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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Novembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2011-05919
"FINANZIAMENTI A LUCI D'ARTISTA E TORINO INCONTRA LA FRANCIA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA, RICCA E CARBONERO IN DATA 27 OTTOBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc.
201105919/002, presentata in data 27 ottobre 2011, avente per oggetto:
"Finanziamenti a Luci d'Artista e Torino incontra la Francia"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Cercherò di rispondere ai vari quesiti che sono stati presentati nell'interpellanza; il
primo riguarda il fatto se sia effettivamente il caso di usare tanti fondi su un'unica
iniziativa come "Luci d'Artista". Prima di tutto, vorrei premettere che "Luci
d'Artista" è un'iniziativa nata 14 anni fa a Torino e che, in questi anni, ha conosciuto
- credo - un notevole successo non solo in città, ma, addirittura, è diventato un
modello emulato da molti altri Comuni italiani e anche da importanti città europee.
Originariamente (quindi, 14 anni fa), il progetto è stato impostato immaginando che,
nell'ambito della stagione e della peculiarità dell'arte contemporanea, allestire una
gara che potesse premiare alcuni grandi artisti a livello nazionale, producendo
appunto delle "Luci d'Artista", potesse essere un modo intelligente per coniugare, da
una parte, l'abbellimento della città in alcuni periodi dell'anno e, dall'altra parte, per
svolgere anche un'azione di sicuro impatto culturale.
Credo che questo sia quanto è sostanzialmente avvenuto in questi 14 anni ed il fatto
di aver dato luogo anche nel mese di novembre, il mese di Contemporary Art,
all'installazione delle "Luci d'Artista" di proprietà della Città è stato uno degli
elementi che hanno richiamato anche l'attenzione dei media e della stampa nazionali
a sottolineare il ruolo della nostra città, anche in riferimento a questa specifica
iniziativa.
A questo proposito, vorrei ricordare non solo che "La Stampa" quest'anno ci ha fatto,
tra virgolette, l'"onore" di avere in prima pagina l'inaugurazione delle "Luci
d'Artista", ma abbiamo avuto alcuni servizi giornalistici sulle reti nazionali, in
particolare anche nell'ambito di un'edizione del TG2 delle ore 20.30 (l'edizione
principale), che ha preso spunto da questa importante iniziativa; d'altra parte, che
questa iniziativa sia diventata in qualche maniera un simbolo della nostra città si può
anche riscontrare nelle numerosissime richieste che riceviamo da altri Comuni
italiani ed esteri per cercare di collaborare insieme nell'utilizzo e nello sviluppo di
questa opportunità.
In questi anni, abbiamo avuto e anche coltivato dei rapporti di scambio con alcune
città, tra le più significative Napoli, ma abbiamo anche in corso delle relazioni e
degli scambi con Lione; infatti, quest'anno, nell'ambito delle nostre "Luci d'Artista",
stiamo ospitando una luce che proviene da quella città, così come, nell'ambito del
Festival della Luce di Lione (Fête des Lumières) saranno ospitate due nostre luci.
A questo proposito, come ho avuto già modo di dire, stiamo discutendo con gli artisti
e con alcune importanti città (tra cui Berlino ed Eindhoven) anche possibili scambi di
questo patrimonio culturale della città.
Per quanto riguarda la seconda domanda contenuta nell'interpellanza, ovvero se in
questo difficile contesto economico sia opportuno o meno dirottare le risorse, come
ad esempio i famosi 100.000,00 Euro in più ottenuti in particolare dalla Fondazione
CRT, su queste iniziative, o piuttosto se non utilizzarle a sostegno di iniziative più
meritevoli, così viene affermato, oppure a sostegno di altri eventi programmati. A
questo proposito colgo l'occasione per dire una cosa, che credo sia nota a tutti: in
particolare, il rapporto con gli sponsor presuppone un meccanismo di condivisione
da parte dei medesimi di un ambito culturale specifico, che coinvolga anche loro in
una valutazione rispetto a quello che è, dal loro punto di vista, il loro assetto
valoriale, ma anche quello che in gergo viene definito un ritorno coerente con il loro
tipo di attività (in termini sia di immagine, che di ritorno vero e proprio della
sponsorizzazione).
