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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104776/002, presentata in data 9 settembre 2011, avente per oggetto: "CSEA - Consorzio per lo Sviluppo dell'Elettronica e della Automazione - Società consortile mista per azioni, mancata erogazione degli stipendi ai lavoratori" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) L'interpellanza si fonda sostanzialmente su due interrogativi: 1) se siamo a conoscenza della difficoltà in cui versa l'insieme dei lavoratori, in particolare quelli di CSEA; 2) se ci sono intenzioni di prendere provvedimenti, anche di concerto con gli azionisti. Per quanto riguarda il primo quesito, se siamo a conoscenza, la risposta è sì, non c'è ombra di dubbio, cioè la situazione di CSEA ha registrato una serie di difficoltà in questi ultimi tre anni, durante i quali è stato più volte affrontato l'argomento, sia in un rapporto diretto con le Rappresentanze sindacali, le Organizzazioni sindacali di CSEA e in un rapporto con la Città, sia all'interno di CSEA stesso. La situazione è particolarmente difficile per questi lavoratori, perché qui non c'è solo il problema che si riscontra in molte situazioni nei periodi di crisi, ma in realtà, dal mese di giugno, per il quale è stato dato soltanto un acconto, non sono più stati effettuati i pagamenti (quindi per i mesi di luglio ed agosto). Pertanto, oggettivamente, diventa particolarmente gravoso per i lavoratori. Questa situazione andrebbe assolutamente superata. Il problema è come. Ovviamente, questo succede perché CSEA non dispone delle risorse necessarie per poter adempiere all'obbligo, stabilito da contratti e legislazioni, di eseguire le operazioni di pagamento. Quindi, non c'è ombra di dubbio che i lavoratori abbiano assolutamente ragione; il problema è che CSEA non ha le risorse per farlo. Da molto tempo si discute sui provvedimenti da adottare. Due anni fa si era riusciti ad alleggerire un po' la situazione - in particolare parlo dell'aspetto finanziario -, poiché la Regione aveva predisposto un fondo di rotazione che aveva permesso, sostanzialmente, a CSEA di pagare gli stipendi, ovviamente con l'impegno, da parte di CSEA, di restituire gli stessi fondi. Ad oggi non vi è questa possibilità, per cui l'unica soluzione - ma non dipende da nessun socio, tanto meno dalla Città di Torino - è quella di far sì che i fidi bancari verso CSEA possano aumentare (e la Città di Torino ha messo in moto tutta la sua capacità persuasiva per far sì che questo potesse accadere), perché gli attuali fidi di CSEA sono già stati utilizzati. Credo che, nel breve, non ci siano altre soluzioni. Dal punto di vista generale, invece, si tratta sostanzialmente di portare CSEA, in alcuni anni, ad un equilibrio dal punto di vista economico. Mentre due anni fa il bilancio aveva chiuso con una sofferenza consistente, stante il capitale sociale (per cui lo ha ridotto drasticamente di circa 800.000 Euro), quest'anno il bilancio ha dato un pareggio: questo non ha risolto i problemi finanziari, ma almeno quest'anno non è stato presentato un bilancio in perdita, per cui non si è andati al di sotto del capitale sociale, cosa che avrebbe necessariamente comportato la decisione, da parte di chi amministra la società, di procedere a quello che si fa normalmente in questi casi: o avviare procedure concorsuali o procedure di liquidazione, o procedure di liquidazione magari poi trasformabili in procedure di carattere concorsuale. Contemporaneamente, è stata effettuata una serie di azioni, la principale delle quali, senza ombra di dubbio, è stato - sia l'anno scorso che quest'anno - l'utilizzo della cassa integrazione per un numero di ore abbastanza significativo, in modo tale da mettere il più possibile in equilibrio il rapporto tra quantità di lavoro effettivo e ore di lavoro a disposizione per l'insieme dei dipendenti. Recentemente, è stato fatto anche un accordo che dovrebbe comportare una riduzione, seppur graduale, cercando