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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo congiuntamente l'interpellanza n. mecc. 201103629/002, presentata in data 21 giugno 2011, avente per oggetto: \\\"Innalzamento della falda nel quartiere Falchera e danni alle abitazioni\\\" e l'interpellanza n. mecc. 201103711/002, presentata in data 27 giugno 2011, avente per oggetto: \\\"Falchera sotto l'acqua: cosa si aspetta a sanare la situazione?\\\" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Il tema della \"falda Falchera\" è particolarmente delicato, quindi ci tengo intanto a ringraziare anche gli interpellanti che hanno voluto da subito sollevare questa problematica, dando la possibilità all'Amministrazione di informare il Consiglio Comunale su quelle che sono le attività in corso per affrontare una tematica così delicata e così sentita anche dalla cittadinanza. Il tema della \"falda Falchera\", purtroppo, non comincia con questa Amministrazione, ma è stato immediatamente oggetto di attenzione da parte della nuova Giunta insediatasi qualche settimana fa, perché le segnalazioni che arrivano ai Consiglieri Comunali - e ne è prova l'immediata interpellanza -, ma anche direttamente all'Amministrazione (tramite l'Assessorato, l'URP e gli Uffici del Sindaco), sono tante e sono anche sostanziali, nel senso che il problema esiste ed è sentito dalla cittadinanza, perché è un problema invasivo dal punto di vista della qualità della vita dei cittadini. Se la Presidenza è d'accordo, discuterei congiuntamente le due interpellanze; anche gli interpellanti mi fanno cenno che sono d'accordo, quindi proverei a rispondere alle domande che sono state fatte in maniera puntuale con qualche risposta altrettanto puntuale, con un cappello introduttivo che è dovuto rispetto alla nuova Amministrazione e al nuovo insediamento. Intanto, il problema \"falda Falchera\" è un problema strutturale e riconosciuto dalla cittadinanza ormai da moltissimi anni. Ne è prova il fatto che alcune abitazioni di quella zona hanno già, all'interno della propria struttura, delle pompe che, in qualche maniera, servivano prima ancora che si realizzassero gli intervento da parte della Città (quindi, sia prima dell'intervento dell'interramento della Linea 4 e prima ancora della costruzione del sottopasso di RFI - allora Ferrovie dello Stato - che, come sapete, attraversa quella parte di città). Sostanzialmente, si ponevano il tema di come risolvere il problema della presenza di acqua in particolare all'interno del vano di fine corsa dell'ascensore, che è il vano più profondo all'interno delle strutture delle abitazioni, quindi quello immediatamente passibile di una presenza di acqua nel momento in cui la falda si alza. La presenza della falda è già stata oggetto di uno studio da parte della Città, che aveva consegnato al professor Anselmo negli anni scorsi, e che ha confermato la presenza di una falda importante in quella parte della città che si innalza tutte le volte che le precipitazioni vanno leggermente sopra la media, interessando a cerchi concentrici una parte sempre più importante della città. Vi segnalo, tra l'altro, che oggi noi la chiamiamo impropriamente \"falda Falchera\", ma sapete - perché ne ho parlato al telefono con alcuni interpellanti - che il tema si sta allargando anche alla zona del Villaretto, che è un po' più lontano rispetto alla centralità del quartiere Falchera. Il Consiglio Comunale già nello scorso mandato aveva analizzato il problema ed aveva provato a ragionare su quali possibili soluzioni mettere in campo per risolverlo. Segnalo che una delle domande puntuali che raccolgo, alla quale voglio dare una risposta, ci chiede, come Amministrazione, chi deve occuparsi del tema. Il tema, essendo particolarmente gravoso e particolarmente strutturale dal punto di vista della presenza di questa falda, va affrontato in concerto con le altre Istituzioni, tant'è che già nello scorso mandato il tavolo attivato non era soltanto di Circoscrizione e Comune, ma vedeva la presenza della Provincia di Torino, della Regione Piemonte, di GTT e di RFI, cioè di tutti quei soggetti che, in qualche maniera, avevano un interesse legittimo sull'area. Ovviamente, nei giorni scorsi ho ancora sentito le Circoscrizioni e una delegazione della Circoscrizione ha già incontrato anche il Sindaco su questo tema, proprio per segnalare la tematica e l'esigenza di una soluzione pronta al problema. Ovviamente, le Circoscrizioni interessate, sia dello scorso mandato che in questo mandato, sono tempestate di carteggio (che, se volete, è a disposizione), di interrogazioni e di lettere che cercavano informazioni a sponda tra il Comune di Torino e la Circoscrizione stessa, ma anche con la Provincia di Torino e con la Regione Piemonte. Nell'interpellanza viene chiesto: \"A che punto siamo?\", e credo che sia il cuore del problema. Il problema, visto che non riguarda soltanto direttamente il Comune di Torino - o meglio, la soluzione non può immaginare di avere come protagonista soltanto il Comune di Torino -, è stato affrontato, come dicevo, da un tavolo di co-gestione della tematica, che ha dato vita anche ad un protocollo di intesa tra i vari soggetti, che, sostanzialmente, va nella direzione di dare vita ad uno studio approfondito, vero, aggiornato alle nuove esigenze e alle nuove problematiche. Le chiamo volutamente \"nuove esigenze\" e \"nuove problematiche\", perché vi chiederei di valutare il risultato, cioè il problema come il combinato disposto di \"n\" elementi; vi chiederei di non fare l'errore di immaginare soltanto una causa a questo tema, ma è un insieme di concause che, purtroppo, ha creato questa situazione e la sta aggravando. È possibile che gli interventi fatti su quel territorio rappresentino una concausa; ci sono altre concause che non sono state citate nelle interpellanze - ma che è mia cura segnalare in questa risposta -, che, in qualche maniera, hanno contribuito a far convogliare lì una quantità di acqua sufficiente per far rinascere il problema. Una di queste concause è, di certo, la presenza di alcuni grandi insediamenti industriali, che facevano un utilizzo industriale dell'acqua prelevata dalla falda e che oggi non sono più in attività. Quindi, sicuramente la mole di acqua che non viene più tirata dal sottosuolo dalle imprese e dai grandi insediamenti industriali che c'erano in quell'area rappresenta oggi una concausa. Da questo punto di vista, noi stiamo mettendo a disposizione del protocollo di intesa, quindi di questo tavolo di Enti, una possibile soluzione, cioè una fase di studio approfondito che ci permetta di capire quali sono tutte le concause, per avere una situazione chiara anche di quella che è la prospettiva, perché, se altre imprese smetteranno di utilizzare quelle acque e quelle pompe per utilizzo industriale, il problema rischierà di aggravarsi. Quindi, fare uno studio anche che abbia un minimo di prospettiva. Come partecipa la Città a questo studio? Il protocollo di intesa non è ancora stato sottoscritto da tutti i soggetti, perché, mentre era molto chiaro l'obiettivo del tavolo, non era ancora chiarissimo qual era il ruolo che ogni singolo soggetto doveva avere. Rispondendo, però, agli interpellanti, penso che le cose che ho appena raccontato siano testimonianza del fatto che è ben chiaro che il problema esiste e che è ben chiaro che il problema va risolto. Nel dividere, però, quelle che sono le competenze tra Comune, Provincia e Regione, il protocollo di intesa troverà una soluzione finale, credo e spero nelle prossime settimane; c'è già una riunione convocata, anche di un tavolo allargato a tutti i soggetti, per poter chiudere definitivamente anche il titolo \"chi fa che cosa\", che non è banale e non è scontato nel momento in cui si affronta un problema di questo genere. C'è un tema di rapporto con la cittadinanza, che passa all'interno del Consiglio Comunale, tramite le interpellanze e le interrogazioni (quindi troverete in me tutta la disponibilità a dare sia le informazioni ufficiali sia quelle ufficiose sul prosieguo dei lavori), e della Circoscrizione, quindi voglio informare il Consiglio Comunale, in caso ancora non lo sapesse, che nelle prossime settimane - non ho ancora una data precisa perché si sta ancora decidendo - è stato richiesto un Consiglio Circoscrizionale aperto su questo tema, da due Gruppi Consiliari, e quindi la Presidenza della Circoscrizione ha l'obbligo, entro 30 giorni dalla data di richiesta, di convocare formalmente questo Consiglio di Circoscrizione. Ovviamente, se non avete informazioni ufficiose, sarà mia cura girare l'informazione della convocazione del Consiglio, in maniera tale che anche i Consiglieri Comunali interessati possano essere presenti. Ci tengo ancora a sottolineare che, anche dal punto di vista della nostra Giunta, questo tema non è affrontato da un Assessorato unico, perché la tematica è piuttosto complessa e riguarda sia, ovviamente, le deleghe che fanno capo al sottoscritto, ma anche le deleghe che sono in capo all'Assessore Lavolta ed all'Assessore Curti, con i quali c'è già un ragionamento in corso. Dopo la riunione del Sindaco, abbiamo discusso di questo tema in Giunta, in maniera tale da aprire un coordinamento interno alla Giunta affinché ci possa essere, come posso dire, un'informazione in tempo reale sulle cose che procedono. Prova di quello che ho appena detto è il fatto che al Consiglio Circoscrizionale aperto, molto probabilmente, parteciperanno tutti gli Assessorati interessati, quindi non soltanto il sottoscritto con le deleghe che mi sono state assegnate. La conclusione: che cosa faremo e che cosa possiamo fare. Su questo tema il rischio vero è quello della strumentalizzazione nella proposta di soluzioni fantasmagoriche, ma poco realizzabili. Quindi, io sarei per un atteggiamento prudenziale nei confronti della cittadinanza, perché il tema è davvero molto complesso. Allora, la Città parteciperà al tavolo interistituzionale e al sostegno economico, quindi dando un sostegno economico preciso alla realizzazione di questo studio, che diventerà la vera base tecnica sulla quale noi potremmo provare a proporre delle soluzioni. Sarebbe inutile immaginare delle soluzioni fantasmagoriche, proponendo e soprattutto promettendo soluzioni ai cittadini, quando poi, invece, non abbiamo una base tecnica alle spalle. Quindi, la volontà di questa Amministrazione è di partecipare con 10.000 Euro (che è la cifra già concordata) al Protocollo di Intesa ed alla realizzazione di questo studio; una volta realizzato lo studio, e quindi certificate anche dal punto di vista tecnico quelle che sono le cause, le concause e le possibili soluzioni, immaginare - e chiederei mandato al Consiglio Comunale - di lavorare a quel tavolo interistituzionale affinché il più presto possibile si mettano le basi in campo per poter risolvere il problema. Ultimo accenno. In riferimento a questo problema, esiste una buona quantità di carteggio, di scambio di informazioni e di verbali. Nelle scorse ore, ho provato a cercare anche i singoli verbali dei Vigili del Fuoco (quando e come sono intervenuti, come hanno relazionato l'intervento). Dovete sapere che già da una quindicina di anni c'è carteggio presente su questo tema, che, quindi, è andato via via aggravandosi, ma la presenza del problema \"falda Falchera\" è a conoscenza sia dei cittadini sia delle organizzazioni di intervento che negli anni sono intervenute in questo caso. Segnalo, inoltre, che la stessa ARPA nella stessa deliberazione comunale che dava il via all'opera di sottopasso costruito da GTT, in qualche maniera, riportava già la problematica della falda e, in qualche misura, aveva già messo un po' le mani avanti, segnalando che questa tematica era da tenere in considerazione a livello interistituzionale (quindi, con la presenza delle altre Istituzioni). Ho provato ad annotarmi tutte quelle che erano le domande dell'interpellanza e spero di aver risposto a tutte (quindi, il coordinamento del tavolo, la verifica della fase di esecuzione dei lavori). La gestione del tempo negli interventi, come al solito, non è indifferente e sarà il primo punto che noi proporremo di certificare e di mettere nero su bianco anche al tavolo interistituzionale, perché da lì in qualche maniera si parte. La presenza al Consiglio di Circoscrizione aperto è doverosa, ma è anche un atto di volontà politica rispetto alla volontà di seguire in prima persona questo problema; in qualche misura, proveremo a raccontare quanto vi ho già raccontato fino ad ora, ascoltando i suggerimenti e le proposte che, eventualmente, arriveranno dal territorio. I cittadini sono particolarmente attenti a questo problema e lo è anche l'opinione pubblica. Ripeto, la linea che propongo di seguire alla nostra Amministrazione e che la nostra Amministrazione propone al Consiglio Comunale è una linea prudenziale, ma pragmatica, fatta di step successivi, con i quali noi proviamo ad affrontare questo problema. Sarebbe inutile e anche poco credibile arrivare qui in Consiglio Comunale e dire che questo è un problema che si risolve nel giro di qualche settimana. Questo è un problema strutturale importante, tra l'altro, aggravato da alcune concause che ho provato a raccontare e sulle quali la Città può fare un pezzo del proprio lavoro, ma non potrà fare tutto insieme. Il contatto con l'Assessore Ronco, che è l'Assessore della Provincia di Torino, che segue il tema, e con l'Assessore Bonino, che è l'Assessore della Regione, che segue questo tema, è settimanale. Immagino che saranno presenti anche loro al Consiglio Circoscrizionale aperto. Quindi, da qui incomincia una nuova seconda fase, chiamiamola così, del problema \"falda Falchera\", al quale evidentemente proveremo a dare soluzioni nelle prossime settimane. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore per l'esposizione anche piuttosto articolata e dettagliata di tutta la situazione che, ritengo, sia importante che l'intero Consiglio Comunale apprenda. Molti di voi, probabilmente, lo sapranno già, perché, come diceva l'Assessore, non è una questione nata adesso. È importante ricordare che in questo quartiere ci sono ancora parecchi cittadini che hanno questo problema gravissimo, perché, a parte i rischi per la stabilità degli edifici (che io non sono in grado di valutare, ma che, protraendosi l'allagamento nelle fondamenta per anni, prima o poi salteranno fuori), la vivibilità delle case che queste persone si sono acquistate con grande sacrificio, ovviamente, ne è seriamente compromessa, per non parlare di persone con difficoltà di mobilità che restano chiuse in casa per la mancanza dell'ascensore e così via. Addirittura, in questo fine settimana, oltre a venir giù piogge in quantità straordinarie (ma che, secondo me, ormai non sono più straordinarie, nel senso che il nostro clima anche sta cambiando e, forse, questi eventi saranno da considerare ordinari) è saltata anche la luce e, di conseguenza, non funzionavano nemmeno le pompe, quindi queste persone sono rimaste senza luce, con l'acqua che saliva e nessun modo di toglierla dalle cantine. Quindi, la situazione è estremamente grave. Io posso dichiararmi soddisfatto per la sua risposta, ma non posso dichiararmi soddisfatto dalle soluzioni, nel senso che nessuno potrà essere soddisfatto finché il problema non sarà risolto. Quindi, sono contento di apprendere che avete in mente di fare un altro piano, un altro studio; apprezzo la complessità del problema, vi concedo senza problemi che è un insieme di concause che determinano la cosa, che questo fenomeno di innalzamento delle falde, peraltro, in altre città, come Milano, avviene da molto più tempo e, quindi, non è sicuramente né solo un problema torinese né un problema soltanto di quel punto lì, però è indubbio - basta parlare con chiunque abiti nella zona - che la situazione si è aggravata da quando è stato costruito questo maledetto tunnel della Linea 4 e anche su questo punto sarebbe gradita una presa di responsabilità di chi ha partecipato alla realizzazione di questo progetto, senza girarci tanto intorno. La vera soddisfazione ci sarà quando vedremo un piano di intervento finanziato, perché vanno bene i 10.000 Euro per fare il piano, però, forse, ci vorrà qualcosa di più anche per poi fare l'intervento. Speriamo che non ci si mettano i soldi... cioè, sarebbe una beffa se ci fossero i soldi per fare l'ennesimo pezzo di carta e poi non ci fossero i soldi per fare l'intervento. Quindi, spero di cogliere nelle sue parole anche un impegno poi a trovare i finanziamenti per fare effettivamente il lavoro. Capisco, purtroppo, che per quest'anno non se ne parla, però spero che questo sia veramente l'ultimo anno, perché queste persone sono veramente stufe della situazione, e credo che la Città debba veramente occuparsi di questo problema e smettere di girarci intorno. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Ringrazio l'Assessore facendogli i complimenti perché è un grande oratore e immagino che il Sindaco Fassino non poteva non circondarsi di grandi oratori al seguito. Mi dispiace non vedere presenti in Aula gli altri Assessori competenti che lei prima citava, l'Assessore Lavolta e l'Assessore Curti; da questo già si delinea, credo, la non voglia di istituire un po' di concertazione, così come invece si spera. È da 8 anni che questo problema va avanti, non è un problema nuovo; questi cittadini, che sono persone che hanno situazioni di difficoltà economica e anche fisica (perché ci sono parecchi disabili in quelle strutture), devono essere ascoltati e questo problema va affrontato con tutta la dovuta serietà. Io le