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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104067/002, presentata in data 15 luglio 2011, avente per oggetto: "Rete distributori GPL" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Il Comune di Torino ha sempre improntato la sua azione amministrativa - anche conformandosi alle politiche regionali - considerando come obiettivo irrinunciabile la riduzione degli elementi inquinanti presenti nell'aria. A questo obiettivo, certamente, come suggerisce il Consigliere, contribuisce l'apporto costituito da un incremento di autovetture che utilizzano alimentazioni maggiormente ecologiche, come il GPL o il metano. Vi illustro una tabella degli impianti presenti sul territorio cittadino, che posso mettere a disposizione con allegati e mappa. Gli impianti sono circa 240. I distributori di GPL sono, purtroppo, 5. I distributori di metano sono 6. In più, sono da considerare, oltre ai distributori presenti nel Comune di Torino, i numerosi impianti che sono collocati nei Comuni della prima cintura: Beinasco, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Orbassano, Nichelino e Rivoli. Il Comune di Torino, in questi anni, ha cercato di incentivare e di agevolare la crescita del numero di punti di rifornimento di questo tipo di carburante. In quest'ottica, vi è una deliberazione del 21 luglio 2009, in cui è stato approvato un protocollo di intesa con FIAT Group Automobiles, per la realizzazione di un impianto in prossimità del complesso Mirafiori Motor Village, proprio per sviluppare e valorizzare l'area industriale di Mirafiori. A questa deliberazione non è ancora stata data attuazione, anche perché pare che ci sia un parere negativo della Circoscrizione. Nell'ambito della sua potestà legislativa, la Regione Piemonte, con deliberazione del luglio 2008, ha stabilito che nelle zone omogenee regionali A, B e C tutti i nuovi impianti debbano essere dotati di almeno uno tra i carburanti GPL o metano. La Città di Torino ha recepito questa deliberazione ed ha suddiviso il territorio in zone omogenee: la zona A, che è la zona centrale storica; la B, tutte le altre; la C, che sono le zone a bassa densità abitativa. Quindi, tutti i nuovi impianti, in queste zone (la A, la B e la C), dovranno avere, necessariamente, un punto di rifornimento per GPL o metano. In ogni caso, la Città, proprio in quest'ottica, ha sempre mantenuto un dialogo aperto con le Associazioni di Categoria, proprio per informarle in merito alle iniziative che possono interessare i gestori degli impianti. Ad esempio, nell'ultimo anno, la Regione Piemonte, con una sua determinazione, ha approvato un bando per la concessione di contributi alle piccole e medie imprese per il potenziamento della rete di distribuzione dei carburanti per autotrazione ed il nostro Settore ha avvisato tutte le Associazioni di Categoria di questa opportunità. Abbiamo ricevuto, quindi, un riscontro positivo, ad esempio anche l'ACI manifesta, proprio in merito alla nostra nota, il proprio apprezzamento per l'iniziativa intrapresa. Bisogna, però, precisare che gli aspetti economici in questo caso non sono poco rilevanti. Anche se noi non abbiamo elementi oggettivi, bisogna considerare che la realizzazione di un nuovo impianto, quindi l'aggiunta di prodotti petroliferi come il GPL o metano, presso impianti già esistenti, rappresenta un significativo impegno economico, che è oggetto di una prudentissima valutazione da parte delle compagnie petrolifere, a maggior ragione in una situazione di congiuntura economica come questa. Inoltre, bisogna considerare, oltre al pagamento degli oneri per l'occupazione del suolo pubblico (elemento non secondario), anche le opere di sicurezza, che, per questo tipo di impianti (quindi per gli impianti GPL o metano), sono addirittura maggiori. Questo, purtroppo, nella valutazione delle compagnie petrolifere non è un aspetto secondario. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando A questo punto, vuol dire che c'è il cane che si morde la coda, perché la pubblicità per vendere auto a metano o GPL va avanti da dieci anni e vi è stato un notevole incremento dell'acquisto di questo tipo di autovetture; mi sta parlando, forse, di un impianto che potrebbe ancora nascere, però ci sono dei costi. Insomma, bisogna capire se è più importante l'inquinamento o i costi da questo punto di vista... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sicuramente, certo. Per cui, a quel punto, è inutile incrementare la vendita di autovetture dotate di un certo tipo di impianto, se poi, in effetti, la reperibilità del combustibile è relativa. Tempo fa, io ho avuto una macchina a GPL e le garantisco che era arduo trovare un punto di rifornimento, anche perché può capitare che quei cinque o sei impianti che ci sono adesso (io l'ho avuta qualche anno fa, quindi la situazione era anche peggiore) siano chiusi: non sono aperti 24 ore su 24 come gli impianti normali; spesso e volentieri la metà di questi impianti è chiusa. Ma non chiusi la sera, o la domenica; sono chiusi anche per una settimana. Non ne capisco il motivo, bisognerebbe fare un monitoraggio di questi impianti: chi li gestisce, chi li tiene aperti e come. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Sicuramente, per quanto riguarda il monitoraggio posso dare seguito alla richiesta del Consigliere, però sul resto io non so che cosa dire, perché la Giunta Comunale, più che tenere informate le Associazioni di Categoria su tutte le iniziative, i contributi e le agevolazioni che esistono in merito a questo, e più che dire che ogni nuovo impianto dovrà necessariamente comprendere un punto per l'approvvigionamento di GPL o metano, non so che cosa altro possa fare. Più che altro è un discorso che si potrebbe intavolare con le compagnie petrolifere, perché sono loro che non valutano queste opportunità. |