di far sì che una parte di persone possa agganciarsi alla pensione. Inoltre, si è riorganizzato e si sta continuando a riorganizzare il numero delle sedi su cui viene esplicata l'attività CSEA: è stata ridotta la sede in Corso Trento (avendo, però, avuto un indebitamento per ristrutturare il centro ormai più importante a Torino); in questi anni si è ridotto drasticamente l'uso del Pastore (oggi viene usata solo più la palazzina) e da quest'anno è stata anche lasciata la sede del Bonafous. Ritengo che il Consorzio sia intenzionato ad attuare questa operazione anche per altre realtà territoriali, nel senso che non è che CSEA sia molto presente fuori Torino, l'attività principale è Torino e provincia, però dovrebbe essere avviato anche questo intervento, in modo tale da procedere ad una riorganizzazione, con una riduzione dei costi che assomigli a quella dei ricavi che si è determinata in questi anni. In verità, il ricavo di CSEA è passato da circa 18 milioni a circa 14 milioni. Questa è la differenza ed è questo che ha creato oggettivamente il problema. Vale per CSEA, ma vale per molte situazioni, ancorché questa non abbia una prevalenza di partecipazione pubblica, nel senso che il Comune ha una partecipazione al 20%. È anche difficile riuscire ad elaborare dei piani di lavoro (chiamiamoli "piani industriali" un po' pomposamente) per il periodo futuro; ciò è dovuto ad una questione che riguarda quel settore, ma riguarda sostanzialmente la maggior parte dei settori pubblici in questo Paese, che è quella di sapere quale sia la programmazione di spesa pubblica che viene effettuata. Certo, in rapporto all'entità della spesa pubblica, c'è il problema di sapere, alla fine, sulla base dei bandi e sulla base di tutta una serie di altre procedure, quanto CSEA ricavi rispetto all'insieme del dato della formazione professionale, essendo uno dei tanti soggetti (sia pure significativo) che, come ben sappiamo, esercitano tale attività. Quindi, è anche difficile fare questo. Per questa ragione, il sottoscritto, a un incontro in Regione, ha osservato che in realtà bisogna gestire questa situazione "a vista" - questo è il consiglio che mi sento di dare, ma niente di più -, possibilmente anno per anno, cercando di fare in modo che ci sia un equilibrio tra costi e ricavi e, contemporaneamente, cercando di misurare il livello degli strumenti a disposizione da utilizzare, calibrandoli esattamente sulla base di quanto è possibile o pensabile nell'anno di programmazione. Mi sembra difficile riuscire a sviluppare, invece, un ragionamento, che affronti tre o quattro anni. Ormai questo problema riguarda l'insieme delle aziende, molto spesso tutte le aziende, ma sicuramente quelle che dipendono dalle risorse pubbliche per i loro ricavi. Di fronte al grave problema di cui abbiamo parlato prima, cioè quello del pagamento degli stipendi, in realtà, ad oggi, se non si sblocca la questione della maggiorazione di fido, necessariamente CSEA si troverà nella condizione di dover aspettare l'avvio del nuovo anno formativo, in cui cominceranno ad arrivare gli anticipi di quell'anno, dell'anno in corso, senza i quali questa situazione creerebbe tutto quello che è facile immaginare, cioè una sofferenza incredibile; non vedo quali siano le possibilità di risposta. Ritengo che il Comune, oltre a cercare di intervenire per sbloccare i fidi (come ha cercato di fare in questi mesi, fino adesso senza riuscirci), dovrebbe suggerire al Consorzio di razionalizzare per cercare di portare in equilibrio l'insieme dei costi; contemporaneamente, il Comune, rinnovando la sua convenzione, ha sostanzialmente ribadito nel 2007 il fatto che, per tutta la durata della convenzione, continuerà a mettere a disposizione di CSEA gli immobili che CSEA usa all'interno della città (è vero che si sono ridotti nel tempo per un'esigenza di CSEA); credo che sia oggettivamente difficile pensare ad altre azioni da parte della Città per cercare di alleviare questa situazione e dare una risposta che i lavoratori si attendono. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Non posso definirmi soddisfatto della risposta, credo non soltanto per responsabilità del Vicesindaco, ma perché, come ammetteva lui stesso, la situazione è molto complicata. Banalmente, è complicata dal fatto (e non ho capito, da quanto diceva prima il Vicesindaco, a che punto siamo da questo punto di vista) che la crisi CSEA, negli ultimi mesi, si è avvitata in una pericolosa spirale che è fatta da mancanza di liquidità, che rischia di minare però alle basi l'azione dell'azienda stessa, perché, nel momento in cui l'azienda non ha più la liquidità non solo per pagare i suoi dipendenti (che è la ragione per cui oggi troviamo qui davanti, giustamente anche, queste persone che non ricevono lo stipendio da tanto tempo), ma anche per pagare le coperture previdenziali, rischia di non vedersi rinnovata la disponibilità del DURC e l'accreditamento. Per esempio, non ho capito come siamo messi da questo punto di vista, perché è chiaro che, se non si sblocca quella situazione, una cosa è dire "speriamo nei fidi", un'altra cosa è dire "comunque arriveranno gli anticipi", ma se vengono meno l'accreditamento e il DURC, il rischio è che non arriveranno mai gli anticipi sul nuovo anno formativo. Non mi è chiaro - ed è questa la ragione principale dell'insoddisfazione - quale sia il ruolo che la Città di Torino ha intenzione di giocare all'interno di questa partita, perché è vero che la Città di Torino è il 20%, ma io credo che siamo il 20%, cioè noi siamo il socio di maggioranza relativa, di fatto siamo la guida di indirizzo di quel 39% di Pubblico che sta dentro CSEA. In questo momento credo che la Città di Torino debba prendere una posizione ferma rispetto alla governance dell'azienda stessa, ed è la cosa che forse non ho capito o non ho letto nelle parole del Vicesindaco. Inoltre, credo che ci sia bisogno di un approfondimento, ma di questo dirò in seguito. Per esempio, ci eravamo lasciati prima dell'estate - questo si sa anche dai colloqui informali che ci sono stati tra le Rappresentanze dei lavoratori e l'Amministrazione stessa - con questa figura di Viano, una figura che era stata indicata all'interno del Consiglio di Amministrazione da Vito Mauro, ma non sappiamo a che punto sia questa figura che doveva intervenire all'interno della governance dell'azienda, andando ad affiancare il governo dell'azienda stessa. A quanto risulta a me, lui non ha ancora accettato l'incarico e soprattutto il Presidente del suo Ente di formazione non lo ha ancora liberato. Quindi mi chiedo: che ruolo ha? È lui "l'uomo della provvidenza"? Abbiamo bisogno di un uomo della provvidenza in questo momento? Inoltre, vorrei capire se corrisponde al vero o meno e soprattutto qual è la strategia rispetto alla compagine sociale e capitale di CSEA, che il 10% dell'azienda stessa è detenuta da una società che si chiama Ibis, il cui proprietario è l'Amministratore Delegato stesso di CSEA, una società che fa una sola cosa dal 1° gennaio al 31 dicembre, che è quella di fatturare a CSEA stessa il compenso dell'Amministratore Delegato, tant'è vero che ha una capitalizzazione da 104.000 Euro. Di conseguenza, mi chiedo: noi, come Ente Pubblico, come socio di maggioranza relativa, cosa facciamo per il futuro di CSEA? Cioè la compagine sociale e societaria di CSEA resterà questa? O dobbiamo intervenire anche sulla compagine societaria? E ancora: cosa facciamo rispetto alla nostra presenza all'interno del Consiglio di Amministrazione? Perché io credo che noi possiamo avere un governo forte di questa situazione di crisi, che mi sembra di intravedere, dalle parole del Vicesindaco - e questo mi fa ben sperare -, non sia una crisi strutturale, ma congiunturale di CSEA stessa. Questo dovrebbe per certi versi farci riflettere, ammesso che così sia, perché, sarà solo congiunturale, però è una congiuntura che continua a ripetersi e, mi sembra, ad aggravarsi. Cosa facciamo, come Comune di Torino, rispetto alla nostra rappresentanza all'interno del Consiglio di Amministrazione di CSEA stessa? Anche perché i 90 giorni dalle elezioni sono passati e noi non abbiamo ancora rinnovato le nostre rappresentanze, per cui mi chiedo come esercitiamo il ruolo della mano nel guanto all'interno di questa azienda. È chiaro che questi sono interrogativi che non possiamo risolvere adesso, all'interno di un'interpellanza, ottenuta per speranza ai margini del Consiglio Comunale, ma c'è bisogno che le varie componenti del Comune di Torino e della Città di Torino mettano testa sulla situazione di CSEA e provino a risolvere la situazione una volta per tutte. Per questa ragione, Presidente, come ho anticipato all'inizio, mi ritengo in parte insoddisfatto della risposta, anche perché credo che la risposta non sia soddisfacente, soprattutto per chi oggi sta aspettando lo stipendio e spera in qualcosa su cui rischiamo di non poter più sperare. Chiedo una convocazione urgente della 3^ Commissione - perché siamo già andati, insieme al Vicesindaco, in 3^ Commissione -, però chiedo che vengano audite anche le parti sociali, le rappresentanze dei lavoratori e l'azienda stessa, soprattutto sulle domande di cui sopra. Da ultimo, mi rivolgo ai lavoratori: ritengo che la loro sia una battaglia sacrosanta e sono convinto che tutta la maggioranza consiliare e tutta l'Amministrazione la pensi così. Credo che abbiamo il dovere di riuscire a dare in tempi rapidi una risposta o, quantomeno, di prendere una posizione autorevole, cioè noi dobbiamo costringere gli altri a darci una risposta, perché - e su questo sono d'accordo con il Vicesindaco - il 20% è molto, ma CSEA è anche molto altro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prima di entrare nelle conclusioni, eventualmente anche per una replica del Vicesindaco, aveva chiesto la parola un Consigliere. Il Regolamento non prevede che i Consiglieri non presentatori di un'interpellanza possano parlare, però, considerato il tema, in via del tutto eccezionale, se nulla osta da parte del proponente l'interpellanza, Consigliere Curto, lascerei, per un breve intervento di qualche minuto, la parola al Consigliere Liardo. Consigliere Curto, è disponibile? Sì. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo A questo punto, il ringraziamento è duplice, sia al Consigliere Curto che al Presidente, per avermi dato questa opportunità. Volevo solo fare due o tre considerazioni di carattere generale. Posso capire i toni sfumati, ma esatti, di chi mi ha preceduto e chi ha presentato l'interpellanza; d'altronde, è all'interno della maggioranza, ma non lo dico assolutamente in tono polemico. Nel mio breve intervento non potrò entrare nel cuore del problema. Osservo solo che è una situazione che è stata determinata dagli anni, anche se il Comune ha all'interno il 20%, l'80% inizialmente è sempre stato determinato dal Comune, è inutile che ce lo nascondiamo, ed è una situazione che, secondo il mio giudizio personale, e non solo, è stata gestita in un certo modo. Sono anni che, anche quando io sedevo in Circoscrizione, alcuni finanziamenti venivano dirottati allo CSEA. A questo punto - e posso anche terminare il mio intervento - vorrei entrare in possesso (ne ho la facoltà) di tutta la documentazione degli ultimi 10 anni relativa allo CSEA, ed eventualmente fare anche una Commissione d'Inchiesta. Dico questo non in tono minaccioso, però non è possibile che dei centri, che comunque sono importanti (oggi come oggi le aziende chiedono gente specializzata e non sono assolutamente sotto il profilo occupazionale, tant'è che forse si sistemano più i ragazzi nei centri professionali che magari i diplomati), debbano fare questa fine. Allora chiedo proprio al Presidente di avere documentazione da valutare, perché non è possibile (lo chiedo qui, in Consiglio) che dopo tutti questi anni abbiamo degli insegnanti qualificati che stanno aspettando lo stipendio. Mi sembra che i centri, da un'inchiesta