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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104105/002, presentata in data 19 luglio 2011, avente per oggetto: "Suk di Porta Palazzo: come tutelare i torinesi dall'incauto acquisto" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Rispondono gli Assessori Curti e Tedesco. La parola all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Il personale della Sezione di Porta Palazzo opera da sempre, anche con le altre forze di Polizia, per prevenire la commissione di reati e per contrastare il fenomeno delle vendite di abusivi in genere. In questo caso specifico, noi abbiamo applicato la normativa del Regolamento della Città n. 316, che è relativo all'area del Canale dei Molassi e, volendo, potrei fornire - magari non in questa sede - anche un elenco di tutti i sequestri effettuati dall'ottobre del 2010 ad oggi. In questo periodo l'attività di controllo ha portato ad effettuare 14 sequestri, sia amministrativi che giudiziari, di oggetti, a volte anche di mezzi di trasporto, 24 rinvenimenti di materiali vari, per un totale di circa 7.000 pezzi. Parliamo di merce nuova oppure non conforme alle caratteristiche dell'iniziativa, alimenti, eccetera. Recentemente, quindi, proprio negli ultimi mesi, abbiamo effettuato ulteriori 14 sequestri di oggetti, 13 rinvenimenti di materiali vari, per un totale di circa 2.000 pezzi, sempre merce nuova oppure non conforme alle caratteristiche dell'iniziativa. Purtroppo, però, a causa della presenza in quell'area di soggetti anarchico- insurrezionalisti proprio nei pressi dell'area, si è stabilito, di concerto con il dirigente del Commissariato Dora-Vanchiglia, di svolgere i controlli solo ed esclusivamente in forma congiunta, proprio perché lì ci sono gravi problemi di ordine pubblico, chiaramente compatibilmente con le emergenze in atto, che sta affrontando la Polizia di Stato. Per tutto il resto, io rimando all'Assessore Curti, perché stiamo iniziando un ragionamento, un'interlocuzione proficua sia con l'Associazione che con le Forze dell'Ordine, quindi l'Assessore Curti può relazionare sullo stato dell'arte. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Devo dire che non ho molto da aggiungere, perché l'interpellanza del Consigliere Marrone era molto specifica e chiedeva, giustamente, quanti interventi fossero stati fatti per prevenire o sanzionare l'abusivismo e la vendita di merce ricettata. Io mi limito ad aggiungere questo, essendomene occupata da sempre: ricordo semplicemente ai Consiglieri che la sperimentazione in atto la domenica mattina in piazza della Repubblica (che usa, per analogia, il Regolamento 316 della Città di Torino in vigore sulla regolamentazione dell'attività di vendita e scambio non professionale, quindi è in analogia all'altra area) nasce circa 14 mesi fa, a inizio agosto del 2010, come progetto, anche concordato con il Comitato Ordine Pubblico e Sicurezza, quindi con tutte le Forze dell'Ordine a livello centrale, proprio per affrontare un fenomeno difficilmente gestibile che nei mesi precedenti si era affacciato su Piazza della Repubblica, che era il mercato abusivo intorno all'area del PalaFuksas, dove la presenza di reati e il numero non solo di venditori, ma anche di situazioni assolutamente illegali rendeva molto complesso l'intervento. Quindi, concordando con le Forze dell'Ordine, si è deciso di definire un'area, che è quella prospiciente al Mercato V Alimentare, regolamentando l'accesso a quell'area con una serie di dispositivi, che sono appunto descritti dal Regolamento 316 e semplicemente riportati su quell'area, quindi la necessità di essere in regola con il permesso di soggiorno, di non avere una licenza commerciale, di vendere esclusivamente merce usata, di occupare uno spazio definito - 2 metri per 4 -, di pagare regolarmente l'occupazione di suolo pubblico (la TARSU) e una cifra aggiuntiva che consentisse e che consenta la gestione (adesso ogni operatore paga circa 9 Euro a domenica, composti di una parte che va all'Amministrazione e, invece, un'altra parte che viene usata per l'autogestione). Questo progetto è partito nell'agosto del 2010 ed è costantemente monitorato. Porta Palazzo la conosciamo, ci sono alcune situazioni che ogni tanto emergono dentro l'area