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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Novembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 19
INTERPELLANZA 2011-05207
"MANCATA ASSUNZIONE DI 10 DIPENDENTI AMMINISTRATIVI C3" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 3 OTTOBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201105207/002, presentata in
data 3 ottobre 2011, avente per oggetto:
"Mancata assunzione di 10 dipendenti amministrativi C3"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Nell'interpellanza viene citato un verbale di accordo dell'ottobre 2010 circa il piano
assunzioni; vengono riportate alcune indicazioni di quell'accordo e, poi, si cita una
comunicazione unilaterale del Direttore Generale del marzo 2011 che indicava
determinati intendimenti dell'Amministrazione Comunale uscente. Gli interpellanti
chiedono se corrisponda al vero che, dei tre punti a cui fa riferimento (cioè i
dipendenti di categoria B, i dipendenti di categoria C ed i dirigenti), l'impegno verrà
disatteso soltanto per i dipendenti di categoria C e, in particolar modo, per gli
amministrativi e, in quel caso, quali sono le reali motivazioni e se si intende
procedere per rispettare gli impegni assunti.
Premesso che il contesto normativo del lavoro pubblico e del pubblico impiego di
area comunale è stato oggetto di notevoli interventi nel corso del 2011, non soltanto
legislativi, ma anche giurisprudenziali e dottrinali (basti citare, per esempio, la
manovra estiva, cioè la Legge n. 111 e la Legge n. 148 del 2011), in realtà,
l'Amministrazione sta rivedendo i suoi intendimenti in materia di assunzioni e,
pertanto, nonostante abbia inserito in una proposta ed accordo sindacale
l'intendimento (che è leggermente diverso da quello previsto dall'accordo del 2010),
sostanzialmente, ad oggi, non vi è ancora un intendimento definitivo rispetto alle
determinazioni da assumere.
Direi che, con quasi certezza, potrebbe non essere l'unico dei tre punti indicati in
quella comunicazione, che, peraltro - lo ribadisco -, era una comunicazione del
Direttore Generale e non l'accordo (mi preme precisarlo). Non è detto che i tre punti
vengano necessariamente rispettati e questo è ancora in discussione; quello che posso
dire è che certamente, data l'attuale situazione di fabbisogno di personale, non
dovrebbe essere applicata la condizione n. 3, cioè quella relativa alla dirigenza, per la
quale non si dovrebbe ricorrere ad assunzioni ulteriori, e, in realtà, anche
sull'assunzione dei dipendenti di categoria B e C, al di là della proposta sindacale
(peraltro respinta complessivamente dai Sindacati), non vi è alcuna determinazione
che, oggi, possa farmi affermare che la Città adempirà, se così vogliamo dire, né a
quanto indicato nell'accordo, né, tra virgolette, a quanto indicato nella lettera del
Direttore.
In questo momento, la Città non è in grado né di confortare, né di sconfortare gli
interpellanti su questo punto, riservandosi (nei compiti gestionali e compatibilmente
con le normative sul Patto di Stabilità, sul Patto di Stabilità sulle norme di personale
e sul lavoro pubblico come modificato) determinazioni che verranno comunicate
nelle sedi opportune, ma che, oggi, non sono oggetto di anticipazione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Rimango abbastanza basita, nel senso che mi
sembra impensabile che, di fronte ad un accordo siglato il 23 settembre e ad una
lettera di impegni del Direttore Generale firmata il 29 marzo, di fatto si creino delle
grandi aspettative e, poi, quando arriva al momento di attuarle, non si riesce a
realizzarle; mi sembrano un po' delle "promesse da marinaio" e, poi, ci stupiamo per
il fatto che dall'esterno non vi sia una valutazione positiva del nostro operato.
Creiamo le aspettative e poi non vengono realizzate e non rispettiamo gli impegni
presi anche nei confronti di cittadini verso l'esterno, per cui mi sembra un modo di
operare che non fa altro che inficiare l'immagine del Comune.
Capisco che vi sia il discorso del Patto di Stabilità, però non ritengo sufficiente
questa risposta, perché, come l'Assessore sa, sono abbastanza determinata
sull'oggetto degli articoli: per le nomine degli staffisti (ex articolo 90) e dei dirigenti
(articolo 110) - quindi, non si tratta di assunzioni tramite concorso, ma sono nomine
dirette - in qualche modo riusciamo sempre a trovare le risorse.
