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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Novembre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 16
INTERPELLANZA 2011-04256
"RIFORMA DELLE CIRCOSCRIZIONI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA, CARBONERO E RICCA IN DATA 26 LUGLIO 2011.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104256/002, presentata in
data 26 luglio 2011, avente per oggetto:
"Riforma delle Circoscrizioni"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
Prima di entrare nel vivo della risposta all'interpellanza, credo sia necessario
compiere un breve e sintetico excursus sui tentativi di riforma del decentramento, che
si sono succeduti nel tempo e antecedenti all'insediamento di questa Giunta e al mio
incarico di Assessore.
L'esigenza di una riorganizzazione del decentramento prende corpo con
l'Amministrazione che si insedia nel 2001.
La Giunta affida ad un professionista (professor Roberto Cavallo Perin, docente di
diritto amministrativo all'Università di Torino) il mandato di predisporre un nuovo
Regolamento, mantenendo invariato lo Statuto della Città di Torino. Il professor
Cavallo Perin lavora con i Presidenti di Circoscrizione e consegna una proposta
organica nel 2004. Su questa proposta si apre un ampio dibattito nella Giunta
Comunale che la ritiene troppo sbilanciata verso un eccessivo decentramento.
I Presidenti, con i Consigli di Circoscrizione, visto l'immobilismo
dell'Amministrazione centrale, decidono di forzare la situazione utilizzando
l'articolo n. 55 dello Statuto della Città, che consente ad almeno due Consigli di
Circoscrizione di presentare al Consiglio Comunale una proposta di deliberazione
che deve essere iscritta all'ordine del giorno entro trenta giorni dalla presentazione.
Tutti i Consigli di Circoscrizione approvano l'ipotesi del professor Cavallo Perin
come proposta di deliberazione.
Il Consiglio Comunale istituisce allora un'apposita Commissione per esaminare la
proposta di deliberazione. La Commissione lavora fino alla primavera del 2005 e si
conclude con un nulla di fatto.
Il Coordinamento dei Presidenti di Circoscrizione decide allora di lavorare su una
nuova proposta, che viene presentata ai Capigruppo di maggioranza nell'autunno del
2005.
Sulla base di questa proposta, i Capigruppo predispongono una bozza di proposta di
deliberazione di iniziativa del Consiglio Comunale, che viene trasmessa alle
Circoscrizioni per un parere preventivo nel febbraio 2006.
Tutte le Circoscrizioni esprimono parere negativo ed il Consiglio Comunale inserisce
nel Regolamento del decentramento solo il nuovo articolo, n. 33, "Comitato di
coordinamento del decentramento".
All'interno della Giunta eletta nel 2006 viene nominato un Assessore al
decentramento, al quale viene dato mandato di predisporre un progetto organico di
riforma. Nella primavera 2010, l'Assessore Marta Levi presenta il progetto che si
basava su alcuni capisaldi: riduzione del numero delle Circoscrizioni da 10 a 5,
trasformandole in Municipalità; trasferimento alle Municipalità di tutte le
competenze centrali che potevano essere gestite sul territorio con un trasferimento sia
del personale che degli stanziamenti centrali; attribuzione alle Giunte
Circoscrizionali di poteri a rilevanza esterna modificando l'articolo n. 50 dello
Statuto della Città; ripristino, all'interno della Municipalità, dei quartieri tradizionali
per favorire una più ampia partecipazione dei cittadini.
La proposta dell'Assessore viene approvata dai Presidenti di Circoscrizione; tuttavia,
quando viene sottoposta alla Giunta Comunale, quest'ultima non la approva e ne
chiede un riesame da parte della Conferenza dei Capigruppo. La Conferenza dei
Capigruppo organizza una serie di audizioni dei Presidenti e degli Assessori più
coinvolti dalla riforma, senza tuttavia pervenire ad alcuna decisione operativa.
Questa, in sintesi, la storia dei tentativi di riforma del decentramento che credo possa
spiegare la complessità e difficoltà nell'affrontare questi temi e di come l'approccio
debba essere meditato e ponderato.
Premesso che un organico e definitivo intervento di riforma degli organi e delle
funzioni circoscrizionali deve essere armonico con gli interventi normativi di livello
nazionale che si stanno susseguendo in questi ultimi tempi riguardo all'apparato della
Pubblica Amministrazione, possono tuttavia esprimersi, in relazione
all'interpellanza, alcune considerazioni di carattere generale sul delicato momento di
transizione rispetto alle Circoscrizioni torinesi, al loro ruolo complessivo e alla loro
importanza nei servizi e nelle risposte concrete alle istanze territoriali e ai bisogni dei
nostri cittadini.
In moltissimi campi - si pensi alla capillare presenza dei Servizi Sociali, alle notevoli
presenze di strutture e di impianti sportivi di base, alle migliaia di utenti delle
delegazioni anagrafiche decentrate -, l'architettura che la nostra Città si è data fin
dagli anni Ottanta in tema di decentramento e di democrazia partecipativa costituisce
un punto di riferimento obbligato ed un modello lusinghiero che in molti casi ha
segnato esempi positivi esportati in altre città e che è unanimemente riconosciuto, sia
dal punto di vista istituzionale che funzionale, come un sistema corretto di
propulsione e di rappresentanza politico-amministrativa territoriale.
Il dialogo di primo livello tra i cittadini, le forze sociali e le Istituzioni
circoscrizionali con i loro Uffici, con il decentramento di molte competenze
comunali centrali rappresenta un collegamento immediato che, meglio di ogni altro,
nel passato e in prospettiva, può interpretare bisogni e domande dei torinesi nelle
singole identità e pluralità del nostro territorio, oltre che costituire un'importante
funzione di collaborazione con le Istituzioni centrali.
La storia e l'evoluzione funzionale, ormai più che trentennale, dei quartieri torinesi,
testimoniata dalla costante attività di tanti cittadini quasi quotidianamente impegnati,
con passione e serietà propositiva, nelle Commissioni di lavoro circoscrizionali, ha
consegnato un bilancio positivo di servizi distribuiti sul territorio, evitando
accentramenti e burocratizzazioni eccessive, creando occasioni di socializzazione e
consultazione e tentando di rafforzare l'impegno e la partecipazione popolare,
nonché il confronto. Si è così vivificata una tradizione politico-amministrativa che,
almeno nei suoi valori fondamentali, va difesa, consolidata, accresciuta e valorizzata.
Anche il ruolo svolto con un'intensa attività deliberativa per la sussidiarietà
orizzontale, il dialogo con il mondo dell'associazionismo e del volontariato, tanti
servizi culturali resi accessibili in modo diffuso e capillare in ogni borgata
rappresentano modelli ed esempi integrati in cui le Circoscrizioni torinesi si sono
distinte creando una cultura civica del territorio, che ha coinvolto validamente
l'intera comunità.
Anticipare nel dettaglio quali concrete tipologie di interventi normativi di riforma
potranno toccare le nostre Circoscrizioni pare, al momento, prematuro. Nei campi
assai delicati della partecipazione democratica e del decentramento sembra assai più
utile intervenire in modo graduale, rispettoso e ponderato, piuttosto che con
operazioni calate dall'alto (le cosiddette "operazioni top-down").
In quest'ottica di condivisione, sono state effettuate riunioni sia dal Sindaco con tutti
i Presidenti e con la sottoscritta, sia da me stessa in tutte le sedi circoscrizionali, con
tutte le amministrazioni circoscrizionali, per capire quali possano essere le linee
tendenziali migliori per impostare un'eventuale riforma del decentramento.
In ogni caso, l'offerta dei servizi e di coinvolgimento delle nostre Istituzioni locali
più vicine al cittadino dovrà mantenere immutato e, anzi, rivitalizzare il suo spirito
tradizionale di primo collegamento con l'Amministrazione Civica.
I torinesi si sentono rappresentati dal livello di governo circoscrizionale e lo
testimoniano quotidianamente, rivolgendosi agli uffici e agli amministratori per
l'erogazione di un numero assai significativo di servizi di base.
Siamo all'avvio di un lavoro istruttorio che, tenendo conto anche delle proposte del
precedente Assessore, delle indicazioni degli organismi circoscrizionali, del dibattito
di Giunta e degli apporti e delle indicazioni di tutti i partiti politici, potrà sfociare
entro - presumo - la fine del 2012 in una proposta integrata, che sarà sottoposta
all'approvazione del Consiglio Comunale, una volta licenziata dalla Giunta.
Non possiamo nasconderci, tuttavia, le difficoltà e i problemi legati ad ogni progetto
di riforma, sia perché potrebbe mutare il quadro normativo nazionale sia perché ogni
riforma del decentramento comporta anche una riorganizzazione della macchina
comunale e l'attuale situazione economica potrebbe rendere complessa tale
operazione.
Siamo convinti, però, che con il contributo di tutti si possa giungere ad un progetto
equilibrato, sostenibile e condiviso dai cittadini.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Mi auguro che ci sia una vera volontà nell'accelerare i tempi, perché, se mi dice che
siamo ancora in fase di studio ponderato, ma sono passati dieci anni da quando si era
iniziato a parlarne, mi sembra abbastanza preoccupante. Anche la tendenza attuale mi
preoccupa, perché l'interpellanza è datata 26 luglio e abbiamo la risposta a
novembre. Quindi, se l'iter è questo, sono molto preoccupato.
È chiaro, tutti sappiamo benissimo che le Circoscrizioni sono l'avamposto del
Consiglio Comunale. È il primo punto di raccolta di tutte le esigenze, le proposte e i
consigli dei cittadini e, quindi, è chiaro che la loro identità dev'essere effettiva ed
attiva, perché è questa, poi, l'importanza delle Circoscrizioni.
Credo che la riforma vada assolutamente fatta; mi auguro che ci sia la volontà di
attuarla, perché - non me ne voglia, Assessore, non la conosco e non mi permetterei
mai - anche il modo meccanico con cui ha letto la risposta alla nostra interpellanza
non mi sembra indice del fatto che il tema in questo momento stia appassionando
particolarmente la Giunta ed il Sindaco (anche se, magari, in questo momento, ci
possono essere problemi di diversa fonte).
Comunque, mi auguro che questa riforma venga portata avanti in modo plenario, che
coinvolga tutti, in modo da renderci consapevoli di quello a cui andiamo incontro, e
che porti al massimo dell'efficienza il ruolo delle Circoscrizioni.
Quindi, la prego di tenerci aggiornati, ma in tempi - spero - piuttosto brevi, perché,
ripeto, dieci anni sono veramente un'eternità. Se l'andamento è questo, non si va da
nessuna parte.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
Ho voluto soltanto citare dei tentativi nell'excursus storico degli scorsi dieci anni,
proprio per dire che la materia è alquanto complessa e, quindi, non mi sembra il caso
di dare delle risposte affrettate. Ho dato una previsione di proposta, indicando come
periodo la fine del 2012. Questo è il mio intendimento e questo sarà il mio impegno.
Dopodiché, ci saranno degli aggiornamenti e, quindi, mi riservo di ritornare in
argomento con gli sviluppi della questione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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