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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Novembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 17
INTERPELLANZA 2011-05659
"UNA MOSCHEA A TORINO SUD?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA, RICCA E CARBONERO IN DATA 19 OTTOBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201105659/002, presentata in
data 19 ottobre 2011, avente per oggetto:
"Una moschea a Torino Sud?"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vice Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Vorrei premettere che non si tratta sempre di costruire le grandi moschee. In questo
caso non stiamo parlando di una nuova grande moschea nell'area di Torino Sud,
quanto, e lo spiegherò successivamente, ad un centro culturale con una sala di
preghiera adibita a culto.
Quindi, non si parla della costruzione di una grande moschea a Torino Sud.
Un'ulteriore premessa: non c'è stata alcuna trattativa sottotraccia, così come viene
riportato da un organo di informazione (naturalmente, gli organi di informazione
raccontano le storie, ma non necessariamente sono documenti ufficiali). Non c'è stata
alcuna trattativa sottotraccia, ma c'è stata semplicemente l'applicazione delle regole,
esattamente come vengono applicate in qualsiasi altro caso.
In particolare, il 25 giugno 2010 è stata presentata una DIA, cioè una Denuncia di
Inizio Attività, per opere edilizie di ristrutturazione in un immobile sito in Via
Genova. Naturalmente, è previsto l'accesso agli atti. È una procedura amministrativa
edilizia, non è una procedura che ha carattere politico; in ogni caso, è possibile fare
l'accesso agli atti e, quindi, richiedere tutte le informazioni.
Comunque, il 25 giugno 2010 è stata presentata una DIA per opere edilizie. Il
richiedente è il signor El Yandouzi, che è legale rappresentante del centro culturale
islamico di Moncalieri. La proprietà dell'immobile è di una S.r.l., dell'immobiliare
Dal Lago, che ha regolarmente stipulato un contratto di affitto. Quindi, il legale
rappresentante autorizza il richiedente alla presentazione di istanze e richieste
affinché, in propria autonomia e responsabilizzazione, relativamente al futuro proprio
immobile, possa richiedere alla Pubblica Amministrazione o agli Enti proposti
richieste edilizie o finalizzate tali per le trasformazioni che ritiene opportuno eseguire
a soddisfacimento delle proprie scelte, eccetera.
Vengono presentate relazioni asseverate, elaborati grafici composti da numero 7
tavole esattamente come è previsto dalla procedura edilizia, piante e sezioni di stato
di fatto, sovrapposizioni, progetto, tavola dimostrativa del superamento delle barriere
architettoniche, documentazione fotografica, che vengono allegati, come è di norma,
alla pratica edilizia e firmati da un progettista incaricato.
Per quanto riguarda la compatibilità urbanistico edilizia è bene ricordare che l'ultima
destinazione dell'immobile in oggetto risulta essere commerciale. L'intervento,
oggetto della DIA, della Dichiarazione di Inizio Attività, è riconducibile ad una
manutenzione straordinaria, quindi non alla costruzione di nuovi immobili, non
all'edificazione, non all'aumento di volumi, ma alla manutenzione straordinaria di un
fabbricato esistente, ai sensi dell'articolo n. 4 del Piano Regolatore vigente ed
articolo n. 3, lettera b) del Decreto Presidenziale 380/2001.
Il fabbricato ricade in una zona urbana consolidata residenziale mista, definita dal
Piano Regolatore "Area normativa residenza R2". Ai sensi dell'articolo 8 del Piano
Regolatore vigente, ciò che è permesso nell'area normativa R2 è questo: la
destinazione è prevalentemente residenziale, mentre ai piani interrati (in questo caso
è pian terreno; quindi, piano interrato, pian terreno e primo piano) sono consentite
attività commerciali al dettaglio, attività per la ristorazione e pubblici esercizi,
attività artigianali di servizio, studi professionali e, in particolare, sono comprese
attività terziarie elencate e le attività per lo spettacolo, il tempo libero, l'istruzione, la
pratica sportiva e le attività per il culto.
Quindi, è pienamente compresa all'interno del Piano Regolatore.
Non c'è stata la necessità di fare nessun tipo di Variante e nessun tipo di procedura
ad hoc; è semplicemente l'attivazione della normalità e ordinarietà del Piano
Regolatore vigente.
Il 14 luglio 2010, da parte degli Uffici, è stata richiesta documentazione integrativa,
consistente in un nullaosta delle proprietà limitrofe, per specificare se la tipologia
dell'attività è regolarmente approvata dallo Stato; copia della valutazione revisionale
di rispetto dei requisiti acustici, ai sensi dell'articolo 25 del Regolamento di tutela
dell'inquinamento acustico; l'elaborato grafico della situazione esistente, con
indicate le destinazioni d'uso dei singoli locali.
