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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 28 Settembre 2011 ore 15,00
Paragrafo n. 12
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2011-03719
BILANCIO DI PREVISIONE 2011. VARIAZIONI. I PROVVEDIMENTO. (EURO 13.304.339,00).
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201103719/024, assunta
in via d'urgenza dalla Giunta Comunale in data 2 agosto 2011, avente per oggetto:
"Bilancio di Previsione 2011. Variazioni. I Provvedimento. (Euro 13.304.339,00)".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Passoni per l'illustrazione del provvedimento.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Questa variazione è stata oggetto di una discussione ordinaria all'interno delle
Commissioni, durante le quali ritengo siano stati forniti gli approfondimenti richiesti,
che peraltro intervenivano sulle poche aree di maggiore entrata o di maggiore spesa,
perché in realtà questa Variazione, per la maggior parte, è una Variazione di
assestamento, che ha a che fare con storni all'interno delle voci del personale.
Siamo a più della metà dell'importo della Variazione stessa, in quanto a inizio anno
il personale alloca le risorse in un Capitolo unico e durante l'anno le storna presso i
Centri di spesa e di intervento, con le risorse di personale attribuite. Quindi, il
personale dell'Assistenza, della Cultura, della Ragioneria, insomma, di ogni Settore
alloca le risorse in modo dovuto per imputazione del Bilancio economico.
Per il resto, come peraltro chiarito in Commissione, si tratta di maggiori entrate per
contributi regionali e in questa sede non ritornerò sul tema, perché alla Commissione
sono stati forniti, oltre al promemoria riepilogativo, anche alcuni promemoria
specifici ed alcune variazioni, tra cui la necessità di far partire il Master Plan della
Variante 200, con gli studi connessi e, naturalmente, la necessità di garantire
l'attività ordinaria dell'Ente (per \\\"ordinaria\\\" intendiamo ciò che era contenuto nel
Bilancio Previsionale, che sicuramente non è stato approvato da questo Consiglio,
ma, evidentemente, è un atto dell'Amministrazione in continuità amministrativa),
che aveva impostato come manovra.
Quello che sorprende un po' è che, in realtà, questa Variazione non ha particolare
orientamento di natura politica, cioè non fa scelte politiche. Vorrei dire: ci
mancherebbe che la città non incrementasse le risorse in entrata se la Regione stanzia
risorse a contributo per la Città di Torino; di conseguenza, stabilisce che ci sia
capienza in entrata per questi contributi che riguardavano le attività socio-
assistenziali, Urban, Barriera di Milano ed integrazioni sui servizi per disabili.
Sul tema della complessità del Bilancio, credo che la Giunta abbia accettato di buon
grado l'invito in I Commissione a partecipare ad una riunione che non aveva come
oggetto questa Variazione, ma un focus generale sul Bilancio, proprio per permettere
al Consiglio entrante di entrare nella dimensione del Bilancio, che, peraltro,
l'Amministrazione precedente aveva già votato e deliberato.
Per la cronaca, devo peraltro dire - ma non sarà sfuggito - che da quando il Bilancio
della Città è stato approvato ad oggi sono intercorse tre manovre governative che
hanno modificato i saldi ed il Patto di Stabilità tre volte e su cui, in un modo o
nell'altro - al di là delle valutazioni politiche -, l'Amministrazione si deve misurare.
È evidente che il Bilancio è uno strumento dinamico e che al suo interno c'è una
dose di tecnicismo, ma, se mi permettete, è l'essenza stessa del Bilancio, vale a dire
l'attività di indirizzo e controllo del Consiglio Comunale si espleta nell'indirizzo
sulla dislocazione delle risorse e nel controllo sugli atti amministrativi, che, peraltro,
sono, in qualunque momento, disponibili in rete a qualunque Consigliere voglia
accedervi. Diversamente, si sostituirebbe la funzione della Giunta di attuazione
amministrativa degli stanziamenti con quella del Consiglio, cosa che avveniva in
passato e che è stata modificata dalla riforma del Testo Unico.
