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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Ottobre 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2011-04157
"STATO E VIVIBILITA' DEL PARCO DORA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA, CARBONERO E RICCA IN DATA 20 LUGLIO 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104157/002, presentata in
data 20 luglio 2011, avente per oggetto:
"Stato e vivibilità del Parco Dora"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Ripercorro velocemente la narrativa di questa interpellanza, che, tra l'altro, a
beneficio del Consiglio Comunale, ricalca già una discussione svolta all'interno di
quest'Aula in occasione della presentazione di un'interpellanza dal contenuto
analogo, già proposta dai Consiglieri Appendino e Bertola del Movimento 5 Stelle, e
mi permetto anche di contestare nel merito, punto per punto, alcune considerazioni
fatte in narrativa, per poi andare a fornire le risposte.
Gli interpellanti dicono che numerosi cittadini espongono lamentale sulla
cementificazione del Parco. A questo proposito, è bene rammentare che la
progettazione del Parco Dora, fin dallo studio di fattibilità, faceva riferimento ed è
stata basata su due principi fondamentali. Il primo era quello di non rimuovere, se
non in minima parte, le strutture interrate in cemento armato esistenti - questo,
naturalmente, per un contenimento dei costi, che, altrimenti, sarebbero stati superiori
a quelli necessari alla realizzazione del Parco stesso -; l'altro presupposto di
fattibilità era non ricoprire le strutture conservate con terra agraria recuperata in loco
e, in particolare, naturalmente, non ricoprire le strutture in cemento armato
preesistenti, sistemandole così ad area verde e compromettendone eventualmente
delle altre.
Questi due aspetti, quindi, hanno generato nel Parco alcune situazioni che,
naturalmente, vedono oggi le superfici pavimentali raggiungere grandi dimensioni.
Ciononostante, queste superfici sono perfettamente integrate e destinate a specifiche
attività sportive e ricreative e, tra l'altro - frequentando il Parco, voi lo saprete
sicuramente molto bene -, sono particolarmente frequentate, molto più delle aree
prative ed alberate.
Quindi, l'attuale percezione del Parco oggi è particolarmente distorta, da un lato
perché le aree immediatamente disponibili sono prevalentemente queste, cioè quelle
caratterizzate da una forte disponibilità di territorio non a prato; dall'altro canto
perché mancano ancora all'appello le parti che verranno prossimamente liberate, che
sono la parte nord del comprensorio Vitali, il lotto Mortara, il lotto Michelin, che
invece sono tutti fortemente caratterizzati da grandi superfici prative ed alberate,
senza tra l'altro soluzioni di continuità.
Gli interpellanti ancora aggiungono: "L'area giochi presente sul lato Via Costaguta è
soleggiata tutto il giorno e non presenta alcun riparo come alberi o strutture che
rendano possibile la fruibilità della struttura". È vero in parte, perché l'area giochi
della zona Valdocco del Parco Dora (se è questa l'area - ma penso di sì - di cui si
parla nell'interpellanza) è circondata da fitti alberi. Questi alberi rappresentano quasi
un bosco (mi verrebbe da dire) e quando raggiungeranno un certo sviluppo
assicureranno la giusta ombreggiatura che, oggi, per ovvi motivi, ancora non c'è
perché le piante sono assolutamente giovani. Come ovviamente succede in tutti i
nuovi parchi, là dove vengono piantumate le piante giovani, bisogna avere la
pazienza di attendere che queste crescano per poter offrire la giusta ombreggiatura.
In ogni caso, mi è utile condividere con voi l'informazione che, comunque,
quest'area giochi è molto frequentata.
I Consiglieri aggiungono: "Le alberate presenti sono prive di adeguati sistemi di
irrigazione". Sono costretto, purtroppo, a contestare anche questo, perché tutti gli
alberi del Parco Dora sono adeguatamente irrigati attraverso un sistema ad ala
gocciolante interrato. Si tratta di una subirrigazione che, essendo appunto "sub", non
è visibile e quindi posso comprendere il motivo per cui abbiate immaginato
un'inadeguatezza rispetto all'irrigazione di quelle piante; questa inadeguatezza, però,
non c'è, perché le piante sono irrigate sotto terra attraverso questo sistema interrato,
che, tra l'altro, permette di fornire direttamente alle radici dell'albero la giusta
quantità d'acqua, garantendo, quindi, una non dispersione nel terreno.
