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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 3 Ottobre 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2011-05048
"SITUAZIONE DEI LAVORATORI AMIAT S.P.A." PRESENTATA DAL CONSIGLIERE CURTO IN DATA 23 SETTEMBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201105048/002, presentata in
data 23 settembre 2011, avente per oggetto:
"Situazione dei lavoratori AMIAT S.p.A."

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Sostanzialmente, le questioni sono tre. In particolare, viene messo in evidenza il
problema di un diritto sindacale.
Relativamente alle controversie di lavoro effettivamente aperte dinanzi al Tribunale,
ad oggi queste riguardano meno di 80 lavoratori; devono, però, essere aggiunte le
vertenze instaurate da altri 170 lavoratori, che, però, riguardano il filone relativo al
risarcimento per il lavaggio degli abiti da lavoro. Su questa questione l'azienda ha
correttamente resistito in giudizio, in quanto le sentenze finora emesse, sia di primo
che di secondo grado, sono state ad essa favorevoli.
Per quanto riguarda i diritti sindacali, che è la questione evidenziata nella prima
domanda, il riferimento è ad un caso che è tuttora \"sub iudice\". Peraltro, è doveroso
sottolineare come la materia oggetto del contendere sia legata ad un contrasto tra il
contratto nazionale e le direttive comunitarie in materia di appalti, riguardando la
causa i diritti dei lavoratori e degli appaltatori di alcuni servizi.
Inoltre, c'è un caso aperto che, anche in questa situazione, riguarda un
provvedimento di licenziamento dovuto all'inquadramento spettante ad un
lavoratore, nel senso che il lavoratore ha vinto una causa relativa al lavoro che
svolgeva in un'unità produttiva che, prima, era autonoma e che, dal 2008, è stata fusa
in AMIAT (quindi, riguarda Publirec); sulla base di ciò, gli sarebbe spettato un
livello maggiore. L'AMIAT aveva proposto, in un accordo giudiziale, di prendere
tempo sulla questione, riconoscendo poi il quarto livello nel momento in cui verrà
riavviato il lavoro in Publirec, che oggi è ferma ed è in ristrutturazione per l'incendio
di cui abbiamo avuto modo di parlare. Il lavoratore non ha accettato questa
condizione, per cui, oggi, ci troviamo di fronte a questa situazione, che è stata
denunciata.
Credo che, sulla base di questo, sia possibile un ulteriore approfondimento e, per
quanto riguarda le questioni relative all'insieme del contenzioso, in realtà si tratta di
un modello abbastanza presente negli anni e da molto tempo in AMIAT, ma che, per
fortuna, si sta riducendo. Ovviamente, la riduzione del contenzioso individuale e la
risoluzione in termini collettivi dipendono essenzialmente dai livelli di relazione
sindacale e dagli accordi collettivi conclusi.
Mi pare che, da un po' di tempo a questa parte, ci sia una presa di coscienza della
situazione, per cui sia da parte dell'azienda che da parte delle Organizzazioni
Sindacali si stanno cercando delle soluzioni collettive per quanto riguarda questo
tema, fermo restando che, ovviamente, le vertenze che sono in corso è necessario
riuscire a risolverle in qualche modo. Di conseguenza, se da una parte c'è un
contenzioso, necessariamente da parte dell'azienda non vi è altra possibilità che
difendersi nella sede adatta, che poi è una sede naturale, come spesso avviene per il
diritto al lavoro in tutti i suoi aspetti.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Mi ritengo solo parzialmente soddisfatto della risposta o, al contrario, solo
parzialmente insoddisfatto, anche perché il Vicesindaco - che ringrazio - ha precisato
poc'anzi che per quanto riguarda il caso di questo lavoratore (di cui non citiamo il
nome per una questione di diritto alla riservatezza) c'è bisogno di un ulteriore e
successivo approfondimento.
