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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201104903/038, presentato dalla Giunta Comunale in data 21 settembre 2011, avente per oggetto: "Adeguamento con modifiche del Regolamento edilizio comunale a sopravvenute disposizioni normative regionali in materia di Commissione Edilizia" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 13/10/2011 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati un emendamento e quattro sub-emendamenti. La parola all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Questa deliberazione è stata discussa tre volte, perché è un argomento complesso, delicato e importante. Si tratta di questo: intanto, il Consiglio Regionale ha varato un testo di Regolamento edilizio regionale, alla luce della legge regionale del 2009: "Snellimento delle procedure in materia di edilizia urbanistica", meglio noto come "Piano Casa". Quindi, sulla base di questo, sono state apportate alcune modifiche al testo dell'articolo che normava le Commissioni igienico-edilizie precedenti, rendendo facoltativa la costituzione della Commissione edilizia e attribuendo il relativo potere di nomina, precedentemente assegnato al competente organo comunale. Alla luce di questo, la Città di Torino - che in realtà aveva l'esigenza di introdurre alcune variazioni sia alla composizione della Commissione, in modo da dotare la Città di un organismo consuntivo un po' più snello e nel contempo, però, più ricco di competenze provenienti dal mondo professionale, accademico e più generale della Città - ha ritenuto di confermare l'esistenza della Commissione Igienico-Edilizia, quindi di confermarne l'utilità, e poi di adeguare l'articolo 2, che è quello che norma la nomina della Commissione, introducendo alcuni elementi di riforma. Intanto, passando da 12 membri a 9, di cui 4 esperti in progettazione architettonica edilizia, progettazione urbanistica, storia del recupero dell'architettura urbana, trasformazione del paesaggio urbano, sostenibilità urbana, nominati tramite una selezione pubblica a bando (tornerò fra poco su questo); un membro scelto da una terna di candidati dell'Ordine degli Architetti, uno dell'Ordine degli Ingegneri, uno - questo è parte dell'emendamento che riprende la discussione che abbiamo fatto in Commissione - proposto dall'Ordine dei Geologi; un membro scelto da una terna di candidati proposta dal Collegio dei Geometri; infine, un membro esperto in progettazione architettonica e urbanistica, proposto dal Politecnico di Torino… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusate, devo leggere, sono senza occhiali e non vi vedo. Se parlate uno alla volta vi capisco. Per cui, sostanzialmente, quattro membri nominati in seguito a una selezione per bando pubblico, cinque scelti tra una terna di candidati provenienti dagli Ordini e dal Politecnico. Un altro elemento di riforma della composizione della Commissione è il fatto che i rappresentanti delle Associazioni di categoria non sono più membri effettivi della Commissione; possono assistere alle sedute della Commissione senza diritto di voto, senza intervenire nella discussione, come invitati. Direi che queste sono le modifiche sostanziali che vengono proposte al Regolamento edilizio. Io ho colto un interesse da parte della Commissione, perché si passa da una nomina di Consiglio Comunale a una nomina della Giunta. Quindi, per assicurare la massima trasparenza e la massima pubblicità delle modalità di selezione, nell'emendamento proposto dalla Giunta si dice anche, a pagina 7: "Si impegna la Giunta Comunale a comunicare alla competente Commissione consiliare, preventivamente alla pubblicazione del bando, gli indirizzi e i criteri di valutazione" - quindi i criteri con cui si arriva alla selezione – "e successivamente a comunicare l'esito della procedura di selezione precedentemente alla deliberazione di nomina da parte della Giunta". Quindi, ci sono due passaggi di comunicazioni in Commissione, prima su criteri e requisiti del bando, dopo sull'esito della selezione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Preferisce dare una lettura unitaria degli emendamenti? CURTI Ilda (Assessore) Relativamente agli emendamenti, ce n'è uno presentato dai Consiglieri