Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 11 Maggio 2011 ore 14,00
Paragrafo n. 8
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2011-01822
LEGGE REGIONALE 9 APRILE 1996 N. 18 E S.M.I - PROGRAMMA INTEGRATO "ALENIA" IN VARIANTE AL P.R.G. VIGENTE. APPROVAZIONE.
Interventi

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201101822/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 25 marzo 2011, avente per
oggetto:
"Legge Regionale 9 aprile 1996 n. 18 e s.m.i. - Programma Integrato 'Alenia' in
variante al P.R.G. vigente. Approvazione".
e della proposta di mozione n. mecc. 201102866/002, presentata dai Consiglieri
Giorgis, Domenico Gallo, Grimaldi, Olmeo, Bonino, Porcino, Cantore, Angeleri,
Freda, Gentile, Cuntrò e Galasso in data 11 maggio 2011, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201101822/009: 'Legge Regionale 9
aprile 1996 n. 18 e s.m.i. - Programma Integrato 'Alenia' in variante al P.R.G.
vigente. Approvazione'".

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Ricordo che nel corso della precedente seduta del Consiglio Comunale, l'Assessore
Viano aveva già illustrato ampiamente la proposta di deliberazione con un intervento
di 15 minuti, se non ricordo male.
La parola al Consigliere Castronovo.

