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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Marzo 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2009-04877
"SCANDALO OSPEDALI/ONORANZE FUNEBRI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA ED ANGELERI IN DATA 23 LUGLIO 2009.
Interventi

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 200904877/002,
presentata in data 23 luglio 2009, avente per oggetto:
"Scandalo ospedali/onoranze funebri"
e dell'interpellanza n. mecc. 201100981/002, presentata in data 23 febbraio 2011,
avente per oggetto:
"L'associazione 'No, al finto aiuto' rispetta i criteri che definiscono le Onlus?"

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Vicesindaco, che risponde per entrambe le interpellanze.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Partirei dall'interpellanza che è giacente da più tempo, che riguarda sostanzialmente
il rapporto con le associazioni di categoria, in merito al fatto che una parte di esse
agiva, in particolare, nel settore ospedaliero per procurarsi la clientela e per offrire i
loro servizi.
Noi avevamo iniziato questa discussione con l'associazionismo di categoria nel
2007, in cui avevamo ipotizzato la possibilità che l'associazionismo formulasse un
codice etico, in quanto il Comune non ha la possibilità di regolamentare questo
argomento.
Ricordo che l'Amministrazione comunale ha emanato una regolamentazione che
indica quali sono le caratteristiche che le pompe funebri devono avere per poter
operare all'interno del sistema cimiteriale. Inoltre, ricordo che su tale argomento
c'era stata una deliberazione dell'Assessore Bonino, che provava a delimitare le aree
per la pubblicità, non consentendo la pubblicità entro i 200 o 250 metri dalle aree
ospedaliere.
Fatto questo, in realtà questo discorso con le associazioni non è andato avanti, perché
nel frattempo c'è stato uno scandalo ed è intervenuta la Procura, che ha iniziato una
serie di indagini.
La mia opinione è che - come dice giustamente l'interpellanza - tutte queste
metodologie di intervento siano assolutamente condannabili e non accettabili.
Tuttavia, è molto difficile pensare a un intervento della Pubblica Amministrazione,
perché la materia non può che essere regolata dalle associazioni di categoria e dagli
operatori che svolgono questo delicato e importante ruolo.
Credo che con il tempo, in realtà, sia andata avanti un'idea - che secondo me è più
interessante e, forse, ha maggiori possibilità di ottenere dei risultati - che coinvolge le
ASL, perché quello che in realtà vogliamo mettere in discussione è il modo di
relazionarsi con le famiglie, in un momento assolutamente delicato.
Detto questo, so anche quanto sia difficile, perché essendo un luogo pubblico, così
come luogo pubblico è il cimitero, nel tempo, come abbiamo visto, anche i soggetti
di indagine sono cambiati, perché in alcuni casi si sono utilizzati gli addetti alle sale
mortuarie, ma in altri casi si possono scegliere le diverse associazioni presenti
comunque nelle aree ospedaliere, di cui non è necessario che faccia l'elenco.
Per tutte queste ragioni, oltre a un intervento di condanna di questi atti da parte di
tutti noi e a un intervento sempre più accorto all'interno della rete ospedaliera, dove
sono più accessibili i livelli di informazione, credo che la cosa migliore sarebbe che
gli operatori concludessero tra di loro un codice etico su tale argomento, così come
normalmente succede nelle categorie professionali che affrontano problemi di questo
tipo.
Per quanto invece concerne la seconda interpellanza, non sono in grado di dire se
questa associazione è in rapporto alle associazioni Onlus oppure a dei singoli
operatori del settore. Da quello che si capisce guardando il manifesto pubblicitario è
che questa associazione sollecita la denuncia di questo tipo di situazione. Il
manifesto, che ho visto pubblicato in città, mi pare molto chiaro da questo punto di
vista, però non sono assolutamente in grado di aggiungere nulla di più.
Non mi risulta che questa associazione utilizzi una sede di proprietà privata, inoltre
non mi risulta di aver concesso una sala del Municipio per una conferenza stampa di
presentazione. Ancorché, se davvero l'associazione svolge quel tipo di attività, come
indica il manifesto, ovviamente non ci sarebbe nulla in contrario a mettere a
disposizione sale della Città di Torino, così come facciamo per altre associazioni.
