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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201104203/002, presentata in data 21 luglio 2011, avente per oggetto: "Utilizzo delle piazze storiche per manifestazioni fieristiche" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Proverò a dare una risposta non soltanto ed esclusivamente regolamentare, ma cercherò di entrare nel merito della questione, perché l'interpellanza del Consigliere Musy necessita, apparentemente, di una risposta semplice, ma in realtà porta con sé un pensiero complesso. In primo luogo, vorrei sottolineare che l'occupazione di suolo pubblico, quindi l'uso delle piazze e delle aree della Città, prevede la presentazione di una istanza individuale, con la quale si chiede la possibilità di occupare lo spazio pubblico, variamente inteso. Generalmente, gli eventi che affollano lo spazio pubblico, specialmente quello delle aree centrali, sono connessi a politiche della Città, delle istituzioni o di altri enti (politiche connesse al turismo, la promozione commerciale, eccetera); oppure, in molti casi, promossi da soggetti esterni, o istituzioni (Provincia, Regione, l'Arma e altre) o soggetti privati, profit o no profit. Quest'anno, in particolare, gli eventi del 150° Anniversario hanno determinato un uso intenso dello spazio pubblico del centro cittadino. Però ribadisco la richiesta a domanda individuale; quindi, come può agire la Pubblica Amministrazione? Intanto, agisce sui requisiti di occupazione di suolo pubblico, definendo quali sono i requisiti e le modalità con cui si occupa lo spazio pubblico. In merito ai requisiti di occupazione, in questi anni abbiamo non solo discusso, ma anche agito, anche attraverso degli strumenti regolamentativi, perché il centro storico è in qualche modo vittima del suo successo; cioè si è trattato anche di riadeguare l'impianto normativo alla luce del fatto che negli ultimi quattro, cinque anni la riqualificazione di parte delle piazze auliche e la restituzione all'uso pubblico di aree pedonali nel centro storico hanno sicuramente determinato un aumento della richiesta di occupazione del suolo pubblico. Quindi, con la deliberazione di Giunta del 16 febbraio 2010, sull'occupazione delle piazze auliche e delle aree pedonali del centro storico, sono stati ridefiniti i requisiti con i quali occupare suolo pubblico, sia dal punto di vista estetico e funzionale, sia tentando di dare un ordine alle tipologie di richieste: per esempio, escludendo che in alcune aree si facessero attività di tipo commerciale, definendo quali e quanti spazi dovessero essere occupati. La deliberazione del 16 febbraio 2010, definendo l'occupazione di suolo pubblico e le sue modalità, specifica anche qual è il percorso che ciascuno deve seguire per poter richiedere l'occupazione di suolo pubblico. Per cui abbiamo inserito alcuni elementi sicuramente più restrittivi di quanto non fosse in passato, che garantissero un maggiore controllo, perché una cosa è dichiarare ex ante che cosa si fa, poi c'è un problema di itinere e di ex post, che è più complicato da determinare e anche da sanzionare. Precedentemente era stata adottata una deliberazione (luglio 2007) e devo dire che questo ha rappresentato anche un tentativo di innovazione delle modalità di regolazione amministrativa sull'istituzione del tavolo tecnico. Il tavolo tecnico si riunisce tutti i mercoledì ed è una sorta di Conferenza dei servizi, stabile e permanente; un luogo nel quale tutti i soggetti interni alla Pubblica Amministrazione, con funzioni di autorizzazione e di sanzione, si ritrovano per valutare e discutere insieme l'eventuale concessione delle autorizzazioni. Questo ha permesso, nel corso di questi anni, quanto segue: nel 2009 sono state esaminate 328 domande, prevalentemente di occupazione di suolo pubblico nell'area centrale della città; sono stati dati 177 pareri favorevoli; sono state sospese 146 richieste, molte delle quali hanno rinunciato, vista la complessità delle procedure cui dovevano sottostare. Nel 2010 ne sono state esaminate 315 istanze: è stato dato parere favorevole a 206 richieste e 104 sono state sospese. Cosa vuol dire "sospese"? Significa che spetta ai promotori, chiunque essi siano, pubblici o privati, dimostrare di rispettare i requisiti richiesti dalla procedura per l'occupazione di suolo pubblico. In alcuni casi rinunciano, in altri presentano dei progetti che vengono approvati. Sicuramente alla prima domanda dell'interpellanza vorrei rispondere anche questo: certo che valutiamo la possibilità di portare la maggior parte delle manifestazioni nei quartieri periferici. Il ruolo che noi giochiamo è quello di promozione e orientamento verso altre aree della città e non può essere diversamente, visto che sono i singoli soggetti che decidono un posto piuttosto che un altro. Quindi, noi agiamo sicuramente promuovendo altre aree della città. È evidente che il centro storico, per le sue caratteristiche non solo auliche e fisiche, ma anche perché presenta dei flussi che comportano un minor rischio per le iniziative avviate in questa zona piuttosto che in aree meno frequentate della città, ha un elemento attrattivo competitivo rispetto all'utilizzo di altri luoghi della città. Però è nostro interesse, in alcuni casi è successo, con l'accordo dei promotori, che le attività siano organizzate in altre aree della città, non necessariamente l'estrema periferia, ma anche soltanto nei quartieri densi e del tessuto storico della città (vedi San Donato, Borgo San Paolo, San Salvario, Barriera di Milano, Porta Palazzo), dove qualcosa succede. Ripeto: questo è un lavoro di promozione che trasforma, talvolta, l'Assessore al suolo pubblico come una sorta di agente di commercio che cerca di convincere che è meglio fare l'iniziativa in un'altra zona. In quanto all'onere del ripristino, è già previsto nella sottoscrizione del contratto che l'onere sia a carico di chi ha causato il danno, però deve essere fatta una relazione tecnica da parte dei Lavori pubblici che stabiliscano il nesso di causalità e la corrispondenza temporale; questo talvolta non succede, per cui è difficile dimostrare che quella cosa si è rotta in quel momento a causa di quel promotore. In ogni caso, si tratta di affinare l'itinere e l'ex post, non tanto l'ex ante, per riuscire a essere più precisi nell'assumersi la responsabilità dell'occupazione del suolo pubblico. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Musy. MUSY Alberto Assessore, grazie per la risposta. Credo che la parte più importante sia quella del controllo ex post, perché è lì che i cittadini si lamentano. L'unica osservazione che farei è che forse potrebbe essere importante il coinvolgimento delle Circoscrizioni, visto che poi è proprio tramite i Consiglieri circoscrizionali che arriva questo tipo di lamentela (quelli del centro, in questo periodo, sono particolarmente soggetti ad aggressioni verbali da parte dei loro concittadini). Non ho idea se nel tavolo tecnico le Circoscrizioni siano coinvolte, però forse sarebbe da tenere in conto un meccanismo, a livello di Commissione, in cui ascoltare i Consiglieri circoscrizionali, soprattutto dopo i grandi eventi (adesso vedremo se da parte dei pompieri avremo qualche altra lamentela), perché compito della Giunta è la promozione, però il nostro è quello di dare delle risposte ai cittadini. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |