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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Ottobre 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 39
MOZIONE 2011-04083
"INTRODUZIONE DI UN PARAMETRO LEGATO ALL'EFFETTIVA PRESENZA DURANTE LA SEDUTA PER L'EROGAZIONE DEL GETTONE DI PRESENZA AI CONSIGLIERI COMUNALI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 18 LUGLIO 2011.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201104083/002,
presentata in data 18 luglio 2011, avente per oggetto:
"Introduzione di un parametro legato all'effettiva presenza durante la seduta per
l'erogazione del gettone di presenza ai Consiglieri comunali"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il Consigliere Appendino, primo presentatore della proposta di mozione, aveva
terminato il suo intervento.
Vi sono altri interventi sulla mozione?
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Il Consigliere Appendino ha messo le mani avanti rispetto a un ipotetico intervento,
perché di tale questione abbiamo a lungo dibattuto nella sede propria della
Conferenza dei Capigruppo, in iter istruttorio, in cui sono emerse, in maniera
estremamente chiara, le diverse opinioni in ordine alla parametrazione della qualità
del lavoro del Consigliere Comunale.
Il concetto di fondo espresso molto chiaramente nel testo della mozione - peraltro
ripetuto dal Consigliere Appendino, primo firmatario della mozione, che ha letto il
provvedimento in Aula - è che la qualità del lavoro del Consigliere comunale è
direttamente proporzionale, questa sera ha usato il termine "statisticamente più
probabile", al numero di minuti passati seduti a un tavolo durante una seduta di
Commissione, rispetto a un altro Collega.
Questo tipo di impostazione, che in realtà sottende un ragionamento che prevede che
l'efficacia dell'azione amministrativa sia connaturata e correlata al numero di ore
passate intorno a un tavolo, è una concezione che, come abbiamo già avuto modo di
ribadire in più sedi, ci sembra alquanto debole sul piano politico e anche, se
vogliamo, filosofico.
In realtà, anche in relazione al fatto che non credo che in questo mandato si siano mai
verificate condizioni di assenza prolungata di Consiglieri o di Commissioni che non
funzionano, mi pare che questo mandato amministrativo sia caratterizzato da una
fortissima presenza di colleghi in Commissione, da un discreto dibattito nelle
Commissioni consiliari.
Non sempre vengono dette delle cose tutte furbe o tutte sbagliate, ma certamente, a
nostro modo di vedere, non è il numero di minuti passati seduti intorno a un tavolo
che determina la qualità di che cosa viene detto. Anche perché, come ben sappiamo,
l'elaborazione della proposta politica avviene non sempre seduti al tavolo delle
Commissioni; frequentemente avviene in occasione di incontri, negli uffici dei
Gruppi consiliari o attraverso l'iniziativa politica che è propria di una Assemblea
come questa.
Evito di scomodare paralleli, come ho fatto in Conferenza dei Capigruppo, su
modelli organizzativi che dimostrano scientificamente che in alcuni casi, soprattutto
laddove la prestazione d'opera è di carattere squisitamente intellettuale e non
connaturata alla produzione di un bene materiale, frequentemente vi sia una diretta
correlazione tra la mancanza di produttività e i vincoli che costringono il lavoratore
(è stata la Collega Appendino ha usare questo termine, facendo il parallelo con i
lavoratori) a dover adempiere.
Sono noti gli esempi internazionali di aziende, di multinazionali, che fanno della
prestazione d'opera intellettuale, frutto in qualche modo dell'elaborazione politica in
Consiglio Comunale, che vanno esattamente nella direzione opposta a quella qui
enunciata da parte della mozione dei Colleghi; cioè, è frequentemente dimostrato che
la migliore prestazione d'opera avviene proprio in quei contesti in cui c'è la
maggiore libertà rispetto a un vincolo fisico di presenza.
