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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 4 Luglio 2011 ore 15,30
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2011-03530
"DOPO IL REFERENDUM CHE FUTURO AVRA' SMAT?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA, CARBONERO E RICCA IN DATA 16 GIUGNO 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201103530/002, presentata in
data 16 giugno 2011, avente per oggetto:
"Dopo il referendum che futuro avrà SMAT?"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
L'interpellanza sul dopo referendum e sul futuro di SMAT è abbastanza articolata,
però credo si possa rispondere (poi, se necessario, faremo gli approfondimenti non
appena si avvieranno le Commissioni).
Prima di dare puntuali risposte alle domande, credo sia opportuno precisare due
questioni. Col primo quesito del referendum, in realtà, viene sostanzialmente ridata
la possibilità ai Comuni - compresi noi, che deteniamo la maggioranza di SMAT, ma
questo vale anche per le altre aziende di servizio pubblico - di potere decidere se
andare a gara o se andare verso un socio privato (ovviamente, visto che la
concessione oggi data a SMAT arriva fino al 2023, non avrebbe senso avviare una
gara).
Il problema, invece, più complesso e più articolato riguarda il secondo quesito,
laddove sostanzialmente oggi si dà la possibilità alla tariffa di remunerare il capitale
investito sia da parte dell'Azienda stessa, sia per avere la possibilità di remunerare i
debiti finanziari che la Città fa rispetto agli investimenti (sono remunerati su base
annua fino al 7% della tariffa).
Per potere dare attuazione all'esito referendario, però, il problema non riguarda solo
l'Azienda in sé, ma, in particolare, riguarda i temi dell'Autorità, nel senso che, come
ben si sa, la nuova Agenzia dell'Acqua (Legge Sviluppo approvata il 21/06/2011)
dovrà definire un nuovo metodo tariffario. L'Autorità d'Ambito ATO dovrà recepire
il nuovo metodo tariffario - se ci sarà il nuovo metodo - e quindi tradurlo in modifica
di contratto per la concessione in essere, con relativo Piano degli Investimenti.
La SMAT, dopo l'Assemblea, di cui il Comune di Torino fa parte, valuterà,
ovviamente, la sostenibilità del nuovo contratto che potrà essere messo in
discussione e potrà essere ovviamente deliberato dall'ATO.
A questo proposito, teniamo conto che è un problema che si sta discutendo in modo
approfondito a livello nazionale, perché da una parte c'è la tesi che dice che il
referendum mette in discussione la remunerazione del capitale, per cui questa deve
scomparire dalla tariffa. Dall'altra, c'è la tesi di molti giuristi secondo la quale,
siccome ci sono almeno altre sette leggi che invece prevedono la remunerazione
della tariffa, non è assolutamente sufficiente che venga posto in discussione il quesito
referendario così come lo abbiamo commentato. Per cui, su questo argomento credo
ci sarà molto da discutere.
Riguardo alle domande specifiche dell'interpellanza, il futuro di SMAT non viene
modificato dagli esiti referendari, essendo la società costituita da tutti i Comuni soci,
su cui viene effettuato il servizio idrico integrato: acquedotto, fognature e
depurazione. Proprio per tali caratteristiche, permane l'affidamento diretto in house
fino al 2023.
Sul secondo quesito, qualora l'Assemblea dei Comuni soci intendesse trasformare
l'azienda in una società a partecipazione pubblico-privata, dovrebbe deliberare in tal
senso, ovviamente previa modifica dell'attuale Statuto, che invece è stato predisposto
per l'affidamento diretto.
Alla luce degli esiti referendari e delle deliberazioni già approvate da molti Comuni
soci sul mantenimento della società pubblica, mi sembra che attualmente tale ipotesi
sia difficilmente perseguibile, a maggior ragione anche in una sede come questa.
Il rientro degli impegni finanziari contratti con BEI, Cassa Depositi e Prestiti e Dexia
Crediop attualmente è garantito dalla convenzione e dal contratto di servizio in
essere. Dopo la modifica del metodo tariffario, se avverrà, da parte dell'Agenzia
dell'Acqua e il recepimento da parte dell'ATO, SMAT e la sua assemblea dovranno
valutare la sostenibilità del nuovo Piano d'Ambito per i futuri investimenti, anche dal
punto di vista finanziario. Finché non c'è una decisione di questo tipo, ovviamente si
prosegue esattamente come si procedeva prima del referendum.
La copertura dei debiti finanziari per gli investimenti già effettuati non viene
modificata dall'esito referendario, che non opera per il passato; al massimo può
operare da qui in poi. Solo conoscendo il nuovo metodo tariffario potrà essere
valutato se il nuovo Piano d'Ambito (compresi gli investimenti) potrà essere attuato
con il recupero tariffario o se sarà necessario ricorrere alla fiscalità generale;
soprattutto a quale fiscalità generale, nel senso che anche questo non è assolutamente
chiaro.
Arriviamo alla penultima domanda. Il Comune di Torino non ha indebitamenti con la
partecipata SMAT, la quale, al contrario, ha un significativo avanzo di
amministrazione. Giovedì scorso, in assemblea abbiamo approvato l'utile per il 2010
che si è assestato sui 17 milioni di Euro, con adeguata distribuzione ai Comuni, in un
rapporto tra sostenibilità ambientale e utile.
La partecipazione di SMAT nelle società di scopo viene sviluppata nel Bilancio
consolidato di gruppo e le attività tecnico-economico-finanziarie sono sostenute con
le attività commerciali "extra core business"; quindi, senza incidere sulla tariffa del
servizio idrico integrato, che invece corrisponde ai tre servizi erogati (distribuzione,
depurazione e fognature), più la remunerazione, fino a oggi, sia del capitale investito
dall'azienda, sia dei prestiti ottenuti dagli Istituti finanziari.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Come anticipato dal Vicesindaco, chiedo il rinvio in Commissione di questo
argomento. Ringrazio il Vicesindaco per la sua esposizione, ma anche per il
sottoscritto diventa molto difficile e anche non molto produttivo dire alcune cose
adesso.
Mi permetto di dire, anche rivolgendomi ai Consiglieri, che "tutti i nodi vengono al
pettine", perché un referendum portato avanti con una certa dose di populismo,
adesso creerà molti problemi.
Riteniamo che si debba rimandare l'argomento in Commissione, perché sarebbe
giusto riuscire a trovare un percorso tra Consiglio, Commissione, Giunta e
Assessorato per valutare le decisioni che man mano verranno prese dalla Giunta,
naturalmente in perfetta autonomia.
Noi riteniamo, infatti, che dopo questo risultato referendario nasceranno molti
problemi, soprattutto per SMAT. Speriamo proprio che ciò non si traduca in aumenti
delle bollette, perché i cittadini, soprattutto in questo momento, non potrebbero
assolutamente accettare qualsiasi tipo di aumento di bollette riguardanti l'acqua.
Quindi, se il Presidente è d'accordo, chiedo il rinvio in Commissione, naturalmente
non con una tempistica predeterminata, nel senso che la tempistica sarà quella
dell'avanzamento dello stato dei lavori della Giunta riguardo SMAT. Chiedo,
naturalmente, che non si arrivi in Commissione dopo che le decisioni sono già state
prese, ma che si riesca a condividerle in Commissione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Visto il parere favorevole della Giunta, rinviamo l'argomento in I più VI
Commissione.
L'interpellanza è discussa per l'Aula.
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