| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201103719/024, assunta in via d'urgenza dalla Giunta Comunale in data 2 agosto 2011, avente per oggetto: "Bilancio di Previsione 2011. Variazioni. I Provvedimento. (Euro 13.304.339,00)". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Passoni per l'illustrazione del provvedimento. PASSONI Gianguido (Assessore) Questa variazione è stata oggetto di una discussione ordinaria all'interno delle Commissioni, durante le quali ritengo siano stati forniti gli approfondimenti richiesti, che peraltro intervenivano sulle poche aree di maggiore entrata o di maggiore spesa, perché in realtà questa Variazione, per la maggior parte, è una Variazione di assestamento, che ha a che fare con storni all'interno delle voci del personale. Siamo a più della metà dell'importo della Variazione stessa, in quanto a inizio anno il personale alloca le risorse in un Capitolo unico e durante l'anno le storna presso i Centri di spesa e di intervento, con le risorse di personale attribuite. Quindi, il personale dell'Assistenza, della Cultura, della Ragioneria, insomma, di ogni Settore alloca le risorse in modo dovuto per imputazione del Bilancio economico. Per il resto, come peraltro chiarito in Commissione, si tratta di maggiori entrate per contributi regionali e in questa sede non ritornerò sul tema, perché alla Commissione sono stati forniti, oltre al promemoria riepilogativo, anche alcuni promemoria specifici ed alcune variazioni, tra cui la necessità di far partire il Master Plan della Variante 200, con gli studi connessi e, naturalmente, la necessità di garantire l'attività ordinaria dell'Ente (per \\\"ordinaria\\\" intendiamo ciò che era contenuto nel Bilancio Previsionale, che sicuramente non è stato approvato da questo Consiglio, ma, evidentemente, è un atto dell'Amministrazione in continuità amministrativa), che aveva impostato come manovra. Quello che sorprende un po' è che, in realtà, questa Variazione non ha particolare orientamento di natura politica, cioè non fa scelte politiche. Vorrei dire: ci mancherebbe che la città non incrementasse le risorse in entrata se la Regione stanzia risorse a contributo per la Città di Torino; di conseguenza, stabilisce che ci sia capienza in entrata per questi contributi che riguardavano le attività socio- assistenziali, Urban, Barriera di Milano ed integrazioni sui servizi per disabili. Sul tema della complessità del Bilancio, credo che la Giunta abbia accettato di buon grado l'invito in I Commissione a partecipare ad una riunione che non aveva come oggetto questa Variazione, ma un focus generale sul Bilancio, proprio per permettere al Consiglio entrante di entrare nella dimensione del Bilancio, che, peraltro, l'Amministrazione precedente aveva già votato e deliberato. Per la cronaca, devo peraltro dire - ma non sarà sfuggito - che da quando il Bilancio della Città è stato approvato ad oggi sono intercorse tre manovre governative che hanno modificato i saldi ed il Patto di Stabilità tre volte e su cui, in un modo o nell'altro - al di là delle valutazioni politiche -, l'Amministrazione si deve misurare. È evidente che il Bilancio è uno strumento dinamico e che al suo interno c'è una dose di tecnicismo, ma, se mi permettete, è l'essenza stessa del Bilancio, vale a dire l'attività di indirizzo e controllo del Consiglio Comunale si espleta nell'indirizzo sulla dislocazione delle risorse e nel controllo sugli atti amministrativi, che, peraltro, sono, in qualunque momento, disponibili in rete a qualunque Consigliere voglia accedervi. Diversamente, si sostituirebbe la funzione della Giunta di attuazione amministrativa degli stanziamenti con quella del Consiglio, cosa che avveniva in passato e che è stata modificata dalla riforma del Testo Unico. Quindi, la Giunta non ha alcun problema ad espletare le procedure di massima trasparenza e di massima esplicazione delle variazioni, tenendo conto di questa funzione