Non è possibile immaginare un rapporto con gli sponsor che, genericamente, affidi al
Comune o a qualunque altro Ente dei fondi indipendentemente dalla valutazione su
dove questi fondi vengono indirizzati e su quali sono le iniziative nelle quali gli
sponsor vengono coinvolti. È appunto il caso particolare di "Luci d'Artista", che fin
dall'inizio della sua esperienza (proprio per la sua natura innovativa e culturale e per
il coinvolgimento nell'ambito di una ricerca artistica in questo settore) ha trovato una
particolare e fondamentale collaborazione con la Fondazione CRT, con IREN e con
la Camera di Commercio.
È ovvio che, nel momento in cui si ipotizza di continuare ad adottare iniziative di
questo genere, bisogna far fronte sempre di più alla partecipazione da parte di questi
soggetti - e mi auguro nel futuro anche di altri soggetti privati - nel sostegno di quelle
che possono essere ritenute le iniziative di maggior risalto dal punto di vista
dell'assetto valoriale e in termini di ritorno di immagine per queste aziende. In
particolare, quest'anno siamo riusciti ad ottenere, come è stato riportato peraltro
anche con ampio risalto dalla stampa, un contributo maggiore da parte della
Fondazione CRT (i 100.000,00 Euro in più rispetto alla dotazione degli ultimi anni),
perché abbiamo sottolineato con la Fondazione CRT (così come abbiamo fatto anche
con altri sponsor) la nostra necessità di abbinare alla stagione di "Luci d'Artista", che
ha luogo nel mese dell'arte contemporanea (quindi, nel mese di novembre), un
progetto, che stiamo per far partire, relativo al Natale a Torino.
Quindi, si tratta di un contributo straordinario dalla Fondazione CRT, che si è
ottenuto proprio in questa logica di start-up di un'iniziativa nella quale le "Luci
d'Artista" sono al centro del periodo relativo all'arte contemporanea, ma
sottolineano, anche in termini di ambientazione e di clima, le manifestazioni relative
al Natale, che saremo in grado di realizzare a partire dal 27 novembre.
L'interpellanza solleva una terza questione relativa al costo anno per anno di "Luci
d'Artista" in questi 14 anni; è logico che un resoconto di questo genere richiede un
po' di tempo e, quindi, dichiaro che, nei prossimi 15 giorni, fornirò in forma scritta
tutti i dati richiesti dal primo anno di esercizio a quello corrente. A questo proposito,
vorrei sottolineare che la struttura dei costi delle cosiddette "Luci d'Artista" va
esaminata alla luce di questi criteri: fin dall'inizio la gara presuppone che, sulla base
delle disponibilità che di anno in anno l'Amministrazione ritiene di mettere a
disposizione di questo progetto, i singoli artisti, di chiara fama internazionale,
presentino ad una Commissione - fra i suoi componenti c'è il Direttore della GAM
(che la presiede) e membri del Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli,
quindi da una giuria di elevato contenuto professionale nel mondo dell'arte
contemporanea - un loro progetto; i progetti vengono esaminati da questa
Commissione, che stila un'eventuale graduatoria di merito all'interno della quale
vengono indicate, fino alla capienza delle risorse disponibili da parte
dell'Amministrazione, le opere più meritevoli.
Le opere prescelte danno luogo ad un primo pagamento del progetto da parte
dell'Amministrazione. Posso dire - poi, fornirò il dettaglio di tutta l'operazione, ma
volevo spiegare l'articolazione dei costi di un progetto di queste genere - che il primo
esborso da parte della Pubblica Amministrazione riguarda l'acquisizione ed il
pagamento del progetto che è stato giudicato vincente.
Per tutte le opere acquisite dalla Città in questi 14 anni, questo acquisto del progetto
ha portato mediamente a circa 20.000-25.000 Euro di costo del singolo progetto;
dopodiché, la Città si incarica della realizzazione di quel progetto e questo, sulla base
di questi 14 anni, ha portato mediamente ad una spesa di circa 100.000 Euro per la
realizzazione dell'opera. A quel punto, l'opera così realizzata diviene patrimonio
della Città e, in quanto tale, la Città è chiamata a manutenerlo, a conservarlo e a
montarlo e smontarlo nelle occasioni in cui ritiene opportuno il suo utilizzo.
Quindi, dal punto di vista dei costi, il progetto "Luci d'Artista" si divide in una fase
di assegnazione e di scelta del progetto, poi c'è un costo per il relativo realizzo e,
ovviamente, le spese relative alla manutenzione, al montaggio, allo smontaggio ed
all'esercizio delle luci medesime nel momento in cui vengono utilizzate.
Quest'anno, la totalità dei costi relativi al montaggio, all'esercizio e allo smontaggio
delle luci per questa edizione 2011 viene coperta dalla Fondazione CRT, da IREN e
dalla Camera di Commercio.
Gli interpellanti chiedono poi: "Se corrisponda al vero che sia in programmazione un
evento denominato 'Torino incontra la Francia' supportato dall'Amministrazione
Comunale con una dotazione di 500.000 Euro e, in caso affermativo, dove si pensi di
trovare i fondi per questa manifestazione". Se mi è permesso, sulla questione vorrei
fare una valutazione di carattere generale, prima di rispondere nel merito. Da quando
ho ricevuto l'incarico di seguire sia il Settore della Cultura che quello del Turismo,
una delle mie preoccupazioni principali è stata - ed è ancora oggi - come potrà la
Città mantenere viva un'attrazione da un punto di vista sia culturale che turistico, a
maggior considerazione del fatto che finirà l'anno del 150° Anniversario dell'Unità
d'Italia, che ha costituito un momento di forte richiamo (anche dal punto di vista
turistico) per una serie di manifestazioni che si sono concretizzate nell'ambito di
questa ricorrenza; ovviamente, la mia preoccupazione - credo che non sia solo mia -
è che cosa potrà accadere negli anni 2012, 2013 e 2014.
Mi limito a questi 3 anni perché tutti speriamo, in qualche maniera, che nell'anno
2015, con la realizzazione dell'Expo di Milano, anche Torino possa avere un anno
importante, sia dal punto di vista dell'attività culturale, che dal punto di vista del
traino dell'indotto turistico. Il 2015 vedrà non solo l'Expo universale a Milano, ma
anche l'occasione del 200° anniversario della nascita di don Bosco; inoltre, mi
auguro, se i lavori avranno uno svolgimento regolare, che vi sarà anche
l'inaugurazione del nuovo Museo Egizio a Torino. Pertanto, quell'anno si
caratterizzerà di per sé come un anno importante.
Rimane da capire che cosa potrà fare Torino nel 2012, nel 2013 e nel 2014 per
mantenere alto il suo ingaggio, sia in termini culturali che turistici; ovviamente, è un
tema particolarmente importante per la nostra Amministrazione e per l'intera Città.
A questo proposito, è importante ricordare a tutti che, quando si parla di investimenti
in cultura e in eventi, innanzitutto si parla anche di un grande problema e di una
grande occasione di sviluppo della città in termini occupazionali. Nella sola città di
Torino oggi si contano, tra diretti e indiretti, più di 5.000 addetti nel settore culturale.
Quello che ha portato questa particolare stagione di successo dal punto di vista degli
eventi, anche culturali, è stato soprattutto il fenomeno, per fortuna molto positivo, del
riflesso turistico nella nostra città.
Tutti voi sapete che, negli ultimi anni, le stime e le informazioni relative all'afflusso
costituiscono uno dei pochi dati assolutamente positivi; vorrei che questo dato
venisse esaminato da tutti noi con la dovuta attenzione, anche perché,
inevitabilmente, costituisce un traino decisamente importante in termini economici.
In riferimento all'andamento dell'arrivo dei turisti nella nostra città nel 2010, la
Camera di Commercio di Torino ha stimato in circa 1.300.000.000 di Euro il volume
di affari che questo afflusso turistico ha determinato sulle strutture ricettive e di
accoglienza della nostra città.