Per questi motivi, come abbiamo già detto in Commissione durante queste lunghe
discussioni (perché il tema è originato da qui, ma poi i Colleghi del Movimento 5
Stelle l'hanno portato su una serie di altre tematiche), riteniamo di non condividere
l'impianto generale che sta alla base del provvedimento e, conseguentemente, come
peraltro preannunciato, voteremo in maniera contraria.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io sono decisamente contrario, sorpreso e un po' stupito che venga proposta una
mozione di questo tipo, perché l'attività di Consigliere Comunale non è il mio
lavoro, e non è il lavoro, presumo, per nessuno dei presenti. Il nostro lavoro
comporta un'attività e poi si dedica alla Città e alla collettività parte del nostro
tempo, di cui le riunioni nelle Commissioni sono una piccola parte. Chi di noi lo fa
più o meno seriamente - e non c'è una verifica, non c'è un controllo e non c'è un
obbligo di presenza, per cui già dal punto di vista prettamente legale è una questione
abbastanza controversa - occupa gran parte del suo tempo a leggersi le deliberazioni,
a prepararsi e a preparare il proprio lavoro, per cui pensare che il Consigliere
Comunale si riduca a piantonare il Palazzo e a una presenza e non a essere il
commando un po' d'élite d'assalto è davvero avvilente.
Così come credo che dietro a questa logica - e mi stupisce - ci sia un'ideologia un po'
statalista e illiberale che è tipica del dipendente pubblico, più che di altre parti, dove
è la presenza che comporta il lavoro. Io lo noto spesso nel mio ospedale, dove uno
arriva, bolla "Io sono in servizio", cosa faccia in giro per l'ospedale non si sa; poi
sbolla, "Non sono più in servizio", e a quel punto si dimentica dell'attività.
Allora credo che pensare che la presenza sia l'attività lavorativa e non un giudizio di
valore su cosa si fa, è lo stesso discorso del numero di interpellanze e interrogazioni
presentate che ogni tanto sento fare.
L'Onorevole Costamagna - Deputato per anni, eccetera - era famoso per il record di
interpellanze presentate; credo lo si ricordi solo per quello, non per altro, non
venivano mai approvate, e via dicendo.
Ecco perché io voterò contro e invito i Consiglieri del Movimento 5 Stelle, in questo
caso, e di opposizione, ad essere un po' più seri di fronte all'Istituzione, tenendo
presente che essere all'opposizione è molto comodo, perché non sono costretti a stare
qui ad ascoltare tutte le nostre paturnie, mentre noi, soprattutto in caso di
ostruzionismo, eccetera, due di loro ci tengono qui inchiodati tutto il tempo. E questo
è un rapporto che non è ancora capitato, abbiamo un Regolamento che ha delle
tutele, perché per perdere notti e giorni, non lo facciamo per il gettone di presenza
(quando poi verranno pubblicati i nostri stipendi e le nostre cose, si capiranno molte
cose), lo facciamo perché riteniamo di dover dedicare un po' di tempo alla Città e
alla collettività.
Bene o male, saranno i cittadini a nominarci. Io posso anche sostenere che chi mi ha
votato, lo abbia fatto perché non mettessi piede qui dentro, ed è legittimo. Non c'è un
obbligo di presenza. Ecco perché ritengo sbagliata questa proposta di mozione e
voterò contro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Normalmente io non amo emendare documenti politici fatti da altri movimenti e da
altri partiti, perché non la ritengo una cosa intelligente: o il documento mi piace e lo
voto, o il documento non mi piace e non lo voto, non voglio entrare nel merito, però
ritengo che questa sia una cosa un po' più delicata.
Il Gruppo Lega Nord ha presentato un emendamento, in quanto ritengo che
quantificare il tempo di presenza nella Commissione sia un po' effimero, una cosa
anche di poco conto, in quanto una persona potrebbe stare all'interno della
Commissione, leggere il giornale, magari stare su Facebook tutto il tempo della
Commissione e non portare niente di positivo alla discussione.
Vedendo quanto succede in altri Enti (penso alla Regione), dato che comunque la
nostra presenza in Commissione, che sia di merito o che sia di pura presenza, viene
remunerata... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Assolutamente. In base a
quell'indicazione, che comunque viene dall'Ente superiore a noi, la Regione
Piemonte, ho proposto un emendamento soltanto di doppia firma, per quale motivo?
Perché, secondo me, è importante dare comunque un valore a quello che è il gettone
di presenza; poi, come sappiamo, quasi tutti noi arriviamo a sforare quello che è il
tetto dei 19 gettoni e quindi molte delle Commissioni le andiamo a fare
esclusivamente a merito, quindi andando in Commissione, dando quello che è il
nostro contributo e poi andando via.
Secondo me è fondamentale comunque dare un'importanza a quelli che sono i soldi
extra; come diceva il Consigliere Viale, per pochissimi, forse per nessuno di noi,
questo è un lavoro, però, dato che comunque veniamo pagati, perché, in confronto a
Comuni che magari sono più piccoli, ma che lavorano quasi quanto noi, ritengo che i
nostri emolumenti siano discreti. Io penso che quell'emolumento vada rispettato,
vada maturato e comunque, ripeto, non quantifichiamo il tempo, perché, anche
secondo me, sarebbe abbastanza imbarazzante vedere il Segretario Generale
cronometrare il nostro tempo (quante volte andiamo in bagno, quante volte ci
alziamo e andiamo a bere o ci fumiamo una sigaretta).
Quindi, ritengo importante che la presenza (almeno nelle 19 presenze che ci vengono
pagate) sia dall'inizio alla fine, esattamente come, con buon esempio, ci hanno
dimostrato in Regione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tricarico.

TRICARICO Roberto
Intervengo su questa proposta di mozione del Movimento 5 Stelle, perché penso che
la questione che loro pongono sia tremendamente seria. È una questione
tremendamente seria perché mette in campo la nostra concezione della democrazia.
Dico subito che non condivido nella maniera più assoluta il principio di base che il
Movimento 5 Stelle ricorda ogni qualvolta si approccia a questo tema, e cioè che il
corpo elettorale è il datore di lavoro dei propri eletti.
Questa è una rappresentazione del rapporto tra elettori ed eletti molto pericolosa. È
molto pericolosa perché fa genericamente riferimento ad un corpo elettorale come se
fosse indistinto, come se il corpo elettorale non si formasse attraverso un dialogo
continuo tra la società organizzata in politica e la società civile che partecipa alle
vicende politiche.
Tra l'altro, tradisce uno dei principi liberali che hanno proprio consentito
l'emancipazione dei sistemi costituzionali dei nostri Paesi, e cioè: "l'assenza di
vincolo di mandato". È come se introducesse un vincolo di mandato, è come se
rinunciasse a quella libertà, che è una libertà sacra dell'eletto, di fare riferimento
esclusivamente agli interessi pubblici, intesi, sì, in maniera aperta e non particolare
come si sviluppa nel momento in cui ci si presenta agli elettori.
La prima responsabilità di un eletto in Consiglio Comunale è quella di concorrere
alla formazione della volontà dell'Ente, una volontà che poi si produce attraverso la
deliberazione e attraverso il voto.
Ricordo veramente con affetto il Consigliere Bianca Guidetti Serra, che è stata seduta
lì, dove adesso c'è il Consigliere Centillo, ed era lì silenziosa, leggeva il giornale,
leggeva i suoi libri, a suo modo partecipava e quando qualcuno si avvicinava per
chiederle di intervenire nel dibattito che quest'Aula svolgeva, lei rispondeva,
secondo me in maniera magistrale (così come ha saputo fare durante tutta la sua vita
professionale e politica), che anche il silenzio è "esercizio di" democrazia. Il fatto di
poter partecipare ad un'Assemblea, il fatto di poter stare fermi in una Assemblea, il
fatto di poter dare il proprio contributo fisicamente, anche leggendo un libro durante
la discussione, è esercizio di democrazia. Io ho sentito argomentare, sia dal
Movimento 5 Stelle, sia da chi si opponeva in maniera, francamente, un po' banale,
questa complicata questione che è la democrazia.
Ed è per questo che mi sono permesso di intervenire, perché non si può far cadere
questa complessa attività, precipitandola sul gettone di presenza. Io ritengo
veramente avvilente, per il mio ruolo, dover discutere di questo riconoscimento che il
Legislatore - ricordiamolo - ha voluto dare ad un'Assemblea elettiva, che poi, ad un
certo punto, è stato trasformato, appunto, da gettone vero e proprio che veniva
consegnato in quest'Aula - era un gettone emerito, era un modo per riconoscere la
partecipazione - agli Euro che vengono ricordati quando si vuole, appunto,
significare la remunerazione.