e vengono segnalate e, molto più spesso, fuori dall'area data in gestione, sulla quale l'intervento è repressivo e sanzionatorio, nel senso che non è regolamentato ciò che avviene fuori, e quindi ciò che avviene fuori non può avvenire, quindi da lì tutti gli interventi, non solo della Polizia Municipale, ma anche, in modo congiunto, dell'Interforze ed in particolare dal Commissariato di Polizia, che è costantemente presente tutte le domeniche. Il fenomeno non è del tutto eliminato, ma si è ridotto visibilmente: chiunque di noi sia andato due anni fa intorno al PalaFuksas, vedeva computer non ancora sballati, piuttosto che tecnologia all'ultimo grido che veniva venduta, oggi non è così. Ci sono ancora delle situazioni che vanno monitorate e sanzionate. Con l'Assessore Tedesco abbiamo ripreso un tavolo tecnico, subito dopo l'estate, insieme alle Forze dell'Ordine e ai Settori dell'Amministrazione, compresa l'AMIAT, che ha poi la responsabilità anche della pulizia dopo la fine del mercato, proprio per non abbassare la guardia e monitorare costantemente quello che succede, in modo da definire, sanzionare e fare il "patto"; insomma, questo progetto nasce da una scommessa, che è il "patto con quelli perbene": quelli perbene stanno al patto, naturalmente noi e loro dobbiamo fare in modo che chi non è perbene e che non aderisce al patto, semplicemente, non ci stia. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio gli Assessori per le loro risposte, anche se volevo un supplemento di chiarezza, perché non ho capito se i dati citati dall'Assessore Tedesco riguardo all'azione di repressione del commercio abusivo, e quindi se questi interventi, che mi sembravano poderosi, anche nelle irregolarità riscontrate, riguardavano proprio in particolare il commercio avvenuto dentro Bazar Project oppure no. Perché io vorrei ricordare che proprio sin dalla genesi di questo progetto, in realtà, di fronte ad una situazione di completa illegalità, che era il bazar abusivo della domenica, si è scelto non di impedire che avvenisse ciò che è illegale, ma di regolarizzarlo, quindi sanarlo a posteriori, fissando però delle regole. A quel punto, se l'Amministrazione Comunale fissa delle regole, poi implicitamente si fa carico della responsabilità del fatto che poi queste regole vengano rispettate, perché il nodo dell'interpellanza era il problema per cui, se un torinese, un cittadino, un compratore va ad una bancarella abusiva e compra qualcosa di illegale, che sia ricettato o contraffatto, tutto sommato è lui il responsabile del proprio incauto acquisto, quindi ha la responsabilità penale di ogni cittadino; il problema è, se, invece, si reca a comprare il medesimo articolo in uno spazio mercatale e lo compra da soggetti che hanno un cartellino appeso agli abiti con il logo del Comune di Torino, in una parvenza di autorizzazione e regolarità, allora a quel punto io ritengo - adesso non lo posso dire sotto un punto di vista legale e penale -, quantomeno a livello politico, si formi una responsabilità nei confronti del cittadino da parte del Comune. Io volevo capire veramente se questi dati erano in relazione a Bazar Project, perché ritengo che, ferma restando la contrarietà, proprio di per sé, al progetto, si debba fare quantomeno un tagliando per capire quanto si è regolarizzato veramente, quanta illegalità si è prevenuta. Tra l'altro, già mi permetto di riscontrare l'atipicità del fatto che sia un'associazione di privati quella che poi coordina un po' tutte le autorizzazioni o i rapporti con i singoli rivenditori; ma, a parte questo (che, infatti, ha creato anche dei problemi ai Consiglieri di Circoscrizione che sono andati per certificare, con foto e documenti, quello che stava avvenendo - e una Consigliera, che ha fatto questo davanti ai miei occhi, è stata circondata da una trentina di rivenditori con il cartellino del Comune di Torino, che la minacciavano dicendo che non doveva fare fotografie agli oggetti, e di questo c'è comunque testimonianza della Polizia, che, grazie al cielo, è intervenuta per impedire che accadesse il peggio - e questo non dovrebbe accadere in un mercato regolare autorizzato dal Comune di Torino), tutto sta a capire se veramente queste regole vengano rispettate, perché, se tutti questi interventi repressivi citati dall'Assessore Tedesco, operati dalla Polizia Municipale, sono avvenuti dentro quell'area, come minimo ritengo che i singoli rivenditori, che dovrebbero essere identificati dall'Amministrazione, se gli è stata consentita l'autorizzazione a vendere, dovrebbero essere espulsi dal progetto, se gli viene riscontrata un'irregolarità di questo tipo. Poi bisognerebbe fare comunque, veramente, un tagliando per capire se il progetto ha funzionato, perché, se veramente tutte queste azioni repressive, sequestri e quant'altro sono avvenute dentro quell'area, dobbiamo arrenderci al fatto che è stato, oggettivamente, un fallimento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Lei aveva chiesto, quindi, una puntualizzazione da parte dell'Assessore? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'Assessore è in grado di farlo, di fornirla adesso o no? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Risponde l'Assessore Curti per queste puntualizzazioni. La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Io vorrei soltanto puntualizzare (credo che sia, dall'agosto del 2010, la centesima volta che lo puntualizzo al Consigliere Alessi nella Circoscrizione VII e adesso lo puntualizzo anche a lei): qui non si è trattato di regolarizzare l'illegalità, o meglio, di sanare l'illegalità, quanto piuttosto di intervenire con buonsenso per cercare di fare in modo che, regolarizzando e ridando legalità ad un'area, ciò che era illegale (cioè vendere merce rubata, ricettata o taroccata, contraffatta) non fosse possibile. Quindi non è una sanatoria di illegalità, i condoni non siamo noi a farli, non abbiamo condonato nessuno; semplicemente, abbiamo messo delle regole, abbiamo messo delle regole e le abbiamo negoziate. Non è un'associazione privata, è l'autogestione, perché gli stessi si sono costituiti in associazione; quelli che fanno il servizio d'ordine e il controllo sono gli stessi ambulanti che una domenica vendono, ma la domenica dopo fanno rispettare le regole, a rotazione, proprio perché l'essere controllore e controllato, in qualche modo, ridà dignità e dà il senso del patto e delle regole. Vorrei ricordare che una di queste persone che fa il servizio d'ordine (che era un abusivo totale intorno al PalaFuksas, ma che poi ha accettato di stare al patto), proprio perché è intervenuto per far rispettare le regole è stato malmenato e gli è stato rotto un braccio, ma lui ha avuto il coraggio di andare a denunciare alla Polizia e questo è un ripristino di legalità, anche dare dignità e dare fiducia al fatto che, se si denuncia, poi si è anche protetti e credo che sia un buon risultato. Naturalmente il tagliando - l'ho detto prima - va fatto, perché in esperienze come queste ogni risultato che si raggiunge rischia di essere messo in discussione. Il tagliando lo stiamo facendo. La responsabilità del controllo di Porta Palazzo, però, non è soltanto della Polizia Municipale, vorrei dire questo; è anche della Polizia di Stato, è anche dei Carabinieri. Io vorrei limitarmi a dire che il motivo per cui noi, Amministrazione Pubblica, abbiamo messo in atto questa sperimentazione è anche perché non ci sono uomini e mezzi della Polizia di Stato e dei Carabinieri per poter presidiare, la domenica, Porta Palazzo. Quindi, siamo venuti incontro ad un problema, che è stato oggettivamente e dichiaratamente detto dalle Forze dell'Ordine, cercando di trovare una soluzione che riuscisse, in qualche modo, a ripristinare legalità, a rendere più facile, più puntuale e più mirato il lavoro delle Forze dell'Ordine. Gli interventi fatti - adesso lo dirà l'Assessore Tedesco - dentro Bazar Project sono stati fatti perché l'Associazione Bazar Project, non avendo nessun compito, non avendo nessun potere di sanzione, quando vede delle situazioni che non vanno le segnala alle Autorità competenti, cioè alla Polizia Municipale e alla Polizia, la quale poi interviene, perché non privatizziamo la sicurezza. L'Associazione gestisce, deve stare alle regole e ha una responsabilità nei confronti dell'Amministrazione sulla gestione, ma sulle singole violazioni private e personali segnala alle Forze dell'Ordine, che intervengono. Quindi, mi sembra che il percorso funzioni. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |