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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 17 Ottobre 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 34

Comunicazioni del Sindaco su "Situazione CSEA".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame di un tema che è stato condiviso dalla Conferenza dei
Capigruppo di venerdì scorso. Comunico al Consiglio che, per quanto riguarda
questo argomento, erano state presentate due proposte di mozione (una dal
Consigliere Liardo e l'altra dai Consiglieri Curto e Grimaldi), ma sono state ritirate
proprio in relazione al fatto di permettere le comunicazioni del Sindaco su questa
materia e darci l'aggiornamento sulla grave situazione che sta condizionando i
lavoratori CSEA, peraltro in parte presenti in Aula.
Ricordo ai Consiglieri che, dopo la comunicazione del Sindaco, ciascun Gruppo
potrà intervenire per 5 minuti complessivi.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Prima di affrontare il problema di CSEA, vorrei dire al Consigliere Marrone che, da
quando sono Sindaco, questo tema l'ho posto più volte al Prefetto e al Questore e,
naturalmente, queste decisioni le concerto e le concordo con il Questore e con il
Prefetto. Sul tema della sicurezza sono assolutamente sensibile, anche perché nella
mia vita mi è capitato di fare il Ministro della Giustizia, quindi non mi deve spiegare
adesso che la sicurezza è importante, ne sono cosciente. Dopodiché, siccome è
importante, non è una materia di propaganda politica, ma va gestita con il dovuto
equilibrio e in accordo con coloro che, poi, devono esercitare concretamente gli
interventi, che sono le Autorità di Polizia. Quindi, con loro concordo e concerto ciò
che è necessario fare per garantire che la Città sia sicura e che i centri sociali non
siano fattore di turbamento della serenità e della vita della Città. Lo concordo con
loro, ma non vado a fare proclami; infatti, se andassi a fare proclami, metterei in
difficoltà anche il Prefetto ed il Questore.
Per venire alla questione CSEA, si tratta di una vicenda che, come tutti sanno e come
sanno i lavoratori che ci stanno ascoltando, si protrae da tempo. È una crisi che ha
investito in generale il campo della formazione professionale, non soltanto nella
nostra Città, negli ultimi anni e che, in particolare nella vicenda CSEA, ha
conosciuto un travaglio che si protrae da tempo. La situazione è resa più complessa
dal fatto che l'assetto societario di CSEA vede una pluralità di soggetti pubblici e
privati, alcuni dei quali, pur essendo per legge pienamente titolari della loro
partecipazione alla società, però negli ultimi tempi non hanno assunto alcuna
responsabilità di quelle che competevano loro e, anzi, spesso diventa addirittura
difficile reperire loro o i loro rappresentanti.
Pur in un quadro particolarmente complesso e difficile, l'Amministrazione Comunale
si è mossa, in particolare attraverso il Vicesindaco, mantenendo un rapporto
permanente con le Organizzazioni Sindacali, le Organizzazioni dei lavoratori di
CSEA e con le altre Istituzioni, che, naturalmente, sono altrettanto partecipi di questa
vicenda, in particolare la Regione Piemonte nella persona dell'Assessore Porchietto.
Abbiamo cercato e stiamo cercando di mettere in campo delle iniziative che
consentano di dare un esito ad una vicenda che si trascina da tempo, senza che sin
qui sia stata trovata una soluzione soddisfacente. In queste settimane abbiamo messo
in campo tre iniziative. La prima è quella di una lettera di patronage che la Città di
Torino ha emesso per il sistema bancario, in ragione tale che, attraverso questo
strumento, il sistema bancario fosse nelle condizioni di erogare le risorse finanziarie
necessarie a coprire il pagamento degli stipendi ai lavoratori di CSEA. Sulla base di
questa lettera di patronage, nei giorni scorsi - almeno questo mi dicono gli Uffici -
dovrebbero essere stati erogati gli stipendi di giugno e di luglio e dovrebbe essere
stata fatta una anticipazione di breve termine allo CSEA per la sua attività.
La seconda iniziativa su cui abbiamo lavorato e stiamo lavorando è quella di dare
alla società un Consiglio di Amministrazione che sia in grado di riprendere in mano
la situazione, di definire un progetto per il futuro di CSEA e che, quindi, sia in grado
di fare uscire il Consorzio dallo stato di paralisi in cui è. Abbiamo individuato i
rappresentanti della Città di Torino e, nelle prossime ore, procederemo alla nomina
di questi rappresentanti, fermo restando che il Consiglio di Amministrazione non è
composto soltanto da membri della Città e che dobbiamo fare i conti con un assetto
societario (che ho già richiamato all'inizio) nel quale alcuni soci non manifestano lo
stesso impegno che stiamo manifestando noi, per cui c'è una complessità e
farraginosità nel far funzionare gli organi societari data da questa difficoltà.
Detto questo, in ogni caso nomineremo tre nuovi rappresentanti con l'incarico
specifico di attivarsi immediatamente per avere un quadro cognitivo chiaro della
situazione di CSEA ed avanzare delle proposte per far uscire il Consorzio dall'attuale
situazione di crisi.
La terza iniziativa che abbiamo assunto, ed è in coerenza con questa seconda,
riguarda la richiesta e l'avvio della costituzione di un tavolo con gli altri Enti Locali
interessati che permetta di avere una strategia comune (concertata tra Comune,
Provincia e Regione) e che consenta agli Enti Locali di avanzare una proposta con
cui dare una soluzione a questa vicenda.
Si tratta di una vicenda obiettivamente complessa, non semplice, ma in ogni caso
l'Amministrazione Comunale è assolutamente consapevole che, da un lato, sono in
gioco i destini e le sorti di molti lavoratori e delle loro famiglie, che hanno bisogno di
ritrovare quelle certezze e quelle rassicurazioni che sono essenziali per la loro vita, e,
dall'altro lato, che CSEA costituisce ed ha costituito fin qui un pezzo significativo e
rilevante dell'attività di formazione professionale svolta dalla Città e dal sistema
degli Enti Locali e che, proprio in una fase di crisi economica e sociale, questa
attività di formazione assume un rilievo sociale ed economico anche maggiore. Per
cui, a maggior ragione, bisogna cercare di costruire una soluzione soddisfacente ed
adeguata, che permetta di dare certezze ai lavoratori di CSEA e, al tempo stesso, a
CSEA di riprendere la propria attività e di svolgere quella funzione sociale ed
economica, che un'attività di formazione professionale deve perseguire.
Questo è l'attuale stato dell'arte. Siccome, giustamente, il Consiglio Comunale è
sensibile - tutti i Gruppi lo sono - su questo tema, non ho alcuna difficoltà a dire che
l'Amministrazione è pronta a fornire ulteriori informazioni su questa vicenda ed in
relazione agli sviluppi che questa vicenda avrà.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Visto che credo nell'onestà intellettuale e non solo del Sindaco, il grande rammarico
è quello che il Sindaco non abbia… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei è
sicuramente bravissimo, però sto facendo alcune affermazioni e vorrei essere
ascoltato. Grazie, signor Sindaco. Stavo dicendo che, visto che credo nella sua onestà
intellettuale e non solo, mi dispiace che lei abbia fatto delle dichiarazioni che, poi,
sono rivolte al non cambiamento dei tre elementi del Consiglio di Amministrazione
del Comune, che, secondo me, alla fine, anche se non conosco, non hanno grandi
responsabilità. Mi dispiace veramente che lei non abbia partecipato alla
Commissione, perché è stata una riunione costruttiva. Non è stata una Commissione
di denuncia, ma, da parte di tutte le rappresentanze politiche (compresa la sua,
Sindaco), su un Consigliere autorevole - che per un soffio non ha fatto il Capogruppo
e di questo mi rammarico -, alla fine dell'Assemblea tutti i Gruppi Consiliari hanno
chiesto, ad alta voce, le dimissioni del Consiglio di Amministrazione, perché è da
vent'anni che il Consiglio di Amministrazione va avanti nella persona del suo
Amministratore Delegato Perone.