È proprio questo che io contesto, il fatto di considerare il gettone di presenza una
remunerazione. Non è questa la remunerazione, non è questa la restituzione che noi
consegniamo, perché, nel momento in cui noi otteniamo la possibilità di sedere su
questi banchi, abbiamo un unico obbligo: quello di restituire il nostro servizio, che
non è assolutamente remunerato e, quindi, non può essere considerato remunerativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Specifico che intervengo a titolo personale, in questo senso, e, con la solita
franchezza e anche coerenza rispetto ai miei intendimenti, io voterò contro a questa
richiesta di mozione. Voterò contro perché me lo posso, tra virgolette, "permettere",
perdonatemi la saccenza o, magari, la poca modestia. Nell'ultima tornata
amministrativa, io sono uno dei Consiglieri fra i più presenti in Consiglio (dati alla
mano) e, devo dire la verità, non sempre sono stato fino alla fine delle Commissioni:
ho partecipato molte volte fino alla fine, in alcune altre soltanto parzialmente, in altre
ancora ho solo assistito all'inizio, poi ho visto che l'argomento non era
oggettivamente interessante o comunque adatto alle caratteristiche che io posso
esprimere e quindi ho preferito il rapporto con gli elettori, altri incontri, altre visite
fuori, sul territorio. In ogni caso, non ho mai fatto mancare il mio contributo all'Aula
del Consiglio.
In più, ritengo assolutamente fondati tutti i ragionamenti che facevano il Consigliere
Lo Russo e il Consigliere Tricarico. Vorrei esprimermi anche riguardo questo
aggiungere un più 1 ogni volta contro la "casta", anche se per noi e per chi sa che
cosa vuol dire fare il Consigliere Comunale è un'offesa essere chiamati "casta". Per
chi non lo sa è un altro discorso, tutto è lecito, è legittimo, ma chi sa che cosa vuol
dire fare il Consigliere Comunale e sa l'impegno che ci va, direi, durante quasi tutto
l'arco della giornata, è offeso da questa proposta di mozione, perché condivido
quanto ha detto il Capogruppo Lo Russo che non si può misurare, sul tempo della
presenza in Commissione, la capacità di proposta che un Consigliere ha.
Ricordo a tutti che la politica è la direzione suprema della cosa pubblica e senza la
politica e continuando ad attaccare la politica anche seria ed onesta, come si fa in
questo Consiglio Comunale, pur con le legittime opinioni diverse, continuiamo a
darci da soli delle martellate nei piedi. Invece, a mio giudizio, dobbiamo capire che
siamo in un contesto dove la Costituzione ci trasferisce il maggior numero di
funzioni possibili, continuiamo ad avere un lavoro sempre maggiore rispetto ad altri
organi elettivi, non siamo un organo legislativo, non ci possiamo autodifendere,
come fa giustamente la Regione o come fa il Parlamento, che, ricordo, tra l'altro,
hanno l'indennità, noi abbiamo il gettone di presenza, che è ben diverso, quindi è
facile per i Consiglieri Regionali dire la doppia firma in Commissione, perché
comunque il loro lavoro viene giustamente e legittimamente premiato dall'indennità.
Invece, in questi ultimi cinque anni, noi abbiamo subito tagli su tagli su tagli e
continuiamo a farci del male da soli chiedendo delle cose che non sono accettabili, a
mio giudizio, e che, ripeto, mi offendono profondamente.
Quindi personalmente, ripeto, voterò contro a questa proposta di deliberazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Anch'io parlerò in termini personali, perché voterò sì, in difformità con il mio
Capogruppo. È quasi una protesta il mio sì. Sì, c'è il pluralismo di idee, ho sentito
dire che è il punto elevato della democrazia; dal momento in cui mi sono sentito dire
quella frase, adesso non lo dico urlando, lo dico con toni pacati, mezz'ora prima il
punto più alto della democrazia era irriverente mentre l'Assessore presentava una
deliberazione, irriverente, perché mi piacerebbe farvi vedere i filmati (io spero che il
Movimento 5 Stelle ve li fornisca) per vedere l'atteggiamento che, molte volte, avete
voi quando i vostri Assessori illustrano le deliberazioni, ma non voglio essere
offensivo, non ne abbiate a male, vediamoli assieme anche al bar o in birreria
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). Anche per voi.
