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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201105667/002, presentata in data 19 ottobre 2011, avente per oggetto: "La storia infinita dei buoni taxi" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Vorrei precisare che la questione in oggetto, la \\\"storia infinita dei buoni taxi\\\", come viene definita dal Consigliere, è un servizio che ha certamente una ricaduta sociale, nel senso che si rivolge a persone con disagi, però rientra nell'ambito del diritto alla mobilità. Quindi, non è un'attività considerata socio-sanitaria, non rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma è un intervento che consente alle persone che hanno una disabilità, soprattutto di tipo motorio, ma non solo, ad esempio con riferimento ai non vedenti e via dicendo, di poter avere la stessa possibilità di movimento delle altre persone. I dati che posso fornire sono questi: noi abbiamo oggi in lista di attesa 1.601 persone, mentre 2.074 sono le persone che usufruiscono del servizio taxi ordinario. Al momento non c'è la possibilità di definire un tempo certo di attesa, in quanto, per poter coprire tutte le domande e, quindi, esaurire le liste di attesa, avremmo la necessità di stanziamenti quasi doppi rispetto a quelli previsti. Come dicevo si tratta di servizi non inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza, non è neppure una prestazione socio-assistenziale ma è un sostegno alla mobilità e Torino è una delle pochissime realtà, a livello nazionale, che fornisce questo tipo di sostegno e direi che è l'unica che lo fornisce sia in questa entità, che secondo questo modello organizzativo. Alcuni anni fa, in particolare nel 2008, i due Assessori competenti, l'Assessore Borgione e l'Assessore Sestero, provarono a richiedere un maggior coinvolgimento dell'Assessorato Regionale alla Sanità, e si è appurato che i buoni taxi vengono oggi utilizzati in modo importante, quasi prevalentemente per esigenze di cura. Al momento, però, non abbiamo ancora avuto un riscontro positivo a questa richiesta. Per quanto attiene le risorse, nel 2010 le risorse a Bilancio erano 3.100.000,00 Euro, nell'anno 2011 la disponibilità di fondi è stata inizialmente di 2.275.000,00 Euro ed è in corso una richiesta di integrazione per 825.000,00 Euro. Non risultano che ci siano stati mai tagli nel servizio all'utenza, al contrario l'avvio del servizio sperimentale ha consentito l'inserimento di 262 nuovi utenti nell'anno 2010. Questi utenti sono, tutt'ora, fruitori del servizio collettivo e sono, appunto, 262, di cui 190 hanno usufruito di almeno una corsa nel periodo tra il 15/07/2010 e il 31/10/2011. Ad oggi il servizio è saturato al 70%, con una media di circa 40 corse al giorno. Gli orari più richiesti, evidentemente, sono quelli del mattino per il lavoro, ma anche visite mediche e terapia. Gli orari pomeridiani più richiesti arrivano fino alle 15,30 - 16,00. Si evidenzia, inoltre, la parziale saturazione del servizio negli orari non di punta; quindi, ci sono, evidentemente, degli orari in cui c'è una flessione di richieste. Eventuale inserimento di nuovi utenti, non in priorità e, quindi, con necessità di spostamenti in ore non di punta, consentirebbe la completa saturazione del servizio. Al momento la struttura del servizio sta rispettando il budget stanziato per l'anno 2011. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Mi fa specie sapere che non ci sono stati tagli precedenti, anche se io ne ero a conoscenza; forse perché i precedenti Assessori non sapevano cosa rispondere quando non venivano erogati tutti i buoni taxi, mentre invece vi erano stati copiosi tagli precedenti a questo servizio. Mi preme anche sottolineare il fatto che il precedente Assessore aveva previsto dei pulmini per sopperire a questa carenza, che avrebbero dovuto servire in contemporanea più disabili diretti pressappoco nella stessa direzione. Mi interesserebbe capire se questo servizio è ancora attivo, se la Città pensa di portare avanti anche questo servizio, in aggiunta ai buoni taxi. So bene che la città di Torino è una delle poche, ma non l'unica, a fornire questo servizio; però rispetto ad altre città si è organizzata meglio per quanto riguarda la distribuzione dei buoni taxi. L'utenza, però, non può dire la stessa cosa. Porto un esempio concreto, senza fare nomi: io ho una circolare del 12 dicembre 2008, in cui si dice a una persona che è idonea; dopo che la Commissione Medica ha guardato il caso e la Commissione Tecnica, dopo essersi costituita, ha verificato tutti i requisiti necessari, questa persona è in possesso di tutti i requisiti per l'ammissione al servizio e, quindi, viene messa in graduatoria. A distanza di tre anni, questa persona non può ancora usufruire del servizio. Allora, evidentemente, ci sono dei problemi importanti. Mi chiedo per quale motivo il Comune di Torino - perché questa missiva è stata mandata dalla città di Torino - deve mandare una lettera al cittadino dicendo: "Sì, sei idoneo, ora aspetta". A questo punto, a parer mio, non è il caso di comunicare subito a quella persona la sua idoneità e poi farla aspettare due, tre anni. Sono stata a contatto diretto con persone che hanno avuto questi problemi. Questo è un caso, ne ho in mente altri due: una di queste persone, ad esempio, è cieca. Mi chiedo come possa una persona cieca telefonare ogni due, tre, quattro mesi presso i vari Assessorati per chiedere informazioni sul suo servizio taxi o su altri servizi a disposizione. Ora, questo è un problema da discutere, Assessore. Io le lancio questo appello, perché sappiamo bene che siamo all'inizio del mandato e che non si possono conoscere tutte le realtà del caso. Io mi auguro che il suo Assessorato prenda in considerazione questi problemi, considerando l'eventualità di mandare un'ulteriore circolare in cui viene comunicato alle persone che attendono il servizio in quale posizione della graduatoria si trovano, quanto tempo ancora dovranno aspettare, quali sono i motivi per cui il servizio non viene loro erogato. Io avevo anche fatto una proposta: io so - mi corregga se sbaglio - che questi finanziamenti arrivano dal nostro Governo. Oppure no? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No. Va bene, avevo un'informazione sbagliata. Si potrebbe fare in modo che il Comune anticipi questo servizio prima che i finanziamenti vengano erogati; oppure, nell'eventualità che vi sia, come ha detto l'Assessore, l'intervento della Regione a contribuire con dei fondi, mi chiedo: se la Regione si impegna ad aiutare la Città con uno stanziamento anche minimo di fondi, che potrebbero servire per completare tutte le richieste del servizio, non è il caso che il Comune anticipi un parte, in attesa che la Regione finanzi il servizio completo? E non sarebbe il caso, a questo punto, di prevedere, come aveva fatto il precedente Assessorato, un altro metodo per far in modo che tutto funzioni per queste 2.000 persone in graduatoria, quasi la metà di quelle che dovrebbero usufruirne. Io vorrei capire che cosa dobbiamo dire a queste persone, perché molte di esse non sanno quanto tempo devono aspettare e soprattutto sono mortificate. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Volevo fare solo alcune precisazioni per evitare che non vi siano informazioni del tutto corrette. Ho detto, forse troppo sinteticamente, che questo è un servizio finanziato totalmente con risorse comunali, perché non sono previsti fondi nazionali e, malgrado la richiesta avanzata alla Regione, neppure fondi regionali a copertura di questo servizio. Un altro aspetto importante da sottolineare è il fatto che non rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza. Io credo che intanto sia importante un coinvolgimento anche dell'Assessorato ai Trasporti, come peraltro già c'è in questa partita, perché attiene al diritto di mobilità delle persone, non a servizi assistenziali. Mi permetto anche di evidenziare che in questo momento stanno venendo meno, sul fronte nazionale, addirittura quei fondi (come ad esempio il fondo per la non autosufficienza) che vanno a finanziare gli interventi essenziali di assistenza, cioè la cura alle persone non autosufficienti. Quindi, ahimè, non solo non abbiamo un fondo dedicato nazionale, ma addirittura stanno venendo meno anche fondi che attengono i diritti esigibili delle persone non autosufficienti. Concordo con la necessità, come diceva il Consigliere Scanderebech, di ragionare su quali risposte dare a queste persone. Credo che probabilmente sia necessario un ripensamento complessivo del servizio, salvo la possibilità che all'interno del Bilancio comunale ci sia la possibilità di raddoppiare le risorse. Oggi le liste d'attesa sono determinate dal fatto che, benché piuttosto consistenti, evidentemente le risorse stanziate non sono sufficienti, secondo l'attuale modalità, a coprire le richieste di tutti coloro che hanno i requisiti per accedere a questo servizio, secondo un regolamento che è ormai datato e che probabilmente necessita anche di una rilettura. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |