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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201104083/002, presentata in data 18 luglio 2011, avente per oggetto: "Introduzione di un parametro legato all'effettiva presenza durante la seduta per l'erogazione del gettone di presenza ai Consiglieri comunali" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Il Consigliere Appendino, primo presentatore della proposta di mozione, aveva terminato il suo intervento. Vi sono altri interventi sulla mozione? La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Il Consigliere Appendino ha messo le mani avanti rispetto a un ipotetico intervento, perché di tale questione abbiamo a lungo dibattuto nella sede propria della Conferenza dei Capigruppo, in iter istruttorio, in cui sono emerse, in maniera estremamente chiara, le diverse opinioni in ordine alla parametrazione della qualità del lavoro del Consigliere Comunale. Il concetto di fondo espresso molto chiaramente nel testo della mozione - peraltro ripetuto dal Consigliere Appendino, primo firmatario della mozione, che ha letto il provvedimento in Aula - è che la qualità del lavoro del Consigliere comunale è direttamente proporzionale, questa sera ha usato il termine "statisticamente più probabile", al numero di minuti passati seduti a un tavolo durante una seduta di Commissione, rispetto a un altro Collega. Questo tipo di impostazione, che in realtà sottende un ragionamento che prevede che l'efficacia dell'azione amministrativa sia connaturata e correlata al numero di ore passate intorno a un tavolo, è una concezione che, come abbiamo già avuto modo di ribadire in più sedi, ci sembra alquanto debole sul piano politico e anche, se vogliamo, filosofico. In realtà, anche in relazione al fatto che non credo che in questo mandato si siano mai verificate condizioni di assenza prolungata di Consiglieri o di Commissioni che non funzionano, mi pare che questo mandato amministrativo sia caratterizzato da una fortissima presenza di colleghi in Commissione, da un discreto dibattito nelle Commissioni consiliari. Non sempre vengono dette delle cose tutte furbe o tutte sbagliate, ma certamente, a nostro modo di vedere, non è il numero di minuti passati seduti intorno a un tavolo che determina la qualità di che cosa viene detto. Anche perché, come ben sappiamo, l'elaborazione della proposta politica avviene non sempre seduti al tavolo delle Commissioni; frequentemente avviene in occasione di incontri, negli uffici dei Gruppi consiliari o attraverso l'iniziativa politica che è propria di una Assemblea come questa. Evito di scomodare paralleli, come ho fatto in Conferenza dei Capigruppo, su modelli organizzativi che dimostrano scientificamente che in alcuni casi, soprattutto laddove la prestazione d'opera è di carattere squisitamente intellettuale e non connaturata alla produzione di un bene materiale, frequentemente vi sia una diretta correlazione tra la mancanza di produttività e i vincoli che costringono il lavoratore (è stata la Collega Appendino ha usare questo termine, facendo il parallelo con i lavoratori) a dover adempiere. Sono noti gli esempi internazionali di aziende, di multinazionali, che fanno della prestazione d'opera intellettuale, frutto in qualche modo dell'elaborazione politica in Consiglio Comunale, che vanno esattamente nella direzione opposta a quella qui enunciata da parte della mozione dei Colleghi; cioè, è frequentemente dimostrato che la migliore prestazione d'opera avviene proprio in quei contesti in cui c'è la maggiore libertà rispetto a un vincolo fisico di presenza. Per questi motivi, come abbiamo già detto in Commissione durante queste lunghe discussioni (perché il tema è originato da qui, ma poi i Colleghi del Movimento 5 Stelle l'hanno portato su una serie di altre tematiche), riteniamo di non condividere l'impianto generale che sta alla base del provvedimento e, conseguentemente, come peraltro preannunciato, voteremo in maniera contraria. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io sono decisamente contrario, sorpreso e un po' stupito che venga proposta una mozione di questo tipo, perché l'attività di Consigliere Comunale non è il mio lavoro, e non è il lavoro, presumo, per nessuno dei presenti. Il nostro lavoro comporta un'attività e poi si dedica alla Città e alla collettività parte del nostro tempo, di cui le riunioni nelle Commissioni sono una piccola parte. Chi di noi lo fa più o meno seriamente - e non c'è una verifica, non c'è un controllo e non c'è un obbligo di presenza, per cui già dal punto di vista prettamente legale è una questione abbastanza controversa - occupa gran parte del suo tempo a leggersi le deliberazioni, a prepararsi e a preparare il proprio lavoro, per cui pensare che il Consigliere Comunale si riduca a piantonare il Palazzo e a una presenza e non a essere il commando un po' d'élite d'assalto è davvero avvilente. Così come credo che dietro a questa logica - e mi stupisce - ci sia un'ideologia un po' statalista e illiberale che è tipica del dipendente pubblico, più che di altre parti, dove è la presenza che comporta il lavoro. Io lo noto spesso nel mio ospedale, dove uno arriva, bolla "Io sono in servizio", cosa faccia in giro per l'ospedale non si sa; poi sbolla, "Non sono più in servizio", e a quel punto si dimentica dell'attività. Allora credo che pensare che la presenza sia l'attività lavorativa e non un giudizio di valore su cosa si fa, è lo stesso discorso del numero di interpellanze e interrogazioni presentate che ogni tanto sento fare. L'Onorevole Costamagna - Deputato per anni, eccetera - era famoso per il record di interpellanze presentate; credo lo si ricordi solo per quello, non per altro, non venivano mai approvate, e via dicendo. Ecco perché io voterò contro e invito i Consiglieri del Movimento 5 Stelle, in questo caso, e di opposizione, ad essere un po' più seri di fronte all'Istituzione, tenendo presente che essere all'opposizione è molto comodo, perché non sono costretti a stare qui ad ascoltare tutte le nostre paturnie, mentre noi, soprattutto in caso di ostruzionismo, eccetera, due di loro ci tengono qui inchiodati tutto il tempo. E questo è un rapporto che non è ancora capitato, abbiamo un Regolamento che ha delle tutele, perché per perdere notti e giorni, non lo facciamo per il gettone di presenza (quando poi verranno pubblicati i nostri stipendi e le nostre cose, si capiranno molte cose), lo facciamo perché riteniamo di dover dedicare un po' di tempo alla Città e alla collettività. Bene o male, saranno i cittadini a nominarci. Io posso anche sostenere che chi mi ha votato, lo abbia fatto perché non mettessi piede qui dentro, ed è legittimo. Non c'è un obbligo di presenza. Ecco perché ritengo sbagliata questa proposta di mozione e voterò contro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Normalmente io non amo emendare documenti politici fatti da altri movimenti e da altri partiti, perché non la ritengo una cosa intelligente: o il documento mi piace e lo voto, o il documento non mi piace e non lo voto, non voglio entrare nel merito, però ritengo che questa sia una cosa un po' più delicata. Il Gruppo Lega Nord ha presentato un emendamento, in quanto ritengo che quantificare il tempo di presenza nella Commissione sia un po' effimero, una cosa anche di poco conto, in quanto una persona potrebbe stare all'interno della Commissione, leggere il giornale, magari stare su Facebook tutto il tempo della Commissione e non portare niente di positivo alla discussione. Vedendo quanto succede in altri Enti (penso alla Regione), dato che comunque la nostra presenza in Commissione, che sia di merito o che sia di pura presenza, viene remunerata... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Assolutamente. In base a quell'indicazione, che comunque viene dall'Ente superiore a noi, la Regione Piemonte, ho proposto un emendamento soltanto di doppia firma, per quale motivo? Perché, secondo me, è importante dare comunque un valore a quello che è il gettone di presenza; poi, come sappiamo, quasi tutti noi arriviamo a sforare quello che è il tetto dei 19 gettoni e quindi molte delle Commissioni le andiamo a fare esclusivamente a merito, quindi andando in Commissione, dando quello che è il nostro contributo e poi andando via. Secondo me è fondamentale comunque dare un'importanza a quelli che sono i soldi extra; come diceva il Consigliere Viale, per pochissimi, forse per nessuno di noi, questo è un lavoro, però, dato che comunque veniamo pagati, perché, in confronto a Comuni che magari sono più piccoli, ma che lavorano quasi quanto noi, ritengo che i nostri emolumenti siano discreti. Io penso che quell'emolumento vada rispettato, vada maturato e comunque, ripeto, non quantifichiamo il tempo, perché, anche secondo me, sarebbe abbastanza imbarazzante vedere il Segretario Generale cronometrare il nostro tempo (quante volte andiamo in bagno, quante volte ci alziamo e andiamo a bere o ci fumiamo una sigaretta). Quindi, ritengo importante che la presenza (almeno nelle 19 presenze che ci vengono pagate) sia dall'inizio alla fine, esattamente come, con buon esempio, ci hanno dimostrato in Regione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tricarico. TRICARICO Roberto Intervengo su questa proposta di mozione del Movimento 5 Stelle, perché penso che la questione che loro pongono sia tremendamente seria. È una questione tremendamente seria perché mette in campo la nostra concezione della democrazia. Dico subito che non condivido nella maniera più assoluta il principio di base che il Movimento 5 Stelle ricorda ogni qualvolta si approccia a questo tema, e cioè che il corpo elettorale è il datore di lavoro dei propri eletti. Questa è una rappresentazione del rapporto tra elettori ed eletti molto pericolosa. È molto pericolosa perché fa genericamente riferimento ad un corpo elettorale come se fosse indistinto, come se il corpo elettorale non si formasse attraverso un dialogo continuo tra la società organizzata in politica e la società civile che partecipa alle vicende politiche. Tra l'altro, tradisce uno dei principi liberali che hanno proprio consentito l'emancipazione dei sistemi costituzionali dei nostri Paesi, e cioè: "l'assenza di vincolo di mandato". È come se introducesse un vincolo di mandato, è come se rinunciasse a quella libertà, che è una libertà sacra dell'eletto, di fare riferimento esclusivamente agli interessi pubblici, intesi, sì, in maniera aperta e non particolare come si sviluppa nel momento in cui ci si presenta agli elettori. La prima responsabilità di un eletto in Consiglio Comunale è quella di concorrere alla formazione della volontà dell'Ente, una volontà che poi si produce attraverso la deliberazione e attraverso il voto. Ricordo veramente con affetto il Consigliere Bianca Guidetti Serra, che è stata seduta lì, dove adesso c'è il Consigliere Centillo, ed era lì silenziosa, leggeva il giornale, leggeva i suoi libri, a suo modo partecipava e quando qualcuno si avvicinava per chiederle di intervenire nel dibattito che quest'Aula svolgeva, lei rispondeva, secondo me in maniera magistrale (così come ha saputo fare durante tutta la sua vita professionale e politica), che anche il silenzio è "esercizio di" democrazia. Il fatto di poter partecipare ad un'Assemblea, il fatto di poter stare fermi in una Assemblea, il fatto di poter dare il proprio contributo fisicamente, anche leggendo un libro durante la discussione, è esercizio di democrazia. Io ho sentito argomentare, sia dal Movimento 5 Stelle, sia da chi si opponeva in maniera, francamente, un po' banale, questa complicata questione che è la democrazia. Ed è per questo che mi sono permesso di intervenire, perché non si può far cadere questa complessa attività, precipitandola sul gettone di presenza. Io ritengo veramente avvilente, per il mio ruolo, dover discutere di questo riconoscimento che il Legislatore - ricordiamolo - ha voluto dare ad un'Assemblea elettiva, che poi, ad un certo punto, è stato trasformato, appunto, da gettone vero e proprio che veniva consegnato in quest'Aula - era un gettone emerito, era un modo per riconoscere la partecipazione - agli Euro che vengono ricordati quando si vuole, appunto, significare la remunerazione. È proprio questo che io contesto, il fatto di considerare il gettone di presenza una remunerazione. Non è questa la remunerazione, non è questa la restituzione che noi consegniamo, perché, nel momento in cui noi otteniamo la possibilità di sedere su questi banchi, abbiamo un unico obbligo: quello di restituire il nostro servizio, che non è assolutamente remunerato e, quindi, non può essere considerato remunerativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Specifico che intervengo a titolo personale, in questo senso, e, con la solita franchezza e anche coerenza rispetto ai miei intendimenti, io voterò contro a questa richiesta di mozione. Voterò contro perché me lo posso, tra virgolette, "permettere", perdonatemi la saccenza o, magari, la poca modestia. Nell'ultima tornata amministrativa, io sono uno dei Consiglieri fra i più presenti in Consiglio (dati alla mano) e, devo dire la verità, non sempre sono stato fino alla fine delle Commissioni: ho partecipato molte volte fino alla fine, in alcune altre soltanto parzialmente, in altre ancora ho solo assistito all'inizio, poi ho visto che l'argomento non era oggettivamente interessante o comunque adatto alle caratteristiche che io posso esprimere e quindi ho preferito il rapporto con gli elettori, altri incontri, altre visite fuori, sul territorio. In ogni caso, non ho mai fatto mancare il mio contributo all'Aula del Consiglio. In più, ritengo assolutamente fondati tutti i ragionamenti che facevano il Consigliere Lo Russo e il Consigliere Tricarico. Vorrei esprimermi anche riguardo questo aggiungere un più 1 ogni volta contro la "casta", anche se per noi e per chi sa che cosa vuol dire fare il Consigliere Comunale è un'offesa essere chiamati "casta". Per chi non lo sa è un altro discorso, tutto è lecito, è legittimo, ma chi sa che cosa vuol dire fare il Consigliere Comunale e sa l'impegno che ci va, direi, durante quasi tutto l'arco della giornata, è offeso da questa proposta di mozione, perché condivido quanto ha detto il Capogruppo Lo Russo che non si può misurare, sul tempo della presenza in Commissione, la capacità di proposta che un Consigliere ha. Ricordo a tutti che la politica è la direzione suprema della cosa pubblica e senza la politica e continuando ad attaccare la politica anche seria ed onesta, come si fa in questo Consiglio Comunale, pur con le legittime opinioni diverse, continuiamo a darci da soli delle martellate nei piedi. Invece, a mio giudizio, dobbiamo capire che siamo in un contesto dove la Costituzione ci trasferisce il maggior numero di funzioni possibili, continuiamo ad avere un lavoro sempre maggiore rispetto ad altri organi elettivi, non siamo un organo legislativo, non ci possiamo autodifendere, come fa giustamente la Regione o come fa il Parlamento, che, ricordo, tra l'altro, hanno l'indennità, noi abbiamo il gettone di presenza, che è ben diverso, quindi è facile per i Consiglieri Regionali dire la doppia firma in Commissione, perché comunque il loro lavoro viene giustamente e legittimamente premiato dall'indennità. Invece, in questi ultimi cinque anni, noi abbiamo subito tagli su tagli su tagli e continuiamo a farci del male da soli chiedendo delle cose che non sono accettabili, a mio giudizio, e che, ripeto, mi offendono profondamente. Quindi personalmente, ripeto, voterò contro a questa proposta di deliberazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Anch'io parlerò in termini personali, perché voterò sì, in difformità con il mio Capogruppo. È quasi una protesta il mio sì. Sì, c'è il pluralismo di idee, ho sentito dire che è il punto elevato della democrazia; dal momento in cui mi sono sentito dire quella frase, adesso non lo dico urlando, lo dico con toni pacati, mezz'ora prima il punto più alto della democrazia era irriverente mentre l'Assessore presentava una deliberazione, irriverente, perché mi piacerebbe farvi vedere i filmati (io spero che il Movimento 5 Stelle ve li fornisca) per vedere l'atteggiamento che, molte volte, avete voi quando i vostri Assessori illustrano le deliberazioni, ma non voglio essere offensivo, non ne abbiate a male, vediamoli assieme anche al bar o in birreria (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Anche per voi. Volevo solo fare due sottolineature proprio nei confronti del Consigliere Viale, che diceva una piccola parte per quanto riguarda le Commissioni. La premessa proprio dell'Assessore, quando ha illustrato la deliberazione, dice, è stata ampiamente illustrata, dibattuta e magari partecipata all'interno della Commissione. Poi in realtà non è così, "piccola partecipazione", cade in contraddizione il Consigliere Viale, che poi ha fatto una citazione in maniera quasi irriverente, e questo mi dispiace, perché quando si citano persone della sinistra che non sono più in questo mondo, si usano subito dei toni di riflessione, di dolcezza, mentre era quasi irriverente nei confronti di un certo Costamagna, che ha veramente svolto tanto e l'ha fatto sempre in maniera molto onesta, tant'è che è sempre stato emarginato, come Deputato, perciò un minimo di rispetto anche nel citare, quasi come se l'Onorevole Costamagna sia da ricordare per un fatto meramente statistico. Io, da ex democristiano, questo non lo accetto. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). In realtà, ho sentito addirittura fare dei ragionamenti filosofici, da parte del Capogruppo Lo Russo, su una questione che poi si traduce semplicemente: ci pagano un gettone di presenza, bisognerebbe almeno garantire una certa presenza. Il discorso poi si traduce in questo, perché c'è gente che firma e se ne va. Non è neanche giusto questo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Abbiamo tre idee diverse. Non sono d'accordo neanche io alla doppia firma, perché mi sembra che... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Liardo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per cortesia, Consigliere Viale! Prego, Consigliere Liardo, concluda. LIARDO Enzo Concludo, Presidente. Ho sentito addirittura parlare anche di pericoli da parte del Consigliere Tricarico. Ripeto, mi sembra veramente... Comunque ho notato anche una cosa: l'attenzione di questa assise proprio quando si parla in termini che comunque possono interessare tutti, mentre magari certe deliberazioni, che ritengo anche importanti, non interessano a nessuno. Voterò a favore. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Musy. MUSY Alberto Eserciterò il diritto evocato dal Consigliere Tricarico a proposito del silenzio e voterò comunque contro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Innanzitutto, spezzo una lancia a favore del Movimento 5 Stelle, perché noi avevamo già sollevato questo problema anche nella precedente tornata amministrativa, sia in Provincia che sulle Circoscrizioni. C'è il buono e il cattivo di questa cosa. È indubbio che noi facciamo un grosso lavoro, è indubbio che abbiamo - avete, soprattutto, perché per me è il primo mandato - subito molti tagli rispetto al passato, ma è anche indubbio che, se lo facciamo, è perché riteniamo che sia un lavoro utile. Mi rifaccio un attimo al Consigliere Viale, che si sente inchiodato per un giorno alla settimana a fare Consiglio, perché altrimenti qualcuno di noi mi conta ogni cinque minuti: non mi sembra che sia un lavoraccio da sentirsi inchiodato a una sedia per tre, quattro ore un giorno alla settimana. È chiaro che la nostra idea, appunto, è quella che è più riferibile alle Commissioni, dove spesso e volentieri (in questa sede e anche in sede regionale e provinciale) si è vista - e l'ho visto già anch'io, purtroppo, e non faccio nessun riferimento né alla destra, né alla sinistra - la cattiva abitudine di arrivare dopo un'ora che è cominciata la Commissione o arrivare e, dopo dieci minuti di lettura di giornali e di quotidiani, andarsene. Quindi è una cattiva abitudine, proprio perché non siamo obbligati ad andare in una Commissione. Se poi, per qualche motivo, qualcuno, per motivi personali, arriva in ritardo, abbia almeno la compiacenza di non firmare. Se c'è questo grande interesse comunque ad esserci per prendere la coda della Commissione o l'inizio della Commissione, potremmo anche non firmare. Diversamente, certi atteggiamenti sono delle forzature; poi che sia, come dice giustamente il Consigliere Tronzano, inadeguato il riconoscimento che i Consiglieri hanno nel loro lavoro, nella completezza del loro lavoro, senza ombra di dubbio, ma non mi sentirei così terribilmente offeso da appoggiare questa richiesta. Noi, come Gruppo, avevamo chiesto la doppia firma, non la misurazione a tempo, perché è chiaro che la misurazione a tempo non può avere un valore: io posso stare in Commissione 70 minuti, se poi dura altri 70 minuti la valutazione è relativa. Però, certamente, questo fenomeno - voi, che avete già esperienza, lo sapete meglio di me - del "metti la firma e scappa" è abbastanza usuale. Per cui rimane a coscienza di ognuno di noi di avere un comportamento consono. Dopodiché, ribadisco: è vero che noi, tantissimi di noi, non tutti, abbiamo anche un altro lavoro, quindi è indubbio che lo facciamo per passione, se lo facciamo con passione questo lavoro facciamolo anche nel rispetto di chi invece fa solo questo lavoro, e c'è molto di più, con una presenza molto più coerente. Voterò a favore. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale, la invito per l'ultima volta a non intervenire quando gli altri parlano, altrimenti le devo chiedere di uscire dall'Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale, è l'ultimo ammonimento! Prego, Consigliere Curto. CURTO Michele Presidente, Colleghi del Movimento 5 Stelle, io voterò contro a questa proposta di mozione e lo faccio in maniera convinta. Lo faccio perché credo che esista su questo una diversità profonda rispetto all'idea di innovazione della democrazia, che pure è un tema importante e che, io riconosco, per esempio, per certi versi, è proposto dal Movimento 5 Stelle. Lo faccio, in parte, sulle ragioni delle parole del Consigliere Tricarico, del Capogruppo Lo Russo, dei silenzi del Capogruppo Musy, ma ne vorrei aggiungere ancora una parte, che mi sta particolarmente a cuore. Io non credo che la democrazia, come diceva qualcun altro, sia la forma più efficiente di gestione del potere, anzi, non credo che la democrazia debba essere la forma più efficiente di gestione del potere, altrimenti sarebbe un errore, anzi, un problema. Quando ho partecipato alle primarie, mi è stato chiesto, a differenza di altri candidati, di raccogliere le firme per poter partecipare. Noi, che arrivavamo da un'esperienza sociale, io che arrivavo da una esperienza sociale. Nel raccogliere queste firme, l'ho fatto anche davanti allo stabilimento di Mirafiori, è una cosa di cui vado particolarmente orgoglioso. Era il giorno prima - per le carrozzerie - dell'inizio di un turno particolarmente lungo di cassa integrazione, che non è finito ancora oggi e che durerà ancora 12 mesi. E ricordo quel giorno con enorme responsabilità, perché vedere persone che, davanti ad un problema personale così forte, firmavano per la candidatura di un giovane di 31 anni, di 30 anni allora, se volete, anche per un'utopia, e davano una delega, è una cosa importante che noi, tutti quanti noi, per parti diverse, esercitiamo in quest'Aula. E io, in quel momento mi sono posto una questione, e lo faccio anche spesso, una questione che secondo me è fondante, nella mia idea di democrazia, ed è la seguente: se io posso rappresentare loro, devo sempre mettermi nelle condizioni e mettere il contesto democratico in cui vivo nelle condizioni loro di rappresentare me. Cioè, io mi farei rappresentare da un operaio di Mirafiori? E quali sono le condizioni per permettere a un operaio di Mirafiori di potermi rappresentare? Io penso che la cosa che diceva prima il Consigliere Tronzano sia estremamente vera, cioè la diversità, per esempio, fra uno status di Consigliere regionale, che prevede un'indennità e poi dei gettoni di presenza, o uno status parlamentare, che prevede un'indennità e poi dei gettoni di presenza, e uno status di Consigliere comunale, che non prevede, per esempio, un'indennità, è uno status profondamente diverso, che non giustifica, Colleghi del Movimento 5 Stelle, la vostra richiesta, che è sbagliata, a mio parere. Perché dico questo? Perché io credo che, facendo così, rischiamo di distogliere l'attenzione della gente del nostro Paese, della nostra città, che invece oggi dovrebbe pretendere una politica migliore, anzi, la deve proprio pretendere, perché altrimenti ci incartiamo, Colleghi, una politica migliore da quella che è la vera questione, cioè noi rischiamo di fissare il dito e non guardare la luna. Oggi il problema, anche rispetto alle politiche che riguardano il Comune, anche rispetto al Comune, non sono i gettoni di presenza dei Consiglieri, semmai sono i soldi che i Consiglieri hanno speso per arrivarci in quest'Aula, sono i costi delle campagne elettorali, l'eccessiva personalizzazione, le preferenze, il quantitativo di risorse private che sono state investite intorno alle campagne elettorali stesse, gli interessi, leciti per la maggior parte (e speriamo mai illeciti) che si giocano intorno alle campagne elettorali, per esempio, la vera questione... Poniamoci una domanda: ma se noi abolissimo il gettone di presenza, ed è questo che mi viene da pensare, ma chi è che verrebbe in quest'Aula? Verrebbero meno i Consiglieri Comunali? No, io credo che i Consiglieri continuerebbero ad esserci, come ci sarebbero i Consiglieri regionali, i Parlamentari, i Parlamentari europei. Semplicemente noi escluderemmo dalla possibilità della rappresentanza quegli strati di popolazione che semplicemente hanno altro da fare nella vita, che hanno bisogno comunque di avere una possibilità di avere un reddito. E quindi, tornando a quella fabbrica, a Mirafiori, alle tante situazioni... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Curto. CURTO Michele Sto concludendo, Presidente, grazie. Io penso che il gettone sia una cosa democratica e che sia democratica per come è intesa oggi, che piuttosto andrebbero sostanziati i meccanismi con cui i nostri elettori possono controllare il lavoro di noi eletti, piuttosto andrebbero sostanziati gli elementi di trasparenza rispetto alle scelte amministrative, rispetto alle campagne elettorali e sui tesseramenti ai partiti. Soprattutto io sono sempre più convinto, giorno dopo giorno, che una migliore qualità della democrazia non possa prescindere che dalla partecipazione. E maggiore sarà la demagogia con cui attacchiamo la partecipazione alla democrazia, che ancora oggi si sostanzia attraverso i partiti, maggiormente rischiamo di mettere a repentaglio il sistema stesso. E io non credo che esista nessuna demagogia di sinistra (la storia ce lo ha insegnato), così come credo che non possa esistere nessuna democrazia senza la partecipazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Intanto sono molto contento di aver avuto questa discussione, perché direi che finalmente abbiamo avuto anche una discussione di un interessante livello politico, che sarebbe anche utile magari proseguire poi tranquillamente, anche al di fuori della sede istituzionale. Tuttavia, mi sembra che si sia un po' perso il punto della proposta, perché ho sentito parlale praticamente di qualunque aspetto riguardante la politica. Intanto vorrei precisare che, visto che è stato detto che questi soldi sono soltanto un'integrazione al nostro stipendio perché tutti dobbiamo avere un lavoro, a parte che io ho fatto la scelta, ma personale e libera, di lasciare il mio lavoro per venire qui, perché penso che una città di un milione di abitanti, in questo momento storico, richieda un impegno, comunque, il più possibile full time, però, visto che è stato detto che questi soldi sono un argent de poche, io ricordo che, spalmando i soldi che riceviamo (quelli di noi che ottengono tutti i gettoni di presenza), come fosse uno stipendio, sulle tredici mensilità, si ottiene una cifra che è attorno ai 1.300-1.400 Euro netti al mese, che comunque non è uno stipendio magari da re, ma è uno stipendio con cui molte persone mandano avanti una famiglia. Quindi, non stiamo parlando proprio di una cifra completamente trascurabile che ci viene data dai fondi pubblici. Io ho sentito parlare più o meno di qualsiasi cosa, per esempio dell'efficacia del lavoro intellettuale, del fatto che il lavoro intellettuale non si può misurare, può essere più efficace se non è contenuto. Sono d'accordo, però non stiamo parlando di questo. Qui stiamo parlando di una Legge che prevede un gettone di presenza, definito "gettone di presenza". Perché, se ci avessero voluto dare un compenso che prescinde dalla nostra presenza, ci avrebbero dato l'indennità, come prevista in altri ruoli. Il concetto di gettone di presenza prevede la presenza, lo dice la parola stessa, per cui mi sembra il minimo pretendere che, se esso deve essere corrisposto, ci sia la presenza. Per rispondere al Consigliere Viale, non c'è nessun obbligo di presenza; non stiamo chiedendo che i Consiglieri comunali siano presenti a tutte le Commissioni oppure che si dimettano. Se un Consigliere, nella propria azione politica, ritiene di non venire a nessuna Commissione è liberissimo di farlo, è una sua scelta politica e ne risponde agli elettori, però non può pretendere di essere retribuito con un gettone di presenza se la presenza non c'è. E' tutto qui il problema: ho sentito parlare di tutto, di costi delle campagne elettorali, di qualsiasi roba, ma è una cosa molto semplice. Preciso anche - ci tengo a farlo al microfono - che ho visto la maggior parte dei miei Colleghi, di tutti gli schieramenti, venire regolarmente in Commissione, starci anche abbastanza regolarmente; qualcuno non l'ho visto, però non mi sembra di essere in un ambiente in cui c'è un problema di assenteismo come in Circoscrizione, dove si vedono effettivamente casi di Commissioni deserte, semideserte, con persone che entrano, fanno una firma e vanno via. Però, anche in Comune ogni tanto c'è qualche Consigliere che ogni tanto viene, firma e va via e questo vuol dire non rispondere del corretto trattamento di questo compenso, che è un gettone di presenza. E' anche vero che gli sprechi della politica sono altri, come gli sprechi dell'Amministrazione comunale, però dovremmo cominciare noi a dare un segnale di moralità, perché ce lo chiede la gente. Quindi, non possiamo lamentarci che la gente pensa male della politica, è qualunquista e non ne vuole più sapere delle Istituzioni, se ci rifiutiamo anche di dare questi piccoli segnali di responsabilità. Capisco inoltre tutti i ragionamenti sul fatto che si può fare politica altrove, meglio anche, magari in maniera più utile, spendendo quel tempo da un'altra parte. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. BERTOLA Vittorio Però, finché questa cosa si chiama "gettone di presenza", deve corrispondere a una effettiva presenza. Ce lo chiede la legge e credo che questo sarebbe un ottimo segnale da dare alla città sul fatto che in Comune abbiamo una responsabilità su come vengono spesi i soldi dei cittadini. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Bertola, mi permettevo di dire che lei ha pochi mesi di esperienza, però la invito a considerare i cinque anni, prima di pensare all'emolumento che lei ha valutato, perché effettivamente i conti poi non tornano alla fine dell'anno successivo, quando si devono pagare le imposte per l'anno precedente. Questo vale per i dipendenti, piuttosto che per gli autonomi. Passiamo all'analisi dell'emendamento. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Come ho detto prima, l'emendamento sopprime semplicemente la quantità di tempo espressa in 70% da parte del Consigliere che rimane in Commissione, chiedendo esclusivamente la firma a inizio Commissione e la firma a fine. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento: Presenti 30, astenuti 2, favorevoli 3, contrari 25. L'emendamento è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale dell'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . Non essendoci altre richieste di votazione, pongo in votazione la proposta di mozione: Presenti 24, favorevoli 6, contrari 18. La proposta di mozione è respinta |