Volevo solo fare due sottolineature proprio nei confronti del Consigliere Viale, che
diceva una piccola parte per quanto riguarda le Commissioni. La premessa proprio
dell'Assessore, quando ha illustrato la deliberazione, dice, è stata ampiamente
illustrata, dibattuta e magari partecipata all'interno della Commissione. Poi in realtà
non è così, "piccola partecipazione", cade in contraddizione il Consigliere Viale, che
poi ha fatto una citazione in maniera quasi irriverente, e questo mi dispiace, perché
quando si citano persone della sinistra che non sono più in questo mondo, si usano
subito dei toni di riflessione, di dolcezza, mentre era quasi irriverente nei confronti di
un certo Costamagna, che ha veramente svolto tanto e l'ha fatto sempre in maniera
molto onesta, tant'è che è sempre stato emarginato, come Deputato, perciò un
minimo di rispetto anche nel citare, quasi come se l'Onorevole Costamagna sia da
ricordare per un fatto meramente statistico. Io, da ex democristiano, questo non lo
accetto. (INTERVENTI FUORI MICROFONO).
In realtà, ho sentito addirittura fare dei ragionamenti filosofici, da parte del
Capogruppo Lo Russo, su una questione che poi si traduce semplicemente: ci pagano
un gettone di presenza, bisognerebbe almeno garantire una certa presenza. Il discorso
poi si traduce in questo, perché c'è gente che firma e se ne va. Non è neanche giusto
questo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Abbiamo tre idee diverse. Non
sono d'accordo neanche io alla doppia firma, perché mi sembra che...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Liardo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Per cortesia, Consigliere Viale! Prego, Consigliere Liardo, concluda.

LIARDO Enzo
Concludo, Presidente. Ho sentito addirittura parlare anche di pericoli da parte del
Consigliere Tricarico. Ripeto, mi sembra veramente... Comunque ho notato anche
una cosa: l'attenzione di questa assise proprio quando si parla in termini che
comunque possono interessare tutti, mentre magari certe deliberazioni, che ritengo
anche importanti, non interessano a nessuno.
Voterò a favore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Musy.

MUSY Alberto
Eserciterò il diritto evocato dal Consigliere Tricarico a proposito del silenzio e voterò
comunque contro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Innanzitutto, spezzo una lancia a favore del Movimento 5 Stelle, perché noi avevamo
già sollevato questo problema anche nella precedente tornata amministrativa, sia in
Provincia che sulle Circoscrizioni.
C'è il buono e il cattivo di questa cosa. È indubbio che noi facciamo un grosso
lavoro, è indubbio che abbiamo - avete, soprattutto, perché per me è il primo
mandato - subito molti tagli rispetto al passato, ma è anche indubbio che, se lo
facciamo, è perché riteniamo che sia un lavoro utile.
Mi rifaccio un attimo al Consigliere Viale, che si sente inchiodato per un giorno alla
settimana a fare Consiglio, perché altrimenti qualcuno di noi mi conta ogni cinque
minuti: non mi sembra che sia un lavoraccio da sentirsi inchiodato a una sedia per
tre, quattro ore un giorno alla settimana. È chiaro che la nostra idea, appunto, è quella
che è più riferibile alle Commissioni, dove spesso e volentieri (in questa sede e anche
in sede regionale e provinciale) si è vista - e l'ho visto già anch'io, purtroppo, e non
faccio nessun riferimento né alla destra, né alla sinistra - la cattiva abitudine di
arrivare dopo un'ora che è cominciata la Commissione o arrivare e, dopo dieci
minuti di lettura di giornali e di quotidiani, andarsene.
Quindi è una cattiva abitudine, proprio perché non siamo obbligati ad andare in una
Commissione. Se poi, per qualche motivo, qualcuno, per motivi personali, arriva in
ritardo, abbia almeno la compiacenza di non firmare. Se c'è questo grande interesse
comunque ad esserci per prendere la coda della Commissione o l'inizio della
Commissione, potremmo anche non firmare.
Diversamente, certi atteggiamenti sono delle forzature; poi che sia, come dice
giustamente il Consigliere Tronzano, inadeguato il riconoscimento che i Consiglieri
hanno nel loro lavoro, nella completezza del loro lavoro, senza ombra di dubbio, ma
non mi sentirei così terribilmente offeso da appoggiare questa richiesta.
Noi, come Gruppo, avevamo chiesto la doppia firma, non la misurazione a tempo,
perché è chiaro che la misurazione a tempo non può avere un valore: io posso stare in
Commissione 70 minuti, se poi dura altri 70 minuti la valutazione è relativa. Però,
certamente, questo fenomeno - voi, che avete già esperienza, lo sapete meglio di me -
del "metti la firma e scappa" è abbastanza usuale. Per cui rimane a coscienza di
ognuno di noi di avere un comportamento consono.
Dopodiché, ribadisco: è vero che noi, tantissimi di noi, non tutti, abbiamo anche un
altro lavoro, quindi è indubbio che lo facciamo per passione, se lo facciamo con
passione questo lavoro facciamolo anche nel rispetto di chi invece fa solo questo
lavoro, e c'è molto di più, con una presenza molto più coerente. Voterò a favore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Consigliere Viale, la invito per l'ultima volta a non intervenire quando gli altri
parlano, altrimenti le devo chiedere di uscire dall'Aula. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Consigliere Viale, è l'ultimo ammonimento! Prego, Consigliere
Curto.

CURTO Michele
Presidente, Colleghi del Movimento 5 Stelle, io voterò contro a questa proposta di
mozione e lo faccio in maniera convinta. Lo faccio perché credo che esista su questo
una diversità profonda rispetto all'idea di innovazione della democrazia, che pure è
un tema importante e che, io riconosco, per esempio, per certi versi, è proposto dal
Movimento 5 Stelle. Lo faccio, in parte, sulle ragioni delle parole del Consigliere
Tricarico, del Capogruppo Lo Russo, dei silenzi del Capogruppo Musy, ma ne vorrei
aggiungere ancora una parte, che mi sta particolarmente a cuore.
Io non credo che la democrazia, come diceva qualcun altro, sia la forma più
efficiente di gestione del potere, anzi, non credo che la democrazia debba essere la
forma più efficiente di gestione del potere, altrimenti sarebbe un errore, anzi, un
problema.
Quando ho partecipato alle primarie, mi è stato chiesto, a differenza di altri candidati,
di raccogliere le firme per poter partecipare. Noi, che arrivavamo da un'esperienza
sociale, io che arrivavo da una esperienza sociale. Nel raccogliere queste firme, l'ho
fatto anche davanti allo stabilimento di Mirafiori, è una cosa di cui vado
particolarmente orgoglioso. Era il giorno prima - per le carrozzerie - dell'inizio di un
turno particolarmente lungo di cassa integrazione, che non è finito ancora oggi e che
durerà ancora 12 mesi. E ricordo quel giorno con enorme responsabilità, perché
vedere persone che, davanti ad un problema personale così forte, firmavano per la
candidatura di un giovane di 31 anni, di 30 anni allora, se volete, anche per
un'utopia, e davano una delega, è una cosa importante che noi, tutti quanti noi, per
parti diverse, esercitiamo in quest'Aula.
E io, in quel momento mi sono posto una questione, e lo faccio anche spesso, una
questione che secondo me è fondante, nella mia idea di democrazia, ed è la seguente:
se io posso rappresentare loro, devo sempre mettermi nelle condizioni e mettere il
contesto democratico in cui vivo nelle condizioni loro di rappresentare me. Cioè, io
mi farei rappresentare da un operaio di Mirafiori? E quali sono le condizioni per
permettere a un operaio di Mirafiori di potermi rappresentare?
Io penso che la cosa che diceva prima il Consigliere Tronzano sia estremamente
vera, cioè la diversità, per esempio, fra uno status di Consigliere regionale, che
prevede un'indennità e poi dei gettoni di presenza, o uno status parlamentare, che
prevede un'indennità e poi dei gettoni di presenza, e uno status di Consigliere
comunale, che non prevede, per esempio, un'indennità, è uno status profondamente
diverso, che non giustifica, Colleghi del Movimento 5 Stelle, la vostra richiesta, che
è sbagliata, a mio parere. Perché dico questo? Perché io credo che, facendo così,
rischiamo di distogliere l'attenzione della gente del nostro Paese, della nostra città,
che invece oggi dovrebbe pretendere una politica migliore, anzi, la deve proprio
pretendere, perché altrimenti ci incartiamo, Colleghi, una politica migliore da quella
che è la vera questione, cioè noi rischiamo di fissare il dito e non guardare la luna.
Oggi il problema, anche rispetto alle politiche che riguardano il Comune, anche
rispetto al Comune, non sono i gettoni di presenza dei Consiglieri, semmai sono i
soldi che i Consiglieri hanno speso per arrivarci in quest'Aula, sono i costi delle
campagne elettorali, l'eccessiva personalizzazione, le preferenze, il quantitativo di
risorse private che sono state investite intorno alle campagne elettorali stesse, gli
interessi, leciti per la maggior parte (e speriamo mai illeciti) che si giocano intorno
alle campagne elettorali, per esempio, la vera questione... Poniamoci una domanda:
ma se noi abolissimo il gettone di presenza, ed è questo che mi viene da pensare, ma
chi è che verrebbe in quest'Aula? Verrebbero meno i Consiglieri Comunali? No, io
credo che i Consiglieri continuerebbero ad esserci, come ci sarebbero i Consiglieri
regionali, i Parlamentari, i Parlamentari europei. Semplicemente noi escluderemmo
dalla possibilità della rappresentanza quegli strati di popolazione che semplicemente
hanno altro da fare nella vita, che hanno bisogno comunque di avere una possibilità
di avere un reddito.
E quindi, tornando a quella fabbrica, a Mirafiori, alle tante situazioni...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Curto.

CURTO Michele
Sto concludendo, Presidente, grazie. Io penso che il gettone sia una cosa democratica
e che sia democratica per come è intesa oggi, che piuttosto andrebbero sostanziati i
meccanismi con cui i nostri elettori possono controllare il lavoro di noi eletti,
piuttosto andrebbero sostanziati gli elementi di trasparenza rispetto alle scelte
amministrative, rispetto alle campagne elettorali e sui tesseramenti ai partiti.
Soprattutto io sono sempre più convinto, giorno dopo giorno, che una migliore
qualità della democrazia non possa prescindere che dalla partecipazione. E maggiore
sarà la demagogia con cui attacchiamo la partecipazione alla democrazia, che ancora
oggi si sostanzia attraverso i partiti, maggiormente rischiamo di mettere a repentaglio
il sistema stesso.
E io non credo che esista nessuna demagogia di sinistra (la storia ce lo ha insegnato),
così come credo che non possa esistere nessuna democrazia senza la partecipazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Intanto sono molto contento di aver avuto questa discussione, perché direi che
finalmente abbiamo avuto anche una discussione di un interessante livello politico,
che sarebbe anche utile magari proseguire poi tranquillamente, anche al di fuori della
sede istituzionale. Tuttavia, mi sembra che si sia un po' perso il punto della proposta,
perché ho sentito parlale praticamente di qualunque aspetto riguardante la politica.
Intanto vorrei precisare che, visto che è stato detto che questi soldi sono soltanto
un'integrazione al nostro stipendio perché tutti dobbiamo avere un lavoro, a parte che
io ho fatto la scelta, ma personale e libera, di lasciare il mio lavoro per venire qui,
perché penso che una città di un milione di abitanti, in questo momento storico,
richieda un impegno, comunque, il più possibile full time, però, visto che è stato
detto che questi soldi sono un argent de poche, io ricordo che, spalmando i soldi che
riceviamo (quelli di noi che ottengono tutti i gettoni di presenza), come fosse uno
stipendio, sulle tredici mensilità, si ottiene una cifra che è attorno ai 1.300-1.400
Euro netti al mese, che comunque non è uno stipendio magari da re, ma è uno
stipendio con cui molte persone mandano avanti una famiglia. Quindi, non stiamo
parlando proprio di una cifra completamente trascurabile che ci viene data dai fondi
pubblici.
Io ho sentito parlare più o meno di qualsiasi cosa, per esempio dell'efficacia del
lavoro intellettuale, del fatto che il lavoro intellettuale non si può misurare, può
essere più efficace se non è contenuto. Sono d'accordo, però non stiamo parlando di
questo. Qui stiamo parlando di una Legge che prevede un gettone di presenza,
definito "gettone di presenza". Perché, se ci avessero voluto dare un compenso che
prescinde dalla nostra presenza, ci avrebbero dato l'indennità, come prevista in altri
ruoli.
Il concetto di gettone di presenza prevede la presenza, lo dice la parola stessa, per cui
mi sembra il minimo pretendere che, se esso deve essere corrisposto, ci sia la
presenza.
Per rispondere al Consigliere Viale, non c'è nessun obbligo di presenza; non stiamo
chiedendo che i Consiglieri comunali siano presenti a tutte le Commissioni oppure
che si dimettano. Se un Consigliere, nella propria azione politica, ritiene di non
venire a nessuna Commissione è liberissimo di farlo, è una sua scelta politica e ne
risponde agli elettori, però non può pretendere di essere retribuito con un gettone di
presenza se la presenza non c'è. E' tutto qui il problema: ho sentito parlare di tutto,
di costi delle campagne elettorali, di qualsiasi roba, ma è una cosa molto semplice.
Preciso anche - ci tengo a farlo al microfono - che ho visto la maggior parte dei miei
Colleghi, di tutti gli schieramenti, venire regolarmente in Commissione, starci anche
abbastanza regolarmente; qualcuno non l'ho visto, però non mi sembra di essere in
un ambiente in cui c'è un problema di assenteismo come in Circoscrizione, dove si
vedono effettivamente casi di Commissioni deserte, semideserte, con persone che
entrano, fanno una firma e vanno via.
Però, anche in Comune ogni tanto c'è qualche Consigliere che ogni tanto viene,
firma e va via e questo vuol dire non rispondere del corretto trattamento di questo
compenso, che è un gettone di presenza. E' anche vero che gli sprechi della politica
sono altri, come gli sprechi dell'Amministrazione comunale, però dovremmo
cominciare noi a dare un segnale di moralità, perché ce lo chiede la gente. Quindi,
non possiamo lamentarci che la gente pensa male della politica, è qualunquista e non
ne vuole più sapere delle Istituzioni, se ci rifiutiamo anche di dare questi piccoli
segnali di responsabilità.
Capisco inoltre tutti i ragionamenti sul fatto che si può fare politica altrove, meglio
anche, magari in maniera più utile, spendendo quel tempo da un'altra parte.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

BERTOLA Vittorio
Però, finché questa cosa si chiama "gettone di presenza", deve corrispondere a una
effettiva presenza. Ce lo chiede la legge e credo che questo sarebbe un ottimo
segnale da dare alla città sul fatto che in Comune abbiamo una responsabilità su
come vengono spesi i soldi dei cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Bertola, mi permettevo di dire che lei ha pochi mesi di esperienza, però
la invito a considerare i cinque anni, prima di pensare all'emolumento che lei ha
valutato, perché effettivamente i conti poi non tornano alla fine dell'anno successivo,
quando si devono pagare le imposte per l'anno precedente. Questo vale per i
dipendenti, piuttosto che per gli autonomi.
Passiamo all'analisi dell'emendamento.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Come ho detto prima, l'emendamento sopprime semplicemente la quantità di tempo
espressa in 70% da parte del Consigliere che rimane in Commissione, chiedendo
esclusivamente la firma a inizio Commissione e la firma a fine.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento:
Presenti 30, astenuti 2, favorevoli 3, contrari 25.
L'emendamento è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale dell'emendamento è inserito nel
presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Non essendoci altre richieste di votazione, pongo in votazione la proposta di
mozione:
Presenti 24, favorevoli 6, contrari 18.
La proposta di mozione è respinta
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