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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201103624/002, presentata in data 21 giugno 2011, avente per oggetto: "Eventuali infiltrazioni della malavita organizzata nella politica torinese" e dell'interpellanza n. mecc. 201103628/002, presentata in data 21 giugno 2011, avente per oggetto: "Infiltrazioni della 'ndrangheta nelle recenti elezioni amministrative" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Sindaco. SINDACO Ringrazio naturalmente i Consiglieri interpellanti. Se mi è permesso, volevo solo dire al Consigliere Scanderebech che il fatto che all'interpellanza precedente abbia risposto l'Assessore Lubatti testimonia il nostro impegno, perché di questa questione si è discusso in Giunta con tutti gli Assessori e si è dato mandato all'Assessore Lubatti di coordinare gli interventi. Quindi, non c'è alcuna forma di disimpegno, tutt'altro. È esattamente il contrario. Riguardo a queste due interpellanze che sono state presentate, i dati sono noti. Qualche settimana fa si è conclusa un'operazione, che si è sviluppata per lungo tempo da parte della Magistratura e delle Forze dell'Ordine, la cosiddetta "Operazione Minotauro", nei confronti della criminalità organizzata e, in particolare, della 'ndrangheta calabrese, che ha portato a 191 indagati, 148 persone finite in carcere, 2 persone agli arresti domiciliari e 6 ricercati perché latitanti. La maggior parte dei provvedimenti è stata eseguita a Torino, ma ci sono stati arresti anche a Modena e a Reggio Calabria. I reati che sono stati contestati sono particolarmente gravi e vanno dalla corruzione all'associazione mafiosa, all'associazione a delinquere. Naturalmente, questa inchiesta, data l'ampiezza e la complessità, prosegue e prosegue sotto l'assoluta ed unica responsabilità della Magistratura. Credo che sia una buona regola attendere le conclusioni dell'inchiesta. Ad inchiesta aperta, infatti, nessun potere istituzionale diverso da quello della Magistratura ha il diritto di sostituirsi o, addirittura, di sovrapporsi. Quindi, attendiamo naturalmente fiduciosi le conclusioni di questa inchiesta che ci diranno quale sia la reale consistenza del fenomeno, quali siano le responsabilità individuali accertate e quali, eventualmente, invece, le responsabilità individuali liberate. Certamente la dimensione dell'inchiesta ci mette di fronte ad un fenomeno politicamente inquietante, cioè la tendenza - nota non da oggi, naturalmente - della criminalità organizzata (vuoi sotto la forma della 'ndrangheta calabrese o della camorra napoletana o della mafia siciliana o della Sacra corona unita pugliese) a inquinare la vita politica, amministrativa, sociale ed economica della nostra società e, inquinandola, di trarre lucro e vantaggi con attività criminali ed illegali, contro le quali non ci può che essere da parte di tutti la risposta più ferma e più netta. Naturalmente dove sta la complessità del contrasto a questo fenomeno? Che chi tende ad inquinare l'attività delle Pubbliche Amministrazioni e, più in generale, tende ad inquinare in modo illecito attività lecite per trarne lucro, lo fa in ragione tale da mascherare la propria identità e da essere difficilmente individuato come soggetto di comportamenti illegali. Cito quanto ha dichiarato Gian Antonio Tore (che è uno dei responsabili della Direzione Investigativa Antimafia di Torino e che è uno dei protagonisti, insieme al Procuratore Caselli, di questa inchiesta): "Gli esponenti della 'ndrangheta non hanno scritto in fronte che appartengono alla mafia, e quindi appare particolarmente difficile l'individuazione, a priori, di questi soggetti. L'infiltrazione a Torino e Provincia è essenzialmente economica, quindi non ha bisogno né di conclamata violenza né di conclamata visibilità. Le ditte della 'ndrangheta possono contare sulla disponibilità di capitali che arrivano dal narcotraffico, e quindi possono tranquillamente eludere i circuiti legali e bancari; possono contare su lavoratori in nero, impiegati in orari non documentati, e su una flessibilità che l'impresa che rispetta le leggi non ha. Tutto ciò concorre a dare una particolare redditività a queste aziende, che si propongono nei confronti delle grandi imprese che vincono i grandi appalti a livello nazionale". Mi sembra una radiografia molto puntuale, da parte di uno dei principali investigatori, sul fenomeno e sulla complessità di individuare e smascherare tempestivamente, prima ancora che si manifesti un'attività illegale. Questo non significa, naturalmente, che si debba ridurre l'azione di contrasto. Al contrario, proprio la capacità di mimetizzarsi di questi inquinamenti illegali nell'attività e nella vita di tutti i giorni impone di raddoppiare le misure di contrasto, di vigilanza e di prevenzione. Ed io credo che da parte delle Istituzioni non ci possa che essere un impegno assolutamente determinato. Nelle linee programmatiche che il Consiglio Comunale sta discutendo ci sono indicazioni molto precise: contrasto ad ogni forma di illegalità individuale o organizzata; un impegno per l'emersione del lavoro nero (che, come abbiamo visto, è una delle modalità con cui la 'ndrangheta si garantisce delle condizioni di competitività maggiori rispetto ad un'impresa regolare e legale) e del lavoro sommerso; il rispetto delle norme in materia di contratti, di tutele e di sicurezza del lavoro; la trasparenza assoluta in tutte le procedure amministrative e la loro imparzialità; il merito, come criterio principale, nelle procedure di assunzione e la trasparenza delle modalità concorsuali; l'adozione di procedure di appalto che evitino gli abusi nelle offerte al massimo ribasso; la lotta ad ogni forma di contraffazione e ad ogni forma di abusivismo. Queste sono, insieme ad altre misure che si possono assumere, le modalità con cui un'Istituzione come l'Amministrazione Comunale può concorrere, insieme all'impegno di altre Istituzioni, in primo luogo Magistratura e Forze dell'Ordine, a combattere ogni forma di illegalità e di inquinamento da parte dell'illegalità organizzata della vita della nostra società. Su questo, come io ho dichiarato nelle ore successive all'annuncio dell'inchiesta "Minotauro", l'impegno dell'Amministrazione Comunale sarà costante. Naturalmente analogo impegno deve essere richiesto a tutti i soggetti politici; non soltanto alle Istituzioni, ma anche ai partiti e a ogni organizzazione che abbia una funzione nella società, perché si mettano in campo tutte le iniziative e tutte le misure di tutela, di prevenzione, di monitoraggio e di vigilanza. Penso che questa sia una responsabilità che tutti i partiti devono sentire. Io mi appello anche alla sensibilità delle forze politiche, perché si uniscano all'impegno dell'Istituzione comunale contro ogni forma di inquinamento della vita politica, amministrativa, sociale ed economica della città. Credo che le recenti elezioni amministrative e le precedenti primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alle elezioni non abbiano sofferto significativamente di questo inquinamento, anche se dalle inchieste appare che ci fosse qualcuno che aveva in animo di farlo. Penso che 53.000 persone che hanno partecipato alle primarie siano sufficiente garanzia di trasparenza di un passaggio di consultazione democratica, al riparo da qualsiasi tentativo di inquinamento; così come penso che il 65% dei cittadini torinesi che si è recato alle urne nelle elezioni amministrative sia sufficiente elemento di garanzia e di trasparenza democratica. Il che non significa però non essere, tutti noi in solido, consapevoli dei rischi che sempre ci sono e della necessità di mettere in campo tutte le iniziative possibili e necessarie per evitare qualsiasi forma o anche solo tentativo di inquinare la vita politica e amministrativa della città. Su questo penso che ci sia un impegno pieno dell'Amministrazione Comunale, ma sono sicuro che ci sia anche una convergenza di tutte le forze politiche del Consiglio Comunale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ringrazio il Sindaco per la risposta. Insieme al Consigliere Carossa, abbiamo presentato questa interpellanza soprattutto per sentire dal Sindaco una cosa, secondo me, molto importante per recuperare la dignità della politica, cioè che il principio di innocenza vale per tutti; cioè non vale solo la lettera di qualche famoso personaggio politico su "La Stampa" che giustifica e assolve, sostanzialmente, una parte. Noi chiediamo formalmente al Sindaco che il principio di innocenza valga anche per coloro che non sono i rappresentanti della sua parte politica. Quindi, lo dico con grande franchezza, così come non basta una telefonata per il Sindaco, non basta una telefonata o una fotografia neanche per noi. Sulle linee programmatiche sicuramente daremo dei suggerimenti, ad esempio sul tema degli appalti, citato dal Sindaco. Ne vogliamo sottolineare soltanto due: primo, le offerte palesemente incongrue, che sono assolutamente importanti da valutare; secondo (una cosa che il Sindaco non ha citato, ma che suggerisco perché, a mio giudizio, sarebbe importante), il turnover dei dirigenti che occupano quella posizione da almeno 5 anni, perché credo che sia un elemento di trasparenza e di assoluto valore. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Non c'è molto da dire su questa interpellanza, se non che noi avevamo chiesto le comunicazioni del Sindaco. Non è colpa del Sindaco la mancanza delle comunicazioni; noi siamo stati costretti a modificare la richiesta di comunicazioni in interpellanza proprio per poter parlare di questo tema, anche se brevemente. Ritengo e riteniamo che sarebbe stato molto più importante per il Consiglio Comunale aprire un dibattito su questo problema, che comunque a Torino esiste e lo sta dimostrando l'inchiesta "Minotauro". Nessuno vuole sostituirsi alla magistratura, assolutamente, né ora e né mai. Ognuno ha il proprio ruolo; chi è eletto deve cercare di fare al meglio la politica per i cittadini, chi fa il magistrato deve fare al meglio il magistrato. Tanto meno nessuno vuole condannare nessuno. Nessuno di noi ha mai detto che le primarie sono state inquinate da alcuni voti sollecitati da qualcuno che adesso è in carcere; però (e ritorno alla prima questione), proprio perché riteniamo che il tessuto della città di Torino sia fondamentalmente sano, pensiamo che fosse doverosa, Sindaco, una discussione più ampia, che coinvolgesse tutte le diverse sensibilità del Consiglio Comunale. Tuttavia ringrazio il Sindaco, anche perché ritengo che questa discussione sia meglio di niente. Può darsi che ritorneremo su questo argomento; spero non troppo presto, perché vorrei veramente, da cittadino torinese, prima che da Consigliere Comunale, che la magistratura risolvesse tutte quante le problematiche e chiarisse tutte quante le posizioni. È chiaro che alla fine di questa indagine dovremo, quantomeno a livello politico, ritornare per trarre adeguate considerazioni in merito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Noi abbiamo presentato questa interpellanza apparentemente simile a quella dei colleghi del PDL e della Lega, ma partendo da un approccio diametralmente opposto. Ringrazio il Sindaco per la risposta e ovviamente nessuno contesta la validità delle primarie e del risultato delle elezioni amministrative; per cui se ci sono stati dei voti manipolati in questo senso, cosa che accerterà la magistratura, sicuramente non sono stati in quantità tali da cambiare l'esito delle elezioni. Questo non lo mette nessuno in dubbio. Devo dire che non siamo molti soddisfatti, perché la sua riposta è stata concentrata essenzialmente sulle infiltrazioni della 'ndrangheta negli appalti e nei lavori pubblici, che è sicuramente un tema molto importante, ma forse non era il tema che noi volevamo sollevare con la nostra interpellanza; nel senso che a noi interessava maggiormente capire, in questi episodi di commistione tra la criminalità organizzata ed alcuni esponenti politici, come si ponesse il Sindaco e quali misure avesse intenzione di mettere in piedi affinché le cose non si ripetano. Per cui è vero che, dal punto di vista giudiziario, bisogna attendere la fine dell'inchiesta e, quindi, per quanto riguarda la valutazione dei reati, sarà poi la Magistratura, con i suoi tempi, a provvedere. È vero, però, che ci sono dei comportamenti, emersi sui giornali e non smentiti, anzi confermati anche dai diretti interessati, che probabilmente non hanno rilevanza penale di alcun genere, ma che hanno una forte rilevanza politica ed etica. Quindi, credo che la politica non debba occuparsi soltanto di ciò che è reato, perché questo è il compito della Magistratura, ma anche di comportamenti che magari, appunto, pur non costituendo reato, però sono assolutamente inappropriati per una persona che riveste cariche istituzionali o, comunque, ruoli politici di alto livello. Per questo motivo, non siamo soddisfatti, così come non siamo soddisfatti della sua mancata trattazione della proposta di una Commissione d'Indagine Antimafia, che è una proposta che non abbiamo inventato da un giorno all'altro per fare bella figura, ma che, addirittura, è stata dichiarata essere il primo atto della nuova Amministrazione di Milano, da parte del Sindaco Pisapia. Quindi, se a Milano si pongono come prima priorità dell'intera Amministrazione la creazione di una Commissione di questo genere, per indagare su quello che è successo, penso che anche Torino, perlomeno, possa porsi il problema. La Commissione, peraltro, è già stata sperimentata in altre città e in altre province del Nord Italia. Quindi, su questo tema auspichiamo che se ne possa parlare e che si torni a valutare tutti insieme che cosa si può fare. In realtà, sul tema della commistione con la politica attendiamo - forse più dal suo partito che da lei - di capire quali sono i ragionamenti che sono stati fatti dopo quello che è uscito sui giornali, perché, pochi giorni dopo l'uscita dell'indagine, è stato per primo il Procuratore Caselli, viste le prime reazioni della politica, a dire: "Attenzione, è importante che la politica non si autoassolva". Noi vorremmo che questa non diventasse un'autoassoluzione da parte della politica o uno scaricare il problema soltanto sulla parte della gestione degli appalti. Crediamo che ci sia un problema significativo di relazioni politiche e vorremo che, prima o poi, discutesse di questo il Consiglio Comunale, anche con proposte concrete della sua Amministrazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, al Sindaco. SINDACO Intanto, ringrazio i Consiglieri che sono intervenuti. Per quanto riguarda la questione posta dal Consigliere Tronzano - che mi trova assolutamente sensibile, come, credo, qualsiasi persona che ispiri i propri comportamenti alle regole della nostra convivenza civile e democratica -, è chiaro che la presunzione di innocenza vale per tutti i cittadini che siano oggetto di una qualsiasi forma di indagine da parte della Magistratura. Fino a sentenza passata in giudicato nessun imputato o indagato è da ritenersi colpevole, tanto più in questo caso visto che siamo in una fase assolutamente preliminare dell'inchiesta e gli stessi inquirenti hanno dichiarato che l'indagine stessa permetterà di appurare chi eventualmente abbia avuto responsabilità effettive e chi invece no. Per quanto riguarda le proposte che ha avanzato il Consigliere Tronzano, sono proposte naturalmente che io assumo e saranno oggetto di considerazione. Quanto al garantire che, in procedure di appalti o comunque di concorsi per la fornitura di beni e servizi, si valuti sempre la congruità delle offerte e si adottino procedure che possano evitare abusi, che sono conclamatamente non giustificati dal punto di vista delle regole del mercato, sono d'accordo, è scritto anche nelle mie dichiarazioni programmatiche. Quanto alla questione del turnover dei dirigenti, si tratta di una questione - ne capisco il senso - che, però, va messa in relazione con le normative di legge e contrattuali che regolano i rapporti di lavoro tra un Comune ed i suoi dirigenti ed i suoi dipendenti. Al Consigliere Bertola voglio dire che convengo sull'assoluta necessità che le risultanze dell'indagine non vengano sottovalutate dal punto di vista politico, prima ancora che sotto il profilo dell'inchiesta in sé. Condivido l'esortazione che ha fatto il Procuratore Caselli a non sottovalutare o sottostimare la pericolosità di questa attività di inquinamento e, dunque, il suo invito alla politica a non mettersi in un atteggiamento difensivo. Sarebbe errato, anche perché tutti noi per primi abbiamo interesse ad avere invece un'azione che contrasti in modo chiaro qualsiasi forma di inquinamento, la smascheri e la impedisca. Quindi, condivido totalmente questa sollecitazione. Quanto ad una Commissione di Indagine Antimafia, non ho obiezioni allo strumento, ma penso che, nel momento in cui c'è un'inchiesta giudiziaria aperta così complessa, sia rischiosa un'iniziativa di carattere politico-istituzionale, che obiettivamente, al di là delle volontà, può sovrapporsi con l'indagine. Probabilmente, ad indagine chiusa, si potrà riprendere la proposta del Consigliere Bertola, non avendo più il rischio di una commistione o sovrapposizione, che può essere inopportuna. Colgo l'occasione per dire - ma non è riferito soltanto a questi fatti, però, contingentemente la temporalità viene a cadere in modo opportuno - che mi è stato comunicato dalla Presidenza della Commissione Nazionale Antimafia che la Commissione ha programmato una serie di sue visite nelle principali città italiane e che dal 25 al 29 luglio la Commissione sarà in visita a Torino ed avrà l'occasione di avere incontri con le diverse espressioni politiche ed istituzionali della nostra Città; quella potrà essere un'occasione per approfondire i temi discussi questa sera. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Le interpellanze sono discusse. |