Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Settembre 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2011-04765
"SCADENZA TARSU 2011" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA, CARBONERO E RICCA IN DATA 9 SETTEMBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104765/002, presentata in
data 9 settembre 2011, avente per oggetto:
"Scadenza TARSU 2011"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
L'interpellanza chiede sostanzialmente conto di due aspetti: da una parte, la
premessa oggettiva delle difficoltà economiche delle famiglie torinesi; dall'altra
parte, la rateizzazione volontaria della TARSU, che è diversa dall'anno precedente.
L'interpellanza chiede perché sono cambiate le regole per la rateizzazione e in quale
modo.
In sintesi, la variazione sul piano delle deliberazioni - che peraltro è stata contenuta
negli atti di indirizzo propedeutici al Bilancio e poi nell'approvazione della
deliberazione attuativa da parte della Giunta Comunale degli indirizzi del Consiglio
Comunale - ha salvaguardato la tempistica di emissione: a settembre le utenze
cosiddette "domestiche"; dal mese di maggio-giugno le utenze non domestiche.
Premetto che anche questa suddivisione, in realtà, non è stabilita per legge, nel senso
che la Città ha sempre teso a posticipare la richiesta degli avvisi alle famiglie rispetto
a quelle dell'attività economica, anche per evitare che la doppia figura di
imprenditore (o professionista) e di cittadino sovrapponesse eccessivamente le
scadenze.
In realtà, fondamentalmente la Città ha allineato quello che sta per succedere a
livello normativo. Il Decreto legislativo n. 118/2001 - che prevede la disposizione in
materia di armonizzazione dei sistemi contabili degli schemi di Bilancio di Regioni,
Enti Locali e organismi, che peraltro ha tutta una serie di interessanti evoluzioni in
tema di contabilità - ha reintrodotto il principio del Bilancio di Cassa (direi
correttamente, se mi si consente un'espressione tecnica personale), cioè della
sovrapposizione, nel senso che l'aspetto fondamentale dell'attuale Decreto
legislativo n. 267, cioè l'accertamento economico delle entrate, dovrà essere allineato
con il Bilancio di Cassa.
In un sistema come l'Italia, in cui il Bilancio di Cassa è in realtà difficile, per ragioni
storiche, nazionali, di riscossione farraginosa e quant'altro, evidentemente è una
piccola rivoluzione che io giudico positivamente.
Questo, però, fa prevedere che il saldo di riscossione, cioè l'identità tra riscossione e
accertamento dell'entrata, "muti" la ragione del diritto di credito dell'Ente quando
emette degli avvisi di pagamento. La ragione per la quale la Città, già da quest'anno,
ha cominciato ad armonizzare la Cassa con la Competenza e, pertanto, ha fatto
scadere al 31 dicembre le entrate della cartella, è essenzialmente questa: ritornare al
Bilancio di Cassa. Qualora il cittadino richieda agevolazioni diverse rispetto alla
riscossione, lo può sempre fare, anche non pagando il bonario; ma non siamo qua per
parlare di bonari aggiuntivi o di coattivi agevolativi, per poi arrivare all'estrema ratio
dei provvedimenti coattivi.
Devo anche dire che è un sacrosanto principio, in termini di finanza pubblica. Cioè il
sistema degli Enti Locali italiano è un sistema tendenzialmente ricco di residui attivi,
nel senso che nel sistema attuale della finanza pubblica italiana (mi riferisco ad
Agenzia Entrate, Città di Torino, Regione Piemonte sul bollo, senza fare distinzioni),
il sistema riscossione è ovviamente complesso e un po' farraginoso; questa
differenza, effettivamente, produce effetti economici distorsivi: prima o poi, se non si
incassano i residui attivi, bisogna svalutarli, come dice la normativa, qualora il ruolo
sia giudicato inesigibile.
L'allineamento, sostanzialmente, ha lo scopo di adeguare la normativa in vigore con
il Decreto che inizierà a entrare in vigore nei prossimi anni. L'abbiamo anticipato
quest'anno per ragioni di allineamento contabile e di cassa, nel senso che trascinare
successivamente gli accertamenti sulla Competenza del ruolo, senza il momento di
cassa, evidentemente non permette di fare una cosa elementare, cioè di chiudere la
gestione TARSU 2011, verificando chi l'ha pagata e chi non l'ha pagata, andando in
riscossione eventualmente coattiva (come prevede la Legge) se non fosse pagata in
riscossione bonaria.
Questo non è un elemento che cambi più di tanto il profilo del pagamento, in quanto
in realtà le differenze, mi permetto di dire, non sono così alte. Devo anche dire però
una cosa, con estrema chiarezza: non è pensabile che siano solo gli Enti Locali a
fungere da soggetti agevolatori della riscossione del sistema di tariffe, perché
l'ammortizzatore che l'Ente Locale mette in atto non è rimborsato da nessuno.
Voglio essere più chiaro: nessuno ristora il Comune se dilata la riscossione di
un'entrata (per Cassa naturalmente, salve tutte le regole di contabilità pubblica, Corte
dei Conti e quant'altro); nessuno ristora l'Ente dalle agevolazioni che mette in atto,
eppure la Città, come sapete bene, spende ben 6 milioni di Euro per le agevolazioni,
non sul tempo di pagamento ma sull'abbattimento del debito da parte dei
contribuenti che abbiano un debito TARSU con il meccanismo dell'ISEE.
Quindi, in sintesi, non è un grosso problema, almeno non riteniamo che sia tale per la
famiglia anticipare, di fatto, di uno o due mesi, il pagamento dell'ultima rata;
peraltro, la percentuale dei pagamenti in prima rata è ancora molto alta (non ricordo a
memoria).
Sostanzialmente, c'è un principio di Legge approvato proprio quest'anno, relativo
alla dinamica dell'allineamento dell'accertamento di Cassa e Competenza; quindi,
riteniamo che sia necessario e utile riflettere, cominciando naturalmente da questa
proposta di quest'anno, per ragioni contabili ma anche per ragioni di preparazione
del terreno, cosa che probabilmente porterà a rivedere anche le attuali scadenze, cioè
probabilmente bisognerà cambiare anche il tempo da cui si partirà con la riscossione.
Avremo modo di verificare se la riscossione dovrà essere anticipata partendo da
giugno, perché per fare più rate basta partire prima anziché dopo, purché si paghi
entro il 31 dicembre, questo è il principio di legge. Ma, attenzione: la scelta di far
partire comunque a settembre i ruoli è conseguente a due cose che sono
immodificabili. Voglio entrare nel merito per essere chiari ed espliciti. Se dobbiamo
aspettare il quadro reddituale 2010 delle famiglie, che viene fatto tramite strumento
dichiarativo nel luglio del 2011, non posso mandare gli avvisi bonari TARSU senza
aver caricato gli sgravi ISEE per 6 milioni di Euro, se non ho prima ricevuto le
dichiarazioni dei redditi: l'UNICO entro il 31 luglio e il 730 entro il 15 giugno
dell'anno precedente.
Quindi, perché il Comune parte a settembre? Perché fa partire le cartelle TARSU già
sgravate dell'ISEE consegnato una settimana prima. Da una parte, devo farle scadere
il 31 dicembre; dall'altra parte, voglio dare lo sgravio che c'è a luglio. Voi capite che
la finestra per riscuotere la TARSU non può che essere settembre-dicembre. Ecco la
scelta del Comune di Torino.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Se non fosse che conosco l'Assessore Passoni, direi perfetto. Come al solito,
l'Assessore ha una capacità assoluta di disquisire della sua materia in maniera molto
argomentata e molto corretta.
Però, se ho capito bene, al momento non c'è nessun obbligo di legge. Quindi, mi
chiedo se fosse proprio il caso di far pagare queste rate entro l'anno (determinando di
fatto un aumento "occulto": il cittadino paga prima cose che avrebbe dovuto pagare
dopo), in un momento in cui tanti cittadini sono in difficoltà, anche quelli che non
usufruiscono di sgravi o di aiuti da parte del Comune e sono tanti.
Fino all'anno scorso si finiva di pagare l'ultima rata della TARSU a marzo o ad
aprile addirittura dell'anno successivo. Da quest'anno, nonostante le famiglie siano
in difficoltà a causa della profonda crisi, voi partite con questo aumento "occulto".
Abbiamo presentato questa interpellanza, ritenendo che ciò non fosse giusto,
pensando non fosse corretto farlo partire già da quest'anno. Fermo restando che
anch'io sono d'accordo che, nel momento in cui si ritorna a un discorso temporale
dei Bilanci, è sicuramente meglio procedere in tal senso.
Rispondo all'affermazione espressa prima dall'Assessore: sicuramente sono
emendamenti ostruzionistici. Noi non lo nascondiamo e non facciamo finta di
preparare emendamenti di grande ingegno, alla Einstein; perché noi riteniamo che la
politica di questo Comune, in materia di rientro del debito, aggravato anche da quello
che sta capitando negli ultimi anni, non sia valida.
Pur riconoscendo gli sforzi fatti, noi riteniamo che non abbiate fatto l'altro
passaggio, ben esplicato dalla precedente interpellanza presentata dal Movimento 5
Stelle, per cui da una parte si continua a spendere come se nulla fosse e dall'altra,
invece, si cerca inutilmente di rientrare dal debito.
A questo punto, noi riteniamo che sarebbe meglio se questa Città fosse
commissariata.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)