A testimonianza della bontà di questo sistema di subirrigazione, segnalo che
nell'area Valdocco su circa 320 alberi che sono stati piantumati, attualmente,
trascorso quindi poco più di un anno, risultano soltanto due le fallanze e tra breve,
naturalmente, con la stagione favorevole si andrà a provvedere al reintegro.
Ancora i Consiglieri dicono: "È presente una collina di terra che contiene rifiuti
altamente inquinanti risultanti da vecchie lavorazioni, che provocano irritazioni".
Purtroppo, sono costretto a contestare anche questo, perché nell'ambito del Parco
Dora attualmente è previsto un deposito temporaneo di terre e rocce da scavo
provenienti prevalentemente dal Passante Ferroviario, come voi indicate. Tale
materiale proviene da un sito non sottoposto a procedimento di bonifica. Il materiale
scavato e depositato temporaneamente è, comunque, analizzato; tali analisi
restituiscono valori conformi alla normativa vigente.
Tutti i dati relativi a questo materiale, tra l'altro, sono reperibili presso l'Ufficio
Gestione Terre e Rocce da scavo del Settore Ambiente e Territorio. Terminata la
realizzazione del tunnel, quindi terminato il trasferimento delle terre e delle rocce,
questa parte naturalmente sarà utilizzata per i lavori di rinterro e parte adeguatamente
smaltita. In ogni caso, ci tengo a dire che non si tratta di terreni inquinati.
Nel lotto invece denominato Valdocco Nord, lungo Corso Mortara, è stoccata parte
del terreno proveniente dalle aree dove è stato realizzato il Parco Dora. Tale sito, a
differenza del precedente, è stato sottoposto a procedimento di bonifica e ha visto
l'approvazione di un processo di bonifica per fasi.
Attualmente, le opere per la realizzazione del Parco sono in ultimazione ed anche
quelle per la bonifica. Voi sapete che i procedimenti di bonifica devono essere
autorizzati e condivisi con l'Ente competente, che è la Provincia di Torino, e così è
stato fatto.
La bonifica, in parte, è stata realizzata mediante la rimozione e smaltimento del
terreno contaminato, in parte mediante la separazione fisica del terreno in posto con
teli di tessuto non tessuto, ricoperto da suolo conforme per una potenza di almeno 50
centimetri, e in parte sarà condotta con tecniche di Phytoremediation, trattamento
così chiamato che garantisce la respirazione del terreno.
In specifico, il terreno stoccato nel lotto Valdocco Nord sarà bonificato con tali
metodologie consistenti in un'estrazione dei contaminanti, in questo caso metalli, ad
opera di specie vegetali ed arboree, tramite l'assorbimento radicale.
In attesa dell'impianto delle specifiche arboree il terreno è inerbito. Non risulta,
quindi, presenza di rifiuti. In ogni caso, l'intera area è stata sottoposta ad indagini
ambientali nell'ambito del procedimento più ampio di bonifica.
Quindi, posso confermare che nel terreno non sono contenute sostanze volatili e che
non ci sono sostanze eventualmente irritanti. Comunque, l'area non è aperta al
pubblico, per cui, se vengono evidenziate attività inquinanti che, addirittura,
producono irritazioni, in ogni caso i fattori inquinanti non possono pervenire da
quell'area, anche perché in questo momento non è neanche accessibile.
Si specifica inoltre che il procedimento di bonifica prevede la compartecipazione di
altri Enti di controllo, come citavo prima, sicuramente la Provincia di Torino e
l'ARPA Piemonte, al fine di giungere all'approvazione del progetto complessivo di
bonifica.
Quindi, queste sono le varie fasi delle quali, ovviamente, sarete aggiornati. Avremo
un epilogo, una conclusione della bonifica quando tutti gli Enti preposti, oltre al
Comune di Torino, la Provincia e l'ARPA, contestualmente avranno analizzato che
la bonifica sarà avvenuta.
