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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Aprile 2011 ore 14,00
Paragrafo n. 5
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2011-01252
ACCORDO DI PROGRAMMA IN VARIANTE AI SENSI DELL'ARTICOLO 34 D.LGS. 267/2000 FINALIZZATO AL COMPLETAMENTO DEL CENTRO DEL DESIGN ED ALLA REALIZZAZIONE DELLA "CITTADELLA POLITECNICA DELLA MOBILITA' SOSTENIBILE".
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201101252/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 15 marzo 2011, avente per
oggetto:
"Accordo di Programma in Variante ai sensi dell'articolo 34 D. Lgs. 267/2000
finalizzato al completamento del Centro del Design ed alla realizzazione della
'Cittadella Politecnica della mobilità'. Ratifica"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 29/03/2011 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati quattro emendamenti.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Si tratta della ratifica dell'Accordo di Programma (tra l'altro uno degli emendamenti
dà conto della ragione normativa che consente di richiedere la convocazione del
Consiglio straordinario, per provvedere a questo atto nei termini previsti dalla norma
entro i 30 giorni dalla sottoscrizione) sottoscritto dalla Città, con la Provincia, la
Regione, il Politecnico e TNE, in merito alla nuova definizione delle regole
urbanistiche che disciplinano l'attuazione della trasformazione prevista nell'ambito
delle aree ex Stabilimento FIAT di Mirafiori, acquisite dagli Enti Locali, al fine di
ospitare attività connesse alla ricerca e all'innovazione in partenariato con il
Politecnico di Torino.
Le preoccupazioni che motivano questo aggiustamento, anche significativo delle
regole di insediamento sul lotto A (quello che affaccia su Corso Settembrini e Corso
Orbassano, ad ovest), sono rappresentate dalla necessità di assicurare una condizione
di dotazione di servizi adeguati ad una presenza importante di studenti ed insegnanti.
Il completamento della prima operazione significativa sull'area, con la realizzazione
del Centro del Design (che da notizie recenti, peraltro, dovrebbe ospitare fin da
subito anche la parte prevalente del corso di Ingegneria dell'auto, nel senso che
l'orientamento maturato negli organismi di amministrazione e di gestione del
Politecnico muovono in questa direzione), dovrebbe portare, in quel primo blocco di
aule e servizi realizzati per ospitare l'attività formativa del Politecnico, all'incirca
2.000 persone. Si tratta, quindi, di un numero importante di studenti, insegnanti e,
naturalmente, anche di personale non docente, che svolge le funzioni di servizio, ai
quali bisogna assicurare condizioni di dotazione complessiva e di servizi per quanto
riguarda l'accessibilità e quindi il trasporto pubblico, ma anche servizi essenziali per
poter vivere in quell'area non in condizioni di marginalità e di inadeguatezza dal
punto di vista del livello dei servizi resi.
L'iniziativa di TNE consiste quindi nell'interloquire con soggetti che si sono
candidati a realizzare un centro servizi attraverso proposte di project ed in questo
senso si muove la modifica delle regole urbanistiche che presiedono la
trasformazione dell'area, ossia verso la possibilità di accogliere una proposta
significativa che TNE gestirà in regime di project financing, quindi con una gara di
evidenza pubblica, a partire dalla proposta dell'operatore privato. Muoviamo, quindi,
in questo quadro di finalità. Abbiamo avuto modo, credo, di discuterne in maniera
più puntuale, sia nell'illustrazione preliminare che nella discussione di questo atto
deliberativo in sede di II Commissione. Gli emendamenti sono, in alcuni casi,
motivati essenzialmente dalla necessità di dar conto a ragioni che giustificano la
convocazione del Consiglio straordinario; in altri casi sono davvero piccoli
aggiustamenti tecnici che sottolineano (adesso mi viene in mente il parere positivo
della Circoscrizione) l'esigenza, per quanto riguarda, in particolare, il tema dei
trasporti, di assicurare una migliore ed elevata accessibilità all'area, in relazione al
tipo di funzioni di cui si prevede l'allocazione nella stessa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Pensiamo, Assessore, che questa deliberazione sia abbastanza importante, ma
abbiamo alcune forti perplessità.
Innanzitutto, ci risulta, come Comune, di aver contratto un ulteriore mutuo con la
BNL di 20 milioni di Euro per costruire il Centro del Design; in seconda battuta vi è
la questione del supermercato. Vorrei capire se in quell'area sorgerà anche questo
supermercato.
Vorrei sapere, quindi, se ci può togliere questi due dubbi o se ci può dire qualcosa in
più.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Anche noi vogliamo sottolineare come questa deliberazione riguardi una zona della
nostra città che, come è evidente, ha bisogno, rispetto ai tempi attuali, di una
profonda riqualificazione.
Questa è, ovviamente, l'occasione per poter riqualificare quest'intera area, anche con
un'indicazione precisa che va nella direzione concordata tra i tre Enti, ed in
particolare con il Politecnico.
Il ragionamento, quindi, che faceva la Circoscrizione, dando parere favorevole, ma
condizionato, era obiettivamente un'indicazione del tutto corretta, rispetto, in
particolare, alla questione dei trasporti, che in quella zona possono essere definiti
borderline. Infatti, con l'ingresso di oltre 2.000 persone, tra studenti e professori
eccetera, evidentemente si rischiava, soprattutto nelle ore di punta, di creare un
problema di disservizio. Da una parte, quindi, avevamo la nuova riqualificazione,
dall'altra un peggioramento di quella che era la qualità della vita della zona stessa.
Non ottenevamo il risultato che mi pare abbia anche sottolineato l'Assessore nella
sua relazione.
Con questo mio intervento volevo sottolineare l'aspetto positivo a cui ovviamente ha
aderito anche la Regione Piemonte e cogliere l'occasione per dire, a nome della Lega
Nord, che ritireremo gli emendamenti che abbiamo presentato i quali, come avete
visto, erano, lo riconosco, tipicamente ostruzionistici e dettati da un ragionamento
fatto più volte in quest'Aula che vedeva arrivare, proprio in questi giorni (a ridosso
della scadenza naturale del Consiglio, impegnando, quindi, in maniera determinante
anche la prossima tornata amministrativa, ossia il nuovo Consiglio, il nuovo Sindaco,
la nuova Giunta) numerose varianti al Piano Regolatore.
Tutto questo non ci sembrava corretto e, come avete visto, curati in particolare dal
nostro Capogruppo Brescia, si sono presentati diversi emendamenti sulle varianti
arrivate in Consiglio; alcune sono state fermate addirittura all'interno della
Commissione per un problema, forse, della Maggioranza poiché il numero legale,
mancando spesso in Consiglio, è mancato in maniera anche superiore all'interno
della Commissione.
Volevo, quindi, chiarire che su questa deliberazione non c'era assolutamente da parte
nostra contrarietà. Ci spiace che questa deliberazione arrivi a ridosso di un'elezione,
ma siamo consapevoli che il progetto di riqualificazione di un'area come quella di
Mirafiori sia un aspetto importante e che, pena la decadenza della delibera stessa
(non che si arrivi in ritardo) vogliamo assolutamente sottolineare per la sua
importanza.
C'è ovviamente anche l'aspetto finanziario. Era evidente che l'unica possibilità di
soluzione era indirizzare, da parte di TNE, la proposta verso un sistema di project
financing, viste le risorse scarse che abbiamo a disposizione a livello istituzionale e
tra le varie Istituzioni. Anche su questo sistema di finanziamento siamo favorevoli e
quindi ritireremo (e lo dico già adesso, anche per il ragionamento che potremmo fare
sulla deliberazione successiva, sulla quale vale lo stesso ragionamento della prima)
gli emendamenti, che, come ho già detto sono ostruzionistici e dettati, Sindaco, da un
atteggiamento che non abbiamo condiviso, da parte di questa Giunta, nel presentare
numerose, svariate e molteplici varianti nell'ultimo Consiglio Comunale.
Ci accorgiamo, però, che questi aspetti possono riqualificare la città. Ci sarebbe la
decadenza senza l'approvazione di queste deliberazioni e, quindi, con senso di
responsabilità, il Gruppo della Lega Nord, ritira gli emendamenti relativi a tutte e due
le deliberazioni.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Vorrei soltanto far notare al Consigliere Angeleri che gli emendamenti sono sull'altra
deliberazione in discussione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Credo che il fatto di riunirsi in seduta straordinaria dia anche un po' il significato di
quanto sia importante la deliberazione che ci accingiamo a votare.
Credo che, al di là del merito tecnico della ratifica di un Accordo di Programma già
siglato, oggi, ci accingiamo a dare il via libera ad un'operazione, credo,
assolutamente strategica per lo sviluppo della città e che vada ben oltre le questioni
di carattere urbanistico e di trasformazione territoriale del quadrante sud della città,
perché intorno a questa questione si gioca anche larga parte del futuro del comparto
produttivo della FIAT di Mirafiori, gran parte dell'impostazione metodologica che
vogliamo dare nei processi di accompagnamento e della trasformazione del tessuto
produttivo di Torino e si gioca anche un po' un esperimento di rapporto istituzionale
tra le Amministrazioni pubbliche (che, al di là del colore politico, su questa questione
vanno d'accordo) e il Politecnico di Torino che rappresenta una scommessa per la
città.
Ci tenevo a segnare l'importanza di questa questione, perché ritengo che oggi
gettiamo le basi su un modello di sviluppo e non solamente sugli aspetti più
squisitamente di carattere urbanistico. Speriamo che la disponibilità che la politica, il
Consiglio Comunale, dà oggi, rispetto agli operatori privati e alle istituzioni, possa
essere da volano, affinché gli obiettivi di questa operazione possano veramente
essere realizzati nel tempo. Questo dipenderà da tantissimi fattori, certamente dal
quadro economico della città, ma anche dal quadro economico più generale e credo
che il contributo della Città di Torino in questa operazione sia un bel segnale, che va
bene al di là della nostra cinta daziaria, e possa rappresentare, in un momento di
grave crisi economica e di difficoltà del nostro sistema produttivo, un'opportunità
importante di sviluppo e di occupazione per i nostri studenti e, in generale, per i
torinesi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Galasso.

