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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Settembre 2011 ore 14,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2011-04203
"UTILIZZO DELLE PIAZZE STORICHE PER MANIFESTAZIONI FIERISTICHE" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MUSY IN DATA 21 LUGLIO 2011.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104203/002, presentata in
data 21 luglio 2011, avente per oggetto:
"Utilizzo delle piazze storiche per manifestazioni fieristiche"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Proverò a dare una risposta non soltanto ed esclusivamente regolamentare, ma
cercherò di entrare nel merito della questione, perché l'interpellanza del Consigliere
Musy necessita, apparentemente, di una risposta semplice, ma in realtà porta con sé
un pensiero complesso.
In primo luogo, vorrei sottolineare che l'occupazione di suolo pubblico, quindi l'uso
delle piazze e delle aree della Città, prevede la presentazione di una istanza
individuale, con la quale si chiede la possibilità di occupare lo spazio pubblico,
variamente inteso.
Generalmente, gli eventi che affollano lo spazio pubblico, specialmente quello delle
aree centrali, sono connessi a politiche della Città, delle istituzioni o di altri enti
(politiche connesse al turismo, la promozione commerciale, eccetera); oppure, in
molti casi, promossi da soggetti esterni, o istituzioni (Provincia, Regione, l'Arma e
altre) o soggetti privati, profit o no profit. Quest'anno, in particolare, gli eventi del
150° Anniversario hanno determinato un uso intenso dello spazio pubblico del centro
cittadino.
Però ribadisco la richiesta a domanda individuale; quindi, come può agire la Pubblica
Amministrazione? Intanto, agisce sui requisiti di occupazione di suolo pubblico,
definendo quali sono i requisiti e le modalità con cui si occupa lo spazio pubblico. In
merito ai requisiti di occupazione, in questi anni abbiamo non solo discusso, ma
anche agito, anche attraverso degli strumenti regolamentativi, perché il centro storico
è in qualche modo vittima del suo successo; cioè si è trattato anche di riadeguare
l'impianto normativo alla luce del fatto che negli ultimi quattro, cinque anni la
riqualificazione di parte delle piazze auliche e la restituzione all'uso pubblico di aree
pedonali nel centro storico hanno sicuramente determinato un aumento della richiesta
di occupazione del suolo pubblico.
Quindi, con la deliberazione di Giunta del 16 febbraio 2010, sull'occupazione delle
piazze auliche e delle aree pedonali del centro storico, sono stati ridefiniti i requisiti
con i quali occupare suolo pubblico, sia dal punto di vista estetico e funzionale, sia
tentando di dare un ordine alle tipologie di richieste: per esempio, escludendo che in
alcune aree si facessero attività di tipo commerciale, definendo quali e quanti spazi
dovessero essere occupati.
La deliberazione del 16 febbraio 2010, definendo l'occupazione di suolo pubblico e
le sue modalità, specifica anche qual è il percorso che ciascuno deve seguire per
poter richiedere l'occupazione di suolo pubblico. Per cui abbiamo inserito alcuni
elementi sicuramente più restrittivi di quanto non fosse in passato, che garantissero
un maggiore controllo, perché una cosa è dichiarare ex ante che cosa si fa, poi c'è un
problema di itinere e di ex post, che è più complicato da determinare e anche da
sanzionare.
Precedentemente era stata adottata una deliberazione (luglio 2007) e devo dire che
questo ha rappresentato anche un tentativo di innovazione delle modalità di
regolazione amministrativa sull'istituzione del tavolo tecnico. Il tavolo tecnico si
riunisce tutti i mercoledì ed è una sorta di Conferenza dei servizi, stabile e
permanente; un luogo nel quale tutti i soggetti interni alla Pubblica Amministrazione,
con funzioni di autorizzazione e di sanzione, si ritrovano per valutare e discutere
insieme l'eventuale concessione delle autorizzazioni.
Questo ha permesso, nel corso di questi anni, quanto segue: nel 2009 sono state
esaminate 328 domande, prevalentemente di occupazione di suolo pubblico nell'area
centrale della città; sono stati dati 177 pareri favorevoli; sono state sospese 146
richieste, molte delle quali hanno rinunciato, vista la complessità delle procedure cui
dovevano sottostare. Nel 2010 ne sono state esaminate 315 istanze: è stato dato
parere favorevole a 206 richieste e 104 sono state sospese.
Cosa vuol dire "sospese"? Significa che spetta ai promotori, chiunque essi siano,
pubblici o privati, dimostrare di rispettare i requisiti richiesti dalla procedura per
l'occupazione di suolo pubblico. In alcuni casi rinunciano, in altri presentano dei
progetti che vengono approvati.
Sicuramente alla prima domanda dell'interpellanza vorrei rispondere anche questo:
certo che valutiamo la possibilità di portare la maggior parte delle manifestazioni nei
quartieri periferici. Il ruolo che noi giochiamo è quello di promozione e orientamento
verso altre aree della città e non può essere diversamente, visto che sono i singoli
soggetti che decidono un posto piuttosto che un altro.
Quindi, noi agiamo sicuramente promuovendo altre aree della città. È evidente che il
centro storico, per le sue caratteristiche non solo auliche e fisiche, ma anche perché
presenta dei flussi che comportano un minor rischio per le iniziative avviate in questa
zona piuttosto che in aree meno frequentate della città, ha un elemento attrattivo
competitivo rispetto all'utilizzo di altri luoghi della città. Però è nostro interesse, in
alcuni casi è successo, con l'accordo dei promotori, che le attività siano organizzate
in altre aree della città, non necessariamente l'estrema periferia, ma anche soltanto
nei quartieri densi e del tessuto storico della città (vedi San Donato, Borgo San
Paolo, San Salvario, Barriera di Milano, Porta Palazzo), dove qualcosa succede.
Ripeto: questo è un lavoro di promozione che trasforma, talvolta, l'Assessore al
suolo pubblico come una sorta di agente di commercio che cerca di convincere che è
meglio fare l'iniziativa in un'altra zona.
In quanto all'onere del ripristino, è già previsto nella sottoscrizione del contratto che
l'onere sia a carico di chi ha causato il danno, però deve essere fatta una relazione
tecnica da parte dei Lavori pubblici che stabiliscano il nesso di causalità e la
corrispondenza temporale; questo talvolta non succede, per cui è difficile dimostrare
che quella cosa si è rotta in quel momento a causa di quel promotore.
In ogni caso, si tratta di affinare l'itinere e l'ex post, non tanto l'ex ante, per riuscire
a essere più precisi nell'assumersi la responsabilità dell'occupazione del suolo
pubblico.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Musy.

MUSY Alberto
Assessore, grazie per la risposta. Credo che la parte più importante sia quella del
controllo ex post, perché è lì che i cittadini si lamentano.
L'unica osservazione che farei è che forse potrebbe essere importante il
coinvolgimento delle Circoscrizioni, visto che poi è proprio tramite i Consiglieri
circoscrizionali che arriva questo tipo di lamentela (quelli del centro, in questo
periodo, sono particolarmente soggetti ad aggressioni verbali da parte dei loro
concittadini).
Non ho idea se nel tavolo tecnico le Circoscrizioni siano coinvolte, però forse
sarebbe da tenere in conto un meccanismo, a livello di Commissione, in cui ascoltare
i Consiglieri circoscrizionali, soprattutto dopo i grandi eventi (adesso vedremo se da
parte dei pompieri avremo qualche altra lamentela), perché compito della Giunta è la
promozione, però il nostro è quello di dare delle risposte ai cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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