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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per fatto personale, al Consigliere Moretti, in relazione ad alcune informazioni scritte dagli organi di stampa riguardanti una vicenda che lo vede interessato e citato. MORETTI Gabriele Intanto ringrazio lei e la Conferenza dei Capigruppo per avermi dato questa opportunità di intervento per fatto personale, nel senso che, oggi, la richiesta di comunicazioni del Sindaco presentata dal Consigliere Bertola riguardava, oltre i lavoratori CSEA, anche i lavoratori di Voice Care, che stanno manifestando davanti al Palazzo Civico; siccome sono Amministratore Delegato di quell'azienda, ritengo opportuno chiarire rapidamente quanto sta accadendo. Non vi dico la mia delusione - ma lo dico umanamente, da uomo - quando, di fianco a persone che non prendono lo stipendio da quattro mesi (che sono i dipendenti CSEA e che con quattro o cinque persone in una tenda stanno facendo lo sciopero della fame), ho visto quattro ragazzi che stanno prendendo lo stipendio regolarmente da chi vi parla, cioè da una società di cui sono socio (non sono l'unico socio), in cui partecipo e di cui sono Amministratore Delegato; vi garantisco che ciò mi ha dato una profonda delusione. In questo contesto, ci tengo ad illustrare la situazione, visto che da un paio di giorni queste persone stanno millantando informazioni e diffamando il mio nome. Ritengo che, nella sua forma - poi, oggi, la presenza qui sotto ne è forse la dimostrazione vera -, questo sia più un attacco politico, che un fatto aziendale; per cui vi riporto i fatti. Innanzitutto, vi ricordo che sono proprietario di un'azienda che si chiama Contacta, che è un gruppo di aziende che conta diverse società, fra cui, in partecipazione di minoranza, anche questa Voice Care; questo gruppo occupa circa 2.000 dipendenti. Si tratta di un gruppo che, nel settore del call center outsourcing, si è distinto sul mercato per non aver mai - ribadisco "mai" - adottato contratti a progetto, per non aver mai preso finanziamenti dallo Stato, mai un'ora di cassa integrazione e mai un esubero e questo avviene da almeno dodici anni, cioè da quando io conduco questo tipo di business. Da questi numeri capirete la mia delusione, perché, circa un anno e mezzo fa, sono intervenuto in un'operazione industriale molto importante, cioè ho rilevato 850 persone da una società che si chiamava Telegate, che, per motivi industriali, avrebbe diminuito il suo volume di lavoro; di conseguenza, aveva il problema di occupare le persone e, da un anno e mezzo a questa parte, le 300 persone dipendenti di questa Voice Care, che è la società che ha acquisito Telegate, hanno il lavoro garantito. Infatti, io sono subentrato in quell'azienda ed ho introdotto delle nuove commesse, che hanno garantito il lavoro a queste persone e, da circa un anno e mezzo a questa parte, stiamo andando avanti in modo normale e regolare, cioè senza richiesta di esuberi o di cassa integrazione o chi più ne ha più ne metta. Questi lavoratori protestano perché l'azienda ha espresso la volontà di trasferire la sede dal Lingotto; credo che abbiate notato in questi giorni che aziende molto più importanti della nostra - mi riferisco a banche o grandi tour operator - stanno spostando le loro attività dal Lingotto, perché, obiettivamente, è troppo oneroso mantenere lì la sede. Il trasferimento di una sede è sicuramente un tema che abbiamo voluto affrontare in un tavolo ufficiale, fissato per il 3 ottobre all'Unione Industriale; ebbene, è bastato un piccolo misunderstanding con un mio dirigente per lanciare una campagna diffamatoria davvero esagerata. Perché, oggi, ho deciso di intervenire in Aula? Perché non si gioca con i lavoratori. Lo voglio dire da imprenditore, da Consigliere Comunale, da uomo e da padre di famiglia: con i lavoratori non si gioca! Non si fa politica con le persone che contano sul proprio stipendio, che lavorano, che si alzano al mattino e vanno in un'azienda a lavorare costantemente. Oggi, non voglio farvi vedere i dati (perché non è la sede adatta) relativi all'assenteismo di un sottogruppo di persone implicate in questa attività della nostra azienda. Oggi, non voglio fare questo, ma voglio dire che l'impresa si può fare anche con dei valori etici e con un progetto imprenditoriale serio; personalmente continuerò ad operare in questo modo e, nonostante certi attacchi personali che in qualche modo mi possono abbattere per qualche minuto, continuerò sulla mia strada, perché, in mezzo a tutto questo, ho ricevuto una serie di importanti incoraggiamenti. Vi faccio un esempio, e ci tengo a farlo: le RSU di Contacta, quindi le rappresentanze sindacali dei lavoratori di Contacta, hanno scritto (ma non voglio leggere il comunicato) dei comunicati stampa a difesa dell'immagine di chi vi parla, di Contacta e di Voice Care, sottolineando che: "In Contacta non esiste conduzione del lavoro che violi i diritti dei lavoratori. Riteniamo che sotto questo aspetto l'ingegner Moretti abbia sempre garantito serietà e correttezza". Quando i lavoratori di un'azienda con cui lavoro da 12 anni scrivono queste cose, penso che si definiscano da sé le vicende di pochi facinorosi che davanti al Consiglio Comunale distribuiscono dei volantini con la mia foto con scritto: "Ha preso 3.300 preferenze, ma è un pagliaccio". Concludo osservando - e ci tengo particolarmente a dirlo - che proprio questo tipo di cose, magari, fa passare la voglia agli imprenditori di investire nel lavoro e di crescere. Voice Care è una società in cui io sono socio di minoranza; dopo questi fatti non so quanta voglia avrò ancora di investire in questa azienda e di continuare ad esserne socio. La garanzia che, però, voglio dare, proprio per essere coerente con tutte le promesse fatte e con le cose dette, è che le persone che hanno davvero voglia di lavorare avranno sempre il loro posto a Torino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Dichiaro concluse le comunicazioni del Consigliere Moretti. |