GALASSO Ennio Lucio
Ringrazio il Presidente a nome di Futuro e Libertà.
Tutto ciò che significa "il respiro" di una città del nuovo millennio, non può che
trovarci concordi.
Queste iniziative candidano Torino ad un ruolo trainante sotto il profilo della cultura
di governo e sotto quello della cultura imprenditoriale. Le sfide di oggi devono
percorrere le direttrici dell'eccellenza e, quindi, coniugare sapienza imprenditoriale e
ricerca significa alimentare la prima e incoraggiare, sostenendo, la seconda. Mi pare
che questa deliberazione debba sottolineare, ancora una volta, la vocazione di
Torino, capitale di cultura e di impresa. Per noi è importante non soltanto il rapporto
politica-potere, ma soprattutto il fatto che questo rapporto trovi un respiro adeguato
nel momento in cui diventa politica e cultura. Al di là di alcuni accorgimenti e di
alcune sottolineature di carattere pratico, riteniamo che non sia soltanto importante il
fatto che vi sia la riqualificazione di un quartiere, che diventa la porta di ingresso a
sud di Torino e una città che si candida ad essere, ancora una volta, capitale della
cultura e dell'impresa, ma sia importante il messaggio che viene dato di respiro
nazionale.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Questa deliberazione cade a fagiolo, come si dice, perché dopo pochi giorni
dall'ennesima gara andata deserta, bandita da TNE, per la localizzazione di attività
produttive, approvare oggi questa variante all'accordo di programma (al riguardo,
annuncio il mio voto favorevole a questa deliberazione) lancia un messaggio e un
segnale di lungimiranza e, soprattutto, di fiducia.
Quest'area riveste un ruolo fondamentale, non solo per le attività produttive, per la
ricerca, per l'innovazione tecnologica, per le scuole di alta specializzazione che vi
saranno insediate, ma riveste un ruolo fondamentale anche per lo sviluppo
trasportistico e urbanistico della città. Quest'area sarà interessata direttamente o
indirettamente dalla realizzazione di corso Marche, dalla Linea 2 della metropolitana;
queste sono tutte quelle linee di trasformazione urbanistiche che trasformeranno
nuovamente e radicalmente, in un prossimo futuro, la città di Torino. Queste linee di
trasformazione passano proprio da quest'area, dove si va a realizzare una
collaborazione tra Enti istituzionali, città di Torino, Regione Piemonte, Politecnico in
maniera diretta e pesante e soprattutto FIAT.
In questo accordo di programma voglio leggere che la FIAT sia veramente
interessata a non abbandonare la città di Torino, cosa che tutti temiamo e nessuno si
augura, perché sarebbe veramente difficile immaginare la Torino del futuro senza un
insediamento produttivo come quello di FIAT.
Quindi, credo che questo accordo di programma - che interessa l'area adiacente a
TNE e che vede il coinvolgimento diretto di FIAT sia in fase di progettazione dei
veicoli, sia in fase di supporto alla realizzazione, ma anche in fase di produzione - sia
veramente il cuore e il nocciolo della Torino di domani, sotto il profilo urbanistico,
ma anche sotto il profilo lavorativo e produttivo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Solo una brevissima dichiarazione di voto favorevole a questa deliberazione, però
faccio anche alcune considerazioni. Alla luce del contesto economico che Torino sta
attraversando e del grande punto interrogativo su quello che sarà il futuro della FIAT
in questa città, io volevo porre al dibattito alcune questioni.
Io auspico, effettivamente, che tutte le cose che sono scritte in questa modifica di
accordo di programma siano effettivamente realizzate, perché è importante, credo, la
questione della vigilanza. E' un accordo che dura dieci anni, nel corso dei quali
potranno succedere tante cose; io non vorrei, però, che alcuni passaggi strategici e
importanti - dalla Cittadella Politecnica della Mobilità, al Centro del Design, al fatto
che arriveranno 4.000 persone, tra studenti e lavoratori - non venissero
effettivamente attuati.
Credo che la questione della vigilanza sull'operazione e sui dieci anni che devono
trascorrere sia fondamentale da parte del Collegio di Vigilanza, composto dal
Sindaco, dal Presidente della Regione e dal Rettore del Politecnico. Credo che su
questo ci giochiamo veramente la serietà come Amministrazione Comunale, perché
io condivido il fatto che le Amministrazioni Comunali oggi devono essere soggetti
attivi di politica economica. Noi con quest'atto stiamo facendo politica economica,
così come l'abbiamo fatta quando abbiamo acquistato, quattro o cinque anni fa,
l'area della FIAT, i famosi 300.000 metri quadrati di area.