Bertola e Appendino, che è giudicato non legittimo, nel senso che è in contrasto con il Regolamento regionale tipo e con la legge regionale del 1999, articolo 4, che prevede adeguati titoli di studio ed esperienze professionali, e la presente deliberazione prevede la conformità a tale Regolamento. Sugli altri tre, sul ruolo dei cittadini, i Consiglieri propongono che vengano estratti a sorte, su una lista di cinquanta cittadini, almeno due che possano essere membri della Commissione. Io mi limito a dire che il bando pubblico è rivolto a cittadini che abbiano competenze, cioè quattro membri sono scelti sulla base di competenze tecniche, ma qualsiasi cittadino che possegga quei requisiti può partecipare al bando. Quindi, mi sembra pleonastico. Sull'altro emendamento, invece, che riguarda il funzionamento della Commissione, quindi il fatto che l'ordine del giorno debba essere pubblicato sul sito almeno sette giorni di calendario prima della data, noi abbiamo bisogno di rivedere e di ripensare il Regolamento edilizio nella sua interezza e nel suo funzionamento. Qui noi abbiamo trattato l'articolo 2, che è quello della Commissione Igienico-Edilizia. Intervenire sul funzionamento, senza vederlo nella sua totalità, penso che possa produrre, in realtà, degli effetti di appesantimento della procedura e di eccesso di burocrazia, e non di miglioramento della trasparenza, che non credo sia quello a cui mira l'emendamento dei Consiglieri Bertola e Appendino. Per cui sul tema del funzionamento, mi impegno in Commissione a ragionare sulle modalità di funzionamento e, eventualmente, a intervenire su quelle in modo specifico. L'altro emendamento, quello che riguarda il comma 7, a pagina 6, in cui si dice che un gruppo di almeno 50 cittadini, residenti in Torino, può richiedere, preventivamente, per iscritto, alla Commissione di essere audito, io ricordo che il diritto di audizione ce l'ha il Consiglio Comunale e non la Commissione tecnica. Il diritto a esprimere le proprie opinioni i cittadini ce l'hanno tramite il diritto di tribuna, la presentazione di petizione e la richiesta di essere auditi dalle Commissioni competenti. Per cui attribuire ad una Commissione tecnica la responsabilità dell'audizione di cittadini, che hanno delle opinioni, mi sembra difforme dal funzionamento, ma anche dal rispetto nei confronti della sede elettiva, che è quella di rappresentanza dei cittadini. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Volevo chiedere all'Assessore se era possibile sostituire, forse nell'emendamento, la parola: "comunicare", con: "discutere insieme", cioè discutere insieme alla... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, Assessore; noi siamo abituati a ricevere delle comunicazioni a cui non possiamo apportare modifiche, quindi le sto chiedendo di impegnarsi, almeno verbalmente, non solo a comunicarci, ma anche a permetterci di chiederle di modificare alcune clausole scritte nel bando che verrà emesso. Questo non per polemica generale, ma perché essendo, purtroppo, invalso quest'uso, vorrei che si iniziasse ad andare controtendenza. L'altra cosa che ripeto in Aula, riportando la provocazione fatta in Commissione, è che forse sarebbe ora che la Città di Torino pensasse all'eliminazione della Commissione Igienico-Edilizia, visto che non è obbligatoria, per alleggerire l'iter delle pratiche urbanistiche, che è troppo lungo e allontana molti operatori da Torino, come da altre città. Dato che non è indispensabile e la legge non la prevede, anche se so che gli Uffici desiderano avere un avallo e un appoggio dalla Commissione Igienico-Edilizia, chiedo di incominciare a esaminare la possibilità che, finito questo mandato, si pensi ad abolirla, a meno che il Sindaco non provveda ad abolirla subito, cosa che reputerei utile. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Finalmente mi sembra di vedere degli emendamenti della Lega Nord che vengono accolti, perché quando si parla di inserire un geologo all'interno della Commissione, mi è stato raccontato anche in Commissione, dal Capogruppo Lo Russo, di una famosa mozione Carossa sull'inserimento del geologo all'interno della Commissione Edilizia. Io poi, che sono uno che pensa sempre male, vado a chiedermi il perché, chissà mai cosa c'è dietro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Di questo comunque sono contento, sono contento anche della possibilità di discutere all'interno della Commissione delle persone che verranno nominate all'interno di questa Commissione. Ovviamente, secondo me, bisognava cercare di fare un passaggio un pochino ulteriore, ovvero legittimare il Consiglio Comunale a fare questo; poi, ovviamente, se i pareri del Segretario Generale sono contrari ci adeguiamo, ma è sicuramente un passo avanti. Infine, mi aggiungo al Consigliere Levi-Montalcini, perché ritengo che una Commissione che comunque non ha parere vincolante all'interno di alcune decisioni, non so quanto senso possa avere. Quindi, chiedo all'Assessore di poter aprire una riflessione su questo aspetto. Una domanda che pongo all'Assessore è se in questa Commissione sono previsti emolumenti per i partecipanti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano L'emendamento del geologo è ispirato a Quintino Sella, Ministro delle Finanze del Regno, professore di Mineralogia presso la Regia Università Torinese, fondatore del Club Alpino Italiano. Al di là della battuta, ovviamente, se me la consente il Collega Ricca, non è un emendamento della Lega, è un emendamento un po' più nobile, con tutto il rispetto che ho, ovviamente, per la vostra forza politica. Credo anch'io che debba essere messo in evidenza come la discussione in Commissione, avvenuta nelle tre sedute in cui si discusse di tale questione, ha indotto a una sostanziale rivisitazione della preliminare bozza di deliberazione, approvata dalla Giunta e sottoposta all'approvazione del Consiglio e credo che non vada sottovalutata e sottaciuta la portata dell'emendamento 2 bis. Questa è un'Amministrazione che ha fatto, innanzitutto, una prima scelta, che è quella di tenere la Commissione Igienico-Edilizia, che non era affatto scontato. Credo che ci si lamenti sempre molto del fatto che, in alcuni casi, il controllo rispetto a quello che accade sull'uso del suolo e sull'uso delle operazioni edilizie, (controllo intendo dire democratico, ovviamente) sia sottratto alle funzioni di indirizzo e controllo del Consiglio o, comunque, in generale della politica, che si esprime anche attraverso le impegnative di Giunta. Credo che non sia affatto scontato che la Città di Torino abbia fatto la scelta, invece, di mantenere la Commissione Igienico-Edilizia, a differenza di cosa hanno fatto tanti altri Comuni in giro per la Regione Piemonte, che la Commissione Igienico-Edilizia l'hanno abolita. Io questo credo che sia un elemento di grande valore che sicuramente - ha ragione la Collega Levi-Montalcini - non può certamente indurre un rallentamento delle pratiche, anzi, deve essere uno stimolo perché le pratiche edilizie in questa città possano marciare spedite, ma nella correttezza amministrativa e nella correttezza tecnica degli elaborati. Però credo che non sia secondario e non vada sottaciuto il fatto che la scelta politica fatta, sia una scelta certamente condivisibile. Nell'emendamento 2 bis si introduce la procedura con cui l'Amministrazione, per mezzo della Giunta, designa i componenti della medesima Commissione, che hanno tutti profili tecnici, e questo credo sia un ulteriore elemento di importanza da far rilevare; ha detto bene l'Assessore, si tratta di Commissione tecnica e anche qui il fatto che siano i tecnici a esprimere pareri tecnici, anche questo non è un elemento secondario e scontato. La procedura individuata mi pare una procedura largamente partecipativa da parte del Consiglio, perché noi passiamo da un regime in cui la Commissione Igienico- Edilizia veniva votata a scrutinio segreto dai Consiglieri Comunali, quindi prestandosi, nel bene e nel male, a tutto quello che questo può comportare, a un regime in cui, invece, la Commissione Igienico-Edilizia viene designata dalla Giunta con propria deliberazione. Credo che la procedura individuata dall'Amministrazione di sottoporre alla Commissione, ovviamente, in forma di comunicazione, i criteri di nomina dei componenti della Commissione, perché dal punto di vista giuridico-formale la scelta è in capo sia all'emanazione dei criteri del bando, sia certamente alla successiva fase di individuazione degli idonei, non può che essere nel rispetto della norma, quindi totalmente in capo alla Giunta medesima. Credo però che il fatto che la Giunta, in fase preventiva all'approvazione del bando, venga a comunicare alla Commissione Urbanistica i criteri con cui intende selezionare i competenti della Commissione, non sia un fatto da considerare del tutto secondario. Non solo; a questo aggiungiamo un secondo passaggio, anche questo esplicitamente previsto in fase antecedente la deliberazione di nomina, con la medesima Commissione. Io credo che questo possa essere un elemento di assoluta rilevanza e credo anche abbastanza innovativo rispetto al panorama delle Amministrazioni locali che si trovano, in questo periodo, a rinnovare i loro Regolamenti edilizi ai sensi del nuove previsioni normative. Credo che vada esattamente nell'ottica, sollecitata dagli emendamenti del Movimento 5 Stelle, cioè quella di consentire la più ampia partecipazione, che si esplica, Colleghi Bertola e Appendino, nelle sedi proprie, che sono le Commissioni consiliari e il Consiglio Comunale, che ovviamente non impediscono a ciascuno di noi di esercitare le proprie prerogative del mandato ricevuto dai cittadini nelle forme e nei modi che ritiene, per cui certamente ciascuno di noi si relaziona con i cittadini nella maniera che meglio ritiene, ma credo che vada salvaguardato il ruolo complessivo dell'Istituzione. Quindi, credo anch'io che gli emendamenti da voi proposti in questo senso, ancorché io ne colgo lo spirito positivo, cioè quello di rendere partecipativo il processo di selezione e poi il funzionamento della Commissione, non possano essere accoglibili, in quanto l'emendamento di Giunta riassorbe in sé, in maniera se vogliamo fin esagerata, da un certo punto di vista, in senso positivo, tutte le esigenze di controllo democratico e di indirizzo proprie del Consiglio Comunale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Io intervengo, intanto, per illustrare questi sub-emendamenti, per far capire quale era l'intento e, nello specifico, quale era il senso della proposta. Vorrei soltanto commentare prima un punto che l'Assessore ha sollevato anche in Commissione, prima ancora che in Aula, relativo al passaggio della titolarità di queste nomine dal Consiglio Comunale alla Giunta, che peraltro non dipende da noi ma da norme sovraordinate, sempre secondo il parere del Segretario comunale, che comunque consentirebbe di sottrarre queste nomine alla spartizione della politica e renderle strettamente tecniche. E' vero che le nomine fatte dal Consiglio Comunale inevitabilmente hanno un aspetto di spartizione, forse anche tra le forze politiche, o per lo meno comunque un aspetto di negoziazione politica tra le diverse forze. E' vero che le nomine della Giunta possono essere o tecniche o politiche, a seconda di come la Giunta le fa. Per cui l'intento è assolutamente nobile e lo cogliamo, però vogliamo verificare che questo avvenga effettivamente. Quindi, in questa direzione va molto bene l'inserimento del punto 2 bis; lo accogliamo con grande piacere, però appunto vorremmo verificare poi, man mano che si svolge il processo, che questo sia veramente l'intento e il modo in cui poi questa deliberazione verrà applicata. Venendo ai subemendamenti, forse li raggrupperei in due gruppi diversi, nel senso che il primo è un po' diverso dagli altri tre, in quanto interviene sulla composizione della Commissione, mentre gli altri tre intervengono sulla partecipazione ai lavori della Commissione. Vorrei sottolineare che questa Commissione ha comunque un ruolo importante anche per i cittadini, nel senso che c'è tutta una serie di progetti edilizi, anche di grande importanza e di grande impatto sul tessuto urbano, che non passano più dalle Commissioni Consiliari, ma passano direttamente soltanto dal parere della Commissione Edilizia. A noi è già capitato, anche in questi soli tre mesi di consiliatura, di ricevere comitati e gruppi per progetti che passavano soltanto di lì e non sarebbero mai passati all'esame della II Commissione del Consiglio Comunale. Per questo motivo crediamo che ci sia l'esigenza di rendere più trasparenti e più aperti i lavori di questa Commissione. Quindi, in questa direzione abbiamo provato a proporre alcune modifiche. Lo scopo del primo subemendamento non era quello di mettere nella Commissione un componente estratto a sorte, che non ne capisce nulla; ma, se si legge la descrizione del testo proposto, viene chiarito che sono due membri estratti a sorte in un elenco di persone che hanno esperienza nelle materie richieste e che, semplicemente, non stanno svolgendo alcuna attività professionale attiva in questo momento. Il senso è evitare il rischio, che comunque esiste, che le nomine effettuate tra gli esperti del settore (che, spesso, sono architetti che lavorano in città) risentano un po' del fatto che queste persone, dovendo esaminare i progetti dei loro colleghi, non siano magari rigidi o severi come potrebbero essere. Quindi, proponiamo di inserire in questa Commissione due persone che non svolgono attivamente questa attività professionale, ma che ne hanno le competenze (magari può trattarsi di un architetto in pensione o di una persona che ha fatto l'ingegnere per vent'anni e che, poi, ha smesso e ora svolge un altro lavoro). Ribadisco che si tratta di persone che hanno le competenze, ma che non svolgono attivamente questa attività professionale; inoltre, sono comunque estratte a sorte e, quindi, si aggiunge un ulteriore elemento di indipendenza nel meccanismo, perché, sulla base di un elenco in cui vi sono delle autocandidature (ma la Commissione tecnica controllerà che queste persone abbiano i requisiti tecnici), si effettua il sorteggio e si individuano queste due persone. Magari il rischio è che questa chiamata vada deserta, essendo una proposta anche molto innovativa, però non credo che si corra il rischio di inserire delle persone incompetenti. Il parere tecnico, con tutto il rispetto per l'estensore, non mi sembra perfettamente centrato sulla proposta, nel senso che è chiaro che, se la Legge Regionale richiede un titolo di studio adeguato e l'esperienza, è chiaro che queste persone la devono avere, cioè nel Regolamento non possiamo andare contro i requisiti o eliminare dei requisiti posti dalla Legge Regionale. Peraltro sono andato a rileggerla e non prevede esperienza professionale, ma prevede competenza professionale, che è una cosa diversa, perché parla di soggetti professionalmente competenti per esperienza e preparazione. Quindi, uno può avere una competenza di livello professionale anche se in quel momento non sta svolgendo la professione. Diciamo che l'idea forse era troppo innovativa, ma speriamo che in futuro possa venire comunque riconsiderata; comunque era questo il senso della proposta. Il senso degli altri tre subemendamenti è di permettere ai cittadini - questa volta ai cittadini veri e propri, anche senza particolari competenze - di partecipare ed intervenire perlomeno presentando le proprie opinioni e le proprie osservazioni prima che questi progetti ricevano il parere della Commissione Edilizia. Per questo motivo, ci sono tre diversi punti che vengono introdotti; il primo, quello relativo all'ordine del giorno, non è semplicemente un voler intervenire nel dettaglio del funzionamento, ma, se non viene reso noto con almeno 7 giorni d'anticipo - mi sembra un tempo non tale da ingessare il sistema - quali progetti esaminerà la Commissione Edilizia, è impossibile poi per i cittadini arrivare al momento buono con le loro osservazioni. Quindi, il senso della trasparenza sull'ordine del giorno è di permettere di intervenire a chiunque abbia delle osservazioni da fare prima della trattazione. Quindi, forse è persino un termine troppo stretto, però chiaramente ci siamo posti il problema anche di non ingessare il meccanismo. Il subemendamento n. 3 aggiunge il diritto, esplicitamente riconosciuto a qualsiasi cittadino, di inviare osservazioni, per cui si tratta di un invio di osservazioni che poi la Commissione può prendere in considerazione o meno, può dire: "Questo non capisce niente" o "Le respingiamo", piuttosto che "Ha delle buone idee", però riconosce il diritto di inviare questo parere. Il subemendamento n. 4 riconosce il diritto di audizione, quindi l'idea che un gruppo di cinquanta cittadini si possa organizzare e chiedere che, quando c'è un progetto che riguarda una specifica area della città - che presumibilmente è quella in cui abitano -, vengano auditi. Quindi, questo permette, prima che la Commissione offra il proprio parere, di farsi sentire ai numerosi Comitati di tutela e di preservazione delle aree che stanno nascendo in giro per la città. Si vuole proprio evitare quanto invece succede normalmente in questa città, cioè che, all'improvviso e senza preavviso, i cittadini si vedono spuntare davanti un fungo di cemento e, poi, partono i Comitati, la raccolta delle firme, le lettere ai giornali e, quindi, anche l'Amministrazione spesso si trova ad inseguire il parere dei cittadini che, improvvisamente e all'ultimo momento (quando magari ci sono già le fondamenta del palazzo), cominciano ad attivarsi. Se, invece, ci fosse la possibilità di avere dei Comitati, che sono in contatto con la Commissione e che possono presentare le osservazioni in anticipo, forse si riuscirebbe a fare un lavoro migliore anche nell'esame di questi progetti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Siamo molto contenti della discussione che si è svolta in Commissione e mi dispiace che non si sia valorizzato un punto. In questo momento in cui si parla tanto di antipolitica, di trasparenza, di far fare un passo indietro ai politici e agli amministratori sulle scelte di tecnici, vorrei che almeno ci facessimo tutti insieme un plauso su quella che è stata una discussione in cui non c'è stata difesa della casta, c'è stata una scelta condivisa di fare un pezzo di questa variazione di questo Regolamento e in più si chiede alla Giunta di prendere una responsabilità importante, che è quella di condividere con noi degli indirizzi. Quali sono questi indirizzi? Oltre all'Ordine degli architetti e alla nomina del Politecnico, noi potevamo scegliere di aggiungere, ad esempio, l'associazione Design Industriale italiano o delle community di giovani architetti. Secondo me, la scelta più giusta non è tanto individuare dal Regolamento quali saranno le future figure, ma decidere tutti insieme che in quella pubblicazione del bando ci siano finalmente delle caratteristiche che fino ad oggi non abbiamo visto in questa Città; cioè solo un bando pubblico, una trasparenza diversa, un'evidenza pubblica può garantirci che non siano i gruppi politici a scegliere dei professionisti. Solo il fatto che possano aver lavorato uno, 2 o 3 anni, magari all'estero, può iniziare a far vedere che anche in questa Città ci possono essere delle caratteristiche tecniche nuove. Solo il fatto che siano dei professionisti diversi, nel senso che magari potremmo valorizzare anche attraverso il bando l'uso delle tecnologie più innovative per il risparmio energetico, potremmo scegliere insieme che abbiano caratteristiche di design urbano e che, quindi, conoscano bene il tema dell'abbattimento delle barriere, anche ambientali, che ci sono nei nostri quartieri. Sinceramente, capisco lo spirito dei subemendamenti proposti dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle, ma vorrei sottolineare alcune cose, visto che non li voterò o, almeno, non voterò favorevolmente; ogni cittadino ha il diritto - e su questo, forse, sono anche un po' nel dubbio di votare contro, perché, in realtà, l'oggetto forse non è neanche posto come diceva l'Assessore Curti - di mandare una lettera alla Commissione, ma credo che in generale ce l'abbia dalla Costituzione. Se il tema è far sì che ogni avviso pubblico sia più chiaro e trasparente, che l'ordine del giorno dei lavori sia chiaro a tutti e visibile e che, quindi, ogni cittadino abbia la possibilità, in qualche modo, di interloquire, in generale però vale il principio che ci siamo detti nelle linee di indirizzo, cioè che questi strumenti devono essere favoriti, ma non si può dire in un Regolamento che il cittadino ha un diritto che, di fatto, non viene costituito da questo Regolamento; il fatto di scrivere ad una Commissione è, di per sé, una cosa che è possibile, perché è prevista dalla nostra Costituzione. Potremmo dire che, in qualche modo, viene orientato a far sì che abbia quel tipo di strumento in più, però, sinceramente, io voterei contro l'idea, che è emersa dalla Commissione, che ci deve essere il rappresentante dei cittadini (tra l'altro, magari a caso, addirittura, come proposto nel subemendamento, estratto). Stiamo parlando di altre cose, di competenze tecniche in cui probabilmente il buongusto, l'arte ed il senso dell'architettura non sono sempre simili al gusto popolare, però qui dovremmo ritornare indietro nella storia; non credo che dovremmo mettere, come si diceva in Commissione, il rappresentante della massaia di Voghera. A parte che c'è questa strumentalizzazione sul fatto che ci sono i cittadini che, però, hanno anch'essi le competenze tecniche: ma il professore del Politecnico non è un cittadino? In quel caso, l'architetto non è un cittadino? Diverso è che si dica (e lo si dirà nel bando) che quelle persone conoscano la città ed il contesto sociale, ma vorrei sottolineare che anche nello studio dell'architettura c'è chi è più vicino all'antropologia e chi è più vicino alla sociologia, per cui anche lì possiamo indirizzare questo tipo di bandi. Allora, non cerchiamo di uscire dal problema: se l'oggetto è che - ma bisogna dirlo - ci sono architetti che non conoscono il contesto sociale che devono analizzare, dobbiamo lavorare su quello. Se ci sono dei designer pubblici che non hanno mai lavorato sul contesto urbano, dobbiamo lavorare su quello. È inutile che ci diciamo che il cittadino medio lo capisce meglio, perché non è questo il punto. Credo che, da una parte, bisogna dare sempre trasparenza e visibilità ai cittadini, per cui, se vogliono, possono mandare le lettere, ma non siamo noi a dirgli che lo possono fare, perché, grazie al cielo, lo dice la nostra Costituzione (anzi, grazie ai Padri fondatori, il cielo c'entra ben poco); dall'altra parte, ribadisco che, finalmente, la politica fa un passo indietro e spero che questi bandi avranno un'evidenza pubblica migliore, ma su questo chiedo uno sforzo a tutta la Giunta per far sì che questo non sia un provvedimento isolato. Vogliamo fare un passo indietro, perché l'evidenza pubblica deve essere vista in ogni suo aspetto: vale per le nomine, vale per i dirigenti di questo Comune, vale per i Bassanini, vale per gli staff, può valere per tutto. Se riuscissimo a far permeare il tema dell'evidenza pubblica in generale in questa città, tanti ci applaudirebbero. Lo scorso anno, per fare un bando per i giovani che volevano prendere casa, si è fatta un'evidenza pubblica e si è anche ricorsi all'estrazione, perché, ogni tanto, oltre all'evidenza pubblica ci deve essere anche quell'aspetto. Se andremo avanti in questo senso, credo che faremo del bene e lasceremo anche all'antipolitica un pezzo di questa discussione positiva di questo tipo di Regolamenti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi del subemendamento n. 1 all'emendamento. Il parere della Giunta è negativo. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1 all'emendamento: Presenti 31, astenuti 6, favorevoli 2, contrari 23. Il subemendamento n. 1 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 1 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . Passiamo all'analisi del subemendamento n. 2 all'emendamento. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 2 all'emendamento: Presenti 31, astenuti 6, favorevoli 2, contrari 23. Il subemendamento n. 2 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 2 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . Passiamo all'analisi del subemendamento n. 3 all'emendamento. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 3 all'emendamento: Presenti 33, astenuti 9, favorevoli 2, contrari 22. Il subemendamento n. 3 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 3 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . Passiamo all'analisi del subemendamento n. 4 all'emendamento. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 4 all'emendamento: Presenti 33, astenuti 9, favorevoli 2, contrari 22. Il subemendamento n. 4 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 4 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . È stato presentato il seguente emendamento dall'Assessore Curti: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento: Presenti 25, astenuti 1, favorevoli 23, contrari 1. L'emendamento è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 24, astenuti 1, favorevoli 23. La proposta di deliberazione è approvata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 24, favorevoli 24. L'immediata eseguibilità è concessa. |