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VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201101822/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 25 marzo 2011, avente per oggetto: "Legge Regionale 9 aprile 1996 n. 18 e s.m.i. - Programma Integrato 'Alenia' in variante al P.R.G. vigente. Approvazione". e della proposta di mozione n. mecc. 201102866/002, presentata dai Consiglieri Giorgis, Domenico Gallo, Grimaldi, Olmeo, Bonino, Porcino, Cantore, Angeleri, Freda, Gentile, Cuntrò e Galasso in data 11 maggio 2011, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201101822/009: 'Legge Regionale 9 aprile 1996 n. 18 e s.m.i. - Programma Integrato 'Alenia' in variante al P.R.G. vigente. Approvazione'". VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Ricordo che nel corso della precedente seduta del Consiglio Comunale, l'Assessore Viano aveva già illustrato ampiamente la proposta di deliberazione con un intervento di 15 minuti, se non ricordo male. La parola al Consigliere Castronovo. CASTRONOVO Giuseppe Il Gruppo di Rifondazione Comunista ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per tentare di bloccare la discussione oggi. Così come nel passato, presentando gli emendamenti di tipo ostruzionistico, aveva tentato di sollevare l'attenzione dell'Aula e della città sulle ricadute che comporterebbe l'approvazione di questa Variante nel panorama complessivo della nostra città, sia dal punto di vista urbanistico - di cui parlerà poi il Consigliere Silvestrini - sia dal punto di vista delle ricadute, sul piano industriale, dello sviluppo della città, del livello e della qualità (in termini di qualità e quantità) dell'occupazione sul settore dell'aeronautica torinese. Non ce l'abbiamo fatta, quindi oggi ci ritroviamo a discutere una deliberazione durante la campagna elettorale. Ho visto, anche con un pizzico di stupore, che nella votazione della proposta di sospensiva, che avevamo avanzato, oltre ad un favorevole che non immaginavo, ci sono anche alcuni astenuti che non immaginavo, come a dire che forse è stato colto il senso dei problemi che abbiamo sollevato quando abbiamo affermato che oggi questo Consiglio Comunale avrebbe fatto bene a non discutere questa Variante - posto che siamo nel periodo di campagna elettorale e, quindi, quest'Aula si assume anche la responsabilità dal punto di vista formale dell'approvazione di una deliberazione durante la campagna elettorale. Quindi, in qualche modo, ciascuno di coloro che hanno respinto la nostra proposta di sospensiva, assume su di sé anche una responsabilità solidale per eventuali ricorsi alla Magistratura che potrebbero essere avanzati, da parte di chicchessia, circa la legittimità dell'approvazione di questa deliberazione in questo periodo. A parte queste considerazioni, ci stupisce anche il fatto che, nonostante l'audizione di questa mattina delle organizzazioni sindacali, che, ancorché divise tra loro, hanno, in ogni caso, denunciato un fatto specifico su cui sono tutte d'accordo, ovvero che, nella sostanza, dalle motivazioni che sono state portate dalla Giunta - abbiamo sentito lunedì scorso l'Assessore Viano - a sostegno della tesi dell'urgenza e della necessità di affrontare oggi la discussione di questa Variante, in pratica, non esiste alcun impegno formale che affermi con certezza quale sarà lo sviluppo e il futuro dell'industria aeronautica torinese. È questo il punto. La discussione che oggi abbiamo affrontato in sede di Conferenza dei Capigruppo si è articolata, sostanzialmente, su un punto, e cioè: cos'è più utile per riuscire a mantenere, oggi, a Torino, o comunque nell'area metropolitana torinese, un'azienda di primaria importanza, tecnologicamente all'avanguardia, in grado di sostenere uno sviluppo industriale, una volta tanto basato fondamentalmente su alta tecnologia? E non entro nel merito delle questioni di ordine morale, cioè che si producono armi eccetera, perché se no ovviamente il tema assumerebbe tutt'altra rilevanza, ma è assolutamente evidente che la mancanza di un piano industriale di rilancio di quell'azienda, formale e formalmente concordato ed approvato in sede prima di azienda e poi verificato e concordato con le organizzazioni sindacali, oggi questo è l'elemento che ci induce a dire che forse sarebbe bene che la discussione e l'approvazione di questa Variante fosse rinviata al prossimo Consiglio Comunale, in modo da dare al prossimo Consiglio Comunale la possibilità concreta di istruire la pratica, alla luce delle situazioni attuali. Situazioni che sono molto diverse rispetto a quelle che erano presenti quando ebbe inizio la discussione di questa Variante, sia con la forma della presentazione del progetto da parte della Finmeccanica, sia dal punto di vista dell'iter burocratico- amministrativo, prima con l'adozione della Variante e oggi con l'approvazione. Allora eravamo in presenza di un'azienda che esprimeva fortemente un'ipotesi di rilancio produttivo, che aveva anche dei positivi risvolti dal punto di vista della qualità e della quantità dell'occupazione. Oggi ci ritroviamo, invece, di fronte ad un'azienda che non sa bene quale sarà il suo futuro. Oggi la discussione in Conferenza dei Capigruppo verteva appunto su questo aspetto, vale a dire: cos'è più utile per riuscire a convincere l'azienda a predisporre un piano industriale congruo e conseguente ad un'ipotesi di rilancio? Approvare oggi una Variante, basandoci sul fatto che questa Amministrazione, nel suo complesso, dimostra di essere capace di arrivare fino in fondo comunque, a prescindere, e a mantenere gli impegni dal punto di vista amministrativo, e successivamente a questo pretendere dagli altri il rispetto di altri impegni? (E poi entriamo nel merito di questo). Oppure, proprio perché l'azienda oggi non ha ancora sottoscritto alcun impegno, sarebbe opportuno e necessario che la questione della Variante rimanesse sospesa fino a quando questi impegni non si trasformeranno in atti concreti, sottoscritti e firmati dall'azienda stessa, e concordati, per quanto è possibile, con le organizzazioni sindacali? Parlerò di questo aspetto in un secondo momento, perché a noi basterebbe che ci fosse un piano industriale dal quale si potessero evincere con chiarezza gli impegni che l'azienda si prende e le possibilità concrete di sviluppo che intende perseguire, perché questo è il punto. Ripeto, non tratto le questioni di carattere urbanistico- ambientali, che in ogni caso, per quanto ci riguarda, assumono in sé delle problematiche tali che ci avrebbero comunque fatto votare contro a questa deliberazione, proprio dal punto di vista urbanistico, perché prosegue sulla strada di cose delle quali abbiamo più volte discusso e verso le quali abbiamo espresso più volte la nostra ferma contrarietà. Quindi, oggi ci troviamo di fronte a questo elemento: organizzazioni sindacali che comunque sono tutte concordi nel dire che un piano industriale non c'è, che prevedono, in ogni caso, entrambe, le difficoltà che si intravedono all'orizzonte. Qualche organizzazione sindacale chiede di approvare questa Variante, in modo da togliere l'alibi all'azienda per non mantenere gli impegni; un'altra organizzazione sindacale, la FIOM, invece, dice con una certa chiarezza e con forza che sarebbe bene che questa Variante rimanesse qui, perché c'è un dato, perché è assolutamente evidente che l'azienda Alenia ha un interesse specifico, preciso, nella valorizzazione del suo patrimonio immobiliare e che, quindi, la realizzazione di quanto previsto dalla Variante, da questo punto di vista, rappresenta un investimento di non secondaria importanza nella ricerca di profitti, anche attraverso lo strumento della valorizzazione del proprio patrimonio. Questo è il punto ed è su questo che dobbiamo discutere. Allora, io inizio con il dire che oggi non sono stato convinto da FIM e UILM circa l'esistenza di impegni, e non mi hanno convinto né il Vicesindaco, né, fuori verbale, l'Assessore Viano. Non esistono documenti (a meno che non siano nelle mani di qualcuno che se li tiene chiusi in un cassetto) che comprovino l'impegno di Alenia a procedere ad un trasferimento dell'attuale occupazione a Caselle, e non c'è nessun documento dal quale si possa evincere con chiarezza che cosa andranno a fare o andrebbero a fare queste persone nella cosiddetta "grande Caselle". Allora, di fronte ad una situazione di questo genere, mi pare assolutamente evidente, a meno che non si voglia, appunto, tapparsi il naso e gli occhi e le orecchie, che siamo di fronte ad un'operazione di pura e semplice valorizzazione, si dice così, in molti casi si dice speculazione immobiliare, ma di vera e propria valorizzazione immobiliare, sotto la forma della speculazione. Vale a dire un sito ex industriale viene trasformato in sito adibito ad uso abitativo e/o commerciale e a servizi, ma che sostanzialmente si muove sul piano dell'incremento del valore di quell'area. A fronte di questo, non c'è, ripeto, nessun impegno, né formale né informale, da parte di Alenia, a procedere alla realizzazione di quel nuovo grande stabilimento, nel quale poter trasportare le produzioni e la progettazione che oggi si fa nel sito di Corso Marche, e di conseguenza non si capisce a che cosa serva l'approvazione di questa Variante. O, meglio, si capisce. Si capisce perché è assolutamente evidente che siamo di fronte, appunto, ad un'operazione di speculazione urbanistica. Ma, dal punto di vista industriale, e dal punto di vista delle relazioni sindacali, è possibile che questo Consiglio Comunale possa prendere una decisione in merito, di fronte al fatto che un importante incontro nazionale, tra organizzazioni sindacali e Alenia, che si sarebbe dovuto tenere ieri, è saltato, senza che venisse fissata la data della prossima convocazione, quindi, come si usa dire, a tempo indeterminato? (E qui non si tratta di un contratto di lavoro, ovviamente, si tratta di un tempo indeterminato che l'azienda si è presa per poter decidere e, ovviamente, sulla base di valutazioni che sono al di fuori di un qualsiasi tipo di relazione sindacale corretta). Questo per me è un fatto grave, ed a questo si aggiunge un elemento, che vorrei porre all'attenzione dei Consiglieri. Nel corso di questi ultimi anni, siamo stati abituati ad una variazione del sistema delle relazioni sindacali nel nostro Paese: sono molte di più le aziende che pretendono, a scatola chiusa, impegni concreti per le organizzazioni sindacali, e per i lavoratori quindi, senza che, per quanto riguardi loro stesse, invece, non ci sia nessuna definizione precisa di impegni. In sostanza, le questioni vengono affrontate dalle aziende sulla base di un principio, che forse, fino a poco tempo fa, la stragrande maggioranza dei Consiglieri, che sono presenti in questa Sala, avrebbe aborrito; la forma è quella del ricatto, vale a dire: o fai come dico io, oppure me ne vado; o accetti le condizioni che io ti pongo, oppure non ci sono altre condizioni. In questo caso siamo di fronte ad un'azienda che non ce lo chiede formalmente. Io non ho elementi - e quindi non mi esprimo da questo punto di vista - che mi possano far pensare a rapporti diretti fra l'azienda e l'Amministrazione, e quindi non entro su questo piano, ma è assolutamente evidente a tutti che questa è un'azienda che non ha bisogno di dire: "Approvatemi la Variante e poi vediamo", perché questo è nei fatti. Cioè, l'approvazione della Variante non è propedeutica al mantenimento di impegni, perché questi impegni non ci sono, perché gli accordi che erano stati sottoscritti due o tre anni fa, erano sottoscritti sulla base di un progetto, di un piano che oggi si è dimostrato non più opportuno, diciamo così. Oggi noi ci troviamo di fronte ad un'azienda che chiede, anche se non lo chiede formalmente, e avvia anche una campagna di stampa. Ricordo a tutti gli articoli su giornali locali, anche di importanza nazionale, che mettevano in discussione il fatto che ci fosse qualche pazzo, in questo Consiglio Comunale, che poteva pensare di bloccare una Variante così, mettendo in discussione, quindi, il mantenimento degli impegni per la valorizzazione del tessuto industriale torinese e quindi per la valorizzazione del livello, in termini di qualità e quantità dell'occupazione. Non è così! Non c'è nessun impegno, da nessuna parte, scritto, che l'azienda si muove in questo modo e quindi bisogna riconquistare, anche dal punto di vista dell'Amministrazione, quel minimo di rapporto con l'azienda e con le organizzazioni sindacali da mettere l'azienda su un tavolo o, meglio, costringerla a sedersi ad un tavolo, nel quale verificare gli impegni di ciascuno, sapendo che noi la nostra parte l'abbiamo già fatta, perché la Variante è stata adottata, e quindi il passaggio che oggi facciamo è una pura e semplice formalità, ripeto, al di là della resistenza di qualche pazzo, ma il Consiglio è pronto ad approvare la Variante in qualunque momento. Allora, se dovevamo dimostrare qualche cosa a quell'Azienda, con l'adozione l'avevamo già dimostrato. Non mi risulta che, a seguito di quell'adozione, dall'Azienda ci siano stati segnali rivolti sia all'Amministrazione sia alle Organizzazioni Sindacali tali da poterci indurre a pensare che quegli impegni si sarebbero poi mantenuti, perché quegli impegni - ripeto - non esistono più, e fino a quando non ce ne saranno altri, viviamo - diciamo così - in una stanza al buio. Questo è il motivo per cui noi abbiamo resistito ad affrontare questo tema e - ripeto - siamo convinti che non sia neanche corretto dal punto di vista giuridico e amministrativo che noi oggi approviamo questa Variante; chi voterà questa Variante se ne assumerà anche le responsabilità in solido tra loro (ovviamente, da questo punto di vista). Vorrei ancora dire una cosa e concludo. Credo che anche la cosiddetta divisione nel mondo sindacale sia sintomatica di un modo con il quale in questo paese si affrontano i temi della politica industriale, vale a dire: con l'approvazione di questa Variante - ripeto - senza che ci siano impegni precisi e concreti da parte di Alenia, noi, sostanzialmente, avalliamo il metodo seguito da Alenia in questa nuova modalità di avere relazioni sindacali. Noi con l'approvazione di questa Variante avalliamo il fatto che ai lavoratori venga sempre sottoposta un'ipotesi conclusiva che è sempre ricattatoria, e credo che anche il voto in quest'Aula sia un pochino lo specchio di quello che è avvenuto in occasione del referendum a Mirafiori. Si può procedere in questa maniera? Si può pensare di riuscire a ricostruire corrette relazioni sindacali nel mondo del lavoro e dell'industria? Si può pensare che il lavoro abbia la stessa dignità quantomeno del capitale? Oppure, il nostro voto serve semplicemente a dimostrare quanto siamo bravi e quanto non abbiamo bisogno che ci si chieda di fare le cose, perché tanto le facciamo già da soli. Bene, noi non siamo su questo piano, ma crediamo che questa Amministrazione debba assumersi il coraggio e l'impegno per arrivare a ricostruire un tavolo di concertazione con l'Azienda e con le Organizzazioni Sindacali, coinvolgendo anche gli altri Comuni interessati, affinché da questa vicenda esca un modello diverso di relazioni sindacali in Azienda e di rapporto tra Azienda, Organizzazioni Sindacali e Pubblica Amministrazione. Con l'approvazione di questa Variante, tutto ciò, ovviamente, non solo passa nel dimenticatoio, ma diventa un modello che potrebbe essere adottato pericolosamente anche da altre Amministrazioni locali. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferrante. Ha a disposizione dieci minuti. FERRANTE Antonio Grazie, Presidente, per la verità ci metterò molto meno, anche perché penso che il Consigliere Castronovo abbia illustrato molto bene la posizione di Rifondazione Comunista. Voglio soltanto dire una cosa, soprattutto a quei Consiglieri che, in qualche modo, si definiscono di sinistra e che sono attenti alle problematiche dei lavoratori e del lavoro. Ho fatto una piccola verifica, proprio per quanto riguarda la questione Alenia a Caselle; ebbene, mi risulta che la Commissione Edilizia abbia già deliberato, esattamente da un anno e mezzo e, allo stesso tempo, mi risulta che la stessa Alenia abbia ritirato la documentazione nove mesi fa, perché doveva fare una piccola modifica, e non ha ancora consegnato gli atti al Comune di Caselle, quindi, alla Commissione Edilizia. Per cui questo la dice lunga su quelle che sono le prerogative e la volontà di questa Azienda di voler fare quell'operazione secondo la quale si intende spostare i lavoratori da Corso Marche a Caselle. Quindi, esprimiamo tutto il nostro rammarico e la nostra preoccupazione per il fatto che ci sia questa voglia, a tre giorni dal voto, di portare la deliberazione in Aula e di farla votare così velocemente. Cosa c'è dietro? Quale speculazione c'è (bisogna usare il termine corretto) dietro questa operazione? Anche perché a pagare il peso di questa operazione sarebbero i lavoratori, perché ad oggi non c'è un impegno preciso di Alenia riguardo a quando i lavoratori verranno spostati da Corso Marche a Caselle. Per cui la domanda che pongo è questa: ipotizziamo anche che l'operazione passi dalla deliberazione che oggi, molto probabilmente, sarà approvata da questo Consiglio; non credo che chi acquisterà quelle aree potrà investire dall'oggi al domani e, quindi, potrà dare da subito i soldi ad Alenia, in modo tale che possa compiere l'operazione che, in qualche modo, dovrebbe fare su Caselle. Io ho forte preoccupazione, anche perché, in questo periodo di tempo, come verranno impiegati quei lavoratori? Quali saranno le loro prospettive in mancanza di un piano industriale che necessita - come diceva prima il Consigliere Castronovo - di un tavolo dove si concertano le operazioni per quanto riguarda gli spostamenti e i trasferimenti dei lavoratori? Da quanto ci giunge oggi, un'operazione di questo tipo richiederebbe un intervento sindacale; a mio avviso, ritrovo sempre quella rottura sindacale che dimostra che ci sono quelli che dicono sempre no e quelli che sono sempre d'accordo a far fare tutto ai padroni (l'abbiamo sperimentato anche nella vicenda FIAT, come ricordava il Consigliere Castronovo). Lì che cosa si è verificato? Che il dottor Marchionne ha chiesto da subito gli impegni che si dovevano assumere i lavoratori e, ad oggi, sono passati già tre mesi, in quella fabbrica non è ancora partita alcuna operazione. Questo a dimostrazione del fatto che vogliono gli impegni da parte dei lavoratori, ma gli industriali si preoccupano solo, dal loro punto di vista, di quale operazione mettere in campo, come e quando gli fa comodo. Quindi, normalmente, guardano sempre quello che gli conviene di più. Per cui, come dicevo all'inizio, mi rivolgo maggiormente a quella parte di sinistra che sta in questo Consiglio che fa riferimento al mondo del lavoro: votando questa proposta di deliberazione, senza un impegno preciso da parte della Finmeccanica, quindi da parte dell'Alenia, quale prospettiva avranno quei lavoratori? Come ho spiegato, io non vedo una prospettiva immediata, perché non si può pensare che parte l'operazione, che chi acquisisce le aree dovrà fare degli interventi, senza sapere cosa faranno quei lavoratori su quelle aree, dal momento in cui Caselle è privo di stabilimenti che potrebbero riceverli. Vi faccio questa domanda e credo che, a questo punto, da parte vostra, ci debba essere una risposta di merito, perché anche se questa proposta di mozione (mi sembra presentata dal PD) nell'impegnativa fa riferimento al fatto di mantenere la riqualificazione territoriale, e quindi praticamente la valenza industriale degli atti, e così via, nel concreto non parla di quali siano le prospettive per quei lavoratori e quale piano industriale l'azienda Alenia intenda mantenere sul territorio. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Domenico Gallo. GALLO Domenico Faccio una dichiarazione di voto, più che un intervento complessivo. Esordirei con una battuta: io oggi sono stato bacchettato, in sala di Conferenza dei Capigruppo, da un rappresentante sindacale, semplicemente per aver auspicato che il mondo del lavoro dovrebbe trovare una nuova unità. Quindi, sono stato bacchettato perché non c'è, da parte della politica, il diritto di poter fare un'affermazione di questo tipo, ed è grave che un rappresentante sindacale faccia delle considerazioni di fronte ad un'espressione che tanti lavoratori cercano, vista la divisione che oggi caratterizza il mondo della rappresentanza sindacale. Il fatto che il Sindacato sia diviso credo che sia uno dei problemi di questa società. Oggi, in Conferenza dei Capigruppo, il Sindacato è stato diviso anche su questa vicenda dell'Alenia, com'è stato diviso sulla vicenda di Mirafiori e com'è diviso, poi, su tutta una serie di questioni che attiene al tema dei diritti. Questo è grave. Penso che sia il tema centrale per una società come la nostra, che oggi è, in un qualche modo, sconquassata da una crisi di valori, da problemi veramente complessi, che attengono la vita e le condizioni di vita di milioni di persone. Detto questo, che è una premessa di carattere generale, sono amareggiato da questo tipo di reazione da parte di questo rappresentante sindacale. Io credo che il progetto dell'Alenia, dell'asse di Corso Marche, sia importante; l'ho definito "un progetto suggestivo" per tutta una serie di questioni, per l'area pedonale, la torre, le nuove attività terziarie e produttive, le nuove residenze, quindi una città nella città, un'area di grande interesse. C'è un problema di fondo. Dichiaro che voterò a favore di questa deliberazione, ma sono un po' preoccupato per un fatto, e lo dico con molta chiarezza: ultimamente stiamo votando