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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 15 Giugno 2011 ore 16,30
Paragrafo n. 10

Comunicazioni del Presidente su "Saluto al Consiglio Comunale".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Cari Consiglieri, signor Sindaco, signori Assessori, innanzitutto vi ringrazio per
l'importante ruolo che avete deciso di conferirmi con il vostro voto. Con voi desidero
ringraziare e ricordare i miei predecessori, che hanno condotto egregiamente i lavori
dell'Aula in questi anni, sin dal lontano 1995, anno in cui prendeva per la prima volta
posto su questa sedia il compianto Domenico Carpanini, al quale desidero rendere
omaggio.
La mia partecipazione in seno alla cosa pubblica, che mi vede da circa vent'anni al
lavoro per il bene comune della nostra città con la medesima passione e
determinazione, mi induce a esprimere alcune brevi riflessioni. Oggi vedo volti già
noti, con i quali ho condiviso l'impegno nella precedente tornata amministrativa, ma
vedo anche volti nuovi, a cui do il mio più sincero e cordiale benvenuto.
In questa Sala si esercita la democrazia, come i nostri Padri Costituenti hanno voluto
affermare, che è valore, principio e lume di riferimento nel confronto, nel dialogo e
talvolta anche nel riconoscimento delle diverse posizioni. Voi oggi mi avete affidato
questo delicato compito, che cercherò di assolvere al meglio, garantendo sempre quel
sacrosanto diritto, l'esercizio della democrazia appunto, con equilibrio e serietà.
Sarò quindi il Presidente di tutti, della maggioranza così come della minoranza, per
garantire il giusto e necessario dibattito, proprio della dialettica politica, che pensa al
bene comune come fine supremo.
Per svolgere al meglio questo compito avrò bisogno anche del conforto e
dell'impegno di ciascuno di voi, che comincia proprio dal rispetto delle regole che il
nostro ordinamento giuridico, lo Statuto e i Regolamenti Comunali ci impongono.
Sopra le nostre teste è riportata la frase: "Ego Sapientia habito in Consilio", che
desidero ricordare già da ora affinché ci possa sempre illuminare e guidare durante
tutte le nostre sedute, a maggior ragione nei momenti più difficili che ciascuno di noi
potrà incontrare.
Ci aspetta un importante compito da svolgere nei prossimi anni, dettato anche dalla
delicata e difficile situazione congiunturale, economica e sociale, che i cittadini
torinesi sentono e vivono, con l'evidente desiderio di superarla presto. Ma noi
rappresentiamo una città che ha sempre trovato la luce dopo la tempesta, come i
quadri appesi in questa Sala ci vogliono ricordare.
Siamo la città dei Santi Sociali, di grandi testimoni di carità laici, come Carlo
Tancredi e Giulia di Barolo e Piergiorgio Frassati, e di profeti della pace e della
speranza del nostro tempo. Ma siamo anche la città di tante attività e imprese e di
tanti lavoratori che non abbandonano il campo e continuano a lottare credendo nel
futuro.
I temi da affrontare saranno molti, il lavoro che ci attende esigente e le forze da
mettere in campo ingenti. Vi invito, quindi, a considerare l'importanza di questa
Assemblea e dell'Istituzione che rappresentiamo, affinché manteniamo alto quel
senso di responsabile azione e determinazione nel definire e attuare le forme di
indirizzo e di controllo che ci vengono richieste.
Nell'apprezzare l'attenzione che il Sindaco ha subito posto ai temi dell'occupazione,
del lavoro e delle giovani generazioni, e lo spirito di collaborazione intrapreso tra le
parti sociali, riconoscendo anche l'utile apporto che anche il nostro Arcivescovo sta
offrendo in questi suoi primi mesi da torinese, insieme all'intero mondo del terzo
settore, credo che il modo migliore per dimostrare questa nostra comune sensibilità
sia quello di metterci subito al lavoro.
Il nostro compito di Amministratori della città sarà quindi molto delicato in questa
fase, ma proprio il lavoro serio e rispettoso delle regole, unito a quel senso del dovere
che tutti noi sapremo offrire nella quotidiana attività del Consiglio, con lo spirito del
buon padre di famiglia che vuole bene ai suoi figli e che si spende ogni giorno per
garantire loro una dignità e delle prospettive per il futuro, potranno apportare i
necessari contributi per la crescita della società in una rinnovata Torino. Io, con
umiltà, farò la mia parte.
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