| Interventi |
MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201105542/002, presentata in data 14 ottobre 2011, avente per oggetto: "I capi di vestiario dei nuovi bigliettai GTT sono sponsorizzati dalla REAR?" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Fornirò tre risposte puntuali alle tre domande puntuali che sono state poste. Per quanto riguarda la prima: il capitolato d'appalto prevede all'articolo 4.1 (lo leggo per evitare errori anche terminologici, che in questo caso potrebbero dare vita a fraintendimenti): "L'appaltatore dovrà dotare il personale addetto al servizio sui tram di una divisa che identifichi chiaramente il proprio personale. Tale divisa deve avere delle caratteristiche ed accessori che rendano gli addetti facilmente identificabili sul tram". Pertanto, i dipendenti delle ditte (che sono sostanzialmente quelle aggiudicatarie) espongono sulle divise il logo della propria ditta di appartenenza e sono provvisti di un tesserino di riconoscimento, come indicato dal punto 2.1.2 del capitolato, al solo fine di un'identificazione del personale e del relativo datore di lavoro. Relativamente alla seconda domanda: l'uso del segno denominativo REAR sulle divise non avviene con funzione distintiva dei servizi erogati - questo era banale, ma credo che fosse già chiaro anche agli interpellanti - quale marchio, trattandosi semplicemente dell'uso di una ditta, come prevede il Codice Civile, con funzioni di identificazione dell'impresa cui fa capo il personale impiegato. Non si può, quindi, ritenere che, nella fattispecie, vi sia per il fornitore una possibilità di pubblicizzazione del proprio marchio. Ho però chiesto un approfondimento sul tema della pubblicità, perché nell'interpellanza veniva citato più volte. L'apposizione del segno denominativo REAR sulle divise del personale non costituisce una forma di pubblicità, anche perché per pubblicità, come da Decreto Legislativo del 2 agosto 2007 n. 145 (che invito gli interpellanti a recuperare), si intende: "Qualsiasi forma di messaggio che è diffuso in qualsiasi modo, nell'esercizio di un'attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, allo scopo di promuovere il trasferimento di beni mobili ed immobili, la prestazione di opere di servizio oppure la costituzione ed il trasferimento di diritti ed obblighi su di essi". Questa è la definizione di pubblicità prevista da un Decreto Legislativo (quindi, anche in questo caso, è difficilmente interpretabile, essendo molto chiara); è di tutta evidenza che quello utilizzato come distintivo sulle giacche del personale addetto al controllo dei biglietti sulla linea 4 - in questo caso - non può essere assimilato neanche lontanamente a quella che è la definizione puntuale del termine pubblicità, che, quindi, viene usato in maniera probabilmente impropria all'interno dell'interpellanza. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Come sempre, nonostante la Legge sia chiara, si dà sempre una libera interpretazione. Sulle divise dei bigliettai o controllori che sono sui mezzi pubblici la scritta REAR è molto visibile ed è molto più visibile dell'effettiva utilità del soggetto a bordo, nel senso che per identificare che quello è il controllore o lo si fa vedere da vicino sulla spalla o difficilmente si può identificare. Al contrario, si nota molto bene che appartiene alla REAR e va bene così, nel senso che è legittimo il fatto che lo possa portare, ma è pubblicità, esattamente come i giubbotti in dotazione agli idraulici quando devono vendere in promozione i rubinetti, oppure i gilet con scritto: "Tubo gas" o cose di questo tipo. Quindi, è chiaro che il veicolo è, comunque, pubblicitario, perché identificativo del personaggio. Ribadisco che è poco visibile per quanto riguarda quello che fa, ma è molto ben visibile la ditta a cui appartiene. Questa è la sostanza dell'interpellanza. È chiaro che sappiamo leggere i contenuti e le leggi, perché altrimenti non presenteremmo neanche questo tipo di interpellanza, ma era un invito, per l'ennesima volta, a cercare di ottimizzare quello che è il servizio ai cittadini e non quello che è il servizio all'appaltatore, perché spesso si confondono questi due aspetti. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. Ricordo che per quanto riguarda le interpellanze, il Regolamento prevede 5 minuti a disposizione della Giunta per rispondere e 5 minuti a disposizione degli interpellanti per la replica. |