I Consiglieri interpellanti aggiungono: "A precedenti segnalazioni della cittadinanza
sul tema degli odori e degli effetti nocivi non sono state fornite risposte".
Naturalmente, anche in questo caso devo smentire, perché, a seguito di segnalazioni
apparse sia sulla rubrica "Specchio dei tempi" del quotidiano La Stampa sia
pervenute direttamente al nostro Assessorato, dalla data 21/07/2010 si è provveduto
ad effettuare diversi sopralluoghi. In particolare, nella stessa data del 21/07/2010,
alle ore 10.15, si sono recati sul posto due tecnici del Settore Ambiente e Territorio
che non hanno percepito particolari miasmi ad esclusione dell'odore proveniente
dalla pavimentazione in bitume che in quel momento veniva realizzata (fenomeno
che, peraltro, è facile riscontrare quando nei periodi estivi o comunque di forte
insolazione le superfici asfaltate raggiungono elevate temperature).
Altre osservazioni degne di nota non sono state evidenziate. Quindi, sia tutte le
segnalazioni pervenute al nostro Settore sia quelle condivise a mezzo stampa, in
particolare quelle citate in "Specchio dei Tempi", hanno sempre visto una risposta da
parte dell'Amministrazione.
Rispetto invece al primo punto dell'interpellanza, in cui si chiede "se il Sindaco e
l'Assessore siano consapevoli del problema, che suggerisce l'urgenza di un
intervento straordinario sull'area", a fronte anche delle cose che ho detto, c'è la
consapevolezza e si ribadisce ancora una volta come sul Parco Dora sia già stato
espletato un procedimento di bonifica.
Al punto 2 si chiede "se l'Amministrazione abbia in previsione, entro quali date e
con quali fondi, un piano di recupero dell'area...". A tale proposito, il Parco Dora
presenta, nelle diverse aree su cui si sviluppa, molteplici spazi dedicati al gioco e alle
attività sportive libere. Taluni, come nell'area Vitali, sono ombreggiati, grazie alla
presenza di strutture industriali conservate ed integrate nel Parco; altri, come già
specificato, sono ombreggiati grazie alla piantumazione di numerosi alberi,
attualmente di dimensioni consone a favorirne l'attecchimento.
C'è una specifica in più sulla piantumazione. La piantumazione di esemplari di
pronto effetto, oltre che costosissima - per "pronto effetto" intendiamo quelle
piantumazioni che possano garantire e soddisfare quelle esigenze di cui gli
interpellanti parlano e quindi, ad esempio, l'adeguata ombreggiatura - presenta molti
problemi di attecchimento e gestione. Solitamente, infatti, è riservata a giardini
storici, già affermati, e non a parchi pubblici di nuovo impianto. Quindi, è stata presa
anche in considerazione la possibilità di andare a piantumare immediatamente delle
piante di grandi dimensioni, ma in questo caso non è possibile farlo.
All'ultimo punto chiedono gli interpellanti "se siano state fatte analisi delle sostanze
probabilmente chimiche - dicono gli interpellanti - presenti nell'area e siano previsti,
entro quale data e con quali fondi, piani non solo di riqualificazione, ma anche di
bonifica". A tale proposito, la progettazione dell'area Spina 3, sia della parte
costruita sia di quella destinata a parco pubblico, fin dagli studi preliminari è stata
corredata dai necessari progetti di bonifica previsti dalla normativa in materia.
Assolutamente inderogabili i progetti di bonifica, approvati con specifiche
Conferenze di Servizi dagli Enti preposti, risultano agli atti del Comune e sono
comunque consultabili (se ne venisse formulata richiesta, naturalmente vedrebbe
soddisfazione da parte dell'Assessorato competente).
In particolare, durante la realizzazione del Parco o opere propedeutiche, gli
inquinanti presenti nel terreno, a seconda di quanto prescritto nei citati progetti di
bonifica, sono stati rimossi o messi in sicurezza, al fine di evitare qualsiasi rischio
per gli utenti.
In sintesi, questa nota, che naturalmente vi fornisco e che mi viene in modo compiuto
fornita dal Settore, evidenzia come sia particolarmente necessario ed opportuno
condividere con la cittadinanza che l'Amministrazione sta facendo tutto ciò che deve
fare al fine di garantire, nell'interesse naturalmente della salute dei cittadini, le
bonifiche già preventivamente immaginate e condivise con gli Enti preposti. Non
abbiamo ancora la totalità del Parco a disposizione, quindi non possiamo ad oggi
giudicare in termini di gradimento e di partecipazione la bontà del progetto. Le aree
ad oggi disponibili sono prevalentemente poco verdi, quindi questo naturalmente
caratterizza fortemente la percezione, dal mio punto di vista, distorta - fintanto che
non verrà completato il progetto - dello stesso Parco. In ogni caso, tutte le terre e
rocce da scavo presenti, sia quelle già utilizzate sia quelle che verranno impiegate sia
quelle ancora visibili nei lotti ancora non conclusi, sono oggetto di analisi e di attenta
valutazione da parte dei nostri Settori.
Quindi, in ogni caso, a fronte anche di questa scheda tecnica che, come dicevo prima,
metto a vostra disposizione, mi sento di poter escludere qualunque presenza di
materiale inquinante e di garantire che tutte le analisi e le osservazioni del caso
vengono compiutamente fatte dai nostri Settori.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ringrazio l'Assessore per l'esaustiva risposta e, se mi è concesso - ma non è
assolutamente una polemica, ci mancherebbe altro -, inviterei l'Assessore Lubatti a
prendere atto di come l'Assessore Lavolta risponde alle interpellanze, in quanto lui
ha analizzato l'interpellanza dal "Considerato che", quindi con estrema attenzione.
Quindi, faccio sicuramente i complimenti all'Assessore Lavolta per la competenza
con cui risponde. È doveroso farglieli. L'Assessore Lubatti, invece, le premesse
dell'interpellanza non le legge perché non gli interessano.
Comunque, detto questo, è stato esaustivo. Ci terrei, chiaramente, a vedere il discorso
analisi riguardanti le bonifiche. Ho avuto la sfortuna di lavorare per un po' di tempo
nell'ambito delle bonifiche e so che i terreni ex industriali necessitano di carotaggi
importanti, a profondità importanti, per evitare che si vadano ad inquinare eventuali
falde del substrato e sono molto dispendiosi. Quindi, se ci fosse la possibilità di poter
verificare queste analisi, sarebbe interessante anche per tutta la Commissione.
Abbiamo avuto modo di fare un sopralluogo nel Parco - mi sembra ai primi di
settembre, ma non vorrei dire una data sbagliata - e abbiamo potuto verificare che c'è
veramente tanto cemento e poco verde a disposizione, sia dei bambini che degli
anziani; se aspettiamo che quelle piante diventino adulte, i bambini andranno lì a
baciare le fidanzate da soldati e i vecchietti non ci andranno più, perché i tempi sono
lunghissimi. Spero che per le altre parti ancora da preparare ci sia la possibilità
magari di pensare a piante che crescano un attimino più velocemente e che diano in
tempi abbastanza rapidi la possibilità di avere zone d'ombra.
Ci sono poi tutte le vasche su Via Nole - che qui non sono citate, ma ci tenevo ad
indicarlo -, che sono delle bellissime vasche che danno l'idea dell'archeologia
industriale, eccetera, all'interno delle quali però l'acqua è veramente maleodorante,
putrefacente, ferma. Piuttosto che tenere delle vasche in quelle condizioni,
considerando che, comunque, i bambini si avvicinano per giocare, sarebbe utile
trovare una soluzione, magari con delle sostanze che, in qualche modo, mantengano
l'acqua più pulita possibile, se mi è concessa questa definizione.
Non so se sia necessario rimandare l'argomento in Commissione per un
approfondimento; certo è che, se riuscissimo ad avere quei dati, sarebbe importante
fare un'ulteriore analisi e approfondire ulteriormente il tema.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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