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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Settembre 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 12
INTERPELLANZA 2011-04105
"SUK DI PORTA PALAZZO: COME TUTELARE I TORINESI DALL'INCAUTO ACQUISTO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MARRONE IN DATA 19 LUGLIO 2011.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104105/002, presentata in
data 19 luglio 2011, avente per oggetto:
"Suk di Porta Palazzo: come tutelare i torinesi dall'incauto acquisto"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Rispondono gli Assessori Curti e Tedesco.
La parola all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il personale della Sezione di Porta Palazzo opera da sempre, anche con le altre forze
di Polizia, per prevenire la commissione di reati e per contrastare il fenomeno delle
vendite di abusivi in genere.
In questo caso specifico, noi abbiamo applicato la normativa del Regolamento della
Città n. 316, che è relativo all'area del Canale dei Molassi e, volendo, potrei fornire -
magari non in questa sede - anche un elenco di tutti i sequestri effettuati dall'ottobre
del 2010 ad oggi.
In questo periodo l'attività di controllo ha portato ad effettuare 14 sequestri, sia
amministrativi che giudiziari, di oggetti, a volte anche di mezzi di trasporto, 24
rinvenimenti di materiali vari, per un totale di circa 7.000 pezzi. Parliamo di merce
nuova oppure non conforme alle caratteristiche dell'iniziativa, alimenti, eccetera.
Recentemente, quindi, proprio negli ultimi mesi, abbiamo effettuato ulteriori 14
sequestri di oggetti, 13 rinvenimenti di materiali vari, per un totale di circa 2.000
pezzi, sempre merce nuova oppure non conforme alle caratteristiche dell'iniziativa.
Purtroppo, però, a causa della presenza in quell'area di soggetti anarchico-
insurrezionalisti proprio nei pressi dell'area, si è stabilito, di concerto con il dirigente
del Commissariato Dora-Vanchiglia, di svolgere i controlli solo ed esclusivamente in
forma congiunta, proprio perché lì ci sono gravi problemi di ordine pubblico,
chiaramente compatibilmente con le emergenze in atto, che sta affrontando la Polizia
di Stato.
Per tutto il resto, io rimando all'Assessore Curti, perché stiamo iniziando un
ragionamento, un'interlocuzione proficua sia con l'Associazione che con le Forze
dell'Ordine, quindi l'Assessore Curti può relazionare sullo stato dell'arte.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Devo dire che non ho molto da aggiungere, perché l'interpellanza del Consigliere
Marrone era molto specifica e chiedeva, giustamente, quanti interventi fossero stati
fatti per prevenire o sanzionare l'abusivismo e la vendita di merce ricettata.
Io mi limito ad aggiungere questo, essendomene occupata da sempre: ricordo
semplicemente ai Consiglieri che la sperimentazione in atto la domenica mattina in
piazza della Repubblica (che usa, per analogia, il Regolamento 316 della Città di
Torino in vigore sulla regolamentazione dell'attività di vendita e scambio non
professionale, quindi è in analogia all'altra area) nasce circa 14 mesi fa, a inizio
agosto del 2010, come progetto, anche concordato con il Comitato Ordine Pubblico e
Sicurezza, quindi con tutte le Forze dell'Ordine a livello centrale, proprio per
affrontare un fenomeno difficilmente gestibile che nei mesi precedenti si era
affacciato su Piazza della Repubblica, che era il mercato abusivo intorno all'area del
PalaFuksas, dove la presenza di reati e il numero non solo di venditori, ma anche di
situazioni assolutamente illegali rendeva molto complesso l'intervento.
Quindi, concordando con le Forze dell'Ordine, si è deciso di definire un'area, che è
quella prospiciente al Mercato V Alimentare, regolamentando l'accesso a quell'area
con una serie di dispositivi, che sono appunto descritti dal Regolamento 316 e
semplicemente riportati su quell'area, quindi la necessità di essere in regola con il
permesso di soggiorno, di non avere una licenza commerciale, di vendere
esclusivamente merce usata, di occupare uno spazio definito - 2 metri per 4 -, di
pagare regolarmente l'occupazione di suolo pubblico (la TARSU) e una cifra
aggiuntiva che consentisse e che consenta la gestione (adesso ogni operatore paga
circa 9 Euro a domenica, composti di una parte che va all'Amministrazione e,
invece, un'altra parte che viene usata per l'autogestione).
Questo progetto è partito nell'agosto del 2010 ed è costantemente monitorato.
Porta Palazzo la conosciamo, ci sono alcune situazioni che ogni tanto emergono
dentro l'area e vengono segnalate e, molto più spesso, fuori dall'area data in
gestione, sulla quale l'intervento è repressivo e sanzionatorio, nel senso che non è
regolamentato ciò che avviene fuori, e quindi ciò che avviene fuori non può avvenire,
quindi da lì tutti gli interventi, non solo della Polizia Municipale, ma anche, in modo
congiunto, dell'Interforze ed in particolare dal Commissariato di Polizia, che è
costantemente presente tutte le domeniche.
Il fenomeno non è del tutto eliminato, ma si è ridotto visibilmente: chiunque di noi
sia andato due anni fa intorno al PalaFuksas, vedeva computer non ancora sballati,
piuttosto che tecnologia all'ultimo grido che veniva venduta, oggi non è così. Ci sono
ancora delle situazioni che vanno monitorate e sanzionate.
Con l'Assessore Tedesco abbiamo ripreso un tavolo tecnico, subito dopo l'estate,
insieme alle Forze dell'Ordine e ai Settori dell'Amministrazione, compresa
l'AMIAT, che ha poi la responsabilità anche della pulizia dopo la fine del mercato,
proprio per non abbassare la guardia e monitorare costantemente quello che succede,
in modo da definire, sanzionare e fare il "patto"; insomma, questo progetto nasce da
una scommessa, che è il "patto con quelli perbene": quelli perbene stanno al patto,
naturalmente noi e loro dobbiamo fare in modo che chi non è perbene e che non
aderisce al patto, semplicemente, non ci stia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio gli Assessori per le loro risposte, anche se volevo un supplemento di
chiarezza, perché non ho capito se i dati citati dall'Assessore Tedesco riguardo
all'azione di repressione del commercio abusivo, e quindi se questi interventi, che mi
sembravano poderosi, anche nelle irregolarità riscontrate, riguardavano proprio in
particolare il commercio avvenuto dentro Bazar Project oppure no. Perché io vorrei
ricordare che proprio sin dalla genesi di questo progetto, in realtà, di fronte ad una
situazione di completa illegalità, che era il bazar abusivo della domenica, si è scelto
non di impedire che avvenisse ciò che è illegale, ma di regolarizzarlo, quindi sanarlo
a posteriori, fissando però delle regole.
A quel punto, se l'Amministrazione Comunale fissa delle regole, poi implicitamente
si fa carico della responsabilità del fatto che poi queste regole vengano rispettate,
perché il nodo dell'interpellanza era il problema per cui, se un torinese, un cittadino,
un compratore va ad una bancarella abusiva e compra qualcosa di illegale, che sia
ricettato o contraffatto, tutto sommato è lui il responsabile del proprio incauto
acquisto, quindi ha la responsabilità penale di ogni cittadino; il problema è, se,
invece, si reca a comprare il medesimo articolo in uno spazio mercatale e lo compra
da soggetti che hanno un cartellino appeso agli abiti con il logo del Comune di
Torino, in una parvenza di autorizzazione e regolarità, allora a quel punto io ritengo -
adesso non lo posso dire sotto un punto di vista legale e penale -, quantomeno a
livello politico, si formi una responsabilità nei confronti del cittadino da parte del
Comune.
Io volevo capire veramente se questi dati erano in relazione a Bazar Project, perché
ritengo che, ferma restando la contrarietà, proprio di per sé, al progetto, si debba fare
quantomeno un tagliando per capire quanto si è regolarizzato veramente, quanta
illegalità si è prevenuta.
Tra l'altro, già mi permetto di riscontrare l'atipicità del fatto che sia un'associazione
di privati quella che poi coordina un po' tutte le autorizzazioni o i rapporti con i
singoli rivenditori; ma, a parte questo (che, infatti, ha creato anche dei problemi ai
Consiglieri di Circoscrizione che sono andati per certificare, con foto e documenti,
quello che stava avvenendo - e una Consigliera, che ha fatto questo davanti ai miei
occhi, è stata circondata da una trentina di rivenditori con il cartellino del Comune di
Torino, che la minacciavano dicendo che non doveva fare fotografie agli oggetti, e di
questo c'è comunque testimonianza della Polizia, che, grazie al cielo, è intervenuta
per impedire che accadesse il peggio - e questo non dovrebbe accadere in un mercato
regolare autorizzato dal Comune di Torino), tutto sta a capire se veramente queste
regole vengano rispettate, perché, se tutti questi interventi repressivi citati
dall'Assessore Tedesco, operati dalla Polizia Municipale, sono avvenuti dentro
quell'area, come minimo ritengo che i singoli rivenditori, che dovrebbero essere
identificati dall'Amministrazione, se gli è stata consentita l'autorizzazione a vendere,
dovrebbero essere espulsi dal progetto, se gli viene riscontrata un'irregolarità di
questo tipo.