che ho fatto, siano frequentati - non sono dei rami secchi - dai ragazzi, di conseguenza voglio capire perché ci si trova in questa situazione. Rinnovo il ringraziamento al Consigliere Curto e al Presidente Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Do alcune delucidazioni, intanto in merito ad un'Ansa che è uscita ieri, che ho mandato io, perché ho incontrato alcuni dipendenti dello CSEA qui davanti, che stanno facendo lo sciopero della fame, per cui ho ritenuto doveroso comunicarlo anche agli organi di stampa, però gli organi di stampa, l'Ansa ha interpretato con un titolo abbastanza fuorviante la mia posizione, che peraltro è di preoccupazione, ma non è contro l'Amministrazione, fino a che non vi siano delle differenti considerazioni da fare. Questo per i giornalisti. In merito alla richiesta della convocazione di 3^ Commissione, direi che, a questo punto, forse è considerabile congiunta con la Conferenza dei Capigruppo, in quanto i Capigruppo avrebbero intenzione, nella prossima Conferenza, che terremo tra poco, di incontrare una piccola delegazione dei lavoratori, come richiesto in via informale, ma chiederò poi in via ufficiale alla Conferenza prima di chiamarli (vedo alcuni lavoratori sopra, non magari così numerosi), giusto per manifestare anche noi alcune riflessioni in merito. Per quanto riguarda, invece, le richieste del Consigliere Liardo, pregherei gentilmente di farmi pervenire una richiesta più puntuale per iscritto, al fine di comprendere quali siano le documentazioni che lei richiede. Essendo stata richiesta una convocazione d'urgenza, credo che sarebbe opportuno che gli Uffici lo comunicassero anche al Presidente della 3^ Commissione, considerando che hanno chiesto di audire le parti sociali, le RSU e i rappresentanti dell'azienda, quindi bisognerà vedere almeno la disponibilità di alcune di queste realtà per poterle ascoltare. La parola, per una breve replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) L'approfondimento poi sarà fatto. Io non ho parlato di governance per il semplice motivo che la questione non era richiesta nell'interpellanza. Non ho parlato anche di governance in rapporto alla situazione, perché essa è decisa, sostanzialmente, dai soci privati; la Città di Torino non ha nessuna responsabilità, nessuna delega di gestione. Avevamo sollecitato la possibilità anche di avere persone nuove all'Assemblea dei soci, a cui io ho partecipato su delega del Sindaco; hanno votato, perché noi non votiamo, i soci privati, hanno votato loro, i soci privati, la possibilità di fare la proposta perché entrasse nel Consiglio di Amministrazione il dottor Viano. Finora - ha ragione il Consigliere Curto - in realtà, non ha avuto (da quello che so, da quello che si dice) una risposta affermativa da parte del suo Presidente, per cui ad oggi quell'operazione non è perfezionata e non so se questa cosa nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, andrà in porto o no. Ciò che, però, voglio far rilevare al riguardo è la seguente: questo, si può valutare - chi può valutarlo di più o di meno -, in realtà, creerebbe una situazione di maggiore interlocuzione. Però, in realtà, il problema che ci è di fronte, sostanzialmente, anche con una modifica, non cambierebbe di una virgola, nel senso che chiunque si trovi lì, è nella situazione che descrivevo poc'anzi. In secondo luogo, per quanto riguarda, invece, la rappresentanza in Consiglio di Amministrazione della Città di Torino, il nostro Regolamento prevede che, sostanzialmente, ad ogni scadenza elettorale è possibile cambiare gli amministratori; se non si cambiano, si mantengono quelli che ci sono. Io ho chiesto: è vero che, essendo voi maggioranza privati, non siete obbligati ad applicare la legge che stabilisce che nel Consiglio non devono essere più di cinque, però, siccome c'è questa tendenza generale, io penso che un Consiglio, anche se non siete tenuti, sarebbe opportuno rivederlo. Quindi, avendo sollecitato questo problema, l'idea (ma possiamo cambiarla domani) era: facciamo prima una modifica di Statuto, ridefiniamo il Consiglio di Amministrazione e, sulla base di questo, la Città nomina. Se, invece, la Città comunque vuole nominare, il Regolamento prevede, allo stato attuale, che, ovviamente, i tre, nel momento in cui si nomina, decadono; nel momento in cui, invece, non si nomina, i tre continuano nel Consiglio di Amministrazione, continuano a farne parte. Questa è la situazione per quanto riguarda la rappresentanza della Città. Per tutte le altre questioni... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il DURC è un problema, nel senso che intanto, come ho detto in Commissione, è tutto da vedere se un servizio come la formazione, in cui si va per accreditamento, necessariamente bisogna avere la stessa prassi per il DURC che c'è per un appalto di lavoro. La mia opinione è che, in realtà, lascia molta più flessibilità. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Sto rispondendo ad una domanda. Ho risposto, sto rispondendo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Chiedo, per cortesia, silenzio in Aula. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Da quanto io so, la Regione ha messo sotto osservazione, il che vuol dire che la cosa non è definita, nel senso che è una procedura fatta dalla dirigenza. Mi è difficile rispondere per il comportamento della dirigenza di un altro Ente, della Regione, bisognerebbe chiedere a loro la ragione per cui l'hanno fatto. Io credo che nelle situazioni di crisi, se uno vuole aiutare la situazione, nel limite delle possibilità e di quanto prevedono legislazione e Regolamenti, deve cercare - almeno questo è il nostro modo di fare - di non aggiungere problemi a problemi, bensì dare una mano per risolverli. Questo è quello che so. Su questo tema, da una parte bisognerebbe che CSEA venisse in capo di avere necessariamente risorse per poter mettere questa situazione a posto; dall'altra, quali siano le ragioni e come intende gestire, ovviamente, la Regione questa situazione, francamente io non sono in grado di rispondere, nel senso che bisogna chiederlo alla Regione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Faccio presente che è arrivata anche una richiesta di comunicazioni in merito a questo argomento, che verrà dibattuto tra poco alla Conferenza dei Capigruppo, e mi pareva che i lavoratori CSEA avessero chiesto, appunto, un incontro tra Regione e Comune, però è un argomento che poi valuterete nelle sedi opportune. La parola, per una breve replica, al Consigliere Curto. Glielo concedo, anche se non è d'ufficio prevederlo. CURTO Michele Presidente, Vicesindaco, secondo me permane un'insufficienza di azioni da parte dell'Amministrazione. Noi dobbiamo chiedere alla Regione un incontro urgente, peraltro l'abbiamo fatto anche in sede di Commissione. Secondo me dobbiamo chiarire il nostro ruolo all'interno di CSEA, cioè dobbiamo fare i soci di maggioranza. Noi siamo gli azionisti di maggioranza. Peraltro, siamo il socio pubblico all'interno di quella struttura, che è un struttura che vive di autorevolezza e credibilità, perché il 90% del bilancio di quella struttura è fatto da contributi pubblici. Quindi, se non capiamo questo, secondo me non riusciamo a spostare quella situazione. Per questo motivo, alla mia Amministrazione - ripeto, alla mia Amministrazione - chiedo un cambio di passo, perché altrimenti continueremo ad avere, giustamente, le persone davanti a questo Palazzo. Comunque aggiorniamoci rapidamente, per favore, in Commissione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consideriamo conclusa questa prima parte del dibattito, anche perché tra breve inviteremo alcuni lavoratori in Conferenza dei Capigruppo, penso nella Sala qui di fianco. Sospendiamo il Consiglio in attesa dell'appello nominale. Sospenderemo nuovamente proprio per la Conferenza dei Capigruppo. Se, gentilmente, qualcuno di voi, mentre scende, può attendere, ci mettiamo d'accordo per chi verrà. |