Non vorrei annoiarvi magari citando, come ho fatto in Commissione, dei dati ben
precisi ed alcune situazioni in cui il Consiglio di Amministrazione si è trovato
responsabile di spese inutili e di assunzioni dubbie, tant'è che ho chiesto una
Commissione di inchiesta e, adesso, qualche documento inizia ad arrivare. Non
voglio neanche entrare nel merito rispetto alla mia prima richiesta di
documentazione, quando mi sono sentito rispondere esattamente: "In relazione al
quesito di cui al punto 1, inerenti i rapporti di natura economica tra CSEA ed il
Comune di Torino, si comunica che a questa Direzione non risultano contributi o
altri rapporti di natura economica". Chi lo firma ha esattamente una serie di
determine di natura economica. E qui c'è già, oserei dire, della malafede, al punto
tale che l'indomani della Commissione mi sono finalmente arrivate le relazioni dei
tre Consiglieri che fanno parte del Consiglio di Amministrazione del Comune.
Non riesco a capire o, probabilmente, mi sfugge qualcosa: in un Consiglio di
Amministrazione, che è durato vent'anni, c'è stata tutta una serie di cose discutibili,
che hanno portato anche a dei sopralluoghi della Finanza (spese altissime di
ristrutturazione di uffici, affittati e poi lasciati, il personale che, addirittura, nella
misura del 50% non insegna, ma viene assunto ed è adibito ad altri ruoli, per cui
bisognerebbe controllare questi fatti); alla fine, quando tutti i Gruppi Consiliari
hanno chiesto le dimissioni, il Vicesindaco Dealessandri ha risposto che, in realtà,
non possiamo interferire sulle decisioni di un Consiglio di Amministrazione, che,
poi, in realtà il Comune di Torino ha una percentuale pari al 20%. Queste mi
sembrano veramente cose dell'altro mondo.
Signor Sindaco, considerando il fatto che i centri di formazione professionale non
sono un ramo d'azienda in crisi, ma in realtà i ragazzi non ci sono; anzi, le aziende ci
chiedono proprio la formazione professionale di questi ragazzi.
Perciò, in linea di massima, è una cosa che bisognerebbe incrementare, prevedendo
sicuramente un tipo di Consiglio di Amministrazione diverso, le cui spese vadano
nella direzione della formazione e non di cose che io ritengo strane (non ho paura di
dichiararlo, perché, comunque, sto raccogliendo delle documentazioni ben precise),
in modo che il Comune di Torino possa dire: "beh, andiamo avanti, vedremo di fare
quello che è possibile".
In realtà, cambieremo i tre elementi del Consiglio di Amministrazione, ma non la
testa, che è lì da vent'anni e che è stata protagonista di tutta una serie di fallimenti di
natura economica: c'è un buco di bilancio che è pauroso; adesso la Provincia coprirà,
poi magari copriremo noi, poi magari la Regione, in qualche modo, coprirà. Anzi, io
penso che la Regione non coprirà, perché la Regione (a parte che non ha competenze,
ma potrebbe anche, eventualmente, reperire i fondi) vuol vedere anche un
cambiamento ai vertici; cosa che, secondo me, stasera questo Consiglio non vuole
fare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
La vicenda CSEA è una vicenda travagliata, come tutti oramai abbiamo detto e
abbiamo constatato.
L'intervento del Sindaco è stato in parte chiarificatore, perché credo che, soprattutto
nell'ultima Commissione, all'unanimità sia stata chiesta la rimozione del
management, che credo sia la principale causa del cattivo andamento di CSEA
(diciamo così, perché non voglio usare altri aggettivi). Cioè è stata palese l'assenza
di un programma industriale, niente di costruttivo, se non l'esaltazione dell'ennesima
scatola vuota, riempita per cercare di colmare dei vuoti di ruolo.
E' importante che ci sia il rinnovo del C.d.A., è importante che vengano nominati i
tre Consiglieri del Comune, però, ripeto, come il Comune ha la forza di preparare
una lettera di patronage nei confronti delle banche, quindi vuol dire una forza
decisionale importante, credo che allo stesso modo poteva intervenire, in modo
decisivo, sul rinnovamento completo del management dell'azienda.
Cioè se la competenza è tale da poter arrivare alle banche e chiedere l'intervento
delle banche, credo che sia anche tale da intervenire sul Consiglio di
Amministrazione e dire: \"Okay, rimuoviamo un pezzo che, probabilmente…\" cioè
nessuno dice che ha fatto male da sempre, ma sicuramente negli ultimi tempi e per
una serie di motivi non è più riuscito a dare l'impronta giusta per rendere attiva
un'azienda importante, importante anche proprio per una questione di immagine di
tutte le Istituzioni.
Quindi, non mi prendo altro tempo, perché so che c'è anche qualche altro Consigliere
che è giusto intervenga e che ha seguito in prima persona questa vicenda. Ci
auguriamo, visto che si stanno affacciando altre realtà molto simili, che per lo meno
riusciremo a collaborare insieme, esattamente come abbiamo fatto con CSEA, perché
questo non avvenga più.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
La vicenda di CSEA speriamo non diventi una vicenda emblematica. È una vicenda
che racconta vent'anni di gestioni particolari; è una vicenda che probabilmente non
ha detto ancora fino in fondo tutto quello che dovrebbe; che però si incardina e vive
sulla pelle di 350 lavoratori che - lo voglio ricordare - non prendono lo stipendio
dallo scorso mese di maggio.
È una vicenda, signor Sindaco, su cui c'è stato veramente uno sforzo e un tentativo di
ricostruzione unitario all'interno della Commissione - e ringrazio i Colleghi
dell'opposizione -, proprio perché ci si è resi conto di quanto delicata sia questa
vicenda; devo dire che lo sforzo è arrivato anche a mettere insieme la Regione, la
Provincia, il Consiglio Comunale di Torino, con giudizio unanime, in un momento
difficilissimo.
CSEA è una società consortile, tendenzialmente senza scopo di lucro, ma è una
società in cui il privato e il pubblico si dovevano incontrare per rappresentare la
frontiera della formazione professionale. Questo era lo scopo di quel modello
gestionale, che oramai è stato completamente tradito dai fatti, perché in CSEA
troviamo un pubblico al 39% (20% il Comune di Torino e 19% altro pubblico), ma
poi ci troviamo la parte di privato che privato non è, perché la IBIS è una società in
liquidazione al 12,6% ed è, di fatto, la società che ha come unico scopo il fatturare, a
CSEA stessa, il compenso dell'amministratore delegato, di proprietà delle figlie dello
stesso. E' un privato, ma nei fatti non rappresenta e non giustifica più quella forma
statutaria per cui era stata pensata CSEA. Esattamente come i tre quarti della
compagine privata, che di fatto è vuota nell'essenza. Stiamo parlando di società o in
liquidazione o che svolgono, sostanzialmente, fanta-attività, perché non hanno
personale. Questo lo dice la Camera di Commercio di Torino.
Soprattutto CSEA è in una situazione dai bilanci incomprensibili, cosa che abbiamo
provato a ricostruire, ma non c'è stata data l'opportunità, perché CSEA in questo
momento si trova con un indebitamento stabile dal 2005 a venire avanti (o almeno
così è scritto a bilancio); peccato che gli oneri finanziari iscritti nello stesso bilancio
si siano praticamente raddoppiati. Chiunque si occupa, purtroppo, di queste vicende
sa che quello può essere un indicatore di uno stato di salute della società diverso da
quello iscritto a bilancio.
Devo anche dire che i fatti degli ultimi giorni ci fanno temere questa cosa, perché a
fronte dell'arrivo di circa 3 milioni di Euro dalla Provincia di Torino, che non sono
frutto del nostro patronage, che è stato un atto importante e che speriamo possa
quanto prima rappresentare una ulteriore boccata di ossigeno per quell'azienda, dove
gli stipendi pagati sono solo uno - metà giugno, che non era stato saldato, e metà
luglio - e neanche uno intero, perché mancano i soldi IRPEF e tutto il completamento
dello stipendio stesso. Questo fa temere ancora una volta una situazione economico-
finanziaria dell'azienda più grave di quella che i vertici vogliono rappresentare.
Per questa ragione si pone un'enorme questione di credibilità dei vertici stessa, una
questione che è stata posta da tutte le forze politiche all'interno della Commissione.
