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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Settembre 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 14
INTERPELLANZA 2011-04792
"FUNZIONE RELIGIOSA CATTOLICA DURANTE L'INAUGURAZIONE DELLA STAZIONE DI PORTA SUSA: ? QUESTA LA LAICIT? DI TORINO?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 12 SETTEMBRE 2011.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201104792/002,
presentata in data 12 settembre 2011, avente per oggetto:
"Funzione religiosa cattolica durante l'inaugurazione della stazione di Porta Susa:
è questa la laicità di Torino?"
e dell'interpellanza n. mecc. 201104796/002, presentata in data 12 settembre 2011,
avente per oggetto:
"Protocollo di benedizione per la stazione della Metropolitana di Porta Susa"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Risponde per entrambe l'Assessore Lubatti.
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Rispondo in maniera formale a queste interpellanze, anche se poi avrei piacere di
approfondire, in altra sede.
Rispetto alle domande che mi sono state fatte, è stato sostanzialmente mantenuto
quello che è un canovaccio e un protocollo che è già stato messo in essere nelle
scorse Amministrazioni e nelle scorse inaugurazioni.
Segnalo, tra l'altro, che alcuni dei passaggi effettuati durante l'avanzamento dello
step dei lavori della Metropolitana sono stati presenziati anche dall'Arcivescovo
Poletto; la stessa organizzazione dell'iniziativa di inaugurazione della prima pietra
del cantiere era stata benedetta con la presenza dell'Arcivescovo. In occasione
dell'arrivo della talpa ad una determinata stazione (in questo momento non ricordo
quale fosse esattamente, chiedo scusa, ma ho dimenticato la nota, quindi vado un po'
a braccio), essendo il Santo protettore dei minatori, se non ricordo male, Santa
Caterina - ma rischio di dire una stupidaggine, quindi vi chiedo scusa -, nello scorso
mandato c'era stato anche un momento di preghiera sotterraneo perché i lavoratori,
essendo della categoria dei minatori, con l'arrivo della talpa in un determinato punto
del cantiere, avevano chiesto di poter officiare un momento di celebrazione anche in
sotterranea.
Quindi, la tipologia del protocollo non è stata variata rispetto al passato.
Per rispondere in maniera puntuale all'interpellanza, segnalo che il protocollo è stato
deciso dal Cerimoniale, esattamente come tutti i protocolli di inaugurazione che la
Città di Torino mette in essere.
Per analogia, voglio segnalare che, nel momento in cui, come mio Assessorato, ci
siamo occupati dell'inaugurazione del ponte di Via Livorno, abbiamo seguito la
stessa modalità e anche lì c'era il parroco del territorio che ci aveva regalato la sua
presenza per la benedizione, e quindi siamo assolutamente all'interno del canovaccio
e di una metodologia che ormai è data per consolidata e che, quindi, abbiamo
confermato anche nell'inaugurazione non della stazione di Porta Susa, ma soltanto
della fermata dell'area di Infra.To, interna a Porta Susa.
Avremo numerose inaugurazioni nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, visto
e considerato l'attivismo della Giunta precedente e anche la disponibilità di progetti e
di risorse finanziarie.
Per quanto riguarda l'Amministrazione, c'è la volontà di continuare con il medesimo
protocollo e con la medesima metodologia. Questa è un'informazione/comunicazione
che mi sembrava utile dare in quest'occasione.
Tuttavia, ascolterò volentieri i Consiglieri, un po' per comprendere se ci sono delle
valutazioni differenti e quali sono queste valutazioni; ovviamente, essendo la mia
una delega riservata dei trasporti e relegata ai trasporti, non ci saranno valutazioni di
merito, ma soltanto risposte strettamente inerenti a quello che è il mio ruolo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Innanzitutto ringrazio l'Assessore per aver risposto, anche perché effettivamente
questa era un'interpellanza forse anche un po' di respiro più ampio, quindi che non
riguardava tanto direttamente i trasporti, quindi la cerimonia in sé o l'oggetto della
cerimonia in sé, ma in generale la posizione della Città riguardo a questo tipo di
presenza religiosa nel Cerimoniale.
