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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201104106/002, presentata dal Consigliere Marrone in data 19 luglio 2011, avente per oggetto: "Un patto tra Sala Rossa e FIAT". e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201104794/002, presentata dai Consiglieri Cassiani, Lo Russo, Ferraris, Levi, Centillo, Ventura, Muzzarelli, Genisio, Bertola, Berthier, Curto, Porcino, Nomis, Tricarico, Magliano, Paolino, Alunno, Rattazzi, Scanderebech, Carossa, Sbriglio, Musy, Tronzano, Moretti, Carretta e Mangone in data 12 settembre 2011, avente per oggetto: "Convocazione di un Consiglio Comunale straordinario aperto sul futuro industriale di Torino ed in particolare sul caso FIAT". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone, in merito al primo ordine del giorno. MARRONE Maurizio Il contenuto di questo ordine del giorno, che era già stato calendarizzato in Consiglio diverse sedute fa e poi rinviato all'esame delle Commissioni, credo sia abbastanza noto e lo riassumerò molto brevemente. Parte dalla grave situazione di incertezza che colpisce il destino dei lavoratori di FIAT Mirafiori e, indirettamente, di tutto il tessuto produttivo e industriale dell'indotto della casa automobilistica torinese. Parte dal presupposto che - nonostante il referendum di Mirafiori, con il quale i lavoratori, rinunciando anche ad alcuni diritti acquisiti, hanno accettato la scelta di aumentare la competitività del nostro stabilimento torinese, anche rispetto alla concorrenza globale, e di fronte, però, all'inasprirsi della battaglia sindacale portata avanti da frange sindacali come la FIOM e delle reazioni dei vertici del Lingotto che hanno messo in dubbio la natura e i tempi degli investimenti produttivi - l'attuale produttività dello stabilimento di Mirafiori è già pressoché azzerata. Senza richiamare gli argomenti della stessa FIOM, che in realtà, purtroppo, sta dando un alibi a questa delocalizzazione che Torino sta rischiando, dobbiamo anche ricordare che tra la cassa integrazione e il rinvio continuo di inserimenti di nuovi modelli nella produzione dello stabilimento, la produttività dello stabilimento, anche se non lo è formalmente, purtroppo si è già quasi azzerata. Io vorrei ricordare che con questo ordine del giorno si chiede sostanzialmente di porre l'iniziativa della trattativa con i vertici FIAT in mano al Consiglio Comunale, partendo da una consultazione dei Gruppi consiliari che deleghi il Presidente del Consiglio Comunale, come figura di garanzia del più alto seggio dell'Istituzione in cui siamo eletti, a trattare direttamente con i vertici del Lingotto, per trasformare "Fabbrica Italia" da un mero progetto, come più volte Marchionne e anche Elkann hanno ricordato, in un accordo politico, anche se simbolico, con la città. Vorrei dare un ultimo contributo al dibattito e forse questo meriterebbe un attimo di attenzione da parte dei miei Colleghi sul fatto che, anche se successivamente alla presentazione del mio ordine del giorno, con piacevole sorpresa ho trovato, nelle dichiarazioni rilasciate ai quotidiani dal Sindaco Fassino, una rispondenza su questa necessità di trasformare il progetto in un patto. Infatti, "la Repubblica", il 27 agosto, titolava un'intervista: "Subito un patto tra Enti locali e Lingotto". Quindi, visto che nella fase delle richieste di comunicazioni al Sindaco ho visto, forse, un difetto di comunicazione nella maggioranza consiliare, che di fatto negava al Sindaco Fassino di comunicare su FIAT Mirafiori e sull'accordo in deroga. Adesso non vorrei che un voto negativo a questo ordine del giorno, che di fatto è stato accolto mediaticamente dal Sindaco, ponesse di nuovo un problema di discrasia tra il primo cittadino e la maggioranza consiliare. Sinceramente, credo che in questo ordine del giorno non ci sia nulla di strumentale e si riconosca anche il peso legittimamente conquistato nelle consultazioni democratiche dalla maggioranza, perché comunque non si chiede di sicuro di delegare l'opposizione a trattare con FIAT: questo, sì, sarebbe una provocazione. Credo, però, e anticipo brevemente anche una riflessione sul prossimo ordine del giorno, visto che sono collegati, che sia inopportuno arrivare a un Consiglio aperto senza che questo Consiglio si dia quantomeno un obiettivo unanime. Ricordo che nel mio ordine del giorno non c'è un contenuto di merito, ma si dà mandato a raccogliere le indicazioni dei Gruppi consiliari per delineare un patto, non si dice cosa ci deve essere in questo patto; ovviamente gli argomenti sono gli investimenti, il lavoro, i tempi certi. Però quello che vorrei dire è che di sicuro è molto importante capire come affronteremo il Consiglio aperto, se passerà il prossimo ordine del giorno, quando arriveranno i leader sindacali e, spero, i vertici aziendali FIAT. Io credo sia molto importante arrivarci con un ordine del giorno che ci impegni tutti a delineare un patto; quindi, non solo per riascoltare delle dichiarazioni dai vertici FIAT, ma per avere un impegno al rispetto degli impegni già presi dall'Azienda. Permettetemi di rivolgere un appello spassionato proprio alla fazione più di sinistra di questa maggioranza, non solo a SEL ma anche alla parte del PD che comunque ha una certa tradizione di lotte popolari sindacali a fianco dei lavoratori. Io non vorrei che si creasse una certa schizofrenia tra gli stessi soggetti che vanno a marciare con la FIOM, quella stessa FIOM che accusa il Sindaco di svolgere un ruolo meramente notarile nei confronti delle dinamiche che stanno riguardando lo stabilimento di Mirafiori. Non vorrei che nelle manifestazioni della FIOM si vada a sfilare con toni di grande conflitto sociale, in difesa delle certezze dei lavoratori, tra le bandiere rosse, con grandi evocazioni simboliche; poi, invece, quando bisogna votare, nel ruolo che ci compete come Consiglieri Comunali, dando seguito pratico a questi nobili principi, di fronte a una realpolitik e al timore di assumersi una responsabilità di fronte ai vertici del Lingotto, il coraggio di questa difesa popolare venga meno. Io dico che l'imbarazzo di fare questa scelta vi arriva proprio dall'opposizione, perché un'opposizione che richiede questo passo di coraggio di sicuro non vi attaccherà, dal momento in cui decidete di raccoglierne la sfida. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La prego, Consigliere, di avviarsi alla conclusione. MARRONE Maurizio Mi auguro che questa sfida venga raccolta positivamente. Me lo auguro per tutti noi, ma soprattutto per i lavoratori di Mirafiori. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Consigliere Marrone, non attacca. Non attacca neanche la malafede che lei ha mostrato, perché, come lei sa, prima di tutto c'è un atteggiamento pregiudiziale nei suoi confronti. Come le abbiamo detto in Consiglio, non si impegna il Presidente del Consiglio Comunale ad andare a trattare con i vertici FIAT; al massimo può chiedere l'ausilio del Presidente del Consiglio per fare un patto fra la Sala Rossa e la FIAT. Le abbiamo già spiegato, anche in Commissione, che il patto fra la Città e FIAT c'è già, ma la cosa grave è che esso non viene rispettato. La cosa ancora più grave è che a un certo punto di questa tornata amministrativa abbiamo letto sui giornali (e lo abbiamo saputo dai giornali perché la Giunta così ci ha riferito in Commissione) che FIAT ricorreva su una nostra Variante urbanistica. Io credo che sia un po' quella la discussione da cui bisogna ripartire, perché se ci sono state divisioni nella maggioranza su questo tema, è proprio sul fatto che non è possibile che l'accordo di TNE del 2005 sia scollegato dalla discussione sul futuro delle attività produttive nell'area di Mirafiori. Perché non è scollegato? Nel 2005 abbiamo messo in campo una visione che oggettivamente è avanguardia in Italia, prima di tutto perché siamo stati tra i primi Enti locali a fare politiche industriali. Ma in assenza di chi, Consigliere Marrone? In assenza dello Stato italiano, che dal 2005 a oggi sulla vicenda FIAT non ha detto niente. Vuole sapere la nostra opinione? Gli Enti Locali da soli non riescono a fare politica industriale e, Consigliere Marrone, ce ne siamo accorti, perché la vicenda è abbastanza strana. Lei dovrebbe chiedere alla FIAT, qualora non fosse intenzionata a continuare ad investire sulle aree di Mirafiori, i 40 milioni di Euro pubblici già investiti su quelle aree. Oggettivamente, se vuole entrare nel merito di questa discussione, credo che l'idea di un Consiglio aperto possa servire proprio a questo: forse bisogna che ci chiediamo come mai sono andate deserte quelle aree. Se non è chiaro l'investimento di FIAT, è un po' difficile che TNE vada avanti. Noi abbiamo scritto che lì doveva essere fatta la Cittadella della Mobilità Sostenibile e che dovevamo attrarre i corsi di laurea di Ingegneria dell'Auto e di Disegno Industriale, ma se non sono chiari gli investimenti industriali che si faranno, come possiamo pensare che il mondo della filiera e dell'indotto dell'auto voglia spostarsi a Mirafiori? Le due cose sono collegate ed il patto con FIAT dovrebbe essere rispettato. Il problema è che FIAT non partecipa al C.d.A. di TNE da tre anni; in questo Consiglio aperto vogliamo chiedere che, per esempio, vengano i vertici FIAT o, comunque, chi è designato ad entrare nel C.d.A. di TNE per spiegarci come mai da tre anni sono assenti da quel tavolo? Credo che il Sindaco debba sicuramente dirci qualcosa su questo cambiamento dell'ultimo mese di FIAT a proposito delle finalità produttive di Mirafiori. Limitandomi a quanto ho letto sui giornali (perché, da allora, non vi sono state comunicazioni in Aula), credo che per il futuro di Mirafiori non sia indifferente se verranno prodotti dei SUV o delle City Car, così come credo che non sia indifferente vedere, grazie all'accordo di Pomigliano, una fabbrica che, in parte, ha ricevuto degli investimenti, mentre a Torino l'indecisione riguarda addirittura un'intera filiera produttiva. Quindi, Consigliere Marrone, le chiedo di ritirare questa proposta di ordine del giorno, perché, oggettivamente, non aggiunge nulla a questa discussione e, in qualche modo, fa sì che venga sminuita la partita in gioco. Nel caso si voglia convocare un Consiglio aperto, invito il Presidente del Consiglio a fare in modo che ci siano anche degli interlocutori credibili e, quindi, che FIAT non sottovaluti questo tipo di discussione con la Città. È troppo facile dire che a Detroit si fanno auto, perché anche a Torino si fanno e, forse, ci vorrebbe un po' più di rispetto per chi, cinque anni fa, contro tutto e tutti ha investito molti soldi pubblici per far sì che questo Paese avesse ancora un distretto dell'auto ed un carattere di eccellenza con i propri poli universitari, che, in qualche modo, abbiamo deciso di far migrare in quell'area. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Non ripeterò quanto detto dal Consigliere Grimaldi, con cui sostanzialmente sono d'accordo, ma vorrei spiegare all'Aula quali sono le motivazioni che hanno indotto la maggioranza a presentare questa proposta di ordine del giorno. Vorrei partire dall'assunto finale, nel quale chiediamo "un Consiglio Comunale straordinario aperto, invitando le forze sociali, economiche, sindacali ed imprenditoriali della Città per discutere del futuro industriale del distretto dell'auto e, in particolare, del progetto 'Fabbrica Italia'". Non deleghiamo soltanto alla FIAT questo ruolo, ma lo estendiamo a tutti quelli che sono gli attori sociali di questa città, per capire che cosa può fare la politica, che cosa devono fare gli Enti Locali (quindi, dal Comune alla Provincia, ma anche un Ente legislativo, come la Regione, di gestione e di programmazione economica) e, soprattutto, come diceva il Consigliere Grimaldi, lo Stato centrale. Infatti, in questa circostanza, il Governo, per quanto riguarda la mia opinione, ha mancato di essere presente, di fare da pungolo, di essere un sollecitatore nella vicenda che ha visto un ricorso giudiziario e tutta la questione che parte dal 2010, dal caso di Pomigliano, per arrivare al referendum di Mirafiori. Adesso, siamo in un momento in cui la FIAT ha preso degli impegni con il Paese in generale e con la Città in particolare. Vogliamo capire a che punto è il progetto denominato Fabbrica Italia e se è possibile discuterlo con quelli che sono i soggetti posti alla guida del gruppo FIAT in generale, in quanto ritengo che sia assolutamente fondamentale per un'Assemblea come la nostra potersi confrontare; poi, ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Dal 2005, la politica e, in particolare, la Città di Torino (insieme alla Provincia e alla Regione) hanno fatto degli interventi straordinari, anche molto gravosi, che, secondo me, non hanno visto reciprocità dall'altra parte e su questo la discussione è aperta. Aggiungo anche che la verifica in quella sede di quali sono gli impegni reciprocamente assunti tra le Amministrazioni Pubbliche ed il gruppo FIAT potrebbe avvenire pubblicamente, senza per questo voler dire che si sta polemizzando da parte della FIOM oppure della FIAT. Bisogna stare dalla parte della città, salvaguardare i livelli occupazionali, lo sviluppo e capire se questa città è ancora nel cuore e nella mente della FIAT. Vi ricordo, infatti, che le eccellenze della ricerca (che, dal punto di vista dell'innovazione, negli anni scorsi mettevano Torino tra le prime città al mondo per quanto riguarda la ricerca sul motore), negli ultimi tre o quattro anni, hanno visto diminuire - e questi non sono dati che fornisco io, ma arrivano dal Politecnico e dagli Enti di ricerca - gli investimenti; per la nostra città la questione è relativa allo sviluppo di nuovi modelli, sia per quanto riguarda i modelli in sé, che per quanto riguarda le innovazioni di carattere tecnologico, che, nello scorso decennio, avevano portato la FIAT ad essere all'avanguardia a livello mondiale. Credo che questo possa essere un modo per affrontare seriamente con tutto il Consiglio, in modo bipartisan, una discussione importante per il futuro strategico, non soltanto di Mirafiori, ma di tutto quello che è l'indotto dell'automotive torinese e provinciale, perché sappiamo che attorno alla FIAT girano decine di piccole e medie aziende. Credo che questo debba essere l'impegno di tutti noi. È evidente che non è una decisione che possiamo prendere soltanto noi all'interno del Consiglio Comunale, ma ci vorranno altri importanti player a livello nazionale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Vorrei precisare che, dal momento che tutti gli interventi hanno trattato entrambe le proposte di ordine del giorno, consideriamo questa discussione congiunta. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Vorrei soltanto esprimere un po' di sconcerto nel vedere che il nostro lavoro di Consiglieri Comunali procede in maniera velocissima (schiacciando pulsanti uno dietro l'altro) sulle proposte di deliberazione, che sono effettivamente di nostra competenza, mentre la discussione si accende su un tema sul quale le competenze del Consiglio Comunale sono molto limitate, per non dire nulle. È sicuramente importante per la città parlare del futuro della FIAT, ma credo che, forse, questo profluvio di proposte di ordine del giorno serva più a cercare il titolo ad effetto sulla cronaca cittadina di domani, che a portare realmente avanti una discussione utile e che serva a qualcosa. Noi abbiamo sottoscritto, come gli altri Gruppi, la seconda proposta di ordine del giorno, presentata dal Consigliere Cassiani ed altri, per chiedere un Consiglio Comunale aperto, perché speriamo che possa essere una discussione interessante, ma, affinché sia una discussione interessante ed utile, è necessario che si presenti anche l'Azienda e che ci dica qualcosa. Probabilmente, il Comune dovrebbe essere più attento nel suo rapporto con la FIAT, magari non facendo troppi regali senza ottenere mai nulla in cambio. Quindi, quando si parla di Varianti urbanistiche sull'area Continassa, di infrastrutture come il sottopasso di Corso Spezia o dell'area TNE già citata, forse potremmo fare un po' meno regali o, se diamo qualcosa, assicurarci di ottenere qualcosa in cambio per la città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve precisazione, al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Non mi dilungo sull'intervento del Governo, che, comunque, reputo positivo per il fatto di avere chiuso il rubinetto agli infiniti aiuti statali, con i quali lo Stato, con diversi Governi, avrebbe potuto comprare la FIAT già tre volte, e quantomeno per aver disciplinato alcune regole che erano state richieste. Tolto questo, vorrei solo usare il poco tempo che mi rimane per rilevare che anche negli interventi ho notato di nuovo una divergenza, perché il Consigliere Grimaldi mi ha detto che il patto già c'è, però allora non capisco perché il Sindaco Fassino dovrebbe dire che serve farlo. Qui c'è già qualcosa su cui non siamo d'accordo. Poi, vedo la proposta di ordine del giorno del Consigliere Cassiani in cui, in quelle poche righe di impegnativa, "Fabbrica Italia" è correttamente definito progetto (perché è un progetto, non è un accordo). È stato un accordo tra alcuni Sindacati e i vertici automobilistici, ratificato dai lavoratori, quindi non simbolico, né fisso o definito con la Città, questo manca, va ancora cercato e andrebbe anche conquistato, mi permetto di dire, soprattutto tra chi, appunto, ha una tradizione di lotta in questo settore. Mi limito comunque a dire che, se noi, bocciando questa proposta di ordine del giorno, non ci impegniamo a chiedere un impegno vincolante, cioè che il progetto diventi un accordo in cui, anche simbolicamente (come se fosse un contratto con i torinesi), FIAT si impegna con tutta la città - e non solo con gli ormai pochi lavoratori dello stabilimento automobilistico - sui tempi e sugli investimenti, mancheremo il compito fondamentale di tutelare (anche solo per far sentire la nostra solidarietà e la nostra vicinanza) quei lavoratori che vedono messa in discussione la stabilità del proprio lavoro. Tenendo anche conto del fatto che la discussione è stata unita rispetto all'ordine del giorno presentato dal Consigliere Cassiani, devo dire che, in ogni caso, se questa maggioranza non si assume la responsabilità di sottoporre un patto ai vertici FIAT, se dice che, in realtà, questo confronto avverrà in un Consiglio aperto, si assuma allora, però, la responsabilità di far arrivare qui questi interlocutori, perché se noi indiciamo un Consiglio aperto, in cui diciamo che chiediamo di verificare gli impegni reciprocamente presi con il gruppo FIAT ed invitiamo le forze economiche ed imprenditoriali, e poi i vertici FIAT non si presentano e non si assumono gli impegni sarà un terribile boomerang per questa Città, per questa Amministrazione, per la Giunta e la maggioranza, che, invece di condividere la responsabilità e, quindi, gli onori, ma anche gli eventuali rischi di insuccesso con le minoranze e tutti i Gruppi consiliari, avrà deciso di farsi carico di tutto il peso della sconfitta. Io, comunque, ritengo che di tutta questa dinamica, abbastanza triste per una città che ha salde radici operaie, sarà poi il caso, in qualche modo, di informare e rendere partecipi i lavoratori stessi, magari anche in occasione di questo Consiglio aperto. |