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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104157/002, presentata in data 20 luglio 2011, avente per oggetto: "Stato e vivibilità del Parco Dora" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Ripercorro velocemente la narrativa di questa interpellanza, che, tra l'altro, a beneficio del Consiglio Comunale, ricalca già una discussione svolta all'interno di quest'Aula in occasione della presentazione di un'interpellanza dal contenuto analogo, già proposta dai Consiglieri Appendino e Bertola del Movimento 5 Stelle, e mi permetto anche di contestare nel merito, punto per punto, alcune considerazioni fatte in narrativa, per poi andare a fornire le risposte. Gli interpellanti dicono che numerosi cittadini espongono lamentale sulla cementificazione del Parco. A questo proposito, è bene rammentare che la progettazione del Parco Dora, fin dallo studio di fattibilità, faceva riferimento ed è stata basata su due principi fondamentali. Il primo era quello di non rimuovere, se non in minima parte, le strutture interrate in cemento armato esistenti - questo, naturalmente, per un contenimento dei costi, che, altrimenti, sarebbero stati superiori a quelli necessari alla realizzazione del Parco stesso -; l'altro presupposto di fattibilità era non ricoprire le strutture conservate con terra agraria recuperata in loco e, in particolare, naturalmente, non ricoprire le strutture in cemento armato preesistenti, sistemandole così ad area verde e compromettendone eventualmente delle altre. Questi due aspetti, quindi, hanno generato nel Parco alcune situazioni che, naturalmente, vedono oggi le superfici pavimentali raggiungere grandi dimensioni. Ciononostante, queste superfici sono perfettamente integrate e destinate a specifiche attività sportive e ricreative e, tra l'altro - frequentando il Parco, voi lo saprete sicuramente molto bene -, sono particolarmente frequentate, molto più delle aree prative ed alberate. Quindi, l'attuale percezione del Parco oggi è particolarmente distorta, da un lato perché le aree immediatamente disponibili sono prevalentemente queste, cioè quelle caratterizzate da una forte disponibilità di territorio non a prato; dall'altro canto perché mancano ancora all'appello le parti che verranno prossimamente liberate, che sono la parte nord del comprensorio Vitali, il lotto Mortara, il lotto Michelin, che invece sono tutti fortemente caratterizzati da grandi superfici prative ed alberate, senza tra l'altro soluzioni di continuità. Gli interpellanti ancora aggiungono: "L'area giochi presente sul lato Via Costaguta è soleggiata tutto il giorno e non presenta alcun riparo come alberi o strutture che rendano possibile la fruibilità della struttura". È vero in parte, perché l'area giochi della zona Valdocco del Parco Dora (se è questa l'area - ma penso di sì - di cui si parla nell'interpellanza) è circondata da fitti alberi. Questi alberi rappresentano quasi un bosco (mi verrebbe da dire) e quando raggiungeranno un certo sviluppo assicureranno la giusta ombreggiatura che, oggi, per ovvi motivi, ancora non c'è perché le piante sono assolutamente giovani. Come ovviamente succede in tutti i nuovi parchi, là dove vengono piantumate le piante giovani, bisogna avere la pazienza di attendere che queste crescano per poter offrire la giusta ombreggiatura. In ogni caso, mi è utile condividere con voi l'informazione che, comunque, quest'area giochi è molto frequentata. I Consiglieri aggiungono: "Le alberate presenti sono prive di adeguati sistemi di irrigazione". Sono costretto, purtroppo, a contestare anche questo, perché tutti gli alberi del Parco Dora sono adeguatamente irrigati attraverso un sistema ad ala gocciolante interrato. Si tratta di una subirrigazione che, essendo appunto "sub", non è visibile e quindi posso comprendere il motivo per cui abbiate immaginato un'inadeguatezza rispetto all'irrigazione di quelle piante; questa inadeguatezza, però, non c'è, perché le piante sono irrigate sotto terra attraverso questo sistema interrato, che, tra l'altro, permette di fornire direttamente alle radici dell'albero la giusta quantità d'acqua, garantendo, quindi, una non dispersione nel terreno. A testimonianza della bontà di questo sistema di subirrigazione, segnalo che nell'area Valdocco su circa 320 alberi che sono stati piantumati, attualmente, trascorso quindi poco più di un anno, risultano soltanto due le fallanze e tra breve, naturalmente, con la stagione favorevole si andrà a provvedere al reintegro. Ancora i Consiglieri dicono: "È presente una collina di terra che contiene rifiuti altamente inquinanti risultanti da vecchie lavorazioni, che provocano irritazioni". Purtroppo, sono costretto a contestare anche questo, perché nell'ambito del Parco Dora attualmente è previsto un deposito temporaneo di terre e rocce da scavo provenienti prevalentemente dal Passante Ferroviario, come voi indicate. Tale materiale proviene da un sito non sottoposto a procedimento di bonifica. Il materiale scavato e depositato temporaneamente è, comunque, analizzato; tali analisi restituiscono valori conformi alla normativa vigente. Tutti i dati relativi a questo materiale, tra l'altro, sono reperibili presso l'Ufficio Gestione Terre e Rocce da scavo del Settore Ambiente e Territorio. Terminata la realizzazione del tunnel, quindi terminato il trasferimento delle terre e delle rocce, questa parte naturalmente sarà utilizzata per i lavori di rinterro e parte adeguatamente smaltita. In ogni caso, ci tengo a dire che non si tratta di terreni inquinati. Nel lotto invece denominato Valdocco Nord, lungo Corso Mortara, è stoccata parte del terreno proveniente dalle aree dove è stato realizzato il Parco Dora. Tale sito, a differenza del precedente, è stato sottoposto a procedimento di bonifica e ha visto l'approvazione di un processo di bonifica per fasi. Attualmente, le opere per la realizzazione del Parco sono in ultimazione ed anche quelle per la bonifica. Voi sapete che i procedimenti di bonifica devono essere autorizzati e condivisi con l'Ente competente, che è la Provincia di Torino, e così è stato fatto. La bonifica, in parte, è stata realizzata mediante la rimozione e smaltimento del terreno contaminato, in parte mediante la separazione fisica del terreno in posto con teli di tessuto non tessuto, ricoperto da suolo conforme per una potenza di almeno 50 centimetri, e in parte sarà condotta con tecniche di Phytoremediation, trattamento così chiamato che garantisce la respirazione del terreno. In specifico, il terreno stoccato nel lotto Valdocco Nord sarà bonificato con tali metodologie consistenti in un'estrazione dei contaminanti, in questo caso metalli, ad opera di specie vegetali ed arboree, tramite l'assorbimento radicale. In attesa dell'impianto delle specifiche arboree il terreno è inerbito. Non risulta, quindi, presenza di rifiuti. In ogni caso, l'intera area è stata sottoposta ad indagini ambientali nell'ambito del procedimento più ampio di bonifica. Quindi, posso confermare che nel terreno non sono contenute sostanze volatili e che non ci sono sostanze eventualmente irritanti. Comunque, l'area non è aperta al pubblico, per cui, se vengono evidenziate attività inquinanti che, addirittura, producono irritazioni, in ogni caso i fattori inquinanti non possono pervenire da quell'area, anche perché in questo momento non è neanche accessibile. Si specifica inoltre che il procedimento di bonifica prevede la compartecipazione di altri Enti di controllo, come citavo prima, sicuramente la Provincia di Torino e l'ARPA Piemonte, al fine di giungere all'approvazione del progetto complessivo di bonifica. Quindi, queste sono le varie fasi delle quali, ovviamente, sarete aggiornati. Avremo un epilogo, una conclusione della bonifica quando tutti gli Enti preposti, oltre al Comune di Torino, la Provincia e l'ARPA, contestualmente avranno analizzato che la bonifica sarà avvenuta. I Consiglieri interpellanti aggiungono: "A precedenti segnalazioni della cittadinanza sul tema degli odori e degli effetti nocivi non sono state fornite risposte". Naturalmente, anche in questo caso devo smentire, perché, a seguito di segnalazioni apparse sia sulla rubrica "Specchio dei tempi" del quotidiano La Stampa sia pervenute direttamente al nostro Assessorato, dalla data 21/07/2010 si è provveduto ad effettuare diversi sopralluoghi. In particolare, nella stessa data del 21/07/2010, alle ore 10.15, si sono recati sul posto due tecnici del Settore Ambiente e Territorio che non hanno percepito particolari miasmi ad esclusione dell'odore proveniente dalla pavimentazione in bitume che in quel momento veniva realizzata (fenomeno che, peraltro, è facile riscontrare quando nei periodi estivi o comunque di forte insolazione le superfici asfaltate raggiungono elevate temperature). Altre osservazioni degne di nota non sono state evidenziate. Quindi, sia tutte le segnalazioni pervenute al nostro Settore sia quelle condivise a mezzo stampa, in particolare quelle citate in "Specchio dei Tempi", hanno sempre visto una risposta da parte dell'Amministrazione. Rispetto invece al primo punto dell'interpellanza, in cui si chiede "se il Sindaco e l'Assessore siano consapevoli del problema, che suggerisce l'urgenza di un intervento straordinario sull'area", a fronte anche delle cose che ho detto, c'è la consapevolezza e si ribadisce ancora una volta come sul Parco Dora sia già stato espletato un procedimento di bonifica. Al punto 2 si chiede "se l'Amministrazione abbia in previsione, entro quali date e con quali fondi, un piano di recupero dell'area...". A tale proposito, il Parco Dora presenta, nelle diverse aree su cui si sviluppa, molteplici spazi dedicati al gioco e alle attività sportive libere. Taluni, come nell'area Vitali, sono ombreggiati, grazie alla presenza di strutture industriali conservate ed integrate nel Parco; altri, come già specificato, sono ombreggiati grazie alla piantumazione di numerosi alberi, attualmente di dimensioni consone a favorirne l'attecchimento. C'è una specifica in più sulla piantumazione. La piantumazione di esemplari di pronto effetto, oltre che costosissima - per "pronto effetto" intendiamo quelle piantumazioni che possano garantire e soddisfare quelle esigenze di cui gli interpellanti parlano e quindi, ad esempio, l'adeguata ombreggiatura - presenta molti problemi di attecchimento e gestione. Solitamente, infatti, è riservata a giardini storici, già affermati, e non a parchi pubblici di nuovo impianto. Quindi, è stata presa anche in considerazione la possibilità di andare a piantumare immediatamente delle piante di grandi dimensioni, ma in questo caso non è possibile farlo. All'ultimo punto chiedono gli interpellanti "se siano state fatte analisi delle sostanze probabilmente chimiche - dicono gli interpellanti - presenti nell'area e siano previsti, entro quale data e con quali fondi, piani non solo di riqualificazione, ma anche di bonifica". A tale proposito, la progettazione dell'area Spina 3, sia della parte costruita sia di quella destinata a parco pubblico, fin dagli studi preliminari è stata corredata dai necessari progetti di bonifica previsti dalla normativa in materia. Assolutamente inderogabili i progetti di bonifica, approvati con specifiche Conferenze di Servizi dagli Enti preposti, risultano agli atti del Comune e sono comunque consultabili (se ne venisse formulata richiesta, naturalmente vedrebbe soddisfazione da parte dell'Assessorato competente). In particolare, durante la realizzazione del Parco o opere propedeutiche, gli inquinanti presenti nel terreno, a seconda di quanto prescritto nei citati progetti di bonifica, sono stati rimossi o messi in sicurezza, al fine di evitare qualsiasi rischio per gli utenti. In sintesi, questa nota, che naturalmente vi fornisco e che mi viene in modo compiuto fornita dal Settore, evidenzia come sia particolarmente necessario ed opportuno condividere con la cittadinanza che l'Amministrazione sta facendo tutto ciò che deve fare al fine di garantire, nell'interesse naturalmente della salute dei cittadini, le bonifiche già preventivamente immaginate e condivise con gli Enti preposti. Non abbiamo ancora la totalità del Parco a disposizione, quindi non possiamo ad oggi giudicare in termini di gradimento e di partecipazione la bontà del progetto. Le aree ad oggi disponibili sono prevalentemente poco verdi, quindi questo naturalmente caratterizza fortemente la percezione, dal mio punto di vista, distorta - fintanto che non verrà completato il progetto - dello stesso Parco. In ogni caso, tutte le terre e rocce da scavo presenti, sia quelle già utilizzate sia quelle che verranno impiegate sia quelle ancora visibili nei lotti ancora non conclusi, sono oggetto di analisi e di attenta valutazione da parte dei nostri Settori. Quindi, in ogni caso, a fronte anche di questa scheda tecnica che, come dicevo prima, metto a vostra disposizione, mi sento di poter escludere qualunque presenza di materiale inquinante e di garantire che tutte le analisi e le osservazioni del caso vengono compiutamente fatte dai nostri Settori. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Ringrazio l'Assessore per l'esaustiva risposta e, se mi è concesso - ma non è assolutamente una polemica, ci mancherebbe altro -, inviterei l'Assessore Lubatti a prendere atto di come l'Assessore Lavolta risponde alle interpellanze, in quanto lui ha analizzato l'interpellanza dal "Considerato che", quindi con estrema attenzione. Quindi, faccio sicuramente i complimenti all'Assessore Lavolta per la competenza con cui risponde. È doveroso farglieli. L'Assessore Lubatti, invece, le premesse dell'interpellanza non le legge perché non gli interessano. Comunque, detto questo, è stato esaustivo. Ci terrei, chiaramente, a vedere il discorso analisi riguardanti le bonifiche. Ho avuto la sfortuna di lavorare per un po' di tempo nell'ambito delle bonifiche e so che i terreni ex industriali necessitano di carotaggi importanti, a profondità importanti, per evitare che si vadano ad inquinare eventuali falde del substrato e sono molto dispendiosi. Quindi, se ci fosse la possibilità di poter verificare queste analisi, sarebbe interessante anche per tutta la Commissione. Abbiamo avuto modo di fare un sopralluogo nel Parco - mi sembra ai primi di settembre, ma non vorrei dire una data sbagliata - e abbiamo potuto verificare che c'è veramente tanto cemento e poco verde a disposizione, sia dei bambini che degli anziani; se aspettiamo che quelle piante diventino adulte, i bambini andranno lì a baciare le fidanzate da soldati e i vecchietti non ci andranno più, perché i tempi sono lunghissimi. Spero che per le altre parti ancora da preparare ci sia la possibilità magari di pensare a piante che crescano un attimino più velocemente e che diano in tempi abbastanza rapidi la possibilità di avere zone d'ombra. Ci sono poi tutte le vasche su Via Nole - che qui non sono citate, ma ci tenevo ad indicarlo -, che sono delle bellissime vasche che danno l'idea dell'archeologia industriale, eccetera, all'interno delle quali però l'acqua è veramente maleodorante, putrefacente, ferma. Piuttosto che tenere delle vasche in quelle condizioni, considerando che, comunque, i bambini si avvicinano per giocare, sarebbe utile trovare una soluzione, magari con delle sostanze che, in qualche modo, mantengano l'acqua più pulita possibile, se mi è concessa questa definizione. Non so se sia necessario rimandare l'argomento in Commissione per un approfondimento; certo è che, se riuscissimo ad avere quei dati, sarebbe importante fare un'ulteriore analisi e approfondire ulteriormente il tema. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |