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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 4 Luglio 2011 ore 15,30
Paragrafo n. 15
DELIBERAZIONE DI NOMINA 2011-03806
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE IN MERITO ALLA CONTESTAZIONE DI CAUSA DI INELEGGIBILITA' DEL CONSIGLIERE COMUNALE DENIS STEFANO MARTUCCI.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201103806/002, presentata dal Presidente del Consiglio Comunale in data 4 luglio
2011, avente per oggetto:
"Deliberazione del Consiglio Comunale in merito alla contestazione di causa di
ineleggibilità del Consigliere Comunale Denis Stefano Martucci"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sono stati presentati alla Presidenza alcuni emendamenti, entro il termine corretto,
proprio prima della sospensione del Consiglio Comunale.
Il Consigliere Martucci ha presentato 925 emendamenti e, a seguito della riunione
della Conferenza dei Capigruppo, mi permetto di precisare alcuni aspetti nel merito.
Il Consigliere Denis Stefano Martucci ha presentato 925 emendamenti alla proposta
di deliberazione all'ordine del giorno. Acquisito il conforme parere del Segretario
Generale, gli stessi sono da ritenersi inammissibili, in quanto la loro formulazione
non risulta conforme alle prescrizioni dell'articolo n. 38, comma 9, del Regolamento
del Consiglio Comunale, che richiede che ogni proposta di emendamento debba
riguardare una specifica parte delle proposte di deliberazione. Tale impostazione non
si riscontra negli emendamenti presentati.
La parola al Consigliere Martucci.

MARTUCCI Denis
Vorrei intervenire sugli emendamenti. Non era mia intenzione contestare, tant'è che,
evidentemente, il gesto era puramente simbolico; infatti, era difficile pensare che
potesse esserci una musica diversa restando i medesimi suonatori. Non lo si capisce,
però ben si accetta, ovviamente, che la partitura sia portata fino in fondo.
Vorrei sottolineare che, ai sensi del Regolamento, mi sembra di ricordare che ogni
Gruppo ha a disposizione 15 minuti per intervenire sulla proposta di deliberazione.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene, prendo atto della conferma che
sono 15 i minuti a disposizione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sì, glielo confermo, perché non è passata in discussione in Commissione.
La parola, sulla proposta di deliberazione, al Consigliere Martucci.

MARTUCCI Denis
Per poter fare un discorso organico, posso unire anche i cinque minuti della
dichiarazione di voto? Così intervengo per 20 minuti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Se nessuno si oppone, ne ha facoltà.

MARTUCCI Denis
Mi scuso, perché sicuramente non volevo tediare nessuno su questa problematica.
Io stesso sono rimasto colpito da quanto è accaduto. Molto velocemente posso dirvi
questo. Io mi sono candidato, leggendo il testo di legge, che voi avrete visto e che è
molto chiaro; infatti, dice: \"Nessuno può presentarsi candidato Consigliere in più di
due Comuni\" e al comma successivo: \"Nessuno può candidarsi a Sindaco in più di
un Comune\", ed è precisamente quello che io ho fatto, perché mi sono candidato a
Torino e a Olivola come Consigliere e a Cella Monte come Sindaco. Se le preleggi,
quindi l'interpretazione della legge non è un'opinione e bisogna stare al dato
letterale, soprattutto in materia elettorale, dove c'è riserva di legge assoluta, non si
può interpretare a caso, io ho seguito precisamente quanto prescritto dalla legge.
Mi viene detto che esiste una sentenza di Cassazione che dice, invece, che questa
formulazione non sarebbe corretta perché in effetti il Sindaco, se vuoi, è anche
sostanzialmente un Consigliere.
Tutto ciò però non risulta, comunque sia, dalla formulazione che dà il Ministero degli
Interni nell'istruzione per l'ammissione delle candidature, che è la guida che tutti i
partiti utilizzano, ovviamente, per predisporre la modulistica.
Se andate a vedere - ho distribuito a tutti il modello di accettazione -, da Sindaco a
Consigliere non c'è alcun riferimento incrociato, come non c'è nella legge,
sull'impossibilità di fare entrambe le cose. Addirittura, nell'approfondimento
giurisprudenziale allegato, nella versione del 2011, non c'è traccia della sentenza di
Cassazione.
Ora, anche pensando che chiunque, prima di candidarsi, debba mettersi lì con il CD
Rom a cercare le sentenze, non mi trova ovviamente concorde la formulazione per
cui questo Consiglio Comunale dovrebbe decidere in materia, perché ci
trasformeremmo in un Tribunale speciale di tipo parapolitico, di quel genere che non
se ne vedeva più dalla Seconda Guerra Mondiale. Ma questa è una battuta.
È evidente che una sentenza di Cassazione non comporta l'obbligo per il Comune di
applicarla, perché, se così fosse, il Comune verrebbe paralizzato. Infatti, io posso
chiedere polemicamente al Segretario se per caso, a seguito della sentenza di
Cassazione di questa settimana (l'ennesimo cambio di orientamento, perché la
Cassazione cambia in continuazione), sulla materia di poter tenere una pianta di
marijuana sul balcone, il Comune abbia mandato immediatamente una circolare alla
Polizia Municipale dicendo che non si sequestra più e non si denuncia più nessuno
perché c'è la sentenza di Cassazione. Immagino di no, perché il Comune applica la
legge, salvo in questo caso specifico. Ne prendo simpaticamente atto.
Chiaramente non ci sono altri pronunciamenti, perché è una materia talmente
specifica che c'è una sola sentenza dell'anno scorso. Ho saputo che c'è stata una
sentenza di senso contrario, addirittura del Tribunale di Cuneo, proprio a fine
dell'anno scorso; ho cercato di recuperarla, ma, purtroppo, il Tribunale di Cuneo, per
adesso, ci ha negato l'accesso, perché lo garantisce solo alle parti. Verte, comunque,
sulla stessa materia, perché col primo procedimento si era chiesta la decadenza del
Sindaco di Sambuco. Siccome il Prefetto aveva commissariato solo la Giunta e non il
Consiglio, chi aveva fatto la prima istanza ha voluto fare un'altra istanza al Tribunale
di Cuneo su altri due Consiglieri che erano nelle mie stesse condizioni e questa
istanza è stata rifiutata. Purtroppo, non ce l'ho fisicamente, abbiamo provato a
recuperarla. Però, non vi devo raccontare io, perché anche chi non ha rudimenti
particolari di diritto sa benissimo che la Cassazione cambia orientamento in ogni
momento.
Tant'è che al Comune di Cella Monte, dove io sono stato convalidato in cinque
minuti, per intenderci, il Segretario mi ha detto: \"Guardi, è arrivato questo esposto.
Prendo atto che è una Cassazione, peraltro non è neanche una Cassazione a Sezioni
Unite. Se lei, sotto la sua responsabilità, dichiara che tutto ciò è coerente, noi
andiamo avanti\". E io, in effetti, in tre minuti sono stato convalidato. Poi, per carità,
quello è un Comune piccolo, questo è un Comune diverso. Però il mio stesso
consulente, che mi seguirà anche poi nell'eventuale processo amministrativo, ex
Segretario di questa Città, l'Avvocato Di Stilo (che, tra l'altro, ha scritto un libro su
questa materia; non pensavo fosse possibile scrivere un libro su una materia così
specifica, però evidentemente sì), mi conforta e mi dice che è una procedura errata.
Detto questo, quello che ribadisco ancora è che, anche volendo tenere buono questo
unico pronunciamento della Cassazione, va detto che nella stessa Cassazione ad un
certo punto noi possiamo leggere un passaggio, si chiama \"incidentale\", dove
nell'ambito del discorso, visto che la controparte aveva detto: \"Può darsi che sia
nulla solo l'ultima candidatura\", la stessa Cassazione dice: \"Potrebbe essere vero che
è solo nulla la terza candidatura presentata in ordine cronologico\".
Per quanto mi riguarda, la candidatura per Torino è la prima, sia la prima presentata
che la prima accettata, e questo può essere un ulteriore elemento.
Aggiungo che, nel mio caso, non viene usata quella cautela ai sensi di legge che
viene usata per chi viene accusato anche di reati penali, anche di delitti, perché quelle
persone, se fossero tra noi, potrebbero restare addirittura fino al terzo grado in
Cassazione. Questa cautela non viene utilizzata nel mio caso.
So che, chiaramente, si deve seguire un orientamento e che molti di voi avevano
delle perplessità in merito, ma che è arrivata forte un'indicazione in una certa
direzione. Poi, ci sono Capigruppo che mi dicono di non prenderla sul personale,
perché è una questione giuridica. No, perché se è una questione giuridica, ho ragione
e questa procedura non si fa; se è una questione diversa, lo si dica e lo si dica
chiaramente.
Non capisco quale sia l'interesse che viene difeso, che viene tutelato, ho paura che
sia un interesse in qualche modo politico, richiesto magari probabilmente dalla mia
stessa parte politica, perché evidentemente... Io recentemente ho risposto che non
sono disponibile a fare certi tipi di azioni che mi si richiedevano e credo che questo
possa essere stato anche motivo di ritorsione. Tant'è vero che al primo esposto che è
giunto al Comune, che era fatto da un non cittadino di Torino, in una rapidissima
successione, il giorno dopo, sono arrivati due esposti fatti da cittadini di Torino,
perché in effetti poteva essere sollevato il problema che solo un cittadino torinese
poteva evidenziare queste motivazioni. Io so anche questi due cittadini di chi sono
amici. Badate bene che il giorno dopo, quando la cosa è andata sui giornali, allora ce
ne sono arrivati tre prima di esposti, il giorno dopo avrebbero dovuto arrivarne
duecento, mi risulta che altri esposti non ne siano più arrivati. E questo mi sembra
uno di quei casi in cui \"a pensar male si fa peccato, però in effetti ci si azzecca
abbastanza\".
Credo si vada incontro - e anche alcuni di voi lo pensano - forse ad un
pronunciamento del TAR di sospensiva, che, per quanto mi riguarda, potrebbe anche
essere positivo, dico la verità, perché, se il TAR sospende, io per tre, quattro, cinque
anni forse vado avanti tranquillamente, mentre, se fossi stato convalidato, sarei
andato incontro all'azione popolare, con un esito forse anche più negativo per me,
perché chiaramente c'è una Cassazione contraria, era tutta in salita.
Vedremo se, paradossalmente, mi è stato fatto un favore. Spiace, perché, se ci sarà un
pronunciamento del genere, sarà l'ennesimo dopo la \"vicenda Castronovo\" e dopo un
concorso per dirigenti annullato. Non sono cose che fanno bene all'immagine. Spero
che ci sia, ovviamente, un valido motivo per procedere in questa direzione. Motivi,
invece, per non procedere io ne ho dati parecchi. Credo comunque che ci sia
qualcosa di peggio della sanzione negativa del TAR: c'è il fatto che io potrei essere
di nuovo qui, e questo effettivamente può essere fonte di preoccupazione.
Mi chiedo perché non sia stato proposto qualunque altro tipo di soluzione, cioè di
aspettare un pronunciamento del Tribunale, di sospendere, di rinviare, eccetera.
Qualcuno dirà che i termini sono ordinativi (dieci giorni) e che bisogna farlo
assolutamente entro dieci giorni, quindi entro domani. Però, se seguite le norme,
seguitele bene, perché si dice - leggo -:\"Entro i dieci giorni successivi alla scadenza
del termine - cioè quando io presentavo le osservazioni, che sarebbe domani - il
Consiglio delibera definitivamente - questo avverrà evidentemente stasera - e ove
ritenga sussistente la causa di ineleggibilità - ma io vi ho spiegato che, secondo noi,
non è causa di ineleggibilità o di incompatibilità - invita l'amministratore a
rimuoverla o ad esprimere, se del caso, l'opzione per la carica che intende
conservare\".
Qualcuno già all'inizio di questa vicenda mi aveva detto: \"Come facciamo noi a
invitarti a rimuoverla, se concettualmente non è possibile rimuoverla?\". Rispondo:
perché questa roba non è stata fatta per il mio caso, è stata fatta per l'ineleggibilità e
l'incompatibilità. Se tu sei prete, Sindaco... scusate, capo della Polizia piuttosto che
altre cose, o è nominato in una partecipata, puoi rimuovere questo problema.
Se non mi fate neanche questo invito a rimuovere, cosa che sarebbe tecnicamente
possibile perché potrei rivolgermi al TAR e chiedere, ad esempio, di far annullare
una delle mie candidature, dico che è ulteriormente \"ciucca\" questa procedura,
perché neanche la procedura che avete individuato la seguite fino in fondo. Se
l'aveste seguita fino in fondo, mi avreste invitato in questa deliberazione - io non ne
ho trovato traccia - a rimuovere entro dieci giorni la causa. Ma questi sono proprio i
commi 4 e 5 della cosa che avete scelto voi, non l'ho scelta io. Io l'ho criticata, voi
dite che è giusta. Quindi, non capisco francamente in che direzione.
Finisco dicendo che la legge prescrive che tra gli adempimenti della prima seduta,
prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, si deve esaminare la condizione degli
eletti e dichiarare la ineleggibilità. Noi invece siamo andati avanti, abbiamo
deliberato tutta una serie di cose, anche con il mio voto. Questo credo che sia stato
un altro \"strappo\" alla legge.
Io so che siete ovviamente vincolati, in qualche modo, a quelle che sono le
indicazioni che avete ricevuto, però ci sono altri pronunciamenti che non sono stato a
indicare: c'è il TAR del Lazio che ci dice che l'ineleggibilità non inficia la
candidatura dell'interessato; questo implica che l'articolo 58 non può coincidere con
l'articolo 56. Il Consiglio di Stato, il 23 agosto 2006 (n. 4948), dice che ogni altra
ipotesi di ineleggibilità e di incompatibilità non comporta la nullità dell'elezione o
della nomina. Questo perché le cause di decadenza devono essere tassative, non
possono essere \"inventate\".
Quindi, anche ammettendo che io fossi in malafede, che la legge fosse fatta male,
tutto quello che vogliamo, chi doveva esprimersi, ovviamente, era la Magistratura.
Mi spiace che qualcuno vi costringa a trasformarvi in Tribunale speciale, dove,
francamente, questa vicenda avrebbe dovuto avere comunque uno studio protratto nei
giorni.
Io stesso, che l'ho affrontata con una certa incisività, ho trovato comunque molte
difficoltà a inquadrare completamente questa questione. Io posso solo fare appello
alla vostra sensibilità, dicendo che nel momento in cui voi non doveste deliberare
questa sera, scadendo anche l'ulteriore termine di dieci giorni, la palla passerebbe
automaticamente o ai cittadini o al Prefetto, che potrebbero fare l'azione popolare.
Detto questo, se c'è qualcuno tra i Consiglieri che volesse esprimere il suo parere
(chi è esperto di diritto, chi non lo è, chi ha dei dubbi), la cosa sarebbe ben accolta da
parte mia, soprattutto nel momento in cui ci fosse una motivazione che va oltre
quello che il Segretario o il partito ha stabilito in particolare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Vorrei soltanto mettere a verbale che il problema del Consigliere Martucci nasce
forse da un problema a monte; ossia l'esistenza di un certo numero di liste (che ormai
si trascinano da anni in questa città in particolare, cosa che non succede in altre città
italiane) che, presentandosi con simboli simili ad altre formazioni politiche, con nomi
simili a quelli di altri candidati e così via, raccolgono voti in maniera perlomeno
dubbia dal punto di vista legale o comunque forse non troppo rispettosa dell'effettiva
volontà degli elettori.
Il caso che ci troviamo a trattare oggi è legato anche a questa pratica, che continua ad
andare avanti, non solo senza che vi sia una condanna da parte delle forze politiche
legittime, ma spesso con il loro aiuto. Lo scorso anno la lista che candidava a
Presidente della Regione il Consigliere provinciale Rabellino (che fa parte della
stessa coalizione del Consigliere Martucci) si è presentata senza nemmeno dover
raccogliere le firme, grazie al supporto di uno dei Capigruppo della coalizione della
Bresso. Quindi, forse questi \"aiutini\" le prossime volte potrebbero essere ripensati,
perché hanno un valore politico, secondo me, assolutamente inappropriato.
Detto questo, sulla deliberazione in sé confesso la nostra difficoltà. Abbiamo fatto
esaminare le carte ad alcuni legali; ovviamente, parli con tre avvocati e hai tre pareri
diversi. Devo dire che su una questione simile, quando noi abbiamo dovuto
presentare le liste per le Circoscrizioni, da neofiti abbiamo chiesto all'Ufficio
Elettorale se fosse legittimo candidare la stessa persona a Presidente di una
Circoscrizione e a Consigliere in altre Circoscrizioni e neanche loro ce l'hanno
saputo dire in maniera definitiva. Quindi, effettivamente il dubbio su tale questione
viene. Soprattutto non riteniamo giusto che sia il Consiglio Comunale a dare una
valutazione su una materia che, secondo me, è squisitamente legale e potrà essere
risolta soltanto con un pronunciamento della magistratura.
Per questo motivo, su questa deliberazione intendiamo astenerci.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Martucci, visto che non aveva consumato i suoi minuti, le do la parola
per la dichiarazione di voto.

MARTUCCI Denis
Chiudo dicendo che sono anche contento per la non ammissione degli emendamenti,
perché anch'io iniziavo ad avere un po' di fame e mi spiace anche incomodare i
colleghi da questo punto di vista.
L'ultima riflessione: quando è accaduto quello che è accaduto, io in effetti mi
trascinavo una situazione politica da un po' di anni; quando si è trattato di fare una
candidatura, ho presentato anch'io la mia candidatura e ovviamente non c'era l'idea
di arrivare qui. Tra l'altro, all'inizio, quando è successo quello che è successo, ho
francamente pensato di non accettare, di lasciare il passo. Come molti sanno, questo
era un mio vecchio sogno, ma era un sogno di quando ero un po' più giovane; quindi,
in effetti, oggi come oggi va un po' in conflitto con tutta una serie di questioni
personali.
Tuttavia, non mi sta bene una cosa fatta in questa maniera, fuori dalla legge. Quindi è
chiaro che farò tutto il possibile perché la legge sia rispettata.
Concludo dicendo che gli elettori hanno avuto la possibilità di scegliere i propri
rappresentanti; nel mio caso (al di là di liste o non liste), una serie di persone mi ha
votato come preferenza e questo credo sia un dato da tutelare, oltre il mio elettorato
passivo.
E' chiaro che è molto pericolosa una deriva in cui, dopo le elezioni, si esaminano a
livello burocratico, minuziosamente, le ammissioni delle candidature, perché questo
è un problema che potrebbe riguardare tutti. Nel senso che sarebbe brutto il tempo in
cui l'analisi burocratica diventasse una forma di lotta politica, in alcuni casi
addirittura una forma di ritorsione politica. Quindi, attenzione, perché un giorno
potrebbe capitare a chiunque che atti burocratici firmati completamente in buona
fede diventino strumento di lotta politica e di ricatto politico, com'è stato peraltro nel
mio caso.
Dichiaro il mio voto negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione:
Presenti 33, astenuti 4, favorevoli 28, contrari 1.
La proposta di deliberazione è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 33, astenuti 4, favorevoli 28, contrari 1.
L'immediata eseguibilità è concessa.
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