Nel settembre 2010 sono stati prodotti dai richiedenti, in ottemperanza alla richiesta
di documentazione integrativa, una dichiarazione del Centro Islamico Culturale
d'Italia con sede a Roma - vale a dire la Moschea di Roma, che ha un suo statuto
giuridico definito e riconosciuto dallo Stato italiano - riconosciuto con Decreto
Presidenziale 712 del 12 dicembre 1974, secondo la quale il Centro Culturale di
Moncalieri fa parte delle associazioni islamiche in Italia e rientrano tra quelle
garantite dalla Costituzione della Repubblica italiana. Dopodiché, una dichiarazione
di esenzione dalla presentazione di relazione previsionale di rispetto dei requisiti
acustici (come previsto); la dichiarazione che il terreno antistante la proprietà
confinante sul lato cortile non abbisogna di nullaosta, in quanto per terreno gravato
di servitù attiva per passaggio pedonale.
Sempre nel settembre 2010, sono state apportate correzioni all'elaborato grafico
rappresentante lo stato attuale, già allegato alla pratica edilizia con indicazione delle
destinazioni d'uso dei locali.
Alla luce della documentazione integrativa prodotta, verificata la compatibilità
urbanistico-edilizia, la Denuncia di Inizio Attività è stata archiviata positivamente,
senza rilascio di provvedimento esplicito, in quanto non previsto ai sensi dell'articolo
23 Decreto Presidenziale 380/2011, cioè il Testo Unico dell'Edilizia.
Successivamente, è stata prodotta una documentazione relativa all'impresa esecutrice
dei lavori (documento unico di regolarità contributiva), un'impresa che ha sede
legale in Nichelino, eccetera.
Questa disamina dimostra semplicemente che non sono state attuate delle scorciatoie,
non c'è stata nessuna trattativa sottotraccia, c'è stata semplicemente una esecuzione
rigorosa della normativa esistente, senza nessun tipo di deroga.
Ricordo anche che in un caso analogo, avvenuto un anno fa, proprio perché la
documentazione riguardava un centro islamico in Via Mottarone, nell'area di
Barriera di Milano, la D.I.A. era stata negata, perché mancavano i requisiti e la
documentazione necessaria e sufficiente per poter essere a norma con il Piano
Regolatore, con il Regolamento edilizio e con le leggi dello Stato.
Direi che questa è l'informazione che mi chiedevate, tutto il resto è ovviamente
materia di dibattito politico, pertanto non so se sia questa la sede deputata.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Innanzitutto ringrazio l'Assessore. Inizio con una dichiarazione: "abbiamo lavorato
sottotraccia, ma abbiamo informato tutti gli organi interessati, dalla Digos alle
Istituzioni comunali. La nuova Moschea" - quindi non si parla di centro culturale -
"ha ottenuto il via libera e sorgerà non troppo distante da Piazza Bengasi, sul
territorio di Torino".
Questo è quello che afferma il signor Elyandouzi; quindi, o il Comune querela questa
persona, perché dice cose false, e secondo me dovrebbe essere così, dato che
l'Assessore ha dichiarato a verbale che non c'è stato niente sottotraccia, mentre
questa persona parla di sottotraccia.
Sicuramente noi ci facciamo delle domande e su questo vorremmo delle risposte;
vorrei sapere se è vero quello che dice il signor Elyandouzi o quello che dice
l'Assessore, perché bisognerebbe fare più chiarezza a questo proposito.
Il discorso è l'interessamento della zona. Io leggo sempre una dichiarazione del
Vicepresidente della Circoscrizione 9 che dice che i cittadini si opporranno.
Probabilmente, per un discorso così delicato, prima bisogna andare a interessare i
cittadini, poi si aprono le pratiche per questi lavori; anche perché noi non sappiamo,
abbiamo visto qual è stata la reazione dei cittadini di Via Urbino sia prima che dopo
la sentenza del TAR. Adesso leggiamo queste dichiarazioni di un Vicepresidente di
Circoscrizione, che non è né della Lega né di Forza Nuova; quindi, probabilmente
anche al riguardo bisogna fare dei passaggi preliminari prima di arrivare a dare
determinati permessi.
Ricordiamo comunque che Torino non è di chi decide di aprirsi una moschea, perché
di questo passo allora tutti i luoghi che avranno questo tipo di destinazione
diventeranno moschee, e anche questo non va bene. Dato che a Roma esiste una
moschea che è riconosciuta dallo Stato italiano, forse l'unica in Italia, probabilmente
prima bisognerebbe fare dei passaggi ulteriori, ovvero bisognerebbe fare in modo -
magari calendarizzando in Parlamento la proposta dell'onorevole Cota con un ordine
del giorno - di creare una regolamentazione delle moschee, prima di dare adito ai
fedeli musulmani di crearne altre.
Difatti, tutto questo crea dei grossi problemi: problemi politici, sociali (perché
sappiamo quali possono essere i problemi sociali intorno a una moschea di questo
tipo), non per questioni di sicurezza, perché io voglio distinguere bene le cose, ma
proprio per problemi logistici, perché con una moschea in Via Genova la gente dove
va a parcheggiare? Si tratta di 800 persone che arrivano da Torino o da fuori: queste
persone dove parcheggiano? Come ci arrivano?
A queste cose bisognerebbe pensare prima di effettuare determinati tipi di interventi.
Quindi, chiedo immediatamente, Presidente, che l'interpellanza venga mandata in
Commissione per un approfondimento che ritengo fondamentale. Vorrei capire anche
se l'Assessore ha voglia di dirci quali saranno i passaggi all'interno del Consiglio
Comunale per questo tipo di operazione, che ritengo importantissimo per la vita
sociale della città; inoltre, vorrei sapere - se non vuole farci fare un'interpellanza - se
sono previste altre operazioni di questo tipo, se l'Assessore ne è a conoscenza, dato
che comunque conosciamo la sua sensibilità per il mondo a cui si riferisce questa
interpellanza.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Naturalmente io non rispondo né delle parole virgolettate né di come le ha riportate il
giornalista; rispondo per quanto attiene gli atti e le cose che affermo io.
Sono stati informati tutti gli Enti preposti, dal 25 giugno 2010. La Denuncia di un
Inizio Attività, è un modo per informare formalmente un Ente, che è il Comune di
Torino, così come tutti gli altri Enti, comprese le forze dell'ordine, la Digos. Siccome
non rispondo del come sono state riportate tra virgolette le affermazioni di altri, non
so cosa voglia dire "sottotraccia", se non che è stato fatto un percorso trasparente,
così come previsto dalla legge.
Io insisto a dire che noi siamo a Torino, però siamo anche in Italia, dove c'è una
Costituzione, che è la Costituzione della Repubblica italiana; capisco che questo sia
difficile da accettare, ma all'articolo 8, all'articolo 20 e all'articolo 21 si parla
espressamente di libertà religiosa e libertà di culto. Le democrazie nascono
inizialmente e sostanzialmente per tutelare le minoranze, non per tutelare le
maggioranze, perché le maggioranze vengono tutelate in altro modo.
Le minoranze e i diritti delle minoranze religiose, culturali, politiche, di opinione,
comprese quelle politiche, vengono tutelate all'interno di un quadro definito di
principi e di leggi. L'applicazione della legge, in questo caso, così come
l'applicazione della legge in Via Urbino - e la sentenza del TAR è stata, su questo,
definitiva nel merito - implica il fatto che è responsabilità di un'Amministrazione
locale applicare le leggi, senza svolgere nessuna attività di arbitrio rispetto a chi si sta
andando a normare.
Per cui possiamo sicuramente andare in discussione politica interessante. Insisto a
dire che la proposta di legge dell'onorevole Cota sulla moratoria delle moschee non è
legge dello Stato e non è stata mai neanche calendarizzata in Parlamento affinché
venisse discussa, per cui è difficile per una Pubblica Amministrazione applicare una
proposta di legge che la stessa maggioranza a livello nazionale non ha mai ritenuto
dovere iscrivere per essere approvata.
Accolgo l'invito di rimandare l'interpellanza in Commissione, in modo che ci sia una
discussione su quello di cui stiamo parlando e sulle leggi che vengono applicate a
tutti i cittadini e residenti in Italia e a Torino in particolare, senza distinzione - come
dice l'articolo 3 della Costituzione della Repubblica italiana - di razza, sesso,
religiose e via dicendo.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Mi pare che sia comunemente accettato l'invito di andare in Commissione.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
L'articolo 8 dice anche che il culto deve essere normato. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Come no? Ci deve essere una rappresentanza che ad oggi la
religione musulmana non ha, se non per la moschea di Roma. Altrimenti io, il
Consigliere Carbonero e il Capogruppo Carossa, uno dei tre si nomina Imam,
facciamo la nostra comunità, e andiamo, in nome della religione musulmana, a fare
quello che vogliamo in giro.
Non è così che deve funzionare in uno stato civile, d'accordo? Capisco che c'è la
volontà di far fare quello che vogliono in maniera indiscriminata. Noi siamo contrari
a questo genere di cose.
Se aveste ascoltato bene il mio intervento, avreste sentito che ho detto: "Magari con
un ordine del giorno si potrebbe chiedere la calendarizzazione di quella legge", non
ho detto che dobbiamo applicare una legge che non è ancora legge dello Stato. Forse
è mancato un passaggio importante.
La discussione che si dovrebbe aprire è ad esempio cosa ne pensano anche i cittadini
di avere una moschea sottocasa, e cosa potrebbe comportare una moschea sottocasa
per il cittadino.
Comunque, Presidente, approfondiamo in Commissione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vice Presidente)
L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma l'argomento verrà approfondito in
Commissione.
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