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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ci sono state delle richieste di comunicazioni da parte del Sindaco. La prima era stata fatta la scorsa settimana sul doppio incarico dell'Assessore Braccialarghe. La parola al Sindaco. SINDACO Rispondo volentieri alla richiesta di comunicazioni fatta dai Consiglieri Carossa, Ricca e Carbonero. Come tutti i Consiglieri sanno, Torino ha fatto un forte investimento nelle politiche culturali e possiamo ben dire che la cultura è uno dei profili forti della nuova identità che la città è venuta assumendo in questi anni. Penso, quindi, che quel forte investimento nelle politiche culturali debba essere confermato e consolidato, come avrò modo di dire tra poco illustrando le linee programmatiche del governo della Città dal 2011 al 2016. Proprio in virtù di questo assunto, nel momento in cui ho costituito la Giunta, mi sono proposto di garantire che a guidare le politiche culturali della città fosse chiamata una personalità forte che, per profilo umano, professionale e culturale, fosse in grado di esprimere continuità al successo conseguito dalle politiche attuate dall'Assessore Fiorenzo Alfieri. Per questo, la mia scelta si è orientata sulla persona del dottor Braccialarghe che, per esperienza maturata nel campo della comunicazione e della cultura, esprime certamente competenza, capacità, sistema di relazioni e professionalità che consentono di dare alla Città un Assessore autorevole e forte. D'altra parte, il riscontro positivo, che immediatamente ho potuto constatare nei mondi che afferiscono più immediatamente al campo della cultura, conferma la giustezza di questa scelta. Nel momento in cui ho chiesto al dottor Braccialarghe di assumere l'incarico di Assessore alla Cultura, mi sono rivolto ad una personalità di società civile non direttamente impegnata nella politica e penso che ogni volta che ci si rivolge ad una persona di società civile occorra coerentemente anche garantire che il rapporto con la società non si interrompa e, anzi, possa mantenersi. Chiedere ad una persona che non appartiene al mondo della politica a tempo pieno di assumere un incarico di Assessore e, al tempo stesso, imporle di recidere ogni qualsiasi legame con il mondo a cui appartiene è una contraddizione. Penso che abbia un senso avere Assessori che, provenendo dalla società civile, possono assolvere bene alla propria funzione, mantenendo tuttavia rapporti e relazioni con il mondo da cui provengono. Questo vale per il dottor Braccialarghe e più in generale come criterio che può applicarsi anche ad altre persone. Il dottor Braccialarghe ha ritenuto di accogliere la proposta che gli ho avanzato riorganizzando la propria attività professionale, ossia chiedendo alla RAI, di cui era dirigente del Centro di produzione di Torino, di modificare il suo rapporto di lavoro, spostandosi ad un'attività di direzione diversa, essenzialmente di tipo amministrativo, ossia di Direttore aggiunto alle attività relative agli abbonamenti, funzione che non ha nessuna particolare relazione o interferenza con le attività culturali. Sulla base di questa opzione che l'azienda gli ha riconosciuto, il dottor Braccialarghe ha ritenuto di dover accettare l'incarico di Assessore che gli ho proposto, mantenendo un impegno part-time nell'azienda e dedicando tutto il tempo restante all'attività di Assessore alla Cultura. Mi pare che tale soluzione consenta al dottor Braccialarghe di continuare a mantenere il suo rapporto di lavoro e professionale con l'azienda in cui per tantissimi anni ha esercitato la propria attività, assolvendo, tra l'altro, a incarichi direttivi di primaria importanza e, al tempo stesso, di poter adempiere in modo soddisfacente ed esauriente alla funzione di Assessore alla Cultura. Ho constatato di persona che, in queste prime settimane di attività della Giunta, il dottor Braccialarghe ha già potuto esercitare pienamente la sua funzione di Assessore, stabilendo relazioni con tutti gli ambiti che afferiscono alle competenze del suo Assessorato, ed ho potuto riscontrare l'assoluto gradimento di tutti i mondi con cui l'Assessore è entrato in contatto. Mi pare, quindi, che l'assetto scelto corrisponda sia alle esigenze della città che alle scelte di vita professionale dell'Assessore Braccialarghe. Poiché la richiesta di comunicazioni fa riferimento anche ad una richiesta di informazioni circa la mia decisione di rimettere il mandato parlamentare, confermo - e lo dirò anche tra poco - quello che ho sempre detto: non intendo esercitare alcun doppio mandato, intendo dedicare tutte le mie energie alla Città e, come ho scritto all'indomani della mia proclamazione in un articolo su \"La Stampa\", mi dimetterò non appena verranno espletati tutti i passaggi istituzionali che consentiranno alla Consiliatura di entrare nella pienezza della sua attività. I passaggi istituzionali necessari affinché la Consiliatura entri nella pienezza del suo esercizio sono quattro: la proclamazione del Sindaco (ed è avvenuta), la formazione della nuova Giunta (ed è avvenuta), l'insediamento del Consiglio (ed è avvenuto) e la presentazione al Consiglio Comunale delle linee programmatiche e la loro adozione da parte del Consiglio Comunale, che è l'atto che eserciteremo questa sera. Dal che si evince che, espletato quest'ultimo atto, rimetterò - come ho sempre detto - nelle mani del Presidente della Camera dei Deputati il mio mandato ed eserciterò esclusivamente la mia funzione di Sindaco, dedicando ogni mia energia alla Città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Come stabilito in Conferenza dei Capigruppo, un componente per Gruppo potrà intervenire per due minuti. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Non ero presente in Conferenza dei Capigruppo, ma contesto al Presidente il fatto che su un argomento così importante un componente per Gruppo possa intervenire soltanto per due minuti; Presidente, mi permetto di dire che mi sembra quasi una sorta di censura. Dopodiché, in questi due minuti scarsi cercherò di spiegare, in primo luogo, che non è un fatto personale (lo sottolineo anche se può essere inutile); tra l'altro, l'Assessore Braccialarghe poc'anzi ha risposto ad un'interpellanza del Gruppo della Lega Nord- Bossi, quindi va benissimo e, naturalmente, se ne aspetti altre. Noi riteniamo che la strada corretta fosse quella dell'aspettativa, sia per rispetto verso la Città, che verso l'azienda RAI. Continuiamo a rimanere di questa idea. L'Assessore Braccialarghe ha intrapreso un'altra strada, naturalmente ne ha la facoltà, ma non abbiamo mai detto che questa nomina era in contrasto con Regolamenti, leggi o quant'altro; abbiamo sempre e solo detto che, secondo noi, c'è un conflitto di interessi, non solo nell'ottica di quando la RAI può essere chiamata in causa in questa Città, ma lo preciso - e termino - anche per un discorso molto chiaro: conosco ed ho rispetto per i professionisti che lavorano in RAI - lo affermo senza voler fare la barba a nessuno, perché ci credo veramente -, ma mi chiedo, nel momento in cui vi fosse uno scontro tra me - o qualcun altro - ed il dottor Braccialarghe, che cosa potrebbe accadere. Questo è il conflitto di interessi che può accadere in un caso simile ed è per questo motivo che riteniamo che l'ufficio dell'aspettativa fosse quello più corretto e giusto. In altri casi, questo elemento dell'aspettativa, soprattutto dalla sponda di sinistra verso il centrodestra, è stato posto molto in evidenza; naturalmente, quando tocca casa vostra, va tutto bene, cioè la società civile che viene chiamata e - giustamente, questo lo riconosciamo - la capacità (e continueremo a controllarlo) dell'Assessore Braccialarghe riguardo alla cultura della Città di Torino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Martucci. MARTUCCI Denis Credo sia fattibile come cosa, perché abbiamo avuto un illustre Vicesindaco che, se non ricordo male, faceva il chirurgo part-time, quindi penso che in linea di massima non vi sia nulla di più impegnativo di ciò. Tuttavia, quello che ha evidenziato il Consigliere Carossa mi ha fatto pensare alla possibilità di andare poi ad avere dei contrasti e, visto che, a quanto dice il Sindaco, l'Assessore Braccialarghe si occuperà di abbonamenti in RAI, io sono già in contrasto con lui, perché ho un contenzioso, guarda caso, proprio sul mio abbonamento: sono anni che dico che non ho la televisione e, chiaramente, ci troveremo personalmente a dovere confliggere su questo personalissimo problema. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Non mi credono, sì, infatti. Fuori dal siparietto scherzoso, quello che vorrei dire è che, visto che come Capigruppo abbiamo accettato di contingentare gli interventi proprio al minimo (peraltro, mi sembra che neanche tutti i colleghi abbiano preso la parola) e visto che abbiamo qui l'Assessore, potrebbe essere simpatico dedicarci cinque minuti per spiegare, anche poi all'atto pratico, come intenda concertare i due impegni, facendo eventualmente un velocissimo accenno, più che altro perché i suoi predecessori - se non ricordo male - erano spiccatamente elementi anche politici, da un certo punto di vista. Quindi, sicuramente la politica culturale della Città, come la può intendere lui può essere intesa molto diversamente da come la intendevano i suoi predecessori. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Volevo soltanto unirmi alle considerazioni che sono state fatte. Devo dire che, nell'esposizione del Sindaco, non ho comunque sentito alcuna ragione valida per cui per la Città sia meglio avere un Assessore part-time, che mantiene questi due incarichi, piuttosto che un Assessore che lascia il proprio lavoro per fare a tempo pieno l'Assessore alla Cultura. Forse è su questo che mi sarei aspettato di sentire dei ragionamenti e delle giustificazioni. Quindi, non so se, adesso, vogliamo anche chiedere all'Assessore se la scelta di mantenere il doppio incarico sia per il desiderio - comprensibile - di non perdere la propria posizione professionale, il proprio stato, eccetera, in RAI, ma molti di noi hanno rinunciato al proprio lavoro, ad esempio io ho smesso la mia attività professionale per svolgere il ruolo di Consigliere Comunale, in particolare perché è un Gruppo piccolo di cui sono Capogruppo, e non era possibile conciliare i due impegni; a maggior ragione, nel caso di un Assessore, credo che non sia possibile conciliare questo impegno con qualsiasi altro impegno professionale. È effettivamente vero e anche un po' preoccupante questo intreccio tra la televisione pubblica - ma potrebbe essere quella privata, tanto ormai più o meno... - e la politica, che è un intreccio sempre più stretto e, francamente, lascia qualche dubbio anche su possibili conflitti di interessi. Starà poi alla RAI, magari, smentire questi dubbi che abbiamo noi dell'opposizione e confermarci, invece, che questo problema non si verificherà. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altri interventi, questa prima comunicazione è conclusa. |