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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Luglio 2011 ore 15,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2011-03574
"SAN PIETRO IN VINCOLI" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE TRONZANO IN DATA 17 GIUGNO 2011.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201103574/002, presentata in
data 17 giugno 2011, avente per oggetto:
"San Pietro in Vincoli"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Cercherò di essere molto precisa anche in termini di legge, perché l'interpellanza fa
riferimento alle modalità con cui l'Amministrazione ha interpretato alcune
disposizioni di legge.
La Città di Torino ha individuato, in via sperimentale, interventi mirati alla
riqualificazione di ambiti territoriali diversi, come l'area del Canale Molassi con una
deliberazione della Giunta Comunale del febbraio 2006, di San Pietro in Vincoli,
agosto 2009, del Canale Carpanini, giugno 2010. In particolare - è questo l'oggetto
dell'interpellanza - l'area del Canale Molassi, tra Via Andreis e Strada del Fortino,
comprende anche Via Francesco Cirio 18, dov'è ubicato lo stabile oggetto
dell'esposto a cui si fa riferimento nell'interpellanza, ed è disciplinata dal
Regolamento comunale n. 316, per la gestione delle attività di vendita e di scambio
non professionale di cose usate.
Vorrei fare una considerazione. A Torino, il fenomeno dello scambio e della vendita
di beni usati ha radici antiche ed è supportato da fonti storiche, soprattutto nell'area
del Balôn, che ne attestano l'esistenza fin dal 1860. Storicamente, però, il commercio
di cose antiche o usate di seconda mano rientrava all'interno del TULPS (Testo
Unico di Pubblica Sicurezza) del 1936, che all'articolo 121 recitava che era possibile
svolgere attività di scambio di merci usate senza licenza commerciale e che era
sufficiente presentare una preventiva dichiarazione all'Autorità locale di Pubblica
Sicurezza.
Il Balôn, nel corso del Novecento si è formato sulla base dei cosiddetti
"centoventunisti", ossia coloro che, relativamente all'articolo 121, si limitavano a
chiedere un'autorizzazione alla Polizia di Stato, alla Questura, e non
all'Amministrazione pubblica.
La normativa è cambiata nel 1998 ed anche in questi anni c'è stata un'evoluzione.
Nel Decreto Legge, poi convertito in Legge nel febbraio 2009, si prevede la
regolamentazione, a fini ecologici, la rinascita e lo sviluppo in ambito locale, dei
mercati dell'usato, demandando agli Enti Locali l'individuazione degli spazi pubblici
da adibirsi allo svolgimento periodico degli stessi.
Il Regolamento n. 316, quindi, rientra in questa normativa generale, nazionale, che
indica ai Comuni e alle Amministrazioni locali di definire delle aree e di
regolamentarle.
Inoltre, il Decreto Legislativo del 03/12/2010 "Disposizioni di attuazione della
Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008
relativa ai rifiuti", all'articolo n. 6, confermando la priorità strategica della
prevenzione nella gestione dei rifiuti, ha disposto che le Pubbliche Amministrazioni
promuovano iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti, anche mediante
l'attivazione di misure educative, economiche, logistiche o altro, specialmente in
Regioni popolari, come la costituzione di reti di riutilizzo senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica. Quindi, le filiere del riutilizzo, in questo
contesto anche normativo, uniscono la convenienza economica per l'utilizzatore (il
venditore e l'acquirente) alla convenienza ambientale.
L'intervento di riqualificazione delle zone dedicate al libero scambio, in particolare
quello di Canale Molassi, si è rivelato sicuramente un progetto articolato e molto
complesso per la collocazione, in un ambito territoriale particolare quale è quello
dell'area del Balôn e di Borgo Dora, anche con l'affluenza di etnie diverse e la
molteplicità dei soggetti coinvolti; la Città, però, ha condiviso questo progetto con il
Comitato per l'Ordine Pubblico e la Sicurezza, composto dai vertici della Prefettura,
della Questura, dei Carabinieri, del Palazzo di Giustizia e degli Enti Locali. Quindi,
la sperimentazione a Canale Molassi, a San Pietro in Vincoli e poi, successivamente,
anche in Piazza della Repubblica, deriva da una condivisione e da una decisione del
Comitato per l'Ordine Pubblico e la Sicurezza.
Le aree istituite per il libero scambio di cose usate non sono da considerarsi mercati
e, quindi, non sono soggette alla disciplina giuridica della normativa sul commercio e
sui mercati (al Decreto Legislativo del marzo del 1998, n. 114), perché gli operatori
autorizzati non sono professionali e sono esclusi gli imprenditori commerciali.
È in corso la revisione della disciplina regolamentare, perché attualmente il
Regolamento n. 316 si limita a regolare in modo sistematico l'area del Canale
Molassi; la nostra intenzione è che, entro la fine dell'anno, approdi in Consiglio un
Regolamento generale sulle aree di libero scambio e non esclusivamente su quella di
Canale Molassi.
Per quanto riguarda, invece, la vicenda processuale a cui fa riferimento il
Consigliere, attualmente è conclusa per la sopravvenuta carenza di interesse espressa
dal condominio ricorrente di Via Francesco Cirio n. 18 successivamente alla
sentenza del TAR del dicembre 2003, in quanto c'è stata una definizione
extragiudiziale della controversia.
Non vi leggo le motivazioni del TAR, a meno che non ne siate interessati, ma posso
consegnarvi una nota che precisa e definisce quali sono state le motivazioni del TAR
per dichiarare improcedibile il ricorso proposto dal condominio stesso.
Quindi, vista la caducità del ricorso e la conclusione del ricorso al TAR, la Città ha
rinunciato a fare istanza al Consiglio di Stato.
Il 3 settembre 2010 si è definitivamente chiuso il ricorso al TAR del condominio ed
il successivo ricorso al Consiglio di Stato da parte della Città avverso al ricorso fatto
dal condominio al TAR.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ringrazio l'Assessore per la risposta, che è esaustiva ma non soddisfacente per
quanto mi riguarda. Apprendo con piacere che verrà rivisto il Regolamento n. 316,
perché rimaniamo della nostra opinione su San Pietro in Vincoli, ossia che si tratti di
un'area oggettivamente critica, che sostanzialmente non vi siano regole (perché
affermare che si vendano delle cose usate è un eufemismo) e, quindi, provochi dei
problemi alla cittadinanza limitrofa, oltre che ai commercianti della zona.
Quando l'Assessore al Suolo Pubblico modificherà il Regolamento n. 316, ci faremo
carico di avanzare delle proposte concrete, perché - naturalmente il nostro è solo un
auspicio, perché l'Assessore ha dimostrato la volontà di non procedere in questo
senso su quell'area - riteniamo assolutamente imprescindibile per la tranquillità, la
sicurezza e anche l'aiuto ai commercianti (che, già oggi, vivono una situazione di
crisi molto ampia) che quell'operazione sia in linea con quanto dice la Regione, ossia
che si svolge un'attività di carattere sociale con implicanze di ordine pubblico, e,
quindi, oggettivamente è importante trattarla in questo modo.
Al momento, il Comune non interviene in questo senso; continueremo a porre
l'attenzione sul tema, nella speranza che, con il Regolamento n. 316 e le sue
modifiche, si arrivi ad una definizione complessiva di questa - mi perdoni, Assessore
- finta integrazione, perché, oggettivamente, non è così, purtroppo, il modo per
raggiungere l'integrazione che tutti auspichiamo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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