CASTRONOVO Giuseppe
Il Gruppo di Rifondazione Comunista ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità
per tentare di bloccare la discussione oggi. Così come nel passato, presentando gli
emendamenti di tipo ostruzionistico, aveva tentato di sollevare l'attenzione dell'Aula
e della città sulle ricadute che comporterebbe l'approvazione di questa Variante nel
panorama complessivo della nostra città, sia dal punto di vista urbanistico - di cui
parlerà poi il Consigliere Silvestrini - sia dal punto di vista delle ricadute, sul piano
industriale, dello sviluppo della città, del livello e della qualità (in termini di qualità e
quantità) dell'occupazione sul settore dell'aeronautica torinese.
Non ce l'abbiamo fatta, quindi oggi ci ritroviamo a discutere una deliberazione
durante la campagna elettorale. Ho visto, anche con un pizzico di stupore, che nella
votazione della proposta di sospensiva, che avevamo avanzato, oltre ad un favorevole
che non immaginavo, ci sono anche alcuni astenuti che non immaginavo, come a dire
che forse è stato colto il senso dei problemi che abbiamo sollevato quando abbiamo
affermato che oggi questo Consiglio Comunale avrebbe fatto bene a non discutere
questa Variante - posto che siamo nel periodo di campagna elettorale e, quindi,
quest'Aula si assume anche la responsabilità dal punto di vista formale
dell'approvazione di una deliberazione durante la campagna elettorale. Quindi, in
qualche modo, ciascuno di coloro che hanno respinto la nostra proposta di
sospensiva, assume su di sé anche una responsabilità solidale per eventuali ricorsi
alla Magistratura che potrebbero essere avanzati, da parte di chicchessia, circa la
legittimità dell'approvazione di questa deliberazione in questo periodo.
A parte queste considerazioni, ci stupisce anche il fatto che, nonostante l'audizione
di questa mattina delle organizzazioni sindacali, che, ancorché divise tra loro, hanno,
in ogni caso, denunciato un fatto specifico su cui sono tutte d'accordo, ovvero che,
nella sostanza, dalle motivazioni che sono state portate dalla Giunta - abbiamo
sentito lunedì scorso l'Assessore Viano - a sostegno della tesi dell'urgenza e della
necessità di affrontare oggi la discussione di questa Variante, in pratica, non esiste
alcun impegno formale che affermi con certezza quale sarà lo sviluppo e il futuro
dell'industria aeronautica torinese. È questo il punto.
La discussione che oggi abbiamo affrontato in sede di Conferenza dei Capigruppo si
è articolata, sostanzialmente, su un punto, e cioè: cos'è più utile per riuscire a
mantenere, oggi, a Torino, o comunque nell'area metropolitana torinese, un'azienda
di primaria importanza, tecnologicamente all'avanguardia, in grado di sostenere uno
sviluppo industriale, una volta tanto basato fondamentalmente su alta tecnologia? E
non entro nel merito delle questioni di ordine morale, cioè che si producono armi
eccetera, perché se no ovviamente il tema assumerebbe tutt'altra rilevanza, ma è
assolutamente evidente che la mancanza di un piano industriale di rilancio di
quell'azienda, formale e formalmente concordato ed approvato in sede prima di
azienda e poi verificato e concordato con le organizzazioni sindacali, oggi questo è
l'elemento che ci induce a dire che forse sarebbe bene che la discussione e
l'approvazione di questa Variante fosse rinviata al prossimo Consiglio Comunale, in
modo da dare al prossimo Consiglio Comunale la possibilità concreta di istruire la
pratica, alla luce delle situazioni attuali.
Situazioni che sono molto diverse rispetto a quelle che erano presenti quando ebbe
inizio la discussione di questa Variante, sia con la forma della presentazione del
progetto da parte della Finmeccanica, sia dal punto di vista dell'iter burocratico-
amministrativo, prima con l'adozione della Variante e oggi con l'approvazione.
Allora eravamo in presenza di un'azienda che esprimeva fortemente un'ipotesi di
rilancio produttivo, che aveva anche dei positivi risvolti dal punto di vista della
qualità e della quantità dell'occupazione. Oggi ci ritroviamo, invece, di fronte ad
un'azienda che non sa bene quale sarà il suo futuro.
Oggi la discussione in Conferenza dei Capigruppo verteva appunto su questo aspetto,
vale a dire: cos'è più utile per riuscire a convincere l'azienda a predisporre un piano
industriale congruo e conseguente ad un'ipotesi di rilancio? Approvare oggi una
Variante, basandoci sul fatto che questa Amministrazione, nel suo complesso,
dimostra di essere capace di arrivare fino in fondo comunque, a prescindere, e a
mantenere gli impegni dal punto di vista amministrativo, e successivamente a questo
pretendere dagli altri il rispetto di altri impegni? (E poi entriamo nel merito di
questo). Oppure, proprio perché l'azienda oggi non ha ancora sottoscritto alcun
impegno, sarebbe opportuno e necessario che la questione della Variante rimanesse
sospesa fino a quando questi impegni non si trasformeranno in atti concreti,
sottoscritti e firmati dall'azienda stessa, e concordati, per quanto è possibile, con le
organizzazioni sindacali?
Parlerò di questo aspetto in un secondo momento, perché a noi basterebbe che ci
fosse un piano industriale dal quale si potessero evincere con chiarezza gli impegni
che l'azienda si prende e le possibilità concrete di sviluppo che intende perseguire,
perché questo è il punto. Ripeto, non tratto le questioni di carattere urbanistico-
ambientali, che in ogni caso, per quanto ci riguarda, assumono in sé delle
problematiche tali che ci avrebbero comunque fatto votare contro a questa
deliberazione, proprio dal punto di vista urbanistico, perché prosegue sulla strada di
cose delle quali abbiamo più volte discusso e verso le quali abbiamo espresso più
volte la nostra ferma contrarietà.
Quindi, oggi ci troviamo di fronte a questo elemento: organizzazioni sindacali che
comunque sono tutte concordi nel dire che un piano industriale non c'è, che
prevedono, in ogni caso, entrambe, le difficoltà che si intravedono all'orizzonte.
Qualche organizzazione sindacale chiede di approvare questa Variante, in modo da
togliere l'alibi all'azienda per non mantenere gli impegni; un'altra organizzazione
sindacale, la FIOM, invece, dice con una certa chiarezza e con forza che sarebbe
bene che questa Variante rimanesse qui, perché c'è un dato, perché è assolutamente
evidente che l'azienda Alenia ha un interesse specifico, preciso, nella valorizzazione
del suo patrimonio immobiliare e che, quindi, la realizzazione di quanto previsto
dalla Variante, da questo punto di vista, rappresenta un investimento di non
secondaria importanza nella ricerca di profitti, anche attraverso lo strumento della
valorizzazione del proprio patrimonio.
Questo è il punto ed è su questo che dobbiamo discutere.
Allora, io inizio con il dire che oggi non sono stato convinto da FIM e UILM circa
l'esistenza di impegni, e non mi hanno convinto né il Vicesindaco, né, fuori verbale,
l'Assessore Viano.
Non esistono documenti (a meno che non siano nelle mani di qualcuno che se li tiene
chiusi in un cassetto) che comprovino l'impegno di Alenia a procedere ad un
trasferimento dell'attuale occupazione a Caselle, e non c'è nessun documento dal
quale si possa evincere con chiarezza che cosa andranno a fare o andrebbero a fare
queste persone nella cosiddetta "grande Caselle".
Allora, di fronte ad una situazione di questo genere, mi pare assolutamente evidente,
a meno che non si voglia, appunto, tapparsi il naso e gli occhi e le orecchie, che
siamo di fronte ad un'operazione di pura e semplice valorizzazione, si dice così, in
molti casi si dice speculazione immobiliare, ma di vera e propria valorizzazione
immobiliare, sotto la forma della speculazione. Vale a dire un sito ex industriale
viene trasformato in sito adibito ad uso abitativo e/o commerciale e a servizi, ma che
sostanzialmente si muove sul piano dell'incremento del valore di quell'area.
A fronte di questo, non c'è, ripeto, nessun impegno, né formale né informale, da
parte di Alenia, a procedere alla realizzazione di quel nuovo grande stabilimento, nel
quale poter trasportare le produzioni e la progettazione che oggi si fa nel sito di
Corso Marche, e di conseguenza non si capisce a che cosa serva l'approvazione di
questa Variante. O, meglio, si capisce. Si capisce perché è assolutamente evidente
che siamo di fronte, appunto, ad un'operazione di speculazione urbanistica.
Ma, dal punto di vista industriale, e dal punto di vista delle relazioni sindacali, è
possibile che questo Consiglio Comunale possa prendere una decisione in merito, di
fronte al fatto che un importante incontro nazionale, tra organizzazioni sindacali e
Alenia, che si sarebbe dovuto tenere ieri, è saltato, senza che venisse fissata la data
della prossima convocazione, quindi, come si usa dire, a tempo indeterminato? (E qui
non si tratta di un contratto di lavoro, ovviamente, si tratta di un tempo indeterminato
che l'azienda si è presa per poter decidere e, ovviamente, sulla base di valutazioni
che sono al di fuori di un qualsiasi tipo di relazione sindacale corretta).
Questo per me è un fatto grave, ed a questo si aggiunge un elemento, che vorrei porre
all'attenzione dei Consiglieri. Nel corso di questi ultimi anni, siamo stati abituati ad
una variazione del sistema delle relazioni sindacali nel nostro Paese: sono molte di
più le aziende che pretendono, a scatola chiusa, impegni concreti per le
organizzazioni sindacali, e per i lavoratori quindi, senza che, per quanto riguardi loro
stesse, invece, non ci sia nessuna definizione precisa di impegni.
In sostanza, le questioni vengono affrontate dalle aziende sulla base di un principio,
che forse, fino a poco tempo fa, la stragrande maggioranza dei Consiglieri, che sono
presenti in questa Sala, avrebbe aborrito; la forma è quella del ricatto, vale a dire: o
fai come dico io, oppure me ne vado; o accetti le condizioni che io ti pongo, oppure
non ci sono altre condizioni. In questo caso siamo di fronte ad un'azienda che non ce
lo chiede formalmente. Io non ho elementi - e quindi non mi esprimo da questo punto
di vista - che mi possano far pensare a rapporti diretti fra l'azienda e
l'Amministrazione, e quindi non entro su questo piano, ma è assolutamente evidente
a tutti che questa è un'azienda che non ha bisogno di dire: "Approvatemi la Variante
e poi vediamo", perché questo è nei fatti. Cioè, l'approvazione della Variante non è
propedeutica al mantenimento di impegni, perché questi impegni non ci sono, perché
gli accordi che erano stati sottoscritti due o tre anni fa, erano sottoscritti sulla base di
un progetto, di un piano che oggi si è dimostrato non più opportuno, diciamo così.
Oggi noi ci troviamo di fronte ad un'azienda che chiede, anche se non lo chiede
formalmente, e avvia anche una campagna di stampa. Ricordo a tutti gli articoli su
giornali locali, anche di importanza nazionale, che mettevano in discussione il fatto
che ci fosse qualche pazzo, in questo Consiglio Comunale, che poteva pensare di
bloccare una Variante così, mettendo in discussione, quindi, il mantenimento degli
impegni per la valorizzazione del tessuto industriale torinese e quindi per la
valorizzazione del livello, in termini di qualità e quantità dell'occupazione.
Non è così! Non c'è nessun impegno, da nessuna parte, scritto, che l'azienda si
muove in questo modo e quindi bisogna riconquistare, anche dal punto di vista
dell'Amministrazione, quel minimo di rapporto con l'azienda e con le organizzazioni
sindacali da mettere l'azienda su un tavolo o, meglio, costringerla a sedersi ad un
tavolo, nel quale verificare gli impegni di ciascuno, sapendo che noi la nostra parte
l'abbiamo già fatta, perché la Variante è stata adottata, e quindi il passaggio che oggi
facciamo è una pura e semplice formalità, ripeto, al di là della resistenza di qualche
pazzo, ma il Consiglio è pronto ad approvare la Variante in qualunque momento.
Allora, se dovevamo dimostrare qualche cosa a quell'Azienda, con l'adozione
l'avevamo già dimostrato. Non mi risulta che, a seguito di quell'adozione,
dall'Azienda ci siano stati segnali rivolti sia all'Amministrazione sia alle
Organizzazioni Sindacali tali da poterci indurre a pensare che quegli impegni si
sarebbero poi mantenuti, perché quegli impegni - ripeto - non esistono più, e fino a
quando non ce ne saranno altri, viviamo - diciamo così - in una stanza al buio.
Questo è il motivo per cui noi abbiamo resistito ad affrontare questo tema e - ripeto -
siamo convinti che non sia neanche corretto dal punto di vista giuridico e
amministrativo che noi oggi approviamo questa Variante; chi voterà questa Variante
se ne assumerà anche le responsabilità in solido tra loro (ovviamente, da questo
punto di vista).
Vorrei ancora dire una cosa e concludo. Credo che anche la cosiddetta divisione nel
mondo sindacale sia sintomatica di un modo con il quale in questo paese si
affrontano i temi della politica industriale, vale a dire: con l'approvazione di questa
Variante - ripeto - senza che ci siano impegni precisi e concreti da parte di Alenia,
noi, sostanzialmente, avalliamo il metodo seguito da Alenia in questa nuova modalità
di avere relazioni sindacali. Noi con l'approvazione di questa Variante avalliamo il
fatto che ai lavoratori venga sempre sottoposta un'ipotesi conclusiva che è sempre
ricattatoria, e credo che anche il voto in quest'Aula sia un pochino lo specchio di
quello che è avvenuto in occasione del referendum a Mirafiori. Si può procedere in
questa maniera? Si può pensare di riuscire a ricostruire corrette relazioni sindacali
nel mondo del lavoro e dell'industria? Si può pensare che il lavoro abbia la stessa
dignità quantomeno del capitale? Oppure, il nostro voto serve semplicemente a
dimostrare quanto siamo bravi e quanto non abbiamo bisogno che ci si chieda di fare
le cose, perché tanto le facciamo già da soli.
Bene, noi non siamo su questo piano, ma crediamo che questa Amministrazione
debba assumersi il coraggio e l'impegno per arrivare a ricostruire un tavolo di
concertazione con l'Azienda e con le Organizzazioni Sindacali, coinvolgendo anche
gli altri Comuni interessati, affinché da questa vicenda esca un modello diverso di
relazioni sindacali in Azienda e di rapporto tra Azienda, Organizzazioni Sindacali e
Pubblica Amministrazione.
Con l'approvazione di questa Variante, tutto ciò, ovviamente, non solo passa nel
dimenticatoio, ma diventa un modello che potrebbe essere adottato pericolosamente
anche da altre Amministrazioni locali.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ferrante. Ha a disposizione dieci minuti.

FERRANTE Antonio
Grazie, Presidente, per la verità ci metterò molto meno, anche perché penso che il
Consigliere Castronovo abbia illustrato molto bene la posizione di Rifondazione
Comunista.
Voglio soltanto dire una cosa, soprattutto a quei Consiglieri che, in qualche modo, si
definiscono di sinistra e che sono attenti alle problematiche dei lavoratori e del
lavoro. Ho fatto una piccola verifica, proprio per quanto riguarda la questione Alenia
a Caselle; ebbene, mi risulta che la Commissione Edilizia abbia già deliberato,
esattamente da un anno e mezzo e, allo stesso tempo, mi risulta che la stessa Alenia
abbia ritirato la documentazione nove mesi fa, perché doveva fare una piccola
modifica, e non ha ancora consegnato gli atti al Comune di Caselle, quindi, alla
Commissione Edilizia.
Per cui questo la dice lunga su quelle che sono le prerogative e la volontà di questa
Azienda di voler fare quell'operazione secondo la quale si intende spostare i
lavoratori da Corso Marche a Caselle.
Quindi, esprimiamo tutto il nostro rammarico e la nostra preoccupazione per il fatto
che ci sia questa voglia, a tre giorni dal voto, di portare la deliberazione in Aula e di
farla votare così velocemente. Cosa c'è dietro? Quale speculazione c'è (bisogna
usare il termine corretto) dietro questa operazione? Anche perché a pagare il peso di
questa operazione sarebbero i lavoratori, perché ad oggi non c'è un impegno preciso
di Alenia riguardo a quando i lavoratori verranno spostati da Corso Marche a
Caselle.
Per cui la domanda che pongo è questa: ipotizziamo anche che l'operazione passi
dalla deliberazione che oggi, molto probabilmente, sarà approvata da questo
Consiglio; non credo che chi acquisterà quelle aree potrà investire dall'oggi al
domani e, quindi, potrà dare da subito i soldi ad Alenia, in modo tale che possa
compiere l'operazione che, in qualche modo, dovrebbe fare su Caselle. Io ho forte
preoccupazione, anche perché, in questo periodo di tempo, come verranno impiegati
quei lavoratori? Quali saranno le loro prospettive in mancanza di un piano industriale
che necessita - come diceva prima il Consigliere Castronovo - di un tavolo dove si
concertano le operazioni per quanto riguarda gli spostamenti e i trasferimenti dei
lavoratori?
Da quanto ci giunge oggi, un'operazione di questo tipo richiederebbe un intervento
sindacale; a mio avviso, ritrovo sempre quella rottura sindacale che dimostra che ci
sono quelli che dicono sempre no e quelli che sono sempre d'accordo a far fare tutto
ai padroni (l'abbiamo sperimentato anche nella vicenda FIAT, come ricordava il
Consigliere Castronovo).
Lì che cosa si è verificato? Che il dottor Marchionne ha chiesto da subito gli impegni
che si dovevano assumere i lavoratori e, ad oggi, sono passati già tre mesi, in quella
fabbrica non è ancora partita alcuna operazione. Questo a dimostrazione del fatto che
vogliono gli impegni da parte dei lavoratori, ma gli industriali si preoccupano solo,
dal loro punto di vista, di quale operazione mettere in campo, come e quando gli fa
comodo. Quindi, normalmente, guardano sempre quello che gli conviene di più.
Per cui, come dicevo all'inizio, mi rivolgo maggiormente a quella parte di sinistra
che sta in questo Consiglio che fa riferimento al mondo del lavoro: votando questa
proposta di deliberazione, senza un impegno preciso da parte della Finmeccanica,
quindi da parte dell'Alenia, quale prospettiva avranno quei lavoratori? Come ho
spiegato, io non vedo una prospettiva immediata, perché non si può pensare che parte
l'operazione, che chi acquisisce le aree dovrà fare degli interventi, senza sapere cosa
faranno quei lavoratori su quelle aree, dal momento in cui Caselle è privo di
stabilimenti che potrebbero riceverli.
Vi faccio questa domanda e credo che, a questo punto, da parte vostra, ci debba
essere una risposta di merito, perché anche se questa proposta di mozione (mi sembra
presentata dal PD) nell'impegnativa fa riferimento al fatto di mantenere la
riqualificazione territoriale, e quindi praticamente la valenza industriale degli atti, e
così via, nel concreto non parla di quali siano le prospettive per quei lavoratori e
quale piano industriale l'azienda Alenia intenda mantenere sul territorio.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Domenico Gallo.

