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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 3 Ottobre 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 11
INTERPELLANZA 2011-04791
"STRATEGIA DELLA CITT? DI TORINO PER IL FUTURO DEL CSI PIEMONTE" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 12 SETTEMBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104791/002, presentata in
data 12 settembre 2011, avente per oggetto:
"Strategia della Città di Torino per il futuro del CSI Piemonte"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Nell'interpellanza viene posta una serie di richieste (sapere qual è il debito e qual
è, secondo la Giunta, il ruolo del CSI Piemonte).
Al 31/12/2010, il debito verso CSI Piemonte da parte della Città di Torino
ammontava a 50,3 milioni di Euro. Entro il 31/12, ovviamente, deve essere svolto il
lavoro di quest'anno. Si tratta di vedere se dal punto di vista del Bilancio del
Comune, che era un assunto, è possibile mantenere l'impegno di evitare un ulteriore
indebitamento o, almeno, di non farlo lievitare.
Nel merito del ruolo complessivo, in questi due o tre mesi, in realtà, c'è stata una
lunga e complicata discussione per affrontare il tema della riduzione a cinque,
secondo la Legge n. 122, e sul fatto se applicarla o no al CSI.
L'orientamento della Regione, al di là del fatto che era già stato rinnovato il
Consiglio di Amministrazione, era di applicarlo. Ovviamente, però, la questione è
stata complicata nel suo tragitto dal fatto che era necessario modificare lo Statuto. La
Regione, infatti, non può fare direttamente come Giunta le nomine, ma devono
passare in Consiglio Regionale, cioè chi fa il bando è il Presidente del Consiglio
Regionale, solo nel momento in cui è stato possibile modificare lo Statuto.
Tuttavia, a fronte di questo, la questione si è risolta con la modifica statutaria da
parte di tutti gli Enti (votando anche in Assemblea). Sulla base di questo, il vecchio
Consiglio di Amministrazione è decaduto. Credo che il Presidente del Consiglio
Regionale abbia avviato la procedura per il bando; contemporaneamente, la Giunta si
è assunta la responsabilità - credo, parlando con i Capigruppo in Regione - di fare
una nomina provvisoria di dirigenti della Regione, che assumano i seguenti ruoli:
uno, di Presidente e, uno, di Consigliere di Amministrazione, accanto agli altri due,
di cui uno nominato dalla Città di Torino e uno nominato dalla Provincia. Nella
prossima Assemblea dovrà essere ancora integrato il Consiglio di Amministrazione
da uno nominato da tutti gli altri Enti.
Al nuovo Consiglio di Amministrazione è dato uno scopo e un indirizzo, peraltro
senza emolumenti. Questa è una contraddizione in termini abbastanza significativi,
perché parliamo di un Consorzio che ha oltre 1.200 persone, per cui le responsabilità
del Consiglio di Amministrazione, anche del Presidente, sono di una certa rilevanza,
però attualmente, in realtà, gli vengono riconosciuti i 30 Euro, così come previsto
dalla Legge n. 122 per le riunioni.
È evidente che bisogna superare questa situazione e, nel farlo, bisogna tenere conto
di quali missioni, ovviamente, si vuol dare al CSI e qual è, a quel punto, in rapporto
alla legislazione vigente, la formula giuridica scelta per determinare l'assetto
societario, cosa tutt'altro che semplice. In ogni caso, è necessario tenere conto di due
questioni essenziali: 1) che il CSI è il cuore pulsante (come lo sono i sistemi
informatici) sia per la gestione, ma soprattutto per l'evoluzione informatica della
Città di Torino, della Provincia, di tantissimi altri Comuni, di alcune situazioni di
ASL e della Regione Piemonte; 2) che il CSI, però, nel tempo, avendo assunto questo
ruolo, è diventato anche un punto di riferimento per l'insieme del sistema
informatico presente nel nostro territorio, sia sul piano provinciale che sul piano
regionale.
A me preme sottolineare questo aspetto, perché credo che sia importante
comprenderlo per fare qualsiasi ragionamento in prospettiva: se oggi il Settore
Informatico nel nostro territorio è il secondo Settore per occupazione (dopo quello
Metalmeccanico), non è un caso; è dovuto, da una parte, al CSI e, dall'altra,
all'iniziativa di Torino Wireless messa sempre in moto tra l'insieme di questi
soggetti pubblici di cui parlavo prima, più Camera di Commercio e Ministero. Senza
questi due presupposti, difficilmente noi saremmo in quella condizione che
determina la diversità rispetto agli altri territori del nostro Paese.
La definizione della mission che CSI deve svolgere e la formula giuridica necessaria
per fare questo sarà affidata - è un compito che è già stato dato - al nuovo Consiglio
di Amministrazione e ad un gruppo di lavoro di riflessione sul tema che il vecchio
Consiglio di Amministrazione aveva già avviato e di cui fanno parte alcune persone
dell'Università e del Politecnico, oltre che persone con altre competenze, in modo
tale da portare ai soci un'attenzione, cioè, un'analisi della situazione e offrendo
possibilità di soluzioni rispetto al futuro.
Per cui, ad oggi, io non sono in grado di rispondere se il nuovo Piano prevedrà
scorporo o dismissione. Credo che, per poter rispondere a questo, sia necessario
anche da parte nostra un ulteriore approfondimento, che non può avvenire se non in
rapporto a che cosa ci dirà questo gruppo di lavoro del Consiglio di Amministrazione
e quali saranno le riflessioni che l'insieme dei soci farà.
Come si è largamente capito, ritengo che la questione del CSI sia fondamentale non
solo per l'attività che svolge per noi, ma per quello che rappresenta per questo
territorio.
Per cui, qualunque sia la soluzione, si dovrà tenere conto di queste due questioni
assolutamente importanti; questo sarebbe anche il modo per rispondere meglio sia ad
un'ulteriore evoluzione del sistema informatico generale della nostra Regione, sia per
la salvaguardia ovviamente occupazionale dei 1.200 lavoratori che oggi fanno parte
del CSI.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Il senso dell'interpellanza, ovviamente, era quello di gettare un po' il sasso nello
stagno, nel senso che in questi mesi si è parlato molto della situazione del CSI,
tipicamente se ne è parlato sui giornali e, secondo noi, era opportuno cominciare a
parlarne anche in Consiglio Comunale.
Da questo punto di vista, devo dire che sono soddisfatto non solo per le risposte
comunque dettagliate, ma anche perché ho visto che è stata calendarizzata questa
settimana in III Commissione anche una discussione sullo stato del CSI, quindi tutto
sommato forse il sasso lanciato nello stagno ha avuto comunque un effetto.
Credo che sia molto importante, perché anch'io penso che il CSI sia una ricchezza
strategica del territorio e sia tradizionalmente un po' forse croce e delizia
dell'informatica, della ST torinese, perché, per certi versi - come giustamente diceva
il Vicesindaco - è stato un coagulante di innovazione, di risorse, di investimenti,
eccetera, quindi ha avuto la possibilità di far crescere effettivamente il Settore
Informatico, ma, per altri versi, magari, ha un po' bloccato lo sviluppo di altri tipi di
economia della ST.
Per cui, è sicuramente importante fare un'analisi franca dei meriti e dei demeriti del
CSI, soprattutto per evitare che anche questo possa diventare in futuro un altro caso
problematico. Quindi, è necessario prendere per tempo i segnali di una crisi, che
comunque ci sono: aumento dell'indebitamento, diminuzione del fatturato e una serie
di riorganizzazioni e ristrutturazioni interne che, viste non solo dall'esterno, ma
anche dall'interno dell'Azienda, hanno lasciato molti dubbi sull'effettiva efficacia e
sull'effettiva strategia che ci stava dietro.
Per cui, effettivamente, la domanda più importante era: che cosa pensa di fare il
Comune per il futuro? Se ha già deciso che questo ruolo strategico verrà confermato
o se invece si pensa di dividere questa Azienda in aziende più piccole, insomma tutto
quello che si può immaginare di fare.
Il fatto di non avere una risposta è già una risposta, nel senso che ho capito che la
questione è ancora sul tavolo, per cui penso ci sarà occasione di discuterne in
Commissione. A questo punto, direi che possiamo chiudere qui l'interpellanza,
altrimenti avremmo chiesto di portarla in Commissione, ma è già calendarizzata,
quindi possiamo proseguire tranquillamente la discussione nella sede della III
Commissione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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