Lo voglio dire con chiarezza, si tratta di una questione enorme, una questione che
punta più sull'Amministratore delegato che sul Presidente, in quanto il Presidente si
è anche reso disponibile a fare un passo indietro, da un lato, e a seguire una fase di
emergenza. Una questione, Sindaco, che affonda profondamente all'interno della
gestione dell'azienda: non esiste azienda in crisi che non possa risollevarsi se non
attraverso il rapporto con i propri dipendenti. Bene, l'altro giorno il Presidente di
CSEA ha incontrato le rappresentanze sindacali e il responsabile del personale non è
stato ammesso all'incontro, perché non c'è più nessun rapporto fiduciario tra quel
responsabile del personale e il personale di CSEA stessa.
Lo dico con molta chiarezza ed onestà, anche rispetto alle cose che ci sono state dette
in Commissione. Vito Mauro, durante la Commissione, dichiarava che lo stipendio
dell'amministratore delegato Perone è uno stipendio iniziale di 90.000 Euro,
ultimamente ridotti di un quarto. Mi spiace dirlo, ma da documentazione in nostro
possesso, lo stipendio di Renato Perone, presumibile da copie di fatture di cui siamo
arrivati in possesso, era tra i 220 e i 270.000 Euro, per cui tre, quattro volte superiore
a quello che è stato detto in Commissione. Non solo: lo stesso Presidente diceva che
il Consiglio di Amministrazione ha sospeso i propri emolumenti; questo risulta vero,
però ci risulta anche - ma le ripeto, Sindaco, non abbiamo purtroppo gli elementi di
trasparenza necessari per poter verificare questa cosa, anche perché gli emolumenti
vengono pagati attraverso fatturazioni e non iscritti a bilancio, a differenza di quello
che è stato detto dai vertici di CSEA - che un membro del Consiglio di
Amministrazione, il signor Granito, ha per esempio goduto di una consulenza da
CSEA Med, società collegata a CSEA stessa, basta andare sul sito. Un altro membro
del Consiglio di Amministrazione, il signor Vogogna, risulta avere avuto una
consulenza sulle gare d'appalto per gli immobili CSEA, per cui indirettamente - qui
arriviamo a una questione nota, purtroppo - ha avuto emolumenti da quel Consiglio
di Amministrazione.
Per questo, Sindaco, credo che si ponga un'enorme questione sulla credibilità dei
vertici CSEA. Noi abbiamo fatto delle cose e altre ne dovremmo fare; io chiedo alla
nostra Amministrazione, alla nostra maggioranza di avere coraggio su una vicenda
delicatissima, che secondo me rappresenta un archetipo di quello che possono essere
alcuni modelli di gestione di aziende che ormai rischiano di non stare più a mercato,
ma che hanno un grandissimo patrimonio, in valore umano e in sfida sociale.
Io chiedo alla politica, a questo Consiglio, a lei Sindaco e alla nostra maggioranza
una posizione chiara sulla sfiducia ai vertici CSEA; chiedo una rapida composizione
del C.d.A. che si riunirà il prossimo giovedì, perché qualunque sfiducia passa
attraverso un atto formale; chiedo rapidamente - come abbiamo chiesto insieme in
Commissione - una "due diligence" sui conti dell'azienda e ricordo a tutti (e questa
credo che sia la sfida più importante) che il problema di CSEA non è soltanto il
problema importantissimo di quei 350 lavoratori; il problema di CSEA è una delle
poche leve pubbliche per aggredire e affrontare il tema della crisi, per dare una
speranza ai giovani che oggi cercano una collocazione all'interno del mercato del
lavoro.
C'è un'ultima cosa che mi preme sottolineare, perché credo che abbia una grande
importanza: è una lettera che scrive un dipendente di CSEA, che credo sia giusto
lasciare anonimo…

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere. Sta sforando di due minuti.

CURTO Michele
Le chiedo ancora trenta secondi. La lettera dice: "La carenza della strumentazione,
innanzitutto tester, cacciavite, forbici, filo elettrico e tutto il materiale di consumo
che un elettromeccanico può usare. Difficile è coinvolgere una classe già difficile per
problemi dei singoli allievi, che prendono sottogamba l'importanza della scuola; a
questo aggiungiamo l'assenza dell'attrezzatura per tradurre in pratica ciò che viene
spiegato in teoria. Per i frigoristi il discorso è ancora peggiore: l'assenza dei normali
strumenti di lavoro e di sicurezza, guanti e pinze; la mancata di attrezzature
adeguate..."

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Le devo chiedere di concludere.

CURTO Michele
"...le fruste di collegamento fra il gruppo e le bombole, tre fruste da 30 Euro l'una; le
pinze, gli attrezzi per lavorare i tubi di rame, tagliatubi e piegatubi; un solo cannello
per saldare; l'assenza di secchi dell'acqua in cui spegnere il cannello in caso di
pericolo e per raffreddare i tubi saldati".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Abbia pazienza, Consigliere. Io capisco l'esigenza di...

CURTO Michele
Questa, purtroppo, è oggi la situazione di CSEA. Riprendiamola in mano e diamo un
futuro a quell'azienda e ai nostri giovani.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Chiedo sempre il rispetto dei tempi del Regolamento, salvo eccezionalità. Perché se
l'eccezionalità diventa consuetudine, non va più bene ed è anche poco rispettoso nei
confronti degli altri Colleghi… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, in
questo caso era a vostro favore.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Io onestamente sono basito, nel senso che siamo arrivati in Aula aspettandoci che
venisse detta una cosa sola dal Sindaco; la chiedevano tutti: i Gruppi consiliari di
minoranza, di maggioranza, i lavoratori là sopra, l'Assessore regionale, la Città. Ci
aspettavamo che il Sindaco ci dicesse che ha dato mandato a queste tre persone
nominate di sfiduciare l'amministratore delegato, di dare il via tutti insieme a una
due diligence. possibilmente fatta da qualcuno di esterno, non un ex Assessore di
qualche Giunta precedente e di trovare una soluzione diversa per il futuro, con
diversi soci. Questo era quello che tutti volevano sentir dire, perché lo abbiamo detto
tutti in Commissione, compreso il gruppo del Partito Democratico.
Io non capisco a che gioco stiamo giocando; non voglio ripetere tutte le cose che
sono state ben dette fin qui dagli altri Consiglieri di opposizione e di maggioranza,
con cui abbiamo collaborato su questo caso, sulla cattiva gestione del passato, sul
fatto che bisogna anche capire dove sono finiti tutti i soldi, che con grande
profusione gli Enti pubblici, per quindici, vent'anni hanno versato in questa scatola.
Però se un Amministratore delegato viene in Commissione a dire che tutto sta
procedendo secondo i piani di ristrutturazione industriale e non paga gli stipendi da
tre mesi, questo mi preoccupa. Questa persona non è in grado di gestire questa
azienda e non è in grado di portarla fuori dalla crisi in cui si trova.
Noi come cittadini, non solo come amministratori, non possiamo pensare di
continuare a mettere dei soldi dentro questa scatola e farli gestire a queste persone,
che già ne hanno sprecati così tanti. Non possiamo.
A tutti succede di fare una società con dei soci privati - come giustamente ha detto
anche il Consigliere Curto, bisogna poi capire quanto esistono veramente - che, ad un
certo punto, non vanno più bene, perché per qualunque motivo non sono più i soci
adatti, non c'è più la fiducia reciproca e non sono più in grado di essere dei buoni
soci; in questo caso si studia qualcosa e si liquida dicendo: "Ragazzi, non facciamo
più la società insieme; negoziamo un'uscita, costruiamo qualcos'altro con degli altri
soci privati, se si vuole continuare con questo modello". Come cittadino, io sono
veramente preoccupato dall'idea che adesso la Regione metta altri 7-8 milioni di
Euro in una scatola di cui non si capisce quanto sia indebitata e come venga gestita.
E' un rischio enorme.
Quindi, vorrei veramente capire a che gioco stiamo giocando, perché mi sembra che
abbiate confessato che non avete nessuna intenzione di risolvere il problema, che si
spera di andare avanti, di aggiustarsi ancora un po', su una situazione che va avanti
da tre anni in questo modo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora
sentiamo qualcos'altro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
La verità è che qualcuno ha mangiato i soldi; qualcuno mi quereli, così almeno si va
in Tribunale e magari discutiamo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No,
state tranquilli. Qui qualcuno ha mangiato i soldi; sono stati buttati via tanti soldi,
troppi e bisognerebbe avere il coraggio di dire che qualcuno ha mangiato i soldi;
azzeriamo quantomeno… Lasciamo perdere. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, mi lasci parlare, per cortesia; querelatemi, ma lasciatemi
parlare.
Abbiamo il coraggio di dirlo che non vogliamo intervenire; azzeriamo almeno la
situazione e poi interveniamo bene, duramente, togliendo le persone che hanno
sbagliato, che hanno lavorato con leggerezza, con incapacità: non voglio andare
oltre. Presidente, abbiamo il coraggio di dirlo.
Allora facciamo questo se vogliamo fare un servizio ai cittadini, a chi ha bisogno di
lavoro. Facciamo quel servizio, maggioranza e opposizione insieme. Non c'entra
niente quello, non c'entra niente. Proviamo a fare questo, se vogliamo; altrimenti
tutto il resto è tutta fuffa, tutte parole al vento, non serve a niente e lo sappiamo
perché è un film che abbiamo già visto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Senza retorica, io vorrei ringraziare il Sindaco per questa comunicazione, perché a
fronte della situazione di CSEA - che ha visto una foltissima rappresentanza di
lavoratori per giorni interi davanti al Municipio, con persone che facevano anche lo
sciopero della fame e che hanno sospeso la loro azione di protesta proprio a seguito
di un incontro con il Sindaco -, possiamo dire che la fiducia riposta nella persona del
Sindaco, da parte di queste lavoratrici e di questi lavoratori, è enorme.
Quindi, credo che la comunicazione che è stata fatta oggi in Aula abbia esattamente
questo tipo di rilievo, cioè sancire il principio che questo problema è anche dei
massimi vertici della città, che si adoperano per trovare una soluzione.
Ora, molto brevemente, le cose che diceva il Sindaco evidenziano una grandissima
preoccupazione, perché oggettivamente mi pare che abbia detto questo, che non può
essere fugata dal semplice riconoscimento che il Comune di Torino, in quanto socio
maggioritario, da solo non sia in grado di fare delle azioni, ma che ci si deve
spendere nella direzione, intanto, di avere un piano industriale vero, che risolva un
problema importantissimo, che è quello che si continua a produrre deficit.
Infatti, ad oggi, noi sappiamo che in mancanza di scelte di rilievo nei confronti dei
rapporti con il sindacato e con le lavoratrici e i lavoratori, il rischio è che i lavoratori
si dividano e che non si facciano delle scelte che vadano, in modo concertato, a
capire come risolvere il problema di spese e conti che non sono in regola e che
continuano a produrre deficit. Questa, secondo me, è una delle prime questioni da
vedere e in questo senso io apprendo, dalle cose dette dal Sindaco, che si è pronti alla
nomina del C.d.A..
Il gruppo PD, incontrando una delegazione di lavoratrici e lavoratori in sciopero, si
era fatto carico di chiedere al Sindaco l'azzeramento dei vertici, cosa che poi noi
abbiamo confermato anche in Commissione. Infatti, il Consigliere Tricarico, anche a
seguito dell'audizione, aveva chiesto l'azzeramento, vista la mancanza del rapporto
di fiducia in particolare con l'amministratore delegato. Anche in Commissione era
stata ribadita la necessità di prendere un provvedimento, in quando soci, che ci
mettesse nella condizione di dire che era venuto a mancare il rapporto di fiducia.
Quindi, non soltanto la solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori da parte del nostro
Gruppo, ma anche una richiesta di approfondimento e di chiarimento che permetta di
trovare quelle soluzioni. Certamente il Tavolo interistituzionale è importante, così
come la lettera di patronage, per definire questa presenza nel Consiglio di
Amministrazione, che porti, però, ad avere un mandato preciso, che è quello di
superare l'attuale dirigenza e avere la due diligence, perché è chiaro che ci sono i
problemi sui conti.
Non si riesce a capire come si siano potute fare delle scelte su alcune consulenze che
ancora vengono date in questa fase, in modo che ai lavoratori e alle lavoratrici, oltre
ai due mesi di mensilità, si possa dare tutto ciò che deve essere dato, perché oltre al
patronage, che ha permesso di sbloccare delle situazioni, sono arrivati anche i soldi
della Provincia.
Quindi, io credo che si debba chiedere, al più presto, il piano industriale e delle scelte
precise, che vadano verso il superamento dell'attuale dirigenza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, al Sindaco.

SINDACO
Io mi scuso con il Consigliere Bertola se ho reagito, ma non si può fare la
discussione attribuendo delle cose che nessuno ha detto. Cerchiamo di essere seri tra
di noi, non c'è nessuno in questa Sala che sottovaluta la gravità di questa situazione e
non c'è nessuno che sostiene che va bene così, perché se andasse bene così non ci
sarebbe bisogno di discuterne qui, e non è la prima volta che ne discutiamo: ne
abbiamo discusso altre volte in Consiglio e lo ha esaminato la Commissione.
Io ho detto che, per quello che mi riguarda, il sottoscritto, la Giunta e il Vicesindaco
siamo a disposizione per dare ulteriori elementi di informazione al Consiglio, man
mano che questa situazione evolverà, perché siamo preoccupati per la sorte del
consorzio, per il destino dei lavoratori e stiamo lavorando per cercare una soluzione.
Senza farla tanto lunga, ci sono tre obiettivi su cui ci stiamo concentrando: 1) fare in
modo che siano messe a disposizione le risorse per pagare gli stipendi dei lavoratori
del CSEA; 2) fare in modo che il CSEA riprenda i corsi, perché se il CSEA non
riprende a fare i corsi, la crisi si aggrava ancora di più; quindi, riprenda l'attività di
formazione per cui il Consorzio è stato costituito; 3) fare un piano di rilancio.
Questi tre obiettivi sono il mandato che noi diamo ai tre nuovi amministratori che
nomineremo e per realizzare questi obiettivi, come membri del Consiglio di
Amministrazione, hanno la responsabilità e la discrezionalità di chiedere e di
proporre tutto ciò che è necessario al perseguimento di questi tre obiettivi, compreso,
se non viene presentato un piano credibile da parte di chi oggi ha la responsabilità
della società, di chiederne il cambio e di chiedere che ci sia una nuova guida della
società.
Tuttavia, sottolineo il fatto che quando si è soci di un qualsiasi Ente al 20%, hai un
potere di intervento che è dato dalla tua forza di azionista. Poi puoi mettere in campo
anche della moral suasion, perché sei il Comune di Torino, perché fai giocare le
istituzioni… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto, difatti l'abbiamo
verso le banche. Ma sono due cose diverse: un conto è quello che tu puoi ottenere a
norma del Codice Civile; altro è quello che tu puoi realizzare in termini di moral
suasion.
A norma di Codice Civile, chi ha il 20% conta per il 20% e gli atti che può mettere in
campo sono quelli che gli derivano dalla titolarità di quel peso azionario. Poi, sul
piano della moral suasion, noi siamo già intervenuti più volte nei confronti di chi
guida la società chiedendo che ci sia l'assunzione di provvedimenti ben diversi da
quelli che sono stati adottati, compresa la richiesta di favorire un ricambio della
guida del Consorzio, facendo un passo indietro.
Ma queste sono richieste che noi facciamo in termini politici e istituzionali. Possiamo
fare di tutto perché avvenga, ma non è che puoi andare in Consiglio di
Amministrazione e col 20% determini le decisioni di un Consiglio, che tra l'altro è
perfino complicato da riunire, perché alcuni di quelli che detengono una parte del
pacchetto azionario non si presentano o si presentano con dei rappresentanti che
vengono lì puramente in termini formali e non si assumono nessuna responsabilità.
Vorrei che fosse chiaro che c'è una situazione complessa, sennò non saremmo qui.
Dopodiché, io vorrei assicurare tutti i Consiglieri intervenuti che è preoccupazione di
questa Giunta cercare di arrivare a una soluzione positiva per la vicenda del CSEA.
Si tratta di una vertenza che ci impegna da tempo, sulla quale siamo impegnati a
seguirla giorno per giorno, per costruire delle soluzioni che, ripeto, da un lato
tutelino i diritti dei lavoratori e, dall'altro, consentano al Consorzio, alla sua attività
di formazione professionale, di non venire meno in un momento in cui la crisi
economica e sociale ci consiglia invece di rafforzare azioni e iniziative di
formazione, come quella che il CSEA esercita.
Questo è quanto e su questo fronte voglio assicurare tutti che c'è un impegno pieno
della Giunta e di chi rappresenta la Giunta in questa vicenda.
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