Io vorrei solo che questo fosse un fatto certo, non vorrei che, se saltassero dei
passaggi, in quell'area restasse solo il Centro Servizi, che vorrei capire come si
identifica. Nella replica dell'Assessore vorrei capire se questo Centro Polifunzionale,
così come viene definito, è un centro commerciale o è un centro a servizio delle
imprese che in quell'area si collocheranno?
Questa è la domanda. Secondo me questo è il punto strategico dell'operazione,
perché se salta questo passaggio il rischio è, nel caso di fallimento dell'operazione,
che in quell'area ci sarà solamente un centro commerciale; credo che questo sarebbe
veramente un gravissimo errore o comunque segnerebbe il fallimento
dell'operazione.
Quindi, credo che la bontà del contenuto della deliberazione vada condiviso, perché è
importante riqualificare quell'area, valorizzarla, accrescere le attività di formazione e
di ricerca relative all'"automotive". Ma se la FIAT, fra cinque anni, sarà americana o
sarà inghiottita dalla Chrysler? Io auspico il contrario, ma francamente ancora tutto è
da definirsi.
Quindi, io voto con convinzione questa deliberazione, ma lasciando però al dibattito
e al futuro dell'operazione questi interrogativi, che credo vadano controllati con
molta serietà da parte degli Enti locali, perché già anni fa abbiamo speso 60-70
milioni di Euro, assieme a Provincia e Regione. Sarebbe interessante che quel
sacrificio producesse veramente uno sviluppo dell'economia torinese, ma non vorrei
che questo potesse servire a qualche altro interesse.
Concludo con questo tipo di perplessità, però con la convinzione che se tutto ciò che
è scritto, tutto ciò che è stabilito nell'atto deliberativo, se il protocollo, firmato dal
Politecnico e da tutti i soggetti in campo, sarà effettivamente un fatto concreto, credo
che stiamo compiendo un atto importante.
Quindi, con questo tipo di considerazione, concludo e ribadisco il voto favorevole
del mio Gruppo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Io vorrei fare tre rapidissime considerazioni. La prima sul merito, perché vorrei che
non venisse trascurato come dietro questa deliberazione ci sia un'idea del possibile
sviluppo industriale della città di Torino. Idea peraltro non nuova: non è la prima
volta che in ques'Aula ripetiamo come Torino scommetta sul rapporto tra industria e
conoscenza e sull'innovazione, e come questo atto amministrativo sia coerente con
questa strada.
Da questo punto di vista, la maggioranza oggi si accinge ad approvare un atto che
non è altro che la conseguente e coerente scelta di un indirizzo politico perseguito in
tutti questi cinque anni.
Dal punto di vista del rapporto con gli altri soggetti che partecipano a questo accordo
di programma, anche qui, niente di nuovo. La città di Torino, insieme con il
Politecnico, insieme con la ricerca, opera, attraverso le leve dell'urbanistica,
un'operazione che cerca di creare le condizioni affinché diventi conveniente investire
risorse private nello sviluppo non solo della ricerca, ma anche della produzione di
beni ad alto contenuto di innovazione scientifica e di conoscenza. Anche qui, però,
niente di nuovo.
L'aspetto che invece trovo nuovo è che probabilmente, in prossimità delle elezioni,
quasi tutte le forze politiche dell'opposizione, che per anni hanno scommesso su una
cittadinanza poco capace di comprendere le trasformazioni che erano in atto,
all'ultimo momento, si siano rese conto che il consenso sempre più crescente verso
questa maggioranza dimostra che i cittadini hanno ben compreso la ragionevolezza
dell'indirizzo politico finora perseguito.
E allora si accingono a votare una deliberazione che, sì, presenta aspetti di novità ma,
come dicevo prima, non è nient'altro che la fisiologica conclusione di un percorso
amministrativo caratterizzato dalla medesima idea che sorregge questa proposta di
modifica. Quindi, meglio tardi che mai, non perché votano a favore, ma perché
hanno compreso che i cittadini sono molto più in grado di apprezzare l'operato
amministrativo di questi ultimi dieci anni, di quanto la maggior parte delle forze
politiche dell'opposizione abbia sempre ritenuto, credendo di poter veicolare
consenso semplicemente rappresentando una realtà e un'Amministrazione che, alla
prova dei fatti, è invece assai apprezzata.
Un'ultima considerazione. In questo atto, come in tutti quelli che hanno
caratterizzato le deliberazioni di questo Consiglio Comunale, c'è all'origine una
profonda fiducia nei confronti degli altri soggetti e degli altri interlocutori. Niente di
più lontano dal tentativo di rappresentare quest'Amministrazione come
un'Amministrazione che non ha sempre scommesso, al di là delle situazioni reali, al
di là dei dati effettivamente esistenti, sulla possibilità di costruire rete e di costruire
cooperazione con tutti i soggetti istituzionali. Se a quest'Amministrazione possono
essere mossi dei rimproveri, questi di sicuro non hanno a che vedere con un
atteggiamento di fiducia, semmai si potrebbe criticare un eccesso di fiducia, ma non
certo una mancanza di fiducia. Fiducia nei confronti degli investitori privati, del
Politecnico, del mondo dell'Università e della possibilità che, assumendo scelte
ragionevoli e coerenti, con il contesto dato, alla fine anche gli altri attori possono fare
la loro parte.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Come sapete, questa deliberazione in realtà è stata anticipata da una lunga
discussione politica, sia nazionale che locale. Abbiamo creduto, sin dall'inizio, che la
vicenda TNE riguardasse anche lo sviluppo dell'area di Mirafiori, la cui discussione
ha portato, anche questo Consiglio, a dividersi su molti punti.
Su una cosa, però, eravamo di sicuro uniti, lo era di sicuro tutta questa maggioranza:
quando molti pensavano che nel 2005 la FIAT avrebbe chiuso in questa città e con
essa anche un pezzo di progettualità sul futuro dell'auto, tutti noi eravamo uniti nel
pensare che l'operazione su Mirafiori, che poi diventò Torino Nuova Economica,
fosse una delle leve per rigenerare la produzione a Mirafiori.
Diciamoci la verità, se quel passaggio non fosse stato fatto, anche la linea della
nuova Punto non sarebbe stata prodotta per anni a Mirafiori. In questi anni però ci
hanno diviso alcune riflessioni, nel senso che noi pensavamo che quei mutui, che
continuano a gravare nel nostro Bilancio, in qualche modo fossero il segnale di
quell'impegno. Quindi, molti di noi - soprattutto il Gruppo Sinistra Ecologia e
Libertà - hanno espresso questo tipo di contraddizione, cioè un soggetto come la
FIAT, che non riconosce il suo valore sociale, l'impegno in questo territorio, potendo
anche solo pensare di dire che, qualora non fosse passato l'accordo con i sindacati e
con i lavoratori, questa città poteva non essere più la sede della sua testa, del suo
cuore e anche della produzione. Questo, in qualche, modo ci ha portato un po'
distanti da quel progetto.
In realtà, diciamoci la verità, in questi tre anni, anche se la progettualità era una
progettualità giusta, la crisi economica ha portato anche al deserto di alcuni bandi in
quell'area. Questa è una riflessione che tutti noi dobbiamo farci, nel senso che un po'
per lo scarso investimento di FIAT nell'area, un po' per il fatto che i capannoni,
diciamoci la verità, costano molto meno fuori da questa città, un pezzo di
quell'operazione, soprattutto sui lotti B e C, non è andata come ognuno di noi
pensava. Però qui stiamo parlando di un'altra cosa, cioè stiamo parlando del lotto A
che doveva diventare la Cittadella della mobilità sostenibile.
Tra l'altro, c'è un emendamento presentato dalla Giunta che aggiunge la parola
"sostenibile", perché pensavamo - e mi rivolgo al Sindaco - che nell'operazione con
il Politecnico si potesse osare qualcosa di più; lo dico per il Politecnico stesso, che
doveva attrarre non solo disegno industriale, ma doveva pensare ad una Cittadella
della Mobilità Sostenibile, che portasse lì sia i vettori energetici, che ingegneria
dell'auto.
In qualche modo, nell'accordo registriamo un pezzo di questa progettualità; avevamo
chiesto che, prima di votare la Variante, vi fosse l'accordo con il Politecnico di
Torino, perché vorremmo che, nel prossimo anno accademico, ingegneria dell'auto e
disegno industriale rappresentassero questo primo passaggio della Cittadella
Politecnica della Mobilità Sostenibile. Proprio per questo motivo, molti si sono
scagliati contro l'ipotesi di portare un grande ipermercato in quella Cittadella e credo
che in questo abbiano giocato anche molto i media.
Sin da subito, abbiamo detto che saremmo stati disponibili ad una piastra polivalente,
che significa, in qualche modo, prevedere anche dei servizi a fronte di un
investimento, dove arriveranno migliaia e migliaia di studenti. Proprio per questo
motivo abbiamo chiesto che nella parte più a nord (quella vicino alla futura Piazza
Mirafiori) venisse progettato anche un altro pezzo di città, cioè una residenzialità
studentesca che possa attrarre 400 ragazzi da tutta Torino, ma soprattutto da tutta
Italia e da tutto il mondo, per far sì che quell'area della città sia all'onor del mondo.
Voteremo con convinzione questo accordo, sperando, però, che la progettualità parta
in fretta, che i bandi non siano più deserti e che anche la FIAT ci metta qualcosa di
più rispetto alle sole intenzioni di reinvestire in quell'area. Sono passati solo tre mesi,
ma siamo lontani da quel referendum che credo abbia segnato per sempre un pezzo
di discussione in questa città. Oggi, però, c'è da ricucire e, quindi, credo che tutte le
Istituzioni stiano lavorando per far sì che nessuno rimanga escluso in quella fabbrica,
ma soprattutto che tutti i cittadini torinesi possano dire che l'Istituzione Città di
Torino è in campo per far sì che arrivino quegli investimenti.