Quindi, la Giunta non ha alcun problema ad espletare le procedure di massima
trasparenza e di massima esplicazione delle variazioni, tenendo conto di questa
funzione essenziale, che, naturalmente, è quella della responsabilità di un Bilancio
che si dice autorizzatorio, proprio perché autorizza i funzionari ed i dirigenti ad
attuare la spesa secondo gli indirizzi, che non sono contenuti solo in chiave numerica
nell'atto di Bilancio, ma anche nella cosiddetta Relazione Previsionale e
Programmatica (e invito i Consiglieri a leggerlo), che è la vera anima di indirizzo
programmatico dell'Ente e della quale il Bilancio è lo strumento attuativo in termini
concreti.
Lo affermo con estrema sincerità, penso che si possa lavorare bene in Commissione e
che, se l'opposizione ha voglia e coraggio di entrare nel merito della discussione sul
Bilancio, questa possa rappresentare un valore aggiunto per tutta la città. Non posso
però non riconoscere che gli emendamenti presentati sono solo ostruzionistici; cioè la
Giunta, di fronte ad un emendamento che dice: \\\"Sostituire la virgola con…\\\", oppure
\\\"Tra la parola Assessore e Passoni inserire 'Gianguido'\\\", chiaramente non crede che
si stia parlando del Bilancio, ma, fondamentalmente, si stia cercando di perdere del
tempo.
Diciamo chiaramente che tra il Bilancio ed emendare un Bilancio per farne politica
bisogna imparare a scegliere 10 o 20 emendamenti di politica e discuterne entrando
nel merito. Se vengono presentati 500 emendamenti per dire che mi chiamo
Gianguido, vi comunico che ho altri nomi, per cui ve li suggerisco: Gabriele, Enrico
ed Ezio.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Le faccio i complimenti per il coraggio che ha nel mettere la faccia di fronte a questi
Bilanci, perché conosciamo tutti la difficoltà della gestione.
Come ha detto, abbiamo un pesante indebitamento 3,3 miliardi di Euro, che
diventano circa 4 miliardi di Euro se contiamo tutte le partecipate del Comune; penso
che, di fronte a questo, le Variazioni di Bilancio saranno sempre più frequenti,
perché, come Comune, dovremo sempre più arrampicarci sugli specchi per cercare di
tirare fuori quei centesimi; infatti, alla fine si va a raschiare il fondo del barile e si
tratterà di centesimi da andare ad inserire come liquidità.
Le faccio un appunto, perché poi verrà fuori che è colpa del Governo e dei tagli. Ai
primi di agosto, prima che venisse varata la manovra e l'Italia venisse declassata,
l'agenzia di rating Fitch ha dato un parere di outlook negativo, già prima di Standard
& Poor's, che ovviamente è quanto ci ha spiegato la volta scorsa. Questo non è un
bel segnale, perché - lo dico con assoluta chiarezza - sembra nascondersi dietro ai
tagli, allo Stato e a tutto quello che ne consegue.
Il senso degli emendamenti è questo. Parlando con lei, prima dell'inizio del
Consiglio, ho apprezzato il fatto che avrebbe piacere di disquisire con noi in maniera
più approfondita anche per ore, per entrare nel merito e per poter sviscerare meglio
quelle che sono queste variazioni di Bilancio o, soprattutto, quando poi entreremo nel
merito del Bilancio.
Ovviamente, sono stati emendamenti ostruzionistici perché noi non vogliamo
assolutamente che passi il concetto che una Variazione così importante di Bilancio
arrivi in Commissione e debba essere licenziata per l'Aula pochi minuti dopo.
Per questo accolgo il suo invito e mi auguro che nelle prossime riunioni di I
Commissione avremo modo di poter affrontare questi temi con più tempo, con più
calma e, magari, di poter entrare insieme, perché la considero una persona
collaborativa, nel merito della questione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Tempi difficili - parlo soprattutto al Capogruppo Lo Russo ed al Sindaco - per
l'Amministrazione Comunale, tempi difficili per i nostri conti, tempi difficili per
tutti. La parola susseguente a questa affermazione è "responsabilità". Tutti, a noi
opposizione, chiedono responsabilità.
