamo provato, ancora senza definirlo - e vorrei che anche questo fosse più
compreso -, il fatto che non abbiamo semplicemente, in rapporto a quest'esigenza,
deciso di fare un'operazione che mettesse sul mercato il 40% delle aziende, ma
abbiamo deciso di fare questo percorso e di porci questo obiettivo - per rispondere al
primo tema -, possibilmente all'interno di un'idea di politica industriale.
A questo punto, è necessario riprendere il concetto che il Sindaco esprimeva
nell'apertura. La cosa grave di questo Paese è che si è cullato per anni senza mai aver
avuto un'idea di che cosa fare con l'insieme delle aziende pubbliche che offrono
servizi pubblici locali e, alla fine, il divario del nostro rapporto con l'Europa è
aumentato a dismisura. È impressionante se analizziamo quantità, fatturati e capacità
di movimento delle aziende. Dove noi ne abbiamo centinaia, loro ne hanno qualche
decina e con alcune aziende sono in grado non solo di concorrere nel loro Paese, ma
in Europa e, oggi, sono in grado di concorrere sui mercati che si stanno aprendo, a
partire da tutti i Paesi in via di sviluppo.
È così miope pensare al fatto che anche noi, pur essendo in ritardo, almeno proviamo
a fare un'ipotesi di politica industriale?
Inoltre, introduciamo un problema di concorrenza. Io non ho nessun problema, ma
vorrei che, da questo punto di vista, ci si soffermasse su questo aspetto: oggi,
partiamo da un punto in cui le nostre aziende (ed è un patrimonio di questa Città, di
nessuno di noi singolarmente) rappresentano un patrimonio che, comunque, è
misurabile con qualsiasi altra azienda del nostro Paese e si collocano sempre nei
primi 4 o 5 posti. Offrono un livello di servizio, in rapporto al suo livello di qualità,
esattamente di questa dimensione. È possibile un miglioramento? Sì, vogliamo
migliorarlo, ma partendo da questa base, perché, se così non fosse, non si potrebbe
pensare di fare ulteriormente questo salto nel periodo a venire.
Dobbiamo confrontarci, sapendo se in un'altra città per pulire o per viaggiare, nello
stesso modo e con la stessa quantità, si spende di più o di meno e se il livello del
servizio è paragonabile o è superiore dal punto di vista della qualità. Servono a
questo tutti i confronti che facciamo. Serve a questo il rapporto con i consumatori,
quando l'Agenzia, fino ad ora, sostanzialmente verifica il grado di soddisfazione.
Sono completamente d'accordo con quanto ha detto il Consigliere Musy: dobbiamo
distinguere necessariamente tra il controllo societario ed il controllo amministrativo
e, comunque, quest'ultimo va retto.
Però aggiungiamo un ulteriore pezzo: questo si può fare facendo una pura gara di
servizio, in cui uno può vincere, ma può anche perdere e, se perde, è fuori
completamente. Dobbiamo pensare al fatto che, invece, l'anno scorso abbiamo
costruito un'ipotesi, per cui la nostra è stata in grado di vincere e, prima di fare
questo, si sono fatte una serie di operazioni (perché, altrimenti, non sarebbe
successo). Così come, adesso, dobbiamo provare a riflettere sul fatto se andare - ma
sono decisioni da prendere - a gara a doppio oggetto o meno, per riuscire a
mantenere una possibilità e anche per non perdere il controllo sulla società.
Mi dispiace, ma questo non lo possiamo chiamare un processo di privatizzazione
pura; le parole hanno un significato, perché, altrimenti, facciamo della
disinformazione.
Consigliere Bertola, nessuno di noi in Commissione e neanche il Sindaco prima ha
detto che facciamo questa operazione perché ce lo impone la Legge. Non lo abbiamo
mai detto, anzi abbiamo detto che avevamo iniziato a discutere della proposta di
deliberazione ben prima del Decreto del 13 agosto; ad ottobre, quando è stato
trasformato in Legge, ne abbiamo tenuto in conto, per cui abbiamo modificato la
proposta di deliberazione tenendone conto, perché rispettiamo la Legge.
Questo per dare un senso alle cose che facciamo, ma, soprattutto, alla fine le persone
che ci lavorano e le persone che usufruiscono dei servizi vogliono sapere qual è la
prospettiva. Non è vero che non si sa che stiamo discutendo di questo argomento,
perché credo che ad ognuno di noi, ovunque sia andato, sicuramente ne hanno
parlato.
Penso che noi siamo interpreti del fatto che la gente vuole sapere se stiamo lavorando
per mantenere quel servizio nel tempo e per renderlo sempre più efficace o se,
invece, a fronte di una difficoltà generale, sostanzialmente ci arrendiamo. Il rischio
c'è, è inutile ignorarlo.
Proprio per questa ragione, quando proviamo a fare una riorganizzazione di questo
tipo, in realtà vogliamo porci dentro la sfida di salvaguardarlo oggi e per il futuro,
sapendo che parliamo delle cose a cui i nostri cittadini sono i più legati.
Dal punto di vista del Consiglio, è una scommessa fatta insieme, perché, in realtà,
l'unica cosa - vorrei che questo fosse chiaro - che, oggi, stiamo facendo è prendere il
100% (in parte a titolo oneroso e in parte no, ma non abbiamo mai definito per
quanto indebitiamo FCT, per cui tutte le cifre che possiamo fare le vedremo a fine
anno) e lo portiamo dentro ad un'azienda pubblica per metterci in condizione di fare
questa operazione; le decisioni le prenderemo nuovamente in questa Sala e in questo
Consiglio, così come stiamo discutendo questa sera.
Per questa ragione, non ho alcun problema, Consigliere Tronzano, ad aprire il tema e
non considero la ricerca di un posto il fatto di vedere se possiamo avere fin da subito
un Consiglio di Amministrazione che comprenda le minoranze. Il problema non è
questo, ma è quando riusciremo a fare quell'operazione, nel momento in cui abbiamo
deciso che quell'operazione si può fare. Se riusciremo a farla a febbraio, a me va
benissimo. Oggi, il problema è che, in realtà, non stiamo facendo nulla, non stiamo
costruendo la holding e per costruirla dobbiamo fare i conferimenti e, poi, potremo
avviare il processo. Senza tutto ciò, sostanzialmente faremmo un Consiglio di
Amministrazione sul nulla.
Per cui, c'è anche la volontà, da questo punto di vista, di non sottrarre il controllo a
nessuno, anche sul piano societario, così come dal punto di vista del controllo
amministrativo. Ovviamente, il Regolamento affronterà questo aspetto, definendo il
ruolo del Consiglio, della Giunta e dell'Agenzia. Se uniamo questi due elementi (da
una parte, le società ed il controllo societario e, dall'altra parte, il controllo
amministrativo), sostanzialmente quadriamo il cerchio rispetto ai temi che sono stati
svolti.
Detto questo - non so se mercoledì ne avrò la possibilità -, al di là di come finirà la
votazione e di quale sarà l'atteggiamento, a nome della Giunta e di tutti noi vorrei
ringraziarvi per il modo in cui abbiamo discusso in Commissione in questo periodo;
ovviamente, ringrazio il Presidente della Commissione, ma anche i Gruppi ed i
Capigruppo, perché credo che sia stato un momento di vero confronto, proprio come
dovrebbe avvenire normalmente in queste sedi, cioè dando voce ai propri cittadini,
ma assumendosi le responsabilità e prendendo delle decisioni. Naturalmente, alla
fine ognuno voterà la proposta di deliberazione come vorrà, ma fa parte di questo
percorso, ovvero la necessità di approfondimento e, alla fine, il fatto che qualcuno
possa assumere, in modo più o meno ampio, delle decisioni, perché credo che, alla
fine, questo sia ciò che i cittadini vogliono da noi: un modo serio di condurre
discussioni e prendere decisioni; in questa occasione, possiamo dire di averlo fatto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ringrazio il Vicesindaco anche per questa conclusione positiva.
Comunico ai Consiglieri che abbiamo terminato la discussione congiunta della
proposta di deliberazione e delle proposte di mozione di accompagnamento.
Il Consiglio Comunale è convocato per mercoledì e, entro domani alle ore 15.00,
possono essere presentate mozioni di accorpamento degli emendamenti, che, salvo
problemi (ma cercheremo di evitarli, per dare modo ai Gruppi di elaborare eventuali
accorpamenti), verranno forniti ai Gruppi domani mattina entro le ore 10.00.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Domani mattina, entro le ore 10.00, vi
verranno consegnati gli emendamenti, per darvi il tempo materiale di leggerli e,
eventualmente, accorparli, laddove venga richiesto. Entro le ore 15.00 sarà possibile
presentare le mozioni di accorpamento. Il dibattito proseguirà con l'analisi degli
emendamenti, la votazione degli emendamenti e della proposta di deliberazione e,
poi, si voteranno le mozioni di accompagnamento.
Inoltre, vi ricordo che lunedì prossimo il Consiglio muta leggermente la propria
organizzazione, in quanto al mattino avremo le risposte ad alcune interpellanze (il
loro numero, come concordato, sarà ridotto) e alle ore 14.00 è convocato il Consiglio
Straordinario aperto sull'argomento Automotive Distretto dell'Auto.
Informo i Consiglieri che non lo sanno, ne abbiamo già dibattuto in sede di
Conferenza dei Capigruppo, che ci posizioneremo nei due corpi più vicini alla
Presidenza, lasciando lo spazio marginale al pubblico che ha chiesto di intervenire.
Chiedo, altresì, una certa eleganza nel nostro comportamento, visto che parteciperà il
pubblico e si prevede che sarà numeroso.
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