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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Poco fa, si è riunita la Conferenza dei Capigruppo in relazione ad alcune considerazioni emerse dagli organi di stampa che davano adito a qualche confusione in merito alle comunicazioni che venivano richieste al Sindaco. Riassumendo, dagli organi di stampa si è appreso di alcune comunicazioni, che, peraltro, non sono state richieste dal Gruppo PdL; coerentemente con quanto assunto nel corso di una Conferenza dei Capigruppo svoltasi nelle scorse settimane, il PdL aveva richiesto delle comunicazioni, con il Gruppo della Lega Nord, e la Conferenza stessa, su proposta del Vicesindaco, aveva concordato ed assunto di demandare il dibattito nel corso di una riunione della III Commissione Consiliare (che mi pare sia prevista per il 28 luglio), in modo tale da affrontare l'argomento nel modo più compiuto. Quindi, nel corso di quella Conferenza dei Capigruppo, avevamo stabilito di rimandare la discussione in quella sede. Sempre in quella riunione della Conferenza dei Capigruppo, il Sindaco, attraverso il Vicesindaco, ha richiesto, ai sensi dell'articolo n. 112, comma 1, di poter riferire lui stesso in relazione agli argomenti che interessano i rapporti tra la Città ed il gruppo FIAT. La sua richiesta è stata accettata da tutti i Capigruppo presenti e ricordo che, dopo l'intervento del Sindaco, ciascun Gruppo potrà intervenire per un tempo massimo di cinque minuti. La parola al Sindaco. SINDACO È stato sollecitato, da parte dei diversi Gruppi, un momento di valutazione delle vicende che hanno investito, in queste ultime settimane, la FIAT e in particolare quali conseguenze queste vicende possono avere nelle relazioni tra la FIAT e la Città. Naturalmente ho raccolto ben volentieri questa sollecitazione, quindi affronto il tema. Direi che i temi sono sostanzialmente due: da un lato, le prospettive di realizzazione del programma Fabbrica Italia, che prevede investimenti significativi sulla nostra città, segnatamente sullo stabilimento di Mirafiori e in qualche modo, per connessione, nello stabilimento ex Bertone di Grugliasco. Ovviamente, la sentenza che il TAR ha emesso nella serata di sabato era molto attesa; ricordo che il TAR era stato chiamato in causa da un ricorso avanzato dalla FIOM relativamente, da un lato, a profili che attenevano e attengono agli aspetti produttivi dell'accordo di Pomigliano e, per altro verso, per profili relativi alle modalità di elezione delle RSA in azienda. La sentenza, che è a tutti nota ormai, a mio parere corrisponde in modo ragionevole a principi di diritto. Io l'ho valutata - come tutti hanno potuto leggere già nelle ore scorse - come una sentenza equilibrata: una sentenza che, da un lato, riconosce piena legittimità agli accordi sottoscritti a Pomigliano e ai loro contenuti di natura produttiva e, per altro verso, ribadisce la non legittimità di un disconoscimento di rappresentanza nei confronti della FIOM, perché lo Statuto dei lavoratori non subordina il diritto di associazione sindacale alla condivisione e alla sottoscrizione di un accordo. A me pare che in questa sentenza si colgano gli elementi fondamentali e, in particolare, il fatto che l'accordo riconosca la piena legittimità degli accordi sottoscritti, in deroga al Contratto Nazionale, per condizioni produttive definite negli accordi stessi e poi convalidate dai referendum dei lavoratori, vale non solo come giudizio di legittimità sugli accordi di Pomigliano, ma indirettamente vale come giudizio di legittimità sugli accordi successivamente sottoscritti a Mirafiori e per la Bertone, che hanno contenuto analogo. Quindi è una sentenza importante, perché vale non solo per gli accordi giudicati, ma anche per quelli successivamente sottoscritti e costituisce un precedente importante che, credo, sarà fatto valere nel dibattito e nelle relazioni industriali e sindacali nei prossimi anni più volte. Sulla base di questa sentenza, è mia valutazione e mio giudizio (ma vedo che questa mia valutazione è largamente convergente con valutazioni di molti, dal Ministro delle Attività Produttive, onorevole Romani, al Ministro del Welfare Sacconi, ad autorevoli dirigenti sindacali di diverse organizzazioni, ai rappresentanti del mondo imprenditoriale torinese) che, sulla base di questo accordo, non sussistono ostacoli a che si dia corso ai programmi di investimento previsti e che, semmai, questa sentenza, nel momento in cui riconosce la validità degli accordi di Pomigliano e, indirettamente, degli