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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Settembre 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2011-04067
"RETE DISTRIBUTORI GPL" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BERTHIER IN DATA 15 LUGLIO 2011.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104067/002, presentata in
data 15 luglio 2011, avente per oggetto:
"Rete distributori GPL"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il Comune di Torino ha sempre improntato la sua azione amministrativa - anche
conformandosi alle politiche regionali - considerando come obiettivo irrinunciabile la
riduzione degli elementi inquinanti presenti nell'aria. A questo obiettivo, certamente,
come suggerisce il Consigliere, contribuisce l'apporto costituito da un incremento di
autovetture che utilizzano alimentazioni maggiormente ecologiche, come il GPL o il
metano.
Vi illustro una tabella degli impianti presenti sul territorio cittadino, che posso
mettere a disposizione con allegati e mappa.
Gli impianti sono circa 240. I distributori di GPL sono, purtroppo, 5. I distributori di
metano sono 6. In più, sono da considerare, oltre ai distributori presenti nel Comune
di Torino, i numerosi impianti che sono collocati nei Comuni della prima cintura:
Beinasco, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Orbassano, Nichelino e Rivoli.
Il Comune di Torino, in questi anni, ha cercato di incentivare e di agevolare la
crescita del numero di punti di rifornimento di questo tipo di carburante. In
quest'ottica, vi è una deliberazione del 21 luglio 2009, in cui è stato approvato un
protocollo di intesa con FIAT Group Automobiles, per la realizzazione di un
impianto in prossimità del complesso Mirafiori Motor Village, proprio per sviluppare
e valorizzare l'area industriale di Mirafiori. A questa deliberazione non è ancora stata
data attuazione, anche perché pare che ci sia un parere negativo della Circoscrizione.
Nell'ambito della sua potestà legislativa, la Regione Piemonte, con deliberazione del
luglio 2008, ha stabilito che nelle zone omogenee regionali A, B e C tutti i nuovi
impianti debbano essere dotati di almeno uno tra i carburanti GPL o metano.
La Città di Torino ha recepito questa deliberazione ed ha suddiviso il territorio in
zone omogenee: la zona A, che è la zona centrale storica; la B, tutte le altre; la C, che
sono le zone a bassa densità abitativa. Quindi, tutti i nuovi impianti, in queste zone
(la A, la B e la C), dovranno avere, necessariamente, un punto di rifornimento per
GPL o metano.
In ogni caso, la Città, proprio in quest'ottica, ha sempre mantenuto un dialogo aperto
con le Associazioni di Categoria, proprio per informarle in merito alle iniziative che
possono interessare i gestori degli impianti. Ad esempio, nell'ultimo anno, la
Regione Piemonte, con una sua determinazione, ha approvato un bando per la
concessione di contributi alle piccole e medie imprese per il potenziamento della rete
di distribuzione dei carburanti per autotrazione ed il nostro Settore ha avvisato tutte
le Associazioni di Categoria di questa opportunità. Abbiamo ricevuto, quindi, un
riscontro positivo, ad esempio anche l'ACI manifesta, proprio in merito alla nostra
nota, il proprio apprezzamento per l'iniziativa intrapresa.
Bisogna, però, precisare che gli aspetti economici in questo caso non sono poco
rilevanti. Anche se noi non abbiamo elementi oggettivi, bisogna considerare che la
realizzazione di un nuovo impianto, quindi l'aggiunta di prodotti petroliferi come il
GPL o metano, presso impianti già esistenti, rappresenta un significativo impegno
economico, che è oggetto di una prudentissima valutazione da parte delle compagnie
petrolifere, a maggior ragione in una situazione di congiuntura economica come
questa.
Inoltre, bisogna considerare, oltre al pagamento degli oneri per l'occupazione del
suolo pubblico (elemento non secondario), anche le opere di sicurezza, che, per
questo tipo di impianti (quindi per gli impianti GPL o metano), sono addirittura
maggiori. Questo, purtroppo, nella valutazione delle compagnie petrolifere non è un
aspetto secondario.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
A questo punto, vuol dire che c'è il cane che si morde la coda, perché la pubblicità
per vendere auto a metano o GPL va avanti da dieci anni e vi è stato un notevole
incremento dell'acquisto di questo tipo di autovetture; mi sta parlando, forse, di un
impianto che potrebbe ancora nascere, però ci sono dei costi. Insomma, bisogna
capire se è più importante l'inquinamento o i costi da questo punto di vista...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sicuramente, certo. Per cui, a quel punto, è
inutile incrementare la vendita di autovetture dotate di un certo tipo di impianto, se
poi, in effetti, la reperibilità del combustibile è relativa.
Tempo fa, io ho avuto una macchina a GPL e le garantisco che era arduo trovare un
punto di rifornimento, anche perché può capitare che quei cinque o sei impianti che
ci sono adesso (io l'ho avuta qualche anno fa, quindi la situazione era anche
peggiore) siano chiusi: non sono aperti 24 ore su 24 come gli impianti normali;
spesso e volentieri la metà di questi impianti è chiusa. Ma non chiusi la sera, o la
domenica; sono chiusi anche per una settimana. Non ne capisco il motivo,
bisognerebbe fare un monitoraggio di questi impianti: chi li gestisce, chi li tiene
aperti e come.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Sicuramente, per quanto riguarda il monitoraggio posso dare seguito alla richiesta del
Consigliere, però sul resto io non so che cosa dire, perché la Giunta Comunale, più
che tenere informate le Associazioni di Categoria su tutte le iniziative, i contributi e
le agevolazioni che esistono in merito a questo, e più che dire che ogni nuovo
impianto dovrà necessariamente comprendere un punto per l'approvvigionamento di
GPL o metano, non so che cosa altro possa fare. Più che altro è un discorso che si
potrebbe intavolare con le compagnie petrolifere, perché sono loro che non valutano
queste opportunità.
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