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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104160/002, presentata in data 20 luglio 2011, avente per oggetto: "Inquinamento industriale da metalli pesanti nella zona Parco Dora" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) È un'interpellanza particolarmente importante, perché ci pone all'attenzione l'area del Parco della Dora; in particolare, gli interpellanti chiedono se sono state realizzate o se sono previste delle bonifiche necessarie per quell'area, che sappiamo essere stata un'area fortemente interessata dalla presenza di insediamenti industriali. Le bonifiche non solo sono state previste, ma sono state anche approvate e sono nella maggior parte dei casi in fase di ultimazione. A conclusione di questi interventi dovrà essere rilasciata da parte della Provincia, che è l'organo competente nel verificare e certificare, l'attestazione dell'avvenuta bonifica; quindi, avremo anche un riscontro oggettivo da parte dell'Ente preposto, che è la Provincia di Torino, che attesterà il conseguimento degli obiettivi di bonifica prefissati nell'ambito del procedimento di bonifica. Quindi, c'è stato un procedimento, sono in corso i lavori, attendiamo che alla fine dei lavori la Provincia ci dia un giudizio sull'avvenuta bonifica. I Consiglieri interpellanti chiedono anche se l'area in oggetto sia salubre e godibile per gli usi nuovi. Riconfermo quanto ho già dichiarato. Naturalmente questo procedimento di bonifica darà soddisfazione, dal punto di vista anche della fruibilità dell'area, nel momento in cui sarà concluso. Ad oggi, non possiamo esprimere un giudizio sufficientemente esaustivo, però questo procedimento di bonifica ha visto un'analisi circostanziata non solo da parte della Provincia, ma anche dell'ARPA Piemonte. E' una bonifica progettata e realizzata sull'area, che determina in ogni caso l'assenza di rischio per i fruitori dell'area e per l'ambiente. I Consiglieri interpellano, inoltre, se l'Amministrazione abbia intenzione di promuovere indagini tecniche per appurare se le lamentele degli abitanti siano fondate o meno. In merito alla presenza più volte riscontrata di pozze d'acqua di colore innaturale, contenente metalli pesanti, il Settore scrivente (cioè quello dell'Amministrazione competente) è a conoscenza di precedenti segnalazioni di presunte immissioni di cromo esavalente nel fiume Dora; circostanza appurata come non corrispondente al vero da ARPA. ARPA stessa ha riscontrato un superamento dei limiti previsti per la falda acquifera all'interno di una pozza venutasi a creare durante la lavorazione del passante ferroviario, comunque esterno alle ex aree produttive. Tale inquinamento è presumibilmente dovuto alle lavorazioni stesse; quindi, è una lavorazione legata, naturalmente, all'intervento fatto sul passante ferroviario, non all'area che prima vedeva la presenza industriale. Relativamente alle alterazioni genetiche della vegetazione, tale segnalazione, concernente diverse aree cittadine, non trova riscontro con le ex aree industriali in oggetto. È nostra intenzione - naturalmente quella del Settore Ambiente e Territorio - chiedere inoltre all'ARPA e all'ASL informazioni circa i presunti affioramenti di cromo sulle pareti degli edifici limitrofi (sempre su segnalazione da parte di alcuni residenti) e naturalmente sulla presenza di possibili casi di avvelenamento da metalli pesanti. In relazione al riscontro di fumi da parte del cittadino, che già su "Specchio dei Tempi" aveva lamentato la presenza di fumi senza giustificato motivo, è opportuno indicare che in circostanze dello stesso tipo è possibile e auspicabile interpellare direttamente l'ARPA, in quanto è l'organo tecnico in grado di intervenire tempestivamente, anche al fine di effettuare misurazioni e campionamenti ambientali nel momento in cui si verificano questi fenomeni potenzialmente inquinanti. Da questo punto di vista, abbiamo già messo a disposizione del cittadino, che ha segnalato il fenomeno in oggetto prima sull'organo di stampa e poi direttamente all'Assessorato, i riferimenti dell'ARPA da interpellare, che è stata interpellata