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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Dopo avere consultato gli Uffici, do la parola all'Assessore Viano per l'illustrazione della proposta di deliberazione n. mecc. . VIANO Mario (Assessore) L'atto proposto all'approvazione definitiva del Consiglio fa seguito al precedente atto del Consiglio, assunto il 12 aprile 2010, relativamente all'adozione, ai sensi della Legge Regionale n. 96 e successive modifiche ed integrazioni, dell'articolo n. 17 della Legge 56/1977 relativo, appunto, all'adozione del Programma Integrato Alenia. Allora, naturalmente, la prima parte dell'atto deliberativo dà conto di tutti gli adempimenti che sono stati svolti in ottemperanza alla legislazione di settore (la pubblicazione, il deposito, l'informazione data attraverso organi di stampa, eccetera); inoltre, dà conto della trasmissione del parere previsto dalla Legge Regionale alla Provincia di Torino, che, con deliberazione della Giunta Provinciale del luglio 2010, allegato alla presente, ha pronunciato la compatibilità della Variante con il Piano Territoriale di Coordinamento. Si dà conto, altresì, dei termini prescritti dall'articolo n. 40 della Legge Regionale per la pubblicazione e la presentazione di osservazioni. Si dice che sono pervenute osservazioni da parte della Provincia di Torino, da parte delle Associazioni Italia Nostra Piemonte, Legambiente Ecopolis e Pro Natura Torino e da parte della Città di Collegno. In un documento di sintesi delle osservazioni (allegato 4 alla deliberazione) sono contenute in dettaglio le motivazioni e le controdeduzioni. Continuo rapidamente le premesse, poi veniamo alla ragione specifica dell'urgenza, che è ricondotta ad un emendamento proposto dalla Giunta all'esame del Consiglio, ad integrazione dell'atto deliberativo. Concludo, però, con le premesse, perché sono importanti dal punto di vista degli adempimenti formali, ma sostanziali, perché, ovviamente, si riferiscono, tra le altre cose, a tutte le procedure prescritte per quanto concerne la verifica di sostenibilità e compatibilità ambientale. La Conferenza dedicata e convocata dal Settore Ambiente e Territorio della Città, che coinvolge ARPA e Provincia, si è espressa in senso positivo, peraltro introducendo una serie di prescrizioni ulteriori, che sono state recepite integralmente - lo vedete nella narrativa della deliberazione - nei documenti costituenti il provvedimento. Naturalmente, potrei diffondermi sullo specifico di queste prescrizioni, ma, siccome sono elencate puntualmente, nel senso che la trascrizione del parere della Conferenza Ambientale è contenuto nella narrativa della deliberazione, oltre che negli allegati tecnici, io per il momento lo darei per noto e per conosciuto. Naturalmente, però, testimonia una notevole attenzione a tutti i temi che riguardano l'impatto sul traffico, i temi del trattamento delle acque meteoriche, della riduzione dei consumi energetici, dell'utilizzo di fonti energetiche alternative, del miglioramento delle prestazioni ai sensi delle normative, che, però, in larga parte sono facoltative e diventano, invece, prescrittive, contenute nell'allegato Energia del Regolamento Edilizio della Città di Torino, e così via. Non mi soffermo più a lungo per ragioni di tempo. Infine, sempre per quanto riguarda gli adempimenti formali e procedurali (che, però, sono importanti), sulla questione della normativa in materia commerciale, la Provincia di Torino, attraverso determinazione (che, naturalmente, ha un numero di protocollo), ha espresso parere favorevole (allegato n. 5 all'atto deliberativo) in merito alla proposta di valutazione ex ante - così si chiama sulla base della normativa - relativa all'individuazione di una localizzazione commerciale, urbano periferica, non addensata a L2, subordinatamente al rispetto di alcune prescrizioni. Il parere espresso dalla Provincia dice che tali prescrizioni dovranno essere integralmente recepite nello sviluppo progettuale in attuazione del PRI. Naturalmente, sono state assunte da questo atto deliberativo nella stessa forma e con valore, ovviamente, prescrittivo. Questo è nella sostanza, un po' tecnica, se volete, il contenuto dell'atto deliberativo, che, a seguito di tutti questi ulteriori passaggi procedurali - chiamiamoli così -, acquisizioni di pareri, di nullaosta e di prescrizioni integrative aggiuntive, propone al Consiglio l'approvazione definitiva dell'atto. Per quanto concerne in specifico le ragioni di urgenza e la natura di urgenza ed improrogabilità, ai sensi dell'articolo n. 38, comma 5 del Decreto Legislativo n. 267/2000, queste motivazioni sono espressamente contenute, come emendamento integrativo alla narrativa dell'atto deliberativo, in un emendamento, appunto, proposto dalla stessa Giunta. In particolare, si riferisce che la natura di urgenza ed improrogabilità è legata al rischio che il progetto industriale di ricollocazione delle attività produttive - presentato dalla Società Alenia Aeronautica e Thales Alenia Space e concordato con la Città - con l'ulteriore procrastinarsi delle fasi attuative (in quanto condizionato dall'approvazione del presente provvedimento), risulti compromesso nella sua realizzazione con pesanti conseguenze sul piano occupazionale, oltre che sul piano economico generale. Infatti, l'utilizzo delle risorse derivanti dalla riconversione urbana dell'area è indispensabile per sostenere gli importanti investimenti industriali che le due Società hanno programmato nell'area metropolitana torinese. Questo è il testo dell'emendamento, che naturalmente dà conto dell'interlocuzione intervenuta in questi ultimi mesi e settimane con le Società in merito alla necessità di procedere con la massima urgenza alla formalizzazione del giudizio del Consiglio Comunale, in merito ai contenuti dell'atto urbanistico, in modo da consentire loro di condurre a termine le trattative che stanno conducendo da tempo con soggetti immobiliari, che, attraverso la cessione della capacità edificatoria e in generale delle opportunità di intervento previste dall'atto urbanistico, potrebbero determinare un introito di risorse importanti, che è ritenuto essenziale al finanziamento delle operazioni industriali programmate nell'area metropolitana torinese, in particolare nel sito di Caselle. Il senso formale è questo. È indubbio che la preoccupazione dell'Amministrazione sia quella di non offrire argomenti volti, sostanzialmente, a giustificare diversi orientamenti, che sono presenti sullo scenario, con il fatto che in realtà l'Amministrazione della città di Torino non abbia dimostrato un'evidente, inequivocabile e determinata volontà di procedere sulla strada concordata con queste società. Queste sono le due considerazioni che volevo fare: la prima, che illustra sostanzialmente il contenuto specifico della Variante, ovvero gli adempimenti che dopo l'adozione sono avvenuti e i pareri che sono stati acquisiti. La seconda, relativa alle ragioni dell'urgenza e dell'improrogabilità dell'atto in questa fase di Amministrazione ordinaria. Naturalmente, per quanto riguarda invece l'intervento nel suo complesso (lo richiamo soltanto molto rapidamente, perché naturalmente la discussione di merito è avvenuta in sede di adozione del provvedimento), si tratta di una riconversione della parte sud dello stabilimento, quello più direttamente rivolto sull'incrocio fra Corso Francia e Corso Marche, in corrispondenza, peraltro, della stazione della metropolitana. Si tratta di una riconversione che corrisponde, sostanzialmente, alla vocazione che l'area va assumendo nel tempo, che però salvaguarda naturalmente le utilizzazioni industriali delle parti collocate più a nord, rivolte verso il "Campo volo". Anzi, le enfatizza, prevedendo, appunto, la realizzazione di una quota significativa di capacità edificatorie destinate a ospitare ulteriori attività di carattere produttivo e terziario produttivo. Per il resto, invece, corrisponde sostanzialmente alla vocazione di quella porzione di città, che nel corso del tempo è andata assumendo un carattere non direi prevalentemente, ma integralmente urbano. Quindi, privilegiando le funzioni di carattere residenziale, servizi privati e pubblici e naturalmente anche servizi di carattere commerciale, sulla base di un piano urbanistico che credo valorizzi, in modo molto marcato, anche l'affaccio verso Corso Francia, attraverso la previsione, da un lato, di servizi pubblici e privati nell'angolo che incrocia i due Corsi, Francia e Marche; ma, dall'altro lato, attraverso la previsione di un'importante risorsa di Parco verde attrezzato, che ovviamente offrirà un servizio anche alle aree del comprensorio più esteso, non soltanto al nuovo insediamento. Questo mi sembra - naturalmente in modo molto sintetico, trattandosi della fase di approvazione - il contenuto dell'atto che proponiamo all'approvazione del Consiglio. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Ci sono, a questo punto, degli iscritti a parlare? Perché c'è una questione pregiudiziale che è stata posta prima. Se la questione pregiudiziale viene mantenuta, la si tratta come tale; se non viene mantenuta, si passa alla discussione di merito. La parola al Consigliere Castronovo. CASTRONOVO Giuseppe Prima sono intervenuto come Presidente, perché sono profondamente convinto che al Presidente spettino compiti di verifica della legittimità degli atti che si producono in Consiglio. Ma, alla luce anche degli argomenti portati dal Segretario Generale, ho lasciato, diciamo così, cadere la cosa. A questo punto, sollevo una questione pregiudiziale, ai sensi del Regolamento del Consiglio Comunale, perché sentita la relazione dell'Assessore all'Urbanistica in merito alla deliberazione 1822, chiedo il rinvio della trattazione della medesima al prossimo Consiglio Comunale, risultante dalle elezioni comunali che si terranno il 15 ed il 16 maggio, in quanto la medesima deliberazione non ha in sé gli elementi costitutivi delle deliberazioni da approvarsi dopo la pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali. Quindi, chiedo il rinvio della trattazione dell'argomento al Consiglio Comunale che risulterà dopo questa tornata elettorale, per la necessaria disamina della questione, con una nuova istruttoria, che ne determini le reali ricadute anche dal punto di vista occupazionale per la nostra città, cosa che mi pare oggi non sia possibile, visti i tempi ristretti che abbiamo nella nostra discussione. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La richiesta del Consigliere Castronovo è chiarissima: siamo nella fattispecie prevista dall'articolo 144 del Regolamento; quindi, ogni discussione, dopo che è stata posta tale questione pregiudiziale, deve essere ricondotta a questa disciplina. C'è una richiesta del Consigliere Giorgis, che suppongo voglia intervenire contro la richiesta di pregiudiziale. La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Io vorrei chiedere di concludere i lavori del Consiglio e di rinviare il proseguimento dei nostri lavori, come peraltro decidemmo in sede di Conferenza dei Capigruppo, laddove ci fu impedito di concentrare nella giornata di oggi la discussione di merito e l'eventuale votazione. Purtroppo, il Presidente Castronovo, utilizzando in maniera - a mio avviso - non corretta il Regolamento e lo Statuto, ha impedito ai Consiglieri di poter discutere in un'unica seduta la deliberazione e la mozione di accorpamento che abbiamo depositato questa mattina. Abbiamo provato nella Conferenza dei Capigruppo ad addivenire a un accordo, che - devo riconoscere - dal punto di vista politico era stato raggiunto: tutte le forze politiche presenti in Conferenza dei Capigruppo hanno riconosciuto l'opportunità di evitare di porre le condizioni perché l'Alenia non consolidi i suoi investimenti e l'attività produttiva. Non c'è stata nessuna divisione su questo aspetto. È vero che è una proposta della Giunta, ma dal punto di vista politico, tengo a sottolineare, non vi è stata nessuna caratterizzazione politica particolare. L'interesse della Città è stato assunto da parte di tutte le forze politiche; ciononostante, per ragioni di opportunità, abbiamo ritenuto di non forzare e, quindi, non arrivare a una chiusura anticipata dei termini, che avrebbe consentito la discussione in questa unica seduta di tutta quanta la deliberazione e degli emendamenti. A questo punto chiedo, quindi, di rinviare ogni discussione alla prossima seduta di Consiglio, compresa la pregiudiziale, ammesso che venga ritenuta legittima dal Vicepresidente, dato il carattere palesemente strumentale. Noi, da questo punto di vista, riteniamo che di fronte a tanto uso scorretto della carica di Presidente, si debba perlomeno preservare la credibilità di questo Consiglio, evitando di sottoporre i Consiglieri a una umiliante e strumentale votazione su qualche cosa che è già stato deliberato. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) C'è ancora spazio per un intervento a favore della richiesta di pregiudiziale. La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Credo abbia ragione il Consigliere Castronovo quando dice che nella giornata di oggi non abbiamo tempo di continuare la discussione. Peraltro, non era questo l'accordo stabilito in Conferenza dei Capigruppo. Mercoledì c'è il Consiglio Comunale e penso che dobbiamo essere rispettosi nei confronti dei lavoratori, dei cittadini e anche dei funzionari e dei dipendenti di questo Consiglio Comunale. Ci sono due giorni per approfondire la materia e spero che il Presidente Castronovo ci faccia partecipe di quanto ha appreso questa mattina. Noi cercheremo anche di attivarci, nonostante la campagna elettorale. Quindi, sono d'accordo con il collega Castronovo che oggi non possiamo affrontarlo, ma ritengo che nemmeno possiamo lavarci le mani e dire: "Lo affronti il prossimo Consiglio, vediamo come andrà a finire; sono problemi di altri". Condivido, quindi, la proposta di rinviare la discussione del merito di questo argomento nella giornata di mercoledì prossimo, come peraltro il Consigliere Castronovo, nella sua veste di Presidente del Consiglio, aveva proposto (e io ho accolto) alla Conferenza dei Capigruppo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Ai sensi del Regolamento non c'è spazio per altri interventi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, nel merito niente; Consigliere Gallo, mi dispiace, è il Regolamento. Allora, vorrei provare a inquadrare di cosa stiamo parlando: la fattispecie nella quale ci troviamo è definita all'articolo 114, comma 5, che recita: "Qualora una questione pregiudiziale o sospensiva attenga alla regolarità dell'iscrizione all'ordine del giorno della proposta e al rispetto del Regolamento del decentramento, il Presidente può accoglierla o porla in votazione". Io non ritengo di accoglierla, ma considerate la delicatezza della questione e le divisioni presenti in Aula, ritengo più opportuno porla in votazione. Pertanto leggo la mozione, così come è stata formulata: "Il sottoscritto, Consigliere Comunale, sentita la relazione dell'Assessore all'Urbanistica in merito alla deliberazione 201101822/009, ai sensi dell'articolo 114 del Regolamento Comunale, chiede il rinvio della trattazione della medesima al prossimo Consiglio, risultante dalle elezioni comunali indette per il 15 e il 16 maggio 2011, in quanto la medesima non ha in sé gli elementi costituitivi delle deliberazioni da approvarsi dopo la pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali". Pongo in votazione la mozione sulla questione pregiudiziale: Presenti 4, astenuti 1, favorevoli 3. Avendo risposto 4 Consiglieri ed essendo mancato il numero legale, dichiaro chiusa la seduta. Il Consiglio è convocato mercoledì 11 maggio 2011, con la votazione della mozione sulla questione pregiudiziale senza discussione. 1 |