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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Settembre 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2011-04259
"NOMINA STAFFISTI EX ARTICOLO 90 LEGGE 267/2000" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 26 LUGLIO 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104259/002, presentata in
data 26 luglio 2011, avente per oggetto:
\"Nomina staffisti ex articolo 90 Legge 267/2000\"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Nell'interpellanza in oggetto, il Gruppo 5 Stelle, fatta una premessa sulle condizioni
della deliberazione del 15 giugno 2011, interpella per sapere qual è stato
l'orientamento ad approvare una deliberazione consequenziale a quella di Consiglio
Comunale, uguale o diversa dal 2006 rispetto agli indirizzi dati agli staff; le
motivazioni per la nomina del signor Bongiovanni; le motivazioni finanziarie per le
quali si è impostata la deliberazione di nomina; infine, una considerazione di tipo
politico rispetto alle considerazioni sulla situazione economica generale degli Enti
pubblici e l'opportunità di provvedere a questo tipo di nomine.
Innanzitutto, il Consiglio Comunale, con deliberazione del 15 giugno 2011, esecutiva
dal 28 giugno, ha stabilito, in materia, che i collaboratori di cui possono avvalersi
Sindaco e Assessori, nel rispetto delle previsioni contenute nell'articolo n. 90 del
Decreto Legislativo n. 267/2000, potranno essere fiduciariamente scelti, anche al di
fuori dei dipendenti dell'Ente, tra i soggetti di comprovata professionalità nelle
materie di competenza dell'Ente medesimo.
La determinazione degli aspetti relativi all'inquadramento giuridico ed economico
dei collaboratori dovrà avvenire nel rispetto dei principi di contenimento del costo
del lavoro e, a tal fine, oltre ai collaboratori di cui intenderà dotarsi il Sindaco,
ciascun Assessore potrà avvalersi di collaboratori sino al budget annuo massimo di
90.000 Euro, elevato fino a 100.000 Euro per il Vicesindaco, oltre ad oneri riflessi e
IRAP per la Città.
Sulla base di questi criteri e in coerenza con l'articolo n. 9 citato del Regolamento di
organizzazione e della deliberazione di Giunta del 4 luglio 2006 (che, peraltro, non è
stata riadottata, ma sulla scorta della quale si è intervenuti in modifica, riprendendo
buona parte dei contenuti della stessa e modificando, invece, i tetti massimi dei
budget disponibili), si è provveduto, con deliberazione del 30 giugno 2011, alla
costituzione degli uffici di supporto agli organi politici.
Considerato che il Consiglio Comunale ha sensibilmente ridotto il budget del
Vicesindaco e degli Assessori (cioè, in sostanza, la deliberazione approvata in
Consiglio Comunale ha contenuto i limiti suddetti), la Giunta ha deciso di mantenere
fermi i tetti massimi delle indennità di funzione previsti dalla deliberazione del 2006,
eliminando quelli minimi, così da consentire la massima flessibilità operativa. Il che
vuol dire, in sostanza, che rispetto al vecchio limite, che superava i 100.000 Euro per
Assessore, si è introdotta una possibile economia di 90.000 Euro per budget, che -
anticipando un pezzo di risposta successiva - non vuol dire necessariamente
impegnare meno spesa, perché, naturalmente, il budget teorico precedente poteva
essere utilizzato o non utilizzato. Io posso dire che un Assessore poteva avere un
intero organo di staff completamente formato e, in parte, non averlo; di conseguenza,
è la somma degli impegni effettivi che fa la spesa. Il principio, però, che si è regolato
e che mi competeva come Assessore al Bilancio e al Personale era quello del
contenimento della spesa potenziale, ovvero del fatto che, al di là della
discrezionalità e della formazione personale ed individuale degli organi di staff,
comunque non si potessero cumulare le indennità massime contenute nei budget
della tornata precedente; questo, evidentemente, è stato consentito e realizzato.
Rispondendo al punto n. 2 dell'interpellanza, a supporto dello staff del Primo
Cittadino è stato individuato Carlo Bongiovanni, collaboratore, a Capo di Gabinetto
del Sindaco. La sua individuazione rispetta i requisiti prescritti dal Consiglio
Comunale, in quanto trattasi di una comprovata professionalità nelle materie di
competenza dell'Ente. Il trattamento economico è pari a 43.625,63 Euro di
trattamento fondamentale e 26.100 Euro di indennità, per un totale annuo lordo, di
competenze sole, pari a 69.725,63 Euro, complessivamente inferiore a quanto
potenzialmente riconosciuto ai sensi del precedente incarico ex articolo n. 110 del