Credo che noi in Commissione abbiamo dimostrato grande responsabilità, mettendo
in evidenza le contraddizioni all'interno della maggioranza, chiedendo alcune
specificazioni, corrette, anche se chi è già qui da più tempo sa benissimo che gli
storni di Bilancio sono comunque una competenza della Giunta e, quindi, la facoltà
del Consiglio è oggettivamente limitata. Però, abbiamo fatto bene in Commissione a
mettere in risalto le contraddizioni all'interno della maggioranza.
Questo non significa - Consigliere Lo Russo, Sindaco, Assessore - che ci sottraiamo
alle responsabilità. Tutt'altro. Noi siamo pronti, perché abbiamo profondamente
dibattuto all'interno del nostro Gruppo sulle tesi del Bilancio, e quando sarà ora
saremo pronti anche a formulare proposte che, magari, non saranno storiche, non
saranno determinanti, non saranno la panacea, ma saranno proposte concrete che
potranno aiutare il Comune in questo momento difficile. Però, Capogruppo Lo Russo
- mi rivolgo a lei, al Presidente ed al Sindaco che mi ascolta -, la responsabilità deve
essere da entrambe le parti. Cioè, io non posso leggere tutti i giorni dichiarazioni del
Sindaco Fassino all'ANSA, che attacca costantemente il Governo sulla questione dei
tagli perché con questi tagli i 200 milioni... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Sì, ma non importa, Sindaco, però noi siamo a Torino; del Sindaco Alemanno, del
Sindaco di Varese non... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sindaco, quello
che le dico è questo: se a noi chiedete responsabilità, noi chiediamo altrettanta
responsabilità da parte vostra, perché, sia ben chiaro, che i 5 miliardi di Euro di
debiti, o i 3,2 miliardi di Euro che identifica l'Assessore Passoni, non sono
responsabilità del Governo. Noi stiamo parlando, a Torino, di una situazione di
Bilancio praticamente declassata da Standard & Poor's; poi, anche sulle agenzie di
rating noi abbiamo la nostra opinione: non sono il Vangelo, anche loro sbagliano e
non devono essere coloro che determinano la sorte dei mercati e quella dei
risparmiatori, poveri cristi, come noi. Quindi, anche sulle agenzie di rating noi
abbiamo da dire.
Con chiarezza, Sindaco, vogliamo dirle che non è possibile che tutti i giorni, da
almeno tre settimane a questa parte, compaiano costantemente sue polemiche contro
il Governo, dicendo che il Governo con i tagli affama la popolazione torinese, perché
non è così.
Purtroppo, c'è una macchina burocratica, messa in piedi negli anni oscuri della
Cortina di Ferro, e lo ricordo ai "compagni", dove il Governo è stato costretto a
mettere in piedi tutta una serie di meccanismi che hanno portato al default di
Bilancio di oggi, dagli anni Settanta agli anni Ottanta. Se guardiamo la storia è così.
Noi abbiamo avuto il Partito Comunista più forte in Europa, abbiamo dovuto
rispondere al KGB ed all'Unione Sovietica con un buco di Bilancio di quel genere. È
così, caro Consigliere Grimaldi, dal mio punto di vista, posso dirlo? (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). E lo dico.
Adesso non prendetevela con Berlusconi e con i tagli di questo Governo, ma, cari
compagni, bisogna analizzare con grande attenzione quanto è accaduto negli anni
Settanta ed Ottanta; osserviamo la situazione di oggi, i tagli a cui siamo costretti
(come Governo, come Regione ed anche come Città), assumiamoci le nostre
responsabilità e cerchiamo di agire da amministratori, perché io sono stato eletto - e,
se fossi diventato Sindaco, avrei detto la stessa cosa - per risolvere i problemi, non
per complicarli.
Entriamo nel merito per risolvere i problemi, ragioniamo, ma non attacchiamo
continuamente l'attività del Governo, perché non è la soluzione giusta.
Oggi su "La Stampa" ho letto che la Regione, la Provincia ed il Comune hanno
trovato questa "quadra" e da cittadino sono stato contento; questo è il messaggio
giusto nei confronti della cittadinanza. Non mi interessa che l'abbia proposta il
Sindaco Fassino o il Presidente Cota, ma il risultato per i cittadini è che, forse,
vedranno meno confusione, hanno respirato un attimo e si sono accorti che ci
adoperiamo tutti per cercare di risolvere i problemi.