anche dalla stessa Amministrazione. Per quanto riguarda l'ultimo punto dell'interpellanza, i Consiglieri domandano, nel caso in cui si accerti la presenza di residuo inquinamento industriale, quali siano le azioni si intendono intraprendere, sia per eliminarlo sia per rivalersi nei confronti di chi avrebbe dovuto bonificare correttamente l'area prima della sua riconversione. È evidente, anche a fronte di quello che dicevo prima, che qualora si riscontrasse il non raggiungimento degli obiettivi di bonifica, il procedimento di bonifica non potrà concludersi, dal nostro punto di vista, e dovrà proseguire, valutando quali altre iniziative intraprendere per completare la bonifica stessa. Gli eventuali soggetti responsabili sarebbero, pertanto, e saranno, qualora questo accadesse, vincolati al raggiungimento degli obiettivi di bonifica già individuati nel progetto di bonifica stesso. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore per la risposta. Credo anch'io che questa sia un'interpellanza particolarmente importante, perché le segnalazioni su quest'area sono ormai molto numerose. Credo, quindi, debba interessare l'Amministrazione capire quanto ci sia di vero, cioè se effettivamente tutte queste segnalazioni sono solo un caso di psicosi collettiva, piuttosto che di cattiva interpretazione di segnali che possano essere considerati naturali, come per esempio quello delle piante modificate, e quanto sia invece un segnale che qualcosa in quell'area non funziona. Personalmente, avendo anche avuto occasione di visitare l'area e di parlare con i comitati dell'area e con i residenti, ho verificato alcune di queste segnalazioni, tra cui i muri delle cantine coperti di cromo giallo. Chiaramente, una persona che non ha le competenze tecniche non può, da solo, giurare che quella sostanza sia inquinante, per questo si chiede all'Amministrazione di farsene carico. Tuttavia, proprio per questo motivo, credo che l'Amministrazione abbia il dovere, sicuramente in collaborazione con l'ARPA, di monitorare attentamente questa situazione e di dare delle risposte ai cittadini, soprattutto a coloro che risiedono in quella zona da sempre o hanno comprato recentemente una casa e si trovano adesso con un problema di salubrità della zona. Questi cittadini devono essere sicuri che non ci sia un problema di salute per i propri figli e che la propria casa in futuro non abbia problemi per una situazione del genere. Questa è stata una grande operazione di riqualificazione urbanistica, che è stata sponsorizzata in ogni modo dalla Città, nell'ambito di questo grande piano di riqualificazione che prevede la costruzione di nuovi quartieri nelle zone ex industriali. Per questo progetto e per gli altri che ancora si proporranno, di questo genere, è assolutamente importante che ci sia un controllo molto stretto e molto attento nei confronti di chi va a costruire nei cantieri, verificando che effettivamente queste bonifiche industriali vengano eseguite. Io mi ritengo soddisfatto della risposta dell'Assessore Lavolta, che è stata molto gentile e molto dettagliata. Non sono comunque soddisfatto della situazione generale. Credo che ci dobbiamo dare un appuntamento, entro qualche mese, per verificare questa situazione, per avere aggiornamenti periodici sul fatto che queste bonifiche proseguano, siano state concluse e per accertare l'esistenza di dichiarazioni scritte che certificano la situazione della zona, affinché si possa veramente tranquillizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Oppure se, come temiamo, si scopre che qualcuno non ha ottemperato a tutto quello che era richiesto, sia per quanto riguarda la bonifica delle aree industriali, sia in merito al cantiere del Passante ferroviario (un'altra grande lavorazione di quella zona), in questo caso ci aspettiamo un intervento diretto dell'Amministrazione per richiamare alle proprie responsabilità tutte le parti private coinvolte, in modo che i costi e i problemi ambientali di questa zona non vengano semplicemente scaricati sulle spalle dei cittadini che abitano in questa zona. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è conclusa. |