essenziale, che, naturalmente, è quella della responsabilità di un Bilancio che si dice autorizzatorio, proprio perché autorizza i funzionari ed i dirigenti ad attuare la spesa secondo gli indirizzi, che non sono contenuti solo in chiave numerica nell'atto di Bilancio, ma anche nella cosiddetta Relazione Previsionale e Programmatica (e invito i Consiglieri a leggerlo), che è la vera anima di indirizzo programmatico dell'Ente e della quale il Bilancio è lo strumento attuativo in termini concreti. Lo affermo con estrema sincerità, penso che si possa lavorare bene in Commissione e che, se l'opposizione ha voglia e coraggio di entrare nel merito della discussione sul Bilancio, questa possa rappresentare un valore aggiunto per tutta la città. Non posso però non riconoscere che gli emendamenti presentati sono solo ostruzionistici; cioè la Giunta, di fronte ad un emendamento che dice: \\\"Sostituire la virgola con…\\\", oppure \\\"Tra la parola Assessore e Passoni inserire 'Gianguido'\\\", chiaramente non crede che si stia parlando del Bilancio, ma, fondamentalmente, si stia cercando di perdere del tempo. Diciamo chiaramente che tra il Bilancio ed emendare un Bilancio per farne politica bisogna imparare a scegliere 10 o 20 emendamenti di politica e discuterne entrando nel merito. Se vengono presentati 500 emendamenti per dire che mi chiamo Gianguido, vi comunico che ho altri nomi, per cui ve li suggerisco: Gabriele, Enrico ed Ezio. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Le faccio i complimenti per il coraggio che ha nel mettere la faccia di fronte a questi Bilanci, perché conosciamo tutti la difficoltà della gestione. Come ha detto, abbiamo un pesante indebitamento 3,3 miliardi di Euro, che diventano circa 4 miliardi di Euro se contiamo tutte le partecipate del Comune; penso che, di fronte a questo, le Variazioni di Bilancio saranno sempre più frequenti, perché, come Comune, dovremo sempre più arrampicarci sugli specchi per cercare di tirare fuori quei centesimi; infatti, alla fine si va a raschiare il fondo del barile e si tratterà di centesimi da andare ad inserire come liquidità. Le faccio un appunto, perché poi verrà fuori che è colpa del Governo e dei tagli. Ai primi di agosto, prima che venisse varata la manovra e l'Italia venisse declassata, l'agenzia di rating Fitch ha dato un parere di outlook negativo, già prima di Standard & Poor's, che ovviamente è quanto ci ha spiegato la volta scorsa. Questo non è un bel segnale, perché - lo dico con assoluta chiarezza - sembra nascondersi dietro ai tagli, allo Stato e a tutto quello che ne consegue. Il senso degli emendamenti è questo. Parlando con lei, prima dell'inizio del Consiglio, ho apprezzato il fatto che avrebbe piacere di disquisire con noi in maniera più approfondita anche per ore, per entrare nel merito e per poter sviscerare meglio quelle che sono queste variazioni di Bilancio o, soprattutto, quando poi entreremo nel merito del Bilancio. Ovviamente, sono stati emendamenti ostruzionistici perché noi non vogliamo assolutamente che passi il concetto che una Variazione così importante di Bilancio arrivi in Commissione e debba essere licenziata per l'Aula pochi minuti dopo. Per questo accolgo il suo invito e mi auguro che nelle prossime riunioni di I Commissione avremo modo di poter affrontare questi temi con più tempo, con più calma e, magari, di poter entrare insieme, perché la considero una persona collaborativa, nel merito della questione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Tempi difficili - parlo soprattutto al Capogruppo Lo Russo ed al Sindaco - per l'Amministrazione Comunale, tempi difficili per i nostri conti, tempi difficili per tutti. La parola susseguente a questa affermazione è "responsabilità". Tutti, a noi opposizione, chiedono responsabilità. Credo che noi in Commissione abbiamo dimostrato grande responsabilità, mettendo in evidenza le contraddizioni all'interno della maggioranza, chiedendo alcune specificazioni, corrette, anche se chi è già qui da più tempo sa benissimo che gli storni di Bilancio sono comunque una competenza della Giunta e, quindi, la facoltà del Consiglio è oggettivamente limitata. Però, abbiamo fatto bene in Commissione a mettere in risalto le contraddizioni all'interno della maggioranza. Questo non significa - Consigliere Lo Russo, Sindaco, Assessore - che ci sottraiamo alle responsabilità. Tutt'altro. Noi siamo pronti, perché abbiamo profondamente dibattuto all'interno del nostro Gruppo sulle tesi del Bilancio, e quando sarà ora saremo pronti anche a formulare proposte che, magari, non saranno storiche, non saranno determinanti, non saranno la panacea, ma saranno proposte concrete che potranno aiutare il Comune in questo momento difficile. Però, Capogruppo Lo Russo - mi rivolgo a lei, al Presidente ed al Sindaco che mi ascolta -, la responsabilità deve essere da entrambe le parti. Cioè, io non posso leggere tutti i giorni dichiarazioni del Sindaco Fassino all'ANSA, che attacca costantemente il Governo sulla questione dei tagli perché con questi tagli i 200 milioni... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma non importa, Sindaco, però noi siamo a Torino; del Sindaco Alemanno, del Sindaco di Varese non... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sindaco, quello che le dico è questo: se a noi chiedete responsabilità, noi chiediamo altrettanta responsabilità da parte vostra, perché, sia ben chiaro, che i 5 miliardi di Euro di debiti, o i 3,2 miliardi di Euro che identifica l'Assessore Passoni, non sono responsabilità del Governo. Noi stiamo parlando, a Torino, di una situazione di Bilancio praticamente declassata da Standard & Poor's; poi, anche sulle agenzie di rating noi abbiamo la nostra opinione: non sono il Vangelo, anche loro sbagliano e non devono essere coloro che determinano la sorte dei mercati e quella dei risparmiatori, poveri cristi, come noi. Quindi, anche sulle agenzie di rating noi abbiamo da dire. Con chiarezza, Sindaco, vogliamo dirle che non è possibile che tutti i giorni, da almeno tre settimane a questa parte, compaiano costantemente sue polemiche contro il Governo, dicendo che il Governo con i tagli affama la popolazione torinese, perché non è così. Purtroppo, c'è una macchina burocratica, messa in piedi negli anni oscuri della Cortina di Ferro, e lo ricordo ai "compagni", dove il Governo è stato costretto a mettere in piedi tutta una serie di meccanismi che hanno portato al default di Bilancio di oggi, dagli anni Settanta agli anni Ottanta. Se guardiamo la storia è così. Noi abbiamo avuto il Partito Comunista più forte in Europa, abbiamo dovuto rispondere al KGB ed all'Unione Sovietica con un buco di Bilancio di quel genere. È così, caro Consigliere Grimaldi, dal mio punto di vista, posso dirlo? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). E lo dico. Adesso non prendetevela con Berlusconi e con i tagli di questo Governo, ma, cari compagni, bisogna analizzare con grande attenzione quanto è accaduto negli anni Settanta ed Ottanta; osserviamo la situazione di oggi, i tagli a cui siamo costretti (come Governo, come Regione ed anche come Città), assumiamoci le nostre responsabilità e cerchiamo di agire da amministratori, perché io sono stato eletto - e, se fossi diventato Sindaco, avrei detto la stessa cosa - per risolvere i problemi, non per complicarli. Entriamo nel merito per risolvere i problemi, ragioniamo, ma non attacchiamo continuamente l'attività del Governo, perché non è la soluzione giusta. Oggi su "La Stampa" ho letto che la Regione, la Provincia ed il Comune hanno trovato questa "quadra" e da cittadino sono stato contento; questo è il messaggio giusto nei confronti della cittadinanza. Non mi interessa che l'abbia proposta il Sindaco Fassino o il Presidente Cota, ma il risultato per i cittadini è che, forse, vedranno meno confusione, hanno respirato un attimo e si sono accorti che ci adoperiamo tutti per cercare di risolvere i problemi. Come Capogruppo del partito di minoranza relativa all'interno della minoranza e dell'opposizione del Consiglio, chiedo formalmente al Sindaco di non utilizzare più l'ANCI come una clava contro il Governo, di non usare più alcune dichiarazioni importanti - perché lui è un personaggio nazionale - esclusivamente contro il Governo. Cerchiamo di ragionare, Sindaco, come abbiamo fatto oggi sui giornali, cercando una concordia che ci permetta di rispondere alle grandi difficoltà di oggi, che non sono sicuramente determinate esclusivamente dal Governo Berlusconi - questo togliamocelo dalla testa -, con delle proposte concrete. Noi siamo pronti e, Assessore Passoni, su questo ci assumiamo le nostre responsabilità anche in Commissione, a partire dalla questione dei derivati: 25 contratti che stiamo analizzando con grande attenzione e, poi, proveremo a fare delle proposte concrete a riguardo. La sentenza di Pisa può essere un faro illuminante per cercare di andare incontro anche alle esigenze di questo Comune; quindi, Capogruppo Lo Russo, credo che questo appello non possa e non debba cadere nel vuoto. Prima, in Conferenza dei Capigruppo, lei ci ha richiamato ad una responsabilità e noi rispondiamo con altrettanta responsabilità, ma, se vogliamo risolvere questo benedetto problema dei conti pubblici, cerchiamo oggettivamente, ognuno per quanto può - come dice anche il Vicesindaco di Alessandria - di assumerci le nostre responsabilità, senza scaricarle sugli altri. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Vorrei sottolineare che sono abituato, non da oggi, ad assumermi le mie responsabilità e io e la mia Giunta ce le assumiamo di fronte ad una situazione finanziaria complessa e delicata, che è resa certamente più grave da decisioni che sono state assunte e che sono state contestate non da me o dai Sindaci del centrosinistra, ma dall'ANCI. Vorrei richiamare - manderò copia di una rassegna stampa - quanto è stato detto in queste settimane da Osvaldo Napoli, Presidente facente funzioni dell'ANCI, e dal Sindaco di Roma, Alemanno, che appartiene al Popolo della Libertà; le invierò le dichiarazioni di Fontana, che ha annunciato di dimettersi da Presidente dell'ANCI della Lombardia di fronte ai provvedimenti del Governo e che appartiene alla Lega Nord, e del Sindaco di Verona, Tosi. È l'insieme dei Sindaci italiani che ritiene che i tagli che sono stati fatti siano insostenibili. Peraltro le mie dichiarazioni sono in assoluta linea con questo giudizio dell'ANCI e, quindi, esprimono una critica molto chiara e severa a questi tagli, ma senza particolari toni né polemici, né aggressivi, né violenti; dico semplicemente che la condizione in cui gli Enti Locali sono stati messi mette a rischio l'erogazione di servizi fondamentali. Lei mi deve spiegare se l'azzeramento del Fondo Nazionale per la non autosufficienza (infatti, per il 2012 il fondo è Euro 0) non mette in discussione la possibilità per i tutti Comuni, al di là dell'indebitamento che hanno, di erogare questo servizio ai cittadini. Ad esempio, il fondo del trasporto pubblico locale è stato ridotto del 70% e le manderò le dichiarazioni di Formigoni a questo proposito, altro che le dichiarazioni di Fassino! Le dichiarazioni di Formigoni sono violentissime sul taglio del 70% al trasporto pubblico locale, per cui non riduca questi atteggiamenti critici al pregiudizio di chi sta da una parte politica. Si tratta di tutti i Sindaci, di tutti i Presidenti di Regione e di tutti i Presidenti di Provincia, compreso Castiglione (che è Presidente dell'UPI, del Popolo della Libertà della Regione Sicilia e della Provincia di Catania), che ha detto che così non si può continuare. Dopodiché la questione dell'indebitamento è ovviamente da affrontare, ma, rispetto ai tagli sulla spesa corrente, incide in misura assolutamente irrilevante. I problemi principali che abbiamo dipendono dagli ultimi tre decreti che sono stati emanati