Credo che con questo atto non si possa più tornare indietro, perché in qualche modo
il destino di Mirafiori è lì a dirci che, da una parte, ci sarà una fabbrica che
continuerà a produrre e, dall'altra parte, ci sarà una Cittadella della conoscenza e
della mobilità sostenibile che spero saprà attrarre grande investimenti da tutto il
mondo.
Voteremo, quindi, a favore di questo Accordo di Programma.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Intanto, mi fa piacere l'apprezzamento generalizzato che ho registrato su questa
iniziativa, sulla quale abbiamo investito molto in termini di impegno e di fiducia. È
certamente una scommessa da fare e credo che la Città debba avere un ruolo di
traino; abbiamo sempre cercato di interpretare questa parte, nel senso che abbiamo
"tirato" nella costruzione di questa prospettiva sulla quale ci stiamo muovendo.
Apprezzo molto che, in questa fase, il Consiglio nel suo insieme riconosca il
significato ed il valore del lavoro che è stato svolto.
Vorrei rispondere rapidamente a due questioni che sono state poste. In primo luogo,
sulla questione dell'indebitamento, per quanto riguarda la realizzazione del Centro
del Design - e questa risposta vale anche per altri Consiglieri che sono intervenuti -
non ospiterà soltanto le attività legate al disegno industriale, ma anche le attività
formative collegate all'ingegneria dell'auto (questo è l'intento che ha espresso il
Politecnico fin da subito, naturalmente compatibilmente con la disponibilità effettiva
degli spazi).
Detto questo in termini di conferma della forte determinazione del Politecnico a
lavorare nella prospettiva della costruzione del campus e, quindi, del rafforzamento
di questo polo, che certamente è essenziale per evitare di confinare un manipolo di
studenti in un'area esterna, non servita, non urbanizzata e non attrezzata (in quanto il
problema della soglia dimensionale è fondamentale per dare forza a questo
insediamento, che, di per sé, sconta obiettivamente delle negatività legate a questa
collocazione così periferica ed esterna), però il costo dell'operazione di realizzazione
delle strutture, che sono state inaugurate nelle scorse settimane, non ha gravato in
alcuna misura sul Bilancio della Città di Torino.
Probabilmente, i circa 20 milioni di Euro (forse sono un po' di più) sono quelli che, a
suo tempo, sono stati impegnati per l'acquisizione delle aree; quindi, è la quota di
onere finanziario in capo alla Città per l'acquisizione dell'area dalla FIAT.
Dopodiché, abbiamo affidato la gestione dell'operazione a TNE, che ha curato la
ricerca di intesa con le Istituzioni pubbliche (quindi, con noi, con la Regione e con la
Provincia) e delle risorse finanziarie, non a valere sul debito diretto dei conferenti. In
gran parte, si tratta di risorse che provengono dal finanziamento europeo, transitato
tramite la Regione, e, in parte, da un indebitamento diretto, che, però, è sostenibile
sulla base delle intese realizzate con il Politecnico.
Per quanto riguarda la questione del cosiddetto supermercato, non ho mai usato in
nessuno dei miei interventi - né in Aula, né nelle dichiarazioni che sono comparse sui
giornali - il termine "supermercato", perché a stabilire la differenza specifica dal
punto di vista strettamente normativo tra questo insediamento di attività di servizio e
un supermercato è il fatto che non abbiamo escluso la qualificazione come L2. La
qualificazione come L2 è quella che porta con sé la possibilità di realizzare una
grande piastra alimentare, che fa un po' da traino e da magnete e attorno a cui, poi,
l'insieme delle restanti attività commerciali trova modo di realizzare un'ampiezza
d'offerta che, complessivamente, fa funzionare il centro commerciale, tipicamente
rivolto ad un ampio territorio, come struttura finalizzata all'attività commerciale
come intento primario.
In questo caso, non abbiamo escluso fin dall'inizio il riconoscimento di una L2
proprio per fare in modo che, al di là della proposta dell'operatore che ha già
avanzato una sua iniziativa-candidatura specifica, ma, in generale, sulla base di
procedura di evidenza pubblica che TNE attiverà appena l'accordo di programma
sarà concluso da tutte le parti sottoscrittrici (e, quindi, sarà pubblicato sul BUR), in
ogni caso prescriverà, in maniera assolutamente inderogabile, l'esclusione della
tipologia classica, richiesta da tutti gli operatori del settore, per configurare il taglio
da 4.500 metri della piastra alimentare ed il centro servizi come un polo commerciale
di carattere classico.
In questo senso, abbiamo voluto marcare il fatto che questo insediamento a matrice
privata ha il significato primario di offrire una gamma di servizi articolata e completa
a coloro che ne fruiranno o che vi accederanno (per ragioni di lavoro, di studio o
anche soltanto occasionalmente) e per assicurare che le condizioni di vita e le
condizioni di funzionamento dei servizi formativi, di ricerca e di innovazione - che
saranno collocati in questo comprensorio - possano fruire di un regime e di un livello
di dotazioni di servizi adeguato ad un sistema urbano.
In questo senso, però, ribadiamo che in alcun modo questo centro servizi dovrà
essere configurato come un supermercato o un ipermercato, ovvero strutturato nel
modo classico dei supermercati presenti nelle aree esterne, accessibili essenzialmente
dal sistema autostradale-tangenziale; in questo caso, si tratta di un centro servizi
realizzato in funzione degli insediamenti che si collocheranno nell'area.
Chiudo dicendo che anche la questione dei bandi deserti - o, comunque, con esiti
certamente non corrispondenti alle aspettative - sono da ricondurre al fatto che, in
qualche misura, quest'area aveva bisogno di una forte iniziativa dei soggetti pubblici,
che vi investono risorse finanziarie importanti, ma anche risorse umane importanti,
perché è evidente che una presenza di quest'entità di formatori, di studenti e di
ricercatori è un elemento che segna in maniera non più teorica e non più solo
affermata, ma in maniera concreta e nei fatti l'intento che era perseguito; lo mostra
nella sua concretezza.
Questo ci fa sperare che muti il giudizio che viene dato sull'opportunità di collocarsi
nell'area, nel senso che si riconosca che non è una qualsiasi area esterna per
realizzare insediamenti industriali di piccola o grande dimensione (ma comunque
sostanzialmente lasciati a se stessi), ma che questi insediamenti possono collocarsi in
un contesto che favorisce attività di ricerca e trasferimento, che sono essenziali nella
competizione globale e di fronte a cui tutte le aziende - certamente, chi più e chi
meno - si trovano ad agire.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi degli emendamenti.
L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Viano, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 31, astenuti 1, favorevoli 28, contrari 2.
L'emendamento n. 1 è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Viano, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
Presenti 31, astenuti 1, favorevoli 28, contrari 2.
L'emendamento n. 2 è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
L'emendamento n. 2 bis, presentato dall'Assessore Viano, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2 bis:
Presenti 32, astenuti 1, favorevoli 29, contrari 2.
L'emendamento n. 2 bis è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Viano, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
Presenti 32, favorevoli 29, astenuti 1, contrari 2.
L'emendamento n. 3 è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Castronovo.

CASTRONOVO Giuseppe
Intervengo in fase di dichiarazione di voto per evitare di essere accusato di fare
ostruzionismo e effettuare interventi lunghi. Vorrei annunciare il voto contrario del
Gruppo di Rifondazione Comunista; questa decisione è basata su alcuni elementi che
anche le conclusioni dell'Assessore Viano non hanno mitigato. Infatti, questo
accordo di programma rientra nel quadro più generale della questione dello sviluppo
urbanistico di Torino e, intorno allo sviluppo dell'urbanistica, anche della questione
dello sviluppo industriale.
Questa Variante, come altre, risente - e credo che risentirà anche per il prossimo
mandato amministrativo e per il prossimo Consiglio - anche della mancanza di una
discussione generale sull'urbanistica; non a caso si usano termini come "Porta
Mirafiori" e come "possibile sviluppo collegato alla linea 2 della Metropolitana", che
sono tutti argomenti inseriti nel vecchio Piano Urbanistico dell'Assessore Viano che
non è mai stato oggetto di discussione né in Commissione, né in Aula.
Quindi si prosegue su quella strada. Così come, quando si dice che stiamo
ragionando del possibile sviluppo industriale di Torino e che questo accordo di
programma si muove in quell'ottica, ci dimentichiamo che, ad esempio, in merito
alla questione del design, ancora non sappiamo che cosa potrà poi sortire in
quell'area, anche soltanto pensando al fatto che la Giugiaro è già di proprietà della
Volkswagen, la Bertone non si sa come finirà e la Pininfarina è ancora sullo stesso
piano.
In sostanza, come diceva il Consigliere Gallo Domenico, c'è una forte relazione tra il
futuro della FIAT a Torino e la necessità di un ampio coinvolgimento, in questo
dibattito, dell'insieme degli operatori economici e sociali presenti nella nostra città
che invece si continua a non interessare.
Un accordo di programma avrebbe dovuto e avrebbe potuto essere uno strumento
utile per definire questo quadro generale, dal momento che, per come si definisce da
sé, si tratta di un accordo in cui si programmano delle cose più grandi e dove si cerca
di mettere assieme le varie tessere del puzzle, in maniera tale da riuscire ad avere un
quadro più o meno definito su cui ragionare e con il quale confrontarsi anche per il
futuro. Come diceva il Consigliere Gallo Domenico, finché non saranno chiare le
possibili novità future in merito all'allocazione degli stabilimenti della FIAT in
Italia, e in particolare a Torino, e di che cosa si produrrà, è evidente che, almeno per
tale aspetto, ci saranno dei problemi.
Sostanzialmente ci si affida al Politecnico, cercando di definire una nuova scuola per
il design, ovviamente in rapporto allo strumento produttivo che con quella scuola
dovrà realizzarsi, che, però, non sappiamo ancora quale sarà.
I tempi del dibattito di questo accordo di programma sono quelli che vediamo oggi:
si tratta di una proposta di deliberazione che è stata preparata il 15 marzo, che è stata
discussa molto velocemente in II Commissione il 29 marzo (il penultimo giorno della
chiusura di questo mandato), di cui oggi discutiamo in seduta straordinaria.
È evidente che, con questo ultimo atto, questa Amministrazione non fa che
confermare una scarsa propensione alla discussione e al dibattito, in Aula, ma anche
in città.
Noi avremmo voluto avere un percorso più ampio, più condiviso, invece continuiamo
a non averlo.
La stessa dizione di piastra commerciale o di supermercato o di centro servizi,
eccetera, è ancora nebulosa, nel senso che, apprezziamo tutta la buona volontà
dell'Assessore, che ci spiega che non sarà questo, non sarà quello, non sarà
quell'altro, ma in politica - come dice sempre a me il Sindaco - non basta essere
contrari a questo o a quell'altro, ma bisogna essere propositivi. In questo caso, quale
sarà la realtà di quella piastra commerciale o di quel centro poliservizi non è ancora
molto chiaro.
Quindi, per concludere, non è chiaro il quadro produttivo nel quale si inserisce questa
ipotesi; non ci convince il metodo che è stato seguito, ancora una volta, per la
discussione di questa vicenda e, di conseguenza, per fare contento il nostro Sindaco,
che non ama i voti unanimistici, soprattutto a fine mandato, e anche per non essere
accusato, da parte del Consigliere Giorgis, di cambiare cavallo all'ultimo minuto per
far vedere che siamo tutti a favore dello sviluppo produttivo di questa città - Dio ce
ne guardi -, noi siamo per l'arretratezza, noi siamo per i diritti certi, noi siamo ancora
quelli che vorrebbero che a cose scritte corrispondessero cose fatte.
Siccome le cose scritte qui non sono chiare e quelle fatte non sappiamo quali
saranno, il nostro voto sarà convintamente contrario.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Io non sarei intervenuto se non avessi ascoltato l'intervento del Consigliere Giorgis,
il quale spiega all'opposizione che è utile che si siano risvegliati da questo torpore e
siano diventati improvvisamente attenti. L'ho sintetizzato, non uso le stesse parole,
ma il senso era questo.
Vorrei dire che il senso di responsabilità di cui parlavo prima e che ha fatto sì che noi
ritirassero gli emendamenti rimane. Io faccio finta di non aver ascoltato l'intervento
del Consigliere Giorgis, perché ribadisco le cose che ho appena detto e non è certo
l'istigazione del Capogruppo Giorgis che fa cambiare idea al nostro Gruppo.
La responsabilità rimane, quindi su questo accordo di programma noi voteremo a
favore.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ringrazio l'Assessore per la replica importante che ha fatto. Su questa replica noi
voteremo sì a questa proposta di deliberazione, però, Assessore, non lo facciamo né
per TNE, né per questa Giunta, né per gli attori che hanno firmato a suo tempo, nel
2007, questo accordo di programma, che continua ad andare avanti, bensì lo
facciamo, con senso di responsabilità, come diceva anche il Consigliere Angeleri, per
provare a dare ai lavoratori e ai precari una possibilità ulteriore di sognare uno
sviluppo lavorativo migliore della nostra città.
Quindi, in questo senso, valutando ciò che ha fatto la TNE in questi anni, che
oggettivamente ha gestito quest'area, a mio giudizio, in maniera irriguardosa, per i
soldi pubblici che sono stati spesi a suo tempo, oggettivamente. Quindi, nella
prossima Giunta dovrà essere fatta necessariamente anche una valutazione sulla
dirigenza di questa azienda, perché non è possibile e non è accettabile che siano stati
sperperati 70 milioni di Euro ed oggi si arrivi, a ridosso delle elezioni, a dover fare
un'operazione di questo genere. Però, ripeto, il nostro voto sarà favorevole per senso
di responsabilità, perché, visto che anche il Politecnico si impegna su questa
situazione, crediamo che questa Torino possa dare ai nostri talenti un futuro migliore.
È chiaro che questa è retorica, Assessore - lo capisco -, ma votare questa proposta di
deliberazione è un atto insolitamente di responsabilità assoluta, perché è una
situazione al limite del votabile, ma lo faremo e devo ammettere che l'Assessore si è
impegnato molto. Ho apprezzato la sua onestà intellettuale e, quindi, mi fido anche di
questo, sopratutto sulla questione del supermercato, perché ha lasciato un po' di
spazi e speriamo che, oggettivamente, non verranno poi occupati da una piastra e che
non vi siano nuovamente delle modifiche. Crediamo in quello che l'Assessore ci ha
detto, perché è sempre stato onesto intellettualmente e, quindi, per senso di
responsabilità voteremo a favore di questa proposta di deliberazione, sapendo che lo
facciamo esclusivamente per i nostri talenti nel futuro.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 39, favorevoli 36, contrari 3.
La proposta di deliberazione è approvata.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 39, favorevoli 36, contrari 3.
L'immediata eseguibilità è concessa.
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