GALLO Domenico
Faccio una dichiarazione di voto, più che un intervento complessivo.
Esordirei con una battuta: io oggi sono stato bacchettato, in sala di Conferenza dei
Capigruppo, da un rappresentante sindacale, semplicemente per aver auspicato che il
mondo del lavoro dovrebbe trovare una nuova unità. Quindi, sono stato bacchettato
perché non c'è, da parte della politica, il diritto di poter fare un'affermazione di
questo tipo, ed è grave che un rappresentante sindacale faccia delle considerazioni di
fronte ad un'espressione che tanti lavoratori cercano, vista la divisione che oggi
caratterizza il mondo della rappresentanza sindacale. Il fatto che il Sindacato sia
diviso credo che sia uno dei problemi di questa società. Oggi, in Conferenza dei
Capigruppo, il Sindacato è stato diviso anche su questa vicenda dell'Alenia, com'è
stato diviso sulla vicenda di Mirafiori e com'è diviso, poi, su tutta una serie di
questioni che attiene al tema dei diritti. Questo è grave. Penso che sia il tema centrale
per una società come la nostra, che oggi è, in un qualche modo, sconquassata da una
crisi di valori, da problemi veramente complessi, che attengono la vita e le condizioni
di vita di milioni di persone.
Detto questo, che è una premessa di carattere generale, sono amareggiato da questo
tipo di reazione da parte di questo rappresentante sindacale.
Io credo che il progetto dell'Alenia, dell'asse di Corso Marche, sia importante; l'ho
definito "un progetto suggestivo" per tutta una serie di questioni, per l'area pedonale,
la torre, le nuove attività terziarie e produttive, le nuove residenze, quindi una città
nella città, un'area di grande interesse. C'è un problema di fondo. Dichiaro che
voterò a favore di questa deliberazione, ma sono un po' preoccupato per un fatto, e lo
dico con molta chiarezza: ultimamente stiamo votando deliberazioni, o meglio, in
alcuni casi abbiamo votato proposte di deliberazione senza avere garanzie. Questa è
una di quelle deliberazioni.
Non voglio avere, però, il peso di chi fornisce alibi all'imprenditore Alenia, alla
Finmeccanica. L'alibi - se c'è - con il voto di oggi crolla, e non credo neanche,
compagno Castronovo, che noi stiamo autorizzando a compiere un'azione
speculativa, perché altrimenti anche noi saremmo degli speculatori. Noi, che votiamo
una proposta di deliberazione che ha intenti speculativi, saremmo degli speculatori.
Io non sono speculatore. Mi riconosce almeno che non sono speculatore? No. Quindi,
io voterò questa proposta di deliberazione e non mi ritengo uno speculatore.
Ritengo, invece, che questa deliberazione dovrà essere monitorata nel corso degli
anni, attraverso un controllo politico da parte del nuovo Consiglio Comunale e da
parte della nuova Giunta.
Il problema "Cameri", con molta modestia, io l'avevo sollevato quando abbiamo
votato l'adozione, non perché conoscessi chissà quanto la situazione, ma perché
avevo letto un trafiletto di tre righe su La Stampa di Torino, che diceva che
probabilmente il polo di Caselle sarebbe finito a Cameri. Cameri è in provincia di
Novara, e Novara è il centro di interessi di un certo partito politico, che oggi governa
la Regione Piemonte.
Io temo non tanto la questione speculativa, quanto l'intento clientelare che si può
velare e si può nascondere dietro questa deliberazione, che è diverso dalla
speculazione.
Detto questo, c'è un problema: 1.000 lavoratori dell'Alenia sono oggi in mobilità, di
cui 187 a Torino, e ci sono 1.500 lavoratori, che oggi sono nel polo di Corso Marche,
che non si sa che fine faranno visto che il destino del polo torinese è in dubbio. C'è
un punto interrogativo?
Io ho presentato, assieme ai Consiglieri Grimaldi e Giorgis, una proposta di mozione,
che - lo so - è un atto quasi consolatorio, però è una mozione che oggi il Consiglio
Comunale voterà. In questa proposta di mozione poniamo una questione di fondo
relativa alle garanzie sul polo torinese.
Ritengo che il nuovo Sindaco, se sarà Piero Fassino, abbia l'autorevolezza di porre
questi problemi alla "controparte", tra virgolette, alla parte imprenditoriale, perché
esiste un problema di fondo.
Credo che, però, il problema dell'alibi esista, ma con la votazione di oggi l'alibi
crolla. Spero che i nuovi amministratori, i nuovi Consiglieri e la nuova Giunta
abbiano la capacità di controllare sul piano politico questa vicenda, perché non
riguarda solamente il futuro dell'occupazione dei lavoratori, ma il futuro di una parte
dell'economia di questa città, perché l'Alenia, oggi, per la nostra città ha
rappresentato un ruolo economico molto forte. Guai a perderlo, perché ne abbiamo
già persi altri.
Il Consiglio Comunale oggi si pronuncerà su questa vicenda, in maniera magari
frettolosa, però credo che, da parte nostra, sia un atto dovuto nei confronti di chi
dovrebbe avere diritto ad una vita e ad un futuro più sicuri.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Mi riaggancio agli interventi precedenti dei Consiglieri Castronovo e Ferrante per
dire che il mio dubbio è che, in quest'occasione, l'Amministrazione Comunale sia un
po' venuta meno a quelli che a me parrebbero essere i suoi compiti di mediazione
con gli attori economici del territorio, affinché le strategie industriali vedano anche il
coinvolgimento degli Enti Locali, delle Organizzazioni Sindacali ed in generale delle
parti sociali. Cioè, noi stiamo approvando una proposta di deliberazione che avrà
importanti conseguenze sul futuro industriale del polo aeronautico, senza che ci sia
stata - almeno recentemente - un'interlocuzione pubblica ed esplicita del Consiglio
Comunale e della Giunta con la proprietà, cioè con Alenia e con Finmeccanica.
Credo che questo sia un po' venire meno alla funzione di mediazione, diciamo così,
di piano strategico che l'Amministrazione Comunale dovrebbe e potrebbe fare.
Trovo questo abbastanza preoccupante, anche se penso che si possa essere soddisfatti
del fatto che, con la Conferenza dei Capigruppo di questa mattina, bene o male, i
Gruppi Consiliari siano stati sensibilizzati sulla situazione esistente e sulle
preoccupazioni che si possono ragionevolmente nutrire, anche se poi l'esito è una
proposta di mozione di accompagnamento che è abbastanza, se vogliamo dire,
blanda.
Come dice la nota della RSU FIOM di Alenia, che ci è stata consegnata in quanto
Consiglieri Comunali, nel 1995 il Consiglio Comunale aveva espressamente evitato
che l'area fosse inserita nel Piano Regolatore, con una modifica della sua
destinazione d'uso. Nel 1995 il Consiglio Comunale si era adoperato affinché quella
rimanesse un'area industriale, invece adesso noi autorizziamo questo cambiamento
sostituendo, di fatto, un'attività industriale alla nuova attività che produce profitto,
che è quella - devo dirlo - della speculazione edilizia. Sembra che a Torino non si
possano fare business, affari, se non con la speculazione edilizia.
Io mi chiedo: fino a quando durerà questo? Se non produrrà effettivamente una bolla,
mi chiedo che cosa succederà quando si vedranno gli effetti degli oltre 10, 12
grattacieli, che sono stati autorizzati, perché non dimentichiamo che è vero che
c'erano 10 milioni di aree industriali dismesse (di cui questa non fa parte, perché non
era dismessa, ma viene dismessa ora) che sono state, in qualche modo, ridestinate,
ma gli effetti di quelle trasformazioni non sono ancora visibili e non vorrei che ci
fossero altrettanti effetti "Spina 3", cioè che quando poi si vede concretamente qual è
l'effetto della trasformazione, ci si pente amaramente di averla autorizzata.
Per quanto riguarda la trasformazione nello specifico, ovviamente il Comune ci
guadagna in termini di diritti edificatori; gli indici edificatori sono stati aumentati
parecchio. Soprattutto, vorrei segnalare che, a fronte di 3.000 nuovi abitanti previsti
nella zona - mi corregga, Assessore, se sbaglio -, non abbiamo ben ripassato in
Commissione Urbanistica il contenuto urbanistico della deliberazione, perché ne
abbiamo discusso moltissimo tempo fa, ma poi non l'abbiamo più fatto.
Per cui a me sarebbe piaciuto avere una rinfrescata proprio per capire se alcune cose
erano cambiate oppure no. Io mi baso su quello che era stato deciso più di un anno
fa.
Allora, qui noi ci troviamo di fronte a 3.000 nuovi abitanti e, di fatto, non sono
previsti i servizi, se non parcheggi, un'area verde che nel rendering è abbastanza
arida, anche se sembra verde, e un asilo nido in una torre piezometrica. Questo è
quello che ho riletto nel progetto e mi sarebbe piaciuto - se fosse stato possibile -
discutere in Commissione su che cosa significa insediare un asilo nido in una torre
piezometrica. Comunque, questo poi lo vedremo. Questa Giunta colloca gli asili nido
o sopra i parcheggi o nelle torri piezometriche; bisognerebbe compilare una casistica
di dove vengono collocati gli asili nido. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Nei sottoscala delle case popolari. Insomma, gli asili nido sono una sorta di
specchietto per le allodole: si dice che ci sono i servizi, ma, poi, le condizioni reali di
vita dei bambini non sono molto considerate. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Colleghi, per cortesia. Consigliere Cassiani, si accomodi pure.

SILVESTRINI Maria Teresa
Tenendo conto che...

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Consigliere Cassiani, lasci proseguire il dibattito, sia gentile.

SILVESTRINI Maria Teresa
Allora, tenendo conto che la Circoscrizione 4, dove questo intervento urbanistico…

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Consigliere Cassiani, per cortesia.

SILVESTRINI Maria Teresa
Lo cacci, Presidente, grazie.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
No, io non caccio nessuno, però, se insiste, lo richiamo all'ordine.

SILVESTRINI Maria Teresa
Allora, diciamo che la Circoscrizione 4 è una delle Circoscrizioni torinesi che
maggiormente ha manifestato, in questi anni, una sofferenza sociale. Questo
intervento urbanistico cala, come al solito, come una sorta di astronave in un
territorio senza minimamente alcun tipo di rapporto con il contesto. Non sono
previsti, per esempio, servizi che possano essere usati dal territorio o dal quartiere;
non sono previste case di Edilizia Residenziale Pubblica, ma soltanto case R1, cioè di
edilizia residenziale di lusso.
Mancano scuole materne, elementari e medie. Non è stato fatto uno studio di
accompagnamento sui servizi educativi; manca l'Ufficio postale, il poliambulatorio e
il servizio sanitario; mancano le strutture residenziali per gli anziani.
Naturalmente, la mancanza dei servizi è molto importante, ma è anche importante,
secondo me, il fatto che il paesaggio viene in qualche modo deturpato, perché la
linea che va verso Corso Francia era una visuale di Torino, era una delle visuali che
portava a Rivoli, in cui è presente uno dei castelli sabaudi, punto della corona di
delizie che va da Stupinigi a Rivoli e a Venaria.
Ora, una torre di cento metri è effettivamente uno sfregio al paesaggio storico, così
come è stato concepito nei secoli a Torino, perché si colloca proprio sulla direttrice
di Corso Francia, che è, idealmente, in linea retta con Superga e sullo sfondo delle
montagne. Dal punto di vista paesaggistico, stiamo autorizzando una vera e propria
eresia. Dal punto di vista, invece, commerciale, c'è stato uno studio sul rapporto tra
questo nuovo insediamento commerciale e gli insediamenti commerciali adiacenti di
Collegno? Noi pensiamo di no. Ci chiediamo che funzione abbia questo nuovo centro
commerciale, che fine faranno tutti questi centri commerciali che sono stati approvati
in maniera indiscriminata da questa Amministrazione.
Abbiamo spesso discusso questi argomenti, ma non c'è stata la possibilità di avere
un'interlocuzione. Questi sono argomenti molto importanti, per i quali ci dichiariamo
contrari alla proposta di deliberazione, perché riteniamo che le politiche urbanistiche
del Comune di Torino debbano essere riviste alla radice. Auspichiamo che nella
prossima tornata amministrativa questo possa essere fatto, soprattutto alla luce dei
risultati derivanti da una politica forsennata di approvazioni di Varianti, delle quali
noi non abbiamo ancora visto i risultati. Sono proprio curiosa di vedere cosa
succederà quando si vedrà che cosa avrà prodotto il lavoro di approvazione a
ripetizione di Varianti, che è stato portato avanti in questa tornata amministrativa.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Faccio una premessa rispetto al fatto che ci troviamo a quattro giorni dalle votazioni
e siamo qui in quest'Aula dove ancora una volta l'Assessore alle Varianti, Mario
Viano, ci presenta, come ultimo atto, l'ennesima deliberazione in questa direzione.
Noi vogliamo sottolineare il ritardo con cui arriva questa deliberazione, importante
per lo sviluppo di una vasta area della città. Si tratta di una deliberazione che, in
questo caso, vede il nostro movimento concorde e favorevole, perché noi siamo per
la crescita di questa città, per la crescita complessiva e non solo delle aree centrali,
già favorevolmente colpite dagli interventi di questa Giunta.
Cogliamo questa occasione per riqualificare le aree periferiche della città e da parte
nostra c'è sicuramente un appoggio in questo senso. Ma denunciamo il fatto che
rispetto a una Variante di questa importanza, negli anni si siano privilegiati altri
aspetti che abbiamo denunciato e condannato in quest'Aula.
Io però, rispetto al ragionamento che ho sentito fare in quest'Aula da una parte della
sinistra, voglio sottolineare che in questa Città ci sono ancora, per fortuna sempre
meno, due tipi di cultura: una cultura che avanza e che è sempre minoritaria, per
fortuna, che è la classica cultura del sospetto contro la crescita di questa città, contro
la possibilità di far ritornare questa città come in effetti era una volta; e una cultura
che invece è maturata in questa direzione e che è consapevole dell'importanza di
determinati investimenti e delle ripercussioni che questi investimenti possono avere
sul piano non solo di questa città, ma anche sul piano regionale (mi riferisco,
ovviamente, a Caselle).
Sindaco, mi vengono in mente alcuni esempi di suoi ex colleghi: uno in particolare
(se lo ricorderà il Consigliere Daniele Cantore) è il Sindaco Novelli, esponente di
quella cultura che bloccò lo sviluppo del trasporto pubblico con il blocco della
metropolitana. Una scelta che ha fermato la crescita di questa città per decenni.
Senza dimenticare la perdita, nella città dell'auto, del Salone dell'Automobile. A
causa di questo tipo di cultura, siamo riusciti a perdere un evento che in Italia poteva
essere solo a Torino.
Io penso che si debba guardare al futuro delle scelte con molta più attenzione; scelte
che mi pare ci siano già state da parte dei vertici di Alenia - Finmeccanica, perché
non è vero che non esiste un piano di ristrutturazione, non è vero che non c'è una
visione complessiva di quello che è l'investimento che questa importante realtà del
nostro Paese vuole fare nel nostro Paese. Perché tutti sappiamo benissimo che alcune
realtà, a breve, verranno chiuse; ma queste realtà non sono nella nostra Regione,
dove, anzi, è prevista la creazione di un polo aeronautico importante a Caselle.
Allora, io penso che su questo ci si debba confrontare da un punto di vista politico.
La posizione della Lega Nord (che in quest'Aula ha dimostrato la propria
opposizione a questa maggioranza), è una posizione consapevole, assolutamente
trasparente, perché voglio chiarire che da parte nostra non ci sono assolutamente
interessi su quell'area, ma c'è un interesse preminente di riqualificare le periferie.
In questo Consiglio Comunale, voi della maggioranza avete puntualmente richiamato
questo interesse, ma pensate veramente che con i soldi dell'Amministrazione
pubblica, che non ci sono più, si possa procedere in quel senso o si debba lavorare in
un'altra direzione, avendo una visione un po' più allargata?
Io penso che il polo aeronautico di Caselle sia il modo serio di ragionare, ma per fare
questo bisogna avere una realtà amministrativa e istituzionale unita, che faccia
comprendere che le scelte fatte in questa città sono state scelte unitarie, che hanno
convinto tutte le parti politiche, perché c'è di mezzo l'interesse pubblico, l'interesse
di migliaia di lavoratori, che voi cercate e dite di difendere, ma che in realtà non
difendete per niente con la vostra miopia.
Quindi, penso che il modo corretto di interpretare questa vicenda sia quello di
rafforzare la posizione della Provincia, della Regione e del Comune rispetto a un
colosso. Anche l'ultimo Consiglio di Amministrazione, che si è tenuto solo qualche
giorno fa, il 6 maggio, in cui si è dibattuto di queste cose, ha manifestato questa
esigenza.
Parliamoci chiaro: Alenia potrebbe fare quello che vuole, ma di fronte a
un'Istituzione che a pochi giorni dal voto si riunisce per far approvare una Variante
di questo tipo, penso che ci voglia un po' più di senso di responsabilità, che si
concretizza con l'approvazione proprio della mozione di accompagnamento, in cui si
delega l'Amministrazione a controllare che questo investimento, che porterà degli
indubbi benefici per l'azienda, abbia dei ritorni anche sul nostro territorio.
Ecco come si difendono i lavoratori, ecco come si riesce a non far sparire le
peculiarità di Torino, le tradizioni, la storia, il lavoro che ha fatto in questi decenni
grande questa città.
Allora, qui bisogna mettere un punto fermo, perché siamo ancora, obiettivamente, in
una situazione di crisi. Il segnale che si dà oggi con l'approvazione della
deliberazione e della mozione di accompagnamento è un segnale di grande senso di
responsabilità, che farà sì che nel nostro territorio continui a esistere una delle sue
peculiarità principali: l'industria aerospaziale.
Io sono contento che oggi in Aula il Consigliere Silvestrini abbia responsabilmente
ritirato gli emendamenti, affermando: "Abbandoniamo l'idea di un Consiglio in cui
la nostra forza farà ostruzionismo". Mi auguro che questo possa essere quel valore
aggiunto che consente a questo Consiglio Comunale (che mi pare concorde su questa
linea) di essere veramente interlocutore di una realtà che può essere determinante, in
questa fase economica, per Torino e per il Piemonte.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore. Ricordo al Consigliere che ha venti minuti a
disposizione.