Poi bisognerebbe fare comunque, veramente, un tagliando per capire se il progetto ha
funzionato, perché, se veramente tutte queste azioni repressive, sequestri e
quant'altro sono avvenute dentro quell'area, dobbiamo arrenderci al fatto che è stato,
oggettivamente, un fallimento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Lei aveva chiesto, quindi, una puntualizzazione da parte dell'Assessore?
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'Assessore è in grado di farlo, di fornirla
adesso o no? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Risponde l'Assessore Curti
per queste puntualizzazioni.
La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Io vorrei soltanto puntualizzare (credo che sia, dall'agosto del 2010, la centesima
volta che lo puntualizzo al Consigliere Alessi nella Circoscrizione VII e adesso lo
puntualizzo anche a lei): qui non si è trattato di regolarizzare l'illegalità, o meglio, di
sanare l'illegalità, quanto piuttosto di intervenire con buonsenso per cercare di fare in
modo che, regolarizzando e ridando legalità ad un'area, ciò che era illegale (cioè
vendere merce rubata, ricettata o taroccata, contraffatta) non fosse possibile.
Quindi non è una sanatoria di illegalità, i condoni non siamo noi a farli, non abbiamo
condonato nessuno; semplicemente, abbiamo messo delle regole, abbiamo messo
delle regole e le abbiamo negoziate.
Non è un'associazione privata, è l'autogestione, perché gli stessi si sono costituiti in
associazione; quelli che fanno il servizio d'ordine e il controllo sono gli stessi
ambulanti che una domenica vendono, ma la domenica dopo fanno rispettare le
regole, a rotazione, proprio perché l'essere controllore e controllato, in qualche
modo, ridà dignità e dà il senso del patto e delle regole.
Vorrei ricordare che una di queste persone che fa il servizio d'ordine (che era un
abusivo totale intorno al PalaFuksas, ma che poi ha accettato di stare al patto),
proprio perché è intervenuto per far rispettare le regole è stato malmenato e gli è
stato rotto un braccio, ma lui ha avuto il coraggio di andare a denunciare alla Polizia
e questo è un ripristino di legalità, anche dare dignità e dare fiducia al fatto che, se si
denuncia, poi si è anche protetti e credo che sia un buon risultato.
Naturalmente il tagliando - l'ho detto prima - va fatto, perché in esperienze come
queste ogni risultato che si raggiunge rischia di essere messo in discussione. Il
tagliando lo stiamo facendo.
La responsabilità del controllo di Porta Palazzo, però, non è soltanto della Polizia
Municipale, vorrei dire questo; è anche della Polizia di Stato, è anche dei Carabinieri.
Io vorrei limitarmi a dire che il motivo per cui noi, Amministrazione Pubblica,
abbiamo messo in atto questa sperimentazione è anche perché non ci sono uomini e
mezzi della Polizia di Stato e dei Carabinieri per poter presidiare, la domenica, Porta
Palazzo.
Quindi, siamo venuti incontro ad un problema, che è stato oggettivamente e
dichiaratamente detto dalle Forze dell'Ordine, cercando di trovare una soluzione che
riuscisse, in qualche modo, a ripristinare legalità, a rendere più facile, più puntuale e
più mirato il lavoro delle Forze dell'Ordine.
Gli interventi fatti - adesso lo dirà l'Assessore Tedesco - dentro Bazar Project sono
stati fatti perché l'Associazione Bazar Project, non avendo nessun compito, non
avendo nessun potere di sanzione, quando vede delle situazioni che non vanno le
segnala alle Autorità competenti, cioè alla Polizia Municipale e alla Polizia, la quale
poi interviene, perché non privatizziamo la sicurezza. L'Associazione gestisce, deve
stare alle regole e ha una responsabilità nei confronti dell'Amministrazione sulla
gestione, ma sulle singole violazioni private e personali segnala alle Forze
dell'Ordine, che intervengono. Quindi, mi sembra che il percorso funzioni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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