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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Novembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2011-05542
"I CAPI DI VESTIARIO DEI NUOVI BIGLIETTAI GTT SONO SPONSORIZZATI DALLA REAR?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA, RICCA E CARBONERO IN DATA 14 OTTOBRE 2011.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201105542/002, presentata in
data 14 ottobre 2011, avente per oggetto:
"I capi di vestiario dei nuovi bigliettai GTT sono sponsorizzati dalla REAR?"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Fornirò tre risposte puntuali alle tre domande puntuali che sono state poste.
Per quanto riguarda la prima: il capitolato d'appalto prevede all'articolo 4.1 (lo leggo
per evitare errori anche terminologici, che in questo caso potrebbero dare vita a
fraintendimenti): "L'appaltatore dovrà dotare il personale addetto al servizio sui tram
di una divisa che identifichi chiaramente il proprio personale. Tale divisa deve avere
delle caratteristiche ed accessori che rendano gli addetti facilmente identificabili sul
tram". Pertanto, i dipendenti delle ditte (che sono sostanzialmente quelle
aggiudicatarie) espongono sulle divise il logo della propria ditta di appartenenza e
sono provvisti di un tesserino di riconoscimento, come indicato dal punto 2.1.2 del
capitolato, al solo fine di un'identificazione del personale e del relativo datore di
lavoro.
Relativamente alla seconda domanda: l'uso del segno denominativo REAR sulle
divise non avviene con funzione distintiva dei servizi erogati - questo era banale, ma
credo che fosse già chiaro anche agli interpellanti - quale marchio, trattandosi
semplicemente dell'uso di una ditta, come prevede il Codice Civile, con funzioni di
identificazione dell'impresa cui fa capo il personale impiegato. Non si può, quindi,
ritenere che, nella fattispecie, vi sia per il fornitore una possibilità di
pubblicizzazione del proprio marchio.
Ho però chiesto un approfondimento sul tema della pubblicità, perché
nell'interpellanza veniva citato più volte. L'apposizione del segno denominativo
REAR sulle divise del personale non costituisce una forma di pubblicità, anche
perché per pubblicità, come da Decreto Legislativo del 2 agosto 2007 n. 145 (che
invito gli interpellanti a recuperare), si intende: "Qualsiasi forma di messaggio che è
diffuso in qualsiasi modo, nell'esercizio di un'attività commerciale, industriale,
artigianale o professionale, allo scopo di promuovere il trasferimento di beni mobili
ed immobili, la prestazione di opere di servizio oppure la costituzione ed il
trasferimento di diritti ed obblighi su di essi". Questa è la definizione di pubblicità
prevista da un Decreto Legislativo (quindi, anche in questo caso, è difficilmente
interpretabile, essendo molto chiara); è di tutta evidenza che quello utilizzato come
distintivo sulle giacche del personale addetto al controllo dei biglietti sulla linea 4 -
in questo caso - non può essere assimilato neanche lontanamente a quella che è la
definizione puntuale del termine pubblicità, che, quindi, viene usato in maniera
probabilmente impropria all'interno dell'interpellanza.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Come sempre, nonostante la Legge sia chiara, si dà sempre una libera
interpretazione. Sulle divise dei bigliettai o controllori che sono sui mezzi pubblici la
scritta REAR è molto visibile ed è molto più visibile dell'effettiva utilità del soggetto
a bordo, nel senso che per identificare che quello è il controllore o lo si fa vedere da
vicino sulla spalla o difficilmente si può identificare. Al contrario, si nota molto bene
che appartiene alla REAR e va bene così, nel senso che è legittimo il fatto che lo
possa portare, ma è pubblicità, esattamente come i giubbotti in dotazione agli
idraulici quando devono vendere in promozione i rubinetti, oppure i gilet con scritto:
"Tubo gas" o cose di questo tipo.
Quindi, è chiaro che il veicolo è, comunque, pubblicitario, perché identificativo del
personaggio. Ribadisco che è poco visibile per quanto riguarda quello che fa, ma è
molto ben visibile la ditta a cui appartiene. Questa è la sostanza dell'interpellanza.
È chiaro che sappiamo leggere i contenuti e le leggi, perché altrimenti non
presenteremmo neanche questo tipo di interpellanza, ma era un invito, per l'ennesima
volta, a cercare di ottimizzare quello che è il servizio ai cittadini e non quello che è il
servizio all'appaltatore, perché spesso si confondono questi due aspetti.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
Ricordo che per quanto riguarda le interpellanze, il Regolamento prevede 5 minuti a
disposizione della Giunta per rispondere e 5 minuti a disposizione degli interpellanti
per la replica.
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