Detto questo, nell'ambito del desiderio di trovare una strada per la quale la nostra
identità e la nostra progettualità in termini culturali possano diventare un elemento di
comunicazione nei confronti del nostro Paese e anche dei Paesi stranieri, stiamo
immaginando un'attività che cerchi di focalizzare l'attenzione su alcuni momenti
dell'anno; uno di questi l'ho già citato: è il programma che partirà dal 27 novembre e
che tende e tenderà negli anni a posizionare Torino (alla quale, secondo me, non
mancano le caratteristiche di storia, di città d'arte, di collocazione e di vissuto) come
una città nella quale trascorrere le vacanze natalizie. È quanto accade già per altre
grandi città europee e anche italiane: basta pensare al lavoro che è stato fatto da
alcune Municipalità (Bolzano, Merano, Innsbruck, eccetera) su questo tasto e credo
che Torino abbia tutti i "requisiti", tra virgolette, per annoverarsi tra le città che
meritano di essere mete turistiche durante il Natale.
Allo stesso modo, abbiamo immaginato di costruire altre stagioni durante l'anno che
possano comunicare un'identità specifica di Torino e tra queste c'è anche il desiderio
di compiere dei veri e propri gemellaggi culturali tra Torino e alcuni grandi Paesi
europei o alcune grandi città del mondo. A mio avviso, è un modo importante per
cercare non solo di recuperare in questo rapporto anche la possibilità di scambi
concreti dal punto di vista culturale (per cui, magari, nello stesso periodo o durante lo
stesso anno, si può immaginare che grandi città abbiano la possibilità di incontrare il
nostro pubblico ed i nostri cittadini), ma, nel contempo, per Torino e per il Piemonte
e per il nostro territorio, per avere in quelle città anche un periodo nel quale poter
manifestare la nostra cifra culturale, anche e soprattutto per rafforzare questa
immagine di Torino anche dal punto di vista internazionale.
In questo ambito e in questa logica si è ipotizzato che nell'anno 2012 potesse esserci,
proprio come avvio di questo appuntamento che vorremmo posizionare per ogni
anno, un progetto di collaborazione con alcune città francesi, che porti all'edizione di
questo periodo nel quale Torino incontra il meglio o, comunque, una serie di attività
fortemente significative dal punto di vista culturale, enogastronomico, eccetera, della
cultura francese. Allo stesso livello si sta già lavorando ipotizzando iniziative di
questo genere nel 2013 con Istanbul e nel 2014 con Berlino.
Questo tipo di iniziative viene progettato immaginando (già nella fase di
progettazione) come sia possibile strutturarle anche in termini di scambio culturale e,
nel contempo, provando a quantificarne i costi proprio per andare a ricercare anche
su queste iniziative le necessarie coperture e convergenze da parte di sponsor e di
partner privati.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Ringrazio l'Assessore Braccialarghe per la puntuale, esauriente e anche prolungata
risposta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, poiché era interessante, la
cosa è stata risolta in questi termini.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Non siamo soddisfatti, perché nel suo lunghissimo intervento alla fine l'Assessore
non ci ha detto se questi soldi sono stati impegnati o spesi o meno (mi riferisco al
progetto con la Francia). Quindi, gradiremmo che l'Assessore chiarisse se la risposta
è positiva o negativa.
Tutte queste importantissime città europee (Eindhoven, Berlino, Lione), quando
fanno questi tipi di interventi culturali, probabilmente hanno a disposizione dei fondi
loro, che non vanno a gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini (come
sicuramente accadrà ai cittadini torinesi, in quanto sappiamo che l'enorme debito
della Città di Torino non dovrebbe permettere determinati tipi di iniziative).
Ricordo che, quando ero più piccolo e in casa c'erano difficoltà economiche, mio
padre, da buon padre di famiglia, cercava di amministrare i pochi soldi di casa nel
miglior modo possibile, magari andando a tagliare spese come quelle per il cinema o
per qualche uscita culturale; infatti, nei momenti di difficoltà, bisogna badare a
quelle che sono le reali necessità e, in questo momento, a me sembra che la Città
abbia tantissimi problemi.
La scorsa settimana, l'Assessore Pellerino ci diceva di avere a disposizione
690.000,00 Euro all'anno per la manutenzione di tutte le scuole e, in Commissione,
l'Assessore Tisi ci ha detto che non ci sono soldi per i Servizi socio-assistenziali,
mentre noi ci permettiamo di tirare fuori 500.000,00 Euro per un'iniziativa che non
sappiamo quale beneficio potrà portare ai cittadini torinesi che ne hanno bisogno.
È questa la riflessione che dobbiamo aprire e dobbiamo capire se questo è realmente
il modo di fare cultura, spendendo tanti soldi (adesso ci confermerà se i 500.000,00
Euro diventeranno 1.000.000 di Euro, ovviamente con l'iniziativa Torino-Francia),
mentre, magari, bisognerebbe capire come impegnare questi soldi per il sociale,
perché la cultura può essere anche una cosa diversa, non soltanto grandi iniziative o
grandi manifestazioni.
Se, quando questa iniziativa è partita quattordici anni fa, c'era sufficiente denaro a
disposizione, è stato giusto realizzarla; oggi che non vi è disponibilità di soldi, perché
sono finiti (e non da ieri, lo sappiamo perfettamente), bisogna rivedere questo tipo di
manifestazioni, perché dobbiamo pensare un po' di più ai cittadini torinesi e meno ai
salotti.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una precisazione, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Mi sembra che il Consigliere nella replica metta insieme due questioni, che sono da
tenere separate. In relazione alla domanda se siano state impegnate delle risorse o
500.000,00 Euro sul progetto Francia, la risposta è che il progetto che stiamo
immaginando di realizzare può richiedere un investimento come quello che è stato
citato, ma ribadisco che il progetto si realizzerà nell'anno 2012, come quelli negli
anni successivi, se troveremo su questo progetto una convergenza di risorse da
partner privati. Questo è l'obiettivo su cui stiamo lavorando, proprio perché
scarseggiano i soldi; naturalmente, bisogna avere un progetto, perché, altrimenti,
quando si contatta lo sponsor privato non gli si può dire: "È disponibile ad investire
sulla città di Torino, non so ancora su che cosa, su quale manifestazione e con quale
ritorno per lei?". Ovviamente, prima bisogna avere un progetto, che serve anche a
capire quanti soldi richiede quel tipo di iniziativa. Su questo stiamo cercando di
allargare, se possibile, il novero di sponsor privati e, nel momento in cui troveremo
risorse adeguate, daremo o meno luogo a quel tipo di progetto.
Su questo argomento, la mia valutazione è difforme dalla sua, nel senso che quando
si immagina verso che tipo di società dobbiamo andare, pur prevedendo la crisi,
credo che si debba tenere conto - e qui mi riferisco al suo intervento in termini
generali - non solo dei costi, ma del grande investimento che costituiscono per la
città i beni culturali e gli eventi.
Continuo a ripetere che ci vuole poco a spegnere, ad esempio, il progetto "Luci
d'Artista" e bisogna fare attenzione perché, nel momento in cui spegniamo le luci
sulla città e anche su questo tipo di investimento, la Città non ne soffra in termini
occupazionali e di ritorno economico, perché, quando parliamo di queste
manifestazioni, parliamo di questo. Nell'ultima stagione, nelle ultime due settimane
di Contemporary Art, anche grazie alle "Luci d'Artista", che sono un pezzo di questa
programmazione, a Torino non era possibile trovare una stanza negli alberghi.
Questa è economia, al "pari", tra virgolette, dell'investimento che si può fare in altri
settori.
Quindi, a mio avviso, la valutazione sull'impatto e sull'importanza dell'investimento
culturale deve essere analizzata giustamente anche dal punto di vista della
sostenibilità economica, al pari di qualsiasi altra iniziativa produttiva.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Chiudiamo questa parte... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In questo caso,
mandiamola in Commissione. L'interpellanza è discussa per l'Aula.
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