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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 201104857/002, presentata in data 14 settembre 2011, avente per oggetto: "Aumenti tariffe COSAP" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Nell'interpellanza in oggetto si chiedeva, in sintesi, conto della dinamica degli aumenti avvenuti negli ultimi anni, dell'ammontare totale delle entrate legate alla COSAP nei bilanci - ritengo - degli anni corrispondenti; inoltre, vi è una specifica richiesta rispetto agli edifici d'epoca e quali potevano essere i margini di discussione. Faccio una breve cronistoria (poi eventualmente posso consegnare materialmente la risposta ai Consiglieri interpellanti). Nel 1997, la Città ha scelto di sostituire la precedente tassa di occupazione del suolo pubblico (TOSAP) con la COSAP, che è stata introdotta poi nel 1999, con deliberazione di Consiglio Comunale esecutiva dal 4 gennaio 1999, che ha una struttura di entrata patrimoniale, non tributaria, interamente disciplinata dalla regolamentazione dell'Ente Locale, naturalmente in coordinamento con le normative di settore, ma, sostanzialmente, con la disciplina autonoma delle tariffe e della determinazione di una certa autonomia regolamentare. Con quell'atto del 1999 - il Regolamento, peraltro, è disponibile sul sito, nella banca dati del Consiglio Comunale - è stato fissato quale sarebbe stato l'elemento di criterio per la determinazione del canone, arrotondato all'unità superiore, commisurandolo all'entità espressa in metri lineari o quadrati dell'occupazione a cui, ovviamente, la Cosap si riferisce. Il canone è frutto di una formula che, succintamente, prevede la tariffa base giornaliera al metro, moltiplicato il coefficiente viario per il coefficiente specifico di alcune categorie tipologiche per la superficie e per la durata. Quindi, deriva da questo passaggio di formula. Evidentemente, la variazione della tariffa complessiva pagata, quindi il canone pagato dai cittadini attiene alle variazioni che ogni componente, ogni fattore di questa moltiplicazione può avere o intercorrere. Per quanto riguarda la parte della tariffa, nel 2007 il Consiglio Comunale ha - ribadisco - modificato e fissato gli indirizzi della tariffa, che fino a quell'anno era stata variata prevalentemente secondo il criterio dell'inflazione programmata. Nel 2007 è stata invece fatta un'operazione diversa: si è valutato il coefficiente tariffario basato sulla rivalutazione dei suoli, avvenuta nel lasso temporale degli interventi di rivalutazione del suolo pubblico della Città, degli abbellimenti e delle migliorie generali avvenute sull'area metropolitana, e l'incremento è stato, in quell'anno, del 31% rispetto alla tariffa del 2006. Tale aumento, in effetti, era corrispondente ad un calcolo sugli investimenti effettuati dal Comune per la riqualificazione delle vie, l'arredo urbano in generale e per le infrastrutture della città apportate, nonché per gli investimenti in promozione turistica e commerciale, che, naturalmente, avevano caratteristica di miglioria permanente del tessuto urbano della città e non, evidentemente, temporaneo. Nel 2008 e 2009 si è, invece, provveduto all'adeguamento della tariffa sulla base dell'inflazione esclusivamente programmata. Nel 2010 si è rivisitato il triennio precedente, incrementandolo del 9%, con la deliberazione del 27 aprile 2010, che, da una parte, ha composto la variazione con la tariffa basata sul tasso programmato d'inflazione e, dall'altra parte, con le nuove valutazioni della riqualificazione del tessuto urbano. Questo è stato supportato anche dall'elemento di rilevazione dell'Osservatorio Immobiliare della Città di Torino, naturalmente supervisionato dal Politecnico di Torino, i cui dati evidenziavano che il segmento residenziale rispetto al 2007 aveva un incremento patrimoniale di circa il 13% sugli immobili, quale effetto, naturalmente, della miglioria della situazione ambientale della città, al netto, naturalmente, di quella che era invece la crisi economica-finanziaria anche del settore edilizio. Per il 2011, invece, la variazione è stata dell'1,5% (quindi, sostanzialmente, l'inflazione programmata. Per quanto riguarda il punto n. 2 dell'interpellanza, il flusso di competenza inerente l'anno 2010 era di 5.772.000 Euro e nel 2011 di circa 6.370.000 Euro, ai quali si aggiunge l'attività di occupazione per cavi, condutture permanenti da parte della città per servizi pubblici, che è stimata in circa 1.070.000 Euro all'anno, da aggiungere alle cifre precedenti. Circa, invece, la possibilità che esistano forme agevolative per edifici di tipo storico (se non sbaglio la domanda n. 3 dell'interpellanza si riferisce alle agevolazioni), in realtà, non esiste attualmente un appiglio normativo tale da determinare questa deroga o questa modificazione, in particolare magari agganciata ai manufatti della vecchia Legge 1089 relativa agli immobili vincolati che abbiano caratteristiche di una certa storicità. Il Settore risponde che, salvaguardando un principio \"ubi lex non distinguit, nec nos distinguere debemus\", ovvero \"ove la legge non preveda distinzioni espresse, neanche l'interprete può esprimere agevolazioni specifiche o distinzioni specifiche\", in realtà sulla COSAP non si è provveduto e non si è inteso provvedere alla gradazione della tassazione distinguendo per tipologia di immobili. In effetti, non è un elemento fortemente collegato, diciamo così, all'elemento della tipicizzazione immobiliare, non quanto invece può essere l'elemento dell'ICI (o ex ICI) della normativa vigente. Questo, sostanzialmente, è l'orientamento attuale. Naturalmente, avremo di fronte a noi nuove delibere tariffarie, nuove opportunità di discussione, però questo, ad oggi, è lo stato della situazione nella Città di Torino. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Questa è la punta dell'iceberg, nel senso che abbiamo voluto trovare una cosa importante per far capire come l'Amministrazione si inventi veramente mille e un orpello per cercare di sottrarre denaro ai torinesi. Stiamo parlando - l'interpellanza era specifica - delle intercapedini, cioè quegli spazi sotterranei, sotto il calpestio del marciapiede, che si trovano intorno ad alcuni palazzi soprattutto del centro di Torino. Praticamente, fino agli anni Sessanta, anche per preservare il palazzo stesso, era quasi doveroso creare questa intercapedine, che a nulla serviva, se non semplicemente a mantenere le fondamenta e, quindi, mantenere il palazzo longevo il più possibile. L'Assessore ha citato gli anni 2007-2008: passiamo da 63 Euro al metro quadrato del 2004, a 112 Euro al metro quadrato del 2010. Ha elencato una serie di motivazioni che con il sottosuolo - sono certo che ne conveniate tutti - non hanno niente a che vedere; questo è veramente aberrante, perché - ripeto - questo è solo l'inizio di quello che riusciremo a trovare per far notare come questa Amministrazione cerchi di far cassa (questa Amministrazione, ma anche quella precedente, perché partiamo dal 2004 ed andiamo ad elencare). La richiesta relativa al fatto se sia possibile alleggerire o addirittura annullare l'onere è proprio perché, fino a quegli anni, era quasi una consuetudine (non dico un obbligo) creare questa intercapedine. Dal 1997, ma anche prima, quando questa tassa ha iniziato a pesare sugli immobili, tantissimi costruttori edili hanno deciso di non fare più questa intercapedine, anche perché era una tassa ulteriore assolutamente inutile; chi se l'è ritrovata, invece, è stato costretto non solo a pagarla, ma a vederla raddoppiata nel giro di pochi anni. Ripeto, ci sono alcuni immobili a Torino dove questa tassa grava da 20 a 40.000 Euro all'anno sulla spesa complessiva dell'immobile, quindi è abbastanza pesante. Ci tenevo a portare alla luce questa situazione perché, ripeto, fa un po' da specchietto a tante altre situazioni simili, che, poi, pian piano, verranno fuori. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |