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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 24 Ottobre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 36

Comunicazioni del Sindaco su "Sicurezza stadio Juventus"
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico al Consiglio che sono state avanzate due richieste di comunicazioni (la
prima è stata proposta venerdì scorso da Torino Libera, a firma del Consigliere
Berthier, e l'altra è stata proposta questa mattina dal Consigliere Marrone) sulla
sicurezza dello Stadio e, più in generale, sugli avvenimenti recenti. In Conferenza dei
Capigruppo abbiamo concordato di dibattere… cioè di permettere al Sindaco di
illustrarci la situazione sulla sicurezza dello Stadio, senza andare, se lo riteneva il
Sindaco stesso, sul dettaglio di fatti personali rivolti ad alcuni soggetti; tuttavia il
Sindaco avrà la libertà di esprimersi nel dibattito. Poi, ogni Gruppo avrà la possibilità
di intervenire per cinque minuti.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Chiedo scusa se la discussione avviene a quest'ora, quindi in modo inusuale, ma oggi
ero impegnato a presentare la Città in un convegno importante, che è in corso di
chiusura, sui temi dello sviluppo economico della città, a cui erano presenti i
principali rappresentanti economici e sociali del Paese, a partire dal Presidente della
Confindustria Marcegaglia.
Venendo al tema della comunicazione, nella giornata di giovedì scorso sono stato
formalmente informato dalla Procura della Repubblica che era stato aperto un
procedimento penale relativo allo stadio della Juventus per profili di insicurezza per
la pubblica incolumità. La ragione di questa indagine sarebbe il fatto che nella
costruzione dello Stadio sarebbero - naturalmente il condizionale è d'obbligo perché
è oggetto di accertamento da parte dell'Autorità Giudiziaria - stati usati acciai non
conformi alla certificazione e la difformità tra l'acciaio previsto dalla certificazione e
l'acciaio effettivamente usato potrebbe - e, ancora una volta, uso il condizionale -
incidere sulla stabilità e sulla sicurezza delle strutture. È evidente che la Procura
della Repubblica, nel momento in cui si è arrivati alla conclusione che era opportuno
aprire un procedimento penale, abbia informato, per i profili di sicurezza e di tutela
della incolumità pubblica, il Sindaco ed il Prefetto e di questo, naturalmente,
ringrazio la Procura della Repubblica, verso il cui lavoro anche in questa sede
esprimo tutto l'apprezzamento dell'Amministrazione Comunale. D'intesa con il
Prefetto, si è convocata la Società Juventus per richiedere chiarimenti circa i profili
ed i quesiti che l'apertura del procedimento penale ponevano, subordinando ai
chiarimenti stessi da parte della Società il mantenimento dell'agibilità concessa
qualche mese fa. In particolare, nella giornata di venerdì ho assunto un'ordinanza -
che, peraltro, è pubblica -, in cui si chiedeva alla Società di fornire documentazioni di
questa natura: una relazione tecnica a firma di idoneo professionista abilitato
indicante le azioni previste dal programma di manutenzione e di monitoraggio delle
strutture da porre in essere nella prima fase di esercizio dello Stadio, ovvero entro il
primo trimestre dal collaudo delle opere strutturali, perché, al momento del collaudo,
si prescrisse alla Società di fare interventi manutentivi ed integrativi da realizzarsi
entro il primo trimestre di esercizio dello Stadio stesso. In secondo luogo,
l'ordinanza chiedeva una relazione, a firma di idoneo professionista abilitato, delle
attività concretamente messe in atto dalla proprietà in coerenza al programma di cui
al punto precedente e, infine, una certificazione, a firma di idoneo professionista
abilitato, attestante l'idoneità degli interventi eseguiti di cui ai punti precedenti, atti a
confermare il permanere nel tempo delle ipotesi di prescrizione di progetto, come
previsto dal certificato di collaudo.
Insieme alla richiesta di questi tre atti di certificazione, l'ordinanza chiede alla
Società di porre in essere, fino alla conclusione dell'indagine giudiziaria in corso,
un'idonea attività di monitoraggio continuativo ed adeguato sul permanere delle
condizioni di effettiva sicurezza delle strutture, dandone comunicazione periodica
trimestrale all'Amministrazione Comunale e l'ordinanza stessa fa carico alla Società
Juventus di adottare tutte le misure ritenute utili e necessarie per la salvaguardia della
pubblica e privata incolumità nelle giornate di svolgimento delle competizioni
sportive e, comunque, di utilizzo dell'impianto.
La prima parte dell'ordinanza, laddove si chiedevano documenti di certificazione atti
ad assicurare che tutte le opere prescritte dall'atto del collaudo erano state eseguite
ed erano state eseguite secondo le prescrizioni indicate, è stata fornita nella giornata
di venerdì stesso dalla Juventus.
Sulla base della fornitura di questi documenti e sulla base degli altri impegni che
l'Amministrazione Comunale ha chiesto nell'ordinanza alla Juventus di osservare, si
è potuto garantire lo svolgimento della partita che era prevista sabato scorso e che si
è regolarmente svolta, così come, sulla base dello stesso impianto, si potrà utilizzare
lo Stadio per tutte le competizioni che sono previste, a partire dalla partita di domani
sera.
È evidente che l'obiettivo che è stato perseguito è stato duplice: da un lato, acquisire
tutti gli elementi di informazione, di conoscenza e di certezza circa la stabilità e la
solidità della struttura, in ragione tale che si fosse sufficientemente assicurati e
garantiti, con documenti di certificazione inoppugnabili, che non era e non è a rischio
l'incolumità pubblica e privata dei cittadini e, dall'altro lato, si è operato perché,
acquisendo tutti questi elementi di certezza, si evitasse un provvedimento che
sarebbe stato certamente traumatico per la squadra, per i suoi sostenitori e per la
città, come la sospensione dell'agibilità e, quindi, l'interruzione delle attività nello
Stadio stesso.
I documenti che sono stati forniti dalla Società offrono un quadro di garanzie sulla
solidità della struttura, che è certificata da tecnici che ne hanno la competenza e
l'idoneità. Naturalmente, poiché è in corso un procedimento penale dell'Autorità
Giudiziaria, non possiamo che attendere le conclusioni di questa indagine per
assumere le determinazioni conclusive finali ed è per questa ragione che l'ordinanza,
oltre che acquisire i documenti che certificano la solidità della struttura, ha fatto
carico alla Juventus di mettere in campo tutte le azioni di monitoraggio necessarie e
di riferirne trimestralmente all'Amministrazione Comunale, così da mettere in campo
tutte le misure di tutela e di sicurezza dell'incolumità pubblica ogniqualvolta si
svolge una competizione sportiva o, in qualche modo, lo Stadio viene utilizzato per
eventi pubblici.
Allo stato attuale, questa è la situazione che consente, quindi, di mantenere aperto ed
agibile lo Stadio per tutte le competizioni e gli eventi che sono previsti e, al tempo
stesso, è una situazione che continuiamo a monitorare, in particolare sulla base di
un'attività di monitoraggio di cui abbiamo fatto carico alla Società sportiva e per cui,
ovviamente, periodicamente intendiamo ricevere informazioni e attestarne la validità
e l'idoneità. Ovviamente, tutto potrà trovare una soluzione definitiva nel momento in
cui l'Autorità Giudiziaria perverrà alle conclusioni del procedimento che è stato
aperto in questi giorni.
Quanto alla questione specifica che è stata posta circa la titolarità con cui l'ingegner
Quirico ha effettuato il collaudo, ricordo che tutti i dipendenti pubblici di ogni
Amministrazione hanno diritto di esercitare attività professionali ultronee rispetto al
rapporto di lavoro che li lega all'Amministrazione Pubblica di competenza, sulla
base di un'autorizzazione che viene loro concessa.
Da lungo tempo, è prassi del Comune di Torino concedere ai suoi tecnici, che fanno
attività ultronea, come fa l'ingegner Quirico in qualità di professionista privato,
l'autorizzazione a esercitare questa attività. Anche in questo caso, questa
autorizzazione era stata concessa. L'ingegner Quirico, naturalmente, l'ha esercitata
nella sua assoluta discrezionalità e nella sua competenza come privato professionista;
quindi, è evidente che ogni atto compiuto dall'ingegner Quirico in quella veste non
coinvolge l'Amministrazione Comunale, perché si tratta di facoltà che sono state
esercitate in attività professionale di natura privata.
