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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 17 Ottobre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 40
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2011-04903
ADEGUAMENTO CON MODIFICHE DEL REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE A SOPRAVVENUTE DISPOSIZIONI NORMATIVE REGIONALI IN MATERIA DI COMMISSIONE EDILIZIA.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201104903/038, presentato dalla Giunta Comunale in data 21 settembre 2011, avente
per oggetto:
"Adeguamento con modifiche del Regolamento edilizio comunale a sopravvenute
disposizioni normative regionali in materia di Commissione Edilizia"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 13/10/2011 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati un emendamento e quattro sub-emendamenti.
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Questa deliberazione è stata discussa tre volte, perché è un argomento complesso,
delicato e importante. Si tratta di questo: intanto, il Consiglio Regionale ha varato un
testo di Regolamento edilizio regionale, alla luce della legge regionale del 2009:
"Snellimento delle procedure in materia di edilizia urbanistica", meglio noto come
"Piano Casa". Quindi, sulla base di questo, sono state apportate alcune modifiche al
testo dell'articolo che normava le Commissioni igienico-edilizie precedenti,
rendendo facoltativa la costituzione della Commissione edilizia e attribuendo il
relativo potere di nomina, precedentemente assegnato al competente organo
comunale.
Alla luce di questo, la Città di Torino - che in realtà aveva l'esigenza di introdurre
alcune variazioni sia alla composizione della Commissione, in modo da dotare la
Città di un organismo consuntivo un po' più snello e nel contempo, però, più ricco di
competenze provenienti dal mondo professionale, accademico e più generale della
Città - ha ritenuto di confermare l'esistenza della Commissione Igienico-Edilizia,
quindi di confermarne l'utilità, e poi di adeguare l'articolo 2, che è quello che norma
la nomina della Commissione, introducendo alcuni elementi di riforma.
Intanto, passando da 12 membri a 9, di cui 4 esperti in progettazione architettonica
edilizia, progettazione urbanistica, storia del recupero dell'architettura urbana,
trasformazione del paesaggio urbano, sostenibilità urbana, nominati tramite una
selezione pubblica a bando (tornerò fra poco su questo); un membro scelto da una
terna di candidati dell'Ordine degli Architetti, uno dell'Ordine degli Ingegneri, uno -
questo è parte dell'emendamento che riprende la discussione che abbiamo fatto in
Commissione - proposto dall'Ordine dei Geologi; un membro scelto da una terna di
candidati proposta dal Collegio dei Geometri; infine, un membro esperto in
progettazione architettonica e urbanistica, proposto dal Politecnico di Torino…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusate, devo leggere, sono senza occhiali
e non vi vedo. Se parlate uno alla volta vi capisco.
Per cui, sostanzialmente, quattro membri nominati in seguito a una selezione per
bando pubblico, cinque scelti tra una terna di candidati provenienti dagli Ordini e dal
Politecnico.
Un altro elemento di riforma della composizione della Commissione è il fatto che i
rappresentanti delle Associazioni di categoria non sono più membri effettivi della
Commissione; possono assistere alle sedute della Commissione senza diritto di voto,
senza intervenire nella discussione, come invitati.
Direi che queste sono le modifiche sostanziali che vengono proposte al Regolamento
edilizio. Io ho colto un interesse da parte della Commissione, perché si passa da una
nomina di Consiglio Comunale a una nomina della Giunta. Quindi, per assicurare la
massima trasparenza e la massima pubblicità delle modalità di selezione,
nell'emendamento proposto dalla Giunta si dice anche, a pagina 7: "Si impegna la
Giunta Comunale a comunicare alla competente Commissione consiliare,
preventivamente alla pubblicazione del bando, gli indirizzi e i criteri di valutazione"
- quindi i criteri con cui si arriva alla selezione – "e successivamente a comunicare
l'esito della procedura di selezione precedentemente alla deliberazione di nomina da
parte della Giunta".
Quindi, ci sono due passaggi di comunicazioni in Commissione, prima su criteri e
requisiti del bando, dopo sull'esito della selezione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Preferisce dare una lettura unitaria degli emendamenti?

CURTI Ilda (Assessore)
Relativamente agli emendamenti, ce n'è uno presentato dai Consiglieri Bertola e
Appendino, che è giudicato non legittimo, nel senso che è in contrasto con il
Regolamento regionale tipo e con la legge regionale del 1999, articolo 4, che prevede
adeguati titoli di studio ed esperienze professionali, e la presente deliberazione
prevede la conformità a tale Regolamento.
Sugli altri tre, sul ruolo dei cittadini, i Consiglieri propongono che vengano estratti a
sorte, su una lista di cinquanta cittadini, almeno due che possano essere membri della
Commissione. Io mi limito a dire che il bando pubblico è rivolto a cittadini che
abbiano competenze, cioè quattro membri sono scelti sulla base di competenze
tecniche, ma qualsiasi cittadino che possegga quei requisiti può partecipare al bando.
Quindi, mi sembra pleonastico.
Sull'altro emendamento, invece, che riguarda il funzionamento della Commissione,
quindi il fatto che l'ordine del giorno debba essere pubblicato sul sito almeno sette
giorni di calendario prima della data, noi abbiamo bisogno di rivedere e di ripensare
il Regolamento edilizio nella sua interezza e nel suo funzionamento. Qui noi
abbiamo trattato l'articolo 2, che è quello della Commissione Igienico-Edilizia.
Intervenire sul funzionamento, senza vederlo nella sua totalità, penso che possa
produrre, in realtà, degli effetti di appesantimento della procedura e di eccesso di
burocrazia, e non di miglioramento della trasparenza, che non credo sia quello a cui
mira l'emendamento dei Consiglieri Bertola e Appendino. Per cui sul tema del
funzionamento, mi impegno in Commissione a ragionare sulle modalità di
funzionamento e, eventualmente, a intervenire su quelle in modo specifico.
L'altro emendamento, quello che riguarda il comma 7, a pagina 6, in cui si dice che
un gruppo di almeno 50 cittadini, residenti in Torino, può richiedere,
preventivamente, per iscritto, alla Commissione di essere audito, io ricordo che il
diritto di audizione ce l'ha il Consiglio Comunale e non la Commissione tecnica. Il
diritto a esprimere le proprie opinioni i cittadini ce l'hanno tramite il diritto di
tribuna, la presentazione di petizione e la richiesta di essere auditi dalle Commissioni
competenti. Per cui attribuire ad una Commissione tecnica la responsabilità
dell'audizione di cittadini, che hanno delle opinioni, mi sembra difforme dal
funzionamento, ma anche dal rispetto nei confronti della sede elettiva, che è quella di
rappresentanza dei cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Volevo chiedere all'Assessore se era possibile sostituire, forse nell'emendamento, la
parola: "comunicare", con: "discutere insieme", cioè discutere insieme alla...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, Assessore; noi siamo abituati a
ricevere delle comunicazioni a cui non possiamo apportare modifiche, quindi le sto
chiedendo di impegnarsi, almeno verbalmente, non solo a comunicarci, ma anche a
permetterci di chiederle di modificare alcune clausole scritte nel bando che verrà
emesso. Questo non per polemica generale, ma perché essendo, purtroppo, invalso
quest'uso, vorrei che si iniziasse ad andare controtendenza.
L'altra cosa che ripeto in Aula, riportando la provocazione fatta in Commissione, è
che forse sarebbe ora che la Città di Torino pensasse all'eliminazione della
Commissione Igienico-Edilizia, visto che non è obbligatoria, per alleggerire l'iter
delle pratiche urbanistiche, che è troppo lungo e allontana molti operatori da Torino,
come da altre città.
Dato che non è indispensabile e la legge non la prevede, anche se so che gli Uffici
desiderano avere un avallo e un appoggio dalla Commissione Igienico-Edilizia,
chiedo di incominciare a esaminare la possibilità che, finito questo mandato, si pensi
ad abolirla, a meno che il Sindaco non provveda ad abolirla subito, cosa che reputerei
utile.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Finalmente mi sembra di vedere degli emendamenti della Lega Nord che vengono
accolti, perché quando si parla di inserire un geologo all'interno della Commissione,
mi è stato raccontato anche in Commissione, dal Capogruppo Lo Russo, di una
famosa mozione Carossa sull'inserimento del geologo all'interno della Commissione
Edilizia. Io poi, che sono uno che pensa sempre male, vado a chiedermi il perché,
chissà mai cosa c'è dietro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Di questo comunque sono contento, sono contento anche della possibilità di discutere
all'interno della Commissione delle persone che verranno nominate all'interno di
questa Commissione. Ovviamente, secondo me, bisognava cercare di fare un
passaggio un pochino ulteriore, ovvero legittimare il Consiglio Comunale a fare
questo; poi, ovviamente, se i pareri del Segretario Generale sono contrari ci
adeguiamo, ma è sicuramente un passo avanti.
