| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104187/002, presentata in data 21 luglio 2011, avente per oggetto: "Nubifragi a Torino. Gravi disagi per i commercianti della zona Carducci-Lingotto" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Approfitto di questa interpellanza per fare anche una riflessione più generale sul tema della gestione delle vie d'acqua e in particolare della fognatura bianca, perché abbiamo un problema non solo di breve periodo, ma anche di lungo periodo. Per quanto riguarda la risposta precisa alle domande poste dall'interpellanza, segnalo che il tratto Carducci-Lingotto è un tratto particolarmente delicato da questo punto di vista, perché la portata del collettore presente, ormai, non è più in grado di affrontare le nuove tipologie di eventi che la climatologia attuale ci propone quotidianamente tutte le volte che c'è una precipitazione. Segnalo che, secondo alcuni studi che sono stati portati alla nostra attenzione, le ultime precipitazioni risultano essere 250% più consistenti della media e che il tempo di durata della precipitazione si è più che dimezzato; cioè piove molto di più e sempre in minor tempo. Quindi, anche l'impatto sulle infrastrutture risulta essere particolarmente gravoso e particolarmente dannoso. Supero la domanda soltanto con questa breve valutazione sui nubifragi e sulla nuova climatologia. Però, sul tema Carducci-Lingotto c'è la volontà, da parte dell'ATO e da parte della Città di Torino che ha lavorato in ATO su questo fronte, di fare un investimento importante di rifacimento di una parte di quel collettore; investimento che è pari a 2,5 milioni di Euro, sul quale è sostanzialmente già pronto un progetto. Il secondo tema è ben più complicato; provo a spiegarmi con qualche informazione, che consegno volentieri alla riflessione dei Consiglieri. Il tema della presenza della Città in ATO si inserisce, ovviamente, all'interno della legislazione nazionale. Noi abbiamo un contratto che ha dato vita a una convenzione con SMAT per la gestione delle fognature bianche e delle fognature nere. Sapete che Torino, dal punto di vista strutturale, ha sfruttato l'impostazione a pianta regolare della città dell'Ottocento, quando c'è stata la costruzione anche delle fognature. Quindi, c'è stata una divisione della fognatura bianca e della fognatura nera, cosa che molti Comuni anche della Provincia di Torino non hanno e che risulta essere di fatto un vantaggio per quanto riguarda la gestione quotidiana del sistema. Ahimè, un'interpretazione del Comitato di Vigilanza sull'uso delle Risorse Idriche (COVIRI), del 13 novembre 2009, di fatto sancisce che l'utilizzo e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle vie d'acqua bianche non rientrano nel sistema idrico integrato. Questo, che potrebbe sembrare un problema banale, è invece un problema molto grave per quanto riguarda la Città di Torino. Per quale motivo? Perché per i Comuni che non hanno la doppia rete (non a caso ho citato la differenziazione del sistema fognario tra bianche e nere presente nella Città di Torino) e che fanno rientrare tutte le acque all'interno di un unico collettore, il sistema idrico integrato, prevedendo soltanto le nere, a seguito dell'interpretazione citata continua a operare anche sulla rete bianca e sulla rete nera. Per la città di Torino, invece, che ha soltanto la rete bianca, esclusa da questa interpretazione del COVIRI, l'ATO ha chiesto a SMAT di non procedere con gli investimenti strutturali sulla rete di fognatura bianca. Inoltre, siamo in un momento dove la norma non è chiara, perché è vero che c'è questa interpretazione del Comitato, ma non c'è una soluzione al problema, perché secondo l'ATO noi interveniamo in maniera strutturale e facciamo investimenti sulle fognature in generale, cioè tutto quello che rientra nel sistema del servizio idrico integrato; il Comitato ci sfila la rete di fognatura bianca e soltanto le città che hanno la rete di fognatura bianca diversa dalla rete di fognatura nera rimangono in questa situazione di impasse in cui l'investimento non può essere effettuato a causa del mancato riconoscimento degli oneri. Il tema, ovviamente, diventa tutta una questione di gestione politica nei confronti di ATO. Quindi, ho chiesto all'Assessore Lavolta di affrontare insieme questo tema nella prossima riunione dell'ATO, per capire come procedere sull'investimento che ho appena citato, perché il collettore di corso Spezia (così provo a rispondere all'interpellanza) è inserito nel piano triennale delle opere di SMAT, in quanto investimento finanziato dalla tariffa, cioè dall'ATO; pero né SMAT né l'ATO intendo riscriverlo nel prossimo piano triennale, proprio perché con l'interpretazione del COVIRI ci viene sfilata la rete di fognatura bianca. Come procedere? Intanto dobbiamo affrontare questo tema in ATO, chiedendogli una nuova interpretazione. SMAT ha impugnato formalmente l'atto amministrativo, l'interpretazione, e siamo in attesa di valutare quali saranno le risposte che i Giudici daranno su questo tema. Intanto c'è un problema di breve periodo, anzi nell'immediato, sul quale dobbiamo provare ad intervenire. Nella scorsa settimana, con la struttura tecnica del Comune, ho incontrato i dirigenti di SMAT e si è convenuto per un piano straordinario di manutenzione delle vie d'acqua, che vedrà sia la pulitura delle caditoie sia la pulitura di alcune parti dei collettori che risultano essere intasati. Sarà un piano che vedrà protagonisti sicuramente la città di Torino, che è tenutaria del contratto nei confronti di SMAT, sicuramente SMAT, ma anche AMIAT, perché c'è una differenza di competenza a seconda del fatto che ci siano o no ci siano le foglie: se ci sono le foglie, i collettori li pulisce AMIAT; se le foglie non ci sono, li pulisce SMAT. Quindi, la questione è complicata, ma ho provato a spiegarvi a che punto siamo. La valutazione del problema è all'attenzione della nostra Amministrazione, perché in effetti anche l'ultimo temporale, abbattutosi sulla città dieci giorni fa, ha creato numerose problematiche ad alcune aree: ci sono stati 18 punti della città che sono stati allagati. Quindi, la problematica è molto chiara. Il problema, per rispondere nel dettaglio all'interpellanza in merito a Corso Spezia, è come sbloccare l'investimento (già coperto dalla tariffa per 3,3 milioni di Euro, con tempi di realizzazione di 12-16 mesi), visto il problema dell'interpretazione che ne darà l'ATO. Per quanto riguarda invece il problema del quotidiano, abbiamo concordato questa nuova attività di manutenzione ordinaria, affinché queste nuove problematiche non si ripetano durante le precipitazioni dell'autunno e dell'inverno. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |