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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201103530/002, presentata in data 16 giugno 2011, avente per oggetto: "Dopo il referendum che futuro avrà SMAT?" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) L'interpellanza sul dopo referendum e sul futuro di SMAT è abbastanza articolata, però credo si possa rispondere (poi, se necessario, faremo gli approfondimenti non appena si avvieranno le Commissioni). Prima di dare puntuali risposte alle domande, credo sia opportuno precisare due questioni. Col primo quesito del referendum, in realtà, viene sostanzialmente ridata la possibilità ai Comuni - compresi noi, che deteniamo la maggioranza di SMAT, ma questo vale anche per le altre aziende di servizio pubblico - di potere decidere se andare a gara o se andare verso un socio privato (ovviamente, visto che la concessione oggi data a SMAT arriva fino al 2023, non avrebbe senso avviare una gara). Il problema, invece, più complesso e più articolato riguarda il secondo quesito, laddove sostanzialmente oggi si dà la possibilità alla tariffa di remunerare il capitale investito sia da parte dell'Azienda stessa, sia per avere la possibilità di remunerare i debiti finanziari che la Città fa rispetto agli investimenti (sono remunerati su base annua fino al 7% della tariffa). Per potere dare attuazione all'esito referendario, però, il problema non riguarda solo l'Azienda in sé, ma, in particolare, riguarda i temi dell'Autorità, nel senso che, come ben si sa, la nuova Agenzia dell'Acqua (Legge Sviluppo approvata il 21/06/2011) dovrà definire un nuovo metodo tariffario. L'Autorità d'Ambito ATO dovrà recepire il nuovo metodo tariffario - se ci sarà il nuovo metodo - e quindi tradurlo in modifica di contratto per la concessione in essere, con relativo Piano degli Investimenti. La SMAT, dopo l'Assemblea, di cui il Comune di Torino fa parte, valuterà, ovviamente, la sostenibilità del nuovo contratto che potrà essere messo in discussione e potrà essere ovviamente deliberato dall'ATO. A questo proposito, teniamo conto che è un problema che si sta discutendo in modo approfondito a livello nazionale, perché da una parte c'è la tesi che dice che il referendum mette in discussione la remunerazione del capitale, per cui questa deve scomparire dalla tariffa. Dall'altra, c'è la tesi di molti giuristi secondo la quale, siccome ci sono almeno altre sette leggi che invece prevedono la remunerazione della tariffa, non è assolutamente sufficiente che venga posto in discussione il quesito referendario così come lo abbiamo commentato. Per cui, su questo argomento credo ci sarà molto da discutere. Riguardo alle domande specifiche dell'interpellanza, il futuro di SMAT non viene modificato dagli esiti referendari, essendo la società costituita da tutti i Comuni soci, su cui viene effettuato il servizio idrico integrato: acquedotto, fognature e depurazione. Proprio per tali caratteristiche, permane l'affidamento diretto in house fino al 2023. Sul secondo quesito, qualora l'Assemblea dei Comuni soci intendesse trasformare l'azienda in una società a partecipazione pubblico-privata, dovrebbe deliberare in tal senso, ovviamente previa modifica dell'attuale Statuto, che invece è stato predisposto per l'affidamento diretto. Alla luce degli esiti referendari e delle deliberazioni già approvate da molti Comuni soci sul mantenimento della società pubblica, mi sembra che attualmente tale ipotesi sia difficilmente perseguibile, a maggior ragione anche in una sede come questa. Il rientro degli impegni finanziari contratti con BEI, Cassa Depositi e Prestiti e Dexia Crediop attualmente è garantito dalla convenzione e dal contratto di servizio in essere. Dopo la modifica del metodo tariffario, se avverrà, da parte dell'Agenzia dell'Acqua e il recepimento da parte dell'ATO, SMAT e la sua assemblea dovranno valutare la sostenibilità del nuovo Piano d'Ambito per i futuri investimenti, anche dal punto di vista finanziario. Finché non c'è una decisione di questo tipo, ovviamente si prosegue esattamente come si procedeva prima del referendum. La copertura dei debiti finanziari per gli investimenti già effettuati non viene modificata dall'esito referendario, che non opera per il passato; al massimo può operare da qui in poi. Solo conoscendo il nuovo metodo tariffario potrà essere valutato se il nuovo Piano d'Ambito (compresi gli investimenti) potrà essere attuato con il recupero tariffario o se sarà necessario ricorrere alla fiscalità generale; soprattutto a quale fiscalità generale, nel senso che anche questo non è assolutamente chiaro. Arriviamo alla penultima domanda. Il Comune di Torino non ha indebitamenti con la partecipata SMAT, la quale, al contrario, ha un significativo avanzo di amministrazione. Giovedì scorso, in assemblea abbiamo approvato l'utile per il 2010 che si è assestato sui 17 milioni di Euro, con adeguata distribuzione ai Comuni, in un rapporto tra sostenibilità ambientale e utile. La partecipazione di SMAT nelle società di scopo viene sviluppata nel Bilancio consolidato di gruppo e le attività tecnico-economico-finanziarie sono sostenute con le attività commerciali "extra core business"; quindi, senza incidere sulla tariffa del servizio idrico integrato, che invece corrisponde ai tre servizi erogati (distribuzione, depurazione e fognature), più la remunerazione, fino a oggi, sia del capitale investito dall'azienda, sia dei prestiti ottenuti dagli Istituti finanziari. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Come anticipato dal Vicesindaco, chiedo il rinvio in Commissione di questo argomento. Ringrazio il Vicesindaco per la sua esposizione, ma anche per il sottoscritto diventa molto difficile e anche non molto produttivo dire alcune cose adesso. Mi permetto di dire, anche rivolgendomi ai Consiglieri, che "tutti i nodi vengono al pettine", perché un referendum portato avanti con una certa dose di populismo, adesso creerà molti problemi. Riteniamo che si debba rimandare l'argomento in Commissione, perché sarebbe giusto riuscire a trovare un percorso tra Consiglio, Commissione, Giunta e Assessorato per valutare le decisioni che man mano verranno prese dalla Giunta, naturalmente in perfetta autonomia. Noi riteniamo, infatti, che dopo questo risultato referendario nasceranno molti problemi, soprattutto per SMAT. Speriamo proprio che ciò non si traduca in aumenti delle bollette, perché i cittadini, soprattutto in questo momento, non potrebbero assolutamente accettare qualsiasi tipo di aumento di bollette riguardanti l'acqua. Quindi, se il Presidente è d'accordo, chiedo il rinvio in Commissione, naturalmente non con una tempistica predeterminata, nel senso che la tempistica sarà quella dell'avanzamento dello stato dei lavori della Giunta riguardo SMAT. Chiedo, naturalmente, che non si arrivi in Commissione dopo che le decisioni sono già state prese, ma che si riesca a condividerle in Commissione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Visto il parere favorevole della Giunta, rinviamo l'argomento in I più VI Commissione. L'interpellanza è discussa per l'Aula. |