deliberazioni, o meglio, in alcuni casi abbiamo votato proposte di deliberazione senza avere garanzie. Questa è una di quelle deliberazioni. Non voglio avere, però, il peso di chi fornisce alibi all'imprenditore Alenia, alla Finmeccanica. L'alibi - se c'è - con il voto di oggi crolla, e non credo neanche, compagno Castronovo, che noi stiamo autorizzando a compiere un'azione speculativa, perché altrimenti anche noi saremmo degli speculatori. Noi, che votiamo una proposta di deliberazione che ha intenti speculativi, saremmo degli speculatori. Io non sono speculatore. Mi riconosce almeno che non sono speculatore? No. Quindi, io voterò questa proposta di deliberazione e non mi ritengo uno speculatore. Ritengo, invece, che questa deliberazione dovrà essere monitorata nel corso degli anni, attraverso un controllo politico da parte del nuovo Consiglio Comunale e da parte della nuova Giunta. Il problema "Cameri", con molta modestia, io l'avevo sollevato quando abbiamo votato l'adozione, non perché conoscessi chissà quanto la situazione, ma perché avevo letto un trafiletto di tre righe su La Stampa di Torino, che diceva che probabilmente il polo di Caselle sarebbe finito a Cameri. Cameri è in provincia di Novara, e Novara è il centro di interessi di un certo partito politico, che oggi governa la Regione Piemonte. Io temo non tanto la questione speculativa, quanto l'intento clientelare che si può velare e si può nascondere dietro questa deliberazione, che è diverso dalla speculazione. Detto questo, c'è un problema: 1.000 lavoratori dell'Alenia sono oggi in mobilità, di cui 187 a Torino, e ci sono 1.500 lavoratori, che oggi sono nel polo di Corso Marche, che non si sa che fine faranno visto che il destino del polo torinese è in dubbio. C'è un punto interrogativo? Io ho presentato, assieme ai Consiglieri Grimaldi e Giorgis, una proposta di mozione, che - lo so - è un atto quasi consolatorio, però è una mozione che oggi il Consiglio Comunale voterà. In questa proposta di mozione poniamo una questione di fondo relativa alle garanzie sul polo torinese. Ritengo che il nuovo Sindaco, se sarà Piero Fassino, abbia l'autorevolezza di porre questi problemi alla "controparte", tra virgolette, alla parte imprenditoriale, perché esiste un problema di fondo. Credo che, però, il problema dell'alibi esista, ma con la votazione di oggi l'alibi crolla. Spero che i nuovi amministratori, i nuovi Consiglieri e la nuova Giunta abbiano la capacità di controllare sul piano politico questa vicenda, perché non riguarda solamente il futuro dell'occupazione dei lavoratori, ma il futuro di una parte dell'economia di questa città, perché l'Alenia, oggi, per la nostra città ha rappresentato un ruolo economico molto forte. Guai a perderlo, perché ne abbiamo già persi altri. Il Consiglio Comunale oggi si pronuncerà su questa vicenda, in maniera magari frettolosa, però credo che, da parte nostra, sia un atto dovuto nei confronti di chi dovrebbe avere diritto ad una vita e ad un futuro più sicuri. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Mi riaggancio agli interventi precedenti dei Consiglieri Castronovo e Ferrante per dire che il mio dubbio è che, in quest'occasione, l'Amministrazione Comunale sia un po' venuta meno a quelli che a me parrebbero essere i suoi compiti di mediazione con gli attori economici del territorio, affinché le strategie industriali vedano anche il coinvolgimento degli Enti Locali, delle Organizzazioni Sindacali ed in generale delle parti sociali. Cioè, noi stiamo approvando una proposta di deliberazione che avrà importanti conseguenze sul futuro industriale del polo aeronautico, senza che ci sia stata - almeno recentemente - un'interlocuzione pubblica ed esplicita del Consiglio Comunale e della Giunta con la proprietà, cioè con Alenia e con Finmeccanica. Credo che questo sia un po' venire meno alla funzione di mediazione, diciamo così, di piano strategico che l'Amministrazione Comunale dovrebbe e potrebbe fare. Trovo questo abbastanza preoccupante, anche se penso che si possa essere soddisfatti del fatto che, con la Conferenza dei Capigruppo di questa mattina, bene o male, i Gruppi Consiliari siano stati sensibilizzati sulla situazione esistente e sulle preoccupazioni che si possono ragionevolmente nutrire, anche se poi l'esito è una proposta di mozione di accompagnamento che è abbastanza, se vogliamo dire, blanda. Come dice la nota della RSU FIOM di Alenia, che ci è stata consegnata in quanto Consiglieri Comunali, nel 1995 il Consiglio Comunale aveva espressamente evitato che l'area fosse inserita nel Piano Regolatore, con una modifica della sua destinazione d'uso. Nel 1995 il Consiglio Comunale si era adoperato affinché quella rimanesse un'area industriale, invece adesso noi autorizziamo questo cambiamento sostituendo, di fatto, un'attività industriale alla nuova attività che produce profitto, che è quella - devo dirlo - della speculazione edilizia. Sembra che a Torino non si possano fare business, affari, se non con la speculazione edilizia. Io mi chiedo: fino a quando durerà questo? Se non produrrà effettivamente una bolla, mi chiedo che cosa succederà quando si vedranno gli effetti degli oltre 10, 12 grattacieli, che sono stati autorizzati, perché non dimentichiamo che è vero che c'erano 10 milioni di aree industriali dismesse (di cui questa non fa parte, perché non era dismessa, ma viene dismessa ora) che sono state, in qualche modo, ridestinate, ma gli effetti di quelle trasformazioni non sono ancora visibili e non vorrei che ci fossero altrettanti effetti "Spina 3", cioè che quando poi si vede concretamente qual è l'effetto della trasformazione, ci si pente amaramente di averla autorizzata. Per quanto riguarda la trasformazione nello specifico, ovviamente il Comune ci guadagna in termini di diritti edificatori; gli indici edificatori sono stati aumentati parecchio. Soprattutto, vorrei segnalare che, a fronte di 3.000 nuovi abitanti previsti nella zona - mi corregga, Assessore, se sbaglio -, non abbiamo ben ripassato in Commissione Urbanistica il contenuto urbanistico della deliberazione, perché ne abbiamo discusso moltissimo tempo fa, ma poi non l'abbiamo più fatto. Per cui a me sarebbe piaciuto avere una rinfrescata proprio per capire se alcune cose erano cambiate oppure no. Io mi baso su quello che era stato deciso più di un anno fa. Allora, qui noi ci troviamo di fronte a 3.000 nuovi abitanti e, di fatto, non sono previsti i servizi, se non parcheggi, un'area verde che nel rendering è abbastanza arida, anche se sembra verde, e un asilo nido in una torre piezometrica. Questo è quello che ho riletto nel progetto e mi sarebbe piaciuto - se fosse stato possibile - discutere in Commissione su che cosa significa insediare un asilo nido in una torre piezometrica. Comunque, questo poi lo vedremo. Questa Giunta colloca gli asili nido o sopra i parcheggi o nelle torri piezometriche; bisognerebbe compilare una casistica di dove vengono collocati gli asili nido. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nei sottoscala delle case popolari. Insomma, gli asili nido sono una sorta di specchietto per le allodole: si dice che ci sono i servizi, ma, poi, le condizioni reali di vita dei bambini non sono molto considerate. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Colleghi, per cortesia. Consigliere Cassiani, si accomodi pure. SILVESTRINI Maria Teresa Tenendo conto che... VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Consigliere Cassiani, lasci proseguire il dibattito, sia gentile. SILVESTRINI Maria Teresa Allora, tenendo conto che la Circoscrizione 4, dove questo intervento urbanistico… VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Consigliere Cassiani, per cortesia. SILVESTRINI Maria Teresa Lo cacci, Presidente, grazie. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) No, io non caccio nessuno, però, se insiste, lo richiamo all'ordine. SILVESTRINI Maria Teresa Allora, diciamo che la Circoscrizione 4 è una delle Circoscrizioni torinesi che maggiormente ha manifestato, in questi anni, una sofferenza sociale. Questo intervento urbanistico cala, come al solito, come una sorta di astronave in un territorio senza minimamente alcun tipo di rapporto con il contesto. Non sono previsti, per esempio, servizi che possano essere usati dal territorio o dal quartiere; non sono previste case di Edilizia Residenziale Pubblica, ma soltanto case R1, cioè di edilizia residenziale di lusso. Mancano scuole materne, elementari e medie. Non è stato fatto uno studio di accompagnamento sui servizi educativi; manca l'Ufficio postale, il poliambulatorio e il servizio sanitario; mancano le strutture residenziali per gli anziani. Naturalmente, la mancanza dei servizi è molto importante, ma è anche importante, secondo me, il fatto che il paesaggio viene in qualche modo deturpato, perché la linea che va verso Corso Francia era una visuale di Torino, era una delle visuali che portava a Rivoli, in cui è presente uno dei castelli sabaudi, punto della corona di delizie che va da Stupinigi a Rivoli e a Venaria. Ora, una torre di cento metri è effettivamente uno sfregio al paesaggio storico, così come è stato concepito nei secoli a Torino, perché si colloca proprio sulla direttrice di Corso Francia, che è, idealmente, in linea retta con Superga e sullo sfondo delle montagne. Dal punto di vista paesaggistico, stiamo autorizzando una vera e propria eresia. Dal punto di vista, invece, commerciale, c'è stato uno studio sul rapporto tra questo nuovo insediamento commerciale e gli insediamenti commerciali adiacenti di Collegno? Noi pensiamo di no. Ci chiediamo che funzione abbia questo nuovo centro commerciale, che fine faranno tutti questi centri commerciali che sono stati approvati in maniera indiscriminata da questa Amministrazione. Abbiamo spesso discusso questi argomenti, ma non c'è stata la possibilità di avere un'interlocuzione. Questi sono argomenti molto importanti, per i quali ci dichiariamo contrari alla proposta di deliberazione, perché riteniamo che le politiche urbanistiche del Comune di Torino debbano essere riviste alla radice. Auspichiamo che nella prossima tornata amministrativa questo possa essere fatto, soprattutto alla luce dei risultati derivanti da una politica forsennata di approvazioni di Varianti, delle quali noi non abbiamo ancora visto i risultati. Sono proprio curiosa di vedere cosa succederà quando si vedrà che cosa avrà prodotto il lavoro di approvazione a ripetizione di Varianti, che è stato portato avanti in questa tornata amministrativa. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Faccio una premessa rispetto al fatto che ci troviamo a quattro giorni dalle votazioni e siamo qui in quest'Aula dove ancora una volta l'Assessore alle Varianti, Mario Viano, ci presenta, come ultimo atto, l'ennesima deliberazione in questa direzione. Noi vogliamo sottolineare il ritardo con cui arriva questa deliberazione, importante per lo sviluppo di una vasta area della città. Si tratta di una deliberazione che, in questo caso, vede il nostro movimento concorde e favorevole, perché noi siamo per la crescita di questa città, per la crescita complessiva e non solo delle aree centrali, già favorevolmente colpite dagli interventi di questa Giunta. Cogliamo questa occasione per riqualificare le aree periferiche della città e da parte nostra c'è sicuramente un appoggio in questo senso. Ma denunciamo il fatto che rispetto a una Variante di questa importanza, negli anni si siano privilegiati altri aspetti che abbiamo denunciato e condannato in quest'Aula. Io però, rispetto al ragionamento che ho sentito fare in quest'Aula da una parte della sinistra, voglio sottolineare che in questa Città ci sono ancora, per fortuna sempre meno, due tipi di cultura: una cultura che avanza e che è sempre minoritaria, per fortuna, che è la classica cultura del sospetto contro la crescita di questa città, contro la possibilità di far ritornare questa città come in effetti era una volta; e una cultura che invece è maturata in questa direzione e che è consapevole dell'importanza di determinati investimenti e delle ripercussioni che questi investimenti possono avere sul piano non solo di questa città, ma anche sul piano regionale (mi riferisco, ovviamente, a Caselle). Sindaco, mi vengono in mente alcuni esempi di suoi ex colleghi: uno in particolare (se lo ricorderà il Consigliere Daniele Cantore) è il Sindaco Novelli, esponente di quella cultura che bloccò lo sviluppo del trasporto pubblico con il blocco della metropolitana. Una scelta che ha fermato la crescita di questa città per decenni. Senza dimenticare la perdita, nella città dell'auto, del Salone dell'Automobile. A causa di questo tipo di cultura, siamo riusciti a perdere un evento che in Italia poteva essere solo a Torino. Io penso che si debba guardare al futuro delle scelte con molta più attenzione; scelte che mi pare ci siano già state da parte dei vertici di Alenia - Finmeccanica, perché non è vero che non esiste un piano di ristrutturazione, non è vero che non c'è una visione complessiva di quello che è l'investimento che questa importante realtà del nostro Paese vuole fare nel nostro Paese. Perché tutti sappiamo benissimo che alcune realtà, a breve, verranno chiuse; ma queste realtà non sono nella nostra Regione, dove, anzi, è prevista la creazione di un polo aeronautico importante a Caselle. Allora, io penso che su questo ci si debba confrontare da un punto di vista politico. La posizione della Lega Nord (che in quest'Aula ha dimostrato la propria opposizione a questa maggioranza), è una posizione consapevole, assolutamente trasparente, perché voglio chiarire che da parte nostra non ci sono assolutamente interessi su quell'area, ma c'è un interesse preminente di riqualificare le periferie. In questo Consiglio Comunale, voi della maggioranza avete puntualmente richiamato questo interesse, ma pensate veramente che con i soldi dell'Amministrazione pubblica, che non ci sono più, si possa procedere in quel senso o si debba lavorare in un'altra direzione, avendo una visione un po' più allargata? Io penso che il polo aeronautico di Caselle sia il modo serio di ragionare, ma per fare questo bisogna avere una realtà amministrativa e istituzionale unita, che faccia comprendere che le scelte fatte in questa città sono state scelte unitarie, che hanno convinto tutte le parti politiche, perché c'è di mezzo l'interesse pubblico, l'interesse di migliaia di lavoratori, che voi cercate e dite di difendere, ma che in realtà non difendete per niente con la vostra miopia. Quindi, penso che il modo corretto di interpretare questa vicenda sia quello di rafforzare la posizione della Provincia, della Regione e del Comune rispetto a un colosso. Anche l'ultimo Consiglio di Amministrazione, che si è tenuto solo qualche giorno fa, il 6 maggio, in cui si è dibattuto di queste cose, ha manifestato questa esigenza. Parliamoci chiaro: Alenia potrebbe fare quello che vuole, ma di fronte a un'Istituzione che a pochi giorni dal voto si riunisce per far approvare una Variante di questo tipo, penso che ci voglia un po' più di senso di responsabilità, che si concretizza con l'approvazione proprio della mozione di accompagnamento, in cui si delega l'Amministrazione a controllare che questo investimento, che porterà degli indubbi benefici per l'azienda, abbia dei ritorni anche sul nostro territorio. Ecco come si difendono i lavoratori, ecco come si riesce a non far sparire le peculiarità di Torino, le tradizioni, la storia, il lavoro che ha fatto in questi decenni grande questa città. Allora, qui bisogna mettere un punto fermo, perché siamo ancora, obiettivamente, in una situazione di crisi. Il segnale che si dà oggi con l'approvazione della deliberazione e della mozione di accompagnamento è un segnale di grande senso di responsabilità, che farà sì che nel nostro territorio continui a esistere una delle sue peculiarità principali: l'industria aerospaziale. Io sono contento che oggi in Aula il Consigliere Silvestrini abbia responsabilmente ritirato gli emendamenti, affermando: "Abbandoniamo l'idea di un Consiglio in cui la nostra forza farà ostruzionismo". Mi auguro che questo possa essere quel valore aggiunto che consente a questo Consiglio Comunale (che mi pare concorde su questa linea) di essere veramente interlocutore di una realtà che può essere determinante, in questa fase economica, per Torino e per il Piemonte. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. Ricordo al Consigliere che ha venti minuti a disposizione. CANTORE Daniele Magari è capitato altre volte, però forse è la prima volta, nella storia del Consiglio Comunale di Torino, in cui c'è una seduta del Consiglio che si svolge a pochi giorni dalle elezioni. Quindi, se vogliamo essere onesti tra noi, questo Consiglio è sicuramente inficiato dalla campagna elettorale, perché chi dice che non è così è un ipocrita. C'è la campagna elettorale alle porte e questo Consiglio Comunale è inficiato, in tutte le posizioni, dalla campagna elettorale. Signor Presidente del Consiglio, glielo ripeto, se lei avesse convocato questa seduta del Consiglio prima, invece di convocarla l'ultimo giorno utile, noi avremmo potuto sentire le rappresentanze sindacali (e mi spiace di non essere potuto essere presente, nonostante sia stato io, lo scorso lunedì, a chiederglielo, dopo che lei aveva fatto il "bignami" di quanto le organizzazioni sindacali le avevano manifestato), ma avremmo potuto sentire anche l'azienda. Questo non è avvenuto perché, è chiaro, siamo arrivati all'ultima settimana; quindi, abbiamo sentito una parte importante, ma era forse importante, sul piano delle garanzie, sentire anche l'azienda. Ma quello che mi stupisce (mi rivolgo al Presidente e ai suoi colleghi di Rifondazione Comunista) è che, oggi, in quest'Aula, abbiate dimostrato una scarsa fiducia nei confronti della politica e delle Istituzioni. Mi spiego meglio: voi avete un candidato a Sindaco, che corre domenica e lunedì (correte in tutte le Circoscrizioni, avete una posizione politica molto chiara, sieste stati anche maggioranza in questo Comune e adesso siete opposizione); ma colleghi Castronovo, Ferrante e Silvestrini, voi pensate che la politica e l'Amministrazione siano caduti così in basso che approvare oggi una Variante non permetta al prossimo Consiglio Comunale, in corso d'opera, dopo che si è insediato, di verificare se questa Variante sia opportuna, se ci siano alcune garanzie, manifestando le preoccupazioni che abbiamo anche noi? Non pensiate che noi siamo sprovveduti e non attenti. Ho letto i documenti di una parte del sindacato e ci ho ragionato sopra; sono documenti che pongono delle domande e delle perplessità. Anche a noi sta a cuore il mantenimento occupazionale e, addirittura, in questa operazione si parla di un incremento occupazionale. Non ci sfugge che c'è l'insediamento di Cameri, non siamo degli sprovveduti. Quindi, è una materia da prendere con le pinze. Ma riteniamo che in questa città ci sarà una classe politica all'altezza, che una volta insediata esaminerà questa Variante nel suo percorso. Come ha detto bene il Consigliere Angeleri, inoltre con la mozione di accompagnamento noi aggiungiamo un atto importante, perché è un atto che chiede delle garanzie sul piano occupazionale e anche sull'insediamento di Caselle. Ve lo dico con grande chiarezza: se ci sono altre preoccupazioni (voi oggi avete paventato questo), speculazioni, cose non dette (il Presidente prima ha detto: "Non voglio dire altre cose"), siccome bisogna essere sempre molto chiari e netti, ricordo che in Corso Vittorio Emanuele II c'è un palazzo dove ci si può recare per fare quello che si ritiene opportuno. In quest'Aula si attuano i compiti dell'Amministrazione; se ci sono sospetti, il collega Castronovo sa dove deve andare, non deve portare questi sospetti in Consiglio Comunale. Io concordo con il Consigliere Angeleri, questi sospetti il Consigliere Castronovo li tenga tutti per sé, perché io non accetto che lui pensi che chi voterà o, comunque, sarà d'accordo su questa Variante è compromesso in speculazioni… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ci sono dei passaggi a verbale, andiamo a sentirli. Guardi, sento poco perché gli anni passano, però porto un apparecchio e sento bene. Lei ha fatto dei riferimenti precisi. Le ripeto: ci sono queste preoccupazioni? Vada alla Procura della Repubblica. Le dico anche come si chiama il palazzo che si trova in Corso Vittorio Emanuele II. Se invece è una questione politica e amministrativa, credo che (anche se in zona Cesarini, anche se in ritardo, anche se l'Amministrazione Comunale poteva accorgersene prima, anche se lei, Presidente, poteva convocare questo Consiglio prima, dandoci la possibilità di capire di più) approvando questo atto, questo Consiglio Comunale non dia un alibi all'azienda per fuggire alle proprie responsabilità. Questo a noi interessa, sapendo che il prossimo Consiglio Comunale sicuramente sarà in grado di monitorare che non ci siano speculazioni edilizie o commerciali, che venga mantenuto l'insediamento di Caselle, perché questo interessa a noi torinesi. Non siamo certo scontenti se avviene anche qualcosa a Cameri, l'importante è che Cameri non ci porti via Caselle; una preoccupazione peraltro manifestata dal sindacato e da noi condivisa. Ma io penso che la politica e gli amministratori di questa città saranno in grado di difendere (peraltro l'hanno fatto in questi anni) le presenze industriali importanti in città. Quindi, non vedo niente di particolare se approviamo questa Variante; del resto in passato ne avete approvate altre senza creare tante discussioni, se non per il fatto (lo dico con grande franchezza) che siamo in campagna elettorale e bisogna segnare una posizione. A noi non interessa segnare nessuna posizione, riteniamo che questo sia un atto difensivo per non dare alibi, perché così ci ha spiegato chi ha interloquito con l'azienda, cioè la Giunta. Noi, come opposizione, responsabilmente riteniamo che non si debba dare nessun alibi, proprio a tutela dei posti di lavoro e dell'insediamento di Caselle. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Come abbiamo ribadito nelle scorse settimane, ci dispiace che alla fine questa discussione sia stata affrontata in questo modo. Lo dico perché in Commissione Urbanistica (adesso non ci sono i Consiglieri del mio Gruppo che hanno svolto questo lavoro) avevamo chiesto non solo delle spiegazioni, ma l'arrivo di un Piano Industriale, che a oggi non è presente in questa discussione. Ovviamente, come sapete, questa Variante presenta alcune criticità. Una Variante che, prima di tutto, deve essere vista dalla parte dell'interesse pubblico e io credo che questo interesse pubblico esista qualora noi riusciamo a vedere oltre a quelle che sono alcune righe presenti in questa deliberazione. Vorrei fare un paso indietro: il Gruppo Rifondazione Comunista, rileggendo il documento inviato in questi giorni dalle RSU e dalla FIOM, giustamente dice che negli anni Novanta gli Enti Locali sono riusciti a fare qualcosa di importante. Dopo le lotte degli operai e dei sindacati, gli Enti Locali sono stati fermi nel prendere una posizione, arrivando a un piano industriale che, in qualche modo, ha cercato di conservare in parte la vocazione di quell'area. E' giusto ricordarlo. La nota, tra l'altro, dice qualcosa di più e non mi pare che questa discussione si stia alzando né dal punto di vista del Piano Industriale, né delle vocazioni dell'area, né tanto meno della destinazione vera di Cameri e quali sono le finalità. Infatti nella nota, se qualcuno ha tempo e voglia di leggere, in qualche modo si spiega anche la crisi degli ultimi anni, non solo nel civile, ma anche nel militare. Io credo che 15 anni fa le situazioni erano completamente diverse. Oggi, oggettivamente, grandi imprese, come Alenia, potrebbero semplicemente lasciare deserta quell'area della città e fra qualche anno, probabilmente, un Consiglio Comunale, che magari non ricorda cos'era successo dieci anni prima, valorizza quell'area, magari con un po' meno di valori immobiliari, di cubatura, perché oggettivamente i deserti urbani, che abbiamo rigenerato in questi 15 anni, non piacciono a nessuno. Invece, qui ci troviamo in un'altra situazione. Faccio un parallelismo un po' ardito, però vorrei ritornare alla Mirafiori del 2005, per dire che non tutti i modelli funzionano sulla carta: nel 2005, la crisi profonda di quel sistema ha portato a una un'acquisizione vera di un'area. Ovviamente, stiamo parlando di cose diverse, perché oggi l'area viene valorizzata, allora invece veniva acquistata; ma stiamo parlando, comunque, di aiuti di Stato. Qual è la differenza sostanziale tra allora e oggi? Sono due, fondamentalmente. La prima, che in quel caso l'Ente Locale, assieme alla Provincia e alla Regione, cercava prima di tutto di rastrellare tutti i fondi pubblici possibili, facendo, al posto dello Stato, una operazione di "politiche industriali" del territorio, forse una delle più atipiche in Italia. Però è riuscito ad acquisire, attraverso un protocollo di intesa, un'area che verrà riqualificata negli anni successivi. Poi parleremo delle criticità, non sto descrivendo questa operazione come un'operazione che sia finita bene; la sto descrivendo per come era stata pensata al fine di garantire, per qualche anno, l'occupazione. Mi pare che tutti noi possiamo dire che la Grande Punto e la rigenerazione di quell'area di Mirafiori sia avvenuta dopo quel piccolo passaggio storico. A tal proposito, il Vicesindaco Tommaso Dealessandri, potrebbe dirci: "Grazie a quello strumento, abbiamo avuto la capacità di...". Io, al Vicesindaco, risponderei "Più o meno", perché quel protocollo nel 2005 c'era, l'abbiamo votato mentre facevamo quell'operazione. Cioè, mentre facevamo quell'operazione, c'era un protocollo e si dicevano cose anche diverse, tant'è vero che quell'operazione è vero che è costata 80 milioni di Euro, ma ha lasciato comunque un bene alla città, una vocazione che teoricamente va un po' oltre, cioè una vocazione che, per esempio, potrebbe unire le competenze del Politecnico, con quelle di nuove imprese e della FIAT stessa. Invece, in questo caso stiamo parlando di qualcosa di diverso, cioè quei fondi non vengono dati, perché l'area non è da acquistare, ma, di fatto, quei fondi esistono e da qualche parte c'è questo interesse privato; perché mi sembra che, in questa retorica, si parli soltanto dell'interesse pubblico, senza ricordarci che, alla fine, se stiamo facendo questo tipo di operazione, è per un interesse privato. Ne sono sicuro e non voglio sottrarmi alle accuse velate del Presidente Castronovo. L'interesse privato c'è e la Città di Torino vuole far sì che quell'interesse privato diventi un interesse pubblico, ma come può farlo? Attraverso un accordo - e credo che sia questa la base, di fatto, di questa discussione - che porti, da una parte, un reinvestimento in quell'area, per vedere il progetto (come dice giustamente la RSU in questione, cioè la FIOM, che ci ha mandato questa nota) della "Gran Caselle". Vorrei che anche noi non strumentalizzassimo troppo queste divisioni dei Sindacati, perché vi ricordo che, oggi, il nostro compito non è quello di tifare per un Sindacato o l'altro, ma far sì che la politica esista prima e dopo e che i Sindacati non si trovino, come sempre in questi ultimi anni, costretti a scegliere fra un ricatto bello e buono o l'uscita di scena di un sistema produttivo. Di conseguenza, che cosa manca in questa vicenda? Mancano quell'accordo e quel piano industriale per cui il nostro Gruppo non potrà votare a favore di questa proposta di deliberazione. Noi non voteremo contro, perché non abbiamo posizioni politiciste o da campagna elettorale e ci assumiamo in pieno la responsabilità di quello che stiamo facendo: stiamo votando, non stiamo facendo mancare il numero legale per intenderci, non voteremo contro la proposta di deliberazione, ma vogliamo prima di tutto un atto. Noi abbiamo presentato, con gli altri Consiglieri della maggioranza, una proposta di mozione di indirizzo (in termini tecnici, una mozione di accompagnamento), che chiede qualcosa di più che rispettare gli accordi. Mi rivolgo all'Assessore Viano (che, secondo me, parla di accordi con tutte le buone intenzioni) ricordandogli che gli accordi però non li leggiamo, perché si tratta di accordi verbali. È questa la cosa discutibile di questa vicenda e dobbiamo fidarci della nostra memoria. Inoltre, anche gli accordi scritti spesso sono carta straccia, figuriamoci gli accordi verbali. Non dico che la Città di Torino debba pretendere di concordare il piano industriale - non diciamo sciocchezze -, ma è certo che, per esempio a differenza dell'accordo di TNE a Mirafiori, un protocollo di intesa poteva almeno indirizzare una parte di discussione o, diversamente - come ci chiedevano in parte alcuni lavoratori -, forse sarebbe stato semplicemente meglio vedere il piano industriale per poter valutare qual era la politica migliore anche per valorizzare quell'area e per mettersi al servizio di quel piano industriale e, magari, di quell'accordo sindacale. In tutto questo poi ci sono i piani industriali e anche gli accordi sindacali da registrare, perché, altrimenti, sembra che queste discussioni siano solo fra Enti Locali ed imprese e che, in qualche modo, il sistema Paese ed il tessuto del Paese vengano meno. Di conseguenza, molto semplicemente vogliamo aggiungere a questa proposta di mozione (per la quale ringraziamo i Gruppi di maggioranza) una frase, che è la seguente: "Impegna il Sindaco e la Giunta a rappresentare in tutte le sedi opportune la valenza industriale degli atti di riqualificazione territoriale compiuti e la necessità che agli impegni assunti dalle parti (sia private sia pubbliche, sul rafforzamento della presenza industriale nell'area metropolitana torinese) si dia piena attuazione - e qui la parte dell'emendamento aggiuntivo - attraverso un protocollo di intesa tra gli Enti Locali e l'Azienda, nel riconoscimento della loro grande valenza strategica". Spero che questa discussione ci porterà, nei prossimi mesi, ad esaminare un piano industriale ed un protocollo di intesa, grazie ai quali il prossimo Assessore all'Urbanistica ed il prossimo Assessore alle Attività Produttive della Città di Torino potranno vigilare quel tipo di accordo. Ritengo che, a differenza di quello che pensa il Gruppo di Rifondazione Comunista, in realtà stiamo facendo qualcosa per l'insediamento produttivo, ma, soprattutto, per il futuro di un'area che va un po' oltre la città di Torino. Spesso la città di Torino si è chiusa in se stessa e non ha compreso che si rappresentavano gli interessi di un territorio più vasto e Caselle è uno di questi esempi. Per questo motivo, in questa proposta di mozione chiediamo che la discussione continui ad essere svolta in parallelo con il Comune di Caselle e con gli altri Enti Locali e riteniamo che, nei prossimi mesi, dovremo fare in modo che questa discussione riprenda prima di tutto nel rapporto con i Sindacati. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bruno. BRUNO Giuseppe Maurizio Il mio intervento sarà breve, perché vorrei fare una richiesta e spero che, per chi non si offende, magari venga anche accolta. Vi chiedo se non sia più utile, per chi ha a cuore determinate materie e vuole portare avanti determinate idee, visto che è in corso la campagna elettorale, andare fuori di qui e cercare di trovare i voti per fare in modo di essere nuovamente presenti in quest'Aula e se non sia vergognoso stare in Aula cercando di raccogliere voti usando e sfruttando le Istituzioni. Oggi sto assistendo ad un qualcosa di particolare e, per aggiungere insulto a lesioni gravi, mi verrebbe da dimettermi irrevocabilmente fino a fine mandato, perché siamo veramente di fronte ad una vera farsa. Chiedo al Consiglio se non sia il caso di votare ciò che si è chiesto di votare ed andare tutti a lavorare. CALGARO Marco (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Boero. BOERO Valter Vorrei dichiarare che il Gruppo UDC è a favore di questa proposta di deliberazione. Tuttavia, non posso non menzionare il fatto che è già stato richiamato da alcuni Consiglieri: è incredibile che ci si trovi a discutere di un argomento importante negli ultimi giorni di questo mandato amministrativo. Ciò significa che non vi è stata la capacità di portarlo in Aula prima e di prepararlo convenientemente e questo mi dispiace. Tuttavia, sulla parola del Vicesindaco che ci ha chiesto questo impegno, il Gruppo UDC esprimerà il proprio voto favorevole alla proposta di deliberazione. CALGARO Marco (Consigliere Anziano) La parola il Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Il mio intervento sarà molto breve, anche se questa è una proposta di deliberazione importante e la vorrei evidenziare solo in un suo profilo; ne abbiamo discusso lungamente già in sede di adozione, mentre adesso siamo in sede di approvazione. Questa proposta di deliberazione deve essere intesa, oltre che nella sua dimensione strettamente urbanistica, nella sua valenza industriale. L'obiettivo di questa trasformazione, come è già stato ricordato negli interventi precedenti, è di dare seguito a quella scelta politica che Torino ha perseguito nel corso di tutti questi anni, cioè utilizzare la leva urbanistica e la leva dell'infrastrutturazione per attrarre investimenti e consentire alla produzione industriale e alla produzione di beni e servizi di radicarsi sul nostro territorio. Quindi, vorrei solo sottolineare che, oggi, diamo seguito ad un impegno assunto anni addietro e dimostriamo, fino all'ultimo atto, che questa maggioranza (pur con i tanti distinguo che ormai non si contano più, pur con i Gruppi che, nonostante facciano parte della maggioranza, si astengono oppure, in qualche misura, evidenziano un apporto decisivo, sconosciuto fino al momento in cui si arriva al voto - evidentemente, tutto questo fa parte del modo in cui alcuni Consiglieri e alcuni Gruppi hanno inteso il loro stare in maggioranza -), ancora una volta, fornisce la prova di saper corrispondere agli impegni che la Giunta assume con una corrispondente deliberazione del Consiglio Comunale. Questo è il senso profondo e, al tempo stesso, diamo la prova di aver cercato di praticare, a seconda delle condizioni possibili, una strategia di attrazione di investimenti e di insediamenti industriali di dimensione metropolitana. So bene che anche questo non passerà alla storia, ma, se il Consigliere Cassiani ascoltasse, durante la sua campagna elettorale potrebbe spiegare ai suoi elettori che con questo atto Torino dimostra nei fatti una capacità di guardare alla dimensione metropolitana e questa è una scelta politica che, contrariamente a quello che talvolta si sente ripetere in giro, conferma che Torino non è chiusa in se stessa; infatti, questa operazione di carattere urbanistico si spiega solo se ragioniamo tenendo in considerazione l'impegno assunto sul Comune di Caselle e sui Comuni limitrofi. Vorrei ricordare che la proposta di mozione, che è stata sottoscritta da tutti i Gruppi consiliari, abbia il senso… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, tranne che dal Gruppo di Rifondazione Comunista, che naturalmente anche in questa vicenda non ha perso l'occasione di spiegare che ai lavoratori conviene non avere insediamenti industriali, ma conviene chiudere le industrie e che la città pratichi delle politiche urbanistiche soltanto ex-post; credo che questo i lavoratori lo capiscano. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Noto anche, con un certo dispiacere… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Chiudiamo con una nota dolente di subalternità culturale a riviste on-line, delle quali, probabilmente, il Consigliere di Rifondazione Comunista è attento lettore. Con questa proposta di deliberazione cerchiamo di porre le condizioni per corrispondere ad un impegno e per fare in modo che il polo dell'Aerospazio continui ad essere una delle vocazioni industriali dell'area metropolitana torinese. CALGARO Marco (Consigliere Anziano) Dichiaro concluso il dibattito sulla proposta di deliberazione e sulla proposta di mozione. |