chiedo ancora: il tavolo interistituzionale si è preso una tempistica? Ogni quanto si raduna? Queste informazioni non sono emerse dalla sua esposizione. Inoltre, in quale maniera possono essere realmente informati i cittadini? Perché, oggi, ne discutiamo qui in Consiglio Comunale (perché abbiamo presentato queste due interpellanze), però, a mio avviso, i cittadini che vivono lì nel luogo non vengono informati di quanto accade. Quindi, io la pregherei di informare, tramite una sua lettera, i residenti della zona su che cosa sta capitando, perché questi cittadini vengono a sapere che cosa ne è della loro zona tramite annunci slogan sui giornali, ma non lo vengono a sapere tramite le Istituzioni. In un momento in cui c'è una crisi economica, sociale e le persone non credono più alle Istituzioni, penso che un suo gesto concreto, tramite, ad esempio, un'informativa diretta ai residenti, sia importante. Inoltre, mi chiedevo: siamo in una situazione di emergenza nubifragi e non mi sembra sia stata prevista qualche proposta emergenziale, anche solo momentanea, per affrontare il problema. Inoltre, Assessore, io mi chiedo a che cosa serva un Consiglio Circoscrizionale se le competenze non sono della Circoscrizione, ma sono, come lei diceva, della Circoscrizione, del Comune, della Regione, della Provincia, di GTT, di RFI e chi più ne ha più ne metta. A questo punto, allora, tramite un Consiglio di Circoscrizione non si fa altro che far vedere ai cittadini che non si vuole affrontare nuovamente il problema. Allora, o in quel Consiglio Circoscrizionale vengono convocati tutti gli Enti che hanno competenze in merito, oppure - scusate - anche questo è uno spreco dei costi della politica. Inoltre, vorrei chiedere: dove verranno prese le risorse per affrontare questo problema? I cittadini della zona, che, ripeto, hanno difficoltà economiche e non solo, dovranno mettere delle risorse proprie, private, per affrontare la situazione? Io mi auguro di no, perché questa è una zona che è stata costruita anni fa ed è una zona, già si sapeva a priori, adibita ad emergenza abitativa. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola all'Assessore Lubatti, per una breve replica. LUBATTI Claudio (Assessore) Prendiamo un po' le misure anche rispetto alle regole del gioco, quindi, secondo me, è utile, in questo caso, dare ancora un'informazione, che non vuole essere una controrisposta, ma è a completezza delle informazioni. Mi sembra interessante l'idea di fare qualche informativa della Città rispetto ai cittadini (vedremo poi la forma, se la lettera piuttosto che il volantino, piuttosto che dare qualche informazione ai cittadini). Io ho interpretato in questo modo la mia presenza al Consiglio di Circoscrizione, cioè non era la volontà di scaricare il problema rispetto ad un Ente che non ha la competenza diretta, ma era proprio nella direzione che il Consigliere Scanderebech richiamava, cioè quella volontà di partecipare alla vita del territorio e, in particolare, ad andare sul territorio a dare qualche informazione. Segnalo che c'è già stata un'assemblea aperta sul territorio, non istituzionale, che - mi dicono - ha visto la presenza di quasi 500 persone. Quindi, quel tema è sentito. Nel momento in cui viene convocato un Consiglio di Circoscrizione aperto, credo che sia non solo opportuna, ma doverosa la presenza dell'Amministrazione Comunale, non per scaricare una competenza, ma per dare qualche informazione in più. Riguardo, invece, alla presenza degli Assessori - a parte che l'Assessore Curti era già presente in Aula -, la volontà dell'Amministrazione, con l'obiettivo dell'efficacia e dell'efficienza, è di creare un coordinamento che avrò l'onore e l'onere di costruire in termini di informazione, quindi è per questo motivo che è stata immaginata una risposta alle interpellanze ad una voce soltanto, in maniera tale da dare immediata risposta ed immediata presenza sul tema. Quindi, benissimo lo stimolo sull'informativa ai residenti, dobbiamo solo trovare lo strumento più utile. La presenza delle altre Istituzioni al Consiglio Circoscrizionale aperto è auspicata, ma, purtroppo, non spetta all'Assessorato fare la convocazione, ma alla Presidenza di Circoscrizione, che, quindi, individuerà quali Enti invitare. Per quanto mi riguarda, la presenza degli altri Enti sarà soltanto un vantaggio, perché sarà una prima riunione informale del tavolo, mettiamola così. |