CANTORE Daniele
Magari è capitato altre volte, però forse è la prima volta, nella storia del Consiglio
Comunale di Torino, in cui c'è una seduta del Consiglio che si svolge a pochi giorni
dalle elezioni. Quindi, se vogliamo essere onesti tra noi, questo Consiglio è
sicuramente inficiato dalla campagna elettorale, perché chi dice che non è così è un
ipocrita. C'è la campagna elettorale alle porte e questo Consiglio Comunale è
inficiato, in tutte le posizioni, dalla campagna elettorale.
Signor Presidente del Consiglio, glielo ripeto, se lei avesse convocato questa seduta
del Consiglio prima, invece di convocarla l'ultimo giorno utile, noi avremmo potuto
sentire le rappresentanze sindacali (e mi spiace di non essere potuto essere presente,
nonostante sia stato io, lo scorso lunedì, a chiederglielo, dopo che lei aveva fatto il
"bignami" di quanto le organizzazioni sindacali le avevano manifestato), ma
avremmo potuto sentire anche l'azienda. Questo non è avvenuto perché, è chiaro,
siamo arrivati all'ultima settimana; quindi, abbiamo sentito una parte importante, ma
era forse importante, sul piano delle garanzie, sentire anche l'azienda.
Ma quello che mi stupisce (mi rivolgo al Presidente e ai suoi colleghi di
Rifondazione Comunista) è che, oggi, in quest'Aula, abbiate dimostrato una scarsa
fiducia nei confronti della politica e delle Istituzioni. Mi spiego meglio: voi avete un
candidato a Sindaco, che corre domenica e lunedì (correte in tutte le Circoscrizioni,
avete una posizione politica molto chiara, sieste stati anche maggioranza in questo
Comune e adesso siete opposizione); ma colleghi Castronovo, Ferrante e Silvestrini,
voi pensate che la politica e l'Amministrazione siano caduti così in basso che
approvare oggi una Variante non permetta al prossimo Consiglio Comunale, in corso
d'opera, dopo che si è insediato, di verificare se questa Variante sia opportuna, se ci
siano alcune garanzie, manifestando le preoccupazioni che abbiamo anche noi?
Non pensiate che noi siamo sprovveduti e non attenti. Ho letto i documenti di una
parte del sindacato e ci ho ragionato sopra; sono documenti che pongono delle
domande e delle perplessità. Anche a noi sta a cuore il mantenimento occupazionale
e, addirittura, in questa operazione si parla di un incremento occupazionale. Non ci
sfugge che c'è l'insediamento di Cameri, non siamo degli sprovveduti. Quindi, è una
materia da prendere con le pinze. Ma riteniamo che in questa città ci sarà una classe
politica all'altezza, che una volta insediata esaminerà questa Variante nel suo
percorso.
Come ha detto bene il Consigliere Angeleri, inoltre con la mozione di
accompagnamento noi aggiungiamo un atto importante, perché è un atto che chiede
delle garanzie sul piano occupazionale e anche sull'insediamento di Caselle.
Ve lo dico con grande chiarezza: se ci sono altre preoccupazioni (voi oggi avete
paventato questo), speculazioni, cose non dette (il Presidente prima ha detto: "Non
voglio dire altre cose"), siccome bisogna essere sempre molto chiari e netti, ricordo
che in Corso Vittorio Emanuele II c'è un palazzo dove ci si può recare per fare
quello che si ritiene opportuno.
In quest'Aula si attuano i compiti dell'Amministrazione; se ci sono sospetti, il
collega Castronovo sa dove deve andare, non deve portare questi sospetti in
Consiglio Comunale. Io concordo con il Consigliere Angeleri, questi sospetti il
Consigliere Castronovo li tenga tutti per sé, perché io non accetto che lui pensi che
chi voterà o, comunque, sarà d'accordo su questa Variante è compromesso in
speculazioni… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ci sono dei passaggi a
verbale, andiamo a sentirli. Guardi, sento poco perché gli anni passano, però porto un
apparecchio e sento bene. Lei ha fatto dei riferimenti precisi.
Le ripeto: ci sono queste preoccupazioni? Vada alla Procura della Repubblica. Le
dico anche come si chiama il palazzo che si trova in Corso Vittorio Emanuele II. Se
invece è una questione politica e amministrativa, credo che (anche se in zona
Cesarini, anche se in ritardo, anche se l'Amministrazione Comunale poteva
accorgersene prima, anche se lei, Presidente, poteva convocare questo Consiglio
prima, dandoci la possibilità di capire di più) approvando questo atto, questo
Consiglio Comunale non dia un alibi all'azienda per fuggire alle proprie
responsabilità.
Questo a noi interessa, sapendo che il prossimo Consiglio Comunale sicuramente
sarà in grado di monitorare che non ci siano speculazioni edilizie o commerciali, che
venga mantenuto l'insediamento di Caselle, perché questo interessa a noi torinesi.
Non siamo certo scontenti se avviene anche qualcosa a Cameri, l'importante è che
Cameri non ci porti via Caselle; una preoccupazione peraltro manifestata dal
sindacato e da noi condivisa.
Ma io penso che la politica e gli amministratori di questa città saranno in grado di
difendere (peraltro l'hanno fatto in questi anni) le presenze industriali importanti in
città. Quindi, non vedo niente di particolare se approviamo questa Variante; del resto
in passato ne avete approvate altre senza creare tante discussioni, se non per il fatto
(lo dico con grande franchezza) che siamo in campagna elettorale e bisogna segnare
una posizione.
A noi non interessa segnare nessuna posizione, riteniamo che questo sia un atto
difensivo per non dare alibi, perché così ci ha spiegato chi ha interloquito con
l'azienda, cioè la Giunta. Noi, come opposizione, responsabilmente riteniamo che
non si debba dare nessun alibi, proprio a tutela dei posti di lavoro e dell'insediamento
di Caselle.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Come abbiamo ribadito nelle scorse settimane, ci dispiace che alla fine questa
discussione sia stata affrontata in questo modo. Lo dico perché in Commissione
Urbanistica (adesso non ci sono i Consiglieri del mio Gruppo che hanno svolto
questo lavoro) avevamo chiesto non solo delle spiegazioni, ma l'arrivo di un Piano
Industriale, che a oggi non è presente in questa discussione.
Ovviamente, come sapete, questa Variante presenta alcune criticità. Una Variante
che, prima di tutto, deve essere vista dalla parte dell'interesse pubblico e io credo che
questo interesse pubblico esista qualora noi riusciamo a vedere oltre a quelle che
sono alcune righe presenti in questa deliberazione.
Vorrei fare un paso indietro: il Gruppo Rifondazione Comunista, rileggendo il
documento inviato in questi giorni dalle RSU e dalla FIOM, giustamente dice che
negli anni Novanta gli Enti Locali sono riusciti a fare qualcosa di importante. Dopo
le lotte degli operai e dei sindacati, gli Enti Locali sono stati fermi nel prendere una
posizione, arrivando a un piano industriale che, in qualche modo, ha cercato di
conservare in parte la vocazione di quell'area. E' giusto ricordarlo.
La nota, tra l'altro, dice qualcosa di più e non mi pare che questa discussione si stia
alzando né dal punto di vista del Piano Industriale, né delle vocazioni dell'area, né
tanto meno della destinazione vera di Cameri e quali sono le finalità. Infatti nella
nota, se qualcuno ha tempo e voglia di leggere, in qualche modo si spiega anche la
crisi degli ultimi anni, non solo nel civile, ma anche nel militare.
Io credo che 15 anni fa le situazioni erano completamente diverse. Oggi,
oggettivamente, grandi imprese, come Alenia, potrebbero semplicemente lasciare
deserta quell'area della città e fra qualche anno, probabilmente, un Consiglio
Comunale, che magari non ricorda cos'era successo dieci anni prima, valorizza
quell'area, magari con un po' meno di valori immobiliari, di cubatura, perché
oggettivamente i deserti urbani, che abbiamo rigenerato in questi 15 anni, non
piacciono a nessuno.
Invece, qui ci troviamo in un'altra situazione. Faccio un parallelismo un po' ardito,
però vorrei ritornare alla Mirafiori del 2005, per dire che non tutti i modelli
funzionano sulla carta: nel 2005, la crisi profonda di quel sistema ha portato a una
un'acquisizione vera di un'area. Ovviamente, stiamo parlando di cose diverse, perché
oggi l'area viene valorizzata, allora invece veniva acquistata; ma stiamo parlando,
comunque, di aiuti di Stato.
Qual è la differenza sostanziale tra allora e oggi? Sono due, fondamentalmente. La
prima, che in quel caso l'Ente Locale, assieme alla Provincia e alla Regione, cercava
prima di tutto di rastrellare tutti i fondi pubblici possibili, facendo, al posto dello
Stato, una operazione di "politiche industriali" del territorio, forse una delle più
atipiche in Italia. Però è riuscito ad acquisire, attraverso un protocollo di intesa,
un'area che verrà riqualificata negli anni successivi. Poi parleremo delle criticità, non
sto descrivendo questa operazione come un'operazione che sia finita bene; la sto
descrivendo per come era stata pensata al fine di garantire, per qualche anno,
l'occupazione. Mi pare che tutti noi possiamo dire che la Grande Punto e la
rigenerazione di quell'area di Mirafiori sia avvenuta dopo quel piccolo passaggio
storico.
A tal proposito, il Vicesindaco Tommaso Dealessandri, potrebbe dirci: "Grazie a
quello strumento, abbiamo avuto la capacità di...". Io, al Vicesindaco, risponderei
"Più o meno", perché quel protocollo nel 2005 c'era, l'abbiamo votato mentre
facevamo quell'operazione. Cioè, mentre facevamo quell'operazione, c'era un
protocollo e si dicevano cose anche diverse, tant'è vero che quell'operazione è vero
che è costata 80 milioni di Euro, ma ha lasciato comunque un bene alla città, una
vocazione che teoricamente va un po' oltre, cioè una vocazione che, per esempio,
potrebbe unire le competenze del Politecnico, con quelle di nuove imprese e della
FIAT stessa.
Invece, in questo caso stiamo parlando di qualcosa di diverso, cioè quei fondi non
vengono dati, perché l'area non è da acquistare, ma, di fatto, quei fondi esistono e da
qualche parte c'è questo interesse privato; perché mi sembra che, in questa retorica,
si parli soltanto dell'interesse pubblico, senza ricordarci che, alla fine, se stiamo
facendo questo tipo di operazione, è per un interesse privato. Ne sono sicuro e non
voglio sottrarmi alle accuse velate del Presidente Castronovo.
L'interesse privato c'è e la Città di Torino vuole far sì che quell'interesse privato
diventi un interesse pubblico, ma come può farlo? Attraverso un accordo - e credo
che sia questa la base, di fatto, di questa discussione - che porti, da una parte, un
reinvestimento in quell'area, per vedere il progetto (come dice giustamente la RSU in
questione, cioè la FIOM, che ci ha mandato questa nota) della "Gran Caselle".
Vorrei che anche noi non strumentalizzassimo troppo queste divisioni dei Sindacati,
perché vi ricordo che, oggi, il nostro compito non è quello di tifare per un Sindacato
o l'altro, ma far sì che la politica esista prima e dopo e che i Sindacati non si trovino,
come sempre in questi ultimi anni, costretti a scegliere fra un ricatto bello e buono o
l'uscita di scena di un sistema produttivo.
Di conseguenza, che cosa manca in questa vicenda? Mancano quell'accordo e quel
piano industriale per cui il nostro Gruppo non potrà votare a favore di questa
proposta di deliberazione. Noi non voteremo contro, perché non abbiamo posizioni
politiciste o da campagna elettorale e ci assumiamo in pieno la responsabilità di
quello che stiamo facendo: stiamo votando, non stiamo facendo mancare il numero
legale per intenderci, non voteremo contro la proposta di deliberazione, ma vogliamo
prima di tutto un atto.
Noi abbiamo presentato, con gli altri Consiglieri della maggioranza, una proposta di
mozione di indirizzo (in termini tecnici, una mozione di accompagnamento), che
chiede qualcosa di più che rispettare gli accordi. Mi rivolgo all'Assessore Viano
(che, secondo me, parla di accordi con tutte le buone intenzioni) ricordandogli che gli
accordi però non li leggiamo, perché si tratta di accordi verbali. È questa la cosa
discutibile di questa vicenda e dobbiamo fidarci della nostra memoria. Inoltre, anche
gli accordi scritti spesso sono carta straccia, figuriamoci gli accordi verbali.
Non dico che la Città di Torino debba pretendere di concordare il piano industriale -
non diciamo sciocchezze -, ma è certo che, per esempio a differenza dell'accordo di
TNE a Mirafiori, un protocollo di intesa poteva almeno indirizzare una parte di
discussione o, diversamente - come ci chiedevano in parte alcuni lavoratori -, forse
sarebbe stato semplicemente meglio vedere il piano industriale per poter valutare
qual era la politica migliore anche per valorizzare quell'area e per mettersi al servizio
di quel piano industriale e, magari, di quell'accordo sindacale. In tutto questo poi ci
sono i piani industriali e anche gli accordi sindacali da registrare, perché, altrimenti,
sembra che queste discussioni siano solo fra Enti Locali ed imprese e che, in qualche
modo, il sistema Paese ed il tessuto del Paese vengano meno.
Di conseguenza, molto semplicemente vogliamo aggiungere a questa proposta di
mozione (per la quale ringraziamo i Gruppi di maggioranza) una frase, che è la
seguente: "Impegna il Sindaco e la Giunta a rappresentare in tutte le sedi opportune
la valenza industriale degli atti di riqualificazione territoriale compiuti e la necessità
che agli impegni assunti dalle parti (sia private sia pubbliche, sul rafforzamento della
presenza industriale nell'area metropolitana torinese) si dia piena attuazione - e qui la
parte dell'emendamento aggiuntivo - attraverso un protocollo di intesa tra gli Enti
Locali e l'Azienda, nel riconoscimento della loro grande valenza strategica".
Spero che questa discussione ci porterà, nei prossimi mesi, ad esaminare un piano
industriale ed un protocollo di intesa, grazie ai quali il prossimo Assessore
all'Urbanistica ed il prossimo Assessore alle Attività Produttive della Città di Torino
potranno vigilare quel tipo di accordo. Ritengo che, a differenza di quello che pensa
il Gruppo di Rifondazione Comunista, in realtà stiamo facendo qualcosa per
l'insediamento produttivo, ma, soprattutto, per il futuro di un'area che va un po' oltre
la città di Torino. Spesso la città di Torino si è chiusa in se stessa e non ha compreso
che si rappresentavano gli interessi di un territorio più vasto e Caselle è uno di questi
esempi.
Per questo motivo, in questa proposta di mozione chiediamo che la discussione
continui ad essere svolta in parallelo con il Comune di Caselle e con gli altri Enti
Locali e riteniamo che, nei prossimi mesi, dovremo fare in modo che questa
discussione riprenda prima di tutto nel rapporto con i Sindacati.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bruno.

BRUNO Giuseppe Maurizio
Il mio intervento sarà breve, perché vorrei fare una richiesta e spero che, per chi non
si offende, magari venga anche accolta.
Vi chiedo se non sia più utile, per chi ha a cuore determinate materie e vuole portare
avanti determinate idee, visto che è in corso la campagna elettorale, andare fuori di
qui e cercare di trovare i voti per fare in modo di essere nuovamente presenti in
quest'Aula e se non sia vergognoso stare in Aula cercando di raccogliere voti usando
e sfruttando le Istituzioni.
Oggi sto assistendo ad un qualcosa di particolare e, per aggiungere insulto a lesioni
gravi, mi verrebbe da dimettermi irrevocabilmente fino a fine mandato, perché siamo
veramente di fronte ad una vera farsa.
Chiedo al Consiglio se non sia il caso di votare ciò che si è chiesto di votare ed
andare tutti a lavorare.

CALGARO Marco (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Boero.

BOERO Valter
Vorrei dichiarare che il Gruppo UDC è a favore di questa proposta di deliberazione.
Tuttavia, non posso non menzionare il fatto che è già stato richiamato da alcuni
Consiglieri: è incredibile che ci si trovi a discutere di un argomento importante negli
ultimi giorni di questo mandato amministrativo. Ciò significa che non vi è stata la
capacità di portarlo in Aula prima e di prepararlo convenientemente e questo mi
dispiace. Tuttavia, sulla parola del Vicesindaco che ci ha chiesto questo impegno, il
Gruppo UDC esprimerà il proprio voto favorevole alla proposta di deliberazione.

CALGARO Marco (Consigliere Anziano)
La parola il Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Il mio intervento sarà molto breve, anche se questa è una proposta di deliberazione
importante e la vorrei evidenziare solo in un suo profilo; ne abbiamo discusso
lungamente già in sede di adozione, mentre adesso siamo in sede di approvazione.
Questa proposta di deliberazione deve essere intesa, oltre che nella sua dimensione
strettamente urbanistica, nella sua valenza industriale. L'obiettivo di questa
trasformazione, come è già stato ricordato negli interventi precedenti, è di dare
seguito a quella scelta politica che Torino ha perseguito nel corso di tutti questi anni,
cioè utilizzare la leva urbanistica e la leva dell'infrastrutturazione per attrarre
investimenti e consentire alla produzione industriale e alla produzione di beni e
servizi di radicarsi sul nostro territorio.
Quindi, vorrei solo sottolineare che, oggi, diamo seguito ad un impegno assunto anni
addietro e dimostriamo, fino all'ultimo atto, che questa maggioranza (pur con i tanti
distinguo che ormai non si contano più, pur con i Gruppi che, nonostante facciano
parte della maggioranza, si astengono oppure, in qualche misura, evidenziano un
apporto decisivo, sconosciuto fino al momento in cui si arriva al voto -
evidentemente, tutto questo fa parte del modo in cui alcuni Consiglieri e alcuni
Gruppi hanno inteso il loro stare in maggioranza -), ancora una volta, fornisce la
prova di saper corrispondere agli impegni che la Giunta assume con una
corrispondente deliberazione del Consiglio Comunale.
Questo è il senso profondo e, al tempo stesso, diamo la prova di aver cercato di
praticare, a seconda delle condizioni possibili, una strategia di attrazione di
investimenti e di insediamenti industriali di dimensione metropolitana. So bene che
anche questo non passerà alla storia, ma, se il Consigliere Cassiani ascoltasse,
durante la sua campagna elettorale potrebbe spiegare ai suoi elettori che con questo
atto Torino dimostra nei fatti una capacità di guardare alla dimensione metropolitana
e questa è una scelta politica che, contrariamente a quello che talvolta si sente
ripetere in giro, conferma che Torino non è chiusa in se stessa; infatti, questa
operazione di carattere urbanistico si spiega solo se ragioniamo tenendo in
considerazione l'impegno assunto sul Comune di Caselle e sui Comuni limitrofi.
Vorrei ricordare che la proposta di mozione, che è stata sottoscritta da tutti i Gruppi
consiliari, abbia il senso… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, tranne
che dal Gruppo di Rifondazione Comunista, che naturalmente anche in questa
vicenda non ha perso l'occasione di spiegare che ai lavoratori conviene non avere
insediamenti industriali, ma conviene chiudere le industrie e che la città pratichi delle
politiche urbanistiche soltanto ex-post; credo che questo i lavoratori lo capiscano.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Noto anche, con un certo dispiacere… (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Chiudiamo con una nota dolente di subalternità culturale a riviste on-line, delle quali,
probabilmente, il Consigliere di Rifondazione Comunista è attento lettore.
Con questa proposta di deliberazione cerchiamo di porre le condizioni per
corrispondere ad un impegno e per fare in modo che il polo dell'Aerospazio continui
ad essere una delle vocazioni industriali dell'area metropolitana torinese.

CALGARO Marco (Consigliere Anziano)
Dichiaro concluso il dibattito sulla proposta di deliberazione e sulla proposta di
mozione.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)