Però, il caso di questo lavoratore, dal punto di vista del diritto al lavoro, è molto
chiaro, in quanto, nel 2010, il Giudice del Lavoro di Torino ha scritto nella sentenza:
"Accerta che il suddetto ha svolto le mansioni di operaio addetto alla
movimentazione, mediante utilizzo di mezzi e peso superiore a 100 quintali a far data
dall'01/03/2007 e per un periodo superiore ai tre mesi" - quindi, ha svolto questo
lavoro a lungo - "e condanna AMIAT ad inquadrare il ricorrente nel superiore quarto
livello professionale a decorrere dal terzo mese successivo dalla data sopraindicata".
Oggi, purtroppo, l'azienda invece ha fatto ben altro; infatti, c'è stato un carteggio tra
il lavoratore e l'azienda stessa, dai quali risulta che il lavoratore, sapendo che
Publirec nei mesi successivi - lo citava prima il Vicesindaco - al 2008 era stata
inquadrata da AMIAT, aveva seguito un corso come autista di pala meccanica, ma
non gli era stato detto che era necessaria la patente per lavorare all'interno degli
impianti chiusi dell'AMIAT; peraltro, nei mesi scorsi il lavoratore aveva dato la
propria disponibilità ad essere inquadrato in mansioni di livello inferiore, ma, di
fatto, è stato licenziato perché non c'è un posto di lavoro adatto alle sue mansioni e
non è disponibile ad accettare un inquadramento diverso e, quindi, una retribuzione
diversa. Vorrei sottolineare che il lavoratore - e questo è il fatto importante - ha
cercato questa chiarezza e questo diritto nella sede opportuna, cioè quella del
Tribunale di Torino.
Per questa ragione credo che questo caso sia emblematico di una situazione che -
sono contento di sentirlo dalle parole del Vicesindaco - va a risolversi o a ridursi da
una prassi, che era quella di risolvere i rapporti sindacali con i propri lavoratori
attraverso l'accesso alle sedi giudiziarie. Non so se i dati forniti prima dal
Vicesindaco siano corretti, non ho modo di verificarlo, ma quello che so è che
l'elenco in mio possesso riguarda 477 pratiche di diritto del lavoro di AMIAT nei
confronti dei suoi lavoratori riferite al periodo dal 2008 ai giorni nostri. È
particolarmente significativo che un'azienda pubblica come AMIAT debba ricorrere
477 volte - peraltro perdendo, se non sbaglio, 474 volte - al Tribunale di Torino per
risolvere i rapporti con i propri lavoratori. Voglio ricordare che questa azienda, negli
ultimi mesi, ha rinnovato il parco auto per i dirigenti e ha confermato il premio di
produzione, pari al 25% della retribuzione, per i dirigenti stessi.
Per questa ragione, relativamente al caso di cui sopra (anche perché sono convinto
che l'Amministrazione e la Città debbano trovare una soluzione alla vicenda di
questo lavoratore) e sulla situazione più generale di AMIAT - naturalmente,
prendendo atto delle parole pronunciate poco fa dal Vicesindaco -, chiederei di
rimandare l'interpellanza in III Commissione per un ulteriore approfondimento, così
come indicato anche dal Vicesindaco.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Vorrei fare solo due correzioni per il verbale. La prima è che, come ho detto, per
quanto riguarda la maggior parte delle vertenze oggi in atto sul filone relativo al
risarcimento per il lavaggio degli abiti, in realtà, sta avendo ragione l'azienda rispetto
ai ricorsi dei lavoratori.
La seconda (sempre per chiarezza ai fini del verbale) è che l'AMIAT, in attesa che si
aprisse Publirec, ha offerto al lavoratore interessato un lavoro di terzo livello con una
retribuzione di terzo (non essendoci una mansione da quarto livello in AMIAT);
questo è il problema del contenzioso. Cioè, siamo partiti da un contenzioso
retributivo, per arrivare invece a parlare del posto di lavoro. A questo punto, quando
riaprirà Publirec, bisognerà tenere conto del fatto che il Giudice gli ha riconosciuto
che il lavoro svolto in quel di Publirec era di quarto livello.
Questo lo dico per chiarezza ai fini del verbale, in modo tale che non si faccia
confusione in un caso che, di per sé, è già sufficientemente complicato.
Ovviamente - come avevo già detto - sono d'accordo ad un ulteriore
approfondimento in Commissione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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