Vorrei ribadire la nostra posizione: non condividiamo assolutamente questa scelta;
comprendo quanto detto dall'Assessore e, a questo punto, gli chiedo - naturalmente
se è disponibile - a darci un riscontro (magari fra un mese o due, perché non so quali
possano essere le tempistiche) per tenerci informati. In ogni caso, si sta lavorando
con i Sindacati e chiedo che questo punto venga portato avanti e sia seguito con
interesse (come quello dimostrato dall'Assessore) per cercare di risolvere al meglio
la situazione e nel più breve tempo possibile.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Premesso che l'Amministrazione non ha l'autonomia di ritenere quando sia più o
meno sostenibile o corretta l'applicazione delle norme, o delle norme interpretative,
o della dottrina o della giurisprudenza della Corte dei Conti; l'Amministrazione,
purtroppo, deve applicarla quando essa si manifesta. Quindi, quando furono siglati
gli accordi nel 2010 non esistevano i decreti che dicevo prima, peraltro non
esistevano neanche quando sono state fatte le assunzioni ex articolo 90; infatti, non è
vero che lo abbiamo fatto senza tenere conto del contesto, perché i due decreti sono
stati firmati successivamente alle deliberazioni del Consiglio Comunale, e soprattutto
non era neppure chiaro quali sarebbero stati i limiti portati alle assunzioni pubbliche
(limite del 40%, consolidamento delle partecipate pubbliche e via dicendo).
Devo anche dire, però, che non si può essere - mi conceda l'espressione - "fiscali",
ovvero precisi, su tutto ciò che riguarda il tema delle cosiddette "buone notizie" per
l'esterno e, poi, quando gli stakeholders - cioè i riferimenti - sono invece quelli che
apprendono delle "cattive notizie" (ovvero persone che, legittimamente, attendono
un'assunzione in quanto vincitori di un concorso pubblico), l'Amministrazione non
dico che venga criminalizzata, ma viene messa all'indice in quanto non è in grado di
ottemperare eventualmente a queste indicazioni.
Aggiungo che la Città non ha bandito concorsi per 200, o 300, o 150, o 70 posti, ma
per 10 posti; chi ha partecipato al concorso sa bene qual era il numero di posti
tabellari banditi, al di là degli accordi sindacali e di quello che è stato scritto.
Dopodiché, l'Amministrazione è ben consapevole che vi sono carenze di organico e
vi è sicuramente un fabbisogno di persone di categoria C e D, ma in particolare di
categoria B e C, che ricoprano i posti che possono essere creati soprattutto a causa
dei pensionamenti e della riorganizzazione.
Tutto ciò dovrà avvenire compatibilmente con il sistema dell'attuale turnover (che,
come sa, è vincolato per legge) e, purtroppo, anche nel limite dei costi del personale
complessivi, che - segnalo - sono variabile di manovre successive; siccome il limite
del 40% di costo del personale è avvenuto e si è verificato sulla base del complessivo
della spesa, che negli Enti Locali è a pareggio con l'entrata, se, dall'altra parte, il
Governo toglie 50, o 40, o 60 milioni di Euro di entrata e la Città deve tagliare la
spesa, naturalmente diminuirà il denominatore con cui calcoleremo il 40% e, quindi,
si ridurranno drasticamente le possibilità della Città di assumere.
E quando l'accordo sindacale è stato firmato nel 2010, non erano ancora stati tagliati
i trasferimenti erariali al Comune.
Quindi, in sintesi, si sono abbassati drasticamente i parametri di agibilità delle
manovre comunali; noi abbiamo ben contezza della volontà e della necessità di
rinforzare gli organici dell'Amministrazione, tuttavia, naturalmente, non possiamo
farlo violando le leggi o assumendo rischi che il decisore pubblico non ritiene di
dovere assumere, neanche quando si tratti di dare cattive notizie. Altrimenti, mi
sembrerebbe che noi venissimo messi sempre all'indice sempre, qualunque cosa
facciamo, ma con due scale di valori diversi: in base a quando siamo in grado di dare
cattive o buone notizie a stakeholders esterni e interni.
Appena saremo in grado di farlo, noi daremo comunicazione in primo luogo ai
soggetti che l'attendono e che hanno formalizzato richieste di audizione e di
trasparenza nella comunicazione, e naturalmente aggiorneremo il Consiglio e la
Commissione, nelle sedi che riterrà opportune, a decisioni e a quadro stabilizzato.
Diversamente, non si può fare.
Questo al di là della volontà politica, al di là dello sforzo e della sensibilità che
abbiamo anche nei confronti di chi ha costruito un concorso, una preparazione, ha
partecipato, non lo ha vinto nei dieci posti, ma comunque, sicuramente, ha acquisito
una posizione utile ad essere inserito, a facoltà dell'Amministrazione, nella pianta
organica.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Inizio, dicendo che è ovvio che non spetta a noi dire le cose belle che fate, ci pensate
già voi, nel senso che mi sembra che abbiate tutta la possibilità di parlare con i
giornalisti e le notizie poi vengono diffuse. Quindi, noi facciamo il nostro ruolo di
opposizione e indichiamo dove non siamo concordi o, comunque, dove vogliamo
avere delle spiegazioni in merito. Quindi, delle buone notizie ve ne occupate già voi,
non dobbiamo aiutarvi noi.
Per quanto riguarda invece il discorso del personale, dalla risposta dell'Assessore mi
sembra di capire che queste graduatorie rimarranno in sospeso e, quando si
libereranno, in base a quelle che saranno le prospettive dei prossimi mesi, si valuterà.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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