D. Lgs. 267. È stata una scelta dell'Ente, che è stata articolata in questa maniera.
Terzo punto: la decisione della nuova Amministrazione di concreta e consistente
riduzione del budget di ciascun Assessore e del Vicesindaco ha portato ad una
diminuzione del costo del lavoro quantificata in 360.000 Euro: 31.500 Euro per
ciascuno dei dieci Assessori e 45.000 Euro per il Sindaco. Tengo a precisare che,
nella precedente tornata amministrativa, il confronto con i budget doveva scontare il
fatto che l'organico della Giunta poteva non essere completo, cioè, fatta la somma
dei budget per i singoli Assessori, se mancasse un Assessore, non consumando il
budget, formalmente nominalmente sull'impegno di spesa è un risparmio; dipende da
quanto è completo l'organigramma della Giunta e quanto ogni Assessore intende
consumare o utilizzare del proprio budget. Questa è la somma effettiva del costo
finale, che però, ribadisco, nella potenzialità complessiva è stata ridotta: 31.500 Euro
per ciascuno dei dieci Assessori e 45.000 Euro per il Vicesindaco. Questo,
evidentemente, riferito all'oggi.
Il budget rappresenta il limite massimo di spesa sia per ciascun membro della Giunta,
che complessivo per la Città. Nel rispetto di esso, ciascun Assessore individua i
propri collaboratori, che dunque non portano alcun incremento di costo per la Città
rispetto al budget massimo stabilito; evidentemente, sempre fatto salvo il budget
complessivo. Su tali basi la determinazione dell'impegno di spesa del 30 giugno
2011, assunta dal Servizio Centrale Risorse Umane, ammonta complessivamente ad
1.666.196 Euro annui, competenze 1.227.451 Euro e oneri 334.411 Euro, oltre IRAP
per 104.333 Euro, per un totale riferito all'intera tornata amministrativa di 8.330.000
Euro circa. Non è possibile effettuare raffronto con la determinazione citata (quella
precedente, assunta nel 2006) in quanto tale atto non regolamentava in toto tutti gli
uffici di staff, com'è avvenuto, ma soltanto alcuni. Cioè, a differenza della volta
precedente, si è compresa l'intera regolamentazione che, se dovesse essere
modificata, dovrà essere espressa con atti di Giunta evidentemente trasparenti, oltre
naturalmente alla coerenza con gli atti di indirizzo adottati dal Consiglio Comunale
nel Regolamento attuativo.
Nel 2006 sono state assunte ulteriori determinazioni di spesa per gli staff, per una
spesa complessiva di circa 2.200.000 Euro; anche nel 2006, in realtà, quel quadro fu
modificato. Inoltre, nel quinquennio sono stati incrementati dalla contrattazione
nazionale i due contratti del trattamento fondamentale. Cioè, la composizione di
queste voci è composta dal trattamento fondamentale, che, evidentemente, ha avuto
una dinamica di crescita negoziale in questi ultimi anni, che quindi è comunque una
base di riferimento più alta, in quanto i collaboratori di staff, ancorché all'indice, in
alcuni casi, dell'\\\"opinione\\\", tra virgolette, di giudizio politico, sono comunque
lavoratori ai quali viene riconosciuto uno stipendio di indennità base, che è
equiparata al Contratto Collettivo di Categoria e, come tale, anche quei contratti
hanno avuto la dinamica contrattuale come qualunque altro soggetto (in questo caso
a tempo determinato).

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio l'Assessore per le risposte puntuali. In realtà, mi sembra che non abbia
risposto all'ultima domanda, che forse era più di carattere politico, cioè: visto il
momento di difficoltà economica che sta affrontando il Comune, se non sia
opportuno andare a verificare nelle competenze che sono già presso l'Ente, quindi
comunque nel bacino di dipendenti del Comune. Anche perché, come forse saprà, noi
abbiamo fatto una richiesta: abbiamo chiesto tutti i curriculum degli staffisti ex
articolo n. 90 e stiamo cominciando a guardarli; devo dire che, a nostro avviso, ci
sono alcune particolarità, nel senso che, dove si va a cercare la comprovata
professionalità e, quindi, si cercano competenze che dovrebbero in qualche modo
arricchire l'attività che svolge l'Assessorato, guardando i curriculum, quindi i titoli di
studio eccetera, sorge qualche dubbio, perché vediamo che in alcuni Assessorati non
sono presenti staffisti che abbiano conseguito una laurea in Economia, mentre sono
presenti presso altri Assessorati; vediamo ragionieri che non sono presenti magari
presso l'Assessorato al Bilancio e sono invece presenti presso l'Assessorato ai
Trasporti. Quindi, nascono alcune perplessità.
Comprendo che, comunque, il lavoro dell'Assessorato sia sicuramente complesso e
ci sia la necessità di avere un proprio staff di fiducia, quindi non rinnego a priori la
nomina ad personam (perché, di fatto, stiamo parlando di nomina ad personam).
Certo è che comunque la professionalità che questi nominati dovrebbero dimostrare,
anche a livello di curriculum, fa sorgere qualche dubbio.
Per il resto, forse non ho ben compreso, ma mi sembra di capire che gli impegni
assunti nel 2006 siano stati di fatto inferiori rispetto al 2011 (ma per ora mi sembra
che non siano stati ancora allocati tutti). Poi chiederò conferma, perché forse non ho
compreso bene.
Per il resto, noi continueremo a guardare i curriculum rispetto all'articolo n. 90 e a
fare la nostra analisi.
Inoltre, un'altra risposta di cui non sono soddisfatta è quella che ha dato in merito al
signor Bongiovanni: mi stupisce il fatto che sia passato dall'articolo n. 110 (quindi,
dirigente) all'articolo n. 90. Non so se sia per una questione di professionalità o per
necessità di spostarlo; sinceramente non mi è chiaro se è stato fatto per ridurre le sue
indennità, oppure per questioni di organizzazione dell'Ente.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Intendevo sostanzialmente dire che, quando tocchiamo il tema dei numeri sugli
impegni di spesa, occorre naturalmente guardare il fatto che l'impegno deve
garantire la capienza di quello che è l'atto di indirizzo; quindi, evidentemente, non è
poi scontato che l'impegno si rivelerà negli anni completamente utilizzato a fronte
dell'utilizzo delle risorse. Io ho due staffisti, eppure consumo più o meno il 50% del
mio budget; non è affatto detto che decida di modificare il profilo degli staffisti che
mi competono o che decida di occupare il resto del budget. Attualmente,
formalmente, il mio impegno è coperto, ma sostanzialmente si caratterizzerebbe
come un'economia e, peraltro, fino a prova contraria, intendo continuare così.
Sul tema della qualifica del signor Bongiovanni, ritengo che sia stata una scelta
dell'Amministrazione modificare il profilo di partecipazione allo staff del Sindaco,
precisando il tipo di rapporto e cambiando, in parte, anche la tipologia di
inquadramento professionale.
Circa il tema delle professionalità, naturalmente io non entro in merito delle
valutazioni che autonomamente ciascun Gruppo e Consigliere può fare. Mi limito
però ad osservare che, al momento attuale, non conosco nessun Ente e nessuna
struttura che abbia la potestà di ricorrere a figure professionali esterne
all'Amministrazione in cui opera (e quando dico nessuna, ribadisco nessuna) che di
fatto non vi faccia ricorso. Quindi, il tema del rapporto tra ricorso a figure
professionali esterne e organi di governo o organi legislativi o consiliari è un tema
che consegno al fatto che la normativa regola le regole, naturalmente esse vanno
rispettate e sono rispettate, ma sostanzialmente non mi risulta che ci siano Enti in cui
questa modalità di rapporto, diventata ormai significativa e stringente, non
intervenga.
Questo non vuol dire che l'Ente abbia sfiducia nei propri dipendenti. Credo che il
tema della ristrutturazione della struttura organizzativa ed amministrativa di questo
Comune passi anche attraverso il fatto che noi sicuramente percorreremo strade
diverse e nuove rispetto all'autonomia organizzativa del Comune di Torino e ai
profili professionali, naturalmente compatibilmente con le risorse e anche rispetto
alla crescita professionale ed economica del personale interno.
Quindi, non è né una diminutio, né in qualche modo un giudizio sulla presenza di
risorse esterne; semplicemente, il combinato disposto tra i requisiti professionali e
l'aspetto fiduciario determina questo quadro.
Questo della Città di Torino, come di tanti altri Enti, penso che sia un quadro che
abbia però segnalato, da una parte, un certo senso di responsabilità nel contenere
l'uso delle risorse e nell'orientarle al meglio possibile; dall'altra parte, non è un
modello che è per sempre: questa Amministrazione è entrata nuova, è
un'Amministrazione che ha bisogno di orientarsi in una situazione molto complessa.
Nel prosieguo, avremo sicuramente riorganizzazioni strutturali dell'azienda, che
coinvolgeranno figure interne e figure esterne, e questo sarà il risultato di un
processo.
Nell'immediato questo è l'atto che la Giunta ha ritenuto necessario per avviare la
propria attività e per dotarsi dei mezzi necessari ad avviare la ricognizione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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