Come Capogruppo del partito di minoranza relativa all'interno della minoranza e
dell'opposizione del Consiglio, chiedo formalmente al Sindaco di non utilizzare più
l'ANCI come una clava contro il Governo, di non usare più alcune dichiarazioni
importanti - perché lui è un personaggio nazionale - esclusivamente contro il
Governo. Cerchiamo di ragionare, Sindaco, come abbiamo fatto oggi sui giornali,
cercando una concordia che ci permetta di rispondere alle grandi difficoltà di oggi,
che non sono sicuramente determinate esclusivamente dal Governo Berlusconi -
questo togliamocelo dalla testa -, con delle proposte concrete.
Noi siamo pronti e, Assessore Passoni, su questo ci assumiamo le nostre
responsabilità anche in Commissione, a partire dalla questione dei derivati: 25
contratti che stiamo analizzando con grande attenzione e, poi, proveremo a fare delle
proposte concrete a riguardo. La sentenza di Pisa può essere un faro illuminante per
cercare di andare incontro anche alle esigenze di questo Comune; quindi,
Capogruppo Lo Russo, credo che questo appello non possa e non debba cadere nel
vuoto. Prima, in Conferenza dei Capigruppo, lei ci ha richiamato ad una
responsabilità e noi rispondiamo con altrettanta responsabilità, ma, se vogliamo
risolvere questo benedetto problema dei conti pubblici, cerchiamo oggettivamente,
ognuno per quanto può - come dice anche il Vicesindaco di Alessandria - di
assumerci le nostre responsabilità, senza scaricarle sugli altri.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Vorrei sottolineare che sono abituato, non da oggi, ad assumermi le mie
responsabilità e io e la mia Giunta ce le assumiamo di fronte ad una situazione
finanziaria complessa e delicata, che è resa certamente più grave da decisioni che
sono state assunte e che sono state contestate non da me o dai Sindaci del
centrosinistra, ma dall'ANCI.
Vorrei richiamare - manderò copia di una rassegna stampa - quanto è stato detto in
queste settimane da Osvaldo Napoli, Presidente facente funzioni dell'ANCI, e dal
Sindaco di Roma, Alemanno, che appartiene al Popolo della Libertà; le invierò le
dichiarazioni di Fontana, che ha annunciato di dimettersi da Presidente dell'ANCI
della Lombardia di fronte ai provvedimenti del Governo e che appartiene alla Lega
Nord, e del Sindaco di Verona, Tosi. È l'insieme dei Sindaci italiani che ritiene che i
tagli che sono stati fatti siano insostenibili.
Peraltro le mie dichiarazioni sono in assoluta linea con questo giudizio dell'ANCI e,
quindi, esprimono una critica molto chiara e severa a questi tagli, ma senza
particolari toni né polemici, né aggressivi, né violenti; dico semplicemente che la
condizione in cui gli Enti Locali sono stati messi mette a rischio l'erogazione di
servizi fondamentali.
Lei mi deve spiegare se l'azzeramento del Fondo Nazionale per la non
autosufficienza (infatti, per il 2012 il fondo è Euro 0) non mette in discussione la
possibilità per i tutti Comuni, al di là dell'indebitamento che hanno, di erogare questo
servizio ai cittadini.
Ad esempio, il fondo del trasporto pubblico locale è stato ridotto del 70% e le
manderò le dichiarazioni di Formigoni a questo proposito, altro che le dichiarazioni
di Fassino! Le dichiarazioni di Formigoni sono violentissime sul taglio del 70% al
trasporto pubblico locale, per cui non riduca questi atteggiamenti critici al
pregiudizio di chi sta da una parte politica. Si tratta di tutti i Sindaci, di tutti i
Presidenti di Regione e di tutti i Presidenti di Provincia, compreso Castiglione (che è
Presidente dell'UPI, del Popolo della Libertà della Regione Sicilia e della Provincia di
Catania), che ha detto che così non si può continuare. Dopodiché la questione
dell'indebitamento è ovviamente da affrontare, ma, rispetto ai tagli sulla spesa
corrente, incide in misura assolutamente irrilevante.