Detto questo, vorrei rinnovare in Consiglio i sentimenti di apprezzamento e di stima
nei confronti dell'ingegner Quirico, al di là della vicenda oggetto di questa
comunicazione e oggetto in particolare dell'indagine da parte della Procura della
Repubblica, che giungerà alle determinazioni che i magistrati accerteranno.
Tutti conosciamo l'ingegner Quirico, ne conosciamo la professionalità, la
competenza, il rigore. È stato protagonista diretto di gran parte delle grandi
trasformazioni che hanno investito la città e ha sempre esercitato, ogni volta che
rappresentava la Città, le sue funzioni con una competenza e una professionalità di
cui tutti gli hanno sempre dato atto.
Proprio per questo, noi siamo assolutamente fiduciosi che l'accertamento che
doverosamente la Magistratura ha ritenuto di realizzare, confermerà l'assoluta
correttezza di comportamento dell'ingegner Quirico e confermerà a tutti il rigore che
ne ha sempre caratterizzato l'attività.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Grazie, signor Sindaco. Io vorrei solo precisare che in sede di richiesta delle
comunicazioni, nessuno, soprattutto il sottoscritto, ha voluto mettere in dubbio o
prendere in considerazione il buon nome o le vicende processuali dell'ingegner
Quirico, dal momento che i processi, giustamente, vanno condotti nelle aule di
giustizia, con tutte le garanzie che il nostro ordinamento prevede, non sui giornali o
nelle aule politiche.
Semplicemente si è voluta richiamare l'attenzione su una situazione che sappiamo
costituire una prassi; quindi, non addebitiamo la responsabilità politica a questa o a
quella maggioranza, ma mettiamo l'accento sul fatto che esponenti di Uffici Tecnici
delle Istituzioni svolgano come professionisti privati attività di consulenza nei
confronti dei privati.
La mia intenzione era di richiamare l'attenzione sul fatto che di sicuro, come è stato
ricordato, l'ingegner Quirico, nell'iniziare questo rapporto privatistico con Juventus,
ha rispettato le procedure previste dalla legge, ovvero la richiesta di autorizzazione al
City Manager Vaciago, che l'ha concessa. Però, proprio perché esiste una prassi
legale, che è quella che l'Amministrazione rilasci un'autorizzazione, la volontà è
quella di porre il problema, sollevato indirettamente da questa vicenda giudiziaria,
ovvero che queste richieste seguano un ragionamento politico di opportunità, per
evitare che si possano configurare in generale, a prescindere dalle vicende
processuali in corso, ipotesi di conflitto d'interesse. Perché è ben chiaro che, se il
professionista in questione svolge un rapporto privatistico per il quale verrà retribuito
dal privato e poi per altre questioni si ritrova a trattare con lo stesso privato in qualità
di dirigente dell'Istituzione, possiamo ben immaginare che (non sarà il caso
dell'ingegner Quirico) si possano profilare delle situazioni di conflitto d'interesse.
Quindi, chiediamo che in futuro venga preso in considerazione il fatto che questa
richiesta di autorizzazione alla Giunta abbia come presupposto delle valutazioni di
opportunità politica, in modo che l'Amministrazione Comunale sia libera da
qualunque dubbio, anche solo vago, di influenza di carattere esterno alla valutazione
del bene comune.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Mi associo completamente all'intervento del Consigliere Marrone. Per quanto ci
riguarda, ovviamente, lasceremo andare l'inchiesta, rassicurati anche sulla stabilità
dello stadio della Juventus; però credo che, per quanto di competenza del Consiglio
Comunale, l'aspetto più importante sia effettivamente questa potenzialità di conflitto
d'interesse tra dirigenti del Comune di Torino e le attività che svolgono, pur
legittimamente, al di fuori del lavoro per il quale sono pagati dal Comune.
Tenendo anche presente che l'ingegner Quirico, stando al sito del Comune, ha uno
stipendio di Euro 200.987,50, mettendo insieme lordo, premi e altro, mi sembra che
la retribuzione sia tale da non rendergli necessario integrare l'incarico del Comune
con altre attività.
Sicuramente, bisognerebbe introdurre un regolamento o semplicemente una prassi
politica nelle decisioni se autorizzare o meno queste attività ultronee, perché credo
che queste autorizzazioni dovrebbero essere date soltanto qualora queste attività si
svolgano con clienti che non abbiano attività in corso con il Comune di Torino e non
abbiano luogo sul territorio comunale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Sostanzialmente, signor Sindaco, lei ha fatto bene a mantenere aperto lo Juventus
Stadium. Tuttavia vorrei sottolineare, un po' controcorrente, come sia inusuale
l'adozione di provvedimenti penali per un caso di questo genere; se fosse stato in
sede civile, questo avrebbe avuto un senso, ma andando in sede penale sicuramente
ci crea qualche dubbio. Anche perché Torino, oggettivamente, risulta danneggiata
nella sua immagine complessiva.
Io invito soltanto ad una riflessione. Invito, prima di tutto, a capire se non siano
questioni più che altro interne, e naturalmente sarà la Magistratura a dirimere questo
fatto. Però, effettivamente, l'aspetto penale è talmente inusuale che non vorrei si
fosse utilizzato un meccanismo strano da parte di qualche ditta o da parte della
Società per risolvere contenziosi civilistici. Questo è il primo elemento di
suggestione che vorrei darle, signor Sindaco.
In secondo luogo, nel momento in cui il provvedimento penale è in essere, o la Città
chiude completamente lo Stadio fino a che la giustizia non ha fatto il suo corso,
oppure lo lascia aperto per sempre, perché il collaudo credo sia stato fatto
assolutamente in maniera esemplare, in maniera specifica, idonea e adeguata. Io non
ho dubbi su questo.
Pertanto, il fatto di dover chiudere lo Stadio provvisoriamente mi sembra un azzardo.
Le suggerisco, signor Sindaco, anche per il bene e per l'immagine della Città, di
tenere aperto completamente e sempre lo Stadio. L'ordinanza mi sembra addirittura
un elemento fuorviante, quasi che avessimo delle responsabilità; in realtà, la Città
non ha alcuna responsabilità. Io immagino che il collaudo sia stato fatto in maniera
assolutamente regolare. Quindi teniamolo aperto, aspettiamo la sentenza della
Magistratura, che ci sarà, e a quel punto decideremo addirittura, signor Sindaco, se
chiedere i danni, perché oggettivamente l'immagine della Città è stata lesa.
Su questo la invito a riflettere, perché non capisco bene il provvedimento penale
della Magistratura, anche se è legittimo e lecito, ci mancherebbe altro, però, secondo
me, viene da qualche altra situazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Ringrazio il Sindaco per la risposta che ci ha dato e per la premura che ha avuto nel
chiedere l'ordinanza.
Io vorrei rispondere anche a qualche Collega. Vorrei ringraziare, perché venerdì,
quando io ho sollevato il caso, tutti sono trasecolati, sembrava che avessi chiesto
chissà che cosa; oggi, invece, vedo che i Consiglieri Bertola e Marrone hanno
provveduto a correggere il tiro sulla loro posizione di venerdì.
Mi sorprende anche il fatto di pensare che non si debbano prendere delle posizioni,
cioè chiudiamo l'ovile quando le pecore sono scappate? Cioè, dobbiamo tenere il
beneficio del dubbio che possa succedere qualche cosa allo Stadio, per cui non è il
caso di fare delle ordinanze, dei monitoraggi o dei controlli. Mi sembra un po'
azzardato.
Sicuramente sarebbe il caso, visto che abbiamo ancora sempre un altro Stadio
Olimpico, di preoccuparci di fare questi controlli a Stadio chiuso, perché, se c'è
anche solo il minimo sospetto di qualche problema a livello strutturale, un conto è lo
Stadio vuoto e un conto è lo Stadio pieno; quindi, credo che procedere ad una
verifica e ad un monitoraggio tempestivo e non occasionale sia più che doveroso.
Ricordo inoltre che, dopotutto, la Juventus è la parte lesa. Se poi c'è qualche
responsabilità da parte di qualcuno che... Io non accuso nessuno e prendo atto, anche
se ammetto di non conoscere l'ingegner Quirico. Però, se qualcosa si è mosso, io non
trascurerei nulla.
Se poi ci sono dei conflitti di interesse anche qui, o da una parte o dall'altra, prima di
assolvere o condannare, farei delle verifiche, ma delle verifiche consistenti e
sostanziali, soprattutto sull'agibilità dello Stadio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, do la parola al Sindaco.

SINDACO
Intervengo molto brevemente per dire intanto che, ovviamente, non compete né a me
né all'Amministrazione Comunale esprimere valutazioni o giudizi sulle iniziative che
assume la Magistratura. Quindi, io non posso che prendere atto del fatto che la
Magistratura mi ha formalmente informato che ha aperto un procedimento penale;
peraltro, se l'ha fatto, evidentemente, l'avrà fatto sulla base di elementi che a noi non
sono noti, anche perché coperti dalla riservatezza delle indagini.
Quindi, io non posso che prendere atto del fatto che è stato aperto un procedimento
penale e, di fronte a questo fatto, non compete neanche, ovviamente,
all'Amministrazione entrare nel merito del procedimento stesso. È competenza della
Magistratura, ma competeva e compete all'Amministrazione Comunale porsi due
obiettivi, che è quanto ci siamo posti immediatamente: cioè, avere certezze sulla
garanzia e avere certezze di garanzia sulla sicurezza, sulla solidità dell'impianto e, in
ragione di queste garanzie, gestire questa fase in modo da non pregiudicare l'utilizzo
dell'impianto, perché, pregiudicando l'utilizzo dell'impianto, evidentemente, si
producono dei danni non solo alla Società che lo ha costruito e lo utilizza, ma anche,
più in generale, alla città. È quello che abbiamo fatto. Nell'ordinanza si sono chieste
certificazioni che la Società ha consegnato e che ci fanno dire che l'impianto è
sicuro.
Il fatto che poi nella stessa ordinanza noi si sia aggiunto un dovere della Società di
mettere in campo un'azione di monitoraggio è una scelta di tipo cautelativo, non è
fondata su una presunzione di insicurezza, perché altrimenti avremmo preso altri
provvedimenti. I documenti che la Juventus ha prodotto non solo a noi, ma anche alla
Procura della Repubblica, danno sicurezza almeno all'Amministrazione che i lavori
che dovevano essere eseguiti sono stati eseguiti, quei lavori sono stati certificati da
tecnico idoneo e terzo, certificano la congruità di questi lavori con le prescrizioni
dell'atto di collaudo e, quindi, tutto questo ci ha portato a considerare che quel che
era stato fatto e quel che si è fatto, tanto più munito di certificazione, rende
l'impianto sicuro.
Al tempo stesso, siccome è aperta un'indagine, è evidente che abbiamo un dovere di
moltiplicare i fattori di cautela, ispirandoci ad un principio di precauzione, e per
questo abbiamo chiesto alla Società di mettere in essere tutte le azioni di
monitoraggio necessarie e di riferirne all'Amministrazione, in modo che ne abbiamo
contezza periodicamente, così come abbiamo fatto carico alla Società di mettere in
campo tutte le misure di tutela, quando ci sono degli eventi sportivi, della sicurezza
degli spettatori.
Tutto questo lo abbiamo fatto in una collaborazione piena con la Prefettura,
condividendo con il Prefetto ogni passaggio di questo itinerario. Lo abbiamo fatto in
un rapporto di chiarezza e di collaborazione leale con la Società Juventus, che
ringrazio, che, peraltro, come è stato ricordato, sarebbe parte lesa qualora venissero
accertate, nel procedimento penale, effettivamente delle illiceità. Naturalmente,
quello che abbiamo fatto fin qui ispirerà anche i nostri comportamenti di qui in
avanti nel seguire, diciamo, con molta attenzione tutta la vicenda e nel continuare ad
operare sempre avendo come bussola questo doppio obiettivo: essere sicuri e
tranquilli sull'incolumità dei cittadini e, al tempo stesso, garantire che lo Stadio
possa continuare ad esercitare la propria attività. Dico anche che, qualora avessimo
dovuto prendere provvedimenti diversi, avevamo dato l'immediata disponibilità a
mettere a disposizione della Società lo Stadio Olimpico, qualora si fosse determinata
una situazione che richiedeva la sospensione dell'attività allo Stadio. Però, mi pare
che tutto sia evoluto nella direzione di non rendere necessaria questa misura, che
sarebbe stata certamente più traumatica e, quindi, continuiamo ad operare nel solco
di quello che abbiamo fatto fin qui.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ringrazio il Sindaco per queste informazioni. Abbiamo dato, quindi, seguito alle
comunicazioni richieste.
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