Anche questo dipende meno dalla Giunta, ma più dalla Presidenza del Consiglio e
dai Presidenti di Circoscrizione. Questi sono i possibili interlocutori.
Io ho fatto una verifica per quanto riguarda ovviamente la Giunta e la dirigente mi ha
detto che non ha autorizzato nulla a questo proposito.
Concludo dicendo tre cose. Primo: le nostre parole di condanna verso certi
atteggiamenti non possono che continuare a esserci. Due: siamo assolutamente
disponibili a mettere in risalto iniziative di carattere virtuoso. Terzo: se avessimo
informazioni diverse da quelle che sono riuscito ad avere, anche su quest'ultimo
aspetto, ovviamente faremmo qualsiasi cosa per metterle in discussione.
Allo stato attuale, però, non ho queste informazioni e i livelli di comunicazione
avviati credo vadano nella direzione indicata dalle stesse interpellanze.
&O
VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente):
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Io faccio il Consigliere Comunale di questa città, quindi ho il dovere di cercare di far
rispettare le regole, che devono essere uguali per tutti. Per questo motivo io e il
Capogruppo Brescia nel 2007 e poi nel 2009 abbiamo presentato due interpellanze
che avevano come oggetto il fenomeno del racket del caro estinto.
Noi sappiamo qual è il business che ruota intorno a questo fenomeno naturale. Ogni
giorno abbiamo decine di defunti in questa città, con oltre 150 imprese che lavorano
nel settore e sappiamo, anche per i fatti che sono stati denunciati dalla magistratura,
cosa è capitato negli anni proprio in questo settore.
Io penso che il Consiglio Comunale debba prendere una posizione più severa, più
dura nei confronti di coloro che continuano, nonostante tutto, nonostante le denunce,
a operare strumentalizzando e sfruttando un momento di grande debolezza che le
famiglie vivono nel momento in cui si perde una persona cara.
Questo, Vicesindaco, è un ragionamento di carattere etico. Rispetto alla risposta che
lei mi ha dato, aggiungo che lei saprà che in Regione è stato presentato un progetto di
legge, quasi all'unanimità dei presenti in Consiglio, firmata, mi pare, da oltre una
quarantina di Consiglieri Regionali, proprio per regolamentare il settore.
Ovviamente, noi, Consiglieri Comunali, saremo molto attenti a questi aspetti e penso
che sia doveroso anche dare la possibilità ai Comuni di svolgere un'azione di
controllo severa proprio in questa direzione.
Devo dire che rispetto a questo ragionamento, quando il 26 gennaio ho letto che era
nata un'associazione per fermare questo sistema, ormai cronicizzato, che penso non
esista solo in questa città, ma in questa città esiste ancora, ho tirato un sospiro di
sollievo. Sono stato contento di sapere anche che il 25 gennaio questa iniziativa è
stata presentata nella Sala delle Colonne del Municipio. Quindi c'era anche
l'ufficialità di una presentazione che arrivava dall'interno del Consiglio; poi, il
giorno successivo, ho visto la pubblicità sui giornali.
Il giorno dopo, la più grande società che opera in questa città, dice in un articolo:
"Meno male che è nata l'associazione 'No, al finto aiuto'". Fin qui tutto bene. C'è un
piccolo particolare, perché l'indirizzo dell'associazione "No, al finto aiuto", Corso
Giulio Cesare 147 coincide con questa grande società. Fin qua, può ancora andar
bene.
Viste le dichiarazioni che ci sono state sui giornali da parte dei rappresentanti di
questa associazione, di cui fanno parte anche degli avvocati, che chiedono alle
istituzioni una normativa che assicuri trasparenza in questo campo, l'ho già detto
prima, per quel che mi riguarda questa normativa ci sarà e ci sarà nel più breve
tempo possibile, affinché tuteli i parenti dei defunti e le stesse imprese. Ma
invitiamo, ovviamente, tutti coloro che vorrebbero denunciare dei fatti, di farlo,
perché noi, attraverso le associazioni, invieremo alla magistratura queste denunce.
Dopodiché mi faccio una domanda, ma è una domanda del tutto naturale: questa
associazione, che riceve una denuncia che va contro questa grossa impresa di pompe
funebri locali, sarà totalmente libera di poterla inoltrare alla magistratura? E qua che
mi pongo il problema di carattere etico; è qua che il mio entusiasmo, nel leggere la
notizia del 26 gennaio, inizia un po' a scemare. Allora inizio a essere ancora più
preoccupato per una situazione che vedo intorbidirsi, anziché essere limpida e
cristallina, come tutti noi in questa Sala vorremmo.
Quello che le chiedo, Vicesindaco, è che, in attesa della Legge che quanto prima
verrà approvata in Consiglio Regionale, vi sia un controllo da parte del Comune e
della realtà che ha questo compito; è necessario un controllo da parte del Comune sul
comportamento delle agenzie di pompe funebri, perché ho l'impressione che anche
questa iniziativa non risolva il problema ed è ovvio che la parte pubblica deve
esercitare, comunque, un controllo.
Ovviamente, non voglio raccontare quali pubblicità sono uscite sui giornali di questa
agenzia alternativamente con l'Associazione "No al finto aiuto" (un giorno una e un
giorno l'altra con lo stesso posizionamento e lo stesso spazio); vorrei allegare, però,
questo agli atti, dato che il Vicesindaco ha chiesto, se eravamo a conoscenza di
qualcosa, di consegnargli tutto. Allo stesso modo, allego, per esempio, due articoli
comparsi su un giornale che è diretto da chi presiede questa Associazione "No al
finto aiuto" e che mi riguardano; per carità, è una cosa personale, ma gliela consegno
perché questo è un articolo che è comparso prima che uscisse la mia interpellanza e,
poi, subito dopo ce n'è un altro che ha un'impostazione esattamente opposta al
primo. Ovviamente, sarà una coincidenza, non penso che sia un caso di
intimidazione, sarà un errore del giornalista, ma lo metto agli atti in modo che
rimanga e faccia capire in che condizione siamo e con quale situazione dobbiamo
convivere. Penso che non dobbiamo convivere con questa situazione e, quindi, le
chiedo anche adesso, se è possibile, una risposta concreta per quanto riguarda un
maggiore controllo, in attesa che la Legge regionale venga approvata.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per un'integrazione, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Ringrazio il Consigliere Angeleri e consulterò i fogli che riportano la serie di notizie
a cui faceva riferimento. Sulla base di tutto ciò, cercheremo di avere una maggiore
possibilità di vigilanza, ovviamente nei limiti della nostra possibilità di intervento.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Parlo di possibilità di intervento, perché,
come il Consigliere Angeleri ha compreso, oggi non vi è alcun elemento che mi
faccia dire cose diverse da quelle che apprendiamo dalla comunicazione. Nel
momento in cui vi fossero, è chiaro che sarebbe necessario intervenire, in primo
luogo da parte del sottoscritto, ma anche da parte di questo Consiglio.
Oggi la comunicazione ed il modo in cui viene richiesto l'intervento dei cittadini
sono assolutamente corretti. Semmai, il pubblico potrebbe porsi il problema se non
sia necessario - se questa situazione del finto aiuto continuasse - pensare di fare delle
cose in rapporto anche con un associazionismo di volontariato, raccogliendo, in
qualche modo, noi stessi le denunce, in modo tale da garantire un rapporto più
garantito e più trasparente con la Magistratura, che, alla fine, è l'unico soggetto che
può decidere ed ha la possibilità di stabilire se uno è stato alle regole o meno o se ha
commesso un reato o meno.
Sulla base di quello e, poi, sulla base della nuova legislazione regionale (che
dovrebbe concedere la possibilità di intervento), è chiaro che, in rapporto a queste
possibilità, ovviamente i Comuni dovranno agire. Penso che la Città di Torino sia
assolutamente disponibile ad intervenire, nel momento in cui le verranno messi a
disposizione gli strumenti.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Peraltro, sul piano di fatto, vorrei ricordare che la Sala delle Colonne viene assegnata
su lettera del Gabinetto del Sindaco, quindi forse non sarebbe inutile fare anche una
verifica in quella sede.
Le interpellanze sono discusse.
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