accordi successivamente sottoscritti, rafforza la certezza, da parte dell'azienda, di poter esigere il rispetto degli accordi da parte dei lavoratori e da parte dei sindacati. Per cui il mio auspicio - che, come vedo, è l'auspicio formulato praticamente da tutti coloro che sono intervenuti in queste ore su queste vicende - è che la FIAT non faccia derivare in nessun modo un congelamento, evocato e ventilato nelle prime ore, del programma Fabbrica Italia, ma ci siano tutte le condizioni perché questo programma, invece, trovi una puntuale attuazione. Devo dire che - perché mi è stato anche richiesto questo -, nell'incontro che io ho avuto nei giorni scorsi con il dottor Marchionne e con il dottor John Elkann, mi era stata ribadita in modo esplicito e chiaro (era presente anche il Vicesindaco Tommaso Dealessandri) la piena determinazione del Gruppo FIAT-Chrysler a continuare ad avere a Torino presidi strategici fondamentali del Gruppo e a dare corso, quindi, agli investimenti previsti, sia per quello che riguarda Mirafiori, sia per quello che riguarda la Bertone. Naturalmente questo colloquio era precedente al pronunciamento del TAR, giovedì, e quindi è evidente che il pronunciamento del TAR è avvenuto successivamente, però io ho ragione di pensare che, per le regioni di merito che ho evocato e per le volontà che mi sono state manifestate dal vertice aziendale, ci siano tutte le condizioni perché al programma Fabbrica Italia si possa dare corso e, in ogni caso, è evidente che è impegno di questa Amministrazione Comunale agire e muoversi con grande determinazione in questa direzione, mettendo in campo tutti gli strumenti utili ed opportuni a creare il clima più favorevole a che gli investimenti previsti per Mirafiori e per la Bertone abbiano seguito. Circa l'altra questione che è stata evocata, cioè l'insediamento su una parte dell'area Mirafiori degli investimenti previsti con l'accordo fatto nel 2005, noto come l'accordo TNE, io ribadisco qui quello che ho già avuto modo di dire. Intanto ricordo che l'accordo nel 2005 di intervento degli Enti Locali, in un momento particolarmente critico della FIAT, fu sostenuto e salutato dall'insieme delle Istituzioni e dalle forze politiche del momento, di maggioranza e di opposizione, come un intervento opportuno per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Mirafiori. A partire da quella scelta di intervenire per sostenere l'azienda in un momento particolarmente delicato, si è realizzato il Centro Design e Stile su una parte dello stabilimento, prospiciente, in particolare, Corso Tazzoli; si è messo in campo un programma che prevede il trasferimento su quell'area dei corsi di laurea di Ingegneria dell'Automobile per qualificare quel sito, in primo luogo, ma è un sito che, attraverso il Centro Design e attraverso il Polo dell'Ingegneria Automobilistica, rende evidente l'utilizzo di quell'area, in primo luogo, in coerenza con la sua funzione storica, sia pure attestando queste localizzazioni non sul terreno della produzione materiale di manufatti, bensì sul fronte dell'innovazione, della ricerca e della specializzazione tecnologica. Non solo, ma si è attivata una serie di contatti (che tuttora sono in corso) per realizzare la localizzazione intorno al Centro Design e intorno al Polo dell'Ingegneria Automobilistica di altre presenze, o di ricerca o di produzione, sempre afferenti al settore dell'automotive ed al settore automobilistico. Il riassetto dell'intera area in questione prevede anche la localizzazione di servizi e, per una quota, di residenze, ma io credo che questo non sia affatto in contrasto con la localizzazione lì di investimenti attinenti ad attività di ricerca, di innovazione e di tecnologia dell'automobile, anche perché, quando si collocano attività di questo genere, come per esempio una sede di corsi universitari, bisogna anche predisporre una serie di investimenti e di servizi utili a far sì che quell'investimento non sia un fungo nel deserto e non sia una cattedrale nel deserto. Penso che, da questo punto di vista, il programma che si è previsto sia un programma coerente e l'Amministrazione Comunale intende perseguirlo. Naturalmente, in corso d'opera si sono prodotte delle varianti alla programmazione iniziale, che hanno portato la FIAT a valutare queste variazioni non congrue rispetto agli obiettivi che la FIAT stessa aveva condiviso nel momento in cui si era dato vita a TNE, e questo ha prodotto un ricorso al TAR relativamente ad alcuni aspetti di queste varianti. Abbiamo preso contatto con