I problemi principali che abbiamo dipendono dagli ultimi tre decreti che sono stati
emanati dal Governo: per il 2011 abbiamo 43 milioni di Euro in meno sulla spesa
corrente e per il 2012 avremo 34 milioni di Euro in meno sulla spesa corrente; questo
significa avere 77 milioni di Euro in meno sulla spesa corrente. È questo che ci mette
in una grande difficoltà! Poi, noi dobbiamo fare i conti con l'indebitamento e con il
fatto che dobbiamo stare dentro il Patto di Stabilità e questo ci comporta un rigore
aggiuntivo ed ulteriore. Ma non è vero che la situazione di precarietà dei servizi
fondamentali del Comune di Torino è determinata dall'indebitamento, perché c'è una
radicale differenza tra l'incidenza che hanno i tagli sulla spesa corrente e il tema
dell'indebitamento e del conto capitale, che dobbiamo affrontare. La nostra Giunta si
pone il problema di avviare una riduzione dell'indebitamento e, quindi, siamo
assolutamente consapevoli che esiste questo problema, senza però equivocare tra di
noi.
Poi, lei ha fatto alcune considerazioni su cui non voglio tornare, altrimenti la
discussione diventa lunga. Le segnalo soltanto che, nel 1999 (anno di entrata in
vigore dell'Euro e lei sa chi governava in quel momento), il debito pubblico era al
103% del PIL; adesso siamo al 120% del PIL. Quindi, forse, non è tutto imputabile al
Muro di Berlino o a quello che c'era prima, perché c'è anche una storia di questi anni
che andrebbe vista.
Questa è una discussione più generale e di altro ordine, che, se vogliamo fare,
possiamo affrontare, ma non vorrei prendere troppo tempo al Consiglio. Sulle
questioni che, in particolare, attengono alla manovra, vorrei che fosse chiaro che i
giudizi che ho espresso sono gli stessi che hanno espresso indistintamente tutti i
Sindaci italiani, qualsiasi sia il colore politico della Giunta che guidano e del partito a
cui appartengono. Evidentemente, ci sarà una ragione. Le voglio rendere ancora più
evidente la ragione di questa protesta; sta nelle seguenti cifre: sulla spesa pubblica
totale, al netto dei tassi di interesse pagati sui titoli (che, ovviamente, vanno messi da
parte in questa cifra), la spesa statale ammonta al 55% della spesa totale globale.
Questo 55% è gravato di tagli presunti (perché non sono stati ancora fatti, ma sono
stati preventivati) pari al 25%. La spesa regionale ammonta al 25% della spesa totale
globale ed è gravata di tagli pari al 55%. La spesa di Province e di Comuni ammonta
a meno del 15% della spesa totale globale ed è gravata di tagli pari al 40%. Queste
cifre spiegano il motivo della protesta degli amministratori, in quanto vi è uno
squilibrio gigantesco tra i tagli che sono previsti sulla spesa statale rispetto ai tagli
che sono previsti sulla spesa regionale o la spesa provinciale o comunale.
Sono così convinto di ciò che, per esempio, non ho detto una sola parola in queste
settimane in polemica con il Governo regionale piemontese, perché so benissimo che
i tagli che abbiamo non dipendono dalla Giunta Cota. Quindi, visto che la Giunta
Cota ha un altro colore, non mi sento di scaricargli delle colpe di cui non ha
responsabilità, perché comunque subisce come noi. Ho avanzato io la proposta
adottata ieri di dar vita ad un coordinamento interistituzionale che ci consenta in una
fase di emergenza di governare la spesa in modo più razionale ed ottimale. Poi è stata
immediatamente assunta - e ne sono ben lieto - da Cota e da Saitta, per cui l'abbiamo
resa nota.
Di conseguenza, non ho alcuna tentazione di utilizzare la funzione di Sindaco per
fare una battaglia politica, che ho i mezzi per fare in altra sede. Però, come Sindaco
della città, ho il dovere di dire con chiarezza ai cittadini che, se abbiamo delle
difficoltà ad erogare servizi fondamentali, non è perché siamo cattivi o perché non
sappiamo amministrare le risorse, ma è il rilevante taglio di risorse che mette in forse
la possibilità di erogare quei servizi.
Detto questo, stiamo lavorando per depositare, venerdì, l'assestamento di Bilancio in
pareggio e, quindi, facendo tutti i tagli, i sacrifici e le riduzioni che sono necessari.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Dopo questa parentesi, non inopportuna, sulle difficoltà ed angustie degli Enti
Locali, riprendiamo la discussione dando la parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Tratterrò i miei commenti sul Governo (questo, quello passato, eccetera), perché mi
sembra veramente una questione lunga e anche un po' fuori luogo.
Vorrei soltanto ribadire all'Assessore che a noi sarebbe molto piaciuto presentare,
come facciamo sempre su tutte le proposte di deliberazione, degli emendamenti di
merito, ma c'è stata la difficoltà oggettiva di capire quanto veniva proposto e di
approfondire il significato di tutti i singoli storni. Quindi, credo che tutta questa
vicenda si possa derubricare anche ad un errore di gioventù, in cui, forse, un po' tutti
ci hanno messo del proprio.
L'importante è che, per il futuro, la Giunta cerchi di dare al Consiglio Comunale un
po' più di tempo per esaminare i provvedimenti che vengono proposti. Questo
discorso vale per il Bilancio, ma anche per l'urbanistica e per tutta una serie di altre
questioni. È necessario cercare di capire l'esigenza del Consiglio Comunale,
maggioranza ed opposizione, di avere il tempo per approfondire le questioni e che si
possa, effettivamente, discutere costruttivamente e non distruttivamente, come
purtroppo è successo in questi giorni.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Devo ammettere che le parole del Consigliere Tronzano mi sorprendono per due
ragioni: la prima è sotto gli occhi di tutti, o meglio, attraverso i tubi catodici è tutte le
sere nelle case di tutti gli italiani, cioè l'inadeguatezza di un Governo che non riesce
a dare alcuna risposta a questo Paese e, poi, invoca sempre i comunisti; è un Governo
che poteva fare tante scelte diverse e, invece, ha fatto le peggiori che si potessero
fare.
Questo Governo avrebbe potuto, tanto per cominciare, scusarsi di aver sottovalutato
la situazione e di aver detto che, in fondo, non eravamo coinvolti in questa crisi
economica, che eravamo i primi ad essere usciti dalla crisi; addirittura, il Ministro
Brunetta vaticinava di famosi boom economici, come negli anni Sessanta. Un
Governo che ha deciso di non fare quello che si sarebbe dovuto fare, cioè aggredire
gli 80 miliardi di Euro di corruzione pubblica, che in questo momento sono
un'incudine, legata ai nostri piedi, rispetto alla crescita economica o i 120 miliardi di
Euro di evasione fiscale, per non parlare del quasi 5,5% di PIL, che è rappresentato
dal PIL mafioso, la cosiddetta Shadow Economy.
D'altronde, come poteva questo Governo fare una scelta di questo tipo? Un Governo
che è già arrivato a proibire quello che ha combinato il giorno prima; ad esempio, ha
elevato a 5.000 Euro i pagamenti in contanti, salvo poi scoprire, attraverso le
intercettazioni, che il suo Ministro del Tesoro e dell'Economia faceva quegli stessi
pagamenti direttamente al suo assistente. Un Governo che, contemporaneamente,
vietava l'evasione o, almeno, pontificava sull'evasione e sull'elusione fiscale - vorrei
ricordarlo ai Consiglieri dell'opposizione -, ma che ha visto ben due Ministri saltare
proprio per evasione ed elusione fiscale.
Oggi, proprio mentre noi stiamo parlando qui, per la prima volta nella storia della
Repubblica capita ad un terzo Ministro di un Governo di doversi difendere da una
mozione di sfiducia e questa mozione di sfiducia non dipende da un "fattucolo",
perché stiamo parlando di un Ministro che viene accusato di concorso esterno in
associazione mafiosa. Di conseguenza, chiedo all'opposizione di evitare questo
argomento, perché è meglio ed è più sano per tutti. Anche perché,
contemporaneamente e scientificamente a livello nazionale, si decide di mettere le
mani nelle tasche dei cittadini onesti. Lo si fa attraverso un innalzamento della
pressione fiscale e attraverso un progressivo attacco a quelli che sono sempre stati i
meccanismi di riequilibrio sociale della società italiana; infatti, quando si aggredisce
la scuola pubblica e la formazione, di fatto si sta aggredendo il diritto, la speranza e
la possibilità per i ceti popolari e le classi medie di questo Paese di poter sognare di
cambiare la propria condizione sociale. Lo si fa attaccando, per esempio, gli Enti
Locali, che sono - lo ricordava il Sindaco Novelli l'altro giorno - il pianoterra della
democrazia italiana, ma, poi, sono anche quegli Enti più vicini ai cittadini e che
forniscono i primi servizi.
Non è un caso che, lo ricordava il Sindaco poc'anzi, la protesta provenga non
soltanto dai Sindaci e dai Comuni governati dal centrosinistra, ma anche da molti
amministratori che, con coraggio - perché far parte di una maggioranza ed esprimersi
in dissenso richiede sempre il doppio del coraggio -, hanno affermato alcune cose
con chiarezza.
Naturalmente, il momento è difficile, credo che sia complicatissimo e non investe
soltanto l'Italia, sarebbe bello anche fare una discussione a proposito in Consiglio
Comunale.
Passiamo ad analizzare la situazione di Torino. Lo dicevo poc'anzi: far parte di una
maggioranza ed esprimere delle perplessità rappresenta un fatto di coraggio. Credo
che sia un coraggio che va rivendicato, perché noi, tutti quanti, abbiamo una
responsabilità. Sono contento che questo Consiglio Comunale abbia recuperato un
contegno accettabile, forse sarà dovuto al fatto che sono sparite le telecamere e,
quindi, abbiamo meno motivi di esaltazione individuale e personale. Che cosa?
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ecco, fate delle foto, così...
Noi abbiamo una responsabilità importante, perché sono convinto che, nelle
prossime settimane e nei prossimi mesi - infatti, sta già accadendo -, ci troveremo
davanti a scelte molto difficili e complicate, perché le risorse vanno stringendosi.
Davanti alla contendibilità delle risorse, tutte per temi importanti, credo che le
Istituzioni debbano avere la forza di fare due cose: alle Istituzioni tutte e, in
particolare, a questo Consiglio Comunale spetta il compito di rispettare i meccanismi
delle decisioni e della democrazia, quindi la possibilità di costruire percorsi affinché
questa possa esplicarsi e le scelte siano condivise.
Sono stato d'accordo con i Consiglieri dell'opposizione nel chiedere chiarimenti alla
proposta di deliberazione di assestamento del Bilancio, proprio perché penso che, in
questo momento, sia giusto, anzi doveroso - da parte della maggioranza, prima che
dell'opposizione - garantire degli spazi di dibattito e democrazia.
Anch'io non ritenevo sufficiente la mezz'ora dedicata in Commissione e, con la
collaborazione del Presidente Altamura e con la disponibilità dell'Assessore Passoni,
c'è stata la possibilità di costruire anche una modalità e una metodologia, che credo
in futuro ci permetteranno di migliorare la possibilità di dibattito; vedrete che questa
maggioranza - io ne sono convinto - non si sottrarrà. Sicuramente, per questa
maggioranza sarà più facile non sottrarsi se ci sarà un comportamento veramente
costruttivo da parte dell'opposizione; per questo motivo mi ha stupito la decisione di
presentare a questa proposta di deliberazione centinaia di emendamenti non di
merito, ma ostruzionistici, e mi ha anche stupito l'atteggiamento che abbiamo visto
in Aula poc'anzi, perché danneggia la maggioranza, ma, ve lo assicuro Consiglieri,
danneggia tutta l'Aula, che, in questo momento, invece ha bisogno di autorevolezza
per compiere scelte coraggiose e difficili, con cui ci dovremo confrontare.
Poi, credo vi sia una responsabilità della maggioranza e del centrosinistra, che non
sta tanto a questa proposta di deliberazione, su cui il voto è convinto ed il sostegno
assoluto, anche perché c'è stato un percorso importante; si tratta di una responsabilità
trasversale, che dovremo affrontare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e lo
dovremo fare facendo le prossime scelte di Bilancio; lo dovremo fare capendo dove
trovare le risorse e scegliendo fra proprietà pubblica, Governo pubblico, governance
pubblica ed esternalizzazioni. Lo dovremo fare scegliendo che cosa fare delle nostre
municipalizzate e anche dove allocare le risorse rispetto al personale.
Credo che a Torino si apra una grandissima questione del lavoro; è sotto gli occhi di
tutti ed è tutti i giorni sulle pagine degli organi di stampa, ma si tratta di una
questione che investe moltissimo anche l'Amministrazione e - Consiglieri, lo voglio
dire - la nostra maggioranza consiliare. Ad esempio, quando siamo costretti a vedere
per quasi dieci giorni i lavoratori della CSEA fare lo sciopero della fame davanti al
Comune, senza sapere se abbiamo delle risposte da dargli; quando veniamo a sapere
- e sarà oggetto di un'interpellanza la prossima settimana - che l'AMIAT, una nostra
municipalizzata, in questi cinque anni ha fatto quasi 500 vertenze presso il Tribunale
del Lavoro di Torino e ne ha perse 495; quando, in particolare, scopriamo che è stato
licenziato in tronco un lavoratore di AMIAT che aveva vinto la sua vertenza e che
era disponibile ad accettare anche un regresso rispetto alla posizione lavorativa ma
non rispetto al diritto che aveva maturato in Tribunale di vedersi riconosciuto dal
punto di vista del salario; quando scopriamo che i precari dei nostri asili nido e delle
nostre scuole materne, per il momento, hanno un contratto fino al 22 dicembre.
Credo che si apra una grande questione rispetto al lavoro nella nostra città, ma anche
rispetto ai nostri lavoratori, ed è una questione che dovremmo avere la capacità di
affrontare entrando nella dinamica della crisi e riuscendo a scegliere dove allocare le
risorse.
Per questo motivo voterò convintamente a favore di questa proposta di deliberazione,
perché è un provvedimento che ha visto la partecipazione del dibattito di quest'Aula,
un sufficiente dibattito in Commissione (e, ancora una volta, voglio ringraziare il
Presidente e l'Assessore competente) e, a mio parere, apre un viatico necessario di
dibattito e confronto, perché sicuramente dovremo fare delle scelte difficili e
dovremo assumerci anche delle responsabilità importanti.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ringrazio il Consigliere Curto per quanto ha detto e per il fatto che in I
Commissione, quando se ne è discusso, è stato immediatamente d'accordo con noi
nel rivedere in seconda battuta quella che era l'esposizione del Bilancio da parte
dell'Assessore Passoni.
Ribadisco quanto ho detto prima: i nostri emendamenti di ostruzione sono stati
presentati semplicemente per arrivare a questa discussione, cioè per fare in modo che
fossimo tutti coscienti che bisogna fare le cose con determinazione. La città se lo
merita e si merita la massima attenzione; non bisogna giocare - ma non sto
accusando né l'Amministrazione, né il Sindaco, ci mancherebbe - sulla pelle dei
cittadini, ma è necessario fare le cose in modo estremamente oculato. È facile fare
aumenti, far tirare la cinghia ai cittadini senza poi soffermarsi sul come fare per
ottenere la situazione ottimale.
L'altro giorno, la Commissione stava facendo proprio questo, cioè ci stava dicendo,
dopo un po' di volte, perché è successo anche in altre Commissioni: "Facciamo in
fretta, dobbiamo deliberare, perché non c'è tempo". Le deliberazioni non si fanno di
fretta, ma la maggioranza e l'opposizione devono analizzarle in modo civile ed
insieme devono cercare la soluzione migliore, perché è questo il compito che i
cittadini ci hanno affidato ed è questo il nostro dovere.
Ribadisco che, probabilmente, ci saranno altri emendamenti di ostruzione se
l'atteggiamento sarà ancora questo; chiaramente, nel momento in cui invece la
discussione sarà completamente aperta e avverrà con i tempi giusti per poter
analizzare tutti i dati, a quel punto non ci sarà alcun emendamento di ostruzione.
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