Chiaramente questo è un territorio etico, quindi si va in un territorio in cui ognuno ha
le proprie convinzioni e quindi è difficile poi arrivare ad una soluzione, nel senso che
di solito ognuno ha elaborato le proprie convinzioni di vita durante la propria crescita
e rimane delle sue, però l'oggetto della nostra segnalazione è relativo al ruolo che
deve avere un'Amministrazione Pubblica di una Città come Torino di fronte a tutte le
religioni e alle persone che non si riconoscono in nessuna di esse. Quindi,
chiaramente, l'obiezione non è, intanto, legata alla particolare religione o al fatto che
si parli della religione cattolica piuttosto che di altre, ma è legata proprio al fatto che
ci si chiede perché la cerimonia di inaugurazione di un'opera pubblica (che viene
pagata comunque con le tasse di tutti i cittadini, di qualunque religione essi siano, o
di nessuna, e quindi deve poi essere utilizzata, quindi quest'opera pubblica servirà a
tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro religione) debba privilegiare,
comunque, quella parte della popolazione - indipendentemente dal fatto che sia
grande o piccola - che si riconosce in una specifica religione.
Proprio perché, come è scritto anche nella nostra Costituzione, "Chiesa e Stato sono
indipendenti e sovrani e ognuno ha il proprio ordine", quindi sostanzialmente quello
che è un'opera realizzata dallo Stato, in una definizione precisamente laica, in
un'attività precisamente laica, come un lavoro pubblico, non si capisce perché debba
ospitare al proprio interno una funzione religiosa, peraltro, devo dire, anche piuttosto
protratta nel tempo. Per cui, capisco che sia tradizione in Italia la benedizione, forse è
rimasta dai tempi in cui avevamo una religione di Stato, però forse anche
l'invadenza, devo dire, di questa funzione potrebbe anche essere un pochino ridotta,
perché effettivamente, per chi non aveva piacere e non si riconosce nella
benedizione, insomma, trovarsi in mezzo a questa cerimonia è stato effettivamente
abbastanza sgradevole.
Accoglierò con piacere l'invito dell'Assessore, quindi ne parleremo volentieri anche
a margine, però ci tenevo a fare questa segnalazione, perché, devo dire, anche poi
condividendo in rete il filmato di quello che è successo, eccetera, è una sensazione
che non è soltanto mia, ma è veramente condivisa da molte persone, ovviamente di
una certa estrazione culturale e di una certa modalità di pensiero.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io non sono assolutamente soddisfatto della risposta, e mi sembra implicito, perché è
una non risposta. Quindi, chiedo che la cosa venga comunque rinviata in una
Commissione che approfondisca e, se l'Assessore Lubatti non è in grado di
rispondere, risponda il dirigente, il Sindaco o chi per esso, perché la questione non è
assolutamente secondaria.
Io non considero sgradevole - come il Consigliere Bertola ha detto - la questione
(probabilmente gli è sfuggito l'aggettivo e neanche lui intendeva dire quello), però
ritengo abbastanza grave il fatto che il Comune di Torino, a quanto mi risulta, non
abbia alcun protocollo su queste cose. Quindi, Assessore Lubatti, o mi tira fuori un
protocollo e me lo consegna (e chiedo al Presidente di farselo dare) o non racconta
bugie, perché io sono uno non abituato a farsi raccontare bugie, da chiunque.
Una cosa è venirmi a dire: \"Si fa così da un po' di tempo, non ci abbiamo pensato e
non pensavamo fosse una cosa che non andasse bene\"; una cosa è dire: \"C'è un
protocollo\", perché il protocollo, se c'è, qualcuno l'ha creato, qualcuno l'ha
approvato. Siccome fino al 2001, quando ero Capogruppo in questo Consiglio
Comunale, non c'era, non so se l'era chiampariniana ha portato anche il protocollo con
le benedizioni dei cannoni e di tutto quello che ne consegue. Non c'era. C'è un
protocollo sicuramente dello Stato, che prevede le Autorità presenti alle varie
cerimonie, e non entro nel merito perché è molto complesso, e le Autorità religiose
sono sicuramente invitate, Autorità religiose che per tantissimo tempo in questo
Paese erano sinonimo delle Autorità della Chiesa Cattolica romana, qualche volta ci
si ricordava di invitare il rappresentante della Chiesa Valdese o il rappresentante
dell'Ebraismo; oggi bisogna ricordarsi sicuramente di invitare i rappresentanti della
Chiesa Ortodossa, i rappresentanti dell'Islam, che è molto più complessa, e anche
altre situazioni.
Io ricordo che quando riuscii a far fare una presenza in questo Consiglio Comunale
delle religioni presenti a Torino - ed eravamo a fine Anni Novanta -, furono 25 le
religioni invitate, con un po' di polemica su Scientology, se rappresentava davvero
una Chiesa oppure no. Questo per dire come c'è una ricchezza, c'erano i coopti,
perché una città come Torino è una città plurale.
Siccome il Consiglio Comunale, da Statuto, rappresenta la comunità di chi abita e
siccome in tutto lo Statuto - può sfuggirmi - non c'è mai (e questa è un'ipocrisia, è
un errore, è una mancanza, un'omissione) la parola \"religiosa\" o \"religione\", invece
dovrebbe esserci in uno Statuto, perché le religioni e le fedi religiose esistono nella
collettività, non è che sono nascoste, non è che uno lo è o non lo è, credo che noi
dobbiamo definire se nelle inaugurazioni ufficiali del Comune di Torino (poi in
quelle che riguardano la Provincia, la Regione e altri Enti si valuterà in altri modi) le
Autorità religiose sono invitate - come io credo -, ovviamente non sono obbligate a
venire, ma chiaramente c'è anche un criterio di rappresentanza della consistenza
dell'Autorità religiosa, ma questa credo che sia una cosa a cui anche le stesse hanno
interesse, oppure non ci sono. E se ci sono io non mi scandalizzo affatto che ci possa
essere anche la benedizione: può essere un atto di fede, può essere un atto
scaramantico, può essere una tradizione.
D'altra parte, io stesso sono stato battezzato, cresimato e mi sono sposato in chiesa,
ma ritengo che quel crocifisso sia fuori posto. Non scomodo o sbagliato, ma fuori
posto: in un'Aula come questa non ci dovrebbe essere un crocifisso, mentre i quadri
religiosi possono stare.
Chiedo che la questione sia affrontata seriamente, perché, altrimenti - e ringrazio i
Consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno suggerito lo spunto -, ci troviamo
come nel paradosso in cui il rappresentante della Curia della Chiesa Cattolica romana
ha aperto la cerimonia e l'ha inaugurata prima del Sindaco. Credo che in questa Città
il principio debba essere che nel Comune di Torino prima viene il Sindaco e poi tutti
gli altri. Mi sembra pacifico e normale. Naturalmente, possiamo discutere se è il
Sindaco più giusto o meno giusto, se dice delle cose sbagliate o meno, ma non ci può
essere una situazione in cui l'autorità religiosa precede il Sindaco, se non nelle
cerimonie religiose a cui partecipa la Città. Mi sembra molto chiaro.
Quindi, chiedo ufficialmente e formalmente - e invito il Presidente ed il
Vicepresidente a prendere nota - copia del protocollo in uso. L'Assessore ha detto
che c'è un protocollo in uso, per cui chiedo che me lo fornisca, o almeno mi chiarisca
quali sono i riferimenti. Soprattutto, vorrei sapere da quando si è cominciato a far
benedire e ad iniziare le cerimonie con le benedizioni.
Inoltre, vorrei sapere se si intende davvero creare un protocollo; uso questo termine
semplicemente perché so che esistono protocolli di Stato ben precisi per quanto
riguarda le cerimonie. Lo scoprii quando, come Capogruppo, passai davanti agli
Assessori al momento di stringere la mano all'ex Presidente Scalfaro, in quanto,
secondo il protocollo di Stato, i Capigruppo vengono prima degli Assessori, con
grande rammarico di questi ultimi, che in quell'occasione strinsero la sua mano
dopo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Sto concludendo. Quindi, prenda nota, Presidente: in primo luogo, vorrei una copia
del protocollo e vorrei sapere da quando si utilizza e, soprattutto, quando è stata la
prima volta che è accaduto negli ultimi vent'anni. Non mi si venga a dire che nel
1947 si inaugurò il Consiglio Comunale con... eccetera, eccetera, perché non mi
interessa nulla.
Inoltre, chiedo che la questione venga ridiscussa - una volta dato modo all'Assessore
di documentarsi e di avere elementi più consistenti - nella Commissione competente,
qualunque decidiate che sia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Lubatti.

VIALE Silvio
Ero assente, ma...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Scusi, Consigliere Viale, deve intervenire? Il suo tempo...

VIALE Silvio
È solo un'integrazione, altrimenti faccio la replica dopo e perdiamo ulteriore tempo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
È mancata una risposta. Non mi è stato detto se lo stadio della Juventus è stato
benedetto o meno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Intanto, bisognerebbe verificare qual è la Commissione competente nella quale
approfondire questa vicenda, perché è delicata, quindi bisogna decidere dove
inviarla.
Vorrei fare solo una precisazione, perché è importante che il Consigliere comprenda
bene qual è stato il concetto centrale della mia illustrazione: ho detto in maniera
chiara che sul tema dell'inaugurazione si è seguito il protocollo, che è già esistente in
termini generali, per quanto riguarda la presenza delle autorità, eccetera, eccetera.
Per quanto riguarda la presenza e la benedizione si è seguita un'usanza, che non è
inserita nel protocollo, tant'è che ho dovuto \\\"studiare\\\", tra virgolette, il protocollo
per l'inaugurazione di Via Livorno (che è avvenuta precedentemente a quella della
fermata di Porta Susa). Si tratta di un'inaugurazione che è stata seguita direttamente
dal mio Assessorato, secondo un protocollo preciso, e nel corso della quale, per
scelta e per usanza, è stata inserita anche la presenza della benedizione.
Relativamente all'ordine, ho fatto qualche riflessione comune al Consigliere Viale,
ma ad organizzare l'inaugurazione non era direttamente il mio Assessorato. Quindi,
ribadisco che qualche valutazione comune rispetto a questo è plausibile, però dal
punto di vista della presenza, sebbene non sia presente nel protocollo la
specificazione, c'è sempre stata una benedizione in coda dell'inaugurazione, tant'è
che in Via Livorno - ed è un particolare che sicuramente al Consigliere Viale non
sarà sfuggito - la benedizione è avvenuta addirittura dopo il taglio del nastro, proprio
per scelta, perché ci si è resi conto ed è stata fatta questa valutazione. Quindi, l'ho
voluto precisare.
Ovviamente, rimango a disposizione per tutte le altre valutazioni.
Esprimo un piccolo rammarico, perché qui ho dato una risposta come Assessore ai
Trasporti; se fossi stato un Consigliere, avrei partecipato molto più volentieri alla
discussione ad ampio raggio, ma, in questo momento, non posso permettermelo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Se il Consigliere Viale non si ritiene soddisfatto, possiamo inviare questa
interpellanza in Conferenza dei Capigruppo, appena riusciremo a reperire le
informazioni protocollari o gli altri dati necessari.
Le interpellanze sono discusse.
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