dal Governo: per il 2011 abbiamo 43 milioni di Euro in meno sulla spesa corrente e per il 2012 avremo 34 milioni di Euro in meno sulla spesa corrente; questo significa avere 77 milioni di Euro in meno sulla spesa corrente. È questo che ci mette in una grande difficoltà! Poi, noi dobbiamo fare i conti con l'indebitamento e con il fatto che dobbiamo stare dentro il Patto di Stabilità e questo ci comporta un rigore aggiuntivo ed ulteriore. Ma non è vero che la situazione di precarietà dei servizi fondamentali del Comune di Torino è determinata dall'indebitamento, perché c'è una radicale differenza tra l'incidenza che hanno i tagli sulla spesa corrente e il tema dell'indebitamento e del conto capitale, che dobbiamo affrontare. La nostra Giunta si pone il problema di avviare una riduzione dell'indebitamento e, quindi, siamo assolutamente consapevoli che esiste questo problema, senza però equivocare tra di noi. Poi, lei ha fatto alcune considerazioni su cui non voglio tornare, altrimenti la discussione diventa lunga. Le segnalo soltanto che, nel 1999 (anno di entrata in vigore dell'Euro e lei sa chi governava in quel momento), il debito pubblico era al 103% del PIL; adesso siamo al 120% del PIL. Quindi, forse, non è tutto imputabile al Muro di Berlino o a quello che c'era prima, perché c'è anche una storia di questi anni che andrebbe vista. Questa è una discussione più generale e di altro ordine, che, se vogliamo fare, possiamo affrontare, ma non vorrei prendere troppo tempo al Consiglio. Sulle questioni che, in particolare, attengono alla manovra, vorrei che fosse chiaro che i giudizi che ho espresso sono gli stessi che hanno espresso indistintamente tutti i Sindaci italiani, qualsiasi sia il colore politico della Giunta che guidano e del partito a cui appartengono. Evidentemente, ci sarà una ragione. Le voglio rendere ancora più evidente la ragione di questa protesta; sta nelle seguenti cifre: sulla spesa pubblica totale, al netto dei tassi di interesse pagati sui titoli (che, ovviamente, vanno messi da parte in questa cifra), la spesa statale ammonta al 55% della spesa totale globale. Questo 55% è gravato di tagli presunti (perché non sono stati ancora fatti, ma sono stati preventivati) pari al 25%. La spesa regionale ammonta al 25% della spesa totale globale ed è gravata di tagli pari al 55%. La spesa di Province e di Comuni ammonta a meno del 15% della spesa totale globale ed è gravata di tagli pari al 40%. Queste cifre spiegano il motivo della protesta degli amministratori, in quanto vi è uno squilibrio gigantesco tra i tagli che sono previsti sulla spesa statale rispetto ai tagli che sono previsti sulla spesa regionale o la spesa provinciale o comunale. Sono così convinto di ciò che, per esempio, non ho detto una sola parola in queste settimane in polemica con il Governo regionale piemontese, perché so benissimo che i tagli che abbiamo non dipendono dalla Giunta Cota. Quindi, visto che la Giunta Cota ha un altro colore, non mi sento di scaricargli delle colpe di cui non ha responsabilità, perché comunque subisce come noi. Ho avanzato io la proposta adottata ieri di dar vita ad un coordinamento interistituzionale che ci consenta in una fase di emergenza di governare la spesa in modo più razionale ed ottimale. Poi è stata immediatamente assunta - e ne sono ben lieto - da Cota e da Saitta, per cui l'abbiamo resa nota. Di conseguenza, non ho alcuna tentazione di utilizzare la funzione di Sindaco per fare una battaglia politica, che ho i mezzi per fare in altra sede. Però, come Sindaco della città, ho il dovere di dire con chiarezza ai cittadini che, se abbiamo delle difficoltà ad erogare servizi fondamentali, non è perché siamo cattivi o perché non sappiamo amministrare le risorse, ma è il rilevante taglio di risorse che mette in forse la possibilità di erogare quei servizi. Detto questo, stiamo lavorando per depositare, venerdì, l'assestamento di Bilancio in pareggio e, quindi, facendo tutti i tagli, i sacrifici e le riduzioni che sono necessari. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Dopo questa parentesi, non inopportuna, sulle difficoltà ed angustie degli Enti Locali, riprendiamo la discussione dando la parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Tratterrò i miei commenti sul Governo (questo, quello passato, eccetera), perché mi sembra veramente una questione lunga e anche un po' fuori luogo. Vorrei soltanto ribadire all'Assessore che a noi sarebbe molto piaciuto presentare, come facciamo sempre su tutte le proposte di deliberazione, degli emendamenti di merito, ma c'è stata la difficoltà oggettiva di capire quanto veniva proposto e di approfondire il significato di tutti i singoli storni. Quindi, credo che tutta questa vicenda si possa derubricare anche ad un errore di gioventù, in cui, forse, un po' tutti ci hanno messo del proprio. L'importante è che, per il futuro, la Giunta cerchi di dare al Consiglio Comunale un po' più di tempo per esaminare i provvedimenti che vengono proposti. Questo discorso vale per il Bilancio, ma anche per l'urbanistica e per tutta una serie di altre questioni. È necessario cercare di capire l'esigenza del Consiglio Comunale, maggioranza ed opposizione, di avere il tempo per approfondire le questioni e che si possa, effettivamente, discutere costruttivamente e non distruttivamente, come purtroppo è successo in questi giorni. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Devo ammettere che le parole del Consigliere Tronzano mi sorprendono per due ragioni: la prima è sotto gli occhi di tutti, o meglio, attraverso i tubi catodici è tutte le sere nelle case di tutti gli italiani, cioè l'inadeguatezza di un Governo che non riesce a dare alcuna risposta a questo Paese e, poi, invoca sempre i comunisti; è un Governo che poteva fare tante scelte diverse e, invece, ha fatto le peggiori che si potessero fare. Questo Governo avrebbe potuto, tanto per cominciare, scusarsi di aver sottovalutato la situazione e di aver detto che, in fondo, non eravamo coinvolti in questa crisi economica, che eravamo i primi ad essere usciti dalla crisi; addirittura, il Ministro Brunetta vaticinava di famosi boom economici, come negli anni Sessanta. Un Governo che ha deciso di non fare quello che si sarebbe dovuto fare, cioè aggredire gli 80 miliardi di Euro di corruzione pubblica, che in questo momento sono un'incudine, legata ai nostri piedi, rispetto alla crescita economica o i 120 miliardi di Euro di evasione fiscale, per non parlare del quasi 5,5% di PIL, che è rappresentato dal PIL mafioso, la cosiddetta Shadow Economy. D'altronde, come poteva questo Governo fare una scelta di questo tipo? Un Governo che è già arrivato a proibire quello che ha combinato il giorno prima; ad esempio, ha elevato a 5.000 Euro i pagamenti in contanti, salvo poi scoprire, attraverso le intercettazioni, che il suo Ministro del Tesoro e dell'Economia faceva quegli stessi pagamenti direttamente al suo assistente. Un Governo che, contemporaneamente, vietava l'evasione o, almeno, pontificava sull'evasione e sull'elusione fiscale - vorrei ricordarlo ai Consiglieri dell'opposizione -, ma che ha visto ben due Ministri saltare proprio per evasione ed elusione fiscale. Oggi, proprio mentre noi stiamo parlando qui, per la prima volta nella storia della Repubblica capita ad un terzo Ministro di un Governo di doversi difendere da una mozione di sfiducia e questa mozione di sfiducia non dipende da un "fattucolo", perché stiamo parlando di un Ministro che viene accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Di conseguenza, chiedo all'opposizione di evitare questo argomento, perché è meglio ed è più sano per tutti. Anche perché, contemporaneamente e scientificamente a livello nazionale, si decide di mettere le mani nelle tasche dei cittadini onesti. Lo si fa attraverso un innalzamento della pressione fiscale e attraverso un progressivo attacco a quelli che sono sempre stati i meccanismi di riequilibrio sociale della società italiana; infatti, quando si aggredisce la scuola pubblica e la formazione, di fatto si sta aggredendo il diritto, la speranza e la possibilità per i ceti popolari e le classi medie di questo Paese di poter sognare di cambiare la propria condizione sociale. Lo si fa attaccando, per esempio, gli Enti Locali, che sono - lo ricordava il Sindaco Novelli l'altro giorno - il pianoterra della democrazia italiana, ma, poi, sono anche quegli Enti più vicini ai cittadini e che forniscono i primi servizi. Non è un caso che, lo ricordava il Sindaco poc'anzi, la protesta provenga non soltanto dai Sindaci e dai Comuni governati dal centrosinistra, ma anche da molti amministratori che, con coraggio - perché far parte di una maggioranza ed esprimersi in dissenso richiede sempre il doppio del coraggio -, hanno affermato alcune cose con chiarezza. Naturalmente, il momento è difficile, credo che sia complicatissimo e non investe soltanto l'Italia, sarebbe bello anche fare una discussione a proposito in Consiglio Comunale. Passiamo ad analizzare la situazione di Torino. Lo dicevo poc'anzi: far parte di una maggioranza ed esprimere delle perplessità rappresenta un fatto di coraggio. Credo che sia un coraggio che va rivendicato, perché noi, tutti quanti, abbiamo una responsabilità. Sono contento che questo Consiglio Comunale abbia recuperato un contegno accettabile, forse sarà dovuto al fatto che sono sparite le telecamere e, quindi, abbiamo meno motivi di esaltazione individuale e personale. Che cosa? (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ecco, fate delle foto, così... Noi abbiamo una responsabilità importante, perché sono convinto che, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi - infatti, sta già accadendo -, ci troveremo davanti a scelte molto difficili e complicate, perché le risorse vanno stringendosi. Davanti alla contendibilità delle risorse, tutte per temi importanti, credo che le Istituzioni debbano avere la forza di fare due cose: alle Istituzioni tutte e, in particolare, a questo Consiglio Comunale spetta il compito di rispettare i meccanismi delle decisioni e della democrazia, quindi la possibilità di costruire percorsi affinché questa possa esplicarsi e le scelte siano condivise. Sono stato d'accordo con i Consiglieri dell'opposizione nel chiedere chiarimenti alla proposta di deliberazione di assestamento del Bilancio, proprio perché penso che, in questo momento, sia giusto, anzi doveroso - da parte della maggioranza, prima che dell'opposizione - garantire degli spazi di dibattito e democrazia. Anch'io non ritenevo sufficiente la mezz'ora dedicata in Commissione e, con la collaborazione del Presidente Altamura e con la disponibilità dell'Assessore Passoni, c'è stata la possibilità di costruire anche una modalità e una metodologia, che credo in futuro ci permetteranno di migliorare la possibilità di dibattito; vedrete che questa maggioranza - io ne sono convinto - non si sottrarrà. Sicuramente, per questa maggioranza sarà più facile non sottrarsi se ci sarà un comportamento veramente costruttivo da parte dell'opposizione; per questo motivo mi ha stupito la decisione di presentare a questa proposta di deliberazione centinaia di emendamenti non di merito, ma ostruzionistici, e mi ha anche stupito l'atteggiamento che abbiamo visto in Aula poc'anzi, perché danneggia la maggioranza, ma, ve lo assicuro Consiglieri, danneggia tutta l'Aula, che, in questo momento, invece ha bisogno di autorevolezza per compiere scelte coraggiose e difficili, con cui ci dovremo confrontare. Poi, credo vi sia una responsabilità della maggioranza e del centrosinistra, che non sta tanto a questa proposta di deliberazione, su cui il voto è convinto ed il sostegno assoluto, anche perché c'è stato un percorso importante; si tratta di una responsabilità trasversale, che dovremo affrontare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e