l'azienda, sono in corso contatti tra l'Amministrazione Comunale - attraverso la persona del Vicesindaco - e l'azienda per verificare la possibilità di trovare una soluzione al contenzioso che ha suscitato il ricorso del TAR e poter così mettere in campo la prosecuzione del programma previsto. Segnalo che in questa attività complessa non ci sono soltanto le volontà dell'Istituzione Comune di Torino; ha parte in questa vicenda anche la Regione, che fin dall'inizio è stata coinvolta. In particolare, da parte della Regione, è stata sollevata una serie di dubbi sulle procedure attinenti alla bonifica dei terreni su cui bisogna fare gli investimenti; questi dubbi non sono ancora stati risolti - del tutto legittimamente, intendiamoci - dalla Regione, per cui noi abbiamo sollecitato anche la Regione ad arrivare a delle determinazioni finali su questi aspetti attinenti alla bonifica, perché è parte essenziale della possibilità di dare corso al progetto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. Ricordo che ogni Gruppo dispone di 5 minuti, massimo. MARRONE Maurizio Brevemente, voglio solo rilevare come le dichiarazioni dei vertici FIAT circa il congelamento degli investimenti di Fabbrica Italia in Italia, e quindi anche a Torino, comportino oggettivamente il fallimento - è un'evidenza - dell'incontro che c'è stato qui a Palazzo Civico con il Sindaco ed il Vicesindaco, perché un impegno che era stato preso e manifestato in quella sede è stato oggettivamente tradito. Allora, visto che evidentemente c'è stato un problema di comunicazione, intendo fare un piccolo omaggio al nostro Sindaco, così almeno il messaggio sarà anche un po' più chiaro, un messaggio molto chiaro e netto, perché io ritengo che... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). No, ma è nero lutto, è nero lutto per il lavoro di Torino, e voi di sinistra forse ci dovreste fare caso. Quello che intendo dire è che in questi anni l'Amministrazione Comunale, anche prima del suo insediamento a Sindaco, ha oggettivamente solo dato regali all'Amministrazione FIAT: la stessa operazione Campo Volo TNE, che invece aveva incontrato anche dure critiche dal lato dell'opposizione, non ha comportato alcuna assunzione di doveri per garantire livelli produttivi e occupazionali nella città di Torino. Visto che questi ultimi eventi hanno reso evidente la debolezza del Sindaco e della Giunta nel trattare con l'azienda per garantire questi livelli occupazionali, importanti per la salvaguardia del tessuto produttivo di tutta la Città, è evidentemente importante - e annuncio la presentazione di un ordine del giorno a tal fine - che il boccino nella trattativa a nome della Città con la FIAT torni in Consiglio Comunale, nella figura del Presidente del Consiglio Comunale, come mi auguro, prima, nella definizione di linee guida in quest'Aula, di un patto da fissare con la dirigenza di FIAT, in cui finalmente l'azienda si assuma degli impegni precisi verso la Città, perché, come Marchionne ha ricordato più volte, Fabbrica Italia non è un accordo, ma è un progetto. Purtroppo i vertici FIAT ci stanno dimostrando che è un progetto che viene prospettato quando serve per il sì ad un referendum, in cui si richiedono grandi sacrifici ai lavoratori, ma che, a fronte di sentenze non gradite, viene ritirato anche in termini molto preoccupanti per tutta la Città, non con parole ventilate, ma con dichiarazioni molto nette e formalmente esplicitate. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Coppola, per il tempo residuo. COPPOLA Michele Mi toccherà mostrare qualcos'altro, perché, dopo la maglietta del Consigliere Marrone, non attiro più l'attenzione. Signor Sindaco, io la ringrazio perché lei ha scelto spontaneamente di fare una comunicazione all'Aula e credo che questo denoti un'attenzione alla vicenda FIAT non secondaria, però mi soddisfa a metà, perché speravo in più coraggio in lei, speravo in maggior determinazione nelle sue parole. Vede, lei dice di aver incontrato in settimana i vertici FIAT. Tra l'altro, io già speravo che fosse anche una risposta all'impegno che le avevo chiesto di prendere lunedì in Consiglio Comunale: lei subito in settimana incontra FIAT e quindi, a nome di tutti, poteva chiedere loro un impegno maggiore. Però mi fa specie che lei, incontrandoli con il Vicesindaco Dealessandri, non abbia affrontato la questione ricorso al TAR, perché purtroppo lei ha raccontato questa vicenda come potrebbe fare un giornale non della nostra città o un conoscitore parziale delle vicende cittadine. Il Capogruppo Lo Russo dichiarò in Consiglio Comunale esattamente questo: "Credo che il fatto di riunirsi in seduta straordinaria dia anche un po' il significato di quanto sia importante la deliberazione che ci accingiamo a votare. Credo che, al di là del merito tecnico della ratifica di un accordo di programma già siglato, oggi ci accingiamo a dare il via libera ad un'operazione assolutamente strategica per lo sviluppo della Città e che vada ben oltre le questioni di carattere urbanistico e di trasformazione territoriale del quadrante, perché intorno a questa questione si gioca anche larga parte del futuro del comparto produttivo della FIAT di Mirafiori". Uno dei due mente: o è il Capogruppo del Partito Democratico o è il Vicesindaco della Città di Torino, perché il ricorso al TAR, presentato contro questa deliberazione dimostra che uno dei due dice cose diverse dalla realtà. E allora, signor Sindaco, le avevo chiesto assolutamente di garantire tutti noi, di garantire tutta la Città. Sono francamente preoccupato. Non ho sentito nulla in merito all'ipotesi che vede FIAT investire un miliardo di dollari in Russia e produrre 120.000 auto all'anno in quel territorio. Dopo lo sforzo che tutta la politica di questo territorio ha fatto per chiedere ai lavoratori di andare a votare a favore del loro futuro e del futuro di quegli stabilimenti, sarebbe interessante conoscere qual è il dividendo sociale che FIAT intende distribuire su questo territorio, perché questo territorio di investimenti per FIAT ne ha fatti tantissimi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Mangone. MANGONE Domenico Purtroppo il tempo per i Gruppi è di soli 5 minuti, quindi parleremo per titoli, tanto il 28 ci sarà l'occasione in Commissione Lavoro di approfondire gli stessi temi. Intervenivo per dire solo che siamo d'accordo con lei, Sindaco, nel ritenere che la sentenza è un giusto punto di equilibrio. Un giusto punto di equilibrio, però, che non scioglie alcuni nodi. Io ricordo, un po' di mesi fa, un'intervista di Marchionne da Fabio Fazio, dove Marchionne poneva quello che è secondo me (ma è parere diffuso) il nodo della questione, cioè la competitività delle industrie italiane sui mercati internazionali. Successivamente vi è stata tutta la vicenda di Pomigliano e dell'accordo separato per Pomigliano e il referendum. Referendum che tutti quanti noi o buona parte di noi abbiamo visto come uno stato di necessità: era un sì necessitato dalle situazioni di un mercato che chiedeva alcuni sacrifici e in maniera particolare Marchionne, ma questo sacrificio è stato chiesto ai lavoratori, era un sacrificio indispensabile. Questa sentenza oggi pone un punto fisso, ma non risolve il problema che dicevamo prima. La politica non si è occupata, anche successivamente a quell'intervista di Marchionne, di come le industrie italiane possono essere più competitive nel mercato internazionale. Probabilmente è di questo che la politica, non solo locale, ma a livello nazionale si dovrebbe occupare, perché a quella domanda bisogna che venga data una risposta: le aziende italiane devono poter competere sui mercati internazionali e devono poter competere in maniera ottimale. Io oggi, dagli interventi che ci sono stati, ho notato che c'è un po' di confusione tra le questioni TNE, Pomigliano e sentenza del Giudice Ciocchetti. Probabilmente c'è qualcosa che mi sfugge, perché le cose vengono messe insieme, però credo che non stiano insieme (poi il Consigliere me lo fa leggere), sono due questioni separate: quella di TNE è una questione che approfondiremo il 28, perché è evidente che è una novità assoluta il fatto che la FIAT faccia ricorso su un atto deliberato da questo Consiglio. È un precedente che io spero sia unico ed eccezionale nella storia dei rapporti tra la Città e il Gruppo FIAT, perché tante altre questioni sono state affrontate in passato e sono state affrontate con modalità diverse. Il Capogruppo mi fa segno che il tempo è scaduto e io ringrazio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Signor Sindaco, sempre per seguire il filone che il mio movimento porta avanti da sempre, parlerò sempre di concretezza e sarò anche brevissimo. Nel suo esporre la situazione FIAT ho, tanto per cambiare, sentito parole che dicono "auspicio", "penso", "penso abbiano seguito": è dal 2005 che anche la vicenda TNE si pensa, si spera e si vedrà. Ha tirato anche in ballo la Regione, dove, appunto, viene sollecitata la bonifica, però credo che un programma attivo, un programma definitivo non credo che dipenda dall'aver bonificato un sito o una zona per impiantarci poi delle cose concrete, per dar seguito a delle operazioni concrete di avanzamento della situazione. Ha anche parlato di Istituzioni, Romani e Sacconi, che non vedono che sussistono ostacoli. Però Marchionne non parla, continua a non parlare il dottor Marchionne, continua a non dare concretezza lui, primo tra tutti. Quindi l'invito è semplicemente quello di rendere finalmente, almeno una volta per tutte, il tutto concreto; poi le bonifiche si possono fare, probabilmente, ma non è questo il centro di tutta la situazione. Solo delle risposte almeno definitive, magari non su tutto, su alcune parti, ma definitive e concrete. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Vede, Consigliere Coppola, lei ha grande attitudine ad esternare sui giornali; la inviterei, gentilmente, facendo lei il Consigliere Comunale, anche a seguire quelle che sono le prassi invalse in quest'Assemblea, ivi compreso il tradurre quello che lei annuncia sui giornali magari in atti concreti, tipo le richieste di comunicazioni, perché lei oggi ha costruito una situazione di oggettivo imbarazzo nella Conferenza dei Capigruppo proprio perché ci siamo accorti, in ultimo, che non erano state presentate richieste di comunicazioni. Forse lei non sapeva quanto ha poc'anzi accennato il Consigliere Mangone, cioè che noi in Conferenza dei Capigruppo - siccome il tema è già emerso due settimane fa - abbiamo calendarizzato un percorso di analisi ed approfondimento. Quindi, io non entrerò nel tema specifico e mi riferisco a quanto abbiamo concordato, peraltro all'unanimità, in Conferenza dei Capigruppo nell'affrontare la questione. Ovviamente, siamo completamente in linea con quanto ha comunicato il Sindaco Fassino sull'approccio complessivo. Sempre qua, perché lei ha amore dei verbali, io le segnalo che la famosa deliberazione di TNE fu votata, non fu solo commentata, come lei ha riportato, ma fu votata dalle vostre forze politiche e che quindi, in questo senso, sarebbe utile un atteggiamento di maggior senso di responsabilità. Non ci attendiamo proposte per uscire da questa situazione, perché sarebbe troppo chiedere al centrodestra di questa Città di fare proposte concrete, mi rendo conto. Però un atteggiamento di maggior onestà intellettuale nel ricordarsi almeno che cosa si fa in Aula nel momento in cui si affronta un problema, questo sì che invece sarebbe gradito. Tocca a noi l'onere del governo della questione, ma non tocca a voi l'onere di fischiare solo i falli. Quindi, auspico che su questi temi così importanti e così strategici per il futuro della città, per il futuro del comparto produttivo torinese e nazionale, e soprattutto per il futuro dei posti di lavoro, ci sia da parte vostra un atteggiamento almeno leggermente più costruttivo, con proposte, ogni tanto, di merito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Coppola, per fatto personale. COPPOLA Michele Sì, solo per verità. Non ho richiesto sui giornali le comunicazioni del Sindaco; ho chiesto che il Sindaco decidesse "motu proprio" di comunicare all'Aula quello che era il punto di vista in merito a quello che i giornali stavano scrivendo. Conseguentemente a ciò, il Sindaco ha valutato di farlo e io l'ho ringraziato per aver scelto personalmente (politicamente va da sé) di comunicare all'Assemblea. Non era mia intenzione richiedere le comunicazioni, cosa che credo invece debba fare il mio Capogruppo o i Capigruppo della Sala Rossa; non ho intenzione di sostituirmi al mio Capogruppo in nessuna circostanza, ci mancherebbe altro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Mi sembra che questo chiarimento sia stato doveroso, la ringrazio. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Credo che questa sia una questione veramente molto importante, che forse andrebbe presa veramente con serietà. Quindi, confesso, da parte di una persona che non sta nella contrapposizione tra il centrodestra ed il centrosinistra, la sgradevole sensazione che qui, almeno oggi, questa questione sia soltanto un'occasione per fare dei titoli a effetto; questo, veramente, lo trovo un pochino triste. Sulla faccenda specifica, credo che la posizione sia quella che noi abbiamo sempre ribadito; credo che il vero problema sia dove va FIAT, qual è il suo piano industriale, che è un problema che spesso la politica ha un po' aggirato, concentrandosi magari sugli aspetti più legati al diritto del lavoro. Però forse questo è il tema che uno auspicherebbe che il Sindaco - che ha la possibilità di parlare con i manager di FIAT, che giustamente fanno il loro lavoro, che è quello di massimizzare i profitti dei loro azionisti - sollevasse: chiedere impegni sul futuro e sul piano industriale. È abbastanza chiaro a chiunque osservi questa vicenda, purtroppo, che questi investimenti sembrano sempre di più un bluff; che i modelli famosi da produrre a Mirafiori sembrano sempre di più un contentino per tenere vivo lo stabilimento ancora per qualche anno e che a Torino FIAT non abbia questa grandissima voglia di costruire un futuro. Quindi, forse su questo ci vorrebbe un impegno un po' più forte della politica, nel senso che la sensazione è veramente che la politica si approcci a FIAT con un atteggiamento un po' sdraiato, anzi ringraziando anche solo per aver ricevuto udienza. Invece, è proprio la politica che dovrebbe difendere gli interessi della Città e dei lavoratori di questa Città con forza, senza cedere ad atteggiamenti subordinati. Su questo spero che in futuro si possa avere un atteggiamento migliore. Ricordo che a febbraio noi trovammo il Sindaco in via Garibaldi, era il giorno delle primarie, e fu lui a dirci che ogni tanto ci sono dei ricatti e che bisogna saper accettare i ricatti. Questo è un video che è ancora su Youtube. Lo capisco, capisco anche la preoccupazione di salvare il salvabile per chi giustamente lavora a Mirafiori, però forse dovremmo tutti insieme capire cosa viene dopo. Quindi, quali possono essere altre occasioni di sviluppo e forse ogni tanto tirare fuori un po' di dignità e di orgoglio anche verso questi grandi capitali e far sentire un po' la voce e gli interessi della Città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Siamo preoccupati come la scorsa settimana. Certo la scorsa settimana ci chiedevamo e ci interrogavamo se il Comune sapeva e non aveva comunicato queste perplessità di FIAT alle Commissioni competenti, al Consiglio; oppure la FIAT aveva espresso in sedi private queste criticità e non le aveva comunicate alla Città o semplicemente la FIAT aveva cambiato idea. Oggi, la paura è che la FIAT abbia cambiato idea sulla vicenda TNE nel quadro generale; da qui l'invito e l'appello al Presidente della Commissione Lavoro, al Presidente della Commissione Urbanistica e della Commissione Istruzione a capire qual è il destino di TNE. Sindaco, noi vogliamo capire che cosa FIAT farà del progetto che prevede l'insediamento della cittadella della mobilità sostenibile nell'area gestita da TNE, proprio perché lì abbiamo garantito a duemila studenti che nei prossimi anni si insedierà la cittadella della mobilità sostenibile. Precisando che per "mobilità sostenibile" non si intende solo il Centro del Design, anzi del disegno industriale, e di Ingegneria dell'Auto, ma parliamo anche dei lotti B e C, che continuano ad essere deserti, e continuiamo a parlare anche di una piastra in qualche modo diversa. Inoltre, vogliamo anche rispondere al Consigliere Mangone che le due cose sono collegate e vogliamo continuare a vederle collegate. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Le scorse settimane, in Polonia, sul più importante quotidiano, la "Gazeta Wyborcza", si è scatenato un fortissimo dibattuto sul fatto che diversi tecnici delle fabbriche di Tychy sono in questo momento in Messico per insegnare ai messicani come si fa la Cinquecento: la macchina italian style, firmata FIAT, sbarcata sui listini americani, prodotta prevalentemente a Tychy, sarà presto prodotta in Messico. Il Consigliere Coppola parlava dell'investimento da 1,2 miliardi di Euro che è stato presentato dal quotidiano "Vedomosti", che è la principale fonte di informazione non libera della Russia; e sui giornali americani, a seguito della crescita del capitale di Chrysler, è stato dettagliato il piano industriale che FIAT Group, FIAT Industrial e Chrysler avranno. Purtroppo non ci troviamo nelle stesse condizioni in Italia e io credo che sia questo il punto su cui noi dobbiamo riuscire a tenere alto il livello delle nostre politiche, altrimenti ho paura che trasformiamo questo dibattito in un dibattito da galli di pollaio. È vero, per carità: come non essere a disagio, come centrosinistra, davanti a quello che sta succedendo? È inevitabile. Io capisco, anzi, sostengo l'iniziativa del Sindaco. Ma vedete, se Atene non ride, anzi, è in imbarazzo, io credo che Sparta oggi dovrebbe responsabilmente piangere, perché questa situazione è determinata prevalentemente dalla mancanza di una politica industriale nel nostro Paese, è determinata dal fatto che i mercati anche oggi (ne discutevamo una settimana fa) ci hanno bocciato: abbiamo perso quasi il 2,5 %, secondo gli ultimi dati del pomeriggio. O noi riportiamo al centro la capacità della politica di governare i processi, o altrimenti ci sveglieremo un giorno, magari continuando a gridare, ma non accorgendoci che i buoi in realtà sono già fuggiti dalle stalle e che gli spazi per il nostro lavoro sono molto stretti. In altri termini, di questo fantomatico investimento da 20 miliardi di Euro, è l'ora di capire dove, come e quando. Dove, come e quando. Questo per rispetto a tutti i lavoratori, non solo torinesi, ma italiani ed europei. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Il Sindaco Fassino mi ha deluso. Io le chiedo veramente di fare il Sindaco. Su una vicenda del genere, io mi aspetto che il Sindaco della nostra Città intervenga con forza, con autorevolezza; cosa che, mi permetto di dire, non c'è stata. Non possiamo continuare, come da vent'anni avviene, che qualsiasi Sindaco di questa Città sia subalterno alla FIAT; Il Sindaco deve avere il coraggio di dire alla FIAT, con autorevolezza, che i progetti che FIAT ha detto che faceva verranno realizzati in questa città. Il Sindaco è la persona che rappresenta i cittadini torinesi. Nel contempo mi aspetterei, soprattutto da una persona come lei, che di politica ne ha mangiata tanta, che intervenga - sempre con autorevolezza - verso quella parte del sindacato che dovrebbe finalmente sotterrare l'ascia di guerra, difendendo veramente il lavoro, senza posizioni ideologiche. Questo mi aspetto da un Sindaco della Città di Torino, della mia città. Quindi, questo le chiedo; altrimenti ci rimettiamo veramente tutti. Non possiamo più permetterci che vada avanti una situazione del genere. Mi permetto solo di dire al Consigliere Lo Russo che il centrodestra ha fatto, sta facendo e continuerà a fare delle cose per il lavoro e le sta facendo con la Giunta in Regione Piemonte. Queste cose non si risolvono con la bacchetta magica, ma con dei progetti seri, portandoli avanti. Dopodiché, rispondo anche che la Variante del Piano Regolatore votata, mi pare, a maggio, è stata votata dal centrodestra proprio con senso di responsabilità, fidandosi del fatto che un Comune che sia Comune avesse concordato e fosse d'accordo con la FIAT su quello che stava approvando. È questa la grande mancanza che continua, purtroppo, con il Sindaco Fassino, che forse, mi permetta, si fa distrarre troppo dalle sirene romane. Invece di andare a votare, magari, contro la manovra in Parlamento, stia qui e dica qualcosa alla FIAT e alla CGIL. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Dico forse una cosa semplice e banale, ma dato che è da poco che sono insediato e, quindi, non ho fatto parte delle prime riunioni dei Capogruppo, mi risulta che il 28 di questo mese ci sarà una riunione in cui la Commissione parlerà del problema FIAT. E' banale quello che dico, ma a qualcuno è passato per l'anticamera del cervello di chiedere a Marchionne di partecipare a questa Commissione? E' chiaro che la richiesta sia banale, per il semplice fatto che sicuramente avrà centomila impegni, ma un conto è chiedere e trovare una giustificazione a non venire, un conto è neanche chiederglielo, quindi dargli un alibi superiore e maggiore a quella che è la situazione già abbastanza critica. Magari quello che viene a dirci in quell'occasione viene smentito il giorno dopo, però non ho sentito nessuno dire che effettivamente l'abbiamo invitato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una replica, al Sindaco. SINDACO Faccio da molti anni politica per sapere che ci sono parole che vengono dette strumentalmente e per attizzare polemiche e non hanno fondamento. Sarebbe troppo facile ricordare al Consigliere Carossa che io le dimissioni le ho presentate, domani il Parlamento ne prenderà atto e ratificherà, mentre continueranno a sedere sui banchi della Camera dei Deputati molti rappresentanti della Lega che ricoprono l'incarico di Sindaco e Presidente di Provincia. Pregherei il Consigliere Carossa di avere la stessa veemenza nei confronti di quei suoi colleghi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Solo per la coerenza, oltre al fatto che il Consigliere Carossa, se non sbaglio, è Consigliere Comunale e Regionale al tempo stesso, a proposito di doppi incarichi. C'è una verità per ciascuno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, mi permetto di dire che non si fa la polemica sui doppi incarichi se si è in quella condizione. Un minimo di coerenza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La differenza c'è: io mi sono dimesso e lei no. La differenza c'è: io faccio una sola cosa; molti di voi che imbastiscono queste polemiche non fanno scelte coerenti. La coerenza è una sola, Consigliere Carossa, bisogna avere una parola e non due e la lingua non deve essere biforcuta. Quanto al fatto che mi si chiede di costringere la FIAT a fare delle cose, raccomanderei ai rappresentanti che sono su questi banchi e che sono espressione di partiti di Governo, di avere la stessa determinazione e veemenza nei confronti del Presidente del Consiglio, del Ministro dell'Industria, del Ministro dell'Economia, perché non mi pare che in queste ore sia stato richiesto a nessuno di questi di porre dei diktat alla FIAT. Quindi, chiedetelo a Berlusconi, a Tremonti, a Romani; dopodiché forse potete anche chiederlo con qualche diritto a Fassino. Terzo: se c'è una cosa di cui nessuno mi può accusare è la debolezza o la reticenza, perché io per quegli accordi di Pomigliano e Mirafiori mi sono battuto molto di più di quanto si sia battuta mediamente la classe politica di questo Paese. E' chiaro? Quindi, da questo punto di vista proprio non accetto lezioni di questa natura; non accetto neanche le parole del Consigliere Marrone, perché io non sono dipendente di nessuno e lei si guardi bene dal dirlo un'altra volta. Io sono un Sindaco eletto dal 57% di questi cittadini e, con le mie convinzioni, mi batto per rappresentare gli interessi della città, e gli interessi della città si rappresentano lavorando affinché in tutti i modi la FIAT continui a essere una presenza strategica per questa città, onori gli impegni che ha assunto, realizzi gli investimenti che ha promesso e si garantisca certezza di produzione a quegli stabilimenti e certezza di lavoro a chi ci lavora. Questo obiettivo io lo perseguo tutti i giorni, l'ho detto prima di questo dibattito, lo ribadisco qui e lo ribadirò sempre. Francamente, non ho nessuna intenzione di recedere da quelli che sono gli obiettivi che devono essere perseguiti e dalla tutela dell'interesse della città. Piuttosto, mi pare curioso che il Consigliere Carossa dia per scontato che la FIAT abbia già rinunciato agli investimenti. Allo stato attuale non risulta che sia così. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'è un verbale che la prego di leggere. Lei è intervenuto dicendo: "La decisione della FIAT di congelare gli investimenti". Questa decisione non c'è. Quindi lei ha imbastito tutto il suo intervento presupponendo una decisione che ancora non c'è e l'ha imbastito su una presunzione falsa perché in realtà il suo obiettivo non è quello della FIAT, ma quello di attaccare strumentalmente un Sindaco e una Giunta. Sono sufficientemente vecchio di questi posti per capire queste cose. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si rilegga il verbale. In ogni caso, ribadisco che, per quello che mi riguarda, è evidente che l'impegno della Città e del suo Sindaco sia quello di agire e operare in tutte le sedi perché la FIAT onori gli impegni. L'ho detto ancora in un'intervista pubblicata su "La Stampa" di stamattina, in cui ho detto chiaramente che, dopo la sentenza che riconosce il ricorso per comportamento antisindacale da parte della FIOM, se la FIAT dovesse desumere da questo aspetto della sentenza l'idea di congelare l'investimento, questo sarebbe un errore che non ha fondamento, perché in quella sentenza c'è invece, e soprattutto, come elemento centrale, il riconoscimento degli accordi sottoscritti. Questo è quello che è più importante, perché quegli accordi erano quello che la FIAT aveva chiesto e ha ottenuto; quegli accordi sono stati validati da un referendum a cui i lavoratori hanno partecipato; la maggioranza dei lavoratori quegli accordi li ha approvati. Nel momento in cui un'Autorità di valore giuridico riconosce la validità di quegli accordi, questo dovrebbe rendere più che sicura la FIAT della esigibilità di quegli accordi e quindi non avere nessuna ragione per non dare corso agli investimenti che quegli accordi prevedono. Come si vede, parole chiare, dette mesi fa, settimane scorse in quest'Aula, dette anche al dottor Marchionne e al dottor Elkann nel colloquio che abbiamo avuto nel mio studio. Dopodiché, sarei lieto di sapere se tutti coloro che hanno colloqui con i dirigenti della FIAT poi rendono conto, come sto rendendo conto io questa sera. Anche di questo bisognerebbe forse interrogarsi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Le comunicazioni del Sindaco sono effettuate. |