Infine, mi aggiungo al Consigliere Levi-Montalcini, perché ritengo che una
Commissione che comunque non ha parere vincolante all'interno di alcune decisioni,
non so quanto senso possa avere. Quindi, chiedo all'Assessore di poter aprire una
riflessione su questo aspetto.
Una domanda che pongo all'Assessore è se in questa Commissione sono previsti
emolumenti per i partecipanti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
L'emendamento del geologo è ispirato a Quintino Sella, Ministro delle Finanze del
Regno, professore di Mineralogia presso la Regia Università Torinese, fondatore del
Club Alpino Italiano.
Al di là della battuta, ovviamente, se me la consente il Collega Ricca, non è un
emendamento della Lega, è un emendamento un po' più nobile, con tutto il rispetto
che ho, ovviamente, per la vostra forza politica.
Credo anch'io che debba essere messo in evidenza come la discussione in
Commissione, avvenuta nelle tre sedute in cui si discusse di tale questione, ha indotto
a una sostanziale rivisitazione della preliminare bozza di deliberazione, approvata
dalla Giunta e sottoposta all'approvazione del Consiglio e credo che non vada
sottovalutata e sottaciuta la portata dell'emendamento 2 bis. Questa è
un'Amministrazione che ha fatto, innanzitutto, una prima scelta, che è quella di
tenere la Commissione Igienico-Edilizia, che non era affatto scontato.
Credo che ci si lamenti sempre molto del fatto che, in alcuni casi, il controllo rispetto
a quello che accade sull'uso del suolo e sull'uso delle operazioni edilizie, (controllo
intendo dire democratico, ovviamente) sia sottratto alle funzioni di indirizzo e
controllo del Consiglio o, comunque, in generale della politica, che si esprime anche
attraverso le impegnative di Giunta. Credo che non sia affatto scontato che la Città di
Torino abbia fatto la scelta, invece, di mantenere la Commissione Igienico-Edilizia, a
differenza di cosa hanno fatto tanti altri Comuni in giro per la Regione Piemonte, che
la Commissione Igienico-Edilizia l'hanno abolita.
Io questo credo che sia un elemento di grande valore che sicuramente - ha ragione la
Collega Levi-Montalcini - non può certamente indurre un rallentamento delle
pratiche, anzi, deve essere uno stimolo perché le pratiche edilizie in questa città
possano marciare spedite, ma nella correttezza amministrativa e nella correttezza
tecnica degli elaborati. Però credo che non sia secondario e non vada sottaciuto il
fatto che la scelta politica fatta, sia una scelta certamente condivisibile.
Nell'emendamento 2 bis si introduce la procedura con cui l'Amministrazione, per
mezzo della Giunta, designa i componenti della medesima Commissione, che hanno
tutti profili tecnici, e questo credo sia un ulteriore elemento di importanza da far
rilevare; ha detto bene l'Assessore, si tratta di Commissione tecnica e anche qui il
fatto che siano i tecnici a esprimere pareri tecnici, anche questo non è un elemento
secondario e scontato.
La procedura individuata mi pare una procedura largamente partecipativa da parte
del Consiglio, perché noi passiamo da un regime in cui la Commissione Igienico-
Edilizia veniva votata a scrutinio segreto dai Consiglieri Comunali, quindi
prestandosi, nel bene e nel male, a tutto quello che questo può comportare, a un
regime in cui, invece, la Commissione Igienico-Edilizia viene designata dalla Giunta
con propria deliberazione.
Credo che la procedura individuata dall'Amministrazione di sottoporre alla
Commissione, ovviamente, in forma di comunicazione, i criteri di nomina dei
componenti della Commissione, perché dal punto di vista giuridico-formale la scelta
è in capo sia all'emanazione dei criteri del bando, sia certamente alla successiva fase
di individuazione degli idonei, non può che essere nel rispetto della norma, quindi
totalmente in capo alla Giunta medesima. Credo però che il fatto che la Giunta, in
fase preventiva all'approvazione del bando, venga a comunicare alla Commissione
Urbanistica i criteri con cui intende selezionare i competenti della Commissione, non
sia un fatto da considerare del tutto secondario.
Non solo; a questo aggiungiamo un secondo passaggio, anche questo esplicitamente
previsto in fase antecedente la deliberazione di nomina, con la medesima
Commissione.
Io credo che questo possa essere un elemento di assoluta rilevanza e credo anche
abbastanza innovativo rispetto al panorama delle Amministrazioni locali che si
trovano, in questo periodo, a rinnovare i loro Regolamenti edilizi ai sensi del nuove
previsioni normative. Credo che vada esattamente nell'ottica, sollecitata dagli
emendamenti del Movimento 5 Stelle, cioè quella di consentire la più ampia
partecipazione, che si esplica, Colleghi Bertola e Appendino, nelle sedi proprie, che
sono le Commissioni consiliari e il Consiglio Comunale, che ovviamente non
impediscono a ciascuno di noi di esercitare le proprie prerogative del mandato
ricevuto dai cittadini nelle forme e nei modi che ritiene, per cui certamente ciascuno
di noi si relaziona con i cittadini nella maniera che meglio ritiene, ma credo che vada
salvaguardato il ruolo complessivo dell'Istituzione.
Quindi, credo anch'io che gli emendamenti da voi proposti in questo senso, ancorché
io ne colgo lo spirito positivo, cioè quello di rendere partecipativo il processo di
selezione e poi il funzionamento della Commissione, non possano essere accoglibili,
in quanto l'emendamento di Giunta riassorbe in sé, in maniera se vogliamo fin
esagerata, da un certo punto di vista, in senso positivo, tutte le esigenze di controllo
democratico e di indirizzo proprie del Consiglio Comunale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Io intervengo, intanto, per illustrare questi sub-emendamenti, per far capire quale era
l'intento e, nello specifico, quale era il senso della proposta.
Vorrei soltanto commentare prima un punto che l'Assessore ha sollevato anche in
Commissione, prima ancora che in Aula, relativo al passaggio della titolarità di
queste nomine dal Consiglio Comunale alla Giunta, che peraltro non dipende da noi
ma da norme sovraordinate, sempre secondo il parere del Segretario comunale, che
comunque consentirebbe di sottrarre queste nomine alla spartizione della politica e
renderle strettamente tecniche.
E' vero che le nomine fatte dal Consiglio Comunale inevitabilmente hanno un
aspetto di spartizione, forse anche tra le forze politiche, o per lo meno comunque un
aspetto di negoziazione politica tra le diverse forze. E' vero che le nomine della
Giunta possono essere o tecniche o politiche, a seconda di come la Giunta le fa. Per
cui l'intento è assolutamente nobile e lo cogliamo, però vogliamo verificare che
questo avvenga effettivamente.
Quindi, in questa direzione va molto bene l'inserimento del punto 2 bis; lo
accogliamo con grande piacere, però appunto vorremmo verificare poi, man mano
che si svolge il processo, che questo sia veramente l'intento e il modo in cui poi
questa deliberazione verrà applicata.
Venendo ai subemendamenti, forse li raggrupperei in due gruppi diversi, nel senso
che il primo è un po' diverso dagli altri tre, in quanto interviene sulla composizione
della Commissione, mentre gli altri tre intervengono sulla partecipazione ai lavori
della Commissione.
Vorrei sottolineare che questa Commissione ha comunque un ruolo importante anche
per i cittadini, nel senso che c'è tutta una serie di progetti edilizi, anche di grande
importanza e di grande impatto sul tessuto urbano, che non passano più dalle
Commissioni Consiliari, ma passano direttamente soltanto dal parere della
Commissione Edilizia. A noi è già capitato, anche in questi soli tre mesi di
consiliatura, di ricevere comitati e gruppi per progetti che passavano soltanto di lì e
non sarebbero mai passati all'esame della II Commissione del Consiglio Comunale.
Per questo motivo crediamo che ci sia l'esigenza di rendere più trasparenti e più
aperti i lavori di questa Commissione. Quindi, in questa direzione abbiamo provato a
proporre alcune modifiche.
Lo scopo del primo subemendamento non era quello di mettere nella Commissione
un componente estratto a sorte, che non ne capisce nulla; ma, se si legge la
descrizione del testo proposto, viene chiarito che sono due membri estratti a sorte in
un elenco di persone che hanno esperienza nelle materie richieste e che,
semplicemente, non stanno svolgendo alcuna attività professionale attiva in questo
momento. Il senso è evitare il rischio, che comunque esiste, che le nomine effettuate
tra gli esperti del settore (che, spesso, sono architetti che lavorano in città) risentano
un po' del fatto che queste persone, dovendo esaminare i progetti dei loro colleghi,
non siano magari rigidi o severi come potrebbero essere.
Quindi, proponiamo di inserire in questa Commissione due persone che non
svolgono attivamente questa attività professionale, ma che ne hanno le competenze
(magari può trattarsi di un architetto in pensione o di una persona che ha fatto
l'ingegnere per vent'anni e che, poi, ha smesso e ora svolge un altro lavoro).
Ribadisco che si tratta di persone che hanno le competenze, ma che non svolgono
attivamente questa attività professionale; inoltre, sono comunque estratte a sorte e,
quindi, si aggiunge un ulteriore elemento di indipendenza nel meccanismo, perché,
sulla base di un elenco in cui vi sono delle autocandidature (ma la Commissione
tecnica controllerà che queste persone abbiano i requisiti tecnici), si effettua il
sorteggio e si individuano queste due persone. Magari il rischio è che questa
chiamata vada deserta, essendo una proposta anche molto innovativa, però non credo
che si corra il rischio di inserire delle persone incompetenti.
Il parere tecnico, con tutto il rispetto per l'estensore, non mi sembra perfettamente
centrato sulla proposta, nel senso che è chiaro che, se la Legge Regionale richiede un
titolo di studio adeguato e l'esperienza, è chiaro che queste persone la devono avere,
cioè nel Regolamento non possiamo andare contro i requisiti o eliminare dei requisiti
posti dalla Legge Regionale. Peraltro sono andato a rileggerla e non prevede
esperienza professionale, ma prevede competenza professionale, che è una cosa
diversa, perché parla di soggetti professionalmente competenti per esperienza e
preparazione. Quindi, uno può avere una competenza di livello professionale anche
se in quel momento non sta svolgendo la professione.
Diciamo che l'idea forse era troppo innovativa, ma speriamo che in futuro possa
venire comunque riconsiderata; comunque era questo il senso della proposta.
Il senso degli altri tre subemendamenti è di permettere ai cittadini - questa volta ai
cittadini veri e propri, anche senza particolari competenze - di partecipare ed
intervenire perlomeno presentando le proprie opinioni e le proprie osservazioni
prima che questi progetti ricevano il parere della Commissione Edilizia. Per questo
motivo, ci sono tre diversi punti che vengono introdotti; il primo, quello relativo
all'ordine del giorno, non è semplicemente un voler intervenire nel dettaglio del
funzionamento, ma, se non viene reso noto con almeno 7 giorni d'anticipo - mi
sembra un tempo non tale da ingessare il sistema - quali progetti esaminerà la
Commissione Edilizia, è impossibile poi per i cittadini arrivare al momento buono
con le loro osservazioni. Quindi, il senso della trasparenza sull'ordine del giorno è di
permettere di intervenire a chiunque abbia delle osservazioni da fare prima della
trattazione. Quindi, forse è persino un termine troppo stretto, però chiaramente ci
siamo posti il problema anche di non ingessare il meccanismo.
Il subemendamento n. 3 aggiunge il diritto, esplicitamente riconosciuto a qualsiasi
cittadino, di inviare osservazioni, per cui si tratta di un invio di osservazioni che poi
la Commissione può prendere in considerazione o meno, può dire: "Questo non
capisce niente" o "Le respingiamo", piuttosto che "Ha delle buone idee", però
riconosce il diritto di inviare questo parere.
Il subemendamento n. 4 riconosce il diritto di audizione, quindi l'idea che un gruppo
di cinquanta cittadini si possa organizzare e chiedere che, quando c'è un progetto che
riguarda una specifica area della città - che presumibilmente è quella in cui abitano -,
vengano auditi. Quindi, questo permette, prima che la Commissione offra il proprio
parere, di farsi sentire ai numerosi Comitati di tutela e di preservazione delle aree che
stanno nascendo in giro per la città. Si vuole proprio evitare quanto invece succede
normalmente in questa città, cioè che, all'improvviso e senza preavviso, i cittadini si
vedono spuntare davanti un fungo di cemento e, poi, partono i Comitati, la raccolta
delle firme, le lettere ai giornali e, quindi, anche l'Amministrazione spesso si trova
ad inseguire il parere dei cittadini che, improvvisamente e all'ultimo momento
(quando magari ci sono già le fondamenta del palazzo), cominciano ad attivarsi.
Se, invece, ci fosse la possibilità di avere dei Comitati, che sono in contatto con la
Commissione e che possono presentare le osservazioni in anticipo, forse si
riuscirebbe a fare un lavoro migliore anche nell'esame di questi progetti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Siamo molto contenti della discussione che si è svolta in Commissione e mi dispiace
che non si sia valorizzato un punto. In questo momento in cui si parla tanto di
antipolitica, di trasparenza, di far fare un passo indietro ai politici e agli
amministratori sulle scelte di tecnici, vorrei che almeno ci facessimo tutti insieme un
plauso su quella che è stata una discussione in cui non c'è stata difesa della casta, c'è
stata una scelta condivisa di fare un pezzo di questa variazione di questo
Regolamento e in più si chiede alla Giunta di prendere una responsabilità importante,
che è quella di condividere con noi degli indirizzi.
Quali sono questi indirizzi? Oltre all'Ordine degli architetti e alla nomina del
Politecnico, noi potevamo scegliere di aggiungere, ad esempio, l'associazione
Design Industriale italiano o delle community di giovani architetti. Secondo me, la
scelta più giusta non è tanto individuare dal Regolamento quali saranno le future
figure, ma decidere tutti insieme che in quella pubblicazione del bando ci siano
finalmente delle caratteristiche che fino ad oggi non abbiamo visto in questa Città;
cioè solo un bando pubblico, una trasparenza diversa, un'evidenza pubblica può
garantirci che non siano i gruppi politici a scegliere dei professionisti. Solo il fatto
che possano aver lavorato uno, 2 o 3 anni, magari all'estero, può iniziare a far vedere
che anche in questa Città ci possono essere delle caratteristiche tecniche nuove. Solo
il fatto che siano dei professionisti diversi, nel senso che magari potremmo
valorizzare anche attraverso il bando l'uso delle tecnologie più innovative per il
risparmio energetico, potremmo scegliere insieme che abbiano caratteristiche di
design urbano e che, quindi, conoscano bene il tema dell'abbattimento delle barriere,
anche ambientali, che ci sono nei nostri quartieri.
Sinceramente, capisco lo spirito dei subemendamenti proposti dai Consiglieri del
Movimento 5 Stelle, ma vorrei sottolineare alcune cose, visto che non li voterò o,
almeno, non voterò favorevolmente; ogni cittadino ha il diritto - e su questo, forse,
sono anche un po' nel dubbio di votare contro, perché, in realtà, l'oggetto forse non è
neanche posto come diceva l'Assessore Curti - di mandare una lettera alla
Commissione, ma credo che in generale ce l'abbia dalla Costituzione. Se il tema è far
sì che ogni avviso pubblico sia più chiaro e trasparente, che l'ordine del giorno dei
lavori sia chiaro a tutti e visibile e che, quindi, ogni cittadino abbia la possibilità, in
qualche modo, di interloquire, in generale però vale il principio che ci siamo detti
nelle linee di indirizzo, cioè che questi strumenti devono essere favoriti, ma non si
può dire in un Regolamento che il cittadino ha un diritto che, di fatto, non viene
costituito da questo Regolamento; il fatto di scrivere ad una Commissione è, di per
sé, una cosa che è possibile, perché è prevista dalla nostra Costituzione.
Potremmo dire che, in qualche modo, viene orientato a far sì che abbia quel tipo di
strumento in più, però, sinceramente, io voterei contro l'idea, che è emersa dalla
Commissione, che ci deve essere il rappresentante dei cittadini (tra l'altro, magari a
caso, addirittura, come proposto nel subemendamento, estratto).
Stiamo parlando di altre cose, di competenze tecniche in cui probabilmente il
buongusto, l'arte ed il senso dell'architettura non sono sempre simili al gusto
popolare, però qui dovremmo ritornare indietro nella storia; non credo che
dovremmo mettere, come si diceva in Commissione, il rappresentante della massaia
di Voghera.
A parte che c'è questa strumentalizzazione sul fatto che ci sono i cittadini che, però,
hanno anch'essi le competenze tecniche: ma il professore del Politecnico non è un
cittadino? In quel caso, l'architetto non è un cittadino? Diverso è che si dica (e lo si
dirà nel bando) che quelle persone conoscano la città ed il contesto sociale, ma vorrei
sottolineare che anche nello studio dell'architettura c'è chi è più vicino
all'antropologia e chi è più vicino alla sociologia, per cui anche lì possiamo
indirizzare questo tipo di bandi. Allora, non cerchiamo di uscire dal problema: se
l'oggetto è che - ma bisogna dirlo - ci sono architetti che non conoscono il contesto
sociale che devono analizzare, dobbiamo lavorare su quello. Se ci sono dei designer
pubblici che non hanno mai lavorato sul contesto urbano, dobbiamo lavorare su
quello. È inutile che ci diciamo che il cittadino medio lo capisce meglio, perché non
è questo il punto.
Credo che, da una parte, bisogna dare sempre trasparenza e visibilità ai cittadini, per
cui, se vogliono, possono mandare le lettere, ma non siamo noi a dirgli che lo
possono fare, perché, grazie al cielo, lo dice la nostra Costituzione (anzi, grazie ai
Padri fondatori, il cielo c'entra ben poco); dall'altra parte, ribadisco che, finalmente,
la politica fa un passo indietro e spero che questi bandi avranno un'evidenza pubblica
migliore, ma su questo chiedo uno sforzo a tutta la Giunta per far sì che questo non
sia un provvedimento isolato.
Vogliamo fare un passo indietro, perché l'evidenza pubblica deve essere vista in ogni
suo aspetto: vale per le nomine, vale per i dirigenti di questo Comune, vale per i
Bassanini, vale per gli staff, può valere per tutto. Se riuscissimo a far permeare il
tema dell'evidenza pubblica in generale in questa città, tanti ci applaudirebbero. Lo
scorso anno, per fare un bando per i giovani che volevano prendere casa, si è fatta
un'evidenza pubblica e si è anche ricorsi all'estrazione, perché, ogni tanto, oltre
all'evidenza pubblica ci deve essere anche quell'aspetto.
Se andremo avanti in questo senso, credo che faremo del bene e lasceremo anche
all'antipolitica un pezzo di questa discussione positiva di questo tipo di Regolamenti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 1 all'emendamento.
Il parere della Giunta è negativo.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1
all'emendamento:
Presenti 31, astenuti 6, favorevoli 2, contrari 23.
Il subemendamento n. 1 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 1
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti
respinti, codificato con il n. .
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 2 all'emendamento.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 2
all'emendamento:
Presenti 31, astenuti 6, favorevoli 2, contrari 23.
Il subemendamento n. 2 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 2
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti
respinti, codificato con il n. .
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 3 all'emendamento.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 3
all'emendamento:
Presenti 33, astenuti 9, favorevoli 2, contrari 22.
Il subemendamento n. 3 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 3
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti
respinti, codificato con il n. .
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 4 all'emendamento.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 4
all'emendamento:
Presenti 33, astenuti 9, favorevoli 2, contrari 22.
Il subemendamento n. 4 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 4
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti
respinti, codificato con il n. .
È stato presentato il seguente emendamento dall'Assessore Curti:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento:
Presenti 25, astenuti 1, favorevoli 23, contrari 1.
L'emendamento è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 24, astenuti 1, favorevoli 23.
La proposta di deliberazione è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 24, favorevoli 24.
L'immediata eseguibilità è concessa.
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