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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Novembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 30
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2011-04104
ASSOCIAZIONE MUSEO DELL'AUTOMOBILE CARLO BISCARETTI DI RUFFIA. APPROVAZIONE NUOVO STATUTO E CONFERMA ADESIONE DELLA CITTA' IN QUALITA' DI SOCIO ORDINARIO. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201104104/026, presentata dalla Giunta Comunale in data 2 agosto 2011, avente per
oggetto:
"Associazione Museo dell'Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia. Approvazione
nuovo Statuto e conferma adesione della Città in qualità di socio ordinario.
Approvazione"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 25/10/2011 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati cinque emendamenti.
L'Assessore intende illustrare la proposta di deliberazione?
La parola all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Si tratta del nuovo Statuto relativo al Museo dell'Automobile, che si è reso
necessario anche per cercare di garantire da parte dei soci una nuova composizione,
con l'ingresso tra i soci fondatori, in particolare, della FIAT. Questo nuovo Statuto
tende, appunto, ad appurare tra Regione, Comune, Provincia, FIAT e Automobil
Club la qualità di soci fondatori e quindi un'erogazione di una quota utile a garantire,
almeno per buona parte, l'equilibrio economico-finanziario del Museo.
Lo Statuto prevede poi che il Consiglio di Amministrazione nomini un Comitato di
indirizzo del Museo, la cui composizione e il cui numero verranno successivamente
definiti dal Consiglio stesso. A questo Comitato di indirizzo, invece, parteciperanno
anche dei soci sostenitori, anche loro con l'apporto della loro quota di sostenitori
contribuiranno a consentire un equilibrio economico-finanziario, per il buon
funzionamento del Museo stesso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sulla deliberazione vi sono interventi?
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Normalmente, gli interventi si fanno sulla proposta di deliberazione, comprendo
questa specifica. Mi coglie impreparato la discussione che concerne la
denominazione del Museo, perché, sappiamo che Torino è sempre stata FIAT-
centrica e con questo atto lo riconferma, mi sembra che si stia facendo un gesto poco
corretto nei confronti di chi ha ideato, ha fondato ed ha messo le prime idee e anche
le prime risorse e, come avrete capito tutti, sto parlando di Carlo Biscaretti di Ruffia;
in Commissione questo argomento è stato ampiamente dibattuto e, a mio parere,
bisogna avere anche un minimo di rispetto per la storia.
In questo caso, cambiare la denominazione portando il nome dell'avvocato Agnelli
mi sembra davvero una cosa estremamente scorretta, perché questa Città deve essere
riconoscente a tutti coloro che hanno dato delle idee e non solo subire, in qualche
modo, la supponenza della FIAT, non riconoscendo quelli che sono stati i meriti di
chi ha ideato questo Museo.
Posso capire che ci sia un discorso di natura economica e posso anche capire che la
cosa faccia sorridere, però mi sarebbe piaciuto trovarmi in un'altra città, magari con
personaggi diversi, e avrei voluto vedere l'atteggiamento di questa Giunta nei
confronti di un cambio di denominazione nei confronti dell'avvocato Agnelli, magari
citando altri personaggi che hanno comunque determinato delle scelte economiche
importanti per il nostro Paese.
Mi amareggia il fatto che chi ha avuto questa idea oggi non sia citato e, anche se si è
sempre chiamato "Museo dell'Automobile" in maniera generica, secondo me sarebbe
stato doveroso chiamarlo con il nome di chi lo ha ideato e fondato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Non c'è da sorridere e non bisogna nemmeno sottovalutare quella che è stata la
discussione di questi mesi.
In effetti, il Museo dell'Automobile è nato nel 1932 proprio da un'idea di due
pionieri torinesi, uno di questi era proprio Carlo Biscaretti di Ruffia, primo
Presidente, tra l'altro, dell'Automobil Club di Torino e tra i fondatori di FIAT stessa
in questa città.
Nel 1933, di fatto, fu dato proprio a Carlo Biscaretti di Ruffia il compito di costruire
il primo Salone di Milano, cioè una retrospettiva di quella che era la storia dell'auto,
ed è lui che ha legato indissolubilmente il proprio nome al Museo Nazionale
dell'Automobile, in quanto fu lui a idearlo, a radunarne la collezione iniziale, a
battersi per farlo nascere e ad adoperarsi tutta la vita per dargli una sede dignitosa.
Carlo Biscaretti di Ruffia ne fu anche Presidente e alla sua scomparsa, avvenuta nel
settembre del 1959, il Consiglio di Amministrazione deliberò l'intitolazione del
Museo a suo nome.
Vorrei citare una delle cose più belle che gli hanno dedicato qualche mese fa - non
sapendo dell'ipotesi del cambiamento di nome del Museo, che, tra l'altro, reca
ancora la scritta Biscaretti di Ruffia, così come il sito ufficiale -; in un'autocaricatura
Biscaretti si ritrae, ormai anziano, con la scritta "Museo" che gli cinge il corpo, anzi
gli fa da corpo, quasi a simboleggiare la sua stessa identità fisica con il Museo. Ne
era diventato Presidente, ma continuava ad occuparsene nei dettagli più minuti: le
tavole storiche da esporre, i documenti da ordinare, i contatti da mantenere con i
personaggi più strani della Penisola (dagli anziani precursori, ormai dimenticati e
schivi, a chi possiede ancora una soffitta, una vecchia foto, un cimelio, il ricordo di
un'epoca). Sembrerà strano definire improvvisa la morte di un ottantenne, eppure fu
così, mentre stava disegnando una tavola storica della prima FIAT. Soprattutto parve
impossibile agli amici e a chi lo conosceva bene doversi rassegnare alla scomparsa
prima della definitiva sistemazione del suo Museo. Per questo, nella seduta del
Consiglio di Amministrazione dell'ottobre del 1959, Giovanni Agnelli, allora
Vicepresidente, propose l'intitolazione del museo a suo nome e così fu.
Questa è una vicenda dura e credo che la storia ci abbia fatto un grande favore: come
sapete, il Consiglio Comunale doveva deliberare questa modifica proprio qualche
giorno prima dell'inaugurazione, ma è caduto il numero legale. Ci sono 60 proposte
di deliberazione che la scorsa consiliatura non ha approvato e, forse, è stata la storia
o, in qualche modo, la casualità a legare non solo la morte di Biscaretti di Ruffia
qualche giorno prima dell'inaugurazione, ma anche a negare l'approvazione di
questo tipo di deliberazione prima dell'inaugurazione fatta dal Presidente della
Repubblica. Forse non lo sapete, ma il Presidente della Repubblica ha già inaugurato
il Museo e non l'ha inaugurato né con il nome di Biscaretti di Ruffia, né con quello
di Giovanni Agnelli: l'ha inaugurato con il nome Museo Nazionale dell'Auto. E qui
chiediamo di sanare questo conflitto: nessuno potrà mai negare a Biscaretti di Ruffia
il fatto che sia stato il fondatore, ma visto che il Museo è già stato inaugurato, chiedo
semplicemente che il Consiglio Comunale non faccia un'ennesima forzatura e
mantenga il nome "Museo Nazionale dell'Auto", così come è stato inaugurato dal
Presidente della Repubblica, senza fare un'ennesima rilettura e, in qualche modo,
riconosca ad un uomo, che ha dato tutta la sua vita per questo Museo, quello che, di
fatto, lui stesso diceva qualche giorno prima di morire. Infatti, scherzando,
affermava: "Ricetta per costruire un Museo dell'Auto: si prenda un poveraccio dalla
vita molto occupata, perché lavora per guadagnarsi il pane quotidiano, lo si nomina
direttore e gli si dice: 'Sbrogliatela'. Lo si lascia senza denaro, senza collaboratori,
senza alcuno a cui rivolgersi per un aiuto o un consiglio. Il tempo scorre inesorabile,
il poveraccio invecchia, con una lunga barba bianca si stende nella sua fede, il suo
ardore, la sua buona volontà, la sua pazienza ed ecco, nel giro di vent'anni, che il
Museo esiste, solido, pimpante, grazioso e il poveraccio, allo stremo delle forze, non
ha che da sparire per sempre, lasciando ai suoi successori la gloria
dell'inaugurazione". Lui sapeva di morire e sapeva che sarebbe andata così; non è un
caso che il suo più grande e acerrimo rivale, che è stato il Senatore Giovanni Agnelli,
che non gli aveva concesso il terreno per fare quel Museo, in quel Consiglio di
Amministrazione gli chiese scusa per quanto accaduto vent'anni prima e disse: "Il
Museo sarà sempre tuo, Carlo". Vorrei sottolineare quel "sempre tuo" con tutto il
rispetto dovuto alla famiglia Agnelli. Credo che questo sia un errore che non ci
possiamo permettere e anche l'avvocato Agnelli non se lo permise.
Credo che il Consiglio Comunale non debba fare questo scempio e credo che ci siano
tutte le condizioni per dire che nessuno si opporrà se a presiedere questo Museo
tornerà la famiglia Agnelli (si era fatto il nome di Lapo Elkann). Crediamo che la
FIAT debba tornare a fare quello che ha fatto negli scorsi anni in questa città; deve
tornare ad investire in quel Museo, anche a presiederlo ufficialmente, ma lasci alla
storia quello che è stata questa discussione. Il Presidente della Repubblica l'ha
inaugurato come Museo Nazionale dell'Auto, perché non siamo riusciti a cambiare il
nome prima. Saniamo questo conflitto, che non serve a questa città e non serve, di
sicuro, al Museo dell'Auto.
Credo che la famiglia Agnelli capirà, perché ha ben presente questa storia, e ritengo
che, se Lapo Elkann diventasse Presidente del Museo Nazionale dell'Auto (fondato,
come lui sa bene, da uno dei fondatori della FIAT), non sarebbe un danno né alla sua
immagine, né all'immagine di questa città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Non voglio anticipare argomenti che, forse, saranno oggetto di discussione più
approfondita commentando gli emendamenti che sono stati proposti, però, a
proposito della deliberazione di riforma dello Statuto dell'Associazione Museo
dell'Automobile, a mio parere la vera questione sulla quale varrebbe la pena che
questo Consiglio si confrontasse non è il nome (di cui non voglio negare la portata
simbolica, però intendiamoci, ha una portata che è simbolica), ma la decisione,
invece, di profondo merito che è la governance dell'Associazione. Vorrei riportare
all'attenzione di tutti i Consiglieri un tema che, invece, è stato dibattuto nel merito in
V Commissione, tra l'altro con ampio spazio di discussione, lo riconosco anche al
Presidente. Però, il problema è la governance, perché, nonostante ci sia una
partecipazione maggioritaria del Comune di Torino, da indiscrezioni giornalistiche e
non dai tavoli istituzionali siamo stati informati, così come tutti i cittadini, di un patto
in cui si anticipava già la Presidenza.
Questo è stato implicitamente, anche se non espressamente, giustificato in virtù di un
contributo che FIAT dovrebbe dare, ma, come fa sempre FIAT nei confronti delle
Istituzioni, in un secondo momento, dopo che il pubblico ha dato segnali molto
vincolanti. Noi abbiamo questa proposta di riforma dello Statuto, con cui si modifica
l'originaria previsione sulla nomina del Direttore Generale, che, dall'essere
puramente nominato dal CdA, viene proposto dal Presidente del CdA e, poi,
approvato dal CdA stesso, riconoscendo una sorta di diritto di esclusiva al Presidente
- che, da indiscrezioni, sappiamo già chi sarà - e, di fatto, se non il veto
sull'approvazione, avrà l'esclusiva sulla proposta.