lo dovremo fare facendo le prossime scelte di Bilancio; lo dovremo fare capendo dove trovare le risorse e scegliendo fra proprietà pubblica, Governo pubblico, governance pubblica ed esternalizzazioni. Lo dovremo fare scegliendo che cosa fare delle nostre municipalizzate e anche dove allocare le risorse rispetto al personale. Credo che a Torino si apra una grandissima questione del lavoro; è sotto gli occhi di tutti ed è tutti i giorni sulle pagine degli organi di stampa, ma si tratta di una questione che investe moltissimo anche l'Amministrazione e - Consiglieri, lo voglio dire - la nostra maggioranza consiliare. Ad esempio, quando siamo costretti a vedere per quasi dieci giorni i lavoratori della CSEA fare lo sciopero della fame davanti al Comune, senza sapere se abbiamo delle risposte da dargli; quando veniamo a sapere - e sarà oggetto di un'interpellanza la prossima settimana - che l'AMIAT, una nostra municipalizzata, in questi cinque anni ha fatto quasi 500 vertenze presso il Tribunale del Lavoro di Torino e ne ha perse 495; quando, in particolare, scopriamo che è stato licenziato in tronco un lavoratore di AMIAT che aveva vinto la sua vertenza e che era disponibile ad accettare anche un regresso rispetto alla posizione lavorativa ma non rispetto al diritto che aveva maturato in Tribunale di vedersi riconosciuto dal punto di vista del salario; quando scopriamo che i precari dei nostri asili nido e delle nostre scuole materne, per il momento, hanno un contratto fino al 22 dicembre. Credo che si apra una grande questione rispetto al lavoro nella nostra città, ma anche rispetto ai nostri lavoratori, ed è una questione che dovremmo avere la capacità di affrontare entrando nella dinamica della crisi e riuscendo a scegliere dove allocare le risorse. Per questo motivo voterò convintamente a favore di questa proposta di deliberazione, perché è un provvedimento che ha visto la partecipazione del dibattito di quest'Aula, un sufficiente dibattito in Commissione (e, ancora una volta, voglio ringraziare il Presidente e l'Assessore competente) e, a mio parere, apre un viatico necessario di dibattito e confronto, perché sicuramente dovremo fare delle scelte difficili e dovremo assumerci anche delle responsabilità importanti. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Ringrazio il Consigliere Curto per quanto ha detto e per il fatto che in I Commissione, quando se ne è discusso, è stato immediatamente d'accordo con noi nel rivedere in seconda battuta quella che era l'esposizione del Bilancio da parte dell'Assessore Passoni. Ribadisco quanto ho detto prima: i nostri emendamenti di ostruzione sono stati presentati semplicemente per arrivare a questa discussione, cioè per fare in modo che fossimo tutti coscienti che bisogna fare le cose con determinazione. La città se lo merita e si merita la massima attenzione; non bisogna giocare - ma non sto accusando né l'Amministrazione, né il Sindaco, ci mancherebbe - sulla pelle dei cittadini, ma è necessario fare le cose in modo estremamente oculato. È facile fare aumenti, far tirare la cinghia ai cittadini senza poi soffermarsi sul come fare per ottenere la situazione ottimale. L'altro giorno, la Commissione stava facendo proprio questo, cioè ci stava dicendo, dopo un po' di volte, perché è successo anche in altre Commissioni: "Facciamo in fretta, dobbiamo deliberare, perché non c'è tempo". Le deliberazioni non si fanno di fretta, ma la maggioranza e l'opposizione devono analizzarle in modo civile ed insieme devono cercare la soluzione migliore, perché è questo il compito che i cittadini ci hanno affidato ed è questo il nostro dovere. Ribadisco che, probabilmente, ci saranno altri emendamenti di ostruzione se l'atteggiamento sarà ancora questo; chiaramente, nel momento in cui invece la discussione sarà completamente aperta e avverrà con i tempi giusti per poter analizzare tutti i dati, a quel punto non ci sarà alcun emendamento di ostruzione. |