Secondo me, è questo il vero tema di discussione e, purtroppo, non avevo gli
elementi per discuterlo in Commissione, per cui lo faccio adesso. Forse ho capito
male io (e in questa occasione l'Assessore Braccialarghe può fornire ulteriori
spiegazioni), ma la fretta che aveva il Comune di Torino di approvare questo
cambiamento di Statuto era dovuta al fatto che era vincolato da accordi con altre
Istituzioni, come la Provincia o la Regione, rispetto a questa riforma già approvata in
sede regionale, per esempio. A me sono arrivate notizie per cui la Regione…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ah, provinciale. Perché, per esempio, la
Regione non ha votato alcunché, in quanto, di prassi, vota i cambiamenti di Statuto
solo dopo che sono stati approvati dagli organi sociali e non prima.
In realtà, parliamo solo di rapporti, formali quanto vogliamo, ma tra i singoli membri
di Giunta. Mi auguro che su questi assetti di governance si discuta in modo
collegiale, perché ritengo che, di fronte ad un'Istituzione (al di là del simbolo, anche
importante, per un rilancio dell'immaginario dell'automobile per la città di Torino),
si debba discutere non all'interno di stanze di esecutivo, ma nell'ambito del
Consiglio. Per questo motivo, ritengo che sulla proposta da parte del Presidente del
CdA del Direttore Generale - su cui è stato presentato un emendamento - si debba
riflettere un po' meglio nel merito, senza pregiudiziali ideologiche né "anti FIAT"
per partito preso, ma neanche "filo FIAT" per partito preso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
In realtà, è già stato detto molto dai Consiglieri che sono intervenuti, per cui non
ripercorrerò la storia del dibattito, anche abbastanza lungo e travagliato, che c'è stato
in Commissione. I due temi principali sono stati il valore simbolico del nome e la
governance; ci tengo solo a precisare che, come si può vedere anche dagli
emendamenti, mi sembra che ci fosse un appoggio da entrambe le parti, quindi sia da
elementi della maggioranza, sia da elementi dell'opposizione.
Mi auguro che, quando entreremo nel merito degli emendamenti, la Giunta valuti
l'importanza anche degli atti, cioè degli emendamenti, che, di fatto, sono bipartisan.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento sulla proposta di deliberazione, passiamo
alla discussione sugli emendamenti.
Sono stati presentati 5 emendamenti, uno dal Movimento 5 Stelle e 4 da SEL.
La parola all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
In realtà, come ho detto in Commissione, ritengo che, dal punto di vista formale, il
problema della governance non si ponga (al di là, poi, delle indiscrezioni relative a
chi sarà il Presidente); questo non è il primo Statuto che prevede che vi sia la
proposta del Direttore Generale da parte del Presidente e la nomina (ovviamente, con
incarico, emolumenti, eccetera) da parte del Consiglio.
Tuttavia, essendo stato presentato un emendamento a questo proposito, per quanto mi
riguarda ho già dichiarato e dichiaro anche in questa sede che è possibile accogliere
l'emendamento che prevede la soppressione… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). L'emendamento n. 5, che propone la soppressione del testo
relativamente alle parole: "Su proposta del Presidente", lasciando al Consiglio la
libertà non solo di deliberare, ma anche di indicare una rosa o i nomi per la Direzione
Generale.
Per quanto riguarda la denominazione, ritengo sia accoglibile l'emendamento n. 2,
che pone da parte del Consiglio in termini propositivi al Consiglio di
Amministrazione e all'Assemblea dei Soci la possibilità di valutare o di tornare a
valutare il tema della titolarità del Museo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Mi sembra che l'ipotesi sia una buona mediazione. Credo solo che sarebbe strano se
non venisse approvato l'emendamento n. 1. Capisco l'emendamento n. 3, perché è un
emendamento alla proposta di deliberazione, ma il primo ricorda, come faceva la
deliberazione, che alla morte di Carlo Biscaretti di Ruffia, avvenuta nel settembre del
1959, il Consiglio di Amministrazione e l'Associazione deliberarono all'unanimità
che il Museo portasse il suo nome, a ricordo del suo impegno per la sua costruzione.
Mi sembra strano togliere una cosa, che, tra l'altro, è scritta nella deliberazione e
nello Statuto stesso. Visto che sull'emendamento n. 2 e sull'emendamento n. 5 la
Giunta ha espresso un parere favorevole, sono disponibile a ritirare l'emendamento
n. 3, ma chiederei che l'emendamento n. 1 in qualche modo fosse collegato, perché
costituisce il senso dell'altro.
Sulla richiesta avanzata dal Consigliere Marrone credo che la risposta sia contenuta
nell'emendamento n. 5, che, come dicevo, toglie la proposta del Presidente ed è
firmato da tutti i Consiglieri di maggioranza della Commissione; voglio ringrazio
l'Assessore per la sua disponibilità, anche perché è un buon segnale che la
mediazione tra il privato ed il pubblico sia quella per cui, in qualche modo, il
Direttore venga scelto dal Consiglio di Amministrazione e, di fatto, non dal
Presidente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
In realtà, il Consigliere ha già anticipato quanto volevo sottolineare.
Vorrei avere qualche informazione anche sull'emendamento n. 4: lo abbiamo
presentato perché non ci risultava così chiaro dallo Statuto, quindi abbiamo fatto una
precisazione e vorrei sapere che cosa ne pensa la Giunta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
A questo punto, commento tutti gli emendamenti.
Per quanto riguarda l'emendamento n. 1, ritengo di esprimere un parere non
favorevole, non perché i fatti non si siano svolti così, ma, come ricorda la proposta
stessa, fu il Consiglio di Amministrazione dell'Associazione che decise di adottare il
nome di Carlo Biscaretti di Ruffia alla sua morte, per cui, a mio avviso, accogliendo
l'emendamento n. 2 (che sollecita il Consiglio e l'Assemblea medesima a tornare a
valutare l'opportunità o meno di mantenere la denominazione), diventa
"comprensibile", tra virgolette, il motivo per cui l'emendamento n. 1 è superfluo, a
mio avviso.
Per quanto riguarda gli emendamenti nn. 3 e 4, esprimo un parere negativo. Come ho
detto precedentemente, sono favorevole all'accoglimento dell'emendamento n. 5
relativo alla soppressione della proposta da parte del Presidente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Non ho compreso la risposta: poiché ho fatto una domanda, volevo capire come mai
l'emendamento n. 4 non ha il parere favorevole della Giunta. Vorrei conoscere le
motivazioni: se è perché è già implicito nel testo, o se vi sono altre cause per cui
l'emendamento non ha il parere favorevole della Giunta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Vorrei fare un po' di ordine nei lavori; questi emendamenti sono stati dibattuti anche
in Commissione, credo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No. La parola,
per una precisazione in merito agli emendamenti che la Giunta non intende
accogliere, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Credo che il testo proposto dall'emendamento sia sufficientemente chiaro, nel senso
che non c'è molto da dire. L'emendamento chiede di sostituire il periodo: "ai membri
del Consiglio di Amministrazione spetta di diritto il rimborso delle spese sostenute
nell'esercizio della carica con la modalità e nei numeri di legge" con: "ai membri del
Consiglio di Amministrazione non spetta alcuna remunerazione, fatto salvo il diritto
al rimborso delle spese sostenute (…)". Se si esprime parere negativo, mi pare che
sia implicito che siamo di fronte al problema se deve prevedersi o meno solo il diritto
alle spese di rappresentanza e ai relativi rimborsi o anche quelli relativi alla
remunerazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Forse l'Assessore non ha compreso l'emendamento. Praticamente, ho semplicemente
ripristinato il testo presente in precedenza, perché, quando ne abbiamo discusso in
Commissione, non mi sono accorta di questa modifica dello Statuto; per questo
motivo non ho posto la domanda prima. Non volevo farlo in Aula, ma nel fine
settimana ho letto con calma lo Statuto e sono rimasta abbastanza stupita da questa
modifica. Vorrei capire se, di fatto, stiamo dicendo che con questa modifica di
Statuto autorizziamo delle remunerazioni che prima non erano previste, oppure se
erano già previste dal testo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Eviterò di fare la dichiarazione di voto successivamente, perché quasi sicuramente
voterò in difformità dal mio Gruppo, ma vorrei sottolineare un aspetto. Sono
cresciuto in questa città, dove praticamente sono stato svezzato "a pane e memoria";
sento sempre parlare di memoria, ma, in questo caso, noto che la memoria di quella
che è stata la vicenda di questo Museo non viene sufficientemente rispettata e mi
dispiace che non venga accolto l'emendamento n. 1.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Credo che siamo giunti ad una buona mediazione; chiedo di ritirare gli emendamenti
nn 1 e 3 e di mantenere gli emendamenti nn. 2 e 5.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Vengono ritirati gli emendamenti nn. 1 e 3?

GRIMALDI Marco
L'Assessore ha detto che, approvando il dato che il Consiglio Comunale propone al
Consiglio di Amministrazione di continuare a chiamare l'Associazione Biscaretti di
Ruffia e che fuori ci sia scritto Museo Nazionale dell'Auto, significa implicitamente
che questa proposta verrà fatta alla prima assemblea del prossimo Consiglio di
Amministrazione. Il fatto è che implicitamente l'Assessore dice che non si può
imporlo da deliberazione comunale, perché deve essere una proposta fatta dal CdA.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sì, questo è l'intendimento dell'Assessore.

GRIMALDI Marco
Se questo è l'intendimento, l'accolgo favorevolmente e ritiro gli emendamenti nn. 1
e 3; chiedo, però, che gli emendamenti nn 2 e 5 vengano posti in votazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il Consigliere Grimaldi ha dichiarato di voler ritirare l'emendamento n. 1, ma lo
hanno sottoscritto anche altri Consiglieri, quindi dovrebbero ritirarlo tutti i firmatari,
cioè Ventura, Carretta, Centillo, Levi-Montalcini, Appendino e Porcino. Anche gli
altri firmatari lo vogliono ritirare?
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Non ho intenzione di ritirare l'emendamento n. 1.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Gli emendamenti nn. 1 e 3 non possono essere ritirati.
Per quanto riguarda l'emendamento n. 1, ha chiesto la parola il Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Chiedo rispetto ai Consiglieri; abbiamo cercato di fare una mediazione e mi pare che
sia andata in porto. Se la richiesta della Giunta è dire che, visto che il nome è stato
scelto due volte dal CdA, si prende atto che si ripropone al CdA di non farlo e si dice
che l'allegato non può essere cambiato nella proposta di deliberazione perché non è
ancora proposto nel CdA, la mediazione va in quel senso.
Mi sembra un po' strano che le persone che hanno firmato quel documento, adesso se
ne approprino non tenendo conto della mediazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Vorrei sapere chi normalmente assegna il nome ai musei, cioè se un'Associazione
può dare il nome a un museo pubblico; in questo caso, vorrei sapere se è stata a suo
tempo l'Associazione a dare il nome al museo e se, oggi, l'Associazione è titolata a
cambiarne il nome. Essendo il museo un'istituzione pubblica e non solo un ente sotto
l'egida del Comune, tanto che per la ristrutturazione della sua sede la Città ha speso
parecchi milioni di Euro, chiedo se è in capo all'Associazione, che l'ha in
concessione, la decisione di cambiarne il nome, oppure se non spetti alla Città,
magari alla Toponomastica.
Se per caso questo compito spettasse nella Toponomastica, vorrei ricordare che
l'avvocato Agnelli è mancato da meno di dieci anni e che quindi si andrebbe in
deroga. Queste delucidazioni non abbiamo potuto chiederle in Commissione, inoltre
ci è stato detto più volte che, in ogni caso, questo Statuto essendo già stato approvato
in Provincia, dovevamo approvarlo così com'è altrimenti l'iter si sarebbe allungato
perchè la Provincia avrebbe dovuto riapprovarlo.
Come ho già detto più volte, mi dispiace che il Consiglio Comunale sia sempre
l'ultimo a dover deliberare con la dicitura: "Gli altri l'hanno già approvato e voi non
potete apportare modifiche"; a questo punto, chiedo che queste delibere "formali"
diventino di Giunta e che non giungano più alla attenzione di noi Consiglieri, perché
producono discussioni inutili e sterili. Vorrei comunque capire esattamente qual è la
procedura.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La procedura è che, se l'emendamento non è ritirato da tutti i Consiglieri firmatari...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per il discorso successivo, tenga presente
che, forse l'Assessore non l'ha accennato, abbiamo un membro nel CdA.
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
C'è un punto che non mi quadra, lo dico con molta franchezza: volevo chiedere
all'Assessore quale fosse la posizione...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Interviene sull'ordine dei lavori o per dichiarazione di voto?

VIALE Silvio
Intervengo sull'ordine dei lavori e sul fatto di ritirare o meno l'emendamento.
Alcuni Consiglieri - e non entro il merito - vogliono titolare in modo differente il
Museo, ma l'impegno dell'Assessore a dire: "Io proporrò questo" (che mi sembra
quello che è stato detto) può essere configurato nella proposta di deliberazione. Non
impegna la Città a fare, ma se davvero questa è la posizione, nella proposta di
deliberazione si inserisce che l'Assessore propone o che la Città proporrà. Non ho
capito fosse questa la posizione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
È chiaro che cosa la Città vuole proporre. Esattamente questo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Sono disponibile a ritirare l'emendamento n. 3.
Riguardo al primo emendamento, vorrei capire quale potrebbe essere l'effetto sugli
altri. Non ho capito quale sia la disponibilità della Giunta; riguardo al primo
emendamento, ho capito che la Giunta non lo accetta e l'orientamento è di votare
contro, ma, nel momento in cui ritirassi il terzo emendamento, vorrei capire quale
sarebbe l'impatto sulla votazione degli altri emendamenti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 3 è ritirato. Quindi, anche il primo è ritirato?

APPENDINO Chiara
No, il terzo emendamento è ritirato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Va bene. L'emendamento n. 1 viene mantenuto, mentre l'emendamento n. 3 è
ritirato.
La parola all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio
Scusate, io credo di aver già risposto, ma lo preciso per l'ennesima volta: il primo
emendamento richiede di inserire nel preambolo il ricordo di quanto avvenuto nel
1959, allorquando il Consiglio di Amministrazione del Museo decise
autonomamente l'intitolazione del Museo stesso a Biscaretti di Ruffia.
Ora, siccome ho espresso parere favorevole sul secondo emendamento, in cui il
Consiglio Comunale ovviamente incarica me, membro dell'Assemblea del Consiglio,
affinché lo stesso Consiglio riesamini l'intitolazione del Museo stesso e proponendo,
quindi, di fatto, l'ipotesi del mantenimento del nome, mi pare implicito il fatto che
questa sia una questione di competenza del Consiglio di Amministrazione.
È inutile ricordare, come nel primo emendamento, quello che avvenne nel 1959,
perché ora, accettando il secondo emendamento, mi farò latore, ovviamente, di
questa proposta che il Consiglio dovrà esaminare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Che cosa si intende fare del primo emendamento?

APPENDINO Chiara
Ritiriamo anche il primo emendamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 1 è ritirato.
L'emendamento n. 2, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Ventura, Carretta,
Centillo, Levi-Montalcini, Appendino e Porcino, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il parere della Giunta è favorevole.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
presenti 24, astenuti 1, favorevoli 22, contrari 1.
L'emendamento n. 2 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 3 è ritirato.
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 4.
Il parere della Giunta è negativo.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
presenti 25, astenuti 4, favorevoli 2, contrari 19.
L'emendamento n. 4 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale dell'emendamento n. 4 è inserito nel
presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
L'emendamento n. 5, presentato da Grimaldi, Ventura, Carretta, Centillo, Cassiani,
Levi-Montalcini, Appendino e Porcino, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il parere della Giunta è favorevole.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5:
presenti 30, favorevoli 30.
L'emendamento n. 5 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
presenti 34, astenuti 9, favorevoli 23, contrari 2.
La proposta di deliberazione è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 23, astenuti